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24/10/14

iride

Membrana circolare contrattile, posta verticalmente davanti al cristallino e caratterizzata al centro dal foro della pupilla.

Descrizione dell’iride

L`iride è una delle parti che costituiscono l`occhio, e precisamente si identifica con la porzione colorata visibile ad occhi aperti alla quale ci si riferisce parlando del colore degli occhi di una persona.L’iride delimita due spazi nel segmento anteriore dell’occhio: la camera anteriore, estesa sino alla cornea, e la camera posteriore, estesa sino al cristallino. La sua circonferenza esterna, o base, si inserisce subito dietro il punto di congiunzione della corne a con la sclera.Costituisce una sorta di diaframma che, grazie alla sua facoltà di dilatarsi e contrarsi, regola la quantità di luce destinata a penetrare all’interno dell’occhio. Quando la luce è viva, la pupilla si contrae (miosi), quando è debole si dilata (midriasi) per far sì che la massima quantità di luce penetri nell’occhio.La sua colorazione dipende dalla quantità di pigmento che contiene.Le malformazioni dell’iride comprendono i colobomi (tacche o fenditure), l’albinismo (assenza di pigmento), le anomalie della pupilla e l’assenza totale (aniridia). Altre patologie a suo carico possono essere di natura infiammatoria (irite, iridociclite), tumorale (cisti, melanoma) o traumatica (ferite, corpi estranei, erniazione dell’iride attraverso una soluzione di continuità della cornea).

Posizione dell’iride

Essa è disposta come un diaframma teso frontalmente a delimitare posteriormente la camera anteriore dell’occhio; è attraversata al centro da un foro (la pupilla) che appare del tutto nero perché la luce che penetra all’interno non viene assolutamente riflessa verso l’occhio dell’osservatore.Subito dietro all’iride si trova il cristallino. La superficie anteriore dell’iride è attraversata da una serie di piegoline radiali; il colore, diverso da persona a persona, dipende dalla quantità di pigmenti presenti nelle cellule superficiali e dall’interazione fra tali pigmenti ed il colore rosso dei vasi sanguigni corioidei.La muscolatura dell’iride è disposta in modo da permettere un controllo continuo del diametro pupillare in funzione della quantità di luce che colpisce la retina; più la luce è intensa più la pupilla si restringe, e viceversa. Si parla di muscolo sfintere della pupilla e di muscolo dilatatore della pupilla. L’iride ha quindi la funzione di impedire che una quantità eccessiva di luce giunga fino alla retina ledendola, quando si guarda in piena luce, mentre dilata l’apertura della pupilla e permette il passaggio di una maggiore quantità di luce quando l’illuminazione dell’ambiente è scarsa.L’iride può essere interessata da processi infiammatori, detti iriti, o iridocicliti se interessano anche il contiguo corpo ciliare e provocano una paralisi temporanea dell’iride e quindi, determinano una scarsa tolleranza alla luce, la fastidiosa fotofobia.

Gonioscopia

Esame diretto dell’angolo iridocorneale, formato dalla faccia anteriore, piana, della base dell’iride e dalla faccia posteriore, convessa, della periferia della cornea.La gonioscopia riveste un’importanza fondamentale nello studio del glaucoma (aumento eccessivo della pressione intraocu lare), di cui permette di distinguere le varie forme, soprattutto q uelle ad angolo aperto e ad angolo chiuso. L’esame consiste nel porre sull’occhio del paziente una lente a contatto conica, contenente uno specchio inclinato che permette di vedere l’interno dell’angolo iridocorneale, inaccessibile dall’esterno per via dell’opacizzazione progressiva della cornea nel punto in cui si congiunge con la sclera.

Iridologia

Metodo che si propone di diagnosticare disturbi funzionali a partire dall’esame dell’iride.L’iridologia si basa sul presupposto che le reazioni del sistema neurovegetativo a una lesione o a uno squilibrio si riflettano sull’iride, modificandone forma, rilievo, colore ecc. Tuttavia, si discute se questa teoria abbia o meno un fondamento scientifico.

Irite

Infiammazione dell’iride.Di rado costituisce un fenomeno isolato; al contrario, tende ad associarsi a una lesione del corpo ciliare (in tal caso con figura il quadro di un’iridociclite).

Eterocromia dell’iride

Differenza di colore delle due iridiL’eterocromia, parziale o completa, può essere congenita (occhio discromico) o legata a un’affezione costituzionale come la ciclite eterocromica di Fuchs, caratterizzata da atrofia dell’iride, pre senza di fini precipitati sulla cornea, cataratta e glaucoma. Può anche essere acquisita in seguito a un trauma (corpo estraneo metallico nell’occhio) o a un’infiammazione cronica.Il glaucoma e la cataratta della ciclite di Fuchs rispondono bene al trattamento classico di queste affezioni. Nelle forme acq uisite di eterocromia, occorre asportare il corpo estraneo o curare l’infiammazione.

Aniridia totale

L’assenza dell’iride rende visibile l’interno del globo oculare.

Definizione medica, tumore di Wilms

Anomalia congenita in cui il soggetto è dotato soltanto di un’iride rudimentale per il mancato sviluppo della coppa ottica.Si presenta in forma ereditaria, solitamente autosomica dominante.L’aniridia è causata dal gene responsabile dello sviluppo degli occhi, il PAX6, e può essere associata ad altre patologie quali tumore di Wilms, nistagmo, cataratta e glaucoma.

Definizione per il paziente

Assenza dell’iride, di origine congenita o traumatica. Anomalia relativamente rara, l’aniridia congenita è spesso ereditaria, e interessa entrambi gli occhi. Di solito è associata ad altre affezioni oculari, quali glaucoma congenito (ipertensione intraoculare) e anomalie scheletriche e viscerali (a carico dei reni). L’aniridia può anche essere dovuta a traumatismi oculari gravi. Essa determina fotofobia (l’iride funge infatti da filtro dei raggi luminosi) e una notevole diminuzione dell’acuità visiva

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