CONTATORE PERSONE

13/06/2026

Unità Multidisciplinare Età Adulta (UMEA)

Cos'è

> Il Servizio effettua accoglienza, orientamento, valutazione funzionale e presa in carico della persona adulta disabile e della sua famiglia, allo scopo di prevenire il disagio, promuovere la salute, l'autonomia personale, formulare risposte personalizzate ai bisogni di salute (PAI), facilitando l'accesso alla rete dei servizi.

> Il Servizio collabora con le figure professionali dei Servizi Sociali degli Enti Locali, del Terzo Settore, dei Servizi Territoriali, delle Istituzioni Scolastiche; inoltre collabora con l’UMEE, con l’ADI, con il DSM e con gli operatori del Centro per l’Impiego e l’Orientamento e la Formazione Professionale.

> Collabora con le Commissioni sanitarie per il riconoscimento dell’handicap, di cui all’art.4 della legge n. 104/92 e con le Commissioni per l’accertamento dell’invalidità civile, art. 1 L.15.10.90 N.295.


I servizi e le prestazioni erogate sono:
> elaborazione del progetto personalizzato integrato (PAI) in collaborazione con i Servizi Sociali dei Comuni e con l’ATS, Tirocini finalizzati all’Inclusione Sociale (TIS) all'autonomia delle persone e alla Riabilitazione;
> Relazioni sociali per collocamento obbligatorio per invalidi (L.68/99);
> Relazioni sociali per la fornitura di montascale e /o carrozzina elettrica;
> Valutazioni neurologiche, monitoraggio farmacologico;
> Osservazioni neuropsicologiche e delle capacità adattive, valutazione dell’autonomia personale e sociale, psicodiagnostiche, consulenza specialistica;
> Consulenza/supporto psicologico per problemi individuali e familiari inerenti le problematiche della disabilità;
> Progettazione di Vita Indipendente, rivolta a persone con disabilità fisico motoria grave, con l’obiettivo di vivere a casa propria, senza dover ricorrere al ricovero in strutture protette e di poter prendere autonomamente decisioni riguardanti la propria vita;
> progettazione Dopo di noi;
> progettazione e verifiche di inserimento presso le strutture residenziali (RSA Disabili) e semiresidenziali diurne;
> orientamento e accompagnamento/addestramento al lavoro;
> partecipazione ad incontri programmati per il passaggio dall’UMEE all’UMEA nell’ultimo anno di frequenza scolastica su richiesta degli operatori dell’UMEE per il progetto formativo di alternanza scuola lavoro o di alternanza scuola centro;
> partecipazione all’equipe integrata per gli inserimenti lavorativi, partecipazione al comitato tecnico provinciale (L.68/99) per gli inserimenti lavorativi.














Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270

sclerosi multipla - valutare segni clinici compatibili con la malattia

Nella sclerosi multipla, la puntura lombare cerca soprattutto le bande oligoclonali nel liquor.
Queste sono presenti nella maggior parte dei pazienti (circa il 90-95%), ma una quota di persone
con sclerosi multipla può avere un liquor normale e quindi una puntura lombare negativa.

Per questo motivo:
• una puntura lombare positiva può supportare la diagnosi;
• una puntura lombare negativa non esclude completamente la sclerosi multipla.
La diagnosi viene fatta valutando insieme:
• sintomi neurologici,
• risonanza magnetica di encefalo e midollo,
• esame neurologico,
• puntura lombare,
• eventuali altri esami per escludere malattie simili.


Per la diagnosi di Sclerosi Multipla, non esiste un singolo esame che la confermi o la escluda
con certezza in tutti i casi.

I neurologi utilizzano una combinazione di valutazione clinica ed esami.


Gli accertamenti più importanti sono:
1. Risonanza magnetica (RM) di encefalo e midollo spinale
• È l'esame principale.
• Cerca lesioni tipiche della sclerosi multipla.
• Spesso viene eseguita con mezzo di contrasto.


2. Puntura lombare (analisi del liquor)
• Ricerca bande oligoclonali e altri segni di infiammazione.
• Un risultato negativo rende la diagnosi meno probabile, ma non la esclude
completamente.


3. Potenziali evocati
• Misurano la velocità di conduzione degli impulsi nervosi.
• Possono evidenziare danni anche quando i sintomi non sono evidenti.
• I più utilizzati sono i potenziali evocati visivi.


4. Esami del sangue
• Non diagnosticano la sclerosi multipla direttamente.
• Servono soprattutto a escludere altre malattie che possono dare sintomi simili, come:
• Lupus Eritematoso Sistemico
• Malattia di Lyme
• carenze di vitamina B12
• malattie della tiroide
• altre malattie autoimmuni o infiammatorie.


5. Visita neurologica approfondita
• Resta fondamentale per valutare segni clinici compatibili con la malattia .















Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270

09/06/2026

passaporto DOVE FARLO

polis_comuni_abilitati.pdf https://share.google/k0R50iXw4oaAgj3sh    

Comuni abilitati servizio passaporti
IL SERVIZIO È ABILITATO

polis_comuni_abilitati.pdf https://share.google/k0R50iXw4oaAgj3sh    

Comuni abilitati servizio passaporti

05/06/2026

le miodesopsie e come si manifestano

Con il termine miodesopsie si intende il sintomo visivo che descrive la percezione, da parte del paziente, di ‘mosche volanti’ (filamenti, puntini o ragnatele) che si intromettono nel campo visivo. Miopia e scarsa idratazione corporea sono le principali ragioni di questo disturbo, che sopraggiunge soprattutto a partire dall’età adulta.





Cosa sono le miodesopsie e come si manifestano

Le ‘miodesopsie sono un sintomo visivo estremamente diffuso e trasversale a varie fasce di età, tipicamente riferito dal paziente come una visione di ‘mosche volanti’.

La percezione del disturbo può essere variegata tra soggetto e soggetto, manifestandosi infatti con una sfaccettata panoramica di sintomi visivi come macchie mobili, ragnatele, capelli, puntini o nuvolette, di diversa dimensione e quantità, che si spostano seguendo il movimento degli occhi e sembrano ‘seguirci’ con il loro movimento. Nonostante le differenze, i sintomi sono tutti riconducibili allo stesso tipo di fenomeno.

 

Da cosa sono causate?

Le miodesopsie sono causate da impurità interne del corpo vitreo.

Il corpo vitreo è la sostanza gelatinosa che riempie l’interno del nostro occhio, dietro al cristallino. Va immaginato come una sorta di cuscinetto di gelatina trasparente, perfettamente gonfio nel momento della giovinezza e dell’adolescenza, e che riempie l’occhio nella sua totalità. 

Con il passare degli anni, il vitreo va normalmente incontro ad una graduale perdita di tonicità e compattezza, diventando progressivamente più disomogeneo e irregolare.

Può addirittura capitare che in questo processo di ‘afflosciamento’, il vitreo si possa separare dalla retina, con cui è naturalmente in contatto, dando origine al ‘distacco del vitreo’.

La conseguente formazione delle impurità interne del vitreo è responsabile della visione di tutti quei corpuscoli che genericamente vengono chiamati ‘mosche volanti’.

Per questo motivo, benché tutte le fasce anagrafiche possano essere interessate dal fenomeno delle miodesopsie, esse si manifestano più spesso in adulti e anziani, soprattutto quando si mantiene fisso lo sguardo su uno sfondo chiaro o particolarmente luminoso, quale può essere una parete bianca.

Il disturbo può verificarsi anche in buone condizioni di salute generale o oculare, anche se spesso accompagna altre condizioni oculari, tra cui la più frequente è la miopia.

Disidratazione e ‘mosche volanti’

Il corpo vitreo è costituito per la quasi totalità da acqua e per la restante parte da zuccheri complessi (mucopolisaccaridi, tra cui il celebre acido ialuronico), sali e proteine di tipo collagene.
Se la struttura del corpo del vitreo si deteriora, quindi, si assiste ad una fluidificazione della componente gelatinosa che, frammentandosi, comporta la formazione di questa sorta di ‘corpi mobili’. 

È questo il motivo per cui, in questo caso, è fondamentale una corretta idratazione corporea da parte del paziente, intesa come introduzione di liquidi nell’organismo, da non confondere con l’idratazione oculare, che può determinare, se insufficiente, il cosiddetto occhio secco.

 

Come curare le miodesopsie 

In linea generale, quando si iniziano percepire ‘mosche volanti’ o corpi mobili nel proprio campo visivo, è bene svolgere una visita oculistica, soprattutto se si osserva un aumento del loro numero nel corso di poco tempo o se il sintomo è accompagnato da altri disturbi visivi, come lampi o una riduzione del campo visivo.

Non esiste una terapia farmacologica per curare questo disturbo, ma è certamente una buona raccomandazione quella di idratarsi correttamente e sufficientemente, soprattutto dopo sport intensi e nei mesi più caldi. Molto spesso, infatti, già un corretto apporto di liquidi può ridurre la percezione del disturbo. 

Inoltre, il soggetto può fare leva sulla capacità di adattamento dell’apparato visivo: il nostro cervello ha infatti la facoltà di ‘eliminare’ la percezione di alcune impurità visive sfruttando l’altro occhio come meccanismo di compenso. 

La terapia chirurgica, con l’intervento di vitrectomia (che rimuove il vitreo), avrebbe il potenziale teorico di risolvere definitivamente il problema, ma viene riservata a casi estremi e molto specifici, date le sue caratteristiche di invasività.
















Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270

02/06/2026

PAOLO ZAMBONI


Sono stato molto orgoglioso oggi di ricevere la più alta onorificenza dello Stato italiano, Cavaliere di Gran Croce, nella splendida cornice del teatro Claudio Abbado.

Felice di averla ricevuta circondato dall’affetto di parenti, amici, colleghi, addirittura compagni di classe delle elementari medie e liceo classico.

Pur essendo stato insignito per le mie attività di Medico e di Ricercatore, non considero questo riconoscimento una chiusura della mia attività.

Sono fortemente motivato a continuare le ricerche sull’asse cuore,cervello e sul valore della conoscenza del drenaggio linfatico e venoso cerebrale. Una strada che ho aperto tanti anni fa e che intendo seguire fintanto che sento idee e desiderio di conoscenza dentro di me.

Grazie a tutti quelli che mi sono stati vicino oggi.

link originale: https://www.facebook.com/photo/?fbid=10238225315683402&set=a.1484749490282






Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270

io ..te e lei l' intrusa chiamata sclerosi multipla

   Sclerosi multipla



  • Debolezza muscolare e difficoltà nei movimenti.

  • Formicolio o intorpidimento di braccia, gambe o viso.

  • Problemi di equilibrio e coordinazione.

  • Stanchezza intensa (fatica).

  • Disturbi della vista, come visione offuscata, doppia o perdita temporanea della vista in un occhio.

  • Capogiri o vertigini.

  • Rigidità muscolare e spasmi.

  • Problemi urinari o intestinali.

  • Difficoltà di memoria, attenzione o concentrazione.

  • Alterazioni dell'umore, come depressione o sbalzi emotivi.


    La   sclerosi multipla colpisce 

  •  il sistema nervoso centrale e i sintomi possono comparire a episodi (ricadute) oppure peggiorare gradualmente nel tempo, a seconda della forma della malattia.

Le terapie sintomatiche e quelle riabilitative Le terapie sintomatiche sono quelle capaci di alleviare i sintomi della malattia.

Per le persone con SM
sono fondamentali, perché sono quelle da cui dipende la qualità della vita quotidiana e il mantenimento della propria autonomia.

Tra le terapie sintomatiche si trovano tutte quelle che riducono la contrazione spastica dei muscoli, la fatica, il dolore, le disfunzioni vescicali e sessuali e in generale limitano i disagi che le persone si trovano ad affrontare ogni giorno, anche al di fuori degli attacchi acuti della malattia.

A fianco delle terapie sintomatiche, si trovano le
terapie riabilitative, altrettanto indispensabili per il recupero della qualità di vita.

Sono le terapie di riabilitazione motoria, particolarmente utili per le difficoltà di movimento causate dai disturbi della sensibilità o dalla riduzione di forza che colpiscono gli arti inferiori impedendo il cammino.

Ma sono anche le
terapie psicologiche e cognitive e la terapia occupazionale.

Questa ha come
obiettivo la riconquista della propria autonomia attraverso una gestione oculata delle proprie forze e lo sfruttamento razionale delle proprie abilità residue e che insegna a utilizzare nei modi migliori gli strumenti e gli ausili che possono eventualmente essere progettati appositamente per le esigenze del singolo individuo 




Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270