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08/02/20

Nevralgia del Trigemino o “Trigemino”

La nevralgia del trigemino causa dolore violento ed improvviso, a scariche sul volto.

Il dolore si manifesta senza cause apparenti o in seguito  alla stimolazione di  
zone trigger, ossia aree cutanee  eccezionalmente sensibili.
Si può trattare di un semplice tocco, dell’atto del radersi o truccarsi, di un colpo di vento, o anche dei movimenti di masticazione e delle labbra parlando. Interessa tipicamente un 
solo lato, prevalentemente il destro, tra la mandibola ed il labbro.
È dovuta al 
danno del nervo trigemino per perdita di mielina, il rivestimento delle fibre nervose. Spesso il danno è attribuibile ad un conflitto vascolare con un’ arteria contigua. Volgarmente si usa l’espressione “ho il trigemino” invece di “soffro di trigemino” o di nevralgia trigeminale.

La sofferenza

La nevralgia del trigemino è stata, descritta in termini drammatici già da secoli. Il pattern di distribuzione del dolore segue la distribuzione dei rami del trigemino, nella parte alta, media o bassa del viso. Il dolore si propaga ad accessi “elettrici” della durata di pochi secondi. Rimane una “sofferenza di base”, angosciante, che non si caratterizza tanto per la  presenza di dolore, quanto per la paura del dolore provocato ad ogni minimo movimento o stimolo sul viso.
Succede che dopo un periodo “critico” di settimane o mesi la nevralgia scompaia, dando l’illusione di una “guarigione”. Infatti ritorna anche dopo mesi, spesso in uno stesso periodo, senza causa apparente, ed è sempre più intenso.

Le cause

Non sempre il conflitto vascolare con il nervo trigemino è evidente, ma ciò nonostante la nevralgia può essere tipica. L’alterazione delle fibre risulta dal semplice “invecchiamento” del nervo”. Altre condizioni quali la sclerosi multipla o la compressione per effetto di un tumore possono produrre dolore trigeminale con caratteristiche tipiche. In questi casi si parla di nevralgia trigeminale sintomatica.

Classificazione

La nevralgia del trigemino viene distinta in tipo I e tipo II. La forma classica corrisponde al tipo 1, con attacchi di dolore “elettrico”, della durata di secondi o minuti, manifesti sul viso:  verso l’occhio (primo ramo o V1), verso il naso (secondo ramo o V2) e verso il mento (terzo ramo 0 V3) Figura 1. Si manifesta spesso dopo i 50 anni con un picco tra i 60 ed i 70 anni. In circa il 3% dei casi può essere bilaterale.

La terapia medica

Il dolore tipicamente risponde alla terapia con Carbamazepina, Dintoina e recentemente Gabapentin, Oxcarbazepina, Pregabalin, Lamotrigina o altri antiepilettici. Tutti hanno dimostrato una certa efficacia, ma il farmaco di prima scelta resta la carbamazepina, il farmaco più conosciuto. La risposta immediata in genere è buona, ma a lungo andare l’efficacia diminuisce ed appaiono gli svantagi di una terapia cronica.

Primo tra tutti la necessità di assunzione cronica con effetti collaterali spiacevoli.

La carbamazepina in particolare provoca sonnolenza vertigini ed alterazioni della crasi ematica (emocromo, funzionalità epatica etc.). Per controllare il dolore possono essere utili trattamenti topici o infiltrazioni con anestetico locale.

La terapia chirurgica della nevralgia del trigemino

Prima o poi ci si trova di fronte all’ intervento chirurgico, effettuabile in due modi fondamentali: percutaneo, in anestesia locale con leggera sedazione, o transcranico, in anestesia generale, con apertura del cranio (fossa cranica posteriore) e la micro-decompressione vascolare.


CONTINUA:   
https://neurochirurghi.com/nevralgia-del-trigemino-trigeminale/










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