CONTATORE PERSONE

05/06/2026

le miodesopsie e come si manifestano

Con il termine miodesopsie si intende il sintomo visivo che descrive la percezione, da parte del paziente, di ‘mosche volanti’ (filamenti, puntini o ragnatele) che si intromettono nel campo visivo. Miopia e scarsa idratazione corporea sono le principali ragioni di questo disturbo, che sopraggiunge soprattutto a partire dall’età adulta.





Cosa sono le miodesopsie e come si manifestano

Le ‘miodesopsie sono un sintomo visivo estremamente diffuso e trasversale a varie fasce di età, tipicamente riferito dal paziente come una visione di ‘mosche volanti’.

La percezione del disturbo può essere variegata tra soggetto e soggetto, manifestandosi infatti con una sfaccettata panoramica di sintomi visivi come macchie mobili, ragnatele, capelli, puntini o nuvolette, di diversa dimensione e quantità, che si spostano seguendo il movimento degli occhi e sembrano ‘seguirci’ con il loro movimento. Nonostante le differenze, i sintomi sono tutti riconducibili allo stesso tipo di fenomeno.

 

Da cosa sono causate?

Le miodesopsie sono causate da impurità interne del corpo vitreo.

Il corpo vitreo è la sostanza gelatinosa che riempie l’interno del nostro occhio, dietro al cristallino. Va immaginato come una sorta di cuscinetto di gelatina trasparente, perfettamente gonfio nel momento della giovinezza e dell’adolescenza, e che riempie l’occhio nella sua totalità. 

Con il passare degli anni, il vitreo va normalmente incontro ad una graduale perdita di tonicità e compattezza, diventando progressivamente più disomogeneo e irregolare.

Può addirittura capitare che in questo processo di ‘afflosciamento’, il vitreo si possa separare dalla retina, con cui è naturalmente in contatto, dando origine al ‘distacco del vitreo’.

La conseguente formazione delle impurità interne del vitreo è responsabile della visione di tutti quei corpuscoli che genericamente vengono chiamati ‘mosche volanti’.

Per questo motivo, benché tutte le fasce anagrafiche possano essere interessate dal fenomeno delle miodesopsie, esse si manifestano più spesso in adulti e anziani, soprattutto quando si mantiene fisso lo sguardo su uno sfondo chiaro o particolarmente luminoso, quale può essere una parete bianca.

Il disturbo può verificarsi anche in buone condizioni di salute generale o oculare, anche se spesso accompagna altre condizioni oculari, tra cui la più frequente è la miopia.

Disidratazione e ‘mosche volanti’

Il corpo vitreo è costituito per la quasi totalità da acqua e per la restante parte da zuccheri complessi (mucopolisaccaridi, tra cui il celebre acido ialuronico), sali e proteine di tipo collagene.
Se la struttura del corpo del vitreo si deteriora, quindi, si assiste ad una fluidificazione della componente gelatinosa che, frammentandosi, comporta la formazione di questa sorta di ‘corpi mobili’. 

È questo il motivo per cui, in questo caso, è fondamentale una corretta idratazione corporea da parte del paziente, intesa come introduzione di liquidi nell’organismo, da non confondere con l’idratazione oculare, che può determinare, se insufficiente, il cosiddetto occhio secco.

 

Come curare le miodesopsie 

In linea generale, quando si iniziano percepire ‘mosche volanti’ o corpi mobili nel proprio campo visivo, è bene svolgere una visita oculistica, soprattutto se si osserva un aumento del loro numero nel corso di poco tempo o se il sintomo è accompagnato da altri disturbi visivi, come lampi o una riduzione del campo visivo.

Non esiste una terapia farmacologica per curare questo disturbo, ma è certamente una buona raccomandazione quella di idratarsi correttamente e sufficientemente, soprattutto dopo sport intensi e nei mesi più caldi. Molto spesso, infatti, già un corretto apporto di liquidi può ridurre la percezione del disturbo. 

Inoltre, il soggetto può fare leva sulla capacità di adattamento dell’apparato visivo: il nostro cervello ha infatti la facoltà di ‘eliminare’ la percezione di alcune impurità visive sfruttando l’altro occhio come meccanismo di compenso. 

La terapia chirurgica, con l’intervento di vitrectomia (che rimuove il vitreo), avrebbe il potenziale teorico di risolvere definitivamente il problema, ma viene riservata a casi estremi e molto specifici, date le sue caratteristiche di invasività.
















Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270

02/06/2026

PAOLO ZAMBONI


Sono stato molto orgoglioso oggi di ricevere la più alta onorificenza dello Stato italiano, Cavaliere di Gran Croce, nella splendida cornice del teatro Claudio Abbado.

Felice di averla ricevuta circondato dall’affetto di parenti, amici, colleghi, addirittura compagni di classe delle elementari medie e liceo classico.

Pur essendo stato insignito per le mie attività di Medico e di Ricercatore, non considero questo riconoscimento una chiusura della mia attività.

Sono fortemente motivato a continuare le ricerche sull’asse cuore,cervello e sul valore della conoscenza del drenaggio linfatico e venoso cerebrale. Una strada che ho aperto tanti anni fa e che intendo seguire fintanto che sento idee e desiderio di conoscenza dentro di me.

Grazie a tutti quelli che mi sono stati vicino oggi.

link originale: https://www.facebook.com/photo/?fbid=10238225315683402&set=a.1484749490282






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io ..te e lei l' intrusa chiamata sclerosi multipla

   Sclerosi multipla



  • Debolezza muscolare e difficoltà nei movimenti.

  • Formicolio o intorpidimento di braccia, gambe o viso.

  • Problemi di equilibrio e coordinazione.

  • Stanchezza intensa (fatica).

  • Disturbi della vista, come visione offuscata, doppia o perdita temporanea della vista in un occhio.

  • Capogiri o vertigini.

  • Rigidità muscolare e spasmi.

  • Problemi urinari o intestinali.

  • Difficoltà di memoria, attenzione o concentrazione.

  • Alterazioni dell'umore, come depressione o sbalzi emotivi.


    La   sclerosi multipla colpisce 

  •  il sistema nervoso centrale e i sintomi possono comparire a episodi (ricadute) oppure peggiorare gradualmente nel tempo, a seconda della forma della malattia.

Le terapie sintomatiche e quelle riabilitative Le terapie sintomatiche sono quelle capaci di alleviare i sintomi della malattia.

Per le persone con SM
sono fondamentali, perché sono quelle da cui dipende la qualità della vita quotidiana e il mantenimento della propria autonomia.

Tra le terapie sintomatiche si trovano tutte quelle che riducono la contrazione spastica dei muscoli, la fatica, il dolore, le disfunzioni vescicali e sessuali e in generale limitano i disagi che le persone si trovano ad affrontare ogni giorno, anche al di fuori degli attacchi acuti della malattia.

A fianco delle terapie sintomatiche, si trovano le
terapie riabilitative, altrettanto indispensabili per il recupero della qualità di vita.

Sono le terapie di riabilitazione motoria, particolarmente utili per le difficoltà di movimento causate dai disturbi della sensibilità o dalla riduzione di forza che colpiscono gli arti inferiori impedendo il cammino.

Ma sono anche le
terapie psicologiche e cognitive e la terapia occupazionale.

Questa ha come
obiettivo la riconquista della propria autonomia attraverso una gestione oculata delle proprie forze e lo sfruttamento razionale delle proprie abilità residue e che insegna a utilizzare nei modi migliori gli strumenti e gli ausili che possono eventualmente essere progettati appositamente per le esigenze del singolo individuo 




Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270

31/05/2026

il cervello sparì misteriosamente per vent'anni

Il più noto scienziato del Novecento fu cremato poco dopo la sua morte, secondo le sue volontà, ma il cervello sparì misteriosamente per vent'anni, fino alla pubblicazione dell'articolo di una rivista


Due vetrini contenenti due strati laminari di tessuto cerebrale di Albert Einstein, esposti durante la mostra "Brains -The Mind as Matter" al museo Wellcome Collection di Londra, il 27 marzo 2012. (AP Photo/Alastair Grant)


Nel 1955 Albert Einstein, già all’epoca considerato il più importante fisico del Ventesimo secolo, aveva 76 anni e si trovava a Princeton, nel New Jersey, dove viveva ormai stabilmente da oltre vent’anni: quando nel 1933 Adolf Hitler era stato nominato cancelliere Einstein era negli Stati Uniti in viaggio di lavoro e non era mai più tornato a vivere in Germania (era nato nel 1879 a Ulm, in Germania, in una famiglia di origine ebraica).
Il 15 aprile 1955 Einstein fu ricoverato al Princeton Hospital per un aneurisma dell’aorta addominale che, secondo i medici, rendeva necessario un intervento chirurgico. Lui lo rifiutò, e in seguito a un’emorragia interna le sue condizioni si aggravarono rapidamente.

Einstein morì nelle prime ore del 18 aprile 1955, un lunedì, a causa della rottura dell’aorta, come riportato sul certificato di morte. Secondo la sua volontà e quella dei suoi familiari, il suo corpo fu cremato e le ceneri furono sparse lungo la riva del fiume Delaware nella città di Trenton, New Jersey, in base alle disposizioni fornite dall’esecutore testamentario e amico di famiglia, Otto Nathan. Prima che ciò avvenisse, e benché le cause della morte fossero note, il corpo di Einstein fu sottoposto a un’autopsia, di cui si occupò Thomas Harvey, un patologo del Princeton Hospital. Non tutto il corpo di Einstein finì cremato: il cervello fu asportato durante quell’autopsia e messo da parte per futuri studi neuroscientifici.

continua nel link originale:  https://www.ilpost.it/2015/05/09/cervello-einstein/?fbclid=IwY2xjawSJjYtleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBFWUo2Q09BanRmc2Uxb01Pc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHoGduvhwucYRVe_lz5PhrQI6slbX90anGp31ERRrZVGuSGYTkax7Bq-dNMJ0_aem_d6iaB83FhacgEKS_AekakA










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Cos’è lo stress ossidativo?

Forse non è conoscenza comune, ma molte delle nostre malattie dipendono da una condizione che si chiama “stress ossidativo”.
Questo tipo di stress si sviluppa quando abbiamo una malattia infettiva, se mangiamo in maniera disordinata o beviamo alcol o di frequente bevande zuccherate, se fumiamo o anche se viviamo in ambienti fortemente inquinati.
Lo stress ossidativo sia se dura brevemente ma soprattutto se dura più a lungo può causare uno stato di infiammazione che danneggia le strutture del nostro corpo: cellule, tessuti (muscolo, pelle, etc.), organi (fegato, cuore, cervello).
Per fortuna è possibile contrastare lo stress ossidativo sia con i sistemi di difesa normalmente presenti nel nostro organismo sia intervenendo sulle nostre abitudini di vita, e sugli stili alimentari.
Di seguito parleremo dello stress ossidativo e delle sue cause, dei problemi di salute collegati e di come sia possibile contrastare i fattori che causano stress ossidativo modificando anche in maniera semplice i nostri stili di vita. 


Cos’è lo stress ossidativo?
Le nostre cellule normalmente producono delle molecole tossiche chiamate radicali liberi dell’ossigeno (ROS); per poter mantenere un suo equilibrio interno (omeostasi) la cellula, fortunatamente, possiede dei sistemi che contrastano i radicali liberi e che vengono chiamati antiossidanti, piccole molecole che hanno la capacità di annullare l’effetto tossico dei ROS sulle cellule


continua nel PDF originale che troverai qui: 
















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29/05/2026

LABIRINTITI RICORRENTI?

La “labirintite” viene usata spesso come termine generico, ma le cause possono essere diverse (neurite vestibolare, vertigine posizionale, Ménière, problemi neurologici ecc.), quindi una valutazione specialistica è importante.

Per chi soffre di episodi ricorrenti, spesso sono utili:

- visita ORL/vestibologica specialistica

- esame vestibolare

- eventuale riabilitazione vestibolare mirata


CONOSCO UN OSPEDALE  CHE POTREBBE AIUTARVI A CAPIRE COME POTER AFFRONTARE LA COSA.

Nell' ospedale San Camillo di Torino si occupa  anche della
  • Riabilitazione delle sindromi vertiginose
IN SSN  (Prestazioni in convenzione con il SSN)


IN SERVIZIO PRIVATO

Il PRESIDIO SANITARIO SAN CAMILLO si trova: 

Strada Santa Margherita 136
10131 TORINO

Reception Tel. 0118199411
Fax 0118199431


URP Ufficio relazioni con il pubblico
urp.torino@camilliani.net

-Si accede alla struttura solo con prenotazione.

-L'accesso in struttura è consentito solo al paziente senza accompagnatori, salvo casi di stretta necessità per supporto a  minori, soggetti disabili o fragili.


Link originale: 





27/05/2026

Informazioni utili sull'incontinenza urinaria - Presidio sanitario San Camillo TORINO

Prevenzione, diagnosi e cura dell'incontinenza urinaria

I disturbi urinari sono molto più frequenti di quanto si pensi e non sono necessariamente legati all'avanzare dell'età, ma possono comparire anche in soggetti giovani e dopo il parto. Se affrontati precocemente, sono risolvibili o comunque curabili nella maggior parte dei casi.

 

Il Centro Fisiatrico di Secondo Livello del Presidio San Camillo

Inserito nella rete regionale dei centri per la prevenzione, diagnosi e cura dell’incontinenza, il nostro centro di eccellenza ha come obiettivo la cura con le terapie conservative delle disfunzioni del pavimento pelvico. Tra queste l’incontinenza urinaria rappresenta certamente la condizione più frequente: si stima che ne soffra il 25% delle donne, indipendentemente dall’età, e il 50% della popolazione maschile e femminile nell’età geriatrica. Esiste inoltre l’incontinenza pediatrica, legata a problematiche disfunzionali o a cause neurologiche e malformative.

L’incontinenza urinaria può manifestarsi in occasione di sforzi, tosse e starnuti, accompagnarsi all’urgenza minzionale o avere caratteri misti (da sforzo e da urgenza). Nel maschio l’incontinenza urinaria deriva generalmente da un intervento alla prostata.
Oltre all’incontinenza urinaria fanno parte delle disfunzioni perineali il prolasso, il dolore pelvico cronico nonché l’incontinenza fecale e la stipsi cronica. Le persone che ne soffrono spesso non dispongono di informazioni e strumenti adeguati per comprendere la patologia stessa, combattere i pregiudizi che la circondano, contribuire ad alleviare il serio impatto psicologico della patologia.

Oggi l’incontinenza urinaria o fecale sono curabili, e nel momento in cui si presentano i primi sintomi, il paziente deve rivolgersi al proprio medico di famiglia che rappresenta il primo punto di riferimento a livello territoriale: sarà lui a poter indicare le prime analisi di screening e a indirizzare verso i centri di riferimento.

 

Come il Presidio San Camillo affronta i problemi di incontinenza urinaria?

Il nostro centro, guidato da due medici fisiatri e da un team di fisioterapisti, integrato da un servizio infermieristico, si occupa della terapia conservativa e riabilitativa delle problematiche disfunzionali del pavimento pelvico. Dalla visita medica specialistica scaturisce  il progetto riabilitativo individuale, che viene messo in atto dal terapista dedicato attraverso una serie di processi e procedure quali l’addestramento al training muscolare del pavimento pelvico, coadiuvato eventualmente da strumenti quali l’elettrostimolazione funzionale e il biofeedback, la SANS (stimolazione del nervo tibiale posteriore), la terapia comportamentale o bladder re-training, il counselling e la prescrizione di ausili. Vengono anche prese in carico alcune forme di incontinenza pediatrica.
L’attività si svolge in regime ambulatoriale, mentre le patologie più complesse, anche di origine neurologica, vengono affrontate durante un breve ricovero in Day Hospital.

 

Gli obiettivi sono costituiti dalla prevenzione primaria, diagnosi e cura riabilitativa delle seguenti patologie:

  • incontinenza urinaria femminile di varia eziologia e incontinenza post-parto
  • incontinenza urinaria post-chirurgica maschile e femminile
  • incontinenza urinaria secondaria a patologie neurologiche congenite e acquisite
  • sindromi dolorose pelviche
  • alterazioni della statica pelvica femminile
  • vescica iperattiva

Ma anche, ovviamente:














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LISTE DI ATTESA - Presidio sanitario San Camillo TORINO


Ai sensi del Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 “Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”, art. 41 comma 6.

PRIME VISITE FISIATRICHE E NERUOLOGICHE E ESAMI DI DIAGNOSTICA PER IMMAGINI

La normativa prevede le seguenti classi di priorità per l’erogazione delle prestazioni ambulatoriali, attribuita dal Medico prescrittore sulla base delle specifiche condizioni cliniche del paziente:

  • U (URGENTE): prestazioni in urgenza da effettuarsi nel più breve tempo possibile e comunque entro 72 ore;
  • B (BREVE): prestazioni da effettuarsi entro un periodo breve: 10 giorni;
  • D (DIFFERIBILE): prestazioni da eseguirsi entro 30 giorni per visite ambulatoriali ed entro 60 giorni per prestazioni strumentali
  • P (PROGRAMMATA): prestazioni programmabili da eseguirsi entro 120 giorni.



L’indicazione della classe di priorità da parte del medico prescrittore è obbligatoria.

A partire dal mese di gennaio 2024 le agende relative alle prestazioni SSN degli esami di diagnostica per immagini e prime visite fisiatriche e neurologiche confluiscono nel Sovracup di Regione Piemonte.
Non è quindi possibile indicare i tempi di attesa.


TRATTAMENTI RIABILITATIVI

Relativamente ai i tempi di attesa per i trattamenti riabilitativi, la tempistica della presa in carico dei Pazienti è correlata ai codici disabilità presenti sul PPRI, secondo indicazioni Regionali alle quali si rimanda per le specifiche:

DISABILITA’ 2: Si tratta di disabilità complesse che non richiedono ricovero, ma un intervento, per competenza ed attrezzatura, altamente sofisticato.


DISABILITA’ 3: Si tratta di disabilità di entità rilevante, croniche o in fase di stabilizzazione che richiedono un intervento riabilitativo non complesso, né intensivo, ma protratto nel tempo.


DISABILITA’ 4: Si tratta di disabilità di entità contenuta, di recente insorgenza ed a rapida risoluzione (entro massimo sei mesi dall’inizio del trattamento).


DISABILITA’ 5: Sono disabilità croniche stabilizzate, di entità contenuta o minimale, per le quali possono essere necessari interventi riabilitativi "di mantenimento" o di "prevenzione del degrado motorio-funzionale acquisito" e/o un'attività didattico formativa.

Come struttura equiparata al pubblico e ospedale specializzato di riabilitazione intensiva il Presidio Sanitario San Camillo ritiene opportuno, nell’ambito delle risorse rese disponibili dal Budget assegnato dalla Regione Piemonte, dare la priorità ai progetti riabilitativi per disabilità di post acuzie (codici 2 e 4) urgenti.

Qui di seguito sono pubblicati, con cadenza mensile, i tempi di attesa per la classe di priorità D, calcolati nel giorno indice (primo lunedì lavorativo del mese).

Giorni d'attesa al giorno indice 04/05/2026

 

DescrizioneGiorni di attesa previstiGiorni di attesa effettivi
Inizio trattamento terapeutico riabilitativo - dis. 2 – Urgentin.a.30
Inizio trattamento terapeutico riabilitativo - dis. 2n.a.150
Inizio trattamento terapeutico riabilitativo - dis. 3n.a.180
Inizio trattamento terapeutico riabilitativo - dis. 4 - Urgentin.a.30
Inizio trattamento terapeutico riabilitativo - dis. 4n.a.150
Inizio trattamento terapeutico riabilitativo - dis. 5n.a.180

 

 

Per le procedure relative al rispetto dei tempi di attesa per le prestazioni specialistiche in primo accesso, ai sensi dell’art. 3 del D. Lgs. 29/04/1998 n. 124, si invita a seguire il seguente link:

https://www.aslcittaditorino.it/tempi-di-attesa-prestazioni-specialistiche/

Il Direttore Sanitario 
Dr. Francesco Arnoletti





















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Disturbi dello Spettro Autistico - Presidio Sanitario San Camillo Torino I SERVIZI DEL PRESIDIO SANITARIO SAN CAMILLO

CENTRO DI RIABILITAZIONE DEI DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO
Nel 2003, anno di nascita del DH VEGA, si comincia a lavorare secondo l’approccio del Programma TEACCH, modello di intervento riabilitativo di origine statunitense e di ispirazione cognitivo-comportamentale, internazionalmente riconosciuto.
La scelta di utilizzare questo modello di intervento è stata determinata dall’esigenza di introdurre nell’area torinese tali strumenti, inclusi nelle buone prassi in materia di trattamento riabilitativo di DSA a livello internazionale e recepiti dalle linee guida della SINPIA. Inoltre la strutturazione di tempi e spazi di trattamento prevista in questo metodo di lavoro risultava particolarmente efficace sia nell’approccio alle difficoltà peculiari dei ragazzi inseriti, sia nella organizzazione di un servizio di riabilitazione con caratteristiche di multidisciplinarietà.
Attualmente, grazie alla continua formazione dell’equipe multidisciplinare, si utilizzano anche altre metodologie di intervento, sempre comunque comprese nell’ambito dell’educazione strutturata, con approccio cognitivo o analitico-comportamentale e comprese nelle Linee Guida Regionali aggiornate nel dicembre 2016.

La nostra équipe multidisciplinare

  • due educatori professionali (di cui uno con incarico di coordinamento)
  • una psicologa
  • una infermiera in organico al Day Hospital
  • un medico fisiatra
  • una neuropsichiatra infantile
  • una logopedista
  • una neuropsicologa
  • una neuropsicomotricista

Sono presenti in maniera continuativa figure di tirocinanti dai corsi di laurea in Scienze dell’educazione, Psicologia, Interfacoltà in Educazione professionale, Logopedia, secondo convenzione di formazione stipulata con le facoltà di riferimento.

Di cosa ci occupiamo
Il DH VEGA prende in carico soggetti con Disturbi dello Spettro Autistico e si occupa di effettuare valutazioni funzionali, trattamenti multidisciplinari e Parent Training.

Modalità di accesso e inserimento

  • i pazienti vengono indirizzati dal servizio di NPI territoriale.
  • al ricovero si fa precedere un colloquio del medico responsabile con i genitori e/o l’interessato, nel corso del quale vengono rilevate (tramite intervista strutturata) informazioni utili al primo incontro di valutazione e forniti dettagli tecnico-organizzativi ai familiari. Inoltre viene raccolta l’anamnesi completata dagli accertamenti diagnostici già effettuati dal paziente

  • si procede alla somministrazione del test funzionale più adeguato all’età ed al livello evolutivo del paziente (PEP3, TTAP, EFI, altro). La testatura avviene ordinariamente nel corso di due mattinate a cura di un educatore professionale o di una psicologa del Servizio, in presenza del medico responsabile che assiste con i genitori alla valutazione in circuito chiuso

  • a seguire si somministra ai genitori o a eventuali caregiver l’intervista Vineland II, per la valutazione delle capacità adattive

  • dal bilancio derivato dagli appuntamenti sopra citati, completato con ulteriori eventuali valutazioni logopediche, neuropsicomotorie, neuropsicologiche, deriva il progetto riabilitativo individualizzato da cui scaturiscono i programmi per il trattamento

  • si procede alla restituzione del bilancio di valutazione ai familiari con condivisione diretta/indiretta con i sanitari invianti e le figure educative coinvolte nella gestione del paziente

 

PRESTAZIONI

Valutazione funzionale
I test utilizzati sono validati scientificamente e seguono le Linee Guida nazionali in materia di Disturbi dello Spettro Autistico. A seconda del profilo, dell’età e delle necessità del paziente si decide quali valutazioni adottare (psicoeducativa, neuropsicologica, logopedica, neuropsicomotoria)

Chi ha bisogno di approfondire l'eventuale appartenenza allo spettro autistico o ad altra neurodivergenza può scrivere una email a: neurodivergenze.torino@camilliani.net

Presa in carico indiretta
Si procede alla valutazione del paziente, cui segue un confronto tra gli operatori del Servizio e il personale scolastico e/o delle realtà educative domiciliari, diurne o residenziali coinvolte. Da tale confronto deriva il progetto di intervento, che viene poi curato dal personale dei servizi citati con la consulenza dei nostri operatori, sia in sede sia presso le strutture ospitanti. Questa modalità è seguita in genere per pazienti adulti già inseriti in strutture educative.

Presa in carico diretta
Dopo la valutazione viene steso un progetto di trattamento incentrato sugli obiettivi funzionali identificati nel bilancio di valutazione. Nel corso del trattamento si effettuano momenti di verifica con le famiglie e/o con gli operatori di riferimento, al fine di generalizzare al più presto le competenze acquisite. Sono previsti counseling prima e durante la prima fase di inserimento in eventuali strutture scolastiche ed educative coinvolte nel percorso di vita del paziente dopo la riabilitazione e incontri di Parent Training con i genitori del paziente.

  • Trattamento riabilitativo in singolo
    Proposto in genere a un paziente con bilancio comportamentale/attentivo più compromesso, per tempi limitati e numero di sedute ridotto, finalizzato alla realizzazione dei prerequisiti necessari all’inserimento nei gruppi oppure, alla dimissione, al passaggio delle consegne del lavoro individuale a operatori esterni.

  • Trattamento riabilitativo in gruppo
    Ogni gruppo è costituito da tre/sei pazienti il più possibile omogenei per quadro funzionale ed età cronologica e di sviluppo. In ogni caso è prevista una rivalutazione a fine percorso con l’utilizzo degli stessi strumenti della valutazione iniziale.

Parent Training e counseling
Durante la presa in carico sono previsti incontri con i genitori dei pazienti, al fine di spiegare il lavoro in corso con i figli e per favorire l’utilizzo di strumenti e strategie efficaci in ambito domestico. Al fine di ottenere la massima generalizzazione di tutto ciò che possa essere efficace, si programmano incontri con tutti gli operatori che si occupano degli utenti negli altri contesti (insegnanti, educatori, affidatari, altro).


AREE DI INTERVENTO
Disturbi dello Spettro Autistico


link originale: https://www.sancamillotorino.net/disturbi-dello-spettro-autistico?redirect=%2Fospedale-specializzato-rrf-riabilitazione







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Ospedale specializzato in Recupero e Rieducazione Funzionale - Presidio Sanitario San Camillo Torino

I SERVIZI DEL PRESIDIO SANITARIO SAN CAMILLO

Il Presidio Sanitario San Camillo, nella funzione di ospedale specializzato in Recupero e Rieducazione Funzionale (RRF), fornisce attività di riabilitazione intensiva, in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale e in forma privata, rivolta a pazienti adulti affetti da menomazioni e disabilità, acquisite e modificabili, di natura neurologica e mio-osteo-articolare di varia gravità. Il Presidio si propone di favorire e potenziare i processi di recupero dell’autonomia complessiva del paziente, compatibilmente con le menomazioni presenti, attraverso interventi valutativi, diagnostici e terapeutici personalizzati, globali, multiprofessionali e integrati.

Accedono al Presidio, in regime di ricovero ordinario, i pazienti provenienti direttamente da struttura ospedaliera - come indicato dal fisiatra ospedaliero nella Proposta di percorso riabilitativo individuale (PPRI) - che necessitano di un intervento riabilitativo intensivo. L’équipe riabilitativa si compone di fisiatri, geriatri, consulenza specialistica cardiologica, ortopedica, foniatrica, infermieri professionali, operatori sociosanitari, fisioterapisti, terapisti occupazionali, logopedisti, neuropsicologi e psicologi.

I vari specialisti collaborano in forma interdisciplinare, sia con le famiglie sia con le strutture sociali del territorio, al fine di garantire una valida continuità del Progetto riabilitativo personale, individuato e avviato durante la degenza.


link  originale:  https://www.sancamillotorino.net/ospedale-specializzato-rrf-riabilitazione








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Approfondimenti sul corso ECM Manipolazione della fascia Primo e Secondo livello

Quali sono i punti di forza della tecnica Stecco?

Risponde Mirco Branchini, docente del corso di 1° livello.

“Ciò che mi affascina molto di questa tecnica è che nell'applicarla possiamo apprezzare come il tessuto si modifica sotto le nostre mani durante il trattamento e come questa modificazione sia il preludio di un miglioramento nel RoM (Range of Motion) e possa essere utile in termini di:

  • mobilità
  • riduzione del sintomo doloroso
  • miglior reclutamento delle componenti sistemiche

Un altro grande vantaggio per chi applica la manipolazione fasciale è quello di poter lavorare anche  su casi estremamente acuti, potendo gestire il dolore trattando segmenti distanti dalla zona dolorosa, e questo modulando la tensione degli elementi fasciali coinvolti lungo la continuità delle sequenze, delle diagonali o delle spirali, che sono tutte continuità anatomo-fasciali che descriveremo durante il corso. 

Queste abilità permetteranno quindi di prendere in considerazione tutti i vari complessi che nel tempo hanno provocato il dolore e di gestire la persona in un senso globale, anche in fase acuta.”

 

Quali sono gli argomenti del corso?

Il corso, orientato ai disturbi muscoloscheletrici, si articola in dodici giornate suddivise in quattro fine settimana. I primi due fine settimana vengono denominati Primo livello e vengono esposte le basi anatomiche, biomeccaniche e fisiologiche del tessuto connettivo fasciale, sarete istruiti su che cos'è un'unità miofasciale di base e saranno affinate quelle abilità e competenze manuali necessarie per riconoscere le alterazioni della fascia e per intervenire sui punti cosiddetti centri di coordinazione.

Nel Secondo livello si approfondirà un approccio multidirezionale spendibile in tutte le tipologie di paziente con disturbi legati al movimento, con sintomi del comparto muscoloscheletrico: si approfondirà tutta la neurofisiologia del trattamento del tessuto fasciale.



link originale

https://www.sancamillotorino.net/approfondimenti-sul-corso-ecm-manipolazione-della-fascia-1-e-2-livello
























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04/05/2026

prima ancora che succeda qualcosa

L’ansia anticipatoria è quando inizi a stare in ansia prima ancora che succeda qualcosa, perché il tuo cervello si aspetta che accadrà qualcosa di spiacevole.


 esempio:

  • sei stato male in macchina alcune volte
  • il cervello “impara” → macchina = sto male
  • la prossima volta che sali… il corpo si attiva già prima
  • e questo può far comparire o peggiorare:
    • mal di testa
    • giramenti
    • nausea

Non è “solo mentale”: è una reazione fisica reale.

Come funziona (in modo semplice)

È come un allarme un po’ troppo sensibile:

  • il cervello vuole proteggerti
  • anticipa il problema
  • attiva il corpo (tensione, respiro, equilibrio più instabile)

    Esempio concreto

    Immagina:

    • una volta ti gira la testa in auto
    • la volta dopo pensi: “e se succede di nuovo?”
    • già questo pensiero può farti sentire strano
    • e alla fine… succede davvero

    È un circolo:

    esperienza → paura → sintomi → conferma della paura

     


Importante

Non significa che “è tutto nella tua testa”
👉 i sintomi sono veri
👉 ma l’anticipazione può amplificarli


Piccoli segnali che indicano ansia anticipatoria

  • inizi a pensarci prima di salire in macchina
  • controlli molto il corpo (“mi gira la testa?”)
  • peggiora appena parti, poi magari si stabilizza
  • in altre situazioni stai bene

    Cosa aiuta (senza cose complicate)

    • distrarti mentre sei in macchina (musica, parlare)
    • non “monitorare” continuamente i sintomi
    • respirare lentamente (senza forzare)
    • fare esperienze brevi e positive (viaggi corti)





















Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270

Sintomi della sclerosi multipla: cosa sapere davvero (senza creare confusione)


Quando si parla di Sclerosi multipla, uno degli errori più comuni è associare automaticamente alcuni sintomi a questa malattia.
È fondamentale chiarire subito un concetto:

molti sintomi della sclerosi multipla NON sono specifici e possono comparire anche in persone perfettamente sane o in presenza di condizioni molto diverse.

⚠️ Non tutto è sclerosi multipla

Capita spesso di leggere online frasi come:

Hai formicolio? Potrebbe essere SM”

Questo tipo di messaggio è fuorviante e può generare ansia inutile.

Sintomi come:

  • stanchezza persistente

  • formicolii agli arti

  • vertigini o instabilità

  • difficoltà di concentrazione

  • debolezza muscolare

👉 non indicano automaticamente la presenza di sclerosi multipla

Questi segnali possono essere legati a molte altre cause, anche comuni.


🔍 Sintomi comuni… ma non specifici

Vediamo alcuni esempi concreti.

1. Stanchezza

È uno dei sintomi più citati nella Sclerosi multipla, ma è anche tra i più diffusi in assoluto.

Può dipendere da:

  • stress

  • mancanza di sonno

  • anemia

  • carenze vitaminiche

2. Formicolio e intorpidimento

Sensazioni di “spilli e aghi” possono spaventare, ma spesso sono causate da:

  • postura scorretta

  • compressione di un nervo

  • ansia


3. Problemi di equilibrio o vertigini

Non sempre indicano un problema neurologico serio.

Possono derivare da:

  • disturbi dell’orecchio interno

  • pressione bassa

  • stress

4. Difficoltà cognitive

Problemi di memoria o concentrazione possono essere legati a:

  • affaticamento mentale

  • ansia

  • sovraccarico di informazioni

🧠 Quando si sospetta davvero la sclerosi multipla?

La Sclerosi multipla non si diagnostica con un singolo sintomo.

I medici valutano:

  • combinazione di sintomi

  • durata nel tempo

  • eventuali episodi ricorrenti

  • esami specifici come la risonanza magnetica

👉 Solo un neurologo può fare una diagnosi corretta.

Il rischio dell’autodiagnosi online

Cercare sintomi su internet può portare a conclusioni errate.

I rischi principali sono:

  • ansia eccessiva

  • interpretazioni sbagliate

  • ritardi nel rivolgersi a un medico




Come comportarsi in modo corretto

Se noti sintomi persistenti:

  1. Non saltare a conclusioni

  2. Evita diagnosi fai-da-te

  3. Rivolgiti al tuo medico

Un professionista saprà valutare il quadro completo.

💡 Informarsi sì, ma con criterio

Fare informazione è importante, ma deve essere:

  • chiara

  • corretta

  • responsabile

Ricorda sempre:

👉 un sintomo da solo non è una diagnosi


📌 Conclusione

La Sclerosi multipla è una patologia complessa che richiede attenzione medica specialistica.

Molti dei sintomi associati possono comparire anche in condizioni comuni e non gravi.
Per questo è essenziale evitare allarmismi e affidarsi sempre a fonti affidabili e a professionisti della salute.


⚠️ Disclaimer

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere medico. In caso di dubbi o sintomi persistenti, consulta sempre un professionista sanitario.






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Carta Europea della Disabilità

Dal 22 febbraio 2022 è possibile fare richiesta, tramite il portale Inps, della Carta Europea della Disabilità (CED), il documento che permette alle persone con invalidità riconosciute di accedere a servizi e agevolazioni loro riservate, in Italia e in tutti i paesi dell’unione europea



La Carta Europea della Disabilità può essere utilizzata per certificare la propria condizione di disabilità presso gli uffici pubblici, sostituendo a tutti gli effetti i certificati cartacei e i verbali.

La CED, che
consente di attestare il proprio stato di invalidità solo esibendola congiuntamente al proprio documento di identità, avrà carattere dinamico: grazie alla presenza del QR Code stampato sul retro, permette al cittadino di attestare sempre il suo stato di invalidità aggiornato consentendogli automaticamente l’accesso a determinati servizi e convenzioni in Italia e in Europa.

La Carta Europea della Disabilità dà inoltre accesso gratuitamente o a tariffe agevolate nei principali luoghi di cultura. 


Chi può richiederla

Hanno diritto di richiedere la Disability Card persone con disabilità, gli invalidi civili maggiorenni con invalidità certificata superiore al 67%, gli invalidi civili minorenni, i ciechi e i sordi civili e altre casistiche specificate sul Portale Inps.

Come fare domanda

Per la presentazione delle domande, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, di concerto con il Ministro per le Disabilità, ha realizzato un servizio quanto più accessibile, semplice e trasparente creando un portale apposito in cui richiedere il servizio.
https://disabilita.governo.it/it/notizie/disability-card-da-oggi-possibile-richiederla-online-su-sito-inps/




























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