CONTATORE PERSONE

08/02/26

Fase I - sperimentazione




Con lo studio di fase 1 ha inizio la sperimentazione del principio attivo sull’uomo che ha lo scopo di fornire una prima valutazione della sicurezza e tollerabilità del medicinale.

Questi studi sono condotti in pochi centri selezionati su un numero limitato di volontari sani per i quali è documentata l’assenza la non predisposizione a malattie.
L'obiettivo principale è la valutazione dei potenziali effetti collaterali che possono essere attesi, in base aii risultati delle precedenti sperimentazioni sugli animali e la valutazione della modalità di azione e distribuzione del farmaco nell’organismo.

I volontari vengono divisi in più gruppi, ciascuno dei quali riceve una diversa dose di farmaco, per valutare gli eventuali effetti indesiderati della sostanza in relazione alla quantità somministrata.
Se l’oggetto della sperimentazione sono gravi patologie, questi studi possono essere condotti direttamente su pazienti che ne sono affetti e per i quali il farmaco è stato pensato.

Se il farmaco dimostra di avere un livello di tossicità accettabile rispetto al beneficio previsto (il cosiddetto profilo beneficio/rischio), può passare alle successive fasi della sperimentazione

 continua qui la tua lettura:   https://www.aifa.gov.it/sperimentazione-clinica-dei-farmaci

cosa c'e' da sapere - sperimentazione clinica e le Fasi

Le fasi I, II e III della sperimentazione clinica sono passaggi fondamentali e sequenziali per testare nuovi farmaci sull'uomo, garantendone sicurezza ed efficacia prima dell'approvazione.






La ricerca clinica in Italia vede coinvolti numerosi attori:

l'
AIFA per l’autorizzazione degli studi ed emendamenti di ogni fase,

l’
Istituto Superiore di Sanità per il parere consultivo sugli studi ed emendamenti di Fase I,

i
Comitati Etici per i pareri di merito nelle strutture sanitarie in cui si svolge lo studio clinico,
le Direzioni Generali delle strutture sanitarie per la definizione dei contratti,

il
network Eudravigilance per la segnalazione di reazioni avverse serie e inattese  in corso di sperimentazione,

i
promotori e i ricercatori direttamente coinvolti nello svolgimento delle singole sperimentazioni cliniche


continua qui la tua lettura: 

https://www.aifa.gov.it/sperimentazione-clinica-dei-farmaci

05/02/26

DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE - Tecfidera

Posologia e modo di somministrazione

 Il trattamento deve essere iniziato sotto la sorveglianza di un medico esperto nel trattamento della sclerosi multipla. Posologia La dose iniziale è di 120 mg due volte al giorno.

Dopo 7 giorni, la dose deve essere aumentata alla dose di mantenimento raccomandata di 240 mg due volte al giorno (vedere paragrafo 4.4).

Se un paziente dimentica una dose, non deve prendere una dose doppia.

Il paziente può prendere la dose dimenticata solo rispettando un intervallo di 4 ore tra le dosi.

In caso contrario, deve attendere la dose successiva programmata.


La riduzione temporanea della dose a 120 mg due volte al giorno può ridurre l’insorgenza di rossore (flushing) e di reazioni avverse gastrointestinali.
Entro 1 mese, deve essere ripresa la dose di mantenimento raccomandata di 240 mg due volte al giorno.
Tecfidera deve essere assunto con il cibo (vedere paragrafo 5.2).

L’assunzione di Tecfidera con il cibo può migliorare la tollerabilità in quei pazienti che possono essere soggetti a rossore o a reazioni avverse gastrointestinali (vedere paragrafi 4.4, 4.5 e 4.8).





Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Esami del sangue/analisi di laboratorio Negli studi clinici sono state osservate alterazioni delle analisi di laboratorio per la funzionalità renale in soggetti trattati con dimetilfumarato (vedere paragrafo 4.8).
Le implicazioni cliniche di queste alterazioni non sono note.

Una valutazione della funzionalità renale (ad es. creatinina, valori ematici di azoto ureico e analisi delle urine) è raccomandata prima dell’inizio della terapia, dopo 3 e 6 mesi di terapia e successivamente ogni 6-12 mesi, come clinicamente indicato.

Un danno epatico da farmaci, inclusi l’aumento degli enzimi epatici (≥3 volte il limite superiore della norma (ULN)) e l’incremento dei livelli di bilirubina totale (≥2 volte ULN), può derivare dal trattamento con dimetilfumarato.
Il tempo all’insorgenza può essere immediato, di diverse settimane o più lungo.
La risoluzione delle reazioni avverse è stata osservata dopo l’interruzione del trattamento.

Si raccomanda di valutare i livelli sierici delle aminotransferasi
 (ad es. alanina aminotransferasi (ALT), aspartato aminotransferasi (AST)) e della bilirubina totale prima di iniziare e durante il trattamento, come clinicamente indicato.

I pazienti trattati con Tecfidera possono sviluppare una linfopenia severa e prolungata (vedere paragrafo 4.8).

Dimetilfumarato non è stato studiato nei pazienti con una conta linfocitaria bassa preesistente ed è necessario prestare attenzione durante il trattamento di questi pazienti.
Prima di iniziare il trattamento con Tecfidera, deve essere eseguito un emocromo completo aggiornato, compresi i linfociti.

Qualora si riscontri una conta linfocitaria al di sotto del range normale, deve essere condotta un’attenta valutazione delle possibili cause prima di iniziare la terapia con Tecfidera.
Dopo l’inizio della terapia, è necessario effettuare una valutazione dell’emocromo completo, compresi i linfociti, ogni 3 mesi.

Nei pazienti con conte linfocitarie <0,5x109 /L che persistono per oltre 6 mesi deve essere presa in considerazione l’interruzione di Tecfidera.

Il rapporto beneficio/rischio della terapia deve essere riconsiderato in fase di discussione con il paziente nel contesto delle altre opzioni terapeutiche disponibili.

Nell’ambito di tale rivalutazione, possono essere inclusi fattori clinici, nonché la valutazione di qualsiasi esame di laboratorio e di imaging.

Qualora la terapia venga continuata nonostante la persistenza di una conta linfocitaria < 0,5x109 /L, si consiglia di aumentare il livello di vigilanza (vedere inoltre il paragrafo sulla Leucoencefalopatia multifocale progressiva PML).

È necessario controllare le conte linfocitarie fino al loro recupero.

A seguito del recupero e in assenza di opzioni terapeutiche alternative, le decisioni riguardo all’eventualità di ricominciare o meno la terapia con Tecfidera dopo l’interruzione del trattamento si devono fondare sul giudizio clinico. Nei pazienti con conte linfocitarie ≥0,5x109 /L e <0,8x109 /L per oltre 6 mesi, deve essere valutato il rapporto beneficio/rischio.

Risonanza magnetica per immagini (MRI) Prima di iniziare il trattamento con Tecfidera, deve essere disponibile una MRI basale (solitamente entro 3 mesi) da usare come riferimento.

La necessità di ulteriori esami di MRI deve essere valutata in accordo alle raccomandazioni nazionali e locali.

La MRI può essere presa in considerazione nell’ambito dell’aumento del livello di vigilanza nei pazienti considerati a maggior rischio di PML.

In caso di sospetto clinico di PML, è necessario eseguire immediatamente una MRI a fini diagnostici.

Leucoencefalopatia Multifocale Progressiva (PML)

Con dimetilfumarato e altri medicinali contenenti fumarati, si sono verificati casi di PML nell’ambito di una linfopenia prolungata da moderata a severa.

La PML è un’infezione opportunistica causata dal virus di John Cunningham (JCV), che può essere fatale o comportare una grave disabilità.

La PML può verificarsi soltanto in presenza di un’infezione da JCV.

Qualora vengano effettuati test sul JCV, si deve tenere in considerazione che l’influenza della linfopenia sull’accuratezza del test per gli
anticorpi anti-JCV non è stata studiata nei pazienti trattati con dimetilfumarato.

È inoltre necessario tenere presente che un test per la presenza di anticorpi anti-JCV negativo (in presenza di conte linfocitarie normali) non preclude la possibilità di infezione da JCV in futuro.

Al primo segno o sintomo indicativo di PML, Tecfidera deve essere sospeso e devono essere eseguite appropriate valutazioni diagnostiche.

I sintomi della PML possono essere simili a quelli di una recidiva di sclerosi multipla.

I
sintomi tipicamente associati alla PML sono vari, progrediscono nell’arco di giorni o settimane e comprendono debolezza progressiva di un lato del corpo o scarsa coordinazione degli arti, disturbi della vista e alterazioni del pensiero, della memoria e dell’orientamento che provocano confusione e cambiamenti della personalità.

 continua qui la tua lettura:

https://ec.europa.eu/health/documents/community-register/2018/20180920142303/anx_142303_it.pdf



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inibitore orale sperimentale - fenebrutinib

Il fenebrutinib è un inibitore orale sperimentale della tirosin-chinasi di Bruton (BTK), caratterizzato da un meccanismo d'azione non-covalente e reversibile. È in grado di penetrare il sistema nervoso centrale, posizionandosi come una promettente terapia per la sclerosi multipla, grazie alla sua capacità di inibire le cellule B e la microglia, riducendo le lesioni e il tasso di ricadute.

03/02/26

Un confronto specialistico esplora evidenze recenti, dibattiti scientifici e sviluppi clinici legati alla CCSVI.

Nuove rotte di ricerca sulla Sclerosi Multipla

Mercoledì 4 febbraio 2026, alle 19:30, il canale YouTube TitoloTv ospiterà una diretta dedicata a uno dei temi più discussi della neurologia contemporanea: la CCSVI (Insufficienza Venosa Cronica Cerebrospinale) e il suo possibile legame con la Sclerosi Multipla.

Protagonista dell’incontro sarà il Prof. Paolo Zamboni, chirurgo vascolare dell’Università di Ferrara e figura di riferimento internazionale per gli studi che, negli ultimi anni, hanno alimentato un vivace dibattito scientifico.

In collegamento anche il 
Dott. Pietro Procopio e il Prof. Gualtiero Nicolini, con la moderazione del giornalista Donato Francesco Bianco.





continua qui la tua lettura  sul sito originale:

https://ccsvi-sm.org/news/nuove-rotte-di-ricerca-sulla-sclerosi-multipla/?sfnsn=scwspmo&fbclid=IwY2xjawPvNYJleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeWFgU7dh0zdNq0SHDtjv7gWtfYAsbjEeDCbyIMczsOlIQcC3JKNDskeYop-M_aem_NF7r2QhHx54On6xGMDs6KQ

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Neuromielite ottica acuta (malattia di Devic)

La neuromielite ottica (NMO) di Devic è una malattia autoimmune rara del sistema nervoso centrale (SNC). Essa è caratterizzata da episodi acuti di mielite trasversa, il più delle volte longitudinale estesa, e da neurite ottica.

Il suo quadro nosologico, anche se definito da Eugène Devic nel 1894, è stato chiarito solo di recente.
Il decorso clinico della NMO è rapidamente peggiorativo, in assenza di un trattamento appropriato.
Per lungo tempo, la malattia di Devic è stata considerata una forma particolare di sclerosi multipla (SM).
Tuttavia, studi recenti hanno evidenziato differenze nella clinica, nell’epidemiologia, nell’immunologia e nell’anatomia patologica tra SM e NMO.

La distinzione tra SM e NMO è fondamentale perché la loro prognosi e il loro trattamento sono diversi. Durante l’ultimo decennio, la comprensione e la presa in carico di questa malattia sono aumentate drammaticamente.
La NMO è caratterizzata dalla presenza di autoanticorpi diretti contro l’acquaporina 4 (anti-AQP4). Rilevabili nel siero nel 75% circa dei pazienti, gli anti-AQP4 sono un biomarcatore diagnostico e prognostico.

La loro scoperta ha permesso l’espansione dello spettro della NMO a danni encefalici o del tronco cerebrale. Questa espansione ha fatto proporre l’espressione “NMO spectrum disorder”.

 
Questi anti-AQP4 svolgono anche un ruolo chiave nella fisiopatologia della NMO per la loro fissazione sul loro bersaglio sulla superficie degli astrociti.

Non esiste ancora un gold standard per il protocollo di trattamento da proporre nella NMO.

Questo dovrebbe, tuttavia, essere stravolto con l’introduzione di studi clinici randomizzati, in doppio cieco.

L’attuale consenso si basa su un’immunosoppressione generale o selettiva (rituximab).

Le terapie solitamente usate nella sclerosi multipla appaiono inefficaci o, addirittura, deleterie.

continua qui:

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1634707216817754

5 per mille - Codice Fiscale 97587140019 - RICERCA SCIENTIFICA

Fondazione Scientifica Mauriziana Onlus


il tuo 5 per mille per finanziare la RICERCA SCIENTIFICA
Inserisci il nostro Codice Fiscale 97587140019 nel riquadro "Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all'art. 10, c. 1, lett a), del D.Lgs. n. 460 del 1997" della Tua dichiarazione dei redditi

31/01/26

Sessione di discussione in presenza II: MOGAD e ADEM







**Sessione di discussione in presenza II: **MOGAD e adem

Al RNDS 2024, i dottori Teri Schreiner, Michael Levy e Grace Gombolay hanno condiviso la loro competenza in neuroimmunologia pediatrica e degli adulti, concentrandosi sulla diagnosi e la gestione dell'encefalomielite acuta disseminata (ADEM) e della malattia da anticorpi MOG (MOGAD) [00:00:53].

Il dottor Schreiner ha fornito una panoramica dettagliata dell'ADEM, inclusi sintomi tipici, criteri diagnostici e opzioni di trattamento [00:05:24]. Il dottor Gombolay ***ha quindi spiegato la MOGAD, confrontandone i sintomi e la progressione con quelli di altri disturbi neuroimmuni come la sclerosi multipla (SM) e il disturbo dello spettro della neuromielite ottica (NMOSD) [00:17:24]. ***

La sessione ha incluso un segmento in cui i relatori hanno risposto alle domande del pubblico sull'efficacia del trattamento, la gestione dei sintomi e le sfide della copertura assicurativa per trattamenti come l'IVIG [00:28:36].

Si prega di notare che le informazioni condivise durante questa sessione hanno solo scopo informativo e non costituiscono consigli medici. È possibile visualizzare le diapositive della presentazione qui:
pdf [https://files.wearesrna.org/symposia/2024_rnds/slides/2024RNDS_Schreiner.pdf](https://files.wearesrna.org/symposia/2024_rnds/slides/2024RNDS_Schreiner.pdf)

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29/01/26

*sclerosi multipla* Il primo paziente è già stato reclutato - cellule staminali anti sclerosi multipla

Le cellule staminali anti sclerosi multipla, la sperimentazione al via grazie ad Aism: «Se vi chiedono soldi non sono studi seri»

Gianvito Martino: «Coinvolti 100 pazienti e diversi ospedali»

«Il primo paziente è già stato reclutato, tra pochi mesi partirà la sperimentazione di fase due».

Il neuroscienziato Gianvito Martino — direttore scientifico dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano, ordinario di Biologia sperimentale e prorettore alla ricerca dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano — annuncia l’avvio della nuova fase di uno studio sulla sclerosi multipla.
I progressi della medicina stanno esplorando nuove frontiere e il trail già approvato e ai blocchi di partenza darà delle risposte ancora più concrete ad un’intuizione avuta oltre vent’anni fa

«L’idea di immettere nel sangue milioni di cellule staminali fetali neurali - commenta il professore che domani alle 17:30 sarà il protagonista del secondo incontro della rassegna I Pomeriggi della Medicina, organizzata dall’Ordine dei Medici di Brescia al San Barnaba - è nata perché si era visto che per certe malattie che presentavano lesioni in più aree del cervello non era possibile eseguire trapianti multipli di cellule cerebrali».

Lo studio sulla sclerosi multipla coinvolgerà 100 pazienti e diverse strutture ospedaliere lombarde.
«Inietteremo ai pazienti due dosi da 250 milioni di cellule staminali nel liquido
cerebrospinale tramite una puntura lombare e poi - spiega il neuroscienziato - li seguiremo per lungo tempo per capire se ci sono miglioramenti nel movimento ecc…».
Questa sperimentazione è stata resa possibile grazie al finanziamento dell’Aism, l’Associazione italiana sclerosi multipla. «È uno studio - continua Martino -
a cui i pazienti possono partecipare gratuitamente

Voglio avvisare i malati che si sottopongono a sperimentazioni varie: se vi chiedono soldi non sono studi seri
».










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Non è andato tutto bene - trailer




link


https://rumble.com/v3g63ie-non-andato-tutto-bene-trailer.html

VERTIGINI E MALATTIE DEMIELINIZZANTI

Questo gruppo di malattie (vedi Tabella 23-1) è caratterizzata da lesioni che sono associati con perdita di mielina con relativo risparmio di assoni. Ci sono molti tipi di malattie che danneggiano la mielina in concerto con la distruzione degli assoni.Tuttavia, tali condizioni non sono considerate "demielinizzante" a causa dei loro effetti non specifici e secondari sulla mielina. Inoltre, ci sono disordini metabolici di mielinizzazione caratterizzate dall'accumulo dei prodotti di degradazione anormali.  Questi sono considerati disturbi "dysmyelinative", o leucodistrofie (cioè, leucodistrofia metacromatica, malattia di Krabbe) e non demyelinative anche se entrambe le condizioni tendono a colpire le vie della sostanza bianca.

La mielina del sistema nervoso Centrale e mielina del sistema nervoso periferico sono antigenicamente diverso (come si addice al fatto che mielina del SNC deriva da oligodendroglia e PNS mielina viene da cellule di Schwann). Pertanto, alcune patologie demielinizzanti attaccano il sistema nervoso centrale (il prototipo è la sclerosi multipla), mentre altri agiscono sul sistema nervoso periferico (prototipo è la sindrome di Guillain-Barre).



TABELLA malattie-demielinizzanti

  1. Allergico
    • Encefalomielite allergica sperimentale
    • Acuta disseminata encefalomielopatia
    • Acuta emorragica encefalomielopatia
    • Neurite allergica sperimentale
    • * Guillian-Barre syndome (probabile)
  2. Eziologia sconosciuta
    • *Sclerosi multipla
    • Malattia di Devic
  3. Eziologia infettiva (infezioni da virus lento)
    • Leucoencefalopatia multifocale progressiva
    • Visna (negli ovini)

 

Sistema nervoso periferico (SNP)

Sindrome di Guillain-Barre

Ci sono prove che la sindrome di Guillain-Barre (GBS) è mediata da un attacco immunitario mielina dei nervi periferici. In questa condizione, nervi periferici (in realtà, solitamente a livello delle radici nervose prossimali) mostrano infiltrati infiammatori con cellule coinvolte nella immunità cellulo-mediata. Perché immunità mediata dalle cellule è coinvolto, la condizione sembra dipendere più produzione di citochine locale che lo sviluppo di anticorpi circolanti. Tuttavia, plasmaferesi (che rimuove una quantità significativa di anticorpi circolanti) e infusi immunoglobuline umane (che modulano il sistema immunitario da meccanismi poco chiari) sono in grado di limitare i danni acuti nella condizione (queste aiutano solo se fatto nelle prime fasi del decorso clinico). I principali cambiamenti patologici, come ci si aspetterebbe con una malattia autoimmune, sono infiltrato infiammatorio perivascolare, insieme con demielinizzazione nelle radici nervose colpite e nervi. Di solito c'è relativamente pochi danni al sottostante assoni a meno che la reazione infiammatoria è drammatica.

GBS è una drammatica la neuropatia demielinizzante acuta a rapida insorgenza (ore o giorni). Questo di solito produce debolezza delle estremità e la muscolatura assiale, che può evolvere per insufficienza respiratoria e soffocamento del motore se il supporto non è disponibile. Prima della disponibilità di supporto respiratorio artificiale, il tasso di mortalità era del 60%. Il coinvolgimento del sistema nervoso autonomo può anche situazione indicano un coinvolgimento assonale e, anzi, c'è una forma di GBS in cui il coinvolgimento assonale predomina (in particolare in Asia Orientale). Coinvolgimento Autonomic può portare a minacciare le irregolarità della pressione arteriosa e aritmie cardiache. Questa condizione comporta spesso più grandi fibre nervose sensoriali pure.  Poiché il più grande, fibre sensitive più pesantemente mieliniche sono le fibre elastiche muscolare, e poiché queste fibre e gli assoni motori sono parti diretti dell'arco riflesso, riflessi tendinei profondi sono quasi sempre perse molto presto nel corso della malattia, anche nei muscoli che non sono ancora clinicamente deboli.Come la condizione progredisce, non ci può essere cambiamento sensoriale, nonché (di solito intorpidimento e formicolio), ma l'immagine è di solito dominata dalla debolezza flaccida. Anche se la presentazione più comune è con una paralisi ascendente, raramente, si può iniziare interessando muscoli cranici. La diagnosi può essere aiutata da valutazione CSF, che mostra i livelli di proteine, con pochissime cellule infiammatorie effettivi (di solito non oltre il limite superiore della norma). Questo è stato definito "la dissociazione cytoalbuminologic".

C'è un modello sperimentale per questa condizione (neurite allergica sperimentale). Una prima, di solito respiratorie superiori, infezione con uno di una varietà di agenti è stato il motivo originale per implicare un meccanismo immunitario. Più di recente, è stato riconosciuto che precede diarrea a causa di infezione da Campylobacter può anche innescare esso.Il meccanismo putativo per la condizione è "mimetismo molecolare", sia con il microbo in sé o le variazioni di cellule del corpo prodotte da agenti infettivi che producono una reazione immunitaria che trova epitopi simili espressi sulla cellula di Schwann.

Tipicamente, dopo un periodo di progressione che può durare una settimana o due, la condizione si stabilizza e poi aumenta spontaneamente (con proliferazione delle cellule di Schwann e ricostituzione della guaina mielinica). Questo miglioramento si verifica nel corso di settimane o mesi e molti pazienti, anche quelli che sono gravemente colpiti, recuperare completamente. Il più grave dei sintomi e il più vecchio il paziente, più è probabile che ci deve essere danno residuo. Il più grave danno effettivo al sottostante assoni (come sottoprodotto di un grave attacco immunitario sulla guaina mielinica) più è probabile che ci deve essere residuale. L'elettromiografia è in grado di determinare la quantità di danno assonale c'è stata.

Poliradiculoneuropatia Cronica Demielinizzante Infiammatoria (CIDP)

Questa condizione è dovuta a un attacco immunitario cronica sulla periferica mielina. Di solito è più insidiosa di sindrome di Guillain-Barre e risponde anche meglio ai trattamenti immunomodulatori. Non solo stare meglio con plasmaferesi e infusi di immunoglobuline umane, ma risponde anche alle immunosoppressore farmaci, tra cui Prednisone. Tuttavia, a differenza di GBS, la condizione recidive fuori di immunosoppressori e può anche avere un po 'di ceretta spontanea e il calare dei sintomi. La diagnosi della malattia può essere difficile soprattutto al momento della comparsa. Come con GBS (e per lo stesso motivo) abolisce spesso riflessi anche nei muscoli clinicamente non affetti.Inoltre, CSF mostra molto ricca di proteine ​​(spesso superiore con GBS) con poche cellule infiammatorie attuali.

Vertigini e sclerosi multipla (SM)

Sclerosi Multipla La sclerosi multipla (SM) è una malattia del sistema immunitario che colpisce il sistema nervoso centrale. Nella SM, infiammazione danneggia la mielina, il rivestimento protettivo intorno alle cellule nervose. Il tessuto cicatriziale risultante (lesioni) interferisce con la trasmissione del segnale nervoso. E’ una malattia cronica che danneggia i nervi del midollo spinale e del cervello, così come i nervi ottici. Sclerosi significa cicatrici, e le persone con SM sviluppano molteplici aree di tessuto cicatriziale in risposta al danno del nervo. A seconda di dove si verifica il danno, i sintomi possono includere problemi con il controllo muscolare, l'equilibrio, la visione, o discorso.



Quali sono i sintomi della sclerosi multipla?

I sintomi della sclerosi multipla possono essere singole o multiple e possono variare da lieve a grave in intensità e breve a lungo durata. Questi includono:

 
 Problemi di vista

·         Fatica

·         Intorpidimento o formicolio

·         Debolezza in un braccio o una gamba

·         Vertigini

·         Perdita di equilibrio

·         Disfunzione sessuale

·         Dolore

·         Instabilità emotiva

·         Difficoltà a piedi

·         Spasmi muscolari

·        problemi di vista

·        Cambiamenti cognitivi
Depressione.


 
continua la tua lettura qui: 
 http://www.tanzariello.it/index.php/151-studio-prof-a-tanzariello/orecchio/patologia/patologia-del-sistema-nervoso-centrale-vertigini-da-causa-centrale/malattie-demielinizzanti/886-vertigini-e-sclerosi-multipla


#Bavisant è una molecola sperimentale

Una molecola, già studiata in passato per il trattamento di disturbi del sonno e della veglia, mostra per la prima volta la capacità di proteggere i neuroni e favorire la riparazione della mielina nei modelli sperimentali di sclerosi multipla. Lo studio, pubblicato oggi su Science Translational Medicine, identifica bavisant come candidato terapeutico in grado di agire su 2 dei meccanismi più devastanti della malattia: 

  • la degenerazione delle fibre nervose;
  • il fallimento dei processi di rimielinizzazione.

Il progetto è stato coordinato dall’Università Vita-Salute San Raffaele e IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. Un’impresa scientifica che ha riunito i migliori centri internazionali impegnati nella ricerca sulla sclerosi multipla (- tra cui il Paris Brain Institute - Institut du Cerveau, (ICM,) la University of California San Francisco e l’Università di Münster) - e che partendo dall’esplorazione di un archivio di oltre 1.500 farmaci ha identificato un singolo candidato pronto per lo sviluppo clinico.




Sclerosi multipla progressiva  

La sclerosi multipla progressiva è la forma più grave della malattia: colpisce oltre 1 milione di persone nel mondo e circa 15–20 mila in Italia. 

A differenza delle forme recidivanti, è caratterizzata da una degenerazione continua delle fibre nervose e dalla perdita della mielina, la guaina che protegge i neuroni e permette al segnale nervoso di viaggiare correttamente. Il risultato è una progressiva perdita delle funzioni motorie, visive e cognitive, oggi non arrestabile con i farmaci disponibili

Per sconfiggere questa malattia, negli ultimi decenni la ricerca si è concentrata sullo sviluppo di approcci farmacologici in grado di agire contemporaneamente nel riparare la mielina e proteggere i neuroni. Questo traguardo, che consentirebbe di rallentare o bloccare la neurodegenerazione, non è stato ancora raggiunto.

continua qui: https://www.hsr.it/news/2026/gennaio/sclerosi-multipla-individuata-molecola-riparazione-sistema-nervoso







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ciclofosfamide

Principio attivo: Ciclofosfamide monoidrata 53,5 mg, corrispondente a ciclofosfamide anidra 50

pdf  https://www.policlinico.unina.it/archivio_documenti/Schede_L01_PTOA/Ciclofosfamide_Endoxan.pdf




La ciclofosfamide è un potente farmaco chemioterapico con spiccate proprietà immunosoppressive    (https://www.humanitas.it/enciclopedia/principi-attivi/antineoplastici-antitumorali/ciclofosfamide/) , utilizzato nella sclerosi multipla (SM) grave, in rapida evoluzione o refrattaria ad altre terapie.
Riducendo drasticamente i linfociti, contrasta l'autoimmunità, in particolare nella fase infiammatoria
.
A causa dell'elevata tossicità, il suo impiego è limitato.
 




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23/01/26

Raynaud

Che cos’è il fenomeno di Raynaud?

Il fenomeno Raynaud (conosciuto anche come sindrome di Raynaud o malattia di Raynaud) è caratterizzato da una vasocostrizione, ossia l’eccessivo e anomalo restringimento dei piccoli vasi sanguigni (capillari o arteriole) in presenza di stimoli scatenanti (temperature fredde, stress emotivo) che alterano il flusso sanguigno nelle zone periferiche dell’organismo, come mani e piedi e più raramente naso, labbra e orecchie. La vasocostrizione rende la zona interessata intorpidita, con alterazioni nel colore e più fredda della norma; nei casi più gravi, la riduzione della circolazione può diventare cronica e portare alla formazione di ulcere. Il fenomeno di Raynaud interessa maggiormente la popolazione femminile, in particolare tra i 15 e i 30 anni.



Continua la tua lettura:  

https://www.humanitas.it/malattie/fenomeno-di-raynaud/








22/01/26

ASIA

 Criteri suggeriti per la diagnosi di 'ASIA'
Criteri principali:
  • Esposizione a stimoli esterni (infezione, vaccino, silicone, adiuvante) prima delle manifestazioni cliniche.

  • La comparsa di manifestazioni cliniche "tipiche":
    • - Mialgia, miosite o debolezza muscolare
    • - Artralgia e/o artrite
    • - Stanchezza cronica, sonno non ristoratore o disturbi del sonno
    • - Manifestazioni neurologiche (in particolare associate alla demielinizzazione)
    • - Deficit cognitivo, perdita di memoria
    • - Piressia, secchezza delle fauci
  • La rimozione dell'agente scatenante induce un miglioramento

  • Biopsia tipica degli organi coinvolti

Criteri minori:
  • La comparsa di autoanticorpi o anticorpi diretti contro l'adiuvante sospetto

  • Altre manifestazioni cliniche (ad esempio sindrome dell'intestino irritabile)

  • HLA specifico (ovvero HLA DRB1, HLA DQB1)

  • Evoluzione di una malattia autoimmune (ad esempio SM, SSc)




importante link:
  https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7046028/



poi ci 

sono i libri 
https://www.macrolibrarsi.it/speciali/cos-e-asia-sindrome-autoimmune-infiammatoria-indotta-da-adiuvanti.php?srsltid=AfmBOoqUIj9dmpIag5cWDCRKiIHjMkK_FjqB0Qfl40Ujba-1V_N7bkAS




A scopo puramente informativo.
Per un parere medico o una diagnosi, rivolgiti a un professionista.
 











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