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19/10/2026

Sclerosi Multipla: ciò che gli occhi non vedono, il cuore non sempre riesce a comprendere

La fatica invisibile, la perdita di autonomia, la paura e quella forza silenziosa che non si può spiegare a parole.

Ci sono cose che chi vive con la Sclerosi Multipla conosce bene, ma che spesso chi gli sta intorno fatica a comprendere.

Non sempre si vedono.
Non sempre si riescono a raccontare.
E qualche volta non si ha nemmeno la forza di trovare le parole per spiegarle.

La fatica invisibile: quando anche le cose semplici diventano difficili

C'è una stanchezza che non passa necessariamente dormendo.

È quella che può arrivare dopo una doccia, una passeggiata, una commissione o persino una conversazione.
È la fatica di dover dosare le proprie energie, perché non si sa quanto dureranno e se saranno sufficienti per affrontare tutto ciò che la giornata richiede.

Da fuori, una persona può sembrare in perfetta forma. Può sorridere, parlare, scherzare e apparire serena.

Ma nessuno può sapere quanta energia le sia costato arrivare fin lì.

E quando si sente dire «Ma ti vedo bene!» oppure «Dai, puoi farcela!», a volte si vorrebbe rispondere che essere capaci di fare qualcosa non significa poterlo fare sempre, senza conseguenze o senza fatica.

Non tutto ciò che pesa si vede. E non tutto ciò che non si vede è meno reale.

La perdita di autonomia:
quando chiedere aiuto costa più di quanto si immagini

Ci sono momenti in cui il cambiamento più difficile non riguarda soltanto il corpo, ma il rapporto con se stessi.

Fare da soli ciò che prima era naturale. Salire le scale, uscire senza dover organizzare ogni dettaglio, camminare senza pensare a dove ci si potrà fermare, gestire il proprio corpo senza dipendere da qualcuno.

Quando alcune di queste possibilità vengono meno, non si perde soltanto una capacità pratica.
A volte si sente di perdere un pezzo della propria libertà.

Chiedere aiuto può diventare difficile, soprattutto per chi è sempre stato abituato a cavarsela da solo.

Eppure, aver bisogno di una mano non significa essere meno capaci come persone.
Non significa aver perso il proprio valore.
E non autorizza nessuno a decidere al nostro posto, a trattarci come bambini o a confondere l'aiuto con il controllo.

La vera autonomia non è sempre fare tutto da soli.
È poter scegliere, partecipare e conservare la propria dignità anche quando si ha bisogno di aiuto.

La paura: quella che spesso non si racconta

C'è la paura del futuro, dei sintomi che potrebbero cambiare, degli esami da affrontare e delle risposte che si attendono con il fiato sospeso.

C'è la paura di perdere altre capacità, di diventare un peso per chi si ama, di non riuscire più a fare qualcosa che oggi diamo per scontato.

E poi c'è una paura più silenziosa: quella di non essere compresi.

Perché a volte è difficile spiegare che si può essere felici e avere paura nello stesso momento.
Si può amare la propria vita e soffrire per ciò che è cambiato.
Si può essere grati per ciò che si ha senza dover fingere che tutto vada bene.

Non bisogna essere positivi ogni giorno. Non bisogna sorridere sempre. Non bisogna trasformare ogni difficoltà in una lezione di vita.

Anche la fragilità merita spazio.
Anche la paura merita ascolto.

La forza silenziosa: quella che nessuno applaude

La forza non è soltanto combattere, resistere o mostrarsi coraggiosi davanti agli altri.

A volte è alzarsi dopo una notte difficile.
È ricominciare dopo una delusione.
È accettare un cambiamento senza smettere di cercare nuove possibilità.

È imparare a dire «oggi non ce la faccio» senza sentirsi in colpa.
È chiedere aiuto quando serve.
È difendere i propri diritti, informarsi, fare domande e continuare a prendere parte alle decisioni che riguardano la propria vita.

Qualche volta la forza è semplicemente attraversare una giornata senza che nessuno si accorga dello sforzo necessario.

Non sempre ci sono traguardi da festeggiare.
Non sempre ci sono vittorie da raccontare.
E non tutte le battaglie si vincono con la determinazione.

Ma questo non rende meno importanti le persone che ogni giorno affrontano la propria realtà, con le risorse che hanno a disposizione.

Non siamo obbligati a essere forti sempre.
Non dobbiamo dimostrare niente a nessuno per meritare rispetto.

A chi ci sta accanto: provate a guardarci davvero

A chi vive accanto a una persona con la Sclerosi Multipla vorrei dire una cosa semplice.

Non fermatevi a ciò che vedete. Ascoltate anche ciò che non riusciamo a spiegare.

Non presumete che stiamo bene soltanto perché sorridiamo.
Non pensate che stiamo esagerando quando rinunciamo a un'uscita o abbiamo bisogno di riposare.
E non interpretate ogni nostro rifiuto come mancanza di volontà.

Chiedeteci di cosa abbiamo bisogno, senza dare per scontato di saperlo.
Rispettate i nostri tempi.
Lasciateci decidere quando possiamo e vogliamo farlo da soli
.

A volte non serve trovare la frase perfetta. Non servono promesse che nessuno può mantenere.

Serve esserci, senza giudicare.
Aiutare senza sostituirsi.
Comprendere senza pretendere di sapere tutto.

Oltre la malattia, rimane la persona

La Sclerosi Multipla fa parte della nostra storia, ma non è tutta la nostra storia.

Siamo persone con desideri, affetti, idee, passioni, difetti e sogni.
Possiamo avere bisogno di aiuto e, allo stesso tempo, avere molto da dare.
Possiamo convivere con limiti importanti e continuare ad avere voce, opinioni, progetti e il diritto di scegliere.

Non chiediamo di essere compatiti. Chiediamo di non essere giudicati sulla base di ciò che gli altri credono di vedere.

Non chiediamo che tutti comprendano ogni cosa. Chiediamo la disponibilità ad ascoltare, a informarsi e a rispettare ciò che non conoscono.

Perché dietro un passo più lento, una rinuncia, un'assenza o un sorriso possono esserci storie che non immaginiamo.

E forse è proprio qui che dobbiamo imparare a cambiare prospettiva.

Non chiederti soltanto che cosa una persona con la Sclerosi Multipla non riesca più a fare.
Chiediti anche quanta fatica stia affrontando, quanta libertà stia cercando di conservare e quanta parte di sé continui a mettere nella vita, anche quando nessuno se ne accorge.

Impariamo a guardare oltre le apparenze.

Con meno giudizi e più ascolto. Con meno pregiudizi e più rispetto.

Perché nessuno dovrebbe essere costretto a dimostrare la propria sofferenza per essere creduto, né a nascondere le proprie difficoltà per essere accettato.

La malattia può essere invisibile agli occhi degli altri.
La dignità, però, non dovrebbe mai essere invisibile a nessuno.

© Stefania Melis

Sclerosi Multipla: impariamo a guardarla con occhi diversi

«Non guardarmi attraverso la mia diagnosi. Guardami come una persona che, nonostante tutto, continua a vivere, scegliere e sentire.»

Oltre la diagnosi c'è una persona. Oltre la malattia c'è una vita.

Quando si sente parlare di Sclerosi Multipla, spesso la mente corre subito alla disabilità, alla sedia a rotelle, alla perdita di autonomia o alla paura del futuro.

Ma la Sclerosi Multipla non è soltanto questo.

È una condizione complessa, che può manifestarsi in modo diverso da persona a persona.
Ci sono sintomi visibili e altri che nessuno può vedere.
Ci sono giornate in cui si riesce a fare molto e altre in cui anche il gesto più semplice richiede uno sforzo enorme.

Un sorriso non significa stare bene.
Uscire di casa non significa non avere difficoltà.
E riuscire a fare qualcosa oggi non vuol dire necessariamente riuscire a rifarlo domani.

Non giudichiamo ciò che non possiamo conoscere.

Vivere con la Sclerosi Multipla significa spesso imparare a riorganizzare la propria quotidianità, cambiare programmi, accettare nuovi limiti e cercare possibilità diverse.

Significa affrontare visite, esami, terapie, attese e domande alle quali non sempre esistono risposte immediate.

Ma significa anche continuare a essere persone, con desideri, passioni, progetti, affetti, sogni e il diritto di scegliere come vivere la propria vita.

Non siamo soltanto una diagnosi.
Non siamo un elenco di sintomi.
Non siamo definiti esclusivamente da ciò che riusciamo o non riusciamo più a fare.

E non abbiamo bisogno di essere considerati eroi per meritare rispetto.

Abbiamo bisogno di essere ascoltati, compresi e creduti, anche quando la nostra sofferenza non è evidente.
Abbiamo bisogno di informazioni corrette, di un confronto rispettoso e di una società capace di comprendere che la disabilità non si misura sempre con gli occhi.

Guardare la Sclerosi Multipla con occhi diversi non significa nasconderne la realtà.

Significa imparare a vedere anche tutto ciò che la diagnosi non racconta
.

Da anni, attraverso questo blog, cerco di condividere informazioni, esperienze e riflessioni affinché chi cerca risposte possa trovare un punto di partenza, sentirsi meno solo e affrontare il proprio percorso con maggiore consapevolezza.

Non per dire a nessuno cosa deve fare.
Non per sostituirmi ai medici.
Ma per ricordare che conoscere, informarsi e fare domande è importante, così come lo è poter prendere decisioni consapevoli insieme ai professionisti che ci seguono.

Perché ogni persona ha la propria storia.
Ogni percorso è diverso.
E dietro ogni diagnosi c'è molto più di quello che si legge in una cartella clinica.

La Sclerosi Multipla può cambiare il nostro cammino, ma non cancella la nostra identità, la nostra dignità e il nostro diritto di essere guardati per ciò che siamo.

Proviamo, allora, a cambiare prospettiva: meno giudizi, meno luoghi comuni, più ascolto, più conoscenza e più rispetto.

Perché a volte non serve guardare una persona con compassione.

Serve semplicemente imparare a guardarla davvero.

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Questo articolo NON soltanto per chi convive con la Sclerosi Multipla, ma ANCHE per familiari, amici e persone che non conoscono questa realtà. © Stefania Melis

17/10/2026

Fenomeno di Raynaud: sintomi, cause, diagnosi e trattamenti

Il fenomeno di Raynaud è una condizione caratterizzata da episodi di restringimento eccessivo dei piccoli vasi sanguigni, soprattutto nelle dita delle mani e dei piedi. Questi episodi possono essere provocati dal freddo e, in alcune persone, dallo stress emotivo.

La riduzione temporanea del flusso sanguigno può provocare cambiamenti del colore della pelle, sensazione di freddo, formicolio, intorpidimento e dolore. Gli episodi possono durare da pochi minuti a diverse ore e variano per frequenza e intensità.

È importante distinguere il fenomeno di Raynaud primario, che non è associato a una malattia sottostante identificabile, da quello secondario, che può essere collegato ad altre condizioni, in particolare alcune malattie autoimmuni come la sclerosi sistemica. [1, 2]

Quali sono i sintomi del fenomeno di Raynaud?

Durante un episodio, le dita possono cambiare colore in risposta alla riduzione e al successivo ripristino della circolazione sanguigna.

I cambiamenti più caratteristici sono:

  • Pallore: le dita diventano bianche o molto chiare a causa della riduzione dell'afflusso di sangue.
  • Colorazione bluastra: può comparire durante alcuni episodi, quando l'ossigenazione dei tessuti diminuisce.
  • Arrossamento: può verificarsi quando il flusso sanguigno ritorna.
  • Formicolio e intorpidimento: possono accompagnare la riduzione della circolazione.
  • Dolore e sensazione di freddo: l'intensità varia da persona a persona.

Non tutte le persone presentano necessariamente tutte e tre le variazioni di colore. Il fenomeno può interessare anche le dita dei piedi e, più raramente, altre estremità come naso e orecchie. [1]

La comparsa di questi sintomi non è sufficiente, da sola, per formulare una diagnosi: è importante considerare la storia clinica e le altre possibili cause.

Fenomeno di Raynaud primario e secondario: quali sono le differenze?

Il fenomeno di Raynaud primario

La forma primaria si manifesta senza che venga identificata una malattia responsabile. Spesso compare durante l'adolescenza o nella giovane età adulta e, generalmente, non provoca danni permanenti ai tessuti.

Gli episodi possono essere ricorrenti, soprattutto durante i mesi freddi, ma la gravità è variabile.

Il fenomeno di Raynaud secondario

La forma secondaria è associata a una condizione sottostante o a un fattore che influenza la circolazione.

Tra le possibili cause rientrano:

  • Malattie autoimmuni e del tessuto connettivo, come la sclerosi sistemica, il lupus e la sindrome di Sjögren.
  • Alcuni farmaci che possono influenzare la circolazione.
  • Esposizione prolungata a strumenti vibranti in ambito lavorativo.
  • Alcune condizioni vascolari e altre cause mediche.

La forma secondaria richiede particolare attenzione perché, nei casi più gravi, la riduzione della circolazione può provocare ulcere alle dita e danni ai tessuti. [1, 2]

La presenza del fenomeno di Raynaud non significa automaticamente avere una malattia autoimmune. È la valutazione clinica a stabilire se siano necessari ulteriori accertamenti.

Come viene diagnosticato?

La diagnosi si basa sulla descrizione degli episodi, sulla storia clinica e sulla visita medica.

Il medico può chiedere quando compaiono i cambiamenti di colore, quanto durano, quali dita interessano e se sono presenti dolore, lesioni cutanee o altri sintomi.

In base al quadro clinico, possono essere indicati diversi accertamenti.

Capillaroscopia periungueale

È un esame non invasivo che permette di osservare i piccoli vasi sanguigni alla base delle unghie. Può fornire informazioni utili quando si sospetta una forma secondaria, in particolare in presenza di segni compatibili con una malattia del tessuto connettivo.

Esami del sangue

Il medico può richiedere esami specifici, compresi alcuni autoanticorpi, se i sintomi o la visita fanno sospettare una malattia autoimmune.

Altri esami vascolari

L'ecocolor-Doppler e altri accertamenti possono essere utilizzati quando si sospettano problemi dei vasi sanguigni o altre cause dei sintomi. Non sono necessariamente richiesti in ogni persona con fenomeno di Raynaud.

La scelta degli esami deve essere personalizzata: non tutte le persone necessitano degli stessi controlli. [1, 2]

Quali misure possono aiutare a ridurre gli episodi?

Alcune semplici precauzioni possono contribuire a ridurre l'esposizione ai fattori scatenanti.

Proteggere mani e piedi dal freddo

  • Indossare guanti e calzature adeguate quando le temperature sono basse.
  • Mantenere caldo tutto il corpo, non soltanto le mani.
  • Evitare, quando possibile, bruschi cambiamenti di temperatura.
  • Utilizzare guanti per maneggiare alimenti congelati o oggetti molto freddi.
  • Riscaldare gradualmente le estremità quando inizia un episodio.

Prestare attenzione ai fattori scatenanti

Lo stress può favorire gli episodi in alcune persone. Tecniche di rilassamento e respirazione possono essere utili come supporto.

È inoltre importante evitare il fumo e la nicotina, che possono restringere i vasi sanguigni. In alcune persone un consumo elevato di caffeina può peggiorare i sintomi: è utile osservare se esiste un'associazione personale e parlarne con il medico. [1]

Tenere nota degli episodi

Annotare quando si verificano gli attacchi, la loro durata, le dita coinvolte e i possibili fattori scatenanti può aiutare il medico a comprendere meglio il problema.

Se gli episodi sono frequenti, molto dolorosi o interferiscono con le attività quotidiane, è opportuno richiedere una valutazione.

Quali trattamenti sono disponibili?

Il trattamento dipende dalla gravità dei sintomi, dalla presenza di eventuali complicazioni e dalla causa sottostante.

Quando le misure preventive non sono sufficienti, il medico può valutare farmaci vasodilatatori. Tra quelli utilizzati in determinate situazioni vi è la nifedipina, un calcio-antagonista che può contribuire a ridurre la frequenza o la gravità degli episodi.

La terapia deve essere scelta individualmente, considerando eventuali controindicazioni, altri farmaci assunti ed effetti indesiderati. Non bisogna iniziare o modificare una terapia senza indicazione medica.

Nelle forme secondarie è importante anche valutare e trattare, quando possibile, la condizione che contribuisce al problema.

Nei casi più complessi, soprattutto quando sono presenti ulcere o altre complicazioni vascolari, può essere necessario un percorso specialistico. [1, 2]

Quando è importante rivolgersi al medico?

È opportuno chiedere una valutazione medica se:

  • Gli episodi sono nuovi, diventano più frequenti o peggiorano.
  • I sintomi interessano soprattutto una sola mano o un solo lato del corpo.
  • Il fenomeno compare per la prima volta in età adulta, soprattutto dopo i 30 anni.
  • Sono presenti dolori articolari, eruzioni cutanee o debolezza muscolare.
  • Compaiono ferite, ulcere o lesioni sulle dita.
  • I disturbi interferiscono con le attività quotidiane.

Un dito che rimane persistentemente pallido o bluastro, un dolore intenso o una ferita che non guarisce richiedono una valutazione tempestiva. Se il cambiamento di colore non regredisce o compaiono segni di grave compromissione della circolazione, è necessaria una valutazione urgente.

Questi segnali non indicano necessariamente una malattia grave, ma non devono essere ignorati. [1]

Conclusioni

Il fenomeno di Raynaud può presentarsi con intensità molto diversa da persona a persona. Nella forma primaria gli episodi sono spesso gestibili con misure preventive, mentre la forma secondaria può richiedere accertamenti e trattamenti specifici.

Riconoscere i sintomi, proteggersi dal freddo, evitare la nicotina e riferire al medico eventuali cambiamenti persistenti sono passi utili per una corretta gestione.

La presenza del fenomeno non consente da sola di diagnosticare una malattia autoimmune: gli accertamenti devono essere stabiliti sulla base della situazione clinica individuale.

Riferimenti bibliografici

[1] Herrick AL, Wigley FM. Raynaud's phenomenon. Best Practice & Research Clinical Rheumatology. 2020;34(1):101474.

PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32007400/

Revisione scientifica dedicata alle caratteristiche cliniche, alla valutazione e alla gestione del fenomeno di Raynaud.

[2] Cold Hands or Feet: Is It Raynaud's or Not? Revisione clinica, 2023.

PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37541711/

Approfondimento utile per distinguere il fenomeno di Raynaud da altre cause di mani e piedi freddi.

[3] Raynaud's. National Health Service (NHS).

https://www.nhs.uk/conditions/raynauds/

Fonte istituzionale con informazioni sui sintomi, sulle misure preventive, sui trattamenti e sui segnali per cui richiedere una valutazione medica.

Avvertenza: questo articolo ha finalità informative e divulgative. Non sostituisce una visita medica, una diagnosi o le indicazioni di un professionista sanitario.

Ultimo aggiornamento editoriale: ottobre 2026.


 © Stefania Melis 

Sclerosi sistemica (sclerodermia): sintomi, diagnosi, organi coinvolti e cure

La sclerosi sistemica è una malattia autoimmune e del tessuto connettivo, rara e complessa, caratterizzata da alterazioni dei piccoli vasi sanguigni, disfunzioni del sistema immunitario e aumento della deposizione di tessuto fibroso.

Può interessare la pelle e diversi organi interni, tra cui polmoni, apparato digerente, cuore e reni. La malattia non si manifesta nello stesso modo in tutte le persone: la distribuzione dei sintomi, la velocità di evoluzione e il rischio di complicanze sono variabili.

La parola sclerodermia significa letteralmente indurimento della pelle, ma la sclerosi sistemica non è soltanto una malattia cutanea.

Quali sono le cause?

La causa esatta non è ancora completamente conosciuta. La ricerca indica un'interazione complessa tra alterazioni immunitarie, danno vascolare e processi che favoriscono la produzione di tessuto fibroso.

Non si tratta di una malattia contagiosa. La diagnosi non può essere formulata sulla base di un singolo sintomo o di un solo esame del sangue.

Quali sono i sintomi più comuni?

Tra le manifestazioni possibili troviamo:

  • Fenomeno di Raynaud, con cambiamenti di colore delle dita in risposta al freddo.
  • Gonfiore delle dita, soprattutto nelle fasi iniziali.
  • Ispessimento e tensione della pelle.
  • Dolori articolari e difficoltà nei movimenti.
  • Reflusso gastroesofageo e difficoltà a deglutire.
  • Affanno o tosse persistente, quando sono coinvolti i polmoni.
  • Stanchezza, che può avere diverse cause.

Non tutte le persone presentano questi sintomi e la loro presenza non dimostra, da sola, che si tratti di sclerosi sistemica.

Le principali forme della malattia

Sclerosi sistemica cutanea limitata

L'ispessimento cutaneo interessa soprattutto le parti distali degli arti e, in alcuni casi, il viso. La progressione può essere lenta, ma è comunque possibile sviluppare complicanze interne, come l'ipertensione arteriosa polmonare.

Sclerosi sistemica cutanea diffusa

L'ispessimento della pelle può estendersi oltre le mani e gli avambracci. Questa forma può essere associata a un rischio maggiore di coinvolgimento precoce degli organi interni e richiede un attento monitoraggio specialistico.

Sclerosi sistemica sine scleroderma

In una forma meno comune, alcune manifestazioni vascolari e degli organi interni possono essere presenti senza il tipico ispessimento cutaneo. La valutazione diagnostica è particolarmente importante in questi casi.

La sindrome CREST è una denominazione tradizionale che raggruppa calcinosi, fenomeno di Raynaud, disfunzione esofagea, sclerodattilia e teleangectasie. Queste caratteristiche non devono essere considerate una descrizione completa di tutte le possibili manifestazioni della malattia.

Quali organi possono essere coinvolti?

Pelle e vasi sanguigni

La pelle può diventare più spessa, tesa e meno elastica. Possono comparire teleangectasie, cioè piccoli vasi dilatati visibili sulla superficie cutanea, oppure ulcere dolorose alle dita.

Apparato digerente

Il coinvolgimento dell'esofago può causare reflusso e difficoltà nella deglutizione. In altri casi possono comparire gonfiore addominale, alterazioni dell'alvo o problemi di motilità intestinale.

La presenza e la gravità dei sintomi digestivi variano da persona a persona e devono essere valutate in base al quadro clinico.

Polmoni

La malattia può essere associata a interstiziopatia polmonare, nella quale l'infiammazione e la fibrosi interessano il tessuto polmonare, oppure a ipertensione arteriosa polmonare.

L'affanno durante gli sforzi e la tosse persistente richiedono una valutazione medica. Il monitoraggio può comprendere prove di funzionalità respiratoria, esami di imaging ed ecocardiogramma, secondo le indicazioni dello specialista.

Cuore e reni

In alcuni casi possono verificarsi alterazioni cardiache e complicanze renali. Una delle più importanti è la crisi renale sclerodermica, che può presentarsi con un aumento rapido della pressione arteriosa e un peggioramento acuto della funzione renale. Si tratta di una complicanza che richiede assistenza medica urgente.

Come viene diagnosticata?

La diagnosi è affidata a un medico esperto, generalmente un reumatologo, che integra:

  • Storia clinica e visita.
  • Esame della pelle e valutazione dei sintomi vascolari.
  • Ricerca di autoanticorpi specifici.
  • Capillaroscopia periungueale, quando indicata.
  • Esami per valutare il possibile coinvolgimento di polmoni, cuore, reni e apparato digerente.

Gli accertamenti vengono scelti in base ai sintomi e ai fattori di rischio. Non tutte le persone necessitano degli stessi esami.

Esistono cure?

Attualmente non esiste una cura unica in grado di eliminare definitivamente la sclerosi sistemica. Tuttavia, sono disponibili trattamenti destinati a gestire le diverse manifestazioni, ridurre i sintomi e limitare alcune complicanze.

In base agli organi coinvolti, lo specialista può considerare farmaci immunomodulanti o immunosoppressori, terapie per alcune complicanze polmonari, farmaci per il fenomeno di Raynaud e trattamenti per il reflusso gastroesofageo.

La scelta dipende dalla forma della malattia, dalla gravità, dalle eventuali controindicazioni e dalle prove scientifiche disponibili. Non esiste una terapia adatta indistintamente a tutti i pazienti.

Perché sono importanti i controlli?

Il monitoraggio regolare permette di individuare tempestivamente eventuali cambiamenti e adattare il percorso di cura. È importante riferire allo specialista la comparsa di nuovi sintomi, soprattutto affanno, dolore toracico, peggioramento delle ulcere digitali o improvviso aumento della pressione arteriosa.

Conclusioni

La sclerosi sistemica è una patologia eterogenea, che può avere un andamento molto diverso da persona a persona. Una valutazione specialistica e un controllo periodico degli organi potenzialmente coinvolti sono fondamentali per una gestione appropriata.

Le informazioni di questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere del medico.

Riferimenti bibliografici

  1. Denton CP, De Lorenzis E, Roblin E, et al. The 2024 British Society for Rheumatology guideline for management of systemic sclerosis. Rheumatology (Oxford). 2024;63(11):2956–2975. doi:10.1093/rheumatology/keae394. Testo e riferimenti: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39255973/
  2. Raghu G, Montesi SB, Silver RM, et al. Treatment of Systemic Sclerosis-associated Interstitial Lung Disease: Evidence-based Recommendations. An Official American Thoracic Society Clinical Practice Guideline. American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine. 2024;209(2):137–152. doi:10.1164/rccm.202306-1113ST. Testo integrale: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10806429/

Nota editoriale: questo testo riassume informazioni generali e non costituisce una linea guida terapeutica individuale. Per diagnosi, esami e trattamenti è necessario rivolgersi allo specialista.


© Melis Stefania

Sindrome di Sjögren: sintomi, diagnosi, organi coinvolti e trattamenti

La sindrome di Sjögren è una malattia autoimmune cronica che interessa soprattutto le ghiandole responsabili della produzione delle lacrime e della saliva. I sintomi più conosciuti sono la secchezza degli occhi e della bocca, ma in alcune persone la malattia può coinvolgere anche altri organi e apparati.

La gravità e le manifestazioni sono variabili: alcune persone presentano prevalentemente disturbi legati alla secchezza, mentre altre possono sviluppare manifestazioni sistemiche che richiedono controlli e trattamenti specialistici.

Questa guida illustra le principali caratteristiche della malattia, gli accertamenti utilizzati e le possibilità di gestione, sulla base di fonti scientifiche e linee guida cliniche.

Che cos'è la sindrome di Sjögren e perché si manifesta?

La sindrome di Sjögren è una malattia autoimmune nella quale il sistema immunitario contribuisce a processi infiammatori che interessano le ghiandole esocrine e, in alcuni casi, altri tessuti.

La causa esatta non è ancora completamente conosciuta. Si ritiene che possano contribuire fattori genetici, immunologici e ambientali. Non è una malattia contagiosa.

È importante ricordare che la secchezza degli occhi e della bocca non dimostra, da sola, la presenza della sindrome di Sjögren. Sintomi simili possono essere provocati anche da alcuni farmaci, dall'età, da altre condizioni mediche o da fattori ambientali. [1]

Quali sono i sintomi più comuni?

Occhi secchi

La riduzione della produzione lacrimale e le alterazioni della superficie oculare possono causare:

  • Bruciore e irritazione.
  • Sensazione di sabbia negli occhi.
  • Sensibilità alla luce.
  • Visione temporaneamente offuscata.
  • Fastidio durante la lettura o l'uso prolungato di schermi.

Una secchezza importante può danneggiare la superficie oculare. Se i sintomi persistono, è opportuno rivolgersi a un oculista per valutare la situazione e scegliere il trattamento più adatto. [1]

Bocca secca

La riduzione della saliva può provocare:

  • Difficoltà a masticare e deglutire alimenti asciutti.
  • Necessità di bere frequentemente durante i pasti.
  • Difficoltà a parlare a lungo.
  • Alterazioni del gusto e bruciore orale.
  • Aumento del rischio di carie e infezioni del cavo orale.

La saliva contribuisce alla protezione dei denti e delle mucose. Per questo motivo, nelle persone con secchezza persistente sono importanti l'igiene orale quotidiana, i controlli odontoiatrici e la prevenzione della carie. [1]

La sindrome di Sjögren può coinvolgere altri organi?

Sì. In alcune persone possono manifestarsi sintomi al di fuori delle ghiandole lacrimali e salivari.

Tra le possibili manifestazioni sistemiche rientrano:

  • Articolazioni: dolori articolari e rigidità.
  • Pelle e vasi sanguigni: secchezza cutanea, alcune manifestazioni infiammatorie e fenomeno di Raynaud.
  • Apparato respiratorio: secchezza delle vie aeree e, in una parte dei pazienti, interessamento polmonare.
  • Reni: alcune forme di coinvolgimento renale.
  • Sistema nervoso: neuropatie periferiche e altre manifestazioni neurologiche.
  • Stanchezza: un sintomo frequente che può avere cause diverse e incidere significativamente sulla qualità della vita. [1]

Non tutte le persone sviluppano queste manifestazioni. La presenza di un sintomo non permette da sola di attribuirlo alla sindrome di Sjögren: è necessaria una valutazione clinica.

Come viene diagnosticata la sindrome di Sjögren?

La diagnosi richiede una valutazione medica che integra la storia clinica, la visita e gli esami appropriati.

In base al caso, gli accertamenti possono comprendere:

  • Esami del sangue, inclusa la ricerca di autoanticorpi come gli anti-SSA/Ro.
  • Test di Schirmer, per valutare la produzione lacrimale.
  • Esami della superficie oculare, per identificare segni di secchezza e danno oculare.
  • Valutazione della funzione salivare, per misurare la produzione di saliva.
  • Biopsia delle ghiandole salivari minori del labbro, in casi selezionati, quando le informazioni cliniche e gli esami non sono sufficienti.

I criteri di classificazione ACR/EULAR del 2016 attribuiscono un punteggio a specifici risultati clinici e strumentali. Sono uno strumento importante per la ricerca e la valutazione specialistica, ma non devono essere interpretati come un test autonomo che sostituisce il giudizio del medico. [2]

La scelta degli accertamenti dipende dai sintomi, dai risultati iniziali e dalle possibili diagnosi alternative.

Quali trattamenti sono disponibili?

Non esiste un unico trattamento adatto a tutte le persone con sindrome di Sjögren. La gestione dipende dai sintomi, dalla loro intensità e dall'eventuale coinvolgimento di organi interni. [1]

Come gestire la secchezza oculare

Le possibilità possono comprendere:

  • Sostituti lacrimali scelti in base alle necessità.
  • Misure per ridurre l'esposizione a fattori che peggiorano la secchezza.
  • Trattamenti oftalmologici specifici, se indicati.
  • Controlli oculistici quando i sintomi persistono o sono importanti.

La scelta del prodotto e della frequenza di utilizzo deve tenere conto della gravità dei disturbi e delle condizioni della superficie oculare.

Come gestire la secchezza della bocca

Possono essere utili:

  • Bere acqua regolarmente, secondo le proprie necessità.
  • Utilizzare sostituti salivari quando indicati.
  • Stimolare la salivazione con prodotti senza zucchero, se appropriato.
  • Curare l'igiene orale e utilizzare dentifrici al fluoro.
  • Effettuare controlli odontoiatrici regolari.

Se la secchezza è importante, il medico può valutare ulteriori opzioni terapeutiche in base alle condizioni individuali. [1]

Come si trattano le manifestazioni sistemiche?

Quando sono coinvolti altri organi, il trattamento deve essere definito dagli specialisti in funzione della specifica manifestazione.

Alcuni pazienti possono richiedere terapie sistemiche, mentre altri necessitano soprattutto di misure locali e controlli periodici. I farmaci immunomodulanti o immunosoppressori non sono indicati automaticamente per tutte le persone con sindrome di Sjögren.

Non bisogna iniziare, sospendere o modificare autonomamente le terapie prescritte.

La sindrome di Sjögren aumenta il rischio di linfoma?

Le persone con sindrome di Sjögren presentano un rischio aumentato di sviluppare alcuni tipi di linfoma rispetto alla popolazione generale. Questo non significa che la maggior parte dei pazienti svilupperà un tumore.

Il rischio varia da persona a persona. Le linee guida indicano che alcuni elementi clinici e di laboratorio possono essere associati a un rischio maggiore, tra cui l'ingrossamento persistente delle ghiandole salivari, la presenza di linfonodi ingrossati e alcune alterazioni immunologiche. [1]

Un gonfiore persistente o nuovo delle ghiandole salivari, linfonodi aumentati di volume o altri cambiamenti insoliti devono essere riferiti al medico, che valuterà se siano necessari ulteriori accertamenti.

Questi segnali non dimostrano automaticamente la presenza di un linfoma. È importante evitare allarmismi e affidarsi a un monitoraggio personalizzato.

Vivere con la sindrome di Sjögren

La gestione può richiedere la collaborazione tra medico curante, reumatologo, oculista e dentista, oltre ad altri specialisti quando necessario.

Può essere utile annotare i cambiamenti dei sintomi, riferire eventuali difficoltà nelle attività quotidiane e seguire i controlli concordati con il proprio team sanitario.

La malattia può avere un impatto significativo sulla qualità della vita anche quando i sintomi non sono immediatamente visibili agli altri. Una gestione individualizzata permette di affrontare le diverse necessità senza presumere che tutte le persone abbiano lo stesso decorso.

Conclusioni

La sindrome di Sjögren è una malattia autoimmune che può interessare le ghiandole lacrimali e salivari e, in alcuni casi, altri organi.

Una diagnosi appropriata, la prevenzione delle complicanze legate alla secchezza, i controlli personalizzati e i trattamenti scelti in base alle manifestazioni cliniche sono elementi importanti nella gestione della malattia.

La ricerca continua a studiare i meccanismi della sindrome e le possibili strategie terapeutiche. Le informazioni scientifiche devono essere interpretate nel loro contesto e non sostituiscono una valutazione medica individuale.

Riferimenti bibliografici

[1] Price EJ, Rauz S, Tappuni AR, et al. British Society for Rheumatology guideline on management of adult and juvenile onset Sjögren disease. Rheumatology (Oxford). 2025;64(2):409–439. Pubblicato online nel 2024. doi:10.1093/rheumatology/keae152.

Testo integrale: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12013823/

Questa linea guida affronta diagnosi, manifestazioni sistemiche, gestione della secchezza, trattamenti e valutazione del rischio di linfoma.

[2] Shiboski CH, Shiboski SC, Seror R, et al. 2016 ACR-EULAR Classification Criteria for Primary Sjögren's Syndrome: A Consensus and Data-Driven Methodology Involving Three International Patient Cohorts. Arthritis & Rheumatology. 2017;69(1):35–45. doi:10.1002/art.39859.

PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27785888/

Questo studio descrive i criteri di classificazione internazionali che utilizzano specifici risultati clinici e strumentali.


Nota informativa

Questo articolo ha finalità esclusivamente divulgative e non sostituisce il parere, la diagnosi o le indicazioni di un medico o di un professionista sanitario. Per dubbi, sintomi persistenti o decisioni terapeutiche, rivolgersi al proprio medico o allo specialista.

Ultimo aggiornamento editoriale: ottobre 2026.

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16/10/2026

Disclaimer medico – Informazione e approfondimento

Disclaimer medico – Informazione e approfondimento

Il blog La Sclerosi multipla… CCSVI vista da SAM, e NON solo, curato da Stefania Melis, ha esclusivamente finalità informative, divulgative e di approfondimento.

I contenuti pubblicati riguardano, tra gli altri argomenti, la sclerosi multipla, la CCSVI, la ricerca scientifica, gli studi clinici, le terapie e le esperienze delle persone che convivono con patologie neurologiche.

Le informazioni presenti nel blog non costituiscono consulenza medica, diagnosi, prescrizione o indicazione terapeutica individuale.
Non sostituiscono il parere del medico, dello specialista o degli altri professionisti sanitari qualificati.

Ogni persona presenta una storia clinica e condizioni individuali differenti.
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Le decisioni relative alla diagnosi, agli esami, alle terapie e alla gestione della propria salute devono essere assunte con il medico curante e gli specialisti di riferimento.

Gli articoli possono riportare studi scientifici, pubblicazioni, documenti istituzionali, notizie, testimonianze ed esperienze personali.
Tali contenuti devono essere interpretati tenendo conto della loro natura, della data di pubblicazione, della qualità delle prove disponibili e dell'eventuale evoluzione delle conoscenze scientifiche.

La citazione o la condivisione di uno studio, di un'ipotesi scientifica o di un'esperienza personale non costituisce una raccomandazione terapeutica né dimostra, da sola, l'efficacia o la sicurezza di un trattamento.

Quando possibile, vengono indicati i riferimenti alle fonti consultate, affinché i lettori possano approfondire gli argomenti e verificare le informazioni. Non si garantisce tuttavia che ogni contenuto sia sempre aggiornato o privo di imprecisioni; si invita pertanto a consultare anche le fonti scientifiche e istituzionali più recenti.

Il blog è uno spazio indipendente di informazione e confronto. La pubblicazione di contenuti sulla CCSVI o su qualsiasi altra ipotesi, ricerca o trattamento non implica necessariamente approvazione, sostegno o raccomandazione da parte dell'autrice.

In caso di sintomi nuovi, improvvisi o gravi, è necessario rivolgersi tempestivamente ai servizi sanitari appropriati. Il blog non è un servizio di emergenza e non può fornire valutazioni cliniche individuali.

La lettura, la condivisione o il commento dei contenuti non instaurano un rapporto medico-paziente con l'autrice.

Finalità del blog:
favorire l'informazione, la conoscenza e l'approfondimento consapevole, nel rispetto delle persone e del ruolo dei professionisti sanitari.


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Sclerosi multipla: capire la malattia oltre le apparenze

Sclerosi multipla: conoscerla meglio, senza pregiudizi

La sclerosi multipla (SM) è una malattia neurologica cronica che può manifestarsi in modi diversi da persona a persona. Informarsi è importante per comprendere meglio questa condizione, senza fermarsi alle apparenze e senza fare confronti tra chi vive la stessa diagnosi.

La sclerosi multipla non comporta necessariamente una grave disabilità

La sclerosi multipla non è uguale per tutti. Alcune persone mantengono a lungo una buona autonomia, mentre altre possono incontrare difficoltà più importanti nella vita quotidiana.

Sintomi come la stanchezza, la debolezza muscolare, i problemi di equilibrio o le difficoltà nel camminare possono rendere anche le attività più semplici faticose.

In alcuni casi può essere utile utilizzare un bastone, un deambulatore o una carrozzina, anche soltanto in determinate situazioni.

Utilizzare un ausilio non significa rinunciare alla propria autonomia. Può essere un modo per muoversi con maggiore sicurezza, risparmiare energie e affrontare la giornata secondo le proprie possibilità.

È importante ricordare che non sempre le difficoltà sono visibili dall'esterno. Una persona può apparire in buona salute e convivere comunque con sintomi che incidono profondamente sulla sua quotidianità.

La sclerosi multipla non è contagiosa

La sclerosi multipla non si trasmette da una persona all'altra attraverso il contatto, la vicinanza o la condivisione degli ambienti.

È una malattia cronica che può avere conseguenze anche importanti, ma il suo decorso è molto variabile. Non è corretto pensare che porti necessariamente a una grave disabilità o a una riduzione significativa dell'aspettativa di vita.

Negli ultimi anni, i progressi nella ricerca e la disponibilità di diverse terapie hanno ampliato le possibilità di trattamento. Questi farmaci possono ridurre l'attività della malattia e il rischio di nuove ricadute, anche se non garantiscono gli stessi risultati per tutti e non eliminano necessariamente i disturbi già presenti.

Seguire il percorso di cura con i professionisti sanitari e prestare attenzione alla propria salute rimane importante.

Esistono diverse forme di sclerosi multipla

La malattia può avere un andamento differente da persona a persona. In generale, si distinguono diverse forme.

Forma recidivante-remittente

È caratterizzata da ricadute, durante le quali compaiono nuovi sintomi oppure peggiorano quelli già presenti. Dopo una ricaduta può esserci un recupero completo o parziale. In alcuni casi, però, alcuni disturbi possono persistere.

Forma primariamente progressiva

È caratterizzata da un graduale peggioramento delle difficoltà neurologiche nel tempo, senza le tipiche ricadute seguite da periodi di recupero. Anche in questa forma, tuttavia, l'andamento può essere diverso da persona a persona.

Forma secondariamente progressiva

Alcune persone che inizialmente presentano la forma recidivante-remittente possono sviluppare, nel tempo, una progressione graduale della disabilità, anche senza ricadute evidenti.

Queste differenze sono importanti, perché aiutano a comprendere perché persone con la stessa diagnosi possano avere sintomi, necessità e livelli di autonomia molto diversi.

Ogni persona con SM ha la propria storia

Non esiste un unico modo di vivere la sclerosi multipla. C'è chi riesce a svolgere le proprie attività senza particolari limitazioni e chi deve organizzare la giornata tenendo conto della fatica, del dolore o delle difficoltà motorie.

Non è giusto stabilire quanto una persona stia male soltanto da ciò che si vede, né confrontare la sua esperienza con quella degli altri.

Conoscere la sclerosi multipla significa anche imparare a rispettare le differenze, senza giudizi e senza pregiudizi.



Contenuto a scopo informativo. Non sostituisce il parere del neurologo o di altri professionisti sanitari.

©MelisStefania


 

09/10/2026

Perché è nato questo blog? La mia storia, il mio impegno e il valore della condivisione

  1. Da un'esigenza personale è nato un progetto aperto a tutti

    Mi chiamo Stefania Melis, conosciuta anche come SAM, e sono la persona che sta dietro a questo spazio: «La Sclerosi Multipla… CCSVI vista da SAM, e NON solo».

    Questo blog è nato tra il 2011 e il 2012 da un'esigenza che sentivo profondamente: condividere informazioni sulla sclerosi multipla e rendere più accessibili argomenti che spesso vengono presentati con un linguaggio difficile da comprendere.

    Mi sono posta una domanda semplice, ma importante:

    Come possiamo rendere le informazioni più accessibili a tutti, senza che la difficoltà del linguaggio diventi un ostacolo alla conoscenza?

    Da questa domanda ha preso forma il progetto.

    Non sapevo quante persone avrebbero letto i miei articoli, né dove mi avrebbe portata questa esperienza. Sapevo, però, che mettere a disposizione informazioni, approfondimenti e spunti di riflessione poteva essere utile a chi cercava di capire meglio la sclerosi multipla e altri argomenti collegati.

    Così ho cominciato.

    Un progetto cresciuto nel tempo

    Negli anni il blog si è arricchito di articoli, notizie, approfondimenti e contenuti dedicati non soltanto alla sclerosi multipla e alla CCSVI, ma anche alla ricerca scientifica, alla salute, alla disabilità, ai diritti e all'accessibilità.

    Ho cercato di costruire uno spazio nel quale fosse possibile incontrare argomenti diversi, trovare punti di partenza per ulteriori ricerche e conoscere esperienze e informazioni che meritano attenzione.

    Il mio intento non è semplicemente pubblicare notizie. È cercare di renderle comprensibili, offrendo al lettore la possibilità di approfondire e di porsi nuove domande.

    Un'informazione è davvero utile quando aiuta una persona a comprendere meglio un argomento e a sapere dove cercare ulteriori risposte.

    Per questo considero importante distinguere le esperienze personali dai dati scientifici, prestare attenzione alle fonti e ricordare che le conoscenze possono cambiare nel tempo.

    Dietro ogni articolo c'è tempo, ricerca e impegno

    Gestire questo blog richiede molto più della semplice pubblicazione di un testo.

    Significa cercare informazioni, leggere, confrontare le fonti, approfondire gli argomenti, organizzare i contenuti e cercare di presentarli in modo chiaro.

    È un lavoro che richiede tempo ed energie, che dedico al progetto compatibilmente con la mia vita personale e le mie condizioni di salute.

    Un amico, tempo fa, mi fece riflettere proprio su questo aspetto: non sempre chi legge si rende conto del lavoro che c'è dietro a un contenuto gratuito.

    Le sue parole mi hanno aiutata a considerare ancora di più il valore del tempo dedicato a questo spazio.

    Non pretendo di avere tutte le risposte e non chiedo a tutti di condividere le mie opinioni. Credo, però, che il confronto possa essere utile quando si basa sul rispetto, sulla disponibilità ad ascoltare e sulla volontà di approfondire.

    Le critiche motivate possono aiutare a migliorare. Gli insulti e gli attacchi personali, invece, non contribuiscono a una discussione costruttiva.

    Perché il blog è gratuito

    Ho scelto di rendere questo spazio accessibile gratuitamente, senza richiedere un abbonamento per leggere gli articoli.

    Credo che la possibilità di informarsi debba essere il più possibile aperta a tutti.

    La gratuità, tuttavia, non significa assenza di lavoro: dietro la ricerca e la preparazione dei contenuti ci sono tempo, attenzione e impegno personale.

    Il mio desiderio è continuare a condividere informazioni che possano essere utili, incoraggiando ogni lettore a sviluppare curiosità, spirito critico e autonomia nell'approfondimento.

    Informazione, salute e responsabilità

    Quando si parla di salute, è particolarmente importante distinguere tra testimonianze personali, ipotesi, notizie e risultati della ricerca scientifica.

    Le esperienze possono offrire spunti di riflessione, ma non dimostrano da sole l'efficacia di una terapia o la validità di una spiegazione scientifica.

    Per questo invito sempre a verificare le informazioni, a consultare fonti affidabili e aggiornate e a rivolgersi ai professionisti sanitari per le decisioni che riguardano la propria salute.

    Questo blog ha finalità informative e divulgative. Non sostituisce una visita medica, una diagnosi o il parere di uno specialista.

    Informare significa anche riconoscere i limiti delle informazioni disponibili e avere la disponibilità di correggere o aggiornare un contenuto quando necessario.

    A chi si rivolge questo spazio

    Questo blog è rivolto alle persone che convivono con la sclerosi multipla, ai familiari, a chi desidera comprendere meglio le difficoltà legate alla disabilità e a tutti coloro che cercano informazioni sui temi trattati.

    Mi auguro che gli articoli possano aiutare qualcuno a scoprire un argomento, approfondire una questione, conoscere un'esperienza diversa dalla propria o trovare indicazioni utili per proseguire la ricerca.

    Non posso sapere in anticipo quale articolo sarà importante per ogni singolo lettore. Posso, però, cercare di rendere i contenuti più chiari, accessibili e facilmente consultabili.

    Il mio impegno continua

    Dal 2011-2012 a oggi, il principio che anima questo progetto è rimasto lo stesso: condividere gratuitamente informazioni e rendere più accessibile la conoscenza.

    So che un blog può e deve migliorare. Per questo considero importanti l'aggiornamento dei contenuti, l'attenzione alle fonti, la chiarezza dei testi e il rispetto delle persone che li leggono.

    Ringrazio chi visita queste pagine, chi le condivide e chi dedica parte del proprio tempo alla lettura e all'approfondimento.

    Ogni lettore è libero di formarsi la propria opinione, di confrontare le informazioni e di continuare a cercare risposte.

    Questo blog non nasce per imporre verità, ma per condividere conoscenza, favorire l'approfondimento e offrire uno spazio di informazione accessibile.

    Dietro questo progetto ci sono una persona, una storia e la volontà di continuare a dare un contributo attraverso ciò che cerco, leggo e condivido.

    Grazie per essere qui.

    © MelisStefania