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15/11/17

DIAGNOSI DELLE INFEZIONI DA CANDIDA

La diagnosi di infezione da candida è sempre molto complessa, e si basa sulla clinica, sulla microbiologia, sul laboratorio, sulla sierologia e sulla diagnostica per immagini. Clinicamente i segni si suddividono in aspecifici, che sono la febbre ed la presenza dei segni di sepsi più o meno marcati, e specifici quali le lesioni papulari della cute, la mialgia e la tensione muscolare alla palpazione. Laboristicamente deve far sospettare un candidosi in presenza dei fattori di rischio, l’anemia e la neutropenia (neutrofili < a 0,5 x 109 ). La diagnosi microbiologica si basa sulla ricerca della candida con l’emocolture e le colture dalle ferite chirurgiche, dai fluidi corporei che abitualmente sono sterili (peritoneale, pleurico e cerebrospinale), le urinocolture attraverso il dosaggio quantitativo che difficilmente è di grosso aiuto visto che la candida è un micete abitualmente presente nelle urine, vengono considerate positive le colture che dimostrano valori uguali o superiori a 103 /104 cfu/ml, o attraverso la ricerca della presenza nelle urine delle ifee. Vanno inoltre sempre colturati i device intra vascolari e idealmente bisognerebbe anche ottenere contemporaneamente delle emocolture ottenute da altri siti. La ricerca microbiologica nel sospetto di una infezione da candida implica la raccolta di un set intero di colture (broncoaspirato, urinocoltura, colture dei drenaggi ed emocolture). Per quanto riguarda quest’ultime durante un periodo di 48 h dovrebbero essere ottenute da ogni cambio di infermieri in modo da ottenere almeno 6 set colturali. Va ricordato che le candide crescono bene in recipienti adeguatamente ossigenati quindi va ricordato che essi vanno tenuti in aria ambiente per assicurare una buona tensione di ossigeno. La presenza di emocolture positive o negative pone comunque dei problemi, La presenza di una emocoltura positiva in concomitanza di una positività di una coltura ottenuta da un sito normalmente sterile, va considerata segno di una candidasi e la terapia va iniziata. Qualora invece la positività di una o due emocolture non sia accompagnata da segni clinici (non febbre, emodinamica stabile, assenza di fattori di rischio), o da positività di colture ottenute da altre sedi normalmente sterili, è probabile che la candidemia sia transitoria e non va trattata. Molti autori ritengono imperativo trattare una emocoltura positiva se associata a neutropenia.

pdf: http://digilander.libero.it/newsfornurse/infezioni%20da%20candida%20in%20rianimazione.pdf

13/11/17

tutti a Roma il 21/11/2017 la PARTITA per i Bambini che si gioca in Corte Costituzionale





PENSIAMO POSITIVO
Il concetto che per ME è di VITALE IMPORTANZA è il seguente: ha senso aspettarsi un futuro positivo solo SE SI AGISCE ORA per MERITARSI che ciò ACCADA.
In sostanza, è FONDAMENTALE che si capisca e riconosca che il LAVORO PAGA, L'IMPEGNO VIENE PREMIATO, il FUTURO È UNA CONSEGUENZA di ciò che SEMINI OGGI, almeno in massima parte.
Questo è il motivo per cui sostengo che pensare positivo non possa essere la garanzia del raggiungimento di qualsivoglia risultato, SOLO SE SIAMO TUTTI INSIEME CARI AMICI RIUSCIREMO NEL NOSTRO INTENTO
RINGRAZIO L' AVV. E TUTTI QUELLI CHE SI STANNO APPLICANDO PER I NOSTRI FIGLI ...NIPOTI...LE NUOVE CREATURE CHE NASCERANNO.



Interferoni e riduzione della progressione ???

Gli studi scientifici sulla sclerosi multipla sono numerosi e spesso, come accade per patologie di cui ancora non si conosce l'origine, dai risultati apparentemente contraddittori. Tra le diverse "scuole di pensiero", vi è ad esempio quella del cosiddetto metodo Zamboni,  che individua nella insufficienza venosa cronica una correlazione definita fondamentale con la SM, con tutta una serie di considerazioni sui trattamenti clinici atti a contrastare la malattia. 

Gli studi scientifici su questa malattia neurologica, dicevamo, sono molti, e talvolta i loro risultati in contrasto tra loro. Ultima in ordine di temo, è una ricerca canadese coordinata da Afsaneh Shirani e Helen Tremlett  (University of British Columbia, Vancouver, Canada) e pubblicata sulla rivista Journal of American Medical Association (2012, 308 (3) :247-256) , dalla quale risulterebbe che, osservando i dati di più di 2.000 persone con SM, non ci sia alcuna riduzione della progressione della SM nelle persone trattate con interferone beta, rispetto a coloro che non erano stati trattati.

Lo studio ha preso in esame le informazioni del database della British Columbia, che raccoglie dati di quattro centri clinici. Ad essere presi in esame, persone con SM recidivante-remittente, tra di esse, 868 che erano state trattate con interferone beta, 829 persone che non sono state trattate e 959 controlli storici (persone che erano trattate prima dell'approvazione degli interferoni per la SM). La principale misura utilizzata era il tempo trascorso tra l'inizio della terapia e il posizionamento della persona riguardo la scala di disabilità EDSS* al livello 6 (quello che richiede un bastone per camminare 100 m). Ebbene, i dati hanno registrato i seguenti tempi medi attivi di follow-up: 5,1 anni per il gruppo trattato con interferone beta, 4,0 anni per il gruppo di controllo contemporaneo, e 10,8 per il gruppo di controllo storico. Il risultato, quindi, ci dice che coloro che sono stati trattati con interferone hanno avuto sostanzialmente le stesse probabilità di progredire verso un valore di EDSS 6, al pari di coloro  che non erano stati trattati. Valori confermati anche nel prendere in considerazione il traguardo EDSS4. 

(continua : - 2012
www.disabili.com/medicina/articoli-qmedicinaq/sclerosi-multipla-gli-interferoni-non-ne-riducono-la-progressione)
Per approfondire:
https://jamanetwork.com/journals/jama/article-abstract/1217217

Vitamina D, il Coenzima Q10 e Glutatione

Malattie neurodegenerative e autoimmuni del cervello: come curarle con le MNC.

MNC = Medicina Non Convenzionale Malattie neurodegenerative e autoimmuni del cervello: come curarle con le MNC

Scritto da: Paolo Giordo Medicina Non Convenzionale

www.scienzaeconoscenza.it/blog/medicina-non_convenzionale/malattie-neurodegenerative-e-autoimmuni-del-cervello-come-curarle-con-le-mnc
Tutte le malattie neurodegenerative e autoimmuni del cervello vengono comunemente curate con un grande numero di farmaci sulla cui reale efficacia sorgono molti dubbi.
La maggior parte dei pazienti continua ad avere nuove ricadute o progressione della malattia, con o senza l’intervento della terapia, senza contare i numerosi e talvolta gravi effetti collaterali ai quali i pazienti sono esposti.
Ciò che manca è, probabilmente, una visione d’insieme dell’essere umano malato e delle capacità e potenzialità di guarigione che il suo corpo esprime.
Poco si fa per controllare i fattori ambientali, soprattutto alimentari, come ad esempio il consumo di molti falsi nutrienti come i grassi idrogenati, gli OGM, gli additivi e gli altri numerosi inquinanti alimentari; per monitorare e ridurre la enorme polluzione atmosferica; per rendere più “umanizzato” lo stile di vita.
Le medicine non convenzionali, a questo proposito, intervengono sull’essere umano golbalmente, nel rispetto della sua fisiologia e del suo essere nel mondo, ottenendo spesso dei risultati estremamente interessanti e produttivi.
Sarebbe troppo lungo esaminare tutto ciò che potrebbe giovare al nostro cervello per cui mi limiterò a citare solo alcune delle sostanze naturali che riscuotono maggiore attenzione nelle malattie neurologiche: la vitamina D, il Coenzima Q 10 ed il glutatione.

Vitamina D, il Coenzima Q 10 e glutatione

La vitamina D, pur chiamandosi impropriamente vitamina, è in realtà un potente ormone immunoregolatore che interviene positivamente sulla regolazione di centinaia di geni e dispone di recettori pressoché in ogni cellula del corpo.
Al giorno d’oggi la sua carenza è quasi endemica, dovuta alla sempre minore esposizione ai raggi solari che rappresentano la fonte più importante per il suo approvvigionamento.
La vitamina D è capace di modulare tutto il sistema immunitario regolando la reazione autoimmune come, ad esempio, nella Sclerosi Multipla e contribuendo alla remielinizzazione e al miglioramento della funzionalità delle fibre nervose.
Il Coenzima Q 10 è una molecola indispensabile al mantenimento della riserva energetica delle nostre cellule e la sua concentrazione tende a diminuire con l’età.
Possiede una grande utilità come neuroprotettore e attivatore energetico in molte patologie come Alzheimer, Parkinson , SLA oltre che, ovviamente, nella SM.
Alcuni farmaci, principalmente le statine, ne riducono sensibilmente la concentrazione cellulare.
Il glutatione, infine, è un integratore fondamentale: ottimo antiossidante, potente disintossicante del fegato e straordinario modulatore del sistema immunitario.
Esso è un tripeptide, cioè formato da tre aminoacidi: cisteina, glicina e glutamina.
Data la sua potente azione antiossidante a livello del sistema nervoso, esso risulta utilissimo nelle suddette malattie neurodegenerative e autoimmuni.
Un’altra capacità del glutatione è quella di legarsi ai metalli pesanti come il mercurio, piombo, cadmio e ai nitrati permettendo la loro eliminazione con effetto di tipo chelante.

Giudice Relatore




















































È scritto proprio dal Giudice Relatore della causa CONTRO la Lorenzin!

Marcello Avv Stanca








08/11/17

Tumore e cibo

Svolta TUMORE, il Nobel per la medicina: ”So di cosa si nutre, non mangiate mai questi cibi…” La causa primaria del cancro è dovuta al cibo: mai mangiare alimenti acidificanti.
Nel 1931 lo scienziato tedesco Otto Heinrich Warburg ha ricevuto il Premio Nobel per la scoperta sulla causa primaria di cancro.
Proprio così. Ha trovato la causa primaria del cancro e ha vinto il Premio Nobel.
Otto ha scoperto che il cancro è il risultato di un potere anti-fisiologico e di uno stile di vita anti-fisiologico.
Perché? Poiché sia con uno stile anti-fisiologico nutrizionale (dieta basata su cibi acidificanti) e l’inattività fisica, il corpo crea un ambiente acido.
(Nel caso di inattività, per una cattiva ossigenazione delle cellule.)
L’acidosi cellulare causa l’espulsione dell’ossigeno
La mancanza di ossigeno nelle cellule crea un ambiente acido.

http://www.imigliori.org/svolta-tumore-il-nobel-per-la-medicina-di-cosa-si-nutre-non-mangiate-mai-questi-cibi/

Tutti in prima linea FORZA

Il 21 novembre, in concomitanza con il pronunciamento della Corte Costituzionale sui ricorsi alla legge Lorenzin sugli obblighi vaccinali, presentati da Avv. Stanca e Dott. Trinca, Regione Veneto (Zaia), Aggregazione Veneta, CODACONS e sulla sospensiva chiesta sulla legge stessa, si organizza una manifestazione nazionale a Roma, per far sentire l'indignazione dei genitori e la richiesta di GIUSTIZIA che punta a far abrogare questa legge liberticida e destabilizzante per le famiglie!

La CC si pronuncerà nella mattinata di martedì 21 novembre, a partire dalle 09:30, la questura non consente assembramenti dinanzi alla Corte, verrà comunque consentito l'accesso ai pochi posti disponibili, e le forze dell'ordine regoleranno una coda di accessi in direzione di Piazza del Quirinale.

Nel pomeriggio, dalle 14:00 a Piazza Bocca della Verità, la questura ha autorizzato una manifestazione, fino alle 19:00, cui interverranno diversi relatori.

Sarà l'occasione per dare un segnale forte e chiaro della intangibilità dei diritti alla Libera Scelta, per stimolare la piú vigile UNITÀ D’AZIONE permanente tra TUTTE le ASSOCIAZIONI autonome, Gruppi e Movimenti che si battono in difesa della LIBERTÀ di SCELTA TERAPEUTICA e a tutela dell’integrità dei bambini, delle generazioni future e della vita!!

Tutti i singoli CITTADINI, tutte le ASSOCIAZIONI, i Gruppi Spontanei e Movimenti (nel rispetto della loro autonomia) che condividono questa giusta causa, sono invitati a partecipare ed a condividere l'evento NON in nome dell'affiliazione a qualcuno, ma IN NOME DELLA LIBERTA' DI CIASCUNO DI NOI DI MANIFESTARE LA NOSTRA INDIGNAZIONE E LA NOSTRA VOLONTA'.

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Informazioni  e il  link originale :

https://www.gruppiuniti.it/roma2111/