CONTATORE PERSONE

15/07/2026

Epley Manovra trattare BPPV Vertigo - importante

importante 






Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270

Vertigine posturale benigna; Vertigine posizionale benigna; VPPB

La vertigine posizionale parossistica benigna, o VPPB, è un disturbo comune che causa brevi episodi di vertigini (una falsa sensazione di movimento o rotazione) in risposta a movimenti della testa che stimolano il canale semicircolare posteriore dell’orecchio interno. La VPPB non è associata ad alcuna perdita dell’udito.
  • Per un attimo (di solito meno di un minuto) quando muove il capo si avverte la sensazione di muoversi, che l’ambiente si stia muovendo o che tutto stia ruotando.

  • I soggetti possono anche avere nausea e vomito, oltre a un movimento oculare anomalo.

  • I medici basano la diagnosi sui sintomi e sulle situazioni nelle quali si verificano, oltre ai risultati di un esame obiettivo.

  • La manovra di Epley, effettuata una o due volte, allevia i sintomi nella maggior parte dei pazienti.

I soggetti con vertigini hanno la falsa sensazione che loro, l’ambiente circostante o entrambi si stiano spostando o ruotando. La maggior parte delle persone descrive questa sensazione spiacevole come “capogiri”, sebbene usi lo stesso termine anche per altre sensazioni, come lo stordimento. Vertigine “posizionale” significa che le vertigini vengono avvertite quando si cambia posizione, per esempio, girando la testa mentre si è distesi a letto. “Benigna” significa che il disturbo non è pericoloso.

La VPPB colpisce le persone in modo crescente con l’aumentare dell’età e può incidere gravemente sull’equilibrio degli anziani, con conseguenti cadute e possibili traumi. Talvolta la VPPB si sviluppa dopo un trauma cranico.

Un cambiamento della posizione della testa, in genere la rotazione della testa sul cuscino al risveglio al mattino o l’inclinazione della testa all’indietro per raggiungere uno scaffale in alto, scatena la maggior parte degli episodi di VPPB. La VPPB si sviluppa quando le particelle di calcio (otoconi o canaliti) normalmente situate in una parte dell’orecchio interno (l’utricolo e il sacculo) si staccano e si spostano in un’altra parte dell’orecchio interno (più comunemente nel canale semicircolare posteriore).

L’orecchio interno contiene 3 canali semicircolari che aiutano l’equilibrio. Dei i 3 canali, quello posteriore si trova nella posizione migliore per ricevere, grazie alla gravità, la maggior parte delle particelle liberatesi durante la notte. Meno comunemente, le particelle si spostano negli altri 2 canali. Man mano che si raccolgono, le particelle formano un deposito gessoso che esagera il movimento del liquido nel canale quando la testa cambia posizione. Il risultato è una sovrastimolazione dei recettori nervosi (cellule ciliate) all’interno del canale posteriore, creando una falsa sensazione di movimento o rotazione

Le particelle possono distaccarsi dall’utricolo e dal sacculo con l’invecchiamento. La dislocazione può anche essere causata da uno qualsiasi dei seguenti fattori:

  • Infezioni auricolari

  • Traumi della testa o dell’orecchio

  • Immobilizzazione prolungata (per esempio sotto anestesia e durante il riposo a letto)

  • Chirurgia dell’orecchio

  • Arterite a cellule giganti

  • Osteoporosi

  • Ipertensione, diabete mellito e iperlipidemia

Alcuni soggetti con sintomi di VPPB presentano altri disturbi, tra cui altre patologie dell’orecchio interno (come la sindrome di Ménière), l’ostruzione di un’arteria nell’orecchio interno e un tumore del sistema nervoso centrale.


I sintomi della VPPB sono i seguenti:

  • Brevi episodi di vertigini, durante i quali i soggetti hanno l’impressione che loro stessi o l’ambiente circostante si stiano muovendo o girando

  • Nausea e/o vomito (senza perdita dell’udito o fischio nelle orecchie)

La VPPB può destare preoccupazione ed essere fastidiosa, ma in genere non è pericolosa, può ripresentarsi nel corso di settimane o persino mesi e spesso si risolve da sé o con delle semplici manovre.




Le vertigini sono innescate dal movimento della testa, come la rotazione sul cuscino a letto o il piegamento per raccogliere qualcosa. Ciascun episodio di vertigini dura da pochi secondi a qualche minuto. Sono possibili molti episodi nel corso di pochi giorni o settimane, che poi si riducono gradualmente da soli. Le vertigini possono essere accompagnate da nausea, vomito e un tipo specifico di movimento oculare, che determina lo scatto rapido degli occhi in una direzione alternato da un lento ritorno alla posizione originale (denominato nistagmo). Non si verifica alcuna perdita dell’udito o fischio nelle orecchie (tinnito).

Sebbene non pericolosi, i sintomi possono portare a cadute o altri incidenti se si verifica un episodio quando ci si trova in una posizione non sicura come durante la guida di un veicolo.








link oroginale:   https://www.msdmanuals.com/it/casa/problemi-di-orecchie-naso-e-gola/patologie-dell-orecchio-interno/vertigine-posizionale-parossistica-benigna#Sintomi_v6657278_it




Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270

12/07/2026

rinnovo della patente - Commissione Medica Locale - sclerosi multipla

La Commissione Medica Locale (CML) ha la facoltà di rinnovare la patente fino alla durata ordinaria prevista dall'art. 126 del Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della Strada), qualora la persona sia ritenuta idonea alla guida.

Per le persone con sclerosi multipla, questo è possibile anche grazie a una richiesta avanzata dall'Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM), successivamente accolta. Se la patologia è stabile e non sono presenti condizioni che possano compromettere la sicurezza della guida, la Commissione può rilasciare un rinnovo fino alla durata ordinaria prevista dalla legge (ad esempio 5 anni per la patente B dopo i 50 anni, salvo diverse disposizioni applicabili al singolo caso).

L'accertamento dell'idoneità alla guida è disciplinato dall'art. 119 del Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della Strada), che attribuisce alla Commissione Medica Locale il compito di valutare, caso per caso, le condizioni psicofisiche del conducente e di stabilire l'eventuale periodo di validità della patente.

Non esiste alcuna norma che imponga il rinnovo della patente ogni 2 anni a tutte le persone con sclerosi multipla. La durata del rinnovo viene stabilita esclusivamente sulla base della valutazione medico-legale della Commissione.

Ogni situazione viene esaminata individualmente.
La durata del rinnovo dipende dalla documentazione clinica presentata, dalla relazione dello specialista che segue il paziente e dalla valutazione effettuata dalla Commissione Medica Locale al momento della visita.

Se, oltre alla sclerosi multipla, non sono presenti altre condizioni che possano influire sulla capacità di guida (ad esempio diabete con complicanze, importanti disturbi della vista, patologie cardiovascolari, ulteriori patologie neurologiche o altre condizioni rilevanti), la Commissione può concedere il rinnovo fino alla durata ordinaria prevista dall'art. 126 del Codice della Strada.

Riferimenti normativi:

  • Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285 – Codice della Strada.

  • Art. 119 – Requisiti fisici e psichici per il conseguimento e la conferma della validità della patente di guida; disciplina gli accertamenti sanitari e le competenze della Commissione Medica Locale.

  • Art. 126 – Durata di validità della patente di guida e termini per il rinnovo.


Una piccola precisazione:
l'AISM
ha svolto un'importante attività di confronto istituzionale affinché le persone con sclerosi multipla stabili non fossero automaticamente penalizzate con rinnovi molto brevi.
Tuttavia,
la possibilità di rilasciare un rinnovo fino alla durata ordinaria deriva dalle norme del Codice della Strada e dalla valutazione della Commissione Medica Locale, non da una modifica legislativa introdotta direttamente dall'AISM. Questa formulazione è quindi più precisa dal punto di vista giuridico. 




















Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270

PEC da inoltrare ai comuni - richiesta transito è consentito nelle ZTL e nelle aree pedonali urbane quando l'accesso è autorizzato anche a una sola categoria di veicoli di pubblica utilità.

Oggetto: Richiesta inserimento contrassegno disabili per accesso ZTL e aree pedonali


all'attenzione del Sindaco  ******,
Comando di Polizia Locale (Vigili) 
Ufficio Protocollo


Spett.le Ufficio,

la sottoscritta o il sottoscritto 

M**** S***, nata a Torino il **/**/19** e residente in Via ******** n. **, 1**** N******** (**),

CHIEDE

l'inserimento nella Vostra banca dati
del mio contrassegno unificato disabili europeo (CUDE) nr **** con scadenza **** rilasciato da ******,
associato al veicolo targato G******,
al fine di poter accedere alle Zone a Traffico Limitato (ZTL), nel rispetto della normativa vigente.

Considerata la mia disabilità, che mi impedisce una normale deambulazione, chiedo inoltre che, qualora non siano disponibili posti auto riservati o altri stalli idonei, mi sia consentita la sosta nelle aree pedonali, purché ciò avvenga senza creare intralcio alla circolazione dei pedoni o dei veicoli di emergenza, come previsto dalla normativa.


A tal proposito, richiamo l'art. 11 del D.P.R. n. 503/1996, che disciplina la circolazione e la sosta dei veicoli al servizio delle persone con disabilità, stabilendo che ai titolari dell'apposito contrassegno è consentito il transito e la sosta, anche in deroga a divieti e limitazioni, purché non venga arrecato grave intralcio al traffico. 

Alla presente allego:

  • copia della carta di circolazione del veicolo targato G******;

  • copia del CUDE/contrassegno disabili.

  • docuìmento di identita' 

Resto in attesa di un cortese riscontro e ringrazio anticipatamente per l'attenzione.

Cordiali saluti.

M****** St******


Via ****** nr **  1*** a  N******(**)

Tel. 334 ******


Vi consiglio di richiedere l'autorizzazione con largo anticipo, prima di entrare nelle zone ZTL, così l'accesso del vostro veicolo sarà già autorizzato e non correrete il rischio di ricevere sanzioni.

Gli indirizzi PEC dei vari Comuni si trovano facilmente su Google o sul sito istituzionale del Comune.

Quando inviate la richiesta, è consigliabile inserirla anche all'attenzione del Sindaco, del Comando di Polizia Locale (Vigili) e dell'Ufficio Protocollo, così da agevolarne la presa in carico.
















Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270

13/06/2026

Unità Multidisciplinare Età Adulta (UMEA)

Cos'è

> Il Servizio effettua accoglienza, orientamento, valutazione funzionale e presa in carico della persona adulta disabile e della sua famiglia, allo scopo di prevenire il disagio, promuovere la salute, l'autonomia personale, formulare risposte personalizzate ai bisogni di salute (PAI), facilitando l'accesso alla rete dei servizi.

> Il Servizio collabora con le figure professionali dei Servizi Sociali degli Enti Locali, del Terzo Settore, dei Servizi Territoriali, delle Istituzioni Scolastiche; inoltre collabora con l’UMEE, con l’ADI, con il DSM e con gli operatori del Centro per l’Impiego e l’Orientamento e la Formazione Professionale.

> Collabora con le Commissioni sanitarie per il riconoscimento dell’handicap, di cui all’art.4 della legge n. 104/92 e con le Commissioni per l’accertamento dell’invalidità civile, art. 1 L.15.10.90 N.295.


I servizi e le prestazioni erogate sono:
> elaborazione del progetto personalizzato integrato (PAI) in collaborazione con i Servizi Sociali dei Comuni e con l’ATS, Tirocini finalizzati all’Inclusione Sociale (TIS) all'autonomia delle persone e alla Riabilitazione;
> Relazioni sociali per collocamento obbligatorio per invalidi (L.68/99);
> Relazioni sociali per la fornitura di montascale e /o carrozzina elettrica;
> Valutazioni neurologiche, monitoraggio farmacologico;
> Osservazioni neuropsicologiche e delle capacità adattive, valutazione dell’autonomia personale e sociale, psicodiagnostiche, consulenza specialistica;
> Consulenza/supporto psicologico per problemi individuali e familiari inerenti le problematiche della disabilità;
> Progettazione di Vita Indipendente, rivolta a persone con disabilità fisico motoria grave, con l’obiettivo di vivere a casa propria, senza dover ricorrere al ricovero in strutture protette e di poter prendere autonomamente decisioni riguardanti la propria vita;
> progettazione Dopo di noi;
> progettazione e verifiche di inserimento presso le strutture residenziali (RSA Disabili) e semiresidenziali diurne;
> orientamento e accompagnamento/addestramento al lavoro;
> partecipazione ad incontri programmati per il passaggio dall’UMEE all’UMEA nell’ultimo anno di frequenza scolastica su richiesta degli operatori dell’UMEE per il progetto formativo di alternanza scuola lavoro o di alternanza scuola centro;
> partecipazione all’equipe integrata per gli inserimenti lavorativi, partecipazione al comitato tecnico provinciale (L.68/99) per gli inserimenti lavorativi.














Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270

sclerosi multipla - valutare segni clinici compatibili con la malattia

Nella sclerosi multipla, la puntura lombare cerca soprattutto le bande oligoclonali nel liquor.
Queste sono presenti nella maggior parte dei pazienti (circa il 90-95%), ma una quota di persone
con sclerosi multipla può avere un liquor normale e quindi una puntura lombare negativa.

Per questo motivo:
• una puntura lombare positiva può supportare la diagnosi;
• una puntura lombare negativa non esclude completamente la sclerosi multipla.
La diagnosi viene fatta valutando insieme:
• sintomi neurologici,
• risonanza magnetica di encefalo e midollo,
• esame neurologico,
• puntura lombare,
• eventuali altri esami per escludere malattie simili.


Per la diagnosi di Sclerosi Multipla, non esiste un singolo esame che la confermi o la escluda
con certezza in tutti i casi.

I neurologi utilizzano una combinazione di valutazione clinica ed esami.


Gli accertamenti più importanti sono:
1. Risonanza magnetica (RM) di encefalo e midollo spinale
• È l'esame principale.
• Cerca lesioni tipiche della sclerosi multipla.
• Spesso viene eseguita con mezzo di contrasto.


2. Puntura lombare (analisi del liquor)
• Ricerca bande oligoclonali e altri segni di infiammazione.
• Un risultato negativo rende la diagnosi meno probabile, ma non la esclude
completamente.


3. Potenziali evocati
• Misurano la velocità di conduzione degli impulsi nervosi.
• Possono evidenziare danni anche quando i sintomi non sono evidenti.
• I più utilizzati sono i potenziali evocati visivi.


4. Esami del sangue
• Non diagnosticano la sclerosi multipla direttamente.
• Servono soprattutto a escludere altre malattie che possono dare sintomi simili, come:
• Lupus Eritematoso Sistemico
• Malattia di Lyme
• carenze di vitamina B12
• malattie della tiroide
• altre malattie autoimmuni o infiammatorie.


5. Visita neurologica approfondita
• Resta fondamentale per valutare segni clinici compatibili con la malattia .















Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270

09/06/2026

passaporto DOVE FARLO

polis_comuni_abilitati.pdf https://share.google/k0R50iXw4oaAgj3sh    

Comuni abilitati servizio passaporti
IL SERVIZIO È ABILITATO

polis_comuni_abilitati.pdf https://share.google/k0R50iXw4oaAgj3sh    

Comuni abilitati servizio passaporti

05/06/2026

le miodesopsie e come si manifestano

Con il termine miodesopsie si intende il sintomo visivo che descrive la percezione, da parte del paziente, di ‘mosche volanti’ (filamenti, puntini o ragnatele) che si intromettono nel campo visivo. Miopia e scarsa idratazione corporea sono le principali ragioni di questo disturbo, che sopraggiunge soprattutto a partire dall’età adulta.





Cosa sono le miodesopsie e come si manifestano

Le ‘miodesopsie sono un sintomo visivo estremamente diffuso e trasversale a varie fasce di età, tipicamente riferito dal paziente come una visione di ‘mosche volanti’.

La percezione del disturbo può essere variegata tra soggetto e soggetto, manifestandosi infatti con una sfaccettata panoramica di sintomi visivi come macchie mobili, ragnatele, capelli, puntini o nuvolette, di diversa dimensione e quantità, che si spostano seguendo il movimento degli occhi e sembrano ‘seguirci’ con il loro movimento. Nonostante le differenze, i sintomi sono tutti riconducibili allo stesso tipo di fenomeno.

 

Da cosa sono causate?

Le miodesopsie sono causate da impurità interne del corpo vitreo.

Il corpo vitreo è la sostanza gelatinosa che riempie l’interno del nostro occhio, dietro al cristallino. Va immaginato come una sorta di cuscinetto di gelatina trasparente, perfettamente gonfio nel momento della giovinezza e dell’adolescenza, e che riempie l’occhio nella sua totalità. 

Con il passare degli anni, il vitreo va normalmente incontro ad una graduale perdita di tonicità e compattezza, diventando progressivamente più disomogeneo e irregolare.

Può addirittura capitare che in questo processo di ‘afflosciamento’, il vitreo si possa separare dalla retina, con cui è naturalmente in contatto, dando origine al ‘distacco del vitreo’.

La conseguente formazione delle impurità interne del vitreo è responsabile della visione di tutti quei corpuscoli che genericamente vengono chiamati ‘mosche volanti’.

Per questo motivo, benché tutte le fasce anagrafiche possano essere interessate dal fenomeno delle miodesopsie, esse si manifestano più spesso in adulti e anziani, soprattutto quando si mantiene fisso lo sguardo su uno sfondo chiaro o particolarmente luminoso, quale può essere una parete bianca.

Il disturbo può verificarsi anche in buone condizioni di salute generale o oculare, anche se spesso accompagna altre condizioni oculari, tra cui la più frequente è la miopia.

Disidratazione e ‘mosche volanti’

Il corpo vitreo è costituito per la quasi totalità da acqua e per la restante parte da zuccheri complessi (mucopolisaccaridi, tra cui il celebre acido ialuronico), sali e proteine di tipo collagene.
Se la struttura del corpo del vitreo si deteriora, quindi, si assiste ad una fluidificazione della componente gelatinosa che, frammentandosi, comporta la formazione di questa sorta di ‘corpi mobili’. 

È questo il motivo per cui, in questo caso, è fondamentale una corretta idratazione corporea da parte del paziente, intesa come introduzione di liquidi nell’organismo, da non confondere con l’idratazione oculare, che può determinare, se insufficiente, il cosiddetto occhio secco.

 

Come curare le miodesopsie 

In linea generale, quando si iniziano percepire ‘mosche volanti’ o corpi mobili nel proprio campo visivo, è bene svolgere una visita oculistica, soprattutto se si osserva un aumento del loro numero nel corso di poco tempo o se il sintomo è accompagnato da altri disturbi visivi, come lampi o una riduzione del campo visivo.

Non esiste una terapia farmacologica per curare questo disturbo, ma è certamente una buona raccomandazione quella di idratarsi correttamente e sufficientemente, soprattutto dopo sport intensi e nei mesi più caldi. Molto spesso, infatti, già un corretto apporto di liquidi può ridurre la percezione del disturbo. 

Inoltre, il soggetto può fare leva sulla capacità di adattamento dell’apparato visivo: il nostro cervello ha infatti la facoltà di ‘eliminare’ la percezione di alcune impurità visive sfruttando l’altro occhio come meccanismo di compenso. 

La terapia chirurgica, con l’intervento di vitrectomia (che rimuove il vitreo), avrebbe il potenziale teorico di risolvere definitivamente il problema, ma viene riservata a casi estremi e molto specifici, date le sue caratteristiche di invasività.
















Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270

02/06/2026

PAOLO ZAMBONI


Sono stato molto orgoglioso oggi di ricevere la più alta onorificenza dello Stato italiano, Cavaliere di Gran Croce, nella splendida cornice del teatro Claudio Abbado.

Felice di averla ricevuta circondato dall’affetto di parenti, amici, colleghi, addirittura compagni di classe delle elementari medie e liceo classico.

Pur essendo stato insignito per le mie attività di Medico e di Ricercatore, non considero questo riconoscimento una chiusura della mia attività.

Sono fortemente motivato a continuare le ricerche sull’asse cuore,cervello e sul valore della conoscenza del drenaggio linfatico e venoso cerebrale. Una strada che ho aperto tanti anni fa e che intendo seguire fintanto che sento idee e desiderio di conoscenza dentro di me.

Grazie a tutti quelli che mi sono stati vicino oggi.

link originale: https://www.facebook.com/photo/?fbid=10238225315683402&set=a.1484749490282






Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270

io ..te e lei l' intrusa chiamata sclerosi multipla

   Sclerosi multipla



  • Debolezza muscolare e difficoltà nei movimenti.

  • Formicolio o intorpidimento di braccia, gambe o viso.

  • Problemi di equilibrio e coordinazione.

  • Stanchezza intensa (fatica).

  • Disturbi della vista, come visione offuscata, doppia o perdita temporanea della vista in un occhio.

  • Capogiri o vertigini.

  • Rigidità muscolare e spasmi.

  • Problemi urinari o intestinali.

  • Difficoltà di memoria, attenzione o concentrazione.

  • Alterazioni dell'umore, come depressione o sbalzi emotivi.


    La   sclerosi multipla colpisce 

  •  il sistema nervoso centrale e i sintomi possono comparire a episodi (ricadute) oppure peggiorare gradualmente nel tempo, a seconda della forma della malattia.

Le terapie sintomatiche e quelle riabilitative Le terapie sintomatiche sono quelle capaci di alleviare i sintomi della malattia.

Per le persone con SM
sono fondamentali, perché sono quelle da cui dipende la qualità della vita quotidiana e il mantenimento della propria autonomia.

Tra le terapie sintomatiche si trovano tutte quelle che riducono la contrazione spastica dei muscoli, la fatica, il dolore, le disfunzioni vescicali e sessuali e in generale limitano i disagi che le persone si trovano ad affrontare ogni giorno, anche al di fuori degli attacchi acuti della malattia.

A fianco delle terapie sintomatiche, si trovano le
terapie riabilitative, altrettanto indispensabili per il recupero della qualità di vita.

Sono le terapie di riabilitazione motoria, particolarmente utili per le difficoltà di movimento causate dai disturbi della sensibilità o dalla riduzione di forza che colpiscono gli arti inferiori impedendo il cammino.

Ma sono anche le
terapie psicologiche e cognitive e la terapia occupazionale.

Questa ha come
obiettivo la riconquista della propria autonomia attraverso una gestione oculata delle proprie forze e lo sfruttamento razionale delle proprie abilità residue e che insegna a utilizzare nei modi migliori gli strumenti e gli ausili che possono eventualmente essere progettati appositamente per le esigenze del singolo individuo 




Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270

31/05/2026

il cervello sparì misteriosamente per vent'anni

Il più noto scienziato del Novecento fu cremato poco dopo la sua morte, secondo le sue volontà, ma il cervello sparì misteriosamente per vent'anni, fino alla pubblicazione dell'articolo di una rivista


Due vetrini contenenti due strati laminari di tessuto cerebrale di Albert Einstein, esposti durante la mostra "Brains -The Mind as Matter" al museo Wellcome Collection di Londra, il 27 marzo 2012. (AP Photo/Alastair Grant)


Nel 1955 Albert Einstein, già all’epoca considerato il più importante fisico del Ventesimo secolo, aveva 76 anni e si trovava a Princeton, nel New Jersey, dove viveva ormai stabilmente da oltre vent’anni: quando nel 1933 Adolf Hitler era stato nominato cancelliere Einstein era negli Stati Uniti in viaggio di lavoro e non era mai più tornato a vivere in Germania (era nato nel 1879 a Ulm, in Germania, in una famiglia di origine ebraica).
Il 15 aprile 1955 Einstein fu ricoverato al Princeton Hospital per un aneurisma dell’aorta addominale che, secondo i medici, rendeva necessario un intervento chirurgico. Lui lo rifiutò, e in seguito a un’emorragia interna le sue condizioni si aggravarono rapidamente.

Einstein morì nelle prime ore del 18 aprile 1955, un lunedì, a causa della rottura dell’aorta, come riportato sul certificato di morte. Secondo la sua volontà e quella dei suoi familiari, il suo corpo fu cremato e le ceneri furono sparse lungo la riva del fiume Delaware nella città di Trenton, New Jersey, in base alle disposizioni fornite dall’esecutore testamentario e amico di famiglia, Otto Nathan. Prima che ciò avvenisse, e benché le cause della morte fossero note, il corpo di Einstein fu sottoposto a un’autopsia, di cui si occupò Thomas Harvey, un patologo del Princeton Hospital. Non tutto il corpo di Einstein finì cremato: il cervello fu asportato durante quell’autopsia e messo da parte per futuri studi neuroscientifici.

continua nel link originale:  https://www.ilpost.it/2015/05/09/cervello-einstein/?fbclid=IwY2xjawSJjYtleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBFWUo2Q09BanRmc2Uxb01Pc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHoGduvhwucYRVe_lz5PhrQI6slbX90anGp31ERRrZVGuSGYTkax7Bq-dNMJ0_aem_d6iaB83FhacgEKS_AekakA










Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270

Cos’è lo stress ossidativo?

Forse non è conoscenza comune, ma molte delle nostre malattie dipendono da una condizione che si chiama “stress ossidativo”.
Questo tipo di stress si sviluppa quando abbiamo una malattia infettiva, se mangiamo in maniera disordinata o beviamo alcol o di frequente bevande zuccherate, se fumiamo o anche se viviamo in ambienti fortemente inquinati.
Lo stress ossidativo sia se dura brevemente ma soprattutto se dura più a lungo può causare uno stato di infiammazione che danneggia le strutture del nostro corpo: cellule, tessuti (muscolo, pelle, etc.), organi (fegato, cuore, cervello).
Per fortuna è possibile contrastare lo stress ossidativo sia con i sistemi di difesa normalmente presenti nel nostro organismo sia intervenendo sulle nostre abitudini di vita, e sugli stili alimentari.
Di seguito parleremo dello stress ossidativo e delle sue cause, dei problemi di salute collegati e di come sia possibile contrastare i fattori che causano stress ossidativo modificando anche in maniera semplice i nostri stili di vita. 


Cos’è lo stress ossidativo?
Le nostre cellule normalmente producono delle molecole tossiche chiamate radicali liberi dell’ossigeno (ROS); per poter mantenere un suo equilibrio interno (omeostasi) la cellula, fortunatamente, possiede dei sistemi che contrastano i radicali liberi e che vengono chiamati antiossidanti, piccole molecole che hanno la capacità di annullare l’effetto tossico dei ROS sulle cellule


continua nel PDF originale che troverai qui: 
















Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270

29/05/2026

LABIRINTITI RICORRENTI?

La “labirintite” viene usata spesso come termine generico, ma le cause possono essere diverse (neurite vestibolare, vertigine posizionale, Ménière, problemi neurologici ecc.), quindi una valutazione specialistica è importante.

Per chi soffre di episodi ricorrenti, spesso sono utili:

- visita ORL/vestibologica specialistica

- esame vestibolare

- eventuale riabilitazione vestibolare mirata


CONOSCO UN OSPEDALE  CHE POTREBBE AIUTARVI A CAPIRE COME POTER AFFRONTARE LA COSA.

Nell' ospedale San Camillo di Torino si occupa  anche della
  • Riabilitazione delle sindromi vertiginose
IN SSN  (Prestazioni in convenzione con il SSN)


IN SERVIZIO PRIVATO

Il PRESIDIO SANITARIO SAN CAMILLO si trova: 

Strada Santa Margherita 136
10131 TORINO

Reception Tel. 0118199411
Fax 0118199431


URP Ufficio relazioni con il pubblico
urp.torino@camilliani.net

-Si accede alla struttura solo con prenotazione.

-L'accesso in struttura è consentito solo al paziente senza accompagnatori, salvo casi di stretta necessità per supporto a  minori, soggetti disabili o fragili.


Link originale: 





27/05/2026

Informazioni utili sull'incontinenza urinaria - Presidio sanitario San Camillo TORINO

Prevenzione, diagnosi e cura dell'incontinenza urinaria

I disturbi urinari sono molto più frequenti di quanto si pensi e non sono necessariamente legati all'avanzare dell'età, ma possono comparire anche in soggetti giovani e dopo il parto. Se affrontati precocemente, sono risolvibili o comunque curabili nella maggior parte dei casi.

 

Il Centro Fisiatrico di Secondo Livello del Presidio San Camillo

Inserito nella rete regionale dei centri per la prevenzione, diagnosi e cura dell’incontinenza, il nostro centro di eccellenza ha come obiettivo la cura con le terapie conservative delle disfunzioni del pavimento pelvico. Tra queste l’incontinenza urinaria rappresenta certamente la condizione più frequente: si stima che ne soffra il 25% delle donne, indipendentemente dall’età, e il 50% della popolazione maschile e femminile nell’età geriatrica. Esiste inoltre l’incontinenza pediatrica, legata a problematiche disfunzionali o a cause neurologiche e malformative.

L’incontinenza urinaria può manifestarsi in occasione di sforzi, tosse e starnuti, accompagnarsi all’urgenza minzionale o avere caratteri misti (da sforzo e da urgenza). Nel maschio l’incontinenza urinaria deriva generalmente da un intervento alla prostata.
Oltre all’incontinenza urinaria fanno parte delle disfunzioni perineali il prolasso, il dolore pelvico cronico nonché l’incontinenza fecale e la stipsi cronica. Le persone che ne soffrono spesso non dispongono di informazioni e strumenti adeguati per comprendere la patologia stessa, combattere i pregiudizi che la circondano, contribuire ad alleviare il serio impatto psicologico della patologia.

Oggi l’incontinenza urinaria o fecale sono curabili, e nel momento in cui si presentano i primi sintomi, il paziente deve rivolgersi al proprio medico di famiglia che rappresenta il primo punto di riferimento a livello territoriale: sarà lui a poter indicare le prime analisi di screening e a indirizzare verso i centri di riferimento.

 

Come il Presidio San Camillo affronta i problemi di incontinenza urinaria?

Il nostro centro, guidato da due medici fisiatri e da un team di fisioterapisti, integrato da un servizio infermieristico, si occupa della terapia conservativa e riabilitativa delle problematiche disfunzionali del pavimento pelvico. Dalla visita medica specialistica scaturisce  il progetto riabilitativo individuale, che viene messo in atto dal terapista dedicato attraverso una serie di processi e procedure quali l’addestramento al training muscolare del pavimento pelvico, coadiuvato eventualmente da strumenti quali l’elettrostimolazione funzionale e il biofeedback, la SANS (stimolazione del nervo tibiale posteriore), la terapia comportamentale o bladder re-training, il counselling e la prescrizione di ausili. Vengono anche prese in carico alcune forme di incontinenza pediatrica.
L’attività si svolge in regime ambulatoriale, mentre le patologie più complesse, anche di origine neurologica, vengono affrontate durante un breve ricovero in Day Hospital.

 

Gli obiettivi sono costituiti dalla prevenzione primaria, diagnosi e cura riabilitativa delle seguenti patologie:

  • incontinenza urinaria femminile di varia eziologia e incontinenza post-parto
  • incontinenza urinaria post-chirurgica maschile e femminile
  • incontinenza urinaria secondaria a patologie neurologiche congenite e acquisite
  • sindromi dolorose pelviche
  • alterazioni della statica pelvica femminile
  • vescica iperattiva

Ma anche, ovviamente:














Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270

LISTE DI ATTESA - Presidio sanitario San Camillo TORINO


Ai sensi del Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 “Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”, art. 41 comma 6.

PRIME VISITE FISIATRICHE E NERUOLOGICHE E ESAMI DI DIAGNOSTICA PER IMMAGINI

La normativa prevede le seguenti classi di priorità per l’erogazione delle prestazioni ambulatoriali, attribuita dal Medico prescrittore sulla base delle specifiche condizioni cliniche del paziente:

  • U (URGENTE): prestazioni in urgenza da effettuarsi nel più breve tempo possibile e comunque entro 72 ore;
  • B (BREVE): prestazioni da effettuarsi entro un periodo breve: 10 giorni;
  • D (DIFFERIBILE): prestazioni da eseguirsi entro 30 giorni per visite ambulatoriali ed entro 60 giorni per prestazioni strumentali
  • P (PROGRAMMATA): prestazioni programmabili da eseguirsi entro 120 giorni.



L’indicazione della classe di priorità da parte del medico prescrittore è obbligatoria.

A partire dal mese di gennaio 2024 le agende relative alle prestazioni SSN degli esami di diagnostica per immagini e prime visite fisiatriche e neurologiche confluiscono nel Sovracup di Regione Piemonte.
Non è quindi possibile indicare i tempi di attesa.


TRATTAMENTI RIABILITATIVI

Relativamente ai i tempi di attesa per i trattamenti riabilitativi, la tempistica della presa in carico dei Pazienti è correlata ai codici disabilità presenti sul PPRI, secondo indicazioni Regionali alle quali si rimanda per le specifiche:

DISABILITA’ 2: Si tratta di disabilità complesse che non richiedono ricovero, ma un intervento, per competenza ed attrezzatura, altamente sofisticato.


DISABILITA’ 3: Si tratta di disabilità di entità rilevante, croniche o in fase di stabilizzazione che richiedono un intervento riabilitativo non complesso, né intensivo, ma protratto nel tempo.


DISABILITA’ 4: Si tratta di disabilità di entità contenuta, di recente insorgenza ed a rapida risoluzione (entro massimo sei mesi dall’inizio del trattamento).


DISABILITA’ 5: Sono disabilità croniche stabilizzate, di entità contenuta o minimale, per le quali possono essere necessari interventi riabilitativi "di mantenimento" o di "prevenzione del degrado motorio-funzionale acquisito" e/o un'attività didattico formativa.

Come struttura equiparata al pubblico e ospedale specializzato di riabilitazione intensiva il Presidio Sanitario San Camillo ritiene opportuno, nell’ambito delle risorse rese disponibili dal Budget assegnato dalla Regione Piemonte, dare la priorità ai progetti riabilitativi per disabilità di post acuzie (codici 2 e 4) urgenti.

Qui di seguito sono pubblicati, con cadenza mensile, i tempi di attesa per la classe di priorità D, calcolati nel giorno indice (primo lunedì lavorativo del mese).

Giorni d'attesa al giorno indice 04/05/2026

 

DescrizioneGiorni di attesa previstiGiorni di attesa effettivi
Inizio trattamento terapeutico riabilitativo - dis. 2 – Urgentin.a.30
Inizio trattamento terapeutico riabilitativo - dis. 2n.a.150
Inizio trattamento terapeutico riabilitativo - dis. 3n.a.180
Inizio trattamento terapeutico riabilitativo - dis. 4 - Urgentin.a.30
Inizio trattamento terapeutico riabilitativo - dis. 4n.a.150
Inizio trattamento terapeutico riabilitativo - dis. 5n.a.180

 

 

Per le procedure relative al rispetto dei tempi di attesa per le prestazioni specialistiche in primo accesso, ai sensi dell’art. 3 del D. Lgs. 29/04/1998 n. 124, si invita a seguire il seguente link:

https://www.aslcittaditorino.it/tempi-di-attesa-prestazioni-specialistiche/

Il Direttore Sanitario 
Dr. Francesco Arnoletti





















Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270