CONTATORE PERSONE

11/06/2012

I nomi più prestigiosi dell'angiologia del convegno del S. Anna Hospital

I nomi più prestigiosi dell'angiologia del convegno del S. Anna Hospital

19/5/2012 Convegno Cagliari VoSM PROF. Veroux 6 P. by SAM.la ccsvi/pta di zamboni

19/5/2012 Convegno Cagliari VoSM PROF. Veroux 5 P. by SAM.la ccsvi/pta di zamboni

19/5/2012 Convegno Cagliari VoSM PROF. Veroux 4 PARTE by SAM.la ccsvi/p...

19/5/2012 Convegno Cagliari VoSM PROF. Veroux 3 P. by SAM.la ccsvi/pta di zamboni

19/5/2012 Convegno Cagliari VoSM PROF. Veroux 2 PARTE

19/5/2012 Convegno Cagliari VoSM PROF. Veroux 1 PARTE

10/06/2012

DA MS FOCUS - C.I.S.













LA MALATTIA DI DEVIC


I disturbi della coordinazione dei movimenti


 
La presenza di placche demielinizzanti a livello del cervelletto e
lungo le fibre che da esso si dipartono si esprime in un
correlato sintomatologico vario e complesso.

Il ruolo del cervelletto riguarda in primo luogo il controllo di compiti
motori rapidi come correre, scrivere al pc, suonare il piano e parlare.
Il cervelletto, inoltre, è in grado di pianificare con una
frazione di secondo in anticipo, il movimento successivo all'interno di
una sequenza, quando ancora il movimento è in fase di esecuzione,
garantendo così una regolare progressione dal primo al secondo. E'
facile comprendere allora come una perdita della funzionalità del
cervelletto sia causa di un'importante incoordinazione del movimento
che si esprime con sintomi quali: atassia, tremore intenzionale,
nistagmo cerebellare, disartria.



Atassia

I pazienti afflitti da atassia, alla deambulazione, barcollano a destra e a
sinistra, con difficoltà nel fermarsi e nel cambiare direzione.
L'instabilità è tale che il soggetto assume una andatura oscillante,
parendo quasi “ubriaco” e con la tendenza a deviare verso il lato della
lesione.



Tremore intenzionale

Quando il soggetto  cerca di eseguire un movimento intenzionale , al movimento si
accompagnano delle oscillazioni, per cui quando l'arto si avvicina
all'oggetto/ bersaglio, esso va oltre la mira e oscilla a destra e a
sinistra ripetutamente prima di raggiungere l'oggetto. Ciò dipende
dalla incapacità del cervelletto di smorzare il movimento. Quando
cerchiamo di raggiungere un oggetto, infatti, come un bicchiere a
tavola, o l'interruttore della luce, il movimento non sarà più
istantaneo, quasi meccanico, ma titubante e più lento.



Nistagmo cerebellare

Per nistagmo si intende un tremore o oscillazione dei bulbi oculari che
si accompagna solitamente quando il paziente tenta di fissare un
oggetto posto lateralmente a sé. La fissazione laterale non è
ferma, ma instabile associata a movimenti rapidi dei bulbi. Il
nistagmo può essere associato a perdita dell'equilibrio e a
nausea e vomito.



Disartria

Il danno cerebellare può determinare una alterazione della articolazione della parola. 
La parola dipende da un rapida ed ordinata successione dei movimenti da
parte dei muscoli della laringe, della bocca e dell'apparato
respiratorio. Una mancata coordinazione di questi muscoli e il non
riuscire a prevedere sia l'intensità che la durata dei suoni provocano
un disturbo quale la disartria. Alterazioni della parola si possono
esprimere in diverse forme: necessità a scandire le parole, cambiamento
nella pronuncia, difficoltà a pronunciare determinate lettere, voce
nasale, balbuzia, fino anche a perdita della parola nei casi più gravi.

R.I. Che cos'è la Radiologia Interventistica

La   Radiologia Interventistica (R.I.) è una branca ultra-specialistica
della Radiologia che comprende tutte quelle procedure terapeutiche
eseguite per via percutanea, cioè senza bisogno di "scopertura"
chirurgica dei distretti corporei su cui si opera, procedure
realizzate grazie all'impiego di tecniche e apparecchiature
radiologiche, mediante l'utilizzo di un apposito strumentario
rappresentato da aghi, guide, cateteri ed altri dispositivi.


Questi interventi vengono effettuati all'interno del corpo umano, a seconda
della procedura, con la guida della Radioscopia, dell'Ecografia,
della Tomografia Computerizzata, a volte anche associate tra loro. Le
procedure di Radiologia Interventistica si vanno sempre più diffondendo
ed affermando nella pratica clinica in alternativa alle tecniche
terapeutiche chirurgiche in vari campi e in varie situazioni cliniche;
trovano applicazione su quasi tutti i distretti corporei, nei vari
organi ed apparati; vengono distinte procedure di Radiologia
Interventistica Vascolare ed Extravascolare.* Angiografia:   Esame
radiologico delle arterie o delle vene, che attraverso l'impiego di
raggi x visualizza eventuali alterazioni determinate da stenosi o
occlusione. Vengono utilizzati cateteri endovasali e mezzo di contrasto
iodato per rendere l'arteria o la vena visibile.


*Angioplastica (PTA)  Dilata, rendendo pervi, vasi sanguigni stenosati o occlusi, inserendo dei  piccoli palloncino espandibili impiegati nel trattamento delle
patologie vascolari periferiche, renali e del distretto carotideo
etc.(
http://www.stenosicarotide.it/)
*Drenaggio biliare o stenting   Utilizza
delle protesi (stent, piccoli drenaggi) per ricanalizzare dotti
occlusi, permettendo il drenaggio della bile dal fegato.
*
Catetere venoso centrale   Introduzione
di un tubo-catetere percutaneo in un vaso venoso centrale (v. cava,
v. giugulare, etc) permettendo la somministrazione di farmaci o la
nutrizione parenterale.

* Chemioembolizzazione  
Somministrazione locoregionale di agenti chemioterapici selettivamente
nel distretto tumorale. Attualmente trova largo impiego nel
trattamento nei tumori del fegato o nelle neoplasie del sistema
neuroendocrino.

* Embolizzazione   Diretta
introduzione di agenti aggreganti (spirali, particelle o colle) in
un vaso ematico (trattamento delle emorragie, piccoli aneurismi dei
fibroma uterini.

* Cateterizzazione delle tube di Falloppio   Utilizza cateteri per riaprire le tube di Falloppio evitando la chirurgia (trattamento dell'infertilità).
* Manutenzione dei shunt A-V nel pz emodializzato   Utilizzo combinata di angioplastica e di trombolisi per riaprire un shunt A-V chirurgico, che permette la dialisi.
* Agobiopsia   Esami istologici delle neoplasie di mammella, polmone, e altre. Valida alternative alla biopsia chirurgica.
* Termoablazione con Radiofrequenza (RF)   Utilizzo delle onde energetiche di radiofrequenza (RF) per "bruciare" e distruggere neoplasie maligne.
*
Stent     Piccolo
tubo flessibile, costruito in plastica o metallo a maglie strette
utilizzato per il trattamento di diversi patologie (riapertura di
vasi sanguigni, o per tenere aperto vie che sono stati ostruite da
neoplasie o altro.

*Stent
link     Piccolo
tubo flessibile, costruito in plastica o metallo a maglie strette
utilizzato per il trattamento di diversi patologie (riapertura di
vasi sanguigni, o per tenere aperto vie che sono stati ostruite da
neoplasie o altro.

* Endoprotesi   Rinforza
e stabilizza un segmento vasale (aorta addominale) patologicamente
dilatato (aneurisma), introducendo attraverso un vaso periferico una
protesi con scheletro in accaio o altro e ricoperta con materiale
sintetico bio-compatibile.

*
Trombolisi   Scioglie coaguli intravasali attraverso la iniezione di farmaci trobolitici nella sede trombotica.
*
TIPS (transjugular intrahepatic portosystemic shunt)   Una
procedura salvavita nel paziente affetto da ipertensione portale
(cirrosi epatica) che diminuisce la pressione portale evitando
sanguinamenti da varici esofagee (pazienti in lista d'attesa di
trapianto di fegato).


*Uterine artery embolization  link Procedura di embolizzazione dell'arteria uterina per fermare un'eventuale   emorragia post-partum e evitando un possibile isterectomia. La stessa
procedura è utilizzata nel trattamento del fibroma uterino.
link  **  http://www.radiointerventistica.org/org/modules/xtrconsiglio/pazienti.php

I disturbi cognitivi

Disturbi della SM
Disturbi cognitivi - L'estrema variabilità delle manifestazioni cliniche della sclerosi
multipla, comprende anche i problemi di carattere cognitivo,
altrettanto variabili da paziente a paziente.

ESSI
 
si esprimono nell'ulteriore decorso clinico della malattia nel 40% dei
casi. Raramente compaiono all'esordio di malattia. Generalmente si
manifestano, invece, in modo graduale , anche dopo anni dall'esordio e
per molti pazienti in forma lieve. Solo nel 5-10% dei casi i deficit
cognitivi sono tali da compromettere le attività di vita quotidiana,
sociali e lavorative.


La funzione cognitiva più frequentemente colpita nella SM è la memoria.

Altri disturbi sono un'alterazione della concettualizzazione astratta ,
delle abilità visivo- spaziali, della capacità di memorizzare i
concetti, disturbi dell'attenzione e della concentrazione, soprattutto
nella capacità di rivolgere l'attenzione a più operazioni distinte.

Un problema cognitivo particolarmente fastidioso è la difficoltà a
trovare le parole giuste, l'avere spesso la sensazione di “ avere la
parola sulla punta della lingua”.

Viene rallentata la capacità di giudizio: decisioni che precedentemente parevano semplici, ora diventano difficili.

Alterata è anche la capacità di ragionamento, in particolare di fronte ad operazioni mentali complesse.

Terapisti professionali, neuropsicologi e patologi della parola o del
linguaggio, sono in grado sulla base di specifici test di analizzare i
deficit e le capacità cognitive del singolo paziente.

Quando i disturbi cognitivi diventano di difficile gestione per il malato,
l'appoggio ad una persona specializzata può essere indispensabile, allo
scopo di convivere meglio anche con questo aspetto della malattia.

La Sindrome Clinicamente Isolata

 
Per  Sindrome Clinicamente Isolata  si intende la comparsa di un episodio neurologico che duri almeno 24 ore e che sia compatibile con una malattia demielinizzante del sistema nervoso centrale. Le sedi interessate dal processo demielinizzante possono essere diverse: NERVO OTTICOhttp://www.medicitalia.it/dizionario-medico/nervo%20ottico" title="glossario: nervo ottico (neurite ottica), emisferi cerebrali (sindrome emisferica), troncoencefalo/cervelletto (sindrome troncoencefalica acuta), il midollo spinale (mielite). Se la sede interessata è una sola si parla di CIS monofocale, mentre se vi è l'interessamento di più sedi contemporaneamente si parlerà di CIS multifocale.

Quali sono i Segni e i Sintomi ?

Neurite Ottica: sintomo dominante è la riduzione subacuta dell’acuità visiva, accompagnata da dolore all’occhio che si aggrava con il movimento del bulbo oculare.
Sindrome emisferica: i sintomi sono rappresentati da disturbi motori e sentivi interessanti un emisoma, più raramente disturbi del linguaggio (afasia), disturbi psichiatrici.
Sindrome Tronco-encefalica acuta: si manifesta con disturbi imputabili ad un coinvolgimento delle strutture del troncoencefalo (disturbi di sensibilità al volto, vertigini, disturbi dell’udito, disfagia, diplopia) o del cervello (disturbi di coordinazione motoria degli arti, disturbi equilibrio, tremore, atassia).
Mielite: l’interessamento del midollo spinale determina debolezza agli arti, disturbi sensitivi, disfunzioni sfinteriche e vescicali, dolori alla schiena e dolori radicolari.

Come si fa la Diagnosi?

La diagnosi di CIS viene posta sottoponendo il paziente a Risonanza Magnetica dell’encefalo con mezzo di contrasto che permetterà di evidenziare, la sede della lesione demielinizzante, l’eventuale presenza di altre aree interessate e l’ eventuale captazione di mezzo di contrasto che indicherà come la lesioni sia in fase attiva per la presenza di alterazione della barriera ematoencefalica. Il secondo esame fondamentale è quello del liquido cefalo-rachidiano, prelevato attraverso la puntura lombare, la cui analisi chimico-fisica e infettivologica permetterà di escludere altre cause del processo demielinizzante tra cui quelle infettive e di ricercare le cosidette bande oligoclonali costituite da anticorpi appartenenti alla classe delle immunoglobuline G. Sarà, inoltre, utile eseguire i Potenziali evocati visivi (PEV), somatosensoriali (PESS), acustici (PEA) e i potenziali evocati motori (PEM). I potenziali evocati permetteranno di studiare le risposte del Sistema Nervoso Centrale ad uno stimolo sensoriale e analizzare l’integrità delle vie nervose che dalla periferia portano le informazioni verso il cervello, permettendo di evidenziare zone danneggiate del sistema nervoso centrale non evidenti con l’esame di Risonanza Magnetica.

Avere una diagnosi di CIS equivale ad avere una Sclerosi Multipla?

Non tutti i soggetti con una CIS svilupperanno necessariamente una Sclerosi Multipla. Tale rischio è maggiore se la Sindrome Clinicamente Isolata si presenta come multis intomatica, se sono presenti più di un’area di lesione alla Risonanza Magnetica e le bande oligoclonali nel liquido cefalo-rachidiano.