Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo *** le informazioni non sostituiscono il parere medico *** È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270
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13/06/2020
off topic - NICHELINO ORA PARLI TU
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NICHELINO (To) ORA PARLI TU..
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Parcheggiare nel posto disabili ....
Un parcheggio circondato dalle strisce gialle, con una zebratura laterale per assicurare maggiore spazio, il tutto all’ombra di un cartello in cui si vieta chiaramente la sosta a chi non provvisto di autorizzazione.
Ecco, questo è un posto disabili, un particolare posteggio previsto dal Codice della Strada che è, per l’appunto, riservato alle sole persone disabili che hanno fatto apposita richiesta.
Lo scopo, ovviamente, è quello di rendere il meno difficile possibile, alle persone diversamente abili, muoversi in città, come conducenti o come passeggeri. Tutto diventa però inutile nel momento in cui qualcuno decide di occupare un posto disabili pur non avendone diritto: per questo motivo i trasgressori vengono puniti con multe salate.
Ma non tutto qui, in quanto, in alcuni casi, si può andare oltre la semplice multa, finendo nel penale.
Diverso, e più grave, il discorso per chi parcheggia senza autorizzazione in un posto disabili assegnato direttamente a una persona.
Esistono infatti degli speciali posteggi per disabili i quali, come chiarito nel relativo cartello stradale, sono riservati a uno specifico utente della strada, che vive o che lavora nelle immediate vicinanze.
Ebbene, stando a quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza 17794/2017, parcheggiare in questi spazi senza autorizzazione non è più una semplice trasgressione del Codice della Strada.
Si tratta invece di un reato, e più nello specifico di violenza privata.
Nel caso particolare di questa sentenza, una signora disabile ha querelato un uomo di 63 anni che aveva parcheggiato nel suo posto per disabili NUMERATO.
Al termine del procedimento penale, e dopo un ricorso da parte dell’uomo andato a vuoto, si è arrivati a un risarcimento di 5.000 euro, nonché al pagamento delle spese processuali.
RICORDO A TUTTI CHE : "
I posteggi riservati per le persone Diversamente Abili non sono un lusso o un privilegio. Sono una necessità.
Ci vuole spazio per caricare e scaricare la carrozzina, uno scivolo vicino per accedere al marciapiede.
FORSE NON LO SAPEVI, ORA LO SAI.
Quindi pensaci due volte ad occupare il parcheggio H e parcheggia da un'altra parte."
Ecco, questo è un posto disabili, un particolare posteggio previsto dal Codice della Strada che è, per l’appunto, riservato alle sole persone disabili che hanno fatto apposita richiesta.
Lo scopo, ovviamente, è quello di rendere il meno difficile possibile, alle persone diversamente abili, muoversi in città, come conducenti o come passeggeri. Tutto diventa però inutile nel momento in cui qualcuno decide di occupare un posto disabili pur non avendone diritto: per questo motivo i trasgressori vengono puniti con multe salate.
Ma non tutto qui, in quanto, in alcuni casi, si può andare oltre la semplice multa, finendo nel penale.
Diverso, e più grave, il discorso per chi parcheggia senza autorizzazione in un posto disabili assegnato direttamente a una persona.
Esistono infatti degli speciali posteggi per disabili i quali, come chiarito nel relativo cartello stradale, sono riservati a uno specifico utente della strada, che vive o che lavora nelle immediate vicinanze.
Ebbene, stando a quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza 17794/2017, parcheggiare in questi spazi senza autorizzazione non è più una semplice trasgressione del Codice della Strada.
Si tratta invece di un reato, e più nello specifico di violenza privata.
Nel caso particolare di questa sentenza, una signora disabile ha querelato un uomo di 63 anni che aveva parcheggiato nel suo posto per disabili NUMERATO.
Al termine del procedimento penale, e dopo un ricorso da parte dell’uomo andato a vuoto, si è arrivati a un risarcimento di 5.000 euro, nonché al pagamento delle spese processuali.
RICORDO A TUTTI CHE : "
I posteggi riservati per le persone Diversamente Abili non sono un lusso o un privilegio. Sono una necessità.
Ci vuole spazio per caricare e scaricare la carrozzina, uno scivolo vicino per accedere al marciapiede.
FORSE NON LO SAPEVI, ORA LO SAI.
Quindi pensaci due volte ad occupare il parcheggio H e parcheggia da un'altra parte."
Ivan Melis, malato di sclerosi multipla ai tempi del Covid: “Il dramma per un farmaco fondamentale”
link:
Ivan Melis, malato di sclerosi multipla ai tempi del Covid: “Il dramma per un farmaco fondamentale”: La storia di un uomo, come tanti altri disabili, costretti ad un interminabile calvario
Ivan Melis, malato di sclerosi multipla ai tempi del Covid: “Il dramma per un farmaco fondamentale”: La storia di un uomo, come tanti altri disabili, costretti ad un interminabile calvario
RLS
La sindrome delle gambe senza riposo (restless legs syndrome, RLS, una condizione del sistema nervoso che provoca il bisogno incontrollabile di muovere le gambe) sembra essere particolarmente comune tra le persone con SM.
In effetti, in uno studio condotto su 156 pazienti con SM, è emerso che circa un terzo dei partecipanti aveva questo problema. Il formicolio, una sensazione che interessa lentamente tutte le gambe, rende comprensibilmente più difficile dormire di notte, ma la Rls è anche associata a spasmi involontari delle braccia e delle gambe – quindi anche se riesci a prendere sonno, puoi svegliarti durante le notte per via di una scossa. ...
Continua nel link originale:
⤵️
http://www.sclerosimultipla-e.it/magazine/dentro-sm/disturbi-del-sonno-rimedi.shtml
12/06/2020
COVID 19 #FASE3
Fase 3, in Gazzetta ufficiale nuovo Dpcm. Ecco le novità
NON SENZA CONTRASTI in Consiglio dei ministri il Governo ha varato un NUOVO ALLENTAMENTO DELLE MISURE ANTI-COVID-19.
Il Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte, già in Gazzetta ufficiale, compie un altro PASSO DECISIVO DI USCITA DAL LOCKDOWN che ha tenuto in casa gli italiani, ma con QUALCHE #differenza dalla BOZZA iniziale..
Continua...
⤵️
www.doctor33.it/politica-e-sanita/fase-in-gazzetta-ufficiale-nuovo-dpcm-ecco-le-novita/?xrtd=PPCRVYVCSLAPYXCSAVSPTS
11/06/2020
ANCHE SU spreacker si parlera' di sclerosi multipla e NON SOLO
e giusto per NON FARCI MANCARE NIENTE mi troverete anche
su SPREAKER: https://www.spreaker.com/show/sclerosi-multipla-e-parliamone?fbclid=IwAR0ttbFJpMIMrQCiiJa_GfHGzNrNqGecjhwvVo4myKc6f7s37Uy_qihcyTE
naturalmente nei giorni piu' sereni
Buon ascolto
su SPREAKER: https://www.spreaker.com/show/sclerosi-multipla-e-parliamone?fbclid=IwAR0ttbFJpMIMrQCiiJa_GfHGzNrNqGecjhwvVo4myKc6f7s37Uy_qihcyTE
naturalmente nei giorni piu' sereni
Buon ascolto
spero che il mio blog SIA COMPRENSIBILE..
OGNI VOLTA CHE SI SCRIVE NEL WEB BISOGNEREBBE SCRIVERE IN UNA MANIERA COMPRENSIBILE PER TUTTI .. PERCHE’ OGNUNO DI NOI interpreta le cose a modo SUO, ognuno le da il SUO significato e la SUA importanza.
Per qualcuno ciò che per noi è fondamentale può essere invece superfluo e viceversa.
Quindi ognuno di NOI fa scelte in base a come si sente e a come le vive.Esiste la comprensione che è quel qualcosa che lega due opinioni diverse non condivise.Visto che ad oggi siamo arrivati a 498170 persone che leggono da ogni parte del mondo...SPERO SIA UTILE PER TUTTI

buona lettura da Stefania Melis
Disfunzioni subcliniche della tiroide: è importante conoscerle

Con il termine subclinico in medicina si intende una malattia o una disfunzione che non si manifestano con segni o sintomi, ma si possono individuare con esami di laboratorio o strumentali. Le disfunzioni della tiroide, sia l’ipotiroidismo che l’ipertiroidismo, possono essere subclinici e quindi rimanere inosservati fino a quando non viene misurato il TSH. Per queste disfunzioni, infatti, l’evidenza che permette di fare diagnosi è, rispettivamente, l’aumento o la riduzione della concentrazione nel sangue di questo ormone. La diffusione delle disfunzioni subcliniche della tiroide non è facile da determinare, proprio perché esse sono subcliniche. Infatti, non provocando manifestazioni che allarmano, difficilmente vengono cercate con indagini dedicate, mentre più spesso sono rilevate grazie a esami di laboratorio eseguiti per controlli generali. Le cause delle alterazioni subcliniche della funzione della tiroide possono essere di diverso tipo. Ad esempio, l’ipotiroidismo subclinico può dipendere solo dall’età avanzata e questo fa sì che se ne metta in dubbio la sua natura patologica. Carenza di iodio e tiroidite di Hashimoto sono altre cause frequenti di questa disfunzione. La malattia di Graves, il gozzo e alcuni tipi di noduli della tiroide possono essere all’origine dell’ipertiroidismo subclinico. Ci si potrebbe chiedere come mai sia importante conoscere disfunzioni della tiroide che, proprio perché subcliniche, non provocano sintomi che influiscono sulla vita di chi ne è affetto. I motivi sono diversi, innanzitutto, le alterazioni subcliniche della funzione della ghiandola possono essere condizioni di passaggio verso una successiva normalizzazione, più raramente o, più spesso, verso una forma clinicamente evidente. In particolare, in alcune situazioni, come durante la gravidanza, questa evoluzione può essere rapida e avere conseguenze negative sulla madre o sul feto. Nella scheda dedicata si potrà leggere che, secondo alcuni esperti, l’ipotiroidismo subclinico in gravidanza va trattato anche se rimane subclinico. Volendo generalizzare, si potrebbe affermare che le disfunzioni subcliniche della tiroide vadano sempre controllate nel tempo, per cogliere tempestivamente modificazioni del quadro, e in certi casi, richiedono invece una cura, gestita da uno specialista competente, per evitare rischi di complicanze. Nelle schede informative della campagna 2020 del sito della Fondazione Cesare Serono, dedicata alle disfunzioni subcliniche della tiroide, si forniscono informazioni mirate ad aiutare chi presenta uno di questi quadri a condividere con il medico di riferimento le strategie più efficaci per gestirle.
Nelle schede troverete le seguenti informazioni:
- Ipotiroidismo subclinico
- Cause di ipotiroidismo subclinico
- Ipotiroidismo subclinico nella donna
- Ipotiroidismo subclinico nel bambino e nell’adolescente
- Ipotiroidismo subclinico nell’anziano
- Ipotiroidismo subclinico e rischio cardiovascolare
- Ipotiroidismo subclinico ed eccesso di peso
- Cosa fare in caso di ipotiroidismo subclinico?
- Ipertiroidismo subclinico
Ipotiroidismo e ipertiroidismo subclinici non necessariamente creano problemi e spesso non richiedono cure. Ciò non toglie che sia importante conoscerle, per gestirle al meglio quando meritano più attenzione.
Tommaso Sacco
CONTINUA LA TUA LETTURA DAL link originale:
https://www.fondazioneserono.org/tiroide/ultime-notizie-tiroide/disfunzioni-subcliniche-tiroide-e-importante-conoscerle/
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Allergie e Coronavirus: non confondere i sintomi
L’Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriale e Ospedalieri (AAITO) ha messo a disposizione un elenco di punti per fare chiarezza e facilitare una corretta interpretazione delle manifestazioni cliniche.
- Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’infezione da Coronavirus si manifesta con tre sintomi cardinali: febbre, tosse e mancanza di respiro (dispnea).
- La malattia allergica non è caratterizzata da febbre.
- La malattia allergica respiratoria presenta nella quasi totalità dei casi raffreddore (prurito alle mucose nasali, naso che cola, starnutazione, ostruzione nasale) e congiuntivite (prurito agli occhi, occhi rossi, lacrimazione). Tali sintomi sono praticamente assenti nell’infezione da Coronavirus.
- Il paziente con asma bronchiale allergico e non-allergico può presentare tosse e dispnea (come detto, quasi sempre associati a sintomi nasali e oculari), ma questi risolvono rapidamente con la terapia antiasmatica broncodilatatrice e anti-infiammatoria.
- Non vi è alcuna evidenza che lo stato allergico (rinite e/o asma) rappresenti un fattore di rischio per una evoluzione più severa di una eventuale concomitante infezione da Coronavirus.
- E’ particolarmente importante che i pazienti allergici effettuino la terapia per la rinite e/o l’asma in questo periodo. Questo infatti può limitare il contagio per gli altri, riducendo la starnutazione e la tosse, e per sé stessi, riducendo il rischio che il prurito induca a toccarsi occhi e naso.
Simon Basten
continua nel link ORIGINALE:
https://www.fondazioneserono.org/stili-di-vita/ultime-notizie-stili-di-vita/allergie-coronavirus-confondere-sintomi/
2015 - Dalla sensibilizzazione del sistema immunitario all’allergia agli alimenti: molti gli aspetti da chiarire
Nei primi mesi e anni di vita avviene il progressivo passaggio dall’alimentazione esclusiva con il latte a quella con gli alimenti. Si tratta di una risposta molto progressiva e che oggi comporta molte cautele, raccomandate dai pediatri, rispetto a quanto avveniva alcuni decenni fa. Tra l’altro adesso, rispetto al passato, ci sono tanti cibi preparati dedicati all'alimentazione dei bambini piccoli, come i diffusissimi omogeneizzati, mentre alcuni decenni fa i primi alimenti erano “adattamenti” di quelli degli adulti. Nonostante tutte queste attenzioni e queste soluzioni specifiche, sembra essere sempre più frequente oggi, rispetto al passato, che i primi cibi introdotti provochino risposte immunitarie, con aumento delle IgE, pur senza lo sviluppo di un quadro allergico, che magari compare anni dopo. Alduraywish e colleghi hanno analizzato gli studi nei quali, su ampie popolazioni di bambini, si valutava l’associazione tra sensibilizzazione del sistema immunitario nei primi due anni di vita e il successivo sviluppo di asma, eczema, riniti allergiche. Sono stati selezionati, in particolare, quindici articoli che hanno dimostrato una relazione fra sensibilizzazione del sistema immunitario nei primi due anni di vita e aumento nel rischio di eczema infantile, asma, sia infantile che giovanile, e rinite allergica nella fascia di età da 4 a 8 anni. Sulla base di queste evidenze, gli autori hanno concluso che la sensibilizzazione ad alcuni alimenti nei primi due anni di vita aumenta la probabilità, ma non dà la certezza, che si sviluppino allergie nelle fasi di vita successive.
Come spesso succede con la ricerca, l’acquisizione di un’informazione suscita ulteriori interrogativi. Ad esempio: perché, su tutti i neonati con il sistema immunitario “sensibilizzato”, alcuni sviluppano un’allergia, ma altri no? E poi, comunque, resta da chiarire perché sensibilizzazioni e allergie siano tanto più frequenti oggi, rispetto al passato, nonostante l’alimentazione dei neonati si molto più selettiva.
Fonte: Sensitization to milk, egg and peanut from birth to 18 years: A longitudinal study of a cohort at risk of allergic disease; Allergy, 2015, Oct 14
continua nel link originale:
https://www.fondazioneserono.org/stili-di-vita/ultime-notizie-stili-di-vita/sensibilizzazione-sistema-immunitario-allallergia-alimenti-molti-aspetti-chiarire/
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