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31/01/12

I MALATI DI SCLEROSI MULTIPLA SCRIVONO AL CANTANTE

Carissimo Adriano, mi presento mi chiamo STEFANIA MELIS e sono una mamma 37 anni e ho  due figli meravigliosi di 11 e 14 anni..Ho la sclerosi multipla dal 1996 e ad oggi combatto contro tutti e contro tutto (aism - stato- ministri - medici...) per fare in modo che anche i miei Amici con sm e ccsvi vengano LIBERATI DALLE DUE PATOLOGIE...Ma  veniamo a noi ...sono qui a scriverti da parte di 63.000 persone malate di sclerosi multipla e ccsvi (insufficienza venosa cronica cerebro spinale)..ti scrivo come ho fatto tempo fa ..e come ho fatto con diverse tue colleghe e tuoi colleghi in riferimento a questa nuova patologia la ccsvi.

In breve..noi malati di sclerosi multipla <sm> da circa 2 anni buoni abbiamo scoperto grazie alla nuova e immensa SCOPERTA DEL PROFESSOR ZAMBONI (RICERCATORE ITALIANO) insieme al suo staff Galeotti e Salvi c'e' una nuova patologia correlata alla sclerosi multipla ..che si chiama CCSVI.
La CCSVI è caratterizzata dalla presenza di restringimenti multipli e malformazioni delle principali vene che portano il sangue dal cervello verso il cuore. Le vene interessate sono:
giugulari interne,
vertebrali,
lombari,
azygos,
emiazygos ,
iliache.
Queste malformazioni congenite assumono la forma di:
Annulus o tessuto fibrotico
Stenosi circolari della parete venosa;
Setti endoluminali e ostruzioni membranose: presenza di ostacoli che occludono quasi completamente una vena;
Valvole anomale e/o invertite che danno origine a significativi ostacoli del flusso;
Ipoplasia: lunghi segmenti venosi sottosviluppati e di calibro insignificante;
Torsione: presenza di severe stenosi in conseguenza di un segmento venoso attorcigliato attorno se stesso;
Agenesia: completa assenza anatomica di una vena.

Le malformazioni, come si vede chiaramente in figura, riguardano specialmente le vene giugulari interne (IJVs) che corrono lungo il collo e la vena Azygos (AZY) che scorre all’interno del torace e che finora è stata poco studiata.

L'organismo sopperisce allo scarso drenaggio sanguigno causato dalla CCSVI mediante l’apertura di circoli collaterali che tentano di by-passare le vene ostruite riducendo la resistenza al drenaggio, evitando l’ipertensione intracranica. Tuttavia, nonostante questo meccanismo compensatorio, il tempo di deflusso del sangue in un paziente affetto da CCSVI resta maggiore rispetto al normale. L’insufficienza del drenaggio venoso è una caratteristica della CCSVI ed è misurabile attraverso studi di perfusione.

Il circolo del sangue all’interno del nostro corpo varia a seconda delle posizioni assunte, dall’attività svolta e dal tipo di respirazione adottata. In condizioni normali, in assenza di CCSVI, la posizione supina favorisce il flusso venoso cerebrale attraverso le vene giugulari interne (IJV); al contrario, in posizione eretta o ortostatica, il sangue viene ridiretto attraverso le vene vertebrali (VV), e la vena azygos (AZY), che diventano le principali vie di deflusso in questa posizione.

La CCSVI è stata descritta dal professor Paolo Zamboni direttore del Centro Malattie Vascolari della Università di Ferrara.

Nel settembre 2009 il panel di esperti dellaUIP 50, la più vasta organizzazione scientifica che si occupa di patologia venosa, l'ha inserita tra le malformazioni venose congenite di tipo trunculare, ovvero fra quelle che si sviluppano fra il 3 ed il 5 mese di vita intrauterina. Il documento di consenso internazionale ne avalla anche la terapia attraverso angioplastica dilatativa o PTA.

Il professor Zamboni ha altresì individuato una strettissima correlazione tra la CCSVI e la sclerosi multipla (SM).

In uno studio pilota condotto in collaborazione con il dottor Fabrizio Salvi, neurologo del Centro il BeNe dell'Opedale Bellaria di Bologna si è potuto dimostrare come tutti i pazienti affetti da sclerosi multipla testati possedessero dei problemi venosi.>
quindi sono qui a chiederti di informarti e se vorrai donare anche tu un semplice euro per la ricerca tutti i malati di sm te ne saranno grati

perche' con un semplice gesto potrai MIGLIORARE ANCHE TU LA NOSTRA QUALITA' DELLLA VITA...
ti ringrazio e mi scuso se ti ho inoltrato questa nota informativa ma, ANCORA AD OGGI MOLTI NON CONOSCONO LA VERITA' SULLA SM/CCSVI, perche' l'associazione che ci dovrebe tutelare OSTACOLA ANCORA DI PIU' IL NOSTRO CAMMINO VERSO LA LIBERTA'

MELIS STEFANIA (334**42833)
NON VOGLIAMO SOLDI IN MANO,...POPTRAI FARLO ANCHE TU DA QUI
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45597 dal 1/2/2012 al 15/2/2012
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30/01/12

Imaging RM della sclerosi multipla - Neurologia -

Circa un terzo delle anomalie che suggerisce la possibile presenza di sclerosi multipla rilevate con scansioni RM effettuate per altre ragioni si sviluppa in sindromi clinicamente isolate (CIS) o sclerosi multipla conclamata nell'arco di cinque anni. Queste anomalie in assenza di sintomi caratteristici possono essere identificate come "sindrome radiologicamente isolata" (RIS), un passo successivo rispetto alla CIS, che rappresenta la prima vera e propria manifestazione clinica della sclerosi multipla. La RM trova ampia applicazione al di fuori della neurologia, ed è proprio in queste sedi che si riscontra il maggior numero di reperti incidentali. L'identificazione della RIS solleva l'accattivante possibilità di evitare del tutto che i sintomi della sclerosi multipla abbiano mai a manifestarsi. (Neurology online 2008, pubblicato il 10/12)

il muro della ccsvi NICHELINO (To)

il 20/5/2011 nel  comune di NICHELINO (TO) è comparsa una scritta...<CCSVI> SUL MURO DELLA COOP



MOLTE PERSONE SI SONO CHIESTE COSA FOSSE QUELLA SCRITTA... e molti erano indignati perche' vi erano dipinti degli schizzi di color rosso sangue sullo sfondo azzurro.

Ma l'importanza di quella scritta...chissa..chissa...

ccsvi...chissa cosa significa..

andando a far delle ricerche.. su web..sono uscite importanti informazioni

ccsvi: L'insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI) è una malattia emodinamica in cui le vene cervicali e toraciche  rimuovono poco efficacemente il sangue dal cervello e in generale dal sistema nervoso centrale (SNC).
Le malformazioni, come si vede chiaramente in figura,  riguardano specialmente le vene giugulari interne (IJVs) che corrono lungo il collo e la vena Azygos (AZY) che scorre all’interno del torace e che finora è stata poco studiata.

L'organismo sopperisce allo scarso drenaggio sanguigno causato dalla CCSVI mediante l’apertura di circoli collaterali che tentano di by-passare le vene ostruite  riducendo  la resistenza al drenaggio, evitando l’ipertensione intracranica. Tuttavia, nonostante questo meccanismo compensatorio,  il tempo di deflusso del sangue in un paziente affetto da CCSVI resta maggiore rispetto al normale. L’insufficienza del drenaggio venoso è una caratteristica della CCSVI ed è misurabile attraverso studi di perfusione.

Il circolo del sangue all’interno del nostro corpo varia a seconda delle posizioni assunte, dall’attività svolta e dal tipo di respirazione adottata. In condizioni normali, in assenza di CCSVI,  la posizione supina favorisce il flusso venoso cerebrale attraverso le vene giugulari interne (IJV); al contrario, in posizione eretta o ortostatica, il sangue viene ridiretto attraverso le vene vertebrali (VV), e la vena azygos (AZY), che diventano le principali vie di deflusso in questa posizione.

La CCSVI è stata descritta dal professor Paolo Zamboni direttore del Centro Malattie Vascolari della Università di Ferrara.
Il professor Zamboni  ha altresì individuato una strettissima correlazione tra la CCSVI  e la sclerosi multipla (SM).

In uno studio pilota condotto in collaborazione con il  dottor Fabrizio Salvi, neurologo del Centro il BeNe dell'Opedale Bellaria di Bologna si è potuto dimostrare come tutti i pazienti affetti da sclerosi multipla testati possedessero dei problemi venosi.


VI CHIEDERETE..ALLORA CHI HA FATTO QUESTO CAPOLAVORO?

E PERCHE'?

BENE LA RISPOSTA E' SEMPLICE..

C H I U T O  <
Chiuto, writer dal 1982>  http://www.facebook.com/pages/CHIUTO/42435484445

IL PERCHE'...PER AIUTARE UNA AMICA <SAM> A COMUNICARE A TUTTO IL MONDO CHE SE SI CURA LA CCSVI.....SI MIGLIORA LA QUALITA' DELLA VITA DELLE PERSONE CON MALATTIE NEUROLOGICHE E UNA DI QUESTE MALATTIE SI CHIAMA SCLEROSI MULTIPLA....

E TUTTI I MALATI DI SCLEROSI MULTIPLA I 63.000+1


naturalmente noi ..RINGRAZIANO A CUORE APERTO IL WRITER CHIUTO...

http://bravedreams.ccsvi-sm.org/
Nel 90% dei casi i malati di Sclerosi Multipla hanno le vene del collo e del torace occluse a causa di una malattia vascolare chiamata CCSVI. Nei malati di CCSVI, il sangue non ossigenato proveniente dal cervello e dal sistema nervoso centrale fatica ad arrivare al cuore a causa di ostacoli venosi e restringimenti vari. Un semplice intervento di angioplastica dilatativa (PTA), ripristinando il normale circolo venoso, può fermare la Sclerosi Multipla e attenuarne i sintomi. Affinché ciò sia definitivamente provato occorrono studi clinici.


L’Associazione CCSVI nella Sclerosi Multipla – ONLUS sostiene lo studio clinico BRAVE DREAMS con una raccolta fondi internazionale.

BRAVE DREAMS è il nome dello studio clinico per la valutazione dell'efficacia e della sicurezza dell'intervento di disostruzione delle vene extracraniche nei pazienti con Sclerosi Multipla e diagnosi di "Insufficienza Venosa Cronica Cerebrospinale" (CCSVI) promosso dalla Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara che vede il prof. Paolo Zamboni in veste di principale ricercatore. BRAVE DREAMS letteralmente significa SOGNI CORAGGIOSI. In realtà indica la sigla BRA.VE DR.E.A.M.S, abbreviazione di BRAin VEnous DRainage Exploited Against Multiple Sclerosis, che, tradotto dall’inglese, significa “sfruttare il drenaggio venoso contro la Sclerosi Multipla” 

Dal 1 al 15 febbraio 2012 puoi aiutarci a sostenere BRAVE DREAMS donando 1 euro inviando un SMS al numero 45597 dal tuo cellulare o donando 2 euro chiamando da rete fissa al numero 45597.

PER DONARRE CON CARTA DI CREDITO CLIKKA QUI:
http://bravedreams.ccsvi-sm.org/it/donazioni/donazioni-on-line

La vascolarizzazione cardiaca

http://www.edurete.org/public/infermieristica_generale/corso.aspx?mod=3&uni=1&arg=2&pag=1   
Il sistema venoso cardiaco, che drena il sangue povero di ossigeno dei tessuti cardiaci nell'atrio di destra, è costituito da un grosso collettore venoso, il "seno coronarico". La comprensione della loro localizzazione ti sarà utile in futuro per capire le principali patologie cardiache e le procedure interventistiche diagnostiche e terapeutiche maggiormente in uso. Per quanto riguarda la vascolarizzazione cardiaca fai quindi una distinzione tra la circolazione arteriosa cardiaca e quella venosa.

La circolazione sistemica e la circolazione polmonare

http://www.edurete.org/public/infermieristica_generale/corso.aspx?mod=3&uni=1&arg=3&pag=1
La circolazione sistemica e la circolazione polmonare
http://www.edurete.org/public/infermieristica_generale/corso.aspx?mod=3&uni=1&arg=3&pag=1
La circolazione sistemica comprende le arterie che trasportano il sangue ossigenato e altre sostanze nutritizie dal cuore ai tessuti, e le vene che drenano il sangue povero di ossigeno , con prodotti di rifiuto metabolico, dai tessuti al cuore. Localizza l'aorta, il suo punto di partenza dal cuore, le sue suddivisioni e le arterie del nostro organismo. Passa poi alla localizzazione dello sbocco della vena cava (superiore e inferiore) all'interno del cuore e le principali vene. La circolazione polmonare comprende, invece, arterie (polmonari) povere di ossigeno che conducono il sangue agli alveoli polmonari ossigenandolo e vene (polmonari) ricche di ossigeno che trasportano il sangue ossigenato al cuore e da qui a tutti i tessuti del nostro organismo. Localizza la loro posizione all'interno del cuore. Opera quindi una distinzione, non solo di funzioni, ma anche di dimensioni, grado di elasticità e presenza o meno di valvole interne fra arterie, arteriole, capillari e vene. Per quanto riguarda il sistema venoso ricorda che a livello degli arti inferiori esiste un sistema venoso superficiale e uno profondo. Il primo è rappresentato dalla vena safena interna e dalla safena esterna che vanno a sboccare rispettivamente nella vena femorale e nella vena poplitea. Il sistema profondo è costituito invece da vene situate nella profondità dei muscoli, dove esse corrono assieme alle arterie dello stesso nome. Il ritorno venoso al cuore dipende dalla pressione intratoracica, sempre inferiore a quella atmosferica, che esercita una funzione di tiraggio e tende a far risalire la colonna di sangue, dall'abbassamento del diaframma durante l'inspirazione che aumenta la pressione intra-addominale e forza verso l'alto il sangue delle vene addominali, dalle contrazioni dei muscoli scheletrici che spremono le vene e spingono il sangue verso l'alto, e dalla forza residua impartita dalla contrazione cardiaca che contribuisce a sospingere il sangue venoso verso il cuore. Il materiale riguardante la circolazione sistemica e circolazione polmonare lo troverai in altri siti web che potrai consultare.

L'eco color doppler

Diagnosi e Trattamento della CCSVI

Diagnosi
La CCSVI è stata individuata la prima volta attraverso un esame con Eco Color Doppler transcranico ed extracranico. I risultati del team del professor Zamboni confermano come l’EcoColorDoppler sia uno strumento di diagnosi potente e non invasivo. È altamente specifico nello scoprire il tipo di distribuzione delle stenosi delle vene extracraniche e di quelle extravertebrali, con una sensibilità trascurabile. Comunque, la valutazione dei dati indica chiaramente come la riproducibilità della diagnosi ECD è strettamente dipendente da un addestramento specifico. L'indagine viene eseguita sia in posizione clinostatica (sdraiati) sia in posizione ortostatica (seduti). 
Per maggiore accuratezza diagnostica, altri tipi di stenosi possono essere diagnosticati mediante una venografia selettiva che consente di visualizzare i distretti venosi  ma anche in questo caso occorre che l'operatore sia opportunamente istruito su cosa ricercare. Questi metodi diagnostici hanno permesso di individuare un'ostruzione all'azygos e alle giugulari nei pazienti affetti da sclerosi multipla.
Parametri per la diagnosi
I parametri per giungere ad una diagnosi della CCSVI sono i seguenti:
  1. Reflusso nelle vene giugulari interne (IJVs) e/o vene vertebrali (VVs) in posizione seduta e supina;
  2. Reflusso nelle vena cerebrale interna, vena basale di Rosenthal, e grande vena cerebrale di Galeno (DCVs);
  3. Presenza di stenosi nelle vene giugulari interne (IJV) all'indagine B-mode ad alta risoluzione;
  4. Flusso non rilevabile all'indagine Doppler nelle IJVs e/o nelle VVs;
  5. Controllo posturale inverso delle principali vie di deflusso venoso cerebrale.

Per una diagnosi di CCSVI devono essere presenti almeno 2 dei 5 parametri.
La CCSVI colpisce più frequentemente le vene giugulari e la vena Azygos, quest'ultima non può essere indagata direttamente tramite l'Ecodoppler. Si possono tuttavia sospettare dei problemi emodinamici al sistema venoso Azygos in maniera indiretta; valutando ad esempio la presenza di reflussi nelle vene vertebrali.

Prima di eseguire l'esame Ecodoppler per CCSVI è utile sapere

  • Indipendentemente dall'esame per la diagnosi di CCSVI l'EcoDoppler è un esame operatore dipendete. Ciò significa che soltanto operatori esperti in diagnostica vascolare assicurano una precisa e valida rappresentazione delle alterazioni vascolari; occore infatti una buona esperienza per l'esecuzione e l'interpretazione dei dati.
  • Per quanto riguarda la CCSVI, esistono dei precisi parametri da tenere in considerazione per poter formulare la diagnosi, oltre che ad una metodica da seguire per rilevarli correttamente. Se il medico che esegue l'esame non conosce il protocollo da seguire, o comunque non lo applica, ha una elevata probabilità di avere dei falsi negativi. Il protocollo in questione è quello suggerito dal Prof. Zamboni, scopritore della CCSVI che, fino a prova contraria, rimane uno dei maggiori esperti di questa patologia vascolare. Tale protocollo è stato accettato e pubblicato su riviste scientifiche del settore, stiamo quindi parlando di un protocollo diagnostico presente nella letteratura medico-scientifica.
  • La formazione del medico è un requisito fondamentale. Sconsigliamo di spendere del denaro per un EcoDoppler eseguito da un medico non informato sulla CCSVI e con un Ecodoppler non tarato per rilevare la presenza di reflussi sui distretti venosi profondi del collo; confrontandosi con una patologia sconosciuta molto probabilmente l'esito dell'esame risulterebbe inattendibile.
  • Accertarsi di persona che il medico al quale ci si affida conosca in maniera approfondita la CCSVI, e segua il protocollo Zamboni per la sua diagnosi. Chi non dovesse avere particolare urgenza, può attendere la pubblicazione dei centri ufficiali evitando malintesi dovuti a diagnosi errate.
Trattamento della CCSVI tramite PTA
La sindrome quando causa stenosi può essere trattata attraverso angioplastica dilatativa o PTA. L'intevento consiste  nel praticare una puntura endovenosa attraverso la quale viene fatto navigare un catetere guidato da un radiologo. Quando si raggiungono le vene bloccate queste vengono dilatate gonfiando un palloncino posto sul catetere.
L'intervento si svolge nel territorio delle vene anziché in quello delle arterie come normalmente avviene per le tradizionali angioplastiche.
Sotto controllo angiografico standard, i radiologi interventisti rimuovono il blocco delle vene tramite un palloncino. Il professor Zamboni ha condotto tali interventi con l'ausilo del radiologo dottor Roberto Galeotti, anch'egli dell'Università di Ferrara - Ospedale S. Anna.  Il trattamento è stato praticato su tutti i 65 pazienti dello studio pilta.
Lo studio dettagliato con i risultati è stato pubblicato nel Journal of Vascular Surgery il 24 novembre 2009. A due anni dagli interventi di PTA si nota come nei pazienti si è avuta:
  • una diminuzione del numero di nuove ricadute;
  • una forte riduzione del numero di nuove lesioni cerebrali da sclerosi multipla;
  • un miglioramento della qualità della vita;
  • ripristino di una normale memora di lavoro;
  • riduzione della stanchezza.
Poiché l'intervento chirurgico libera il flusso di sangue, l’equipe ha deciso di denominare la procedura "trattamento di liberazione".
L'opinione del professor Zamboni e del dottor Salvi è pertanto quella per cui, quanto prima ai pazienti viene diagnosticata e trattata la CCSVI, tanto maggiori saranno le funzionalità che si manterranno, e tanto minore sarà il danno causato dal flusso anomalo di sangue.



RICORDO CHE UN ECO COLOR DOPPLER... NON DURA POCHI MINUTI..... NEANCHE PER I CONTROLLI.. QUINDI VALUTATE... DI FARVI CONTROLLARE BENE

E DI FARVI FARE  LA FATTURA ...PER POI SCARICARLA DAL 730.
.dimenticavo...esistono anche i FALSI NEGATIVI....non x la MANCANZA DI PROFESSIONALITA' MA PERCHÉ LE VENE MOLTE VOLTE SON STROZZATE O OCCLUSE IN PUNTI 《NON VISIBILI》  AL CONTROLLO o al primo ecocolor doppler
<http://www.ccsvi-sm.org/?q=node/16>

Staminali mesenchimali

Staminali mesenchimali

Le cellule staminali mesenchimali sono state isolate dalla componente stromale del midollo osseo (dove rappresentano circa lo 0,01% di tutte le cellule nucleate ) per la prima volta negli anni '70 da Friedenstein e collaboratori. Il midollo osseo rappresenta la "nicchia" biologica delle cellule staminali mesenchimali, qui, infatti, svolgono una funzione di richiamo delle cellule staminali ematopoietiche circolanti nel midollo (homing) e di supporto all'ematopoiesi: in altri termini interagiscono con le cellule staminali ematopoietiche, anch'esse residenti nel midollo (attraverso interazione cellula-cellula e secrezione di fattori di crescita) e favoriscono il loro differenziamento in cellule del circolo sanguinino (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) 



Le MSC sono state descritte come cellule aderenti alla plastica, con morfologia fibroblastoide e non fagociti che (19). Presentano inoltre la peculiare capacità di differenziare spontaneamente, sia in vitro che in vivo, in tutti i tessuti specializzati di derivazione embrionale mesodermale (tessuto osseo, tessuto cartilagineo e tessuto adiposo).

Oltre che dal midollo osseo, successivamente, le MSC sono stata isolate in maniera quasi ubiquitaria, tanto da fare ipotizzare la loro presenza in tutti gli organi ed i tessuti post natali. Infatti, nonostante ancora oggi la principale fonte di MSC rimanga il midollo osseo, queste possono essere anche estratte da sangue del cordone ombelicale, dalla placenta, da sangue periferico e da il tessuto adiposo (tessuto grasso), questa ultima fonte di MSC è considerata molto promettente dato che è possibile ottenere una grande quantità di cellule attraverso lipoaspirazione mantenendo lo stesso potenziale differenziativo delle MSC da midollo

Le MSC sono le cellule staminali adulte ad oggi più studiate in quanto presentano caratteristiche proprie, in aggiunta a quelle di staminali derivanti da altri tessuti/organi.

In particolar modo è stato osservato che le MSC sono:
- facilmente isolabili grazie alla loro capacità adesiva;
- facilmente separabili da altre tipologie cellulari grazie all'espressione di un set di marcatori di membrana specifici (CD44+, CD90+, CD105+166+73+, CD34-, CD45-31-14-);
- facilmente espandibili in vitro in quanto presentano un elevato potenziale replicativo
- in grado di espletare funzioni immunosuppressive e immunomodulatorie;
- in grado di migrare spontaneamente nei tessuti di origine ed anche selettivamente in tessuti danneggiati (multiorgan homing capacity/ trofismo ). In sede di danno promuovono la rigenerazione del tessuto compromesso sia mediante differenziamento che secrezione paracrina di fattori anti infiammatori .
Inoltre presentano una spiccata plasticità funzionale ed un potenziale differenziativo multilieneage  

Recentemente è stato dimostrato che, in particolari condizioni sperimentali in vitro (ma anche inseguito ad impianto ectopico in vivo) le cellule mesenchimali (probabilmente una sottopopolazione di cellule dotate di pluripotenza e definite per questo multipotent adult progenitor cells) possono differenziare in tipologie cellulari di tessuti con diversa origine embrionale, come ad esempio il tessuto nervoso ed il tessuto epatico.

Queste osservazioni hanno portato a confutare il paradigma classico della multipotenza delle cellule staminali adulte intesa come capacità differenziativa limitata proprio lineage. Questa definizione è stata sostituita dalla nuova teoria della "developmental plasticity", ossia la capacità di oltrepassare i confini differenziativi segnati dal tessuto di appartenenza

attenzione attenzione

voglio precisare che :

Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono né da prescrizione né da consiglio medico.

ccsvi...... e le varie malformazioni in pazienti NEUROLOGICI

La CCSVI è caratterizzata dalla presenza di restringimenti multipli e malformazioni delle principali vene che portano il sangue dal cervello verso il cuore. Le vene interessate sono:
  • giugulari interne,
  • vertebrali,
  • lombari,
  • azygos,
  • emiazygos ,
  • iliache.
 Queste malformazioni congenite assumono la forma di:
  • Annulus o tessuto fibrotico
  • Stenosi circolari della parete venosa;
  • Setti endoluminali e ostruzioni membranose: presenza di ostacoli che occludono quasi completamente una vena;
  • Valvole anomale e/o invertite che danno origine a significativi ostacoli del flusso;
  • Ipoplasia: lunghi segmenti venosi sottosviluppati e di calibro insignificante;
  • Torsione: presenza di severe stenosi in conseguenza di un segmento venoso attorcigliato attorno se stesso;
  • Agenesia: completa assenza anatomica di una vena. 
Le malformazioni, come si vede chiaramente in figura,  riguardano specialmente le vene giugulari interne (IJVs) che corrono lungo il collo e la vena Azygos (AZY) che scorre all’interno del torace e che finora è stata poco studiata.

Ricodo a tutti voi che per effettuare un'eco doppler ben fatto ci devono essere persone qualificate...e ricordo anche che un eco color fatto bene   non  dura solo 15 minuti..ma il tempo dell'esame e' superiore ai 40 minuti...dura di meno solamente se ritrovano almeno 2 parametri in poco tempo...

Per una diagnosi di CCSVI devono essere presenti almeno 2 dei 5 parametri.
I parametri per giungere ad una diagnosi della CCSVI sono i seguenti:

1.Reflusso nelle vene giugulari interne (IJVs) e/o vene vertebrali (VVs) in posizione seduta e supina;
2.Reflusso nelle vena cerebrale interna, vena basale di Rosenthal, e grande vena cerebrale di Galeno (DCVs);
3.Presenza di stenosi nelle vene giugulari interne (IJV) all'indagine B-mode ad alta risoluzione;
4.Flusso non rilevabile all'indagine Doppler nelle IJVs e/o nelle VVs;
5.Controllo posturale inverso delle principali vie di deflusso venoso cerebrale.

***da ccsvi-sm.org ***

MOLTI DICONO BASTA...

DOPO LA NUOVA SCOPERTA DEL PROFESSOR ZAMBONI, ORA I MALATI DI SCLEROSI MULTIPLA DICONO BASTA....VOGLIAMO MIGLIORARE LA NOSTRA VITA QUOTIDIANA CON UNA SEMPLICE ANGIOPLASTICA DILATAIVA FATTA DA PERSONALE SPECIALIZZATO E FORMATO.
LIBERI TUTTI DALLA CCSVI PER migliorare la vita dei pazienti con SCLEROSI MULTIPLA

GIORNATA DELLA CCSVI

LA GIORNATA MODIALE DELLA CCSVI E' IL 5/MAGGIO

Identificati i geni della sclerosi multipla Pubblicato DA Verna Vito

http://www.stetoscopio.net/neurologia/identificati-i-geni-della-sclerosi-multipla/#more-10348Tramite l’eminente rivista scientifica Nature giungono oggi ottime notizie per tutti i malati di sclerosi multipla.
Uno studio multicentrico, il più grande mai realizzato sull’argomento, guidato dai medici delle Università inglesi di Oxford e Cambridge e al quale hanno partecipato numerosissime istituzioni internazionali di ricerca e di cura della sclerosi multipla, tra cui l’IMSGC (International Multiple Sclerosis Genetics Consortium) di cui fanno parte le Università italiane del San Raffaele di Milano e del Piemonte Orientale di Novara e il Wellcome Trust Case Control Consortium, avrebbe finalmente sequenziato tutti i 29 geni “difettosi” responsabili della sclerosi multipla una della peggiori malattie infiammatorie croniche demielinizzanti (poiché distruggono la mielina, componente essenziale del sistema nervoso centrale giacché consente la trasmissione degli impulsi nervosi tra un neurone e l’altro).

Secondo Nature, o per lo meno è questo che la rivista lascerebbe intendere, i geni responsabili dell’insorgenza della malattia sarebbero geni altresì responsabili del sistema immunitario, confermando l’ipotesi che la sclerosi multipla, altrimenti detta a placche, sia essenzialmente una patologia autoimmune (ovverosia una patologia nella quale, per ragioni ancora ignote, le difese immunitarie dell’organismo cominciano ad attaccare organi e tessuti di vitale importanza senza che ve ne sia la benché minima motivazione)
[CONTATTARE IL DOTTOR ZAMBONI]
Sarebbe stata confermata, inoltre, la correlazione, proposta ormai da qualche tempo, tra deficit di vitamina D in età evolutiva e sviluppo della sclerosi a placche in età adulta, poiché alcuni dei geni sopracitati sarebbero altresì responsabili dell’assimilazione della suddetta vitamina.
L’individuazione di questi 29 geni “difettosi”, afferma Nature, potrebbe dare un nuovo decisivo impulso alla sperimentazione di una cura che sia realmente efficace e che possa ridare speranza a moltissimi malati.
Non sono state trovate evidenze, invece, che confermino la teoria del dottor Zamboni o che provino l’efficacia della CCSVI.



http://www.stetoscopio.net/circolazione/dottor-zamboni-come-contattarlo/
Come contattare il Dottor Zamboni  Pubblicato da: Elena Botta
Il Dottor Zamboni ha scoperto che vi è un’ attinenza tra sclerosi multipla e CCSVI, e ha capito che liberando le vene giugulari occluse, che provocano un ristagno di sangue nel cervello, i pazienti guariscono dalla sclerosi multipla.

Il che fa capire che le due malattie sono correlate e che quindi curando la CCVSI si può curare la sclerosi multipla.
Ieri sera a Le Iene è andato in onda un servizio in cui, oltre all’intervista al Ministro Fazio, sono state portate molte testimonianze di pazienti curati dal Dott. Zamboni, tra cui quella di Augusto che dopo aver convissuto con la malattia per dieci anni, dopo l’intervento è tornato ad una vita normale e quella di Federica, ex allenatrice di pallavolo, a 24 anni ha scoperto di avere la sclerosi multipla ed è guarita grazie all’ operazione del dott. Zamboni.


I sintomi in comune tra i due pazienti dopo l’ intervento sono la riacquisizione della sensibilità degli arti e la mobilità dei muscoli delle gambe.
Alle testimonianze dei due pazienti guariti si aggiunge quella di Nicoletta Mantovani, la quale dice di essere invece ancora nella lista d’ attesa per l’ operazione in quanto lo stato non ha ancora approvato questa cura ufficialmente e per adesso non è possibile essere operati.
Fino al termine della sperimentazione, la CCSVI può essere curata solamente nelle strutture autorizzate, tra cui l’ospedale di Ferrara, dove lavora il dott. Zamboni.
Qui di seguito riportiamo l’ indirizzo email, l’indirizzo dell’università di Ferrara e il numero telefonico al quale rivolgersi per chi volesse contattarlo:
paolo.zamboni[at]unife.it
Prof. Paolo Zamboni
Dipartimento di scienze chirurgiche, anestesiologiche e radiologiche
Università di Ferrara
Corso Giovecca, 203 – 44100 – Ferrara - tel 0532236524