La deglutizione è, dal punto di vista fisiologico, caratterizzata da una fase volontaria, sostanzialmente coincidente con la fase orale, e da una successiva fase riflessa (faringo-esofagea).
Coinvolgendo una serie di strutture neuromuscolari adiacenti, l’atto della deglutizione necessita della perfetta esecuzione, in maniera sequenziale, di tutte le contrazioni muscolari necessarie per garantire il transito del cibo in maniera corretta.
Il sintomo disfagia può presentarsi con diverse modalità, in relazione alla compromissione di uno o più meccanismi fisiologici coinvolti nella deglutizione.
Come tanti altri aspetti della disabilità, la disfagia determina un significativo impatto sulla qualità di vita del paziente, spesso già compromessa da deficit neurologico globale.
Dal punto di vista psicologico, è abbastanza prevedibile un discreto impatto negativo, anche connesso ai fattori culturali, che attribuiscono al momento del pasto un significato di condivisione familiare e di ristoro personale, ovviamente inficiato dalla presenza di difficoltà nell’alimentazione.
La disfagia è presente, con significativa prevalenza, in differenti patologie neurologiche croniche, con particolare riferimento a quelle che, per la loro frequenza, rappresentano un rilevante aspetto della Sanità pubblica:
malattia di Alzheimer, malattia di Parkinson, Sclerosi Laterale Amiotrofica e Sclerosi Multipla.
In tutti gli ambiti, ed in maniera differente in relazione alla patologia di base, possono essere compromessi i meccanismi fisici della deglutizione, con particolare riferimento alla perdita della coordinazione neuromuscolare necessaria perché l’atto venga portato a termine in maniera corretta. Possono inoltre influire gli aspetti cognitivi e comportamentali, particolarmente importanti nel quadro clinico di alcune delle patologie sopra menzionate.
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Gestione e consigli pratici
Il trattamento è spesso affidato a un logopedista e prevede strategie per mangiare in sicurezza:
Modifica della consistenza: Utilizzare addensanti per i liquidi o preferire cibi morbidi e omogenei. Posture di compenso: Adottare posizioni specifiche del capo (es. mento verso il petto) durante la deglutizione per proteggere le vie aeree. Piccoli accorgimenti: Fare bocconi piccoli, masticare bene e ridurre le distrazioni (come parlare o guardare la TV) durante il pasto.
Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo
quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato.
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