La sclerosi multipla non è uguale per tutti.
C'è chi continua a lavorare, chi deve rallentare, chi convive con una fatica che gli altri non riescono a vedere, chi affronta problemi di equilibrio, dolore, disturbi della sensibilità, difficoltà motorie o cognitive.
C'è chi ha giornate buone e chi attraversa periodi molto più difficili.
E ci sono persone che, nonostante tutto, sorridono.
Non perché la PATOLOGIA sia semplice.
Ma perché spesso dietro quel sorriso ci sono battaglie che nessuno vede.
La SM non si presenta allo stesso modo per tutti e non segue lo stesso percorso per tutti.
Per questo non dovremmo mai giudicare una persona dal modo in cui appare.
Non possiamo sapere quanta fatica faccia per compiere un gesto che per altri sembra semplicissimo.
Non possiamo sapere quanta energia serva per alzarsi dal letto, uscire di casa, andare al lavoro, accompagnare i figli, incontrare gli amici o semplicemente affrontare una giornata normale.
E soprattutto non possiamo pensare che, se una persona riesce a fare qualcosa oggi, allora potrà necessariamente farlo anche domani.
La sclerosi multipla può cambiare.
E con lei possiamo cambiare anche noi.
Impariamo a conoscerci, ad ascoltare il nostro corpo, a riconoscere i nostri limiti e, quando serve, ad accettare che fermarsi non significa arrendersi.
A volte fermarsi significa semplicemente prendere fiato per poter ripartire.
Combattere la sclerosi multipla non significa essere forti ogni giorno.
Non significa non avere paura.
Non significa non piangere.
Non significa fingere che vada tutto bene.
Significa anche avere il coraggio di dire:
“Oggi faccio fatica.”
E permettersi di chiedere aiuto.
Significa affrontare le visite, gli esami, le terapie, le riabilitazioni e tutte quelle piccole e grandi difficoltà che fanno parte del percorso.
Significa gioire per una giornata migliore.
Significa non sentirsi in colpa per una giornata peggiore.
Significa continuare a vivere, progettare, amare, ridere e sperare, anche quando la malattia prova a mettere degli ostacoli sulla nostra strada.
E forse è proprio questo che dovremmo ricordare più spesso:
non siamo la nostra malattia.
Siamo molto di più.
Siamo persone con sogni, desideri, famiglie, amicizie, passioni, paure e speranze.
La diagnosi fa parte della nostra storia, ma non deve diventare tutta la nostra identità.
Ognuno combatte la propria battaglia in modo diverso.
Qualcuno lo fa correndo.
Qualcuno camminando lentamente.
Qualcuno utilizzando un ausilio.
Qualcuno semplicemente trovando la forza di alzarsi dal letto.
E nessuna di queste battaglie vale meno delle altre.
Perché non conta quanto velocemente percorriamo la strada.
Conta continuare a percorrerla, anche quando dobbiamo cambiare passo.
A tutti noi
A chi ha appena ricevuto una diagnosi.
A chi convive con la SM da anni.
A chi ha paura del futuro.
A chi sta attraversando un momento difficile.
A chi oggi sta bene e a chi oggi sta facendo molta più fatica.
A chi sorride davanti agli altri e poi, una volta solo, lascia uscire tutta la stanchezza.
Non siete soli.
La sclerosi multipla sarà diversa per ognuno di noi.
Avrà giorni diversi, sintomi diversi, difficoltà diverse e percorsi diversi.
Ma possiamo continuare a sostenerci, ad ascoltarci e a condividere le nostre esperienze.
Perché nessuno dovrebbe sentirsi obbligato ad affrontare tutto da solo.
La sclerosi multipla non è uguale per tutti.
Ma tutti noi, ognuno con le proprie forze e con i propri tempi, possiamo affrontarla.
E quando non abbiamo la forza di combattere, possiamo semplicemente riposarci.
Domani sarà un altro giorno.
E magari avremo di nuovo la forza di fare un passo avanti.
Uno soltanto, se necessario.
Ma sempre un passo.
©MelisStefania
