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Legge 08 marzo 2000 n. 53 - permessi di 3 giorni
Legge 104 e 53/2000: per il permesso retribuito basta il certificato
Certificato di ricovero sufficiente per il permesso retribuito per l’assistenza al familiare malato. La documentazione sulla gravita della malattia può essere presentata in giudizio
Il certificato di ricovero del familiare malato è sufficiente per fruire dei permessi retribuiti per assistenza legge 53 2000, cosi come per la legge 104 1992, anche se non riportano la specificazione sulla gravita della malattia
La Corte di Cassazione nell’Ordinanza n. 14794 del 30 maggio 2019 ha respinto infatti il ricorso di una azienda che contestava il diritto alla retribuzione di una lavoratrice che si era assentata tre giorni per assistere la madre , ricoverata per un intervento chirurgico.
Va ricordato che ai sensi della Legge 08 marzo 2000 n. 53 e del D.M. 21 luglio 2000 n. 278 , ai lavoratori dipendenti pubblici o privati spetta un permesso retribuito di tre giorni lavorativi all’anno in caso di decesso o di documentata grave infermità di un congiunto e nello specifico:
- del coniuge, anche legalmente separato,
- di un parente entro il secondo grado, anche non convivente ovvero
- di un soggetto componente la famiglia anagrafica del lavoratore stesso.
In via generale i giorni di permesso, nel limite di tre giorni o della quota prevista dal Ccnl, devono essere utilizzati entro sette giorni dal decesso o dall’accertamento dell’insorgenza della grave infermità o della necessità di provvedere a conseguenti specifici interventi terapeutici.
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N.B.: i tre giorni l’anno sono relativi al lavoratore e non ai familiari cui si riferisce il permesso e,ad esempio, se nel corso dello stesso anno un lavoratore si trova a dover affrontare due situazioni di grave infermità , avrà comunque diritto a tre sole giornate di permesso .
Questi permessi sono cumulabili con quelli previsti per l'assistenza delle persone invalide di cui all'art. 33 della Legge n.104 del 5 febbraio 1992 e successive modificazioni.
continua qui:
https://www.fiscoetasse.com/rassegna-stampa/26884-legge-104-e-53-2000-per-il-permesso-retribuito-basta-il-certificato-.html
Solo una scelta informata può ritenersi una scelta libera
DIFTERITE
TETANO
PERTOSSE
EPATITE BROTAVIRUS
PAPILLOMAVIRUS
MORBILLO
ROSOLIA
PAROTITE
VARICELLA
HERPES ZOSTER
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continua:
https://www.corvelva.it/malattie-vaccini.html
24/07/2023
api ... & Famiglia
Sono stati segnalati eventi avversi a carico di pelle e reni....
Vaccino Covid, nuovi possibili effetti collaterali per pelle e reni
Sono stati segnalati eventi avversi a carico di pelle e reni in seguito alla somministrazione del vaccino anti Covid prodotto da Pfizer..
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continua qui:
https://notizie.virgilio.it/vaccino-covid-pfizer-effetti-collaterali-eritema-reni-1495230
“PFAS nel 97% dei campioni”
In questo articolo useremo definizioni molto tecniche, dunque partiamo subito con la notizia, allarmante, per poi tentare di capire che succeda, e perché. Le analisi del sangue di 302 donne incinte e del cordone ombelicale dei loro bimbi appena nati hanno rilevato che il 97 percento dei campioni era contaminato dalle Pfas, secondo lo studio pubblicato su Environmental Health Perspectives da un team statunitense. Ora, cosa si intende per Pfas. Sciogliendo l’acronimo, parliamo delle sostanze perfluoroalchili che, altresì note come acidi perfluoroacrilici, ma anche come sostanze chimiche “per sempre”, poiché purtroppo non abbandoneranno mai l’organismo che le assimila, degradandosi molto difficilmente. Il team di ricerca era guidato da scienziati del Programma sulla salute riproduttiva e l’ambiente dell’Università della California di San Francisco, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Laboratorio di Chimica Ambientale – Dipartimento di Controllo delle Sostanze Tossiche della California Environmental Protection Agency e dell’Università della California di Berkeley.
continua qui:
https://www.ilparagone.it/salute/sangue-donne-incinte-contaminato-pfas-studio-usa/?fbclid=IwAR0C7-LrfPhVHteujbgrGC6nKQ8OI-cAU4eT56nCoROIJYHxocfizdVUFCo
19/07/2023
nuovi sottotipi di sclerosi multipla......
I ricercatori dell'University College di Londra hanno individuato tre sottogruppi specifici relativi alle persone con sclerosi multipla, analizzando il danno cerebrale tramite l'intelligenza artificiale (AI) e risonanza magnetica (RM). Questi sottogruppi sono diversi dai tipi clinici standard di sclerosi multipla (SM) che viene generalmente diagnosticata alle persone.
In futuro, questi sottogruppi potrebbero aiutare a prevedere coloro che hanno maggiori probabilità di avere una progressione di malattia, aiutare a scegliere trattamenti personalizzati per gli individui e consentire ai ricercatori di fare studi clinici più mirati.
Questo lavoro è stato sostenuto in gran parte dall’ International Progressive MS Alliance, una collaborazione globale senza precedenti per accelerare la ricerca sulla sclerosi multipla progressiva. Il lavoro è stato condotto da una rete internazionale di ricerca collaborativa guidata dal dottor Douglas Arnold del Montreal Neurological Institute, McGill University in Canada, insieme a ricercatori dell'University College di Londra, della Harvard Medical School di Boston e del VU University Medical Center nei Paesi Bassi.

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continua la tua lettura qui:
https://www.aism.it/identificati_nuovi_sottotipi_di_sclerosi_multipla_grazie_risonanza_magnetica_e_intelligenza
piccole chicche della sclerosi multipla e ... parte seconda

In uno studio multicentrico condotto in Francia e in Tunisia, che ha coinvolto 462 persone con sclerosi multipla, è stata esaminata la progressione della disabilità in tre gruppi distinti:
1) individui nord africani che vivono in Francia,
2) individui nord africani che vivono in Tunisia e
3) individui caucasici che vivono in Francia.
I ricercatori hanno confrontato il tempo trascorso tra la diagnosi e il raggiungimento di alcuni gradi di disabilità (EDSS di 3, 4 e 6).
Il gruppo che ha evidenziato il maggior rischio legato all'ambiente e al patrimonio genetico è quello degli individui nord africani cresciuti in Francia. In questo vi era una maggiore probabilità di sviluppare la SM in età precoce e di passare in un tempo minore dalla diagnosi allo sviluppo di un EDSS di 6.
I ricercatori hanno scoperto che le differenze tra i tre gruppi erano indipendenti da eventuali trattamenti ricevuti dalle persone. Secondo i ricercatori i risultati sottolineano il ruolo sia dell'ambiente che dei geni nella definizione del rischio SM in un individuo.
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piccole chicche della sclerosi multipla e .... parte prima

Il decorso della sclerosi multipla varia molto a seconda dell'età di insorgenza, dell'esordio recidivante o progressivo, della gravità delle ricadute e relativo recupero.
Anche l'etnia o il background genetico familiare potrebbero influenzare la suscettibilità o modificare la progressione della malattia.
Ma i dati comparativi disponibili tra le diverse popolazioni sono pochi.
Per esempio, i dati epidemiologici riguardanti le persone con sclerosi multipla nel Nord Africa sono scarsi, tuttavia, alcuni studi riguardanti persone nord africane che vivono in Francia hanno evidenziato un decorso più aggressivo di SM rispetto alle persone caucasiche.
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