La data di scadenza di un farmaco indica il tempo durante il quale il farmaco medesimo, se conservato nel rispetto delle specifiche disposizioni, mantiene inalterate le proprie caratteristiche fisico-chimiche, farmacologiche e terapeutiche. Tale data è definita tenendo conto della stabilità dei diversi costituenti del farmaco: il principio attivo e gli eccipienti e fa riferimento al prodotto integro e conservato correttamente.
In genere, per la maggior parte dei farmaci, il periodo di validità è compreso tra 2 e 5 anni. Alcune preparazioni come colliri, sciroppi, pomate o creme risentono maggiormente, una volta aperti, delle alterazioni fisico-chimiche dei loro costituenti, per cui una volta terminata la cura andrebbero eliminati.
E' bene, inoltre, non confondere la data di scadenza con le alterazioni che possono verificarsi per una inappropriata conservazione del farmaco. A questo proposito è sempre utile fare riferimento a quanto riportato nel foglietto illustrativo. Queste alterazioni possono, in alcuni casi e riguardo ad alcune formulazioni (sciroppi, colliri o soluzioni iniettabili), essere provocate non tanto dal principio attivo, ma dagli eccipienti, che risultano più sensibili e modificabili dal tempo e dalle condizioni di conservazione (temperatura, luce, umidità).
Quali rischi si corrono se occasionalmente si
assume un farmaco scaduto ?
L'assunzione occasionale di un farmaco scaduto
non comporta quasi mai un pericolo reale, sopratutto se si tratta di un fatto
episodico e se il farmaco è scaduto da poco tempo.
Da un punto di vista generale il rischio maggiore è che il farmaco abbia perso in parte o tutta la sua attività terapeutica e quindi non sia più in grado di controllare il sintomo o la patologia per cui è stato assunto. A questo proposito diversi studi hanno dimostrato che per molti farmaci ci sarebbe una riduzione dell'attività terapeutica tempo-correlata (per esempio, sotto il 90 % della potenza originaria).
Quest'effetto può comportare dei rischi sopratutto per quei pazienti affetti da patologie acute o croniche per le quali l'effetto del farmaco è indispensabile per il controllo della malattia stessa o la prevenzione di complicanze gravi.
L'altro rischio, sebbene meno frequente, è che si possano formare sostanze potenzialmente tossiche che potrebbero provocare reazioni indesiderate sulla salute del paziente.
Comunque, nonostante la rarità di questi eventi è bene non utilizzare i farmaci scaduti.
Da un punto di vista generale il rischio maggiore è che il farmaco abbia perso in parte o tutta la sua attività terapeutica e quindi non sia più in grado di controllare il sintomo o la patologia per cui è stato assunto. A questo proposito diversi studi hanno dimostrato che per molti farmaci ci sarebbe una riduzione dell'attività terapeutica tempo-correlata (per esempio, sotto il 90 % della potenza originaria).
Quest'effetto può comportare dei rischi sopratutto per quei pazienti affetti da patologie acute o croniche per le quali l'effetto del farmaco è indispensabile per il controllo della malattia stessa o la prevenzione di complicanze gravi.
L'altro rischio, sebbene meno frequente, è che si possano formare sostanze potenzialmente tossiche che potrebbero provocare reazioni indesiderate sulla salute del paziente.
Comunque, nonostante la rarità di questi eventi è bene non utilizzare i farmaci scaduti.
Suggerimenti
Al fine di evitare di assumere farmaci scaduti è
utile controllare sempre la data di scadenza e le istruzioni per la corretta
conservazione, in particolare per i farmaci che si tengono in casa. A questo
proposito è buona norma riporre i farmaci in un luogo fresco e asciutto, non in
bagno o in cucina o in prossimità di fonti di calore. Ove espressamente
indicato, il farmaco va conservato in frigorifero.
Altra buona norma, spesso disattesa, è quella di conservare la confezione integra, senza gettare la scatola e/o il foglietto illustrativo.
Tra le medicine più sensibili ad alterazioni o a rischio di inefficacia dopo la data di scadenza è bene ricordare: gli antiepilettici,i nitroderivati, gli anticoagulanti orali, gli antiaritmici, i digitalici, la teofillina e derivati, i contraccettivi orali, i preparati per la tiroide e l'insulina.
Un "dovere" di ogni cittadino è quello di contribuire allo smaltimento dei farmaci scaduti che, in quanto sostanze chimiche o biologiche, non devono assolutamente essere disperse nell'ambiente perchè possono essere fonte di inquinamento. Non vanno neppure buttati nella spazzatura nè bruciati poichè la loro combustione potrebbe sviluppare sostanze molto pericolose. Vanno piuttosto conferiti allo smaltimento differenziato attraverso gli appositi contenitori normalmente posizionati all'interno in prossimità delle Farmacie.
Altra buona norma, spesso disattesa, è quella di conservare la confezione integra, senza gettare la scatola e/o il foglietto illustrativo.
Tra le medicine più sensibili ad alterazioni o a rischio di inefficacia dopo la data di scadenza è bene ricordare: gli antiepilettici,i nitroderivati, gli anticoagulanti orali, gli antiaritmici, i digitalici, la teofillina e derivati, i contraccettivi orali, i preparati per la tiroide e l'insulina.
Un "dovere" di ogni cittadino è quello di contribuire allo smaltimento dei farmaci scaduti che, in quanto sostanze chimiche o biologiche, non devono assolutamente essere disperse nell'ambiente perchè possono essere fonte di inquinamento. Non vanno neppure buttati nella spazzatura nè bruciati poichè la loro combustione potrebbe sviluppare sostanze molto pericolose. Vanno piuttosto conferiti allo smaltimento differenziato attraverso gli appositi contenitori normalmente posizionati all'interno in prossimità delle Farmacie.





















