CONTATORE PERSONE

05/09/2026

EBV E SCLEROSI MULTIPLA

Il virus di Epstein-Barr (EBV) è un virus estremamente comune.

👉 Oltre il 90% della popolazione adulta è entrata in contatto con l'EBV e presenta anticorpi contro il virus.

Eppure…

⚠️ La maggior parte delle persone che ha contratto l'EBV non significa essere destinati a sviluppare la sclerosi multipla  (SM)  .

Questo è un punto molto importante:

 L'infezione da EBV è molto frequente, mentre la sclerosi multipla è una malattia molto meno comune.

La ricerca scientifica ha dimostrato un'associazione molto forte tra l'infezione da EBV e lo sviluppo della SM ma  l'EBV DA SOLO NON BASTA

PERCHÉ L'EBV POTREBBE AVERE UN RUOLO NELLA SM?

La ricerca sta studiando diversi possibili meccanismi.

Tra questi:

* alterazioni della risposta immunitaria

* coinvolgimento dei linfociti B, cellule nelle quali l'EBV può persistere

* mimetismo molecolare, cioè una possibile somiglianza tra alcune componenti virali e strutture dell'organismo

* alterazioni dell'equilibrio immunitario che potrebbero favorire processi autoimmuni.

⚠️ I meccanismi precisi attraverso i quali l'EBV può contribuire allo sviluppo della SM sono ancora oggetto di ricerca.


💡 IN SINTESI

🦠 EBV è un virus estremamente diffuso.

👥 Oltre il 90% degli adulti è stato infettato.

🤒 L'EBV può causare la mononucleosi infettiva, soprattutto quando l'infezione primaria avviene in adolescenza o nell'età adulta.

🧬 Dopo l'infezione, l'EBV rimane nell'organismo per tutta la vita, generalmente in fase latente.

🧠 “solo una piccolissima percentuale delle persone che hanno contratto l’EBV sviluppa la SM”

⚠️ Ma avere contratto l'EBV non significa automaticamente sviluppare la sclerosi multipla.

 📚 Le conoscenze scientifiche sul rapporto tra EBV e sclerosi multipla sono in continua evoluzione.



altro link:
https://www.enfeasalute.it/virus-epstein-barr-contagio-complicazioni-malattie-associate/









 Nota informativa Le informazioni qui riportate hanno esclusivamente finalità illustrative e divulgative e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o le indicazioni di un medico o di un professionista sanitario.
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©MelisStefania

01/09/2026

La sclerosi multipla non è uguale per tutti. Ma tutti noi dobbiamo affrontarla.

La sclerosi multipla non è uguale per tutti.

C'è chi continua a lavorare, chi deve rallentare, chi convive con una fatica che gli altri non riescono a vedere, chi affronta problemi di equilibrio, dolore, disturbi della sensibilità, difficoltà motorie o cognitive.

C'è chi ha giornate buone e chi attraversa periodi molto più difficili.

E ci sono persone che, nonostante tutto, sorridono.

Non perché la PATOLOGIA sia semplice.

Ma perché spesso dietro quel sorriso ci sono battaglie che nessuno vede.

La SM non si presenta allo stesso modo per tutti e non segue lo stesso percorso per tutti.

Per questo non dovremmo mai giudicare una persona dal modo in cui appare.

Non possiamo sapere quanta fatica faccia per compiere un gesto che per altri sembra semplicissimo.

Non possiamo sapere quanta energia serva per alzarsi dal letto, uscire di casa, andare al lavoro, accompagnare i figli, incontrare gli amici o semplicemente affrontare una giornata normale.

E soprattutto non possiamo pensare che, se una persona riesce a fare qualcosa oggi, allora potrà necessariamente farlo anche domani.

La sclerosi multipla può cambiare.

E con lei possiamo cambiare anche noi.

Impariamo a conoscerci, ad ascoltare il nostro corpo, a riconoscere i nostri limiti e, quando serve, ad accettare che fermarsi non significa arrendersi.

A volte fermarsi significa semplicemente prendere fiato per poter ripartire.

Combattere la sclerosi multipla non significa essere forti ogni giorno.

Non significa non avere paura.

Non significa non piangere.

Non significa fingere che vada tutto bene.

Significa anche avere il coraggio di dire:

“Oggi faccio fatica.”

E permettersi di chiedere aiuto.

Significa affrontare le visite, gli esami, le terapie, le riabilitazioni e tutte quelle piccole e grandi difficoltà che fanno parte del percorso.

Significa gioire per una giornata migliore.

Significa non sentirsi in colpa per una giornata peggiore.

Significa continuare a vivere, progettare, amare, ridere e sperare, anche quando la malattia prova a mettere degli ostacoli sulla nostra strada.

E forse è proprio questo che dovremmo ricordare più spesso:

non siamo la nostra malattia.

Siamo molto di più.

Siamo persone con sogni, desideri, famiglie, amicizie, passioni, paure e speranze.

La diagnosi fa parte della nostra storia, ma non deve diventare tutta la nostra identità.

Ognuno combatte la propria battaglia in modo diverso.

Qualcuno lo fa correndo.

Qualcuno camminando lentamente.

Qualcuno utilizzando un ausilio.

Qualcuno semplicemente trovando la forza di alzarsi dal letto.

E nessuna di queste battaglie vale meno delle altre.

Perché non conta quanto velocemente percorriamo la strada.

Conta continuare a percorrerla, anche quando dobbiamo cambiare passo.

A tutti noi

A chi ha appena ricevuto una diagnosi.

A chi convive con la SM da anni.

A chi ha paura del futuro.

A chi sta attraversando un momento difficile.

A chi oggi sta bene e a chi oggi sta facendo molta più fatica.

A chi sorride davanti agli altri e poi, una volta solo, lascia uscire tutta la stanchezza.

Non siete soli.

La sclerosi multipla sarà diversa per ognuno di noi.

Avrà giorni diversi, sintomi diversi, difficoltà diverse e percorsi diversi.

Ma possiamo continuare a sostenerci, ad ascoltarci e a condividere le nostre esperienze.

Perché nessuno dovrebbe sentirsi obbligato ad affrontare tutto da solo.

La sclerosi multipla non è uguale per tutti.

Ma tutti noi, ognuno con le proprie forze e con i propri tempi, possiamo affrontarla.


E quando non abbiamo la forza di combattere, possiamo semplicemente riposarci.

Domani sarà un altro giorno.

E magari avremo di nuovo la forza di fare un passo avanti.

Uno soltanto, se necessario.

Ma sempre un passo.


©MelisStefania





 

31/08/2026

DAL 1° GENNAIO 2027 AUMENTA IL CONTRIBUTO che devono pagare PER LE AZIENDE CHE NON ASSUMONO PERSONE CON DISABILITÀ

Dal 1° gennaio 2027 cambierà l'importo del contributo che alcune aziende devono pagare quando ottengono un esonero parziale dall'obbligo di assumere persone con disabilità.

La novità riguarda la Legge 68/1999, che disciplina il collocamento mirato e favorisce l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità.

COSA CAMBIA?

Il contributo esonerativo passerà:

da 39,21 euro a 44,32 euro al giorno

per ogni lavoratore con disabilità non assunto in seguito all'autorizzazione all'esonero.

Si tratta quindi di un aumento di 5,11 euro al giorno, pari a circa il 13% in più.

MA COS'È L'ESONERO?

In determinate situazioni, alcune aziende possono chiedere di essere parzialmente esonerate dall'obbligo di assumere la quota prevista di lavoratori con disabilità.

Questo può avvenire quando, per le caratteristiche dell'attività svolta, risulta particolarmente difficile inserire tutti i lavoratori previsti dalla quota di riserva.

L'esonero, però, comporta il pagamento di un contributo.

In pratica, l'azienda autorizzata all'esonero versa una somma per ogni lavoratore con disabilità che non viene assunto e per ogni giornata lavorativa.

E NON FINISCE QUI

L'aumento del contributo esonerativo ha conseguenze anche sulle sanzioni previste per le aziende che non rispettano gli obblighi di assunzione.

Quindi, dal 2027, per un'azienda che non rispetta gli obblighi previsti dalla normativa, i costi potranno essere maggiori.

IN PAROLE SEMPLICI

👉 Le aziende soggette alla Legge 68/1999 devono rispettare le quote di assunzione delle persone con disabilità.

👉 In alcuni casi possono ottenere un esonero parziale, ma devono pagare un contributo.

👉 Dal 1° gennaio 2027 questo contributo aumenta da 39,21 € a 44,32 € al giorno per ogni lavoratore con disabilità non assunto.

👉 Aumentano di conseguenza anche gli importi collegati alle sanzioni per il mancato rispetto degli obblighi.

L'obiettivo della normativa resta quello di favorire il diritto al lavoro delle persone con disabilità e il loro inserimento nel mondo del lavoro attraverso il collocamento mirato.

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Legge 68/1999 e aggiornamenti normativi.





Nota informativa

Le informazioni riportate in questo articolo hanno esclusivamente finalità informative e divulgative e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico o di un professionista sanitario.

©MelisStefania