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29/04/13

La trombofilia


La trombofilia (chiamata a volte ipercoagulabilità o stato protrombotico) è un'anomalia della coagulazione del sangue che aumenta il rischio di trombosi. Questo tipo di anomalia può essere riscontrato in circa il 50% delle persone che hanno avuto un episodio di trombosi (come la trombosi venosa profonda nelle gambe) non provocato da altre cause. Una parte significativa della popolazione è affetta da questa anomalia diagnosticabile ma la maggior parte di questi sviluppa la trombosi solo in presenza di altri fattori di rischio.
Non esiste un trattamento specifico per la maggior parte dei trombofiliaci ma il verificarsi di episodi ricorrenti di trombosi può essere un'indicazione per prescrivere una terapia anticoagulante di lungo termine. La forma principale di trombofilia, la deficienza di antitrombina, fu identificata nel 1965 mentre le anomalie più comuni (incluso il fattore V di Leiden) furono descritte negli anni novanta.

Sintomi
Le condizioni più comuni associate alla trombofilia sono la flebotrombosi e l'embolia polmonare (EP) spesso definite collettivamente come tromboembolia venosa. La trombosi venosa profonda si manifesta solitamente nelle gambe con dolore, gonfiore ed arrossamento dell'arto. Può comportare una condizione di gonfiore e pesantezza a causa dei danni alle valvole nelle vene.[1] Il coaugulo potrebbe staccarsi e spostarsi (embolia) nelle arterie polmonari. In base alla dimensione ad alla posizione del coagulo, questa si manifesta condispnea, dolore al torace, palpitazioni e può avere come complicanze shock ed arresto cardiaco.[2][3]
La trombosi venosa può manifestarsi in vari distretti del corpo: nelle vene cerebrali, nel fegato (trombosi della vena porta e trombosi della vena epatica), nella vena del mesentere, nel renee nelle vene delle braccia.  Non è ancora chiaro se la trombofilia aumenta il rischio ditrombosi arteriosa (che è una delle cause di infarto miocardico).
La trombofilia è stata collegata a casi di aborto spontaneo ripetuto  e ad altre complicanze della gravidanza come una ridotta crescita fetale, morte fetale, preeclampsia e l'abruptio placentae.
La deficienza da proteina C nel neonato può causare la purpura fulminans, un grave disturbo della coagulazione, che porta alla morte dei tessuti ed a emorragie nella pelle ed in altri organi. Questa condizione è stata riportata anche negli adulti. La deficienza di proteina C eproteina S è stata associata anche ad un aumento della necrosi della pelle o all'inizio di trattamenti anticoagulanti col warfarin od altri farmaci simili.


CAUSE
La trombofilia può essere congenita od acquisita. La trombofilia congenita si riferisce a quella presente fin dalla nascita (usualmente ereditaria, nel cui caso si parla di "trombofilia ereditaria") che aumenta la tendenza a sviluppare trombosi. Si parla di trombofilia acquisita nel caso in cui si manifesta nel corso della vita.

Trombofilia congenita
I tipi più comuni di trombofilia congenita sono quelli che insorgono come risultato della sovrattività dei fattori di coagulazione. Sono relativamente poco gravi e quindi sono classificati come difetti di "tipo II".  I più comuni sono il fattore V di Leiden (una mutazione del gene F5 alla posizione 1961) ed una mutazione nel gene della protrombina (alla posizione 20210 del gene nella 5' UTR.
Le rare forme di trombofilia congenita sono solitamente causate da una deficienza di anticoagulanti. Esse sono classificate come "tipo I" e sono più gravi in quanto sono causa più frequente di trombosi.  Le principali sono il deficit di antitrombina III, il deficit di proteina Ce el deficit di proteina S.[9][10] Trombofilie mediamente rare sono la mutazione del fattore XIII[10] e la disfibrinogemia familiare (una anomalia del fibrinogeno).[. Non è chiaro se i disordini congeniti della fibrinolisi (il sistema che distrugge i coaguli) aumentino il rischio di trombosi.  La deficienza congenita del plasminogeno, per esempio può causare problemi oculari ed in altri organi ma il collegamento con la trombosi è meno certo.
Il gruppo sanguigno determina un diverso rischio di trombosi. Gli individui con il sangue diverso dal gruppo 0 hanno un rischio relativo da due a quattro volte superiore. Gli individui con sangue del gruppo 0 hanno un livello più basso del fattore di von Willebrand e del fattore VIII che conferisce una protezione dalla trombosi.



Trombofilia acquisita
Vi sono numerose condizioni acquisite che possono aumentare il rischio di trombosi. Un esempio è la sindrome da anticorpi antifosfolipidi,  che è causata dall'azione dagli anticorpi sui costituenti della membrana cellulare, in particolare l'anticoagulante lupico (scoperto inizialmente nelle persone ammalate di lupus eritematoso sistemico ma spesso presente in persone non affette dalla malattia), gli anticorpi anti-cardiolipina e anticorpi anti-β2-gycoprotein 1; pertanto spesso è considerata una malattia autoimmune. In alcuni casi, la sindrome antifosfolipidica può causare sia trombosi venosa che arteriosa. È spesso fortemente associata con l'infarto e può causare un'altra serie di sintomi (come il livedo reticularis della pelle e l'emicrania).
La trombocitopenia indotta da eparina (TIE) è causata da una reazione del sistema immunitario contro il farmaco anticoagulante eparina(o suoi derivati).  Poiché è associata ad una conta delle piastrine bassa, la TIE è fortemente associata col rischio di trombosi venosa ed arteriosa.  L'emoglobinuria parossistica notturna (EPN) è una rara condizione causata da un'alterazione acquisita del gene PIGAche gioca un ruolo nella protezione delle cellule sanguigne dal sistema complementare. L'EPN aumenta il rischio della trombosi venosa ma è associata anche con l'anemia emolitica (anemia risultante dalla distruzione dei globuli rossi).  Sia la TIE che l'EPN richiedono un trattamento specifico.
Le condizioni ematologiche associate con un flusso sanguigno lento possono aumentare il rischio di trombosi. Per esempio l'anemia drepanocitica (causata da una mutazione nell'emoglobina è vista come un fattore protrombotico indotto dalla portata ridotta. Analogamente le sindromi mieloproliferative, nelle quali il midollo osseo produce troppi globuli rossi, predispongono alla trombosi, in particolare la policitemia vera (eccesso di globuli rossi) e la trombocitosi essenziale (eccesso di piastrine). Queste condizioni solitamente richiedono un trattamento specifico quando vengono identificate.
Il cancro, in particolare in caso di metastasi, costituisce un fattore di rischio per la trombosi.[2][10] Sono stati proposti numerosi meccanismi di azione come l'attivazione del sistema di coagulazione da parte delle cellule cancerose o la secrezione di sostanze coagulanti. Inoltre, alcuni trattamenti anticancro (come l'uso del catetere venoso centrale per la chemioterapia) possono aumentare ulteriormente il rischio di trombosi.
La sindrome nefrosica, nella quale le proteine contenute nel sangue vengono rilasciate nelle urine a causa di problemi renali, può predisporre alla trombosi; questo accade soprattutto nei casi più gravi (indicati da livelli dell'albumina nel sangue minori di 25 g/l) e se la sindrome è causata dalla glomerulonefrite membranosa.  La malattia di Crohn e la colite ulcerosa predispongono alla trombosi, soprattutto quando la malattia è attiva. Sono stati proposti vari meccanismi di azione.
La gravidanza è associata con un rischio aumentato di trombosi. Probabilmente deriva da un aumento fisiologico della coagulabilità in gravidanza che protegge dalle emorragie postparto.
L'ormone femminile estrogeno, quando usato combinato nella pillola anticoncezionale e nella terapia ormonale sostitutiva nellamenopausa, è stato associato con un aumento di rischio di trombosi venosa da due a sei volte. Il rischio dipende dal tipo di ormone utilizzato, dalla dose di estrogeno e dalla presenza di altri fattori trombofilici. La causa è stata attribuita a vari meccanismi, come la deficienza di proteina S e del tissue factor pathway inhibitor.
L'obesità è stata considerata a lungo come un fattore di rischio per la trombosi venosa. Secondo numerosi studi, il rischio raddoppia, particolarmente in combinazione con l'uso di contraccettivi orali o successivamente agli interventi chirurgici. Nei soggetti obesi, sono state descritte varie anomalie nella coagulazione. Il plasminogen activator inhibitor-1 (PAI-1), un inibitore della fibrinolisi, è presente con alti livelli nelle persone obese. I soggetti obesi presentano un grande numero di microvescicole circolanti (frammenti di cellule danneggiate) che comporta problemi a livelli del tessuto. Può aumentare l'aggregazione delle piastrine e vi sono alti livelli di proteine della coagulazione come il fattore di von Willebrand, il fibrinogeno, il fattore VII e il fattore VIII. L'obesità può anche accrescere il rischio che si ripetano gli episodi di trombosi.
Origine incerta
Numerose condizioni sono state associate con la trombosi venosa che possono essere sia di origine genetica che acquisite.  Tra queste vi sono i livelli elevati del fattore VIII, fattore IX, fattore XI, fibrinogeno e la Carbossipeptidasi B2 e livelli bassi del tissue factor pathway inhibitor. La resistenza alla proteina C attivata che non è attribuibile a mutazioni del fattore V è probabilmente causata da altri fattori e rimane un fattore di rischio per la trombosi.
Esiste un'associazione tra i livelli nel sangue dell'omocisteina e la trombosi,  anche se non è presente in tutti gli studi.  I livelli di omocisteina sono determinati da mutazioni nei geni della MTHFR e della CBS ma anche dai livelli di acido folico, vitamina B6 e vitamina B12 che dipendono dalla dieta.

info di @wikipedia

21/04/13

PTA con ULTRASONOGRAFIA INTRAVASCULARE




Le ricerche iniziali sull'IVUS risalgono a più di trent'anni fa. Il primo catetere ultrasonografico risale al 1956, rappresentato da un semplice cristallo, formante un singolo elemento, montato in punta ad un catetere. Si deve arrivare al 1969, con Bom, per ottenere le prime immagini in tempo reale.
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La IVUS rappresenta una tecnologia ad immagini di ultima generazione che impiega una microsonda a ultrasuoni e fornisce un’immagine in 3D dall’interno della vena.
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L'ultrasonografia intravascolare ( IVUS ) rappresenta la più moderna applicazione degli ultrasuoni in campo diagnostico.
L'IVUS é una tecnica invasiva in grado di fornire immagini tomografiche delle strutture vascolari, di rappresentare direttamente l'area luminale, l'architettura della parete e i suoi componenti.
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Questo non consente solamente di ingrandire le immagini delle lesioni della CCSVI, ma permette anche l’analisi diretta delle valvole giugulari interne.
La venografia con catetere utilizzata durante la procedura di angioplasica fornisce una visione mono-dimensionale della vena e non consente una panoramica altrettanto diretta e vicina della valvola venosa.... le lesioni valvolari sono decisamente importanti nella CCSVI e possono certamente essere la causa primaria dei problemi del flusso venoso giugulare, poter disporre di ottime immagini delle valvole è fondamentale per assicurare al trattamento i migliori risultati.....
l'IVUS accerta la completezza del trattamento in seguito all’introduzione del palloncino per angioplastica.

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l’IVUS sono costose e sfortunatamente sono solo monouso.

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MA PERCHE' TRATTARE SOLAMENTE CON UN SEMPLICE PALLONCINO NORMALE QUANDO ALCUNI NE SONO IN POSSESSO E NON LE USANO?

<METTIAMO A PARI CHE ANCHE SE CARO L'IVUS DANNO UN BUON RAPPORTO COSTO BENEFICIO.>

QUINDI RENDIAMO DISPONIBILE la IVUS per il TRATTAMENTO DELLA CCSVI


GRAZIE A TUTTI I MEDICI CHE NE FARANNO L'USO.



BY SAM 
www.facebook.com/media/set/?set=a.10200308184846189.1073741885.1201035205&type=1#

20/04/13

CHE DIFFERENZA C'E' TRA UN MALATO DI SM E UN PARENTE CHE VIVE INSIEME ALLA PERSONA MALATA 24 ORE SU 24

TU CHE DICI <TU NON HAI LA SCLEROSI MULTIPLA E NON PUOI CAPIRE E NON DEVI PARLARE!!>>

IO TI RISPONDO COSI':

scusate chiedo solo una cosa.....se è lecita

CHE DIFFERENZA C'E' TRA UN MALATO DI SM E UN PARENTE CHE VIVE INSIEME ALLA PERSONA MALATA 24 ORE SU 24?

io dico nessuna...perche' come soffre la persona malata.....soffre anche la persona non malata che è praticamente <IMPOTENTE> vedere una persona AMATA CHE STA MALE.


CHIEDETE A VS MADRE...O A VOSTRO MARITO..FIDANZATO...PADRE..NONNO...ZIA....SORELLA QNT SOFFRE PER VOI.
vi dico..che qnd mia nonna mi guarda...o i miei figli vedo
no che sto male...o i miei amori quale mia madre, mia sorella ecc....io cerco sempre di sorridere...perche' vedo lo vedo nei loro occhi che soffrono come me e piu' di me...e VORREBBERO fare di tutto per alleviare LE MIE SOFFERENZE.
NON PENSATE SOLO A VOI...capperiiii pensate a 720'


SE VUOI PUOI RISPONDERE QUI: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10200343418367005&set=a.10200343417766990.1073741890.1201035205&type=1&theater

19/04/13

SCLEROSI MULTIPLA













OGGETTO: pta/ricadute/sm




diciamolo che per Evitare nuovamente UNA ricaduta sia di Sm che di venuzze capricciose <in restenosi> BISOGNEREBBE PRIMA DI TUTTO:

EVITARE LO STRESS, 



MANGIARE MEGLIO E SANO,


FARE LA TANTO AMATA FISIOTERAPIA


E


RILASSSSSSSARSIIIIIIIII.

09/04/13

La curcuma e le lesioni del midollo spinale

La curcuma  e lesioni del midollo spinale
Proprieta' anticancro
Uno studio condotto da parte dell'Università della California ha messo in luce come uno dei componenti della curcuma, la curcumina, sia in grado di bloccare l'azione di un enzima ritenuto responsabile dello sviluppo di tumori nella zona della testa e del collo. Nel corso dello studio, a pazienti affetti da tali patologie sono state somministrate delle compresse contenenti 1000 milligrammi di curcumina. I risultati ottenuti sono stati valutati da parte di un laboratorio indipendente, che ha evidenziato come tale sostanza agisse all'interno della cavità orale dei pazienti inibendo l'enzima promotore del cancro, aprendo così la strada all'impiego della curcumina nella cura e nella prevenzione di tale patologia. Inoltre, un altro studio dell'Università del Michigan ha dimostrato la sua importanza nell'aumentare l'efficacia della chemioterapia nel trattamento di questo tipo di tumori.
Proprieta' antiossidanti
L'University of Maryland's Medical Center presenta la curcumina come un potente antiossidante, in grado di contrastare l'azione dei radicali liberi, responsabili dei processi di invecchiamento ed in grado di danneggiare le membrane delle cellule che compongono il nostro organismo. Gli antiossidanti sarebbero in grado sia di ridurre che di prevenire i danni provocati dall'azione dei radicali liberi. Inoltre, la curcumina sarebbe in grado di abbassare i livelli di due enzimi in grado di provocare processi infiammatori all'interno dell'organismo
Proprieta' antinfiammatorie
Le proprietà antinfiammatorie della curcuma sono state sottoposte a scrupolosi studi da parte del Dr. Randy J. Horwitz, direttore medico dell'Arizona Center for Integrative Medicine. In un documento redatto appositamente per l'American Academy of Pain Management, egli descrive la curcuma come uno dei più potenti antinfiammatori naturali presenti al mondo. La curcuma è stata inoltre oggetto di studio per valutare l'efficacia del suo impiego a livello medicinale nella cura dell'artrite reumatoide.
Proprieta' antidolorifiche
Secondo la nutrizionista di Los Angeles Natalie Kling, esperta di naturopatia, la curcuma godrebbe di proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, antisettiche e non solo. La dottoressa consiglia infatti la curcuma, in particolare sotto forma di integratore, come antidolorifico naturale contro i dolori articolari. Raccomanda inoltre di utilizzare il più possibile questa spezia a crudo sulle pietanze, che essa è in grado di arricchire con il suo gusto delicato.
Un tocco di curcuma per prevenire il diabete


altri link http://ricercaitalia.org/wp/?p=509&fb_action_ids=10200288297509018&fb_action_types=og.likes&fb_source=hovercard

http://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/7587-curcuma-proprieta-curative

http://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/8297-curcuma-diabete-curry

http://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/7743-curcuma-sistema-immunitario


08/04/13

ATTENZIONE RICORDO CHE:


Le informazioni non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere SEMPRE il parere del proprio dottore.


Lhermitte

Una sensazione di scossa elettrica al tronco e agli arti inferiori (che talora può propagarsi anche agli arti superiori) in seguito a movimenti di flessione ed estensione del tratto cervicale (flessione del collo verso il basso) della colonna vertebrale, sintomo di danno midollare posteriore a livello cervicale.

Frequente ma non patognomonico di sclerosi multipla


 info di 

Briciole di Medicina



Malattie del Sistema Nervoso


Cominciamo con questa lezione che è una lezione molto importante perché quello immunopatico è
un altro meccanismo molto importante di patologia del SN centrale e periferico e del muscolo.
Direi che lo sviluppo di questo settore della neurologia,cioè delle malattie immuno-mediate,è
relativamente moderno,ha aperto delle prospettive terapeutiche che prima non c’erano:per malattie
come la sclerosi multipla,la miastenia gravis, la poliradicolonevrite post-infettiva,l’aver identificato
il meccanismo immuno-mediato quale meccanismo alla base,ha aperto prospettive terapeutiche
nuove,tanto che noi affrontiamo la diagnostica con uno spirito molto più leggero sapendo che la
prognosi con la terapia cambia.
Quindi è un settore anche di malattie che sono curabili non solo sintomaticamente ma anche
patogeneticamente;etiologicamente è più difficile perché i meccanismi che stanno alla base
dell’autoimmunità non sono ancora troppo chiariti,perché spesso alla base vi sono fattori genetici di
predisposizione interagenti con fattori ambientali,per esempio:malattie virali pregresse,non più
curabili quando l’autoimmunità si individua.Quindi la terapia etiologica è difficile che si possa fare
mentre una terapia patogenetica sicuramente si.
Allora vediamo quali sono le malattie,naturalmente sono più di queste,però le più importanti sono:
ƒ Sclerosi Multipla che è una malattia della sostanza bianca del SNC,quindi encefalo e
midollo spinale;
ƒ Poliradicolonevriti sub-acute e croniche che sono malattie del SNP e pertanto dei gangli
spinali,radici spinali e nervi periferici;
ƒ Miastenia Gravis che è una malattia della giunzione neuromuscolare;
ƒ Polimiosite e Dermatomiosite che sono malattie immuno-mediate proprie del muscolo;
Quindi queste sono le malattie più importanti che voi potete trovare tra quelle immuno-mediate.
SCLEROSI MULTIPLA
È una patologia del SNC
ƒ Tipicamente demielinizzante
ƒ Su base infiammatoria
ƒ Con distribuzione multifocale
ƒ Con dispersione temporale degli attacchi
ƒ A patogenesi autoimmune
ƒ Frequentemente associata a degenerazione assonale in fase tardiva
Come vedete nel quadro clinico c’è la possibilità di una paralisi periferica,per esempio la più
frequente è la paralisi del VII che a differenza di quella centrale coinvolge tutta l’emifaccia,quindi

sia la regione superiore(diciamo oftalmica),che quella inferiore(diciamo labiale).La paralisi
periferica nella SM si spiega così:se voi ricordate le immagini del tronco encefalico,c’è il nucleo del
VII dai cui neuroni partono gli assoni che ,prima di fuoriuscire dal ponte,lo attraversano;in questo
breve tratto la radice è rivestita di mielina centrale e non di mielina periferica.Se una placca di
demielinizzazione interessa quel tratto del faciale ancora intraparenchimale,prima dell’emergenza
dal ponte,si può avere una paralisi periferica,perché una volta emerso dal ponte,la mielina che lo
rivestirà non sarà più quella prodotta dall’ologodendrocita ma sarà mielina prodotta dalle cellule di
Schwann.Queste due mieline hanno caratteristiche antigeniche diverse,per cui nella SM solo la
mielina ologodendrocitaria è interessata.
È tipicamente demielinizzante,tipicamente perché possiamo avere anche anticorpi diretti contro gli
assoni,in quel caso non sarà più la demielinizzazione l’evento primario,ma sarà un fenomeno
secondario alla degenerazione assonale;però è tipicamente demielinizzante perché l’infiammazione
produce demielinizzazione.
È una malattia su base infiammatoria immuno-mediata,il rapporto tra infiammazione e
degenerazione è molto stretto perché praticamente in tutte le malattie degenerative c’è
infiammazione; alla fine forse diventerà un unico capitolo quello dell’infiammazionedegenerazione,perché i meccanismi soprattutto a livello molecolare si sovrappongono.
In generale riteniamo di poter dire che una malattia è infiammatoria perché alla base c’è
infiammazione;mentre invece diciamo che il morbo di Parkinson è degenerativo perché alla base
c’è degenerazione anche se poi c’è infiammazione secondaria.
Noi cerchiamo di descrivere tutte le forme di SM con un’unica definizione;verosimilmente le forme
di SM sono malattie diverse,in cui per esempio la forma cronico-progressiva primaria è una malattia
diversa rispetto alla SM recidivante-remittente benigna,con alcune cose in comune. Come ad
esempio è diversa la polimiosite dalla dermatomiosite non soltanto perché il derma nella polimiosite
non è coinvolto e nella dermatomiosite sì,ma anche perché il meccanismo immunopatico è diverso.
Noi mettiamo in questa definizione tutte le malattie della sostanza bianca con caratteristiche di
dispersione spazio-temporale ,che è alla base della dispersione multifocale delle lesioni.La diagnosi
di SM noi la facciamo sulla base della multifocalità,ma la multifocalità, cioè la dispersione spaziale
delle lesioni, non è sufficiente per la diagnosi,è indispensabile che ci sia anche la dispersione
temporale degli attacchi.Per cui è l’insieme di questi due elementi che caratterizza la SM;ma
nell’ambito di questa malattia ci sono dei sottogruppi(sottoforme di SM) che probabilmente hanno
meccanismi patogenetici diversi tra loro.
Le caratteristiche di dispersione spaziale e temporale devono essere presenti altrimenti la diagnosi
di SM non si fa.
La patogenesi è autoimmune perché noi abbiamo la possibilità di identificare autoanticorpi e
linfociti T attivati nei confronti dei costituenti del SNC.
Infine è frequentemente associata a degenerazione assonale in fase tardiva,in una delle forme che è
quella secondaria-progressiva.Mentre invece è iniziale la neurodegenerazione nelle forme
cosiddette primarie-progressive.
EPIDEMIOLOGIA
È una malattia decisamente meno frequente della malattia cerebrovascolare ischemica per la quale
calcoliamo 200.000 nuovi casi per anno,mentre invece calcoliamo 1500-4000 nuovi casi per anno di
SM in Italia.
Ma l’epidemiologia ci dice anche che l’età tipica della SM è un’età giovanile, mentre invece l’età
tipica della malattia cerebrovascolare è quella presenile;la differenza di incidenza,che rende meno
grave la SM da un punto di vista sanitario,viene notevolmente aggravata dalla precocità d’esordio
della malattia e dalla durata che è di decenni.Per cui dal punto di vista sanitario la portata di questa
patologia è sovrapponibile a quella della malattia cerebrovascolare.
Noi calcoliamo che in questo momento in Italia ci siano dai 15000 ai 30000 casi di malattia,e se voi
calcolate che il costo di ogni malato è di circo 30000 euro l’anno, potete avere un’idea della spesa
sanitaria per la SM.
Gli studi epidemiologici sono stati molto importanti per aprire spiragli sull’identificazione di fattori
genetici e ambientali rilevanti sull’etiologia.Se si guarda all’incidenza della SM in due gemelli
monozigoti, rispetto ai gemelli di zigoti o ai fratelli non gemelli, il tasso di concordanza (che
significa che sono tutti e due malati ) tra i gemelli monozigoti è circa dieci volte superiore rispetto
ai gemelli dizigoti.Questa è l’analisi fondamentale che ci dice che sicuramente c’è una
predisposizione genetica.
Accanto ai fattori genetici (di predisposizione perché la SM non è una malattia genetica ) ci sono
sicuramente anche fattori ambientali,quindi viene fuori una malattia ad etiologia
multifattoriale.Quali sono questi fattori ambientali? Guardando alla distribuzione dell’incidenza
della SM nel mondo, si è visto che l’incidenza varia a seconda dell’area geografica e che è minima
all’equatore e aumenta man mano che si va verso i poli sia sud che nord; all’equatore l’incidenza è
minima, mentre in Svezia l’incidenza è più alta che in Italia che non in Kenya; in Svezia più o meno
c’è l’incidenza che c’è in Nuova Zelanda o in Australia che stanno dall’altra parte del mondo.
Si è andati a cercare come è variato il rischio per lo sviluppo della malattia nelle persone emigranti,
cioè si è pensato: se c’è qualche fattore ambientale protettivo in Kenya e favorente in Svezia per la
malattia, questo fattore è protettivo o favorente per tutta la vita o soltanto per una parte della vita? E
si è visto che c’è una possibilità di variare il rischio di malattia se lo spostamento; cioè
l’emigrazione, avviene prima della pubertà;nei primi 14 anni di vita si definisce il rischio di
malattia, per cui se un ragazzo del Kenya va in Svezia a 6 anni acquisisce il rischio di malattia di
uno svedese,se ci va a 20 anni conserva il rischio di malattia del Kenya;se uno svedese va in Kenya
prima dei 14 anni acquisisce il rischio di malattia di un keniota,se invece ci va a 20 anni conserva il
rischio di malattia di uno svedese.
E allora è chiaro che tu ti puoi chiedere quale può essere questo fattore ambientale e le risposte sono
state soprattutto : l’esposizione a virus oppure a diete particolari, che naturalmente influenzano
soltanto in un certo periodo di vita.
Due settimane fa ho letto un articolo su Nature Medicine in cui c’erano molti argomenti per
ipotizzare che il fattore ambientale sia la luce solare che, secondo gli autori di questo articolo,
sarebbe un fattore modificante molte malattie, prima di tutte la tubercolosi, ma anche la SM visto il
fatto che man mano che si va dai poli verso l’equatore, cioè dalla notte verso il giorno, tu hai una
riduzione progressiva dell’incidenza, mentre andando dal giorno verso la notte (voi sapete che in
Svezia hanno almeno 6 mesi con pochissime ore di sole );quindi la luce solare potrebbe essere un
fattore,perciò ve l’ho aggiunto (è il primo anno che lo aggiungo).
Quale poi possa essere il motivo per cui questo fattore è così rilevante prima della pubertà e diventa
meno rilevante dopo,non si sa, ma certamente durante quella fase dello sviluppo l’influenza della
luce solare sulla produzione di vitamina D è più critica per la buona salute che nel resto della vita (
la luce solare è così importante perché porta alla produzione di vitamina D, con tutti i fenomeni a
valle mediati da questa vitamina ).
È quindi un fatto importante, ma noi non abbiamo gli elementi conclusivi per dire quale fattore tra
quelli ambientali sia il più importante, ma certamente questi fattori sono importanti perché il fattore
genetico da solo non può bastare, altrimenti non ci sarebbe una variazione del rischio di malattia
con l’emigrazione perché il patrimonio genetico tu te lo porti dentro di te.
Il ruolo del virus di Epstein-Barr è venuto fuori non solo perché è un virus molto importante per la
nostra immunodeficienza individuale, cioè per la nostra risposta immunitaria, ma anche perché c’è
stata durante la seconda guerra mondiale una epidemia di SM in un’isola del pacifico dove sono
sbarcati soldati inglesi (l’Inghilterra essendo nel nord Europa ha un’incidenza elevata di SM );
questo episodio ha portato un’epidemia di SM in una popolazione che non conosceva prima questa
malattia e poi anche il fatto che alcuni decenni dopo (la guerra era finita ) i soldati erano rientrati,
l’incidenza di SM è andata progressivamente riducendosi.Tutto ciò può essere spiegato solo
dall’aver portato in quell’isola un virus e in queste persone fu riscontrata una positività per il virus
di Epstein-Barr, per cui si è ipotizzato che questo fosse il virus che ha determinato questa epidemia.
PATOGENESI DELLA SM
Sono implicati fattori genetici (gli studi si sono concentrati su geni che codificano per i fattori di
istocompatibilità ,soprattutto quelli di classe seconda)e fattori ambientali(infezioni virali e
luce).La cooperazione di questi due elementi porta alla produzione di autoimmunizazione dei
linfociti t verso antigeni del self in particolare verso antigeni della sostanza bianca del SNC e cioè
contro proteine della mielina quali la proteina basica della mielina del SNC che è antigenicamente
differente rispetto a quella della mielina del SNP,ma anche della membrana assonale e degli
oligodendrociti.Questo è molto importante per la prognosi perché se tu hai una autoimmunizzazione
nei confronti di antigeni della mielina ma l’oligodendrocita sopravvive,questo,superata
l’infiammazione produrrà nuova mielina e potrà ripristinare se non il 100% di funzionalità almeno
una parte…Invece se tu hai autoimmunizzazione contro proteina della membrana assonale o degli
oligodendrociti il danno diventerà irreversibile perché nel SNC il danno assonale non è riparabile
dalla capacità rigenerativa e perché gli oligodendrociti se muoiono non vengono sostituiti e quindi
la lesione diventa irreversibile.Il problema che la demielinizzazione comporta è una riduzione fino
quasi ad una perdita completa della capacità di condurre il potenziale d’azione lungo l’assone anche
se l’assone è integro perché ci sono due internodi contigui di assone demielinizzato.Il potenziale
d’azione si forma sul monticolo assonale a valle del corpo neuronale e si interrompe per la
demielinizzazione degli internodi . E’ come se l’assone fosse stato sezionato ,però questo è un
fenomeno che può essere riparato perché l’oligodendrocita è sopravvivente.Se invece muore o
viene colpita dagli Ab la membrana assonale il processo è irreversibile
NEUROPATOLOGIA
Le lesioni caratteristiche sono le placche di demielinizzazione .Molti la chiamano sclerosi a
placche sulla base della neurologia francese,però il prof preferisce Sclerosi Multipla perché pensa
che sia importante la dispersione, la molteplicità che la caratterizza.Le sedi più frequenti di queste
placche sono la sostanza bianca periventricolare ma anche nel tronco encefalo intorno all’
acquedotto di Silvio e al 4° ventricolo,cervelletto,midollo spinale e il nervo ottico perché il nervo
ottico è un ‘ estroflessione del SNC e la sua mielina è tutta oligodendrocitica,non è prodotta dalla
cellula di Schwann.Le placche di demielinizzazione possono persistere a lungo,andare incontro a
riparazione oppure essere associate a morte oligodendrocitaria e degenerazione assonale e queste
sono le caratteristiche dei decorsi a prognosi peggiore.
La diagnostica con la RM ha migliorato enormemente la nostra capacità di esplorare la SM perché
mentre in TC la demielinizzazione non si vede(si può vedere solo la degenerazione ,quando questa
c’è,tardivamente),in RM anche la demielinizzazione in fase attiva si vede. Essa appare come
un’iperintensità di segnale in T2 e come ipointensità di segnale in T1 se c’è degenerazione,per cui
se non c’è degenerazione si vede solo l’iperintensità in T2 e in FLAIR ,ma non l’ipointensità in
T1.La dispersione spaziale è evidente,cioè ci sono placche multiple e la loro disposizione intorno
ai ventricoli laterali in questa immagine è evidente.La tendenza alla localizzazione periliquorale dice che il passaggio dei linfociti T attivati
attraverso la barriera emetoencefalica avviene prevalentemente attorno ai ventricoli verosimilmente
per le caratteristiche dei vasi di questa regione , perché è ovvio che i linf.ti devono superare la
barriera emato encefalica per divenire residenti nel SNC
QUADRO CLINICO
Il q.c. della S.M. è estrememamente variabile,non esiste un quadro clinico patognonomico.
La variabilità è praticamente la possibilità di vedere qualunque sindrome neurologica da lesione
centrale,per patologia della sostanza bianca per cui i nuclei non sono interessati .Quindi avremo
• Disturbi piramidali (Deficit di forza, ROT iperelicitabili, Segni piramidali)
• Disturbi sensitivi (parestesie, ipoestesie, dolore neuropatico, etc)
• Neurite ottica retro-bulbare
• Disturbi cerebellari (atassia, vertigini, tremore)
• Sintomi da lesione del tronco encefalico (diplopia,paralisi faciale, nistagmo dissociato, etc)
• Disturbi sfinterici (minzione imperiosa, etc)
• Altri sintomi (nevralgia del trigemino, crisi epilettiche, disturbi della sfera cognitiva,
impotenza nel maschio, etc)
Ovviamente non tutto si presenta nello stesso paziente,ma questo è per dire che noi non abbiamo
una sintomatologia caratteristica. Abbiamo una sintomatologia evocatrice nel caso in cui essa non è
compatibile con una sola lesione.Questo è l’elemento fondamentale,cioè la molteplicità per
dispersione spaziale.
Es sindrome cerebellare con neurite ottica retrobulbare non sono spiegabili sulla base di un’unica
lesione .Ovviamente non abbiamo una sola combinazione possibile,ce ne sono tante.Ciò che ci
suggerisce la diagnosi è la combinazione di sintomi e segni incompatibili con un’unica sede
lesionale.Un’altra cosa che ci orienta è l’età di esordio(20-30 anni).Se tu hai un giovane con
nevralgia trigeminale,non devi pensare ad una forma idiopatica,ma alla SM. naturalmente per farlo
devi entrare in un protocollo diagnostico che poi ti porterà ad una diagnosi definita,di probabilità o
di possibilità.
Nistagmo dissociato:alcuni lo ritengono pagmonomico di SM perché è molto difficile trovarlo in
altre patologie.E’ un nistagmo in cui hai un movimento che interessa un occhio senza interessare
l’altro:questo è possibile solo per lesione delle vie internucleari per cui un occhio si distacca
dall’altro,l’occhio abdotto va in nistagmo mentre l’occhio addotto no perché le vie internucleari
sono lesionate dalle placche di demielinizzazione.
DECORSO
Il decorso della cosiddetta SM benigna è recidivante e completamente remittente (interessa il 15-
20% dei malati).
Esistono anche le forme secondarieamente progressive,cioè dopo un certo numero di anni
caratterizzati da crisi e remissioni più o meno complete,si avrà ancora qualche attacco però negli
intervalli si avrà la degenerazione assonale e si va verso la progressiva perdita di funzione.
C’è in oltre una forma progressiva recidivante in cui sin dall’inizio si hanno recidive e
progressione ,per cui ogni tanto si ha un attacco però anche tra un attacco e l’altro si ha un
peggioramento e non si ha mai remissione.
Oppure c’è la forma primaria progressiva in cui non hai attacchi,ma una perdita prognte,ma questo è per dire che noi non abbiamo
una sintomatologia caratteristica. Abbiamo una sintomatologia evocatrice nel caso in cui essa non è
compatibile con una sola lesione.Questo è l’elemento fondamentale,cioè la molteplicità per
dispersione spaziale.
Es sindrome cerebellare con neurite ottica retrobulbare non sono spiegabili sulla base di un’unica
lesione .Ovviamente non abbiamo una sola combinazione possibile,ce ne sono tante.Ciò che ci
suggerisce la diagnosi è la combinazione di sintomi e segni incompatibili con un’unica sede
lesionale.Un’altra cosa che ci orienta è l’età di esordio(20-30 anni).Se tu hai un giovane con
nevralgia trigeminale,non devi pensare ad una forma idiopatica,ma alla SM. naturalmente per farlo
devi entrare in un protocollo diagnostico che poi ti porterà ad una diagnosi definita,di probabilità o
di possibilità.
Nistagmo dissociato:alcuni lo ritengono pagmonomico di SM perché è molto difficile trovarlo in
altre patologie.E’ un nistagmo in cui hai un movimento che interessa un occhio senza interessare
l’altro:questo è possibile solo per lesione delle vie internucleari per cui un occhio si distacca
dall’altro,l’occhio abdotto va in nistagmo mentre l’occhio addotto no perché le vie internucleari
sono lesionate dalle placche di demielinizzazione.
DECORSO
Il decorso della cosiddetta SM benigna è recidivante e completamente remittente (interessa il 15-
20% dei malati).
Esistono anche le forme secondarieamente progressive,cioè dopo un certo numero di anni
caratterizzati da crisi e remissioni più o meno complete,si avrà ancora qualche attacco però negli
intervalli si avrà la degenerazione assonale e si va verso la progressiva perdita di funzione.
C’è in oltre una forma progressiva recidivante in cui sin dall’inizio si hanno recidive e
progressione ,per cui ogni tanto si ha un attacco però anche tra un attacco e l’altro si ha un
peggioramento e non si ha mai remissione.
Oppure c’è la forma primaria progressiva in cui non hai attacchi,ma una perdita progressiva di
funzione e la comparsa di aree sempre più numerose e gravi di demielinizzazione.
DIAGNOSI
La diagnosi è prima di tutto clinica e questo è importante perché altrimenti si farebbero esami
strumentali per ogni possibile sintomo compatibile con una placca di demielinizzazione. Poi si
procede con la RM. Fare la TC è inutile. La RM mette in evidenza lesioni iperintense in T2 e
FLAIR ed eventualmente ipointense in T1. Quando si trovano molte aree ipointense in T1 significa
che vi sono molti danni irreversibili. Invece le aree iperintense in T2 possono scomparire perché
sono aree di demielinizzazione che può essere riparata.
Analisi del liquor:è utile nella prima fase perché permette di verificare se c’è una immunopatia in
corso
Indice di Link.Per vederlo bisogna dosare la concentrazione delle IgG nel liquor e nel siero e lo
stesso bisogna fare con le albumine. Poi si fa il rapporto e si ricava il cd indice di Link che ci dice
se c’è sintesi intratecale di IgG ,al di là della barriera ematoencefalica ed ematoliquorale.Questo
indice è patologico in circa l’80%dei malati di SM,per cui c’è un 20%di falsi negativi. Però c’è
anche una serie di falsi positivi,cioè possono esserci una serie di malattie diverse dalla SM in cui
l’indice di Link è apprezzabile. Quindi è un indice utile,ma certamente non sufficiente per fare
diagnosi.
 La pleiocitosi può esserci in fase attiva d’infiammazione,ma è sempre molto modesta,può arrivare
massimo a 30 cellule,con massimo 7 linfociti al microlitro.
 C’è una modesta iperproteinorrachia ,cioè le proteine sono un poco aumentate,salgono tra 50 e
100mg/dl (50 è il limite superiore del range fisiologico).
Bande oligoclonali: l’indice più sensibile è la presenza di bande oligoclonali nel liquor che sono
assenti nel siero. In linea di massima si ritiene che sia indicativa la presenza di più di due bande nel
liquor assenti nel siero;se ce n’è una l’indice di indicatività è decisamente basso. 9
scaricato da www.sunhope.it
Indagini neurofisiologiche :i potenziali evocati sono utili per esplorare le vie visive, acustiche e
somatosensitive lungo tutta la via,dal recettore periferico alla corteccia,per verificare se c’è un
danno che clinicamente non è evidente. Quindi serve per definire in modo preciso l’eventuale
presenza di un danno da demielinizzazione. Si avrà aumento del tempo di conduzione,oppure
proprio un blocco di conduzione associato a riduzione dell’ampiezza dei potenziali evocati.
Non essendoci un segno patognonomico né clinico né strumentale, la diagnosi di SM deve essere il
risultato della convergenza di una serie di analisi che fondamentalmente devono dire che c’è
dispersione spaziale e temporale delle lesioni e degli attacchi. Cioè se viene da noi un ragazzo che
ha avuto un emiparesi piramidale associata con riduzione del visus in un occhio senza avere mai
avuto un altro disturbo precedente voi vi rendete conto che c’è una dispersione spaziale delle aree di
danno. Fate una risonanza e anche se ne bastavano 2,trovate otto placche,ma ancora la diagnosi non
è fatta perché manca la dispersione temporale,che presuppone che si abbiano almeno due attacchi.
Però ci si può chiedere se tutte le lesioni sono contemporanee o se per caso due sono recenti ,ma le
altre sono precedenti,ma clinicamente silenti. Se si potesse dimostrare questo,allora avrei dimostrato
anche la dispersione temporale. A questo scopo può essere d’aiuto l’uso del Gadolinio come mdc in
RM perché esso è captato solo dalle aree recenti,le cd placche attive. Se il mdc è captato solo dalle
due aree che hanno dato la sintomatologia recente e nelle altre no,vuol dire che solo quelle due sono
attive,mentre le altre sono più vecchie. A questo punto posso fare molto più agevolmente la
diagnosi. Se questo si aggiunge la presenza di immunopatia nel liquor è ovvio che la diagnosi
diviene sempre più forte e sostenibile.
TERAPIA
La sclerosi multipla la curiamo fondamentalmente in modo multidisciplinare
Terapia psicologica
 L’approccio a questi pazienti richiede un grande contegno: un ragazzo/a di 20-25 anni che ha un
deficit neurologico improvviso e riceve tali diagnosi, vede compromesso il proprio futuro. Bisogna
quindi impegnarsi molto affinchè possa capire che il decorso e la gravità della malattia è diverso da
caso a caso e non necessariamente si è costretti a gravi disabilità. Quindi, è necessario un approccio
medico che sia molto vicino al disagio psichico del ragazzo.


NEURITE MOTORIA MULTIFOCALE
È una malattia rara, immunomediata con Ab anti GM1 nel siero nell’80% dei casi. È caratterizzata
dalla presenza di fascicolazioni, iper-riflessia e asimmetria dei deficit motori. Avendo atrofia,
fascicolazioni,ixreflessia può essere inizialmente difficile fare D.D. con la SLA. L’elemento
diagnostico differenziale fondamentale, a parte la presenza di Ab anti GM1 nel siero, è l’assenza
costante del Babisky.
MIASTENIA GRAVIS
La miastenia gravis è una malattia della giunzione neuro muscolare, di tipo autoimmune anticorpo
mediata(umorale) caratterizzata tipicamente da affaticabilità muscolare, questo è l’elemento tipico
della miastenia gravis.
EPIDEMIOLOGIA
 È una malattia abbastanza frequente (15-65 casi su 100000) persone,più frequente nel sesso
femminile può colpire qualunque età ma più frequentemente colpisce le donne nella terza decade di
vita e i maschi nella quinta decade.
Poi c’è la miastenia transitoria del neonato che è quella del neonato che nasce da mamma
miastenica per passaggio transplacentare di anticorpi e quella è una miastenia che non è congenita
ma è strettamente legata al periodo in cui gli anticorpi materni si trasferiscono nei tessuti e nel siero
del neonato.
Nell’85% dei malati ci sono anticorpi antirecettore per l’acetilcolina,
gli altri, circa 15% si chiamano siero negativi e questi siero negativi nel 70% dei casi,presentano
anticorpi antiMuSK.C’è quindi circa un terzo di malati(un terzo del 15%,quindi un 5%circa)che
non ha né anticorpi antirecettori né anticorpi antiMuSK.
E probabile che l’eziologia preveda la cross reazione a livello della giunzione neuromuscolare di
anticorpi anti strutture simili al recettore colinergico presenti nel timo dopo infezione virale, ed ecco
perchè le persone con timoma, quindi con patologia neoplastica, frequentemente sviluppano la m.
gravis, quindi la m. gravis può essere considerata in queste persone una sindrome
paraneoplastica.Si tratterebbe in queste persone di anticorpi contro antigeni onconeurali (in questo
caso oncomuscolari, perché i recettori stanno sulla membrana muscolare), gli antigeni vengono
condivisi e allora c’è la produzione di anticorpi contro il tumore timoma che cross reagiscono anche
con gli anticorpi antirecettore.

MIASTENIA GRAVIS
La miastenia gravis è una malattia della giunzione neuro muscolare, di tipo autoimmune anticorpo
mediata(umorale) caratterizzata tipicamente da affaticabilità muscolare, questo è l’elemento tipico
della miastenia gravis.
EPIDEMIOLOGIA
 È una malattia abbastanza frequente (15-65 casi su 100000) persone,più frequente nel sesso
femminile può colpire qualunque età ma più frequentemente colpisce le donne nella terza decade di
vita e i maschi nella quinta decade.
Poi c’è la miastenia transitoria del neonato che è quella del neonato che nasce da mamma
miastenica per passaggio transplacentare di anticorpi e quella è una miastenia che non è congenita
ma è strettamente legata al periodo in cui gli anticorpi materni si trasferiscono nei tessuti e nel siero
del neonato.
Nell’85% dei malati ci sono anticorpi antirecettore per l’acetilcolina,
gli altri, circa 15% si chiamano siero negativi e questi siero negativi nel 70% dei casi,presentano
anticorpi antiMuSK.C’è quindi circa un terzo di malati(un terzo del 15%,quindi un 5%circa)che
non ha né anticorpi antirecettori né anticorpi antiMuSK.
E probabile che l’eziologia preveda la cross reazione a livello della giunzione neuromuscolare di
anticorpi anti strutture simili al recettore colinergico presenti nel timo dopo infezione virale, ed ecco
perchè le persone con timoma, quindi con patologia neoplastica, frequentemente sviluppano la m.
gravis, quindi la m. gravis può essere considerata in queste persone una sindrome
paraneoplastica.Si tratterebbe in queste persone di anticorpi contro antigeni onconeurali (in questo
caso oncomuscolari, perché i recettori stanno sulla membrana muscolare), gli antigeni vengono
condivisi e allora c’è la produzione di anticorpi contro il tumore timoma che cross reagiscono anche
con gli anticorpi antirecettore.
La miastenia gravis non è soltanto una malattia che procede per attacchi caratterizzata da
affaticabilità con l’esercizio e recupero col riposo ,può essere anche una malattia da stanchezza
cronica. Questo si spiega con il fatto che man mano che passa il tempo, essendo gli anticorpi
antirecettore legati al recettore capaci di indurre endocitosi del complesso recettore –anticorpo e
successiva distruzione del complesso, se questo processo di endocitosi è rapido e il numero di
anticorpi legati massivo, tu hai un notevole spopolamento recettoriale dalla membrana post
sinaptica. Naturalmente c’è la possibilità di riprodurre il recettore ma questa riproduzione non è
sufficiente in molte persone per compensare al 100% la distruzione, e lo spopolamento diventa
cronico. Dal momento che le piegature, le invaginazioni sono la conseguenze del numero di
recettori,esse servono per contenere il maggio numero di recettori in uno spazio limitato,quindi man
mano che i recettori scompaiono le plicature scompaiono e allora si verifica l’appiattimento della

membrana post sinaptica che comporta il fatto che la trasmissione neuromuscolare diventa
stabilmente insufficiente per cui non hai più il deficit solo del corso dell’esercizio, ma hai deficit
stabile. Questa condizione è detta miopatia miastenica. Quindi voi non potete escludere che una
persona abbia miastenia gravis, anche se non avete l’elemento tipico che è quello dell’ affaticabilità
con l’esercizio e ristoro col riposo.
Un’altra cosa importante è che 10-15% dei pazienti con miastenia presenta timoma e l’80%
iperplasia dei follicoli linfatici del timo.
QUADRO CLINICO
Il quadro clinico è caratterizzato da ipostenia che compare dopo contrazioni muscolari prolungate e
ripetute e si riduce e scompare col riposo.
I muscoli più colpiti sono quelli ad innervazione cranica in particolari quelli oculari e quindi si ha
ptosi palpebrale e diplopia per deficit degli oculomotori.
I secondi sono i muscoli laringo-faringo-palatini ed i prossimali degli arti per cui compare disfonia,
disfagia, e poi debolezza anche nell’esercizio prolungato degli arti, nel camminare a lungo, nel
muovere le mani a lungo.
La muscolatura respiratoria può essere interessata,per fortuna meno frequentemente, si può avere
che i pazienti hanno crisi respiratoria per difetti della terapia ( ipo/iperdosaggio degli
anticolinesterasici).
DIAGNOSI
Certamente l’anamnesi dimostra che non c’è familiarità ; c’è esordio subacuto, fluttuazione del
deficit variabile durante la giornata ,tipico è che la mattina mi sveglio bene con gli occhi bene
aperti poi man mano che passano le ore le palpebre si calano, inizio il pasto bene e man mano che
mangio la mandibola cade e mi devo fermare questo è tipico ma non sufficiente.
L’EO tende a valutare l’esauribilità muscolare,puoi chiedere alla persona di aprire e chiudere le
palpebre più volte per vedere quando non riesce piu a farlo.
I riflessi non sono mai modificati da questa malattia , totalmente assenti i disturbi sensitivi che la
differenziano dalle neuropatie sensitivo-motorie .
E’utile il test farmacologico con anticolinesterasici miastenici: lo facciamo immediatamente
quando abbiamo postulato l’ipotesi di m.gravis; a una persona per esempio viene diagnosticato il
deficit palpebrale, fai iniezione con acetilcolinesterasici endovena e vedi le palpebre che si aprono.
Le indagini di laboratorio sono importanti per la dimostrazione di anticorpi antirecettore , però il
fatto che esistano anticorpi non si correla con la gravità della malattia: puoi avere titolo elevato con
sindrome poco grave o viceversa, infatti nella miopatia miastenica che è la massima espressione
clinica c’è un basso titolo anticorpale perchè ormai è la giunzione che si è modificata è diventata
poco funzionale.
L’elettroneuromiografia è la dimostrazione elettrofisiologica della clinica. C’è stimolazione
elettrica del nervo a bassa frequenza” ta ta ta” in genere tre stimoli al secondo e si registra il
potenziale muscolare e si può vedere come per ogni gruppo di stimoli l’ampiezza dei potenziali
muscolari si riduce progressivamente ( test di Desmedt) e questo è il correlato elettrofisiologico
della stanchezza.
Poi fai iniezione di anticolinesterasico e continui a stimolare e vedi che quando la colinesterasi è
stata diffusa per ogni complesso giunzionale l’ ampiezza dei potenziali muscolari rimane inalterata:
questo è tipicamente diagnostico .In alcuni casi può essere utile l’elettromiografia a singole fibre.
Una volta che hai fatto diagnosi di miastenia gravis ,non ti puoi esimere dal richiedere

radiografia torace, Tc con mdc, scintigrafia timica per verificare se c’è timoma:questo è un
imperativo categorico, non deve uscire un malato con m. gravis che non abbia fatto adeguate
indagini per vedere se ha timoma perchè se ha timoma deve essere operato.

TERAPIA
 E’ con anticoliesterasici che sono diversi da quelli usati nell’Alzheimer (centrali) questi sono la
NEOSTIGMINA e la PIRIDOSTIGMINA
Poi essendo malattia immunomediata si danno immunosoppressori (AZATIOPRINA) e
cortisonici(PREDNISONE)
Alle Ig endovenose bisogna ricorrere solo durante le crisi miasteniche, non per la terapia cronica e
comunque queste scelte si fanno caso per caso.
Se la sintomatologia è solo oculare trattiamo solo con Piridostigmina.
Se hai miastenia generalizzata anche con farmaci patogenetici( Azatropina e|o Prednisone) e con la
terapia patogenetica la necessità di anticolinesterasi si riduce.
E infine in pazienti con timoma si fa timectomia.
POLIMIOSITE E DERMATOMIOSITE
Anche la polimiosite e dermatomiosite sono malattie immunomediate.
La polimiosite predilige l’età adulta giovane, la dermatomiosite tutte le età.
La polimiosite è legata a un’immunopatia cellulo-mediata, alla biopsia troviamo infiltrati
infiammatori endomisiali contenenti linfociti T CD8.

Invece la dermatomiosite è un’ immunopatia anticorpo-mediata con attivazione del complemento e
in biopsia troviamo infiltrati infiammatori perivascolari costituiti prevalentemente da
linfociti,questo sia nella biopsia di cute che nella biopsia del muscolo,perciò dermatomiosite.
Nella polimiosite nell’endomisio c’è uno sciame di cellule che comporta atrofia e necrosi
miocitaria. La necrosi implica iperCKemia che nella polimiosite c’è, cosi come la potremmo
trovare nelle distrofie muscolari.
Il quadro clinico è quello di debolezza muscolare ad esordio subacuto frequentemente preceduto
dalla febbre ma non necessariamente, con interessamento prevalente dei muscoli bulbari, quelli che
servono per la fonazione e la deglutizione,quelli prossimali degli arti e del tronco. Solo nella
dermatomiosite si ha eritema violaceo delle palpebre,del volto e della regione sternale .
Poco frequente l’interessamento della muscolatura respiratoria, talora si può avere miocardite
autoimmunitaria associata .
La diagnosi è basata sull’assente familiarità (perché sono forme acquisite,ndr), sull’ esordio
subacuto, sulla sindrome che è dominata da deficit di moto associata con aumento CK, isoenzimi
mm, spesso l’aumento VES, talora linfocitosi.
L’ elettromiografia è poco caratteristica, vedete che in genere c’è un tracciato di tipo misto con
potenziali di denervezione.
Ma quello che dopo la clinica vi permette la diagnosi è la biopsia, questa è una biopsia di cui non si
può fare a meno. Mentre oggi per esempio nella distrofia dei cingoli, nella distrofia di Duchenne
dalla clinica puoi saltare la biopsia e andare direttamente all’ analisi molecolare ,soprattutto quando
la storia familiare ti orienta verso quale può essere il gene interessato, invece nel sospetto di
dermatomiosite e polimiosite la biopsia è necessaria
Una volta venivano presi tutti per distrofici muscolari e di conseguenza curati come tali e di
conseguenza la prognosi veniva considerata come terribilmente sfavorevole.
Invece sono malattie che guariscono per cui le devi diagnosticare con precisione per poi fare la
terapia con immunosoppressori e corticosteroidi. Utilizzando che cosa come parametri di
valutazione, per decidere quando sospendere e quando eventualmente riprendere la terapia per

ripresa dell’attivita infiammatoria?
 Il CK è un indice molto attendibile per dire quando con i farmaci hai spento l’infiammazione
 nel momento in cui il CK è rientrato; invece se c’è ripresa infiammazione tu dovresti vedere CK
che comincia a risalire.

info presa da : http://www.sunhope.it/




















MALATTIE DEMIELINIZZANTI ED INFIAMMATORIE DEL S.N.C. e S.N.P.


in teoria:
PROCOLLO DI DIAGNOSI E MONITORAGGIO DELLE MALATTIE DEMIELINIZZANTI
ED INFIAMMATORIE DEL S.N.C. e S.N.P. 

a ) profili ematochimici generali e speciali, in relazione alla eziologia (Assetto reumatologico , 
autoanticorpi ed assetto anticorpale completo con Ig e complementemia e prove per attività 
proinfiammatoria, Test virali e microbiologici, Test tossicologici,Test per la coagulazione, con 
anticorpi antifosfolipidi ed anticardiolipidina) ed esami su liquor : Indice di Link, Danno di barriera, 
PCR, bande oligoclonali .
b)ECG e visita cardiologia con Ecocardiogramma per d.d. ed i trattamenti con immunosoppressori
c) Test Neuropsicologici completi e scale di valutazione psichiatrica (depressione ed altre turbe) e 
colloquio eventuale con Psicologo
d) EEG - EMG-ENG Potenziali evocati (PEV,ABR,PESS), EEG con analisi spettrale e 
MappingEEG
e) Esami xgrafici (cranio,Rx Rachide in toto; torace;) e M.O.C.
f) RMN encefalo e midollo in toto con m.d.c.( doppia o tripla dose)
g) Visita oculistica ed ortottica con campo visivo
h) Visita Urologia con esame Urodinamico completo
i) Visita Reumatologica
l) Visita ginecologica ( necessità terapeutiche e turbe sfinteriche Secondarie)
m) Visita endocrinologia
n)Visita ambulatorio Terapia del dolore per terapie del dolore e trattamento spasticità
o) Visita fisiatrica per programma riabilitativo
p)Visita e valutazione Psicologica

NON C'E' NELLA LISTA VISITA VASCOLARE E ECD.....

05/04/13

LA ZEOLITE (liberarsi da tossine e metalli pesanti e altre sostanze dannose)

Articolo tratto dal blog salute olistica sulla zeolite, un prodotto che può essere utile per difendersi dagli effetti nocivi delle radiazioni grazie alla sua azione di neutralizzazione dei radicali liberi. La zeolite aiuta il nostro corpo a liberarsi da tossine e metalli pesanti, ed è quindi utile anche per difendersi dall'aggressione quotidiana delle scie chimiche.


MINERALI VULCANICI E SALUTE: LA ZEOLITE

Dall'incontro di lava e acqua salmastra, giunge un aiuto per proteggere e disintossicare i nostri organi, per ridurre l'ossidazione, chelare i metalli pesanti ed altre sostanze dannose.

Sono le zeoliti: minerali di origine vulcanica che si formano per lo più dall'incontro tra lava incandescente e acqua di mare.
Si presentano come minerali naturali dalla struttura microporosa, costituita da migliaia di piccoli canali in grado di legare rilevanti quantità di tossine e metalli pesanti dannosi alla nostra salute.


Sono le zeoliti: minerali di origine vulcanica che si formano per lo più dall'incontro tra lava incandescente e acqua di mare.
Si presentano come minerali naturali dalla struttura microporosa, costituita da migliaia di piccoli canali in grado di legare rilevanti quantità di tossine e metalli pesanti dannosi alla nostra salute.

Un particolare tipo di zeolite, la clinoptilolite sottoposta ad attivazione, è stata studiata per le sue possibili applicazioni in medicina. Per attivazione si intende normalmente l'applicazione di un procedimento chimico, chimico-fisico o fisico ad un materiale, perchè questo possa reagire più facilmente.

La zeolite clinoptilolite viene sottoposta ad un processo che provoca la collisione delle particelle fra loro, evitando la diretta collisione con le pareti o le pale metalliche dei mulini per evitare che le particelle ottenute vengano inquinate dai metalli presenti.

Le zeolite è altresì tra quegli elementi efficaci per combattere e neutralizzare i radicali liberi, che si formano nell'organismo a causa di inquinamento, polveri sottili, sostanze inquinanti presenti nei cibi, fumo, stress, farmaci etc. I radicali liberi, sono presenti nel nostro organismo che li utilizza come meccanismi di difesa, ma un loro eccesso non solo può provocare malattie ma anche aggravarle, come accade per esempio per: diabete, cancro, patologie cardiovascolari, quelle del tratto gastro-intestinale etc.

Mercurio, piombo, cadmio sono tra i più conosciuti e pericolosi agenti tossici con cui abbiamo a che fare. La la loro presenza nel tratto gastro-intestinale può essere ridotta dalla zeolite clinoptilolite che quindi aiuta l'organismo a detossificarsi e/o evitare che tali sostanze vengano assorbite nei tessuti.

La zeolite clinoptilolite non è tossica per l'organismo e non viene assorbita dal tratto gastro-intestinale. Oltre a salvaguardare l'organismo dai radicali liberi, come detto, essa è in grado, mediante scambio cationico, di legare i metalli pesanti eliminandoli ed è compatibile con altri composti.

Risulta essere cosi una sostanza sia detossificante che antiossidante, oltre che assorbente, che viene eliminta con le feci dopo aver svolto la sua azione nel tratto gastro-intestinale.

Le zeoliti cliptoliniti son perciò utili a sportivi, manager di tutte le età, studenti, coloro che vivono una intensa e stressante attività professionale, anziani, convalescenti, oltre a coloro che sono sottoposti a chemioterapia o hanno alta presenza di metalli pesanti nell'organismo e tutti coloro che soffrono di stress ossidativo. Dunque, tra l'altro un buon aiuto per la prevenzione.
Modo d'uso 3 volte al giorno 30 minuti prima dei pasti principali e prima di andare a letto. Zeolite non attivata: Vanno messi tre cucchiani (non di metallo) in un bicchiere d'acqua, lasciar riposare qualche ora (può anche prepararla la sera prima) e bere solo l'acqua in superficie. Poi rimettere l'acqua e usare la polvere rimasta sul fondo per le altre 3 assunzioni della giornata (coprendo il bicchiere con un tovagliolo o un piatto per impedire alla polvere di entrare). Zeolite attivata: un cucchiaino in un bicchiere d'acqua, bere tutto il contenuto.

Zeolite - Integratore Alimentare: www.macrolibrarsi.it/prodotti/__zeolite.php?pn=1184



Fonte: http://scienzamarcia.blogspot.com/

argilla verde - ANTITOSSICA-CICATRIZZANTE-ENERGIZZANTE

L’argilla verde grazie alle sue proprietà trova molte applicazioni anche nelle cure medicamentose. Le principali proprietà curative dell’argilla verde sono:
  • Antisettica e battericida: l’argilla curativa è in grado di contrastare l’attività dei batteri senza recare alcun danno all’organismo umano. L’argilla neutralizza solo le eccedenze di batteri ma non ostacola la moltiplicazione e ricostruzione cellulare. E’ utilissima per eliminare i parassiti intestinali e per ristabilire l’equilibrio della flora microbica danneggiato da enteriti, coliti, colibacillosi.
  • Antitossica: l’argilla verde è un ottimo rimedio contro avvelenamenti da sostanze tossiche. Grazie alla sua nota capacità assorbente facilita l’espulsione di veleni dall’organismo.
  • Cicatrizzante: attraverso le sue qualità basiche (a pH quasi neutro) esercita un’influenza come biocatalizzatore dell’organismo ossia favorisce la totalità di reazioni chimiche necessarie alla sopravvivenza come la coagulazione del sangue e la rigenerazione della pelle. Questa proprietà dell’argilla viene usata sia per curare ferite esterne sia per curare l’ulcera gastroduodenale.
  • Energizzante: l’argilla racchiude vari minerali e oligoelementi che vengono trasmessi all’organismo attraverso le membrane delle cellule del corpo. L’argilla ha un’azione molto efficace nei disturbi articolari, in caso di fratture e nelle anemie
Alcune ricette ed usi dell’argilla verde per la salute
MASCHERA RILASSANTE PER LA SCHIENA
Alla maschera base (spiegata nel post precedente) aggiungete due cucchiai di infuso di fiori e foglie di Arnica montana e mescolate il tutto. A piacere si possono aggiungere 1 0 2 gocce di olio essenziale di Cannella o di Timo. La maschera va tenuta in posa per 15-20 minuti.
LAVAGGI VAGINALI
In una bacinella versate dell’acqua tiepida ed un cucchiaino di argilla e mescolate. Con questa soluzione si possono fare sia dei lavaggi vaginali che delle irrigazioni. Per le irrigazioni è indispensabile fornirsi di un irrigatore vaginale. Dopo non è necessario sciacquarsi.
PEDILUVI E MANILUVI RILASSANTI
In una bacinella contente acqua calda versate un cucchiaio di argilla. Immergete i piedi e strofinateli uno con l’altro. Stessa cosa con le mani. Si possono aggiungere a piacere 1 o 2 gocce di olio essenziale di Melissa o Lavanda.
BAGNI PARZIALI
Ponete tre o quattro manciate di argilla verde (circa 80-100 grammi) sul fondo di una bacinella e riempitela di acqua calda integrandola con del sale marino integrale. Mescolate finchè l’argilla non si sarà sciolta. Questo composto può essere utilizzato in molti modi: clisteri, pediluvi e maniluvi, lavaggi vaginali e gargarismi.
BEVANDA DEPURATIVA
L’argilla diluita in acqua depura il sangue e tutto l’organismo. Neutralizza inoltre le tossine e apporta alle cellule elementi indispensabili alla loro vitalità.
Mettete un cucchiaio di argilla in un bicchiere di vetro e mescolatelo con un cucchiaio di legno. Coprite il bicchiere con una garza e lasciate riposare il tutto almeno per 10-12 ore. Il mattino successivo si deve bere solo l’acqua sopranatante, lasciando il deposito sul fondo del bicchiere. L’argilla verde deve essere assunta sempre lontano dai pasti e preferibilmente di mattina a digiuno, per circa un mese.
ACIDITA’ DI STOMACO
L’argilla diluita in acqua va assunta tutte le mattine a digiuno per un mese. In questo caso è consigliato bere anche l’argilla sedimentata sul fondo del bicchiere, dopo avere mescolato l’acqua. Fate un impiastro con l’argilla verde e dell’olio extravergine di oliva e spalmatelo sullo stomaco. E’ da tenere per 30 minuti, ben coperto, e da ripetere tra volte alla settimana per un mese.
DOLORI ARTICOLARI
Mescolare l’argilla verde con dell’olio extravergine di oliva e spalmatelo nelle zone interessate dal dolore. Tenere coperto per 30 minuti. Da fare tutti i giorni fino ad un miglioramento evidente. Poi per un altro mese a giorni alterni.
Alcune di queste informazioni sono tratte dal foglietto informativo dell’argilla verde Argital del dott. G. Ferraro.
USI DELL’ARGILLA VERDE PER LA BELLEZZA

Coriandolo per una chelazione naturale chelazione naturale chelazione naturale chelazione naturale

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 Come è noto, le scie chimiche sono la principale causa dell'intossicazione da metalli pesanti, all'origine di numerose e gravi patologie. Perciò, è consigliabile prendere qualche precauzione per promuovere una chelazione naturale, ossia un almeno parziale smaltimento dei metalli che tendono ad accumularsi nell'organismo. A tale proposito, può essere utile il Coriandolo.

Il Coriandolo (pianta appartenente alla famiglia delle Umbrelliferae) è un genere con due specie, tipiche della flora dell'Europa meridionale. Il Coriandrum sativum, introdotto per la coltivazione nel nostro territorio peninsulare, si è poi naturalizzato sicché è reperibile qua e là allo stato selvatico; l'altra specie, il Coriandrum testiculatum, è propria solo della Siria. Il Coriandolo è coltivato per i semi che, una volta ben essiccati, sono impiegati per aromatizzare confetti, pietanze e bevande. I semi contengono un olio essenziale che, una volta estratto, è adoperato per conferire un inconfondibile profumo al gin. Essi trovano uso anche nella medicina come carminativi, stomacali e febbrifughi.

Ci informa D. Klinghardt: "Quest'erba da cucina è in grado di mobilitare mercurio, cadmio, piombo ed alluminio tanto nelle ossa che nel sistema nervoso centrale. È probabilmente l'unico agente efficace nel mobilitare il mercurio immagazzinato nello spazio intracellulare (attaccato ai mitocondri, alla tubulina, ai liposomi etc.) e nel nucleo della cellula (invertendo il danno al D.N.A., danno dovuto al mercurio)."

Gli studi hanno tuttavia assodato che il coriandolo risolve il problema solo in alcune parti del corpo, quindi è necessario adoperarlo in abbinamento ad un altro agente per completare il processo di disintossicazione, come la Chlorella o l'Alga spirulina.

Nota bene: si precisa che i suggerimenti di tale testo non sostituiscono in alcun modo e per nessun motivo i rimedi, le terapie e le indicazioni del proprio medico cui bisognerà rivolgersi tempestivamente in caso di necessità.
Fonti:

D. Klinghardt, MD, PhD, Chelazione: come rimuovere dal corpo mercurio, piombo ed altri metalli
Scienze naturali, Milano, 2005, s.v. Coriandrum