05/06/2026

le miodesopsie e come si manifestano

Con il termine miodesopsie si intende il sintomo visivo che descrive la percezione, da parte del paziente, di ‘mosche volanti’ (filamenti, puntini o ragnatele) che si intromettono nel campo visivo. Miopia e scarsa idratazione corporea sono le principali ragioni di questo disturbo, che sopraggiunge soprattutto a partire dall’età adulta.





Cosa sono le miodesopsie e come si manifestano

Le ‘miodesopsie sono un sintomo visivo estremamente diffuso e trasversale a varie fasce di età, tipicamente riferito dal paziente come una visione di ‘mosche volanti’.

La percezione del disturbo può essere variegata tra soggetto e soggetto, manifestandosi infatti con una sfaccettata panoramica di sintomi visivi come macchie mobili, ragnatele, capelli, puntini o nuvolette, di diversa dimensione e quantità, che si spostano seguendo il movimento degli occhi e sembrano ‘seguirci’ con il loro movimento. Nonostante le differenze, i sintomi sono tutti riconducibili allo stesso tipo di fenomeno.

 

Da cosa sono causate?

Le miodesopsie sono causate da impurità interne del corpo vitreo.

Il corpo vitreo è la sostanza gelatinosa che riempie l’interno del nostro occhio, dietro al cristallino. Va immaginato come una sorta di cuscinetto di gelatina trasparente, perfettamente gonfio nel momento della giovinezza e dell’adolescenza, e che riempie l’occhio nella sua totalità. 

Con il passare degli anni, il vitreo va normalmente incontro ad una graduale perdita di tonicità e compattezza, diventando progressivamente più disomogeneo e irregolare.

Può addirittura capitare che in questo processo di ‘afflosciamento’, il vitreo si possa separare dalla retina, con cui è naturalmente in contatto, dando origine al ‘distacco del vitreo’.

La conseguente formazione delle impurità interne del vitreo è responsabile della visione di tutti quei corpuscoli che genericamente vengono chiamati ‘mosche volanti’.

Per questo motivo, benché tutte le fasce anagrafiche possano essere interessate dal fenomeno delle miodesopsie, esse si manifestano più spesso in adulti e anziani, soprattutto quando si mantiene fisso lo sguardo su uno sfondo chiaro o particolarmente luminoso, quale può essere una parete bianca.

Il disturbo può verificarsi anche in buone condizioni di salute generale o oculare, anche se spesso accompagna altre condizioni oculari, tra cui la più frequente è la miopia.

Disidratazione e ‘mosche volanti’

Il corpo vitreo è costituito per la quasi totalità da acqua e per la restante parte da zuccheri complessi (mucopolisaccaridi, tra cui il celebre acido ialuronico), sali e proteine di tipo collagene.
Se la struttura del corpo del vitreo si deteriora, quindi, si assiste ad una fluidificazione della componente gelatinosa che, frammentandosi, comporta la formazione di questa sorta di ‘corpi mobili’. 

È questo il motivo per cui, in questo caso, è fondamentale una corretta idratazione corporea da parte del paziente, intesa come introduzione di liquidi nell’organismo, da non confondere con l’idratazione oculare, che può determinare, se insufficiente, il cosiddetto occhio secco.

 

Come curare le miodesopsie 

In linea generale, quando si iniziano percepire ‘mosche volanti’ o corpi mobili nel proprio campo visivo, è bene svolgere una visita oculistica, soprattutto se si osserva un aumento del loro numero nel corso di poco tempo o se il sintomo è accompagnato da altri disturbi visivi, come lampi o una riduzione del campo visivo.

Non esiste una terapia farmacologica per curare questo disturbo, ma è certamente una buona raccomandazione quella di idratarsi correttamente e sufficientemente, soprattutto dopo sport intensi e nei mesi più caldi. Molto spesso, infatti, già un corretto apporto di liquidi può ridurre la percezione del disturbo. 

Inoltre, il soggetto può fare leva sulla capacità di adattamento dell’apparato visivo: il nostro cervello ha infatti la facoltà di ‘eliminare’ la percezione di alcune impurità visive sfruttando l’altro occhio come meccanismo di compenso. 

La terapia chirurgica, con l’intervento di vitrectomia (che rimuove il vitreo), avrebbe il potenziale teorico di risolvere definitivamente il problema, ma viene riservata a casi estremi e molto specifici, date le sue caratteristiche di invasività.
















 

02/06/2026

PAOLO ZAMBONI


Sono stato molto orgoglioso oggi di ricevere la più alta onorificenza dello Stato italiano, Cavaliere di Gran Croce, nella splendida cornice del teatro Claudio Abbado.

Felice di averla ricevuta circondato dall’affetto di parenti, amici, colleghi, addirittura compagni di classe delle elementari medie e liceo classico.

Pur essendo stato insignito per le mie attività di Medico e di Ricercatore, non considero questo riconoscimento una chiusura della mia attività.

Sono fortemente motivato a continuare le ricerche sull’asse cuore,cervello e sul valore della conoscenza del drenaggio linfatico e venoso cerebrale. Una strada che ho aperto tanti anni fa e che intendo seguire fintanto che sento idee e desiderio di conoscenza dentro di me.

Grazie a tutti quelli che mi sono stati vicino oggi.

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Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato.  

io ..te e lei l' intrusa chiamata sclerosi multipla

   Sclerosi multipla



  • Debolezza muscolare e difficoltà nei movimenti.

  • Formicolio o intorpidimento di braccia, gambe o viso.

  • Problemi di equilibrio e coordinazione.

  • Stanchezza intensa (fatica).

  • Disturbi della vista, come visione offuscata, doppia o perdita temporanea della vista in un occhio.

  • Capogiri o vertigini.

  • Rigidità muscolare e spasmi.

  • Problemi urinari o intestinali.

  • Difficoltà di memoria, attenzione o concentrazione.

  • Alterazioni dell'umore, come depressione o sbalzi emotivi.


    La   sclerosi multipla colpisce 

  •  il sistema nervoso centrale e i sintomi possono comparire a episodi (ricadute) oppure peggiorare gradualmente nel tempo, a seconda della forma della malattia.

Le terapie sintomatiche e quelle riabilitative Le terapie sintomatiche sono quelle capaci di alleviare i sintomi della malattia.

Per le persone con SM
sono fondamentali, perché sono quelle da cui dipende la qualità della vita quotidiana e il mantenimento della propria autonomia.

Tra le terapie sintomatiche si trovano tutte quelle che riducono la contrazione spastica dei muscoli, la fatica, il dolore, le disfunzioni vescicali e sessuali e in generale limitano i disagi che le persone si trovano ad affrontare ogni giorno, anche al di fuori degli attacchi acuti della malattia.

A fianco delle terapie sintomatiche, si trovano le
terapie riabilitative, altrettanto indispensabili per il recupero della qualità di vita.

Sono le terapie di riabilitazione motoria, particolarmente utili per le difficoltà di movimento causate dai disturbi della sensibilità o dalla riduzione di forza che colpiscono gli arti inferiori impedendo il cammino.

Ma sono anche le
terapie psicologiche e cognitive e la terapia occupazionale.

Questa ha come
obiettivo la riconquista della propria autonomia attraverso una gestione oculata delle proprie forze e lo sfruttamento razionale delle proprie abilità residue e che insegna a utilizzare nei modi migliori gli strumenti e gli ausili che possono eventualmente essere progettati appositamente per le esigenze del singolo individuo 


31/05/2026

il cervello sparì misteriosamente per vent'anni

Il più noto scienziato del Novecento fu cremato poco dopo la sua morte, secondo le sue volontà, ma il cervello sparì misteriosamente per vent'anni, fino alla pubblicazione dell'articolo di una rivista


Due vetrini contenenti due strati laminari di tessuto cerebrale di Albert Einstein, esposti durante la mostra "Brains -The Mind as Matter" al museo Wellcome Collection di Londra, il 27 marzo 2012. (AP Photo/Alastair Grant)


Nel 1955 Albert Einstein, già all’epoca considerato il più importante fisico del Ventesimo secolo, aveva 76 anni e si trovava a Princeton, nel New Jersey, dove viveva ormai stabilmente da oltre vent’anni: quando nel 1933 Adolf Hitler era stato nominato cancelliere Einstein era negli Stati Uniti in viaggio di lavoro e non era mai più tornato a vivere in Germania (era nato nel 1879 a Ulm, in Germania, in una famiglia di origine ebraica).
Il 15 aprile 1955 Einstein fu ricoverato al Princeton Hospital per un aneurisma dell’aorta addominale che, secondo i medici, rendeva necessario un intervento chirurgico. Lui lo rifiutò, e in seguito a un’emorragia interna le sue condizioni si aggravarono rapidamente.

Einstein morì nelle prime ore del 18 aprile 1955, un lunedì, a causa della rottura dell’aorta, come riportato sul certificato di morte. Secondo la sua volontà e quella dei suoi familiari, il suo corpo fu cremato e le ceneri furono sparse lungo la riva del fiume Delaware nella città di Trenton, New Jersey, in base alle disposizioni fornite dall’esecutore testamentario e amico di famiglia, Otto Nathan. Prima che ciò avvenisse, e benché le cause della morte fossero note, il corpo di Einstein fu sottoposto a un’autopsia, di cui si occupò Thomas Harvey, un patologo del Princeton Hospital. Non tutto il corpo di Einstein finì cremato: il cervello fu asportato durante quell’autopsia e messo da parte per futuri studi neuroscientifici.

continua nel link originale:  https://www.ilpost.it/2015/05/09/cervello-einstein/?fbclid=IwY2xjawSJjYtleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBFWUo2Q09BanRmc2Uxb01Pc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHoGduvhwucYRVe_lz5PhrQI6slbX90anGp31ERRrZVGuSGYTkax7Bq-dNMJ0_aem_d6iaB83FhacgEKS_AekakA










 

Cos’è lo stress ossidativo?

Forse non è conoscenza comune, ma molte delle nostre malattie dipendono da una condizione che si chiama “stress ossidativo”.
Questo tipo di stress si sviluppa quando abbiamo una malattia infettiva, se mangiamo in maniera disordinata o beviamo alcol o di frequente bevande zuccherate, se fumiamo o anche se viviamo in ambienti fortemente inquinati.
Lo stress ossidativo sia se dura brevemente ma soprattutto se dura più a lungo può causare uno stato di infiammazione che danneggia le strutture del nostro corpo: cellule, tessuti (muscolo, pelle, etc.), organi (fegato, cuore, cervello).
Per fortuna è possibile contrastare lo stress ossidativo sia con i sistemi di difesa normalmente presenti nel nostro organismo sia intervenendo sulle nostre abitudini di vita, e sugli stili alimentari.
Di seguito parleremo dello stress ossidativo e delle sue cause, dei problemi di salute collegati e di come sia possibile contrastare i fattori che causano stress ossidativo modificando anche in maniera semplice i nostri stili di vita. 


Cos’è lo stress ossidativo?
Le nostre cellule normalmente producono delle molecole tossiche chiamate radicali liberi dell’ossigeno (ROS); per poter mantenere un suo equilibrio interno (omeostasi) la cellula, fortunatamente, possiede dei sistemi che contrastano i radicali liberi e che vengono chiamati antiossidanti, piccole molecole che hanno la capacità di annullare l’effetto tossico dei ROS sulle cellule


continua nel PDF originale che troverai qui: 
















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