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NON SI PUO' DISCRIMINARE N.E.S.S.U.N.O.
attenzione esistono le leggi
NON SI PUO' DISCRIMINARE:
La Legge 7771, art. 48 protegge dalle discriminazioni per razza, nazionalità, genere, età, scelte politiche, orientamento sessuale, posizione sociale, situazione economica, stato civile e malattia.... E TANTO MENO PER CHI NON HA UN GREENPASS.
io non dimentico - ROMA, 31 MAGGIO 2011
Presidio al parlamento
dalle 10.00 alle 14.00 in Piazza Monte Citorio,
per il diritto alla diagnosi e alla cura della CCSVI

link originale:
https://ccsvism.xoom.it/2011-05-31_Manifestazione_Piazza_Montecitorio_ROMA.html
**Glicemia
Glicemia: che cos’è e perché è importante misurarla
Si può misurare il livello di glucosio nel sangue, la glicemia, con un esame molto semplice. In questo articolo vediamo come si svolge il test e quali indicazioni può darci sulla nostra salute.
Il glucosio e il suo guardiano: l’insulina.
Il glucosio è una tipologia di zucchero semplice, fonte primaria di energia per il corpo. Infatti tutti i carboidrati che vengono assunti tramite la dieta, per esempio tramite frutta e cereali, seppur diversi tra di loro, vengono convertiti in più piccole molecole di glucosio e riversate nel sangue. Questo verrà poi distribuito nel nostro organismo affinché le cellule lo utilizzino per produrre energia e mantenere i nostri processi vitali.
Il livello di glucosio nel sangue è controllato da un ormone chiamato insulina. Questa molecola, prodotta da alcune cellule specializzate del pancreas chiamate cellule “beta”, svolge alcune importanti funzioni ipoglicemizzanti, cioè che abbassano la glicemia, per esempio dopo un pasto. Semplificando, quando la glicemia è alta l’organismo ha una fonte di energia a disposizione, e l’insulina è l’ormone che ordina ai nostri tessuti di utilizzarla o di immagazzinarla per il futuro. L’insulina quindi:
- Induce l’assorbimento del glucosio nel sangue da parte dei tessuti;
- Favorisce la produzione di glicogeno nel fegato, una forma “di stoccaggio” dell’energia;
- Impedisce la degradazione del glicogeno a glucosio, la quale innalzerebbe nuovamente i livelli di glucosio nel sangue.
Come si effettua l’esame della glicemia
Come già accennato, la glicemia è un indice che misura il glucosio circolante tramite un normale esame nel sangue.
Il livello di glucosio viene influenzato dai pasti, perciò la glicemia può essere misurata sia in qualsiasi momento, oppure dopo un digiuno di almeno 8 ore durante il quale è possibile assumere solo acqua. In questo modo l’esame è “standardizzato” dal digiuno avvenuto prima dell’esame. Di solito l’esame viene svolto con questa modalità, per assicurare risultati più accurati e interpretabili da parte del medico.
continua nel link originale:
https://www.med4.care/glicemia-perche-misurarla-esame-laboratorio/
*ADE*
ADE: Antibody-dependent Enhancement
Il fenomeno biologico di cui parliamo oggi si chiama Antibody-Dependent Enhancement (ADE) ed è una delle ragioni per cui un vaccino promettente può risultare inefficace, qualora non vengano sviluppati gli anticorpi “giusti”.
Questo fenomeno è stato scoperto nel 1977 da un virologo che studiava la malattia di Dengue e da allora è stato riconosciuto anche per altri virus, inclusi alcuni della famiglia dei coronavirus.
Il vaccino come metodo di protezione a lungo termine dalle malattie virali
La produzione di un vaccino è generalmente considerata la via più promettente per proteggere a lungo termine la popolazione mondiale dai virus.
L’obiettivo della vaccinazione è quello di proteggere le nostre cellule dall’invasione del virus. Mimando l’infezione, la vaccinazione induce la produzione duratura di anticorpi, cioè proteine specifiche del sistema immunitario che riconoscano il virus e coadiuvano la sua eliminazione. A differenza dell’infezione reale, in cui il sistema immunitario incontra il virus intero, nella vaccinazione la produzione di anticorpi viene indotta verso solamente alcune strutture “chiave” del virus, le quali sono state reputate determinanti per l’entrata nelle cellule. Una di queste è la famosa proteina spike, una proteina che, come una chiave, apre le cellule all’entrata del virus.
La speranza è che il sistema immunitario della persona vaccinata produca alti livelli di anticorpi anti-spike che impediscano l’interazione e quindi l’invasione delle nostre cellule.
Non tutti gli anticorpi sono uguali: anticorpi neutralizzanti e non
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https://www.med4.care/ade-antibody-dependent-enhancement/
Perché fa male il braccio dopo il vaccino
Sono in tanti a manifestare un dolore al braccio, in sede di iniezione, nelle ore successive alla vaccinazione anti-COVID-19. Il fastidio può comparire qualche ora dopo l'inoculazione del siero e durare alcune ore o giorni giorni. E' un effetto collaterale lieve che non riguarda unicamente i vaccini contro il SARS-CoV-2. Cosa scatena il dolore? E’ una conseguenza della risposta immunitaria, in seguito all’iniezione di sostanze estranee nel nostro organismo. Un segnale positivo e indicativo che il nostro corpo sta reagendo come dovrebbe. Ovviamente, data la complessità del sistema immunitario e le differenze tra i singoli individui, può anche accadere di non avvertite alcun dolore: i soggetti, infatti, possono sviluppare una risposta immunitaria protettiva anche senza manifestare reazioni particolari. Ma cosa accade esattamente nel nostro braccio dopo l’iniezione? E perché alcuni avvertono dolore, mentre altri no? Lo abbiamo chiesto alla Dott.ssa Veronica De Rosa, Ricercatrice presso l’Istituto per l’Endocrinologia e l’Oncologia Sperimentale (IEOS) del CNR di Napoli.
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https://www.today.it/benessere/salute/perche-fa-male-il-braccio-dopo-il-vaccino.html
Covid e inquinamento....
La sinergia tra Covid-19 e inquinamento ambientale potrebbe causare un crollo della fertilità maschile a livello planetario, soprattutto tra più giovani, soggetti maggiormente colpiti in questa fase della pandemia. A sollevare l’attenzione sul tema uno studio, pubblicato sulla rivista scientifica “International Journal of Environmental Research and Public Heatlh”, frutto del progetto di ricerca "Eco Food Fertility", coordinato dal Dott. Luigi Montano, UroAndrologo dell’ASL di Salerno e Presidente della Società Italiana di Riproduzione Umana (SIRU). Questo studio, in particolare, condotto da alcuni ricercatori della Rete Interdisciplinare per la Salute Ambientale e Riproduttiva (R.I.S.A.R.) del progetto Eco Food Fertility - che ha visto la partecipazione dell’Istituto per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA), del Centro Hera di Catania, e delle Università di Napoli (Federico II), di Brescia, di Salerno e di Varese - individua negli spermatozoi le prime sentinelle dell’inquinamento ambientale, ovvero biomarcatori affidabili e anche predittivi di impatti futuri sulla salute umana. Il crollo della fertilità maschile collegato all’impatto ambientale, messo in luce dal progetto di ricerca Eco Food Fertility, potrebbe essere accelerato dall’azione sinergica fra Covid-19 ed inquinamento, compromettendo ulteriormente la già ridotta capacità riproduttiva maschile, con un serio rischio per il futuro della specie umana. “Dal 1939 al 2017 - spiega a Today il Dott. Montano - il numero di spermatozoi medi è crollato a ritmi preoccupanti, non sembra andar meglio in Africa centrale, Cina, India, Brasile, dove il declino dal 2000 al 2015 sembra ancor più vertiginoso. Se i politici e le autorità sanitarie non prenderanno atto della gravità della situazione, velocizzando il processo di transizione ecologica, la specie umana, a causa di questo declino che potrebbe essere accelerato dalla pericolosa sinergia fra inquinamento e Covid-19, può rischiare l’estinzione entro il 2050”.
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