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26/07/2026

IBS e dolore crampiforme

Cos’è la sindrome dell’intestino irritabile e quanto  è comune?

Anche nota come IBS, la sindrome dell'intestino irritabile un disturbo funzionale cronico del tratto gastrointestinale, caratterizzato da dolore addominale ricorrente e da alterazioni della frequenza e/o consistenza delle feci, il tutto in assenza di un danno organico identificabile che possa spiegare in qualche modo la sintomatologia. Questa definizione si basa sui criteri diagnostici Roma IV (2016), che guidano anche l'inquadramento clinico.

Quali sono i sintomi?

Il sintomo più rappresentativo dell'IBS è il dolore addominale di natura crampiforme. A questo, spesso, si associano meteorismo e gonfiore addominale (talvolta con flatulenza), oltre ad alterazioni dell'alvo (stitichezza, diarrea).

I vari sottotipi di IBS

L'IBS può presentarsi in modi diversi: in alcune persone prevalgono determinati sintomi, in altre altri. Per descriverla in modo più chiaro, gli esperti la distinguono in quattro sottotipi, in funzione dell'andamento dell'alvo e della Scala Bristol per la forma delle feci.

Il sottotipo più comune è l'IBS-D, in cui prevalgono feci molli o liquide. Segue l'IBS-C, dominata dalla stitichezza. C'è poi l'IBS-M, caratterizzata dall'alternanza tra diarrea e stipsi. Infine, completa il quadro l'IBS-U, che rientra nei criteri sintomatologici dell'IBS ma non è facilmente classificabile nei sottotipi precedenti.

Quali sono le cause?

Quando si parla di IBS è bene sapere che non esiste un'unica causa: nella maggior parte dei casi, entrano in gioco più fattori, che possono combinarsi tra loro.

Il modo in cui l'intestino si muove (motilità) è senza dubbio una dei protagonisti del disturbo: in alcune persone, il transito può essere più rapido (con tendenza alla diarrea), in altre più lento (con tendenza alla stitichezza). Spesso, inoltre, l'intestino è più reattivo e sensibile, motivo per cui per cui stimoli normalmente tollerati possono essere percepiti come dolore o crampi.

Negli ultimi anni, si è parlato molto anche di barriera intestinale, infiammazione di basso grado e attivazione di alcune cellule coinvolte nei processi infiammatori (come i mastociti): non si tratta dell'infiammazione tipica delle malattie intestinali organiche, ma di cambiamenti più sottili che, in alcuni soggetti, potrebbero favorire dolore e disturbi dell'alvo.

Infine, contano anche alimentazione e microbiota. Alcuni cibi possono agire da fattori scatenanti; tra i più discussi ci sono i FODMAP, carboidrati fermentabili che possono aumentare gas e distensione intestinale. Per quanto concerne il microbiota, invece, si osservano spesso alterazioni a suo carico, che possono influire su gonfiore, sensibilità e risposta dell'intestino agli stimoli; va precisato, però, che non esiste un test del microbiota unico e valido per stilare una diagnosi.

Come si diagnostica?

La diagnosi di IBS è essenzialmente clinica: si basa su una raccolta accurata dei sintomi e sulla visita, applicando i criteri Roma IV (2016). Proprio secondo questi ultimi, si parla di IBS in presenza di dolore addominale ricorrente (almeno 1 giorno a settimana negli ultimi 3 mesi, con esordio almeno 6 mesi prima), associato ad almeno due tra: relazione con la defecazione, cambiamento della frequenza delle feci, cambiamento della forma delle feci.

Di solito, è prassi eseguire pochi esami mirati al fine di escludere altre cause (per esempio, un test per la celiachia). Indagini più impegnative e, talvolta, più invasive, come imaging ed endoscopia, vengono riservate ai casi con segnali d'allarme (come perdita di peso, anemia, sangue nelle feci, nuova insorgenza dopo i 50–60 anni, familiarità).

Infine, è utile identificare il sottotipo (IBS con diarrea, stitichezza o forma mista) anche con la scala di Bristol, perché orienta poi le scelte terapeutiche.

Quali sono i trattamenti?

In genere, la gestione dell'IBS è personalizzata: non esiste una soluzione unica e il trattamento varia in base ai sintomi predominanti e a quanto incidono sulla quotidianità.

Un aspetto cruciale è la dieta, perché alcuni alimenti possono agire da trigger. Di solito, si parte da indicazioni pratiche (regolarità dei pasti, attenzione ai cibi che aumentano gonfiore e fastidio) e, quando serve, da un percorso più strutturato come l'approccio low-FODMAP, che prevede una fase di riduzione dei carboidrati fermentabili seguita da una loro reintroduzione graduale, per capire cosa dà realmente problemi e in che quantità.

Se i disturbi persistono, possono essere utili farmaci sintomatici, come antispastici per crampi e dolore, antidiarroici nei quadri con diarrea e lassativi osmotici o medicinali specifici in caso di stitichezza.

IBS e dolore crampiforme: il ruolo dell’olio di menta piperita

Nel percorso di gestione dell'IBS, accanto alle modifiche alimentari e alle terapie su misura, può trovare spazio anche un supporto di origine vegetale: l'olio di menta piperita.

Non bisogna dimenticare che l'IBS è una condizione estremamente variabile da persona a persona e che, proprio per questo, gli effetti non sono identici per tutti. Tuttavia, in un approccio ragionato e personalizzato, l'olio di menta piperita rappresenta un'opzione da prendere in considerazione, soprattutto quando si cerca un supporto mirato sui dolori da intestino irritabile.

continua nel link originale:   https://www.my-personaltrainer.it/native/ibs-crampi-addominali-olio-menta-piperita




Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270

Endometriosi, è importante fare la domanda di invalidità.

In Italia tre milioni di donne che hanno ricevuto una diagnosi di endometriosi.

L’endometriosi in Italia riguarda dal 10% al 15% delle donne in età riproduttiva de dal 30% al 50% di coloro che hanno problemi di infertilità o difficoltà a rimanere incinte.

Causa dolore e problemi fisici, ma la per la diagnosi può essere complessa. Talvolta passano diversi anni e risorse economiche. Alcuni studiosi hanno dimostrato che l’endometriosi è correlata anche a sintomi psichiatrici quali ansia, depressione, in particolar modo, ma anche stress e scarsa qualità della vita.

Gli stadi clinici più gravi dell’endometriosi sono considerati patologie croniche e invalidanti e danno diritto a esenzioni dalle prestazioni specialistiche. Attualmente nel nostro Paese circa 300.000 persone che godono di queste esenzioni.

Il Ministero della Salute indica i sintomi più comuni dell’endometriosi che includono dolore, perdite di sangue, astenia, ipotermia e fenomeni depressivi. La sub-fertilità e l’infertilità sono anche sintomi comuni, presenti in circa il 30-40% dei casi.

Dal punto di vista dell’invalidità e quindi dei diritti in ambito lavorativo,  al terzo e quarto stadio può essere riconosciuta una percentuale variabile di invalidità con un massimo che però non supera il 25%. Inoltre, si parla anche di terzo e quarto stadio con “complicanze”, una specifica che circoscrive ulteriormente il campo e che permette di arrivare al 30% solo ad alcune delle pazienti che soffrono di forma moderata e grave e di un particolare quadro clinico.


link originale:

https://www.uniciv.it/2024/02/21/endometriosi-e-importante-fare-la-domanda-di-invalidita/










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21/07/2026

Fenomeno di Uhthoff

La sindrome di Uhthoff è un peggioramento temporaneo dei sintomi neurologici legato all'aumento della temperatura corporea (anche di solo 0,5 °C), tipico della sclerosi multipla. I sintomi, reversibili e di breve durata, sono scatenati da caldo, febbre, esercizio fisico o bagni caldi

I sintomi più comuni includono:
  • Disturbi visivi: annebbiamento, offuscamento o temporanea perdita della vista.
  • Affaticamento: stanchezza estrema e improvvisa (fatica).
  • Disturbi motori: debolezza muscolare, difficoltà di coordinazione e pesantezza agli arti.
  • Disturbi sensitivi:
    intorpidimento, formicolio o sensazione di scossa elettrica.
  • Difficoltà cognitive: "nebbia mentale" (brain fog), rallentamento nell'elaborazione delle informazioni e problemi di concentrazione
       
Questo fenomeno non è un danno permanente o una ricaduta della malattia, poiché i disturbi scompaiono non appena la temperatura corporea torna ai valori normali.

Per gestire o prevenire i sintomi, è utile evitare l'esposizione diretta al sole nelle ore più calde, fare docce o impacchi freddi e utilizzare indumenti refrigeranti.


















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20/07/2026

🎉 851.250 LETTORI IN TUTTO IL MONDO! 🎉


🌍  GRAZIE DI CUORE A TUTTI I LETTORI DEL MIO BLOG

"Sclerosi multipla... CCSVI vista da SAM, e NON solo"

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19/07/2026

L'esenzione dal bollo auto è un diritto per i disabili e i loro caregiver.

 

Non è automatica e non basta la Legge 104


è
fondamentale che il verbale INPS contenga specifiche diciture sanitarie di legge.

La richiesta va presentata tramite i
canali ufficiali della propria regione di residenza.


Diciture necessarie nel verbale INPS

Il verbale della Commissione Medica deve attestare esplicitamente il diritto alle agevolazioni fiscali.
Le casistiche previste sono quattro :


  • Grave limitazione della deambulazione: Oppure affetti da pluriamputazioni.

  • Ridotte o impedite capacità motorie permanenti: In questo caso la normativa richiede che l'auto sia fisicamente adattata alla guida o al trasporto. Persone invalide per ridotte o impedite capacità motorie limitatamente ai veicoli di proprietà delle stesse o di persone di cui risultino fiscalmente a carico adattati in funzione dell’invalidità accertata dalle competenti commissioni mediche pubbliche (patente speciale).
    L’adattamento del veicolo deve risultare dalla carta di circolazione.
    L’adattamento del veicolo prodotto in serie deve rispondere alle prescrizioni di guida contenute nella patente speciale dell’invalido (in questo caso l’esenzione decorre dalla data dell’annotazione dell’adattamento nella carta di circolazione).

  • Non vedenti e sordi: Riconosciuti da leggi specifiche (Verbale di certificazione della cecità (totale o con residuo visivo non superiore a 1/10 in entrambi gli occhi)o del sordomutismo rilasciato da una Commissione medica pubblica.)

  • Disabilità psichica o mentale: È obbligatorio il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento.

Nota: L'indennità di accompagnamento è un requisito vincolante solo per i disabili psichici e mentali

Come inviare la richiesta e normative

Essendo una tassa gestita a livello REGIONALE, le modalità di invio variano territorialmente.

Facciamo in esempio:

Per i residenti a Nichelino (e in tutto il Piemonte), l'ente gestore della tassa è la Regione Piemonte

È possibile consultare la procedura e inviare la documentazione digitale tramite il Portale della vostra Regione oppure rivolgendosi a una delegazione territoriale dell'ACI.

A livello nazionale, maggiori informazioni di dettaglio si possono trovare sulla pagina ufficiale dedicata del sito ACI.


Poi bisogna anche sapere che vi sono delle limitazioni per le AUTO:

Veicoli ammessi

L'esenzione riguarda un solo veicolo (intestato al disabile o al familiare che lo ha fiscalmente a carico) e prevede dei limiti di cilindrata:

  • Fino a 2.000 cc per i motori a benzina o ibridi.

  • Fino a 2.800 cc per i motori diesel o ibridi.

  • Fino a 150 kW per i motori elettrici.



Sardegna - Come presentare la domanda


In Sardegna, poiché la Regione non è convenzionata con l'ACI per la gestione di questa specifica pratica, la domanda e la documentazione medica devono essere presentate direttamente all'Agenzia delle Entrate.



Puoi trovare i moduli e le istruzioni dettagliate sulla
Tasse automobilistiche - Sardegna dell'Agenzia delle Entrate.

    ** qui:
    Agenzia delle Entrate: per scaricare i moduli ufficiali e inviare la documentazione agli uffici territoriali competenti.
    **
    qui:
    SardegnaEntrate: il portale ufficiale della Regione Autonoma della Sardegna per la consultazione dei tributi



************************************

Poi ci aggiungo anche che:

Le persone con disabilità non hanno limiti di velocità speciali o ridotti per via del loro status.


Ai sensi dell'
Articolo 142 del Codice della Strada, tutti i conducenti devono rispettare i medesimi limiti massimi stabiliti in base alla tipologia di strada


  • 50 km/h nei centri abitati

  • 90 km/hsu strade extraurbane secondarie

  • 110 km/h su strade extraurbane principali





























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15/07/2026

Epley Manovra trattare BPPV Vertigo - importante

importante 






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Vertigine posturale benigna; Vertigine posizionale benigna; VPPB

La vertigine posizionale parossistica benigna, o VPPB, è un disturbo comune che causa brevi episodi di vertigini (una falsa sensazione di movimento o rotazione) in risposta a movimenti della testa che stimolano il canale semicircolare posteriore dell’orecchio interno. La VPPB non è associata ad alcuna perdita dell’udito.
  • Per un attimo (di solito meno di un minuto) quando muove il capo si avverte la sensazione di muoversi, che l’ambiente si stia muovendo o che tutto stia ruotando.

  • I soggetti possono anche avere nausea e vomito, oltre a un movimento oculare anomalo.

  • I medici basano la diagnosi sui sintomi e sulle situazioni nelle quali si verificano, oltre ai risultati di un esame obiettivo.

  • La manovra di Epley, effettuata una o due volte, allevia i sintomi nella maggior parte dei pazienti.

I soggetti con vertigini hanno la falsa sensazione che loro, l’ambiente circostante o entrambi si stiano spostando o ruotando. La maggior parte delle persone descrive questa sensazione spiacevole come “capogiri”, sebbene usi lo stesso termine anche per altre sensazioni, come lo stordimento. Vertigine “posizionale” significa che le vertigini vengono avvertite quando si cambia posizione, per esempio, girando la testa mentre si è distesi a letto. “Benigna” significa che il disturbo non è pericoloso.

La VPPB colpisce le persone in modo crescente con l’aumentare dell’età e può incidere gravemente sull’equilibrio degli anziani, con conseguenti cadute e possibili traumi. Talvolta la VPPB si sviluppa dopo un trauma cranico.

Un cambiamento della posizione della testa, in genere la rotazione della testa sul cuscino al risveglio al mattino o l’inclinazione della testa all’indietro per raggiungere uno scaffale in alto, scatena la maggior parte degli episodi di VPPB. La VPPB si sviluppa quando le particelle di calcio (otoconi o canaliti) normalmente situate in una parte dell’orecchio interno (l’utricolo e il sacculo) si staccano e si spostano in un’altra parte dell’orecchio interno (più comunemente nel canale semicircolare posteriore).

L’orecchio interno contiene 3 canali semicircolari che aiutano l’equilibrio. Dei i 3 canali, quello posteriore si trova nella posizione migliore per ricevere, grazie alla gravità, la maggior parte delle particelle liberatesi durante la notte. Meno comunemente, le particelle si spostano negli altri 2 canali. Man mano che si raccolgono, le particelle formano un deposito gessoso che esagera il movimento del liquido nel canale quando la testa cambia posizione. Il risultato è una sovrastimolazione dei recettori nervosi (cellule ciliate) all’interno del canale posteriore, creando una falsa sensazione di movimento o rotazione

Le particelle possono distaccarsi dall’utricolo e dal sacculo con l’invecchiamento. La dislocazione può anche essere causata da uno qualsiasi dei seguenti fattori:

  • Infezioni auricolari

  • Traumi della testa o dell’orecchio

  • Immobilizzazione prolungata (per esempio sotto anestesia e durante il riposo a letto)

  • Chirurgia dell’orecchio

  • Arterite a cellule giganti

  • Osteoporosi

  • Ipertensione, diabete mellito e iperlipidemia

Alcuni soggetti con sintomi di VPPB presentano altri disturbi, tra cui altre patologie dell’orecchio interno (come la sindrome di Ménière), l’ostruzione di un’arteria nell’orecchio interno e un tumore del sistema nervoso centrale.


I sintomi della VPPB sono i seguenti:

  • Brevi episodi di vertigini, durante i quali i soggetti hanno l’impressione che loro stessi o l’ambiente circostante si stiano muovendo o girando

  • Nausea e/o vomito (senza perdita dell’udito o fischio nelle orecchie)

La VPPB può destare preoccupazione ed essere fastidiosa, ma in genere non è pericolosa, può ripresentarsi nel corso di settimane o persino mesi e spesso si risolve da sé o con delle semplici manovre.




Le vertigini sono innescate dal movimento della testa, come la rotazione sul cuscino a letto o il piegamento per raccogliere qualcosa. Ciascun episodio di vertigini dura da pochi secondi a qualche minuto. Sono possibili molti episodi nel corso di pochi giorni o settimane, che poi si riducono gradualmente da soli. Le vertigini possono essere accompagnate da nausea, vomito e un tipo specifico di movimento oculare, che determina lo scatto rapido degli occhi in una direzione alternato da un lento ritorno alla posizione originale (denominato nistagmo). Non si verifica alcuna perdita dell’udito o fischio nelle orecchie (tinnito).

Sebbene non pericolosi, i sintomi possono portare a cadute o altri incidenti se si verifica un episodio quando ci si trova in una posizione non sicura come durante la guida di un veicolo.








link oroginale:   https://www.msdmanuals.com/it/casa/problemi-di-orecchie-naso-e-gola/patologie-dell-orecchio-interno/vertigine-posizionale-parossistica-benigna#Sintomi_v6657278_it




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