CONTATORE PERSONE

04/05/2026

prima ancora che succeda qualcosa

L’ansia anticipatoria è quando inizi a stare in ansia prima ancora che succeda qualcosa, perché il tuo cervello si aspetta che accadrà qualcosa di spiacevole.


 esempio:

  • sei stato male in macchina alcune volte
  • il cervello “impara” → macchina = sto male
  • la prossima volta che sali… il corpo si attiva già prima
  • e questo può far comparire o peggiorare:
    • mal di testa
    • giramenti
    • nausea

Non è “solo mentale”: è una reazione fisica reale.

Come funziona (in modo semplice)

È come un allarme un po’ troppo sensibile:

  • il cervello vuole proteggerti
  • anticipa il problema
  • attiva il corpo (tensione, respiro, equilibrio più instabile)

    Esempio concreto

    Immagina:

    • una volta ti gira la testa in auto
    • la volta dopo pensi: “e se succede di nuovo?”
    • già questo pensiero può farti sentire strano
    • e alla fine… succede davvero

    È un circolo:

    esperienza → paura → sintomi → conferma della paura

     


Importante

Non significa che “è tutto nella tua testa”
👉 i sintomi sono veri
👉 ma l’anticipazione può amplificarli


Piccoli segnali che indicano ansia anticipatoria

  • inizi a pensarci prima di salire in macchina
  • controlli molto il corpo (“mi gira la testa?”)
  • peggiora appena parti, poi magari si stabilizza
  • in altre situazioni stai bene

    Cosa aiuta (senza cose complicate)

    • distrarti mentre sei in macchina (musica, parlare)
    • non “monitorare” continuamente i sintomi
    • respirare lentamente (senza forzare)
    • fare esperienze brevi e positive (viaggi corti)





















Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270

Sintomi della sclerosi multipla: cosa sapere davvero (senza creare confusione)


Quando si parla di Sclerosi multipla, uno degli errori più comuni è associare automaticamente alcuni sintomi a questa malattia.
È fondamentale chiarire subito un concetto:

molti sintomi della sclerosi multipla NON sono specifici e possono comparire anche in persone perfettamente sane o in presenza di condizioni molto diverse.

⚠️ Non tutto è sclerosi multipla

Capita spesso di leggere online frasi come:

Hai formicolio? Potrebbe essere SM”

Questo tipo di messaggio è fuorviante e può generare ansia inutile.

Sintomi come:

  • stanchezza persistente

  • formicolii agli arti

  • vertigini o instabilità

  • difficoltà di concentrazione

  • debolezza muscolare

👉 non indicano automaticamente la presenza di sclerosi multipla

Questi segnali possono essere legati a molte altre cause, anche comuni.


🔍 Sintomi comuni… ma non specifici

Vediamo alcuni esempi concreti.

1. Stanchezza

È uno dei sintomi più citati nella Sclerosi multipla, ma è anche tra i più diffusi in assoluto.

Può dipendere da:

  • stress

  • mancanza di sonno

  • anemia

  • carenze vitaminiche

2. Formicolio e intorpidimento

Sensazioni di “spilli e aghi” possono spaventare, ma spesso sono causate da:

  • postura scorretta

  • compressione di un nervo

  • ansia


3. Problemi di equilibrio o vertigini

Non sempre indicano un problema neurologico serio.

Possono derivare da:

  • disturbi dell’orecchio interno

  • pressione bassa

  • stress

4. Difficoltà cognitive

Problemi di memoria o concentrazione possono essere legati a:

  • affaticamento mentale

  • ansia

  • sovraccarico di informazioni

🧠 Quando si sospetta davvero la sclerosi multipla?

La Sclerosi multipla non si diagnostica con un singolo sintomo.

I medici valutano:

  • combinazione di sintomi

  • durata nel tempo

  • eventuali episodi ricorrenti

  • esami specifici come la risonanza magnetica

👉 Solo un neurologo può fare una diagnosi corretta.

Il rischio dell’autodiagnosi online

Cercare sintomi su internet può portare a conclusioni errate.

I rischi principali sono:

  • ansia eccessiva

  • interpretazioni sbagliate

  • ritardi nel rivolgersi a un medico




Come comportarsi in modo corretto

Se noti sintomi persistenti:

  1. Non saltare a conclusioni

  2. Evita diagnosi fai-da-te

  3. Rivolgiti al tuo medico

Un professionista saprà valutare il quadro completo.

💡 Informarsi sì, ma con criterio

Fare informazione è importante, ma deve essere:

  • chiara

  • corretta

  • responsabile

Ricorda sempre:

👉 un sintomo da solo non è una diagnosi


📌 Conclusione

La Sclerosi multipla è una patologia complessa che richiede attenzione medica specialistica.

Molti dei sintomi associati possono comparire anche in condizioni comuni e non gravi.
Per questo è essenziale evitare allarmismi e affidarsi sempre a fonti affidabili e a professionisti della salute.


⚠️ Disclaimer

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere medico. In caso di dubbi o sintomi persistenti, consulta sempre un professionista sanitario.






Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270

Carta Europea della Disabilità

Dal 22 febbraio 2022 è possibile fare richiesta, tramite il portale Inps, della Carta Europea della Disabilità (CED), il documento che permette alle persone con invalidità riconosciute di accedere a servizi e agevolazioni loro riservate, in Italia e in tutti i paesi dell’unione europea



La Carta Europea della Disabilità può essere utilizzata per certificare la propria condizione di disabilità presso gli uffici pubblici, sostituendo a tutti gli effetti i certificati cartacei e i verbali.

La CED, che
consente di attestare il proprio stato di invalidità solo esibendola congiuntamente al proprio documento di identità, avrà carattere dinamico: grazie alla presenza del QR Code stampato sul retro, permette al cittadino di attestare sempre il suo stato di invalidità aggiornato consentendogli automaticamente l’accesso a determinati servizi e convenzioni in Italia e in Europa.

La Carta Europea della Disabilità dà inoltre accesso gratuitamente o a tariffe agevolate nei principali luoghi di cultura. 


Chi può richiederla

Hanno diritto di richiedere la Disability Card persone con disabilità, gli invalidi civili maggiorenni con invalidità certificata superiore al 67%, gli invalidi civili minorenni, i ciechi e i sordi civili e altre casistiche specificate sul Portale Inps.

Come fare domanda

Per la presentazione delle domande, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, di concerto con il Ministro per le Disabilità, ha realizzato un servizio quanto più accessibile, semplice e trasparente creando un portale apposito in cui richiedere il servizio.
https://disabilita.governo.it/it/notizie/disability-card-da-oggi-possibile-richiederla-online-su-sito-inps/




























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sclerosi multipla e dolore

Il dolore è un disturbo molto comune nelle persone con sclerosi multipla (SM).

Si è calcolato che diverse forme di dolore acute o croniche, correlate alla malattia, colpiscono una percentuale variabile dal 50% al 75% di persone con SM.

Si osserva una correlazione tra la sede delle lesioni e il tipo di dolore mentre il tipo di decorso di malattia (recidivante remittente piuttosto che progressivo) e la sua durata sembrano ininfluenti.

Nella maggior parte dei casi il dolore è causato dalla localizzazione di lesioni demielinizzanti in corrispondenza di aree specifiche del sistema nervoso centrale (vie della sensibilità, vie dolorifiche, vie motorie nell’encefalo o nel midollo spinale) e/o all’emergenza di rami periferici (gangli sensitivi, radici/nervi sensitivi) che determinano modificazioni della sensibilità cutanea, del tono e del trofismo muscolare.

Normalmente le caratteristiche qualitative di questo tipo di dolore sono quelle del dolore neuropatico, legato appunto a una disfunzione del sistema nervoso centrale o periferico: dolore di tipo bruciante o urente, associato a sensazione di calore o freddo, può avere decorso a fitte ricorrenti tipo “stilettate” o essere sordo e continuo, può essere percepito come “scossa elettrica” o come un “fuoco che arde lentamente”.

Ovviamente l’area anatomica e l’estensione del sintomo dipenderanno dalla sede della lesione;
per esempio l’interessamento di una parte del midollo dorsale potrà determinare un disturbo della sensibilità “a fascia” lungo il torace ed eventualmente alterazione del tono muscolare da quel livello in giù.

Per le modificazioni della percezione tattile-dolorifica secondarie a tali lesioni si possono presentare diversi tipi di sintomi, di qualità e intensità variabili.

L’*
allodinia si ha quando uno stimolo non doloroso (ad esempio il tocco delicato) induce un’anomala sensazione dolorosa;
si può avere anche la perdita totale della sensibilità (anestesia) in un’area specifica a livello della quale si avverte tuttavia dolore (anestesia dolorosa).

Nel caso della *
causalgia si percepisce – analogamente all’allodinia – un dolore di solito urente tipo “bruciore” in risposta ad uno stimolo non doloroso ed è normalmente determinata da un’irritazione del nervo periferico; tuttavia, anche in caso di lesioni spinali o all’emergenza delle radici nervose (come può avvenire nella sclerosi multipla) può comparire questo tipo di dolore che si caratterizza inoltre da alterazioni trofiche ungueali o cutanee concomitanti.

******
Sono origine di disagio anche disturbi della sensibilità come le disestesie (sensazione tattile spiacevole, spontanea), la  ***iperestesia (esagerata percezione tattile fastidiosa), il ****segno di Lhermitte (percezione di “scossa elettrica” che si irradia alla flessione del collo lungo la schiena e/o gli arti), le parestesie (alterazione tattili non dolorosa ma disturbanti per l’interferenza con le attività) o il dolore pseudoradicolare (dolore che richiama l’origine radicolare ma correlato a placche demielinizzanti in prossimità della emergenza della radice sensitiva).
Un caso particolare piuttosto frequente è la nevralgia: si tratta di un dolore che si presenta a fitte ricorrenti a volte di elevata intensità che origina tipicamente nel territorio di distribuzione sensitiva di un nervo cranico, frequentemente il nervo trigemino, in risposta ad uno stimolo (parlare, masticare, deglutire).
Le persone che soffrono di nevralgia presentano attacchi ricorrenti spesso nella stessa giornata e per più giorni consecutivi che possono essere altamente debilitanti anche per la difficoltà nello svolgere attività routinarie come parlare, mangiare o bere. 

Sebbene questa forma di dolore possa essere idiopatica (senza causa apparente), nella SM può essere legata ad una placca di solito all’angolo ponto-cerebellare che costituisce una “spina irritativa” all’emergenza del nervo trigemino. 

Un’altra sede tipica di nevralgia è quella glossofaringea, in questo caso il dolore sempre di tipo nevralgico si localizza più in profondità in corrispondenza della gola e si può irradiare al meato acustico o all’orecchio.
Quando il dolore è dovuto a lesioni cerebrali localizzate direttamente nelle strutture preposte al controllo della sensibilità (anche dolorifica) afferente al cervello, a prescindere dalla caratteristica qualitativa del dolore stesso, si parla di dolore centrale; in questo caso spesso il dolore interessa un intero emisoma o più parti di esso e assume le caratteristiche del dolore neuropatico.
Un’ulteriore causa di dolore nella sclerosi multipla è la spasticità.
Si tratta di un aumentato tono muscolare che colpisce variabilmente entrambe gli arti inferiori e/o quelli superiori o singolarmente uno dei 4 arti o ancora gli arti di un emilato con diverso grado e simmetria che si traduce in una significativa rigidità dell’arto/degli arti con conseguente limitazione motoria associata a pesantezza e a volte dolore di varia intensità.

La spasticità può causare dolore di per sé e/o per le conseguenti modificazioni strutturali a carico delle articolazioni e dei muscoli coinvolti (come infiammazione, calcificazione, aumento della adesività capsulare, scarsa vascolarizzazione, alterazioni trofiche) ed alla postura forzate che può determinare.

Nella sclerosi multipla possono verificarsi anche manifestazioni dolorose legate alla attività sessuale (dispareunia) per alterazioni infiammatorie a livello spinale che modificano la percezione dalle mucose sessuali in particolare al momento dell’orgasmo, trasformandolo in una esperienza dolorosa o spiacevole o dolori pelvici cronici (pubalgia) sempre per interessamento spinale a localizzazione sacrale.

Va anche ricordato che nella SM possono aumentare i dolori nocicettivi ovvero legati a problematiche non neurologiche, come quelli osteo-articolari (ad esempio da artrosi, da disturbi della colonna come protrusioni discali) a seguito di posture, dell’ipertono e delle variazioni delle capacità motorie degli arti che dipendono dalle specifiche caratteristiche di disabilità del singolo. 
In senso generale, inoltre, per ovvie ragioni legate al tipo di malattia che accompagna cronicamente la persona con sclerosi multipla la sintomatologia dolorosa tende ad assumere carattere di cronicità e ad avere un significativo impatto sul tono dell’umore, agevolando stati depressivi, e riducendo la qualità di vita, il sonno, la partecipazione lavorativa e sociale.
 
L’inquadramento clinico del tipo di dolore può essere complesso e richiedere accertamenti supplementari ma rimane un obiettivo fondamentale da parte del neurologo curante, fisiatra o eventualmente dello specialista del dolore in quanto i trattamenti possono variare notevolmente a seconda della tipologia di dolore accertato.

Infatti possono essere messe in campo terapie farmacologiche specifiche per il dolore neuropatico (ad esempio gabapentinoidi, antiepilettici, oppiacei, cannabinoidi, integratori, pompe da infusione, antidepressivi), per la spasticità (tossina botulinica, miorilassanti, pompa al baclofene, benzodiazepine), per quello nocicettivo (antiinfiammatori, farmaci steroidei, infiltrazioni, oppiacei) o scelti approcci non farmacologici (neuromodulazione, onde d’urto, fisioterapia, elettrostimolazione, massoterapia, supporto psicologico) o adottare trattamenti combinati per ottimizzare i risultati.



link origìnale: https://www.acesm.org/il-dolore-nella-sclerosi-multipla/





*L'allodinia è una condizione in cui stimoli innocui (sfioramento, vestiti, lieve variazione termica) causano dolore, spesso descritto come bruciore o fitta. È un sintomo chiave del dolore neuropatico, causato da un malfunzionamento del sistema nervoso centrale o periferico. Non è una malattia, ma il segno di una patologia sottostante.


**La causalgia è una sindrome dolorosa rara e cronica, caratterizzata da un dolore urente (bruciante) intenso e persistente, conseguente a una lesione traumatica parziale di un nervo periferico, specialmente il mediano o lo sciatico.
Spesso considerata una forma di Sindrome Dolorosa Regionale Complessa (CRPS tipo 2), provoca ipersensibilità estrema e disturbi neurovegetativi 

***
L'iiperestesi è un disturbo neurologico caratterizzato da un aumento patologico della sensibilità agli stimoli sensoriali (tatto, termici, dolorifici). Chi ne soffre percepisce stimoli innocui come fastidiosi o intensamente dolorosi. Può essere localizzata o diffusa, causata da lesioni nervose, infezioni o traumi

****
Il segno di Lhermitte è una sensazione improvvisa e breve di scossa elettrica, formicolio o vibrazione che si propaga dalla nuca lungo la colonna vertebrale, spesso fino agli arti, attivata dalla flessione del collo.

È un sintomo parossistico, comune nella sclerosi multipla ma anche in mielopatie cervicali, indicando una sofferenza del midollo spinale 




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02/05/2026

Bugiardini - Corvelva associazione




https://www.corvelva.it/approfondimenti/bugiardini.html





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vescica neurogena - non solo per la patologia di sm

La vescica neurogena
è una disfunzione vescicale causata da danni neurologici (ictus, lesioni spinali, sclerosi multipla, Parkinson, diabete) che compromettono il controllo nervoso della minzione.

I sintomi includono incontinenza, urgenza, o ritenzione urinaria.

Il trattamento, personalizzato, mira allo svuotamento vescicale mediante cateterismo, farmaci o chirurgia

Vescica Spastica (Iperattiva): Il muscolo detrusore si contrae involontariamente, causando incontinenza da urgenza e minzione frequente.

Vescica Flaccida (Ipotonica): Il muscolo non si contrae, provocando ritenzione urinaria e incontinenza da sovrariempimento.


Cause Principali

  • Lesioni midollari e traumi spinali.

  • Malattie neurodegenerative (Sclerosi multipla, Parkinson).

  • Incidenti cerebrovascolari (Ictus).




  • Sintomi Comuni

  • Perdite di urina (incontinenza).

  • Difficoltà o incapacità a svuotare la vescica (ritenzione).

  • Bisogno urgente e frequente di urinare (nicturia).

  • Gocciolamento post-minzionale.





Trattamento e Gestione
Il trattamento mira a proteggere la funzione renale e migliorare la qualità della vita, solitamente gestito da un'equipe multidisciplinare: 

  • Cateterismo Intermittente (Autocateterismo): Considerato il gold standard per svuotare periodicamente la vescica.

  • Terapia Farmacologica: Anticolinergici per ridurre l'iperattività vescicale.

  • Tossina Botulinica: Iniezioni nel muscolo detrusore per ridurre la spasticità.

  • Neuromodulazione/Stimolazione Sacrale: Per regolarizzare i segnali nervosi.

  • Chirurgia: Interventi per aumentare la capacità vescicale o creare vie alternative.

  • Stile di Vita: Gestione dell'assunzione di liquidi e rieducazione vescicale


È fondamentale rivolgersi a un urologo o a un centro specializzato in unità spinali per una diagnosi precisa mediante esami urodinamici.




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28/04/2026

La disfagia nella sclerosi multipla

La disfagia, definita come difficoltà nella deglutizione, è una problematica piuttosto comune nell’ambito delle patologie neurologiche croniche.

La deglutizione è, dal punto di vista fisiologico, caratterizzata da una fase volontaria, sostanzialmente coincidente con la fase orale, e da una successiva fase riflessa (faringo-esofagea).

Coinvolgendo una serie di strutture neuromuscolari adiacenti, l’atto della deglutizione necessita della perfetta esecuzione, in maniera sequenziale, di tutte le contrazioni muscolari necessarie per garantire il transito del cibo in maniera corretta.

Il sintomo disfagia può presentarsi con diverse modalità, in relazione alla compromissione di uno o più meccanismi fisiologici coinvolti nella deglutizione.

Come tanti altri aspetti della disabilità, la disfagia determina un significativo impatto sulla qualità di vita del paziente, spesso già compromessa da deficit neurologico globale.

Dal punto di vista psicologico, è abbastanza prevedibile un discreto impatto negativo, anche connesso ai fattori culturali, che attribuiscono al momento del pasto un significato di condivisione familiare e di ristoro personale, ovviamente inficiato dalla presenza di difficoltà nell’alimentazione.

La disfagia è presente, con significativa prevalenza, in differenti patologie neurologiche croniche, con particolare riferimento a quelle che, per la loro frequenza, rappresentano un rilevante aspetto della Sanità pubblica:

malattia di Alzheimer, malattia di Parkinson, Sclerosi Laterale Amiotrofica e Sclerosi Multipla.

In tutti gli ambiti, ed in maniera differente in relazione alla patologia di base, possono essere compromessi i meccanismi fisici della deglutizione, con particolare riferimento alla perdita della coordinazione neuromuscolare necessaria perché l’atto venga portato a termine in maniera corretta. Possono inoltre influire gli aspetti cognitivi e comportamentali, particolarmente importanti nel quadro clinico di alcune delle patologie sopra menzionate. 


CONTINUA NEL LINK ORIGINALE:
https://www.smilejournal.it/media/smile1-2019/15-17.pdf




Gestione e consigli pratici
Il trattamento è spesso affidato a un logopedista e prevede strategie per mangiare in sicurezza:


  • Modifica della consistenza: Utilizzare addensanti per i liquidi o preferire cibi morbidi e omogenei.
  • Posture di compenso: Adottare posizioni specifiche del capo (es. mento verso il petto) durante la deglutizione per proteggere le vie aeree.
  • Piccoli accorgimenti: Fare bocconi piccoli, masticare bene e ridurre le distrazioni (come parlare o guardare la TV) durante il pasto.








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    L’esoscheletro HAL

    .....un esoscheletro robotico utilizzato in ambito clinico-riabilitativo come strumento di supporto al lavoro del fisioterapista, all’interno di percorsi personalizzati definiti dopo valutazione clinica individuale.

    Come funziona l’esoscheletro?

    HAL è un esoscheletro attivo capace di interpretare i segnali bioelettrici (BES) rilevati attraverso elettrodi applicati sui muscoli del paziente. In questo modo, HAL è in grado di tradurre la volontà dell’utilizzatore di eseguire determinati movimenti che, grazie all’esoscheletro, vengono facilitati in maniera non invasiva.

    Ogni percorso è personalizzato e costruito sulla base delle condizioni cliniche della persona. I risultati possono variare in funzione di fattori individuali.

    continua nel link originale che troverai qui sotto:

    https://secondwalk-icc.it/riabilitazione-neuromotoria/?gad_source=1&gad_campaignid=21398648602&gbraid=0AAAAAB3ypz9Rx-Z7rdla50OQeiqN9bPnV&gclid=CjwKCAjwtcHPBhADEiwAWo3sJq5mI7DkmWnjBJ28ri121TkbOjgx1wRuHVy4fRzstyd7BLZRh3htvxoCOwoQAvD_BwE


















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    20/04/2026

    Aismme

    5 per mille Puoi assegnare ad Aismme il tuo 5 per mille


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    19/04/2026

    Briumvi

    E'  indicato per il trattamento di pazienti adulti con forme recidivanti di sclerosi multipla (relapsing multiple sclerosis, RMS) con malattia attiva definita in base alle caratteristiche cliniche o radiologiche.

    Il trattamento deve essere avviato e supervisionato da medici specializzati, con esperienza nella diagnosi e nel trattamento di patologie neurologiche, e che abbiano accesso a un adeguato supporto medico per la gestione di eventuali reazioni severe, come reazioni correlate a infusione (infusion-related reactions, IRR) gravi.

    Premedicazione per le reazioni correlate a infusione

    Prima di ogni infusione, devono essere somministrate le due premedicazioni seguenti (per via orale, endovenosa, intramuscolare o sottocutanea) al fine di ridurre la frequenza e la severità delle IRR 

    100 mg di metilprednisolone o 10-20 mg di desametasone (o equivalente) circa 30-60 minuti prima di ogni infusione;

    difenidramina circa 30-60 minuti prima di ogni infusione.

    Inoltre, si può prendere in considerazione la premedicazione con un antipiretico (ad es. paracetamolo).

    Posologia

    Prima e seconda dose
    La prima dose viene somministrata come infusione endovenosa da 150 mg (prima infusione), seguita da un'infusione endovenosa da 450 mg (seconda infusione) 2 settimane più tardi .

    Dosi successive
    Le dosi successive vengono somministrate come singola infusione endovenosa da 450 mg ogni 24 settimane .
    La prima dose successiva da 450 mg deve essere somministrata 24 settimane dopo la prima infusione.

    Tra una dose di Ublituximab e quella successiva deve essere mantenuto un intervallo minimo di 5 mesi.

    Modifiche dell'infusione in caso di IRR
    IRR potenzialmente letali
    Se si manifestano segni di una IRR potenzialmente letale o invalidante durante un'infusione, l'infusione deve essere interrotta immediatamente e il paziente deve ricevere un trattamento appropriato.
    In questi pazienti, il trattamento deve essere interrotto definitivamente .

    IRR severe
    Se il paziente manifesta una IRR severa, l'infusione deve essere interrotta immediatamente e il paziente deve ricevere un trattamento sintomatico. L'infusione deve essere ripresa solo dopo la risoluzione di tutti i sintomi. Alla ripresa dell'infusione, la sua velocità deve essere pari alla metà di quella utilizzata al momento della comparsa della IRR.

    IRR da lievi a moderate
    Se il paziente manifesta una IRR da lieve a moderata, la velocità di infusione deve essere ridotta della metà rispetto a quella utilizzata al momento della comparsa dell'evento. Questa velocità ridotta deve essere mantenuta per almeno 30 minuti. Se tollerata, la velocità di infusione potrà successivamente essere aumentata .

    Modifiche della dose durante il trattamento
    Non sono raccomandate riduzioni della dose.
    Un'eventuale interruzione della somministrazione o riduzione della velocità di infusione a causa di una IRR comporterà un aumento della durata complessiva dell'infusione, ma non della dose totale.

    Dosi ritardate o dimenticate
    Se si dimentica un'infusione, questa dovrà essere somministrata il prima possibile.
    Per la somministrazione dopo una dose ritardata o dimenticata non si deve attendere fino alla successiva dose programmata.
    Tra una dose e l'altra deve essere mantenuto l'intervallo di trattamento di 24 settimane (con un minimo di 5 mesi)



    Quali farmaci o alimenti possono modificare l'effetto di Briumvi
    Non sono stati effettuati studi d'interazione.
    Vaccinazioni
    La sicurezza dell'immunizzazione con vaccini vivi o vivi attenuati dopo la terapia con ublituximab non è stata studiata e la vaccinazione con vaccini vivi o vivi attenuati non è raccomandata durante il trattamento o fino a ricostituzione delle cellule B.

    Immunosoppressori
    Non è raccomandato usare altri immunosoppressori in concomitanza con ublituximab, ad eccezione dei corticosteroidi per il trattamento sintomatico delle recidive.
    Quando si inizia Briumvi dopo una terapia immunosoppressiva, o quando si inizia una terapia immunosoppressiva dopo Briumvi, è necessario prendere in considerazione la possibilità di sovrapposizione degli effetti farmacodinamici .

    Nel prescrivere Briumvi è necessario
    prestare cautela e tenere in considerazione la farmacodinamica delle altre terapie per la SM modificanti la malattia.

    Donne in età fertile
    Le donne in età fertile devono usare misure contraccettive efficaci durante il trattamento con Ublituximab e per almeno 4 mesi dopo l'ultima infusione .

    Gravidanza
    Ublituximab è un anticorpo monoclonale di un sottotipo di immunoglobulina G1 ed è noto che le immunoglobuline oltrepassano la barriera placentare.

    I dati relativi all'uso di ublituximab in donne in gravidanza sono in numero limitato.

    Nei neonati e nei lattanti nati da madri che sono state esposte a ublituximab durante la gravidanza deve essere valutata l'eventualità di posticipare la vaccinazione con vaccini vivi o vivi attenuati.
    Non sono stati raccolti dati sulla conta delle cellule B nei neonati e nei lattanti esposti a ublituximab e non è nota la potenziale durata della deplezione delle cellule B nei neonati e nei lattanti.

    Nei neonati di madri esposte ad altri anticorpi anti-CD20 durante la gravidanza sono state riferite deplezioni delle cellule B periferiche e linfocitopenia transitorie. (La "deplezione delle cellule B periferiche" e la "linfocitopenia transitorie" indicano una riduzione temporanea di specifici globuli bianchi (linfociti B e linfociti totali) nel sangue periferico. Questo fenomeno significa che il sistema immunitario sta attraversando una fase di ridotta capacità di produrre anticorpi, spesso causata da infezioni, stress o, comunemente, da terapie farmacologiche mirate)

    Gli studi sullo sviluppo pre- e post-natale hanno mostrato una tossicità riproduttiva.
    Briumvi deve essere evitato durante la gravidanza, a meno che il potenziale beneficio per la madre non superi il potenziale rischio per il feto.

    Allattamento
    Non è noto se ublituximab sia escreto nel latte materno.
    È noto che le IgG umane sono escrete nel latte materno durante i primi giorni successivi alla nascita e che si riducono a basse concentrazioni subito dopo.
    Pertanto, il rischio per i lattanti durante questo breve periodo non può essere escluso.

    Successivamente, ublituximab può essere usato durante l'allattamento se clinicamente necessario.

    Fertilità
    I dati preclinici non rivelano rischi particolari per gli organi riproduttivi sulla base di studi di tossicità generale condotti in scimmie cynomolgus . 




    CONTINUA LA TUA LETTURA QUI:
    https://www.codifa.it/farmaci/b/briumvi-ublituximab-immunosoppressori#indicazioni

    11/04/2026

    VIDEO 24 set 2024 - A Torino il primo osservatorio sulla sclerosi multipla

    Sono stati presentati alle Molinette due percorsi terapeutici per migliorare la qualita’ della vita dei pazienti

    (VIDEO  24 set 2024 - A Torino il primo osservatorio sulla sclerosi multipla)  


    LINK : https://www.youtube.com/watch?v=2hosVMkarBM&time_continue=237&source_ve_path=MjM4NTE&embeds_referring_euri=https%3A%2F%2Fgrp.it%2F















    Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270


    09/04/2026

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    FUNZIONERANNO ANCORA QUESTI NUMERI - CENTRI SM

    Ho ritrovato vecchie informazioni 2010 CENTRI SM


    FUNZIONERANNO ANCORA QUESTI NUMERI?


    Vittoria (RG)
    U.O.C. di Neurologia e Neurofisiologia
    Ospedale R. Guzzardi
    Tel: 0932/999111

    Messina
    IRCCS - Centro Neurolesi Bonino Pulejo
    SS 113, Via Palermo - Contrada Casazza
    98124 Messina
    Tel. 090 3656722

    Messina
    Dipartimento di Neuroscienze, Psichiatria e Anestesiologia AOU Policlinico “G. Martino” Università degli Studi di Messina
    Tel: 090/2213502

    Catania
    Centro Sclerosi Multipla - Istituto di Scienze Neurologiche - Università degli Studi di Catania
    Tel: fisso 095/3782820, 095/3782620, 095/3782642
    Fax 095/3782741, 095/3782900



    Catania
    Centro Sclerosi Multipla - Presidio Ospedaliero Garibaldi-Nesima - AO Garibaldi
    Tel. 095/7595318


    Palermo
    UOS di Neuroimmunologia - AO Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello
    Tel: 091/7808246 oppure 091/7808201.


    Cefalù (PA) 
    Centro Sclerosi Multipla - Fondazione Istituto San Raffaele - G. Giglio di Cefalù
    Tel: 0921/920369

    Roma

    Neurologia e Centro Neurologico Terapie Sperimentali - Università degli Studi di Roma “La Sapienza”
    Tel. 06/33775994 (lun-ven: 10.00-13.00)


    Roma
    Centro per la Sclerosi Multipla. Dipartimento di Neuroscienze - Università degli Studi di Roma Tor Vergata
    Tel: 06/20903384 (Attenzione Dr.ssa Maura Castelli)



    Chieti
    Centro Sclerosi Multipla - Università degli Studi “G. D'Annunzio”
    Tel: 0871/358532, oppure 0871/358523



    Napoli
    Clinica Neurologica II - Dipartimento di Scienze Neurologiche, Università degli Studi di Napoli Federico II
    Tel: 081/7463741 - 081/7462695


    Bari
    Dip. Scienze Neurologiche e Psichiatriche Ospedale Consorziale Policlinico - Università degli Studi di Bari
    Tel: 080/5594111 - 080/54785555


    Foggia
    Struttura Semplice Sclerosi Multipla - Azienda Ospedaliero Universitaria
    Tel: 0881/732475


    Cagliari
    Centro Sclerosi Multipla - Ospedale Binaghi - Università degli Studi di Cagliari
    Tel: 070/6092930


    Reggio Emilia
    Centro Studi Sclerosi Multipla - Arciospedale S. Maria Nuova
    Tel: 0522/295033

    Ferrara
    U.O. di Neurologia Dipartimento Neuroscienze-Riabilitazione Arcispedale Sant'Anna. Az. Ospedaliero-Universitaria di Ferrara
    Tel: 0532/205525


    Ferrara
    Istituto di Clinica Neurologica Arcispedale Sant'Anna Università degli Studi di Ferrara
    Tel:0532/237542 - 0532/236304 - 0532/236431 (lun-ven: 8.00-14.30)


    Bologna
    Centro Sclerosi Multipla di Villa Mazzacorati - Azienda USL Città di Bologna
    Tel: 051/6221510 - 051/62215111



    Siena
    Dipartimento di Neuroscienze Sezione Neurologia Università degli Studi di Siena
    Tel: 0577/585905 (lun - ven, 12-14)


    Siena
    Dipartimento di Neuroscienze U.O. Neurologia e Malattie Neurometaboliche - Università degli Studi di Siena
    Tel: 0577/585763 - 0577/585760



    Ancona
    Centro Studi Sclerosi Multipla, Divisione di Neurologia - Azienda Ospedali Riuniti
    Tel: 071/5964500

    Montichiari (BS)
    Capra Centro Studi Sclerosi Multipla - AO Spedali Civili di Brescia Presidio di Montichiari
    Tel: 030/9963474


    Pavia  
    Divisione di Neurologia - Istituto Neurologico C. Mondino
    Tel: 0382/380330


    Padova
    Clinica Neurologica - Azienda Ospedaliera di Padova
    Tel: 049/8218149



    Vicenza
    Centro Sclerosi Multipla - Divisione di Neurologia Ospedale S. Bortolo
    Tel: 0444/752568

     

    Treviso
    Dipartimento di Neuroscienze, UO di Neurologia
    Ospedale Cà Foncello, Azienda ULSS
    0422/322533



    Merano (BZ) 
    Divisione di Neurologia - Ospedale Franz Tappeiner di Merano
    Tel: 0473/264072


    Trieste
    Istituto Clinica Neurologica - Università degli Studi di Trieste Ospedale di Cattinara
    Tel: 040/3994908

    Genova
    Dipartimento di Neuroscienze, Oftalmologia e Genetica - Università di Genova
    Tel. 010 3537075


    La Spezia
    Divisione di Neurologia Ospedale S. Andrea
    Tel: 0187/533013

    Orbassano

    Centro Sclerosi Multipla - Divisione Universitaria di Neurologia. AO San Luigi di Orbassano (TO)
    Tel: 011/9026397


    Torino
    Centro Sclerosi Multipla - Dipartimento di Neuroscienze - AOU S. Giovanni Battista - Molinette
    Tel: 011/6334761



    Milano
    Dipartimento di Neurologia e Istituto di Neurologia Sperimentale (INSPE)  - Università Vita-Salute Ospedale San Raffaele
    Tel: 02/26432831

     

    Milano
    Centro Sclerosi Multipla - AO Ospedale Niguarda Cà Granda
    Tel: 02/64442348 segreteria - 02/64442125 day hospital


    Milano
    Centro Sclerosi Multipla - Fondazione Istituto Neurologico Besta
    Tel. Segreteria Centro Sclerosi Multipla: 02.2394.3053 (ore 9-13 lun-ven)
    Segreteria U.O. Neurologia IV: 02.2394.2255 e 02.2394.2282


    Milano
    UO Sclerosi Multipla - Fondazione Don Carlo Gnocchi, IRCCS Santa Maria Nascente
    Tel: 02/40308206


    Gallarate
    Centro Studi Sclerosi Multipla - Ospedale S. Antonio Abate
    Tel: 0331/751386

















    Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato.