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30/01/12

L'eco color doppler

Diagnosi e Trattamento della CCSVI

Diagnosi
La CCSVI è stata individuata la prima volta attraverso un esame con Eco Color Doppler transcranico ed extracranico. I risultati del team del professor Zamboni confermano come l’EcoColorDoppler sia uno strumento di diagnosi potente e non invasivo. È altamente specifico nello scoprire il tipo di distribuzione delle stenosi delle vene extracraniche e di quelle extravertebrali, con una sensibilità trascurabile. Comunque, la valutazione dei dati indica chiaramente come la riproducibilità della diagnosi ECD è strettamente dipendente da un addestramento specifico. L'indagine viene eseguita sia in posizione clinostatica (sdraiati) sia in posizione ortostatica (seduti). 
Per maggiore accuratezza diagnostica, altri tipi di stenosi possono essere diagnosticati mediante una venografia selettiva che consente di visualizzare i distretti venosi  ma anche in questo caso occorre che l'operatore sia opportunamente istruito su cosa ricercare. Questi metodi diagnostici hanno permesso di individuare un'ostruzione all'azygos e alle giugulari nei pazienti affetti da sclerosi multipla.
Parametri per la diagnosi
I parametri per giungere ad una diagnosi della CCSVI sono i seguenti:
  1. Reflusso nelle vene giugulari interne (IJVs) e/o vene vertebrali (VVs) in posizione seduta e supina;
  2. Reflusso nelle vena cerebrale interna, vena basale di Rosenthal, e grande vena cerebrale di Galeno (DCVs);
  3. Presenza di stenosi nelle vene giugulari interne (IJV) all'indagine B-mode ad alta risoluzione;
  4. Flusso non rilevabile all'indagine Doppler nelle IJVs e/o nelle VVs;
  5. Controllo posturale inverso delle principali vie di deflusso venoso cerebrale.

Per una diagnosi di CCSVI devono essere presenti almeno 2 dei 5 parametri.
La CCSVI colpisce più frequentemente le vene giugulari e la vena Azygos, quest'ultima non può essere indagata direttamente tramite l'Ecodoppler. Si possono tuttavia sospettare dei problemi emodinamici al sistema venoso Azygos in maniera indiretta; valutando ad esempio la presenza di reflussi nelle vene vertebrali.

Prima di eseguire l'esame Ecodoppler per CCSVI è utile sapere

  • Indipendentemente dall'esame per la diagnosi di CCSVI l'EcoDoppler è un esame operatore dipendete. Ciò significa che soltanto operatori esperti in diagnostica vascolare assicurano una precisa e valida rappresentazione delle alterazioni vascolari; occore infatti una buona esperienza per l'esecuzione e l'interpretazione dei dati.
  • Per quanto riguarda la CCSVI, esistono dei precisi parametri da tenere in considerazione per poter formulare la diagnosi, oltre che ad una metodica da seguire per rilevarli correttamente. Se il medico che esegue l'esame non conosce il protocollo da seguire, o comunque non lo applica, ha una elevata probabilità di avere dei falsi negativi. Il protocollo in questione è quello suggerito dal Prof. Zamboni, scopritore della CCSVI che, fino a prova contraria, rimane uno dei maggiori esperti di questa patologia vascolare. Tale protocollo è stato accettato e pubblicato su riviste scientifiche del settore, stiamo quindi parlando di un protocollo diagnostico presente nella letteratura medico-scientifica.
  • La formazione del medico è un requisito fondamentale. Sconsigliamo di spendere del denaro per un EcoDoppler eseguito da un medico non informato sulla CCSVI e con un Ecodoppler non tarato per rilevare la presenza di reflussi sui distretti venosi profondi del collo; confrontandosi con una patologia sconosciuta molto probabilmente l'esito dell'esame risulterebbe inattendibile.
  • Accertarsi di persona che il medico al quale ci si affida conosca in maniera approfondita la CCSVI, e segua il protocollo Zamboni per la sua diagnosi. Chi non dovesse avere particolare urgenza, può attendere la pubblicazione dei centri ufficiali evitando malintesi dovuti a diagnosi errate.
Trattamento della CCSVI tramite PTA
La sindrome quando causa stenosi può essere trattata attraverso angioplastica dilatativa o PTA. L'intevento consiste  nel praticare una puntura endovenosa attraverso la quale viene fatto navigare un catetere guidato da un radiologo. Quando si raggiungono le vene bloccate queste vengono dilatate gonfiando un palloncino posto sul catetere.
L'intervento si svolge nel territorio delle vene anziché in quello delle arterie come normalmente avviene per le tradizionali angioplastiche.
Sotto controllo angiografico standard, i radiologi interventisti rimuovono il blocco delle vene tramite un palloncino. Il professor Zamboni ha condotto tali interventi con l'ausilo del radiologo dottor Roberto Galeotti, anch'egli dell'Università di Ferrara - Ospedale S. Anna.  Il trattamento è stato praticato su tutti i 65 pazienti dello studio pilta.
Lo studio dettagliato con i risultati è stato pubblicato nel Journal of Vascular Surgery il 24 novembre 2009. A due anni dagli interventi di PTA si nota come nei pazienti si è avuta:
  • una diminuzione del numero di nuove ricadute;
  • una forte riduzione del numero di nuove lesioni cerebrali da sclerosi multipla;
  • un miglioramento della qualità della vita;
  • ripristino di una normale memora di lavoro;
  • riduzione della stanchezza.
Poiché l'intervento chirurgico libera il flusso di sangue, l’equipe ha deciso di denominare la procedura "trattamento di liberazione".
L'opinione del professor Zamboni e del dottor Salvi è pertanto quella per cui, quanto prima ai pazienti viene diagnosticata e trattata la CCSVI, tanto maggiori saranno le funzionalità che si manterranno, e tanto minore sarà il danno causato dal flusso anomalo di sangue.



RICORDO CHE UN ECO COLOR DOPPLER... NON DURA POCHI MINUTI..... NEANCHE PER I CONTROLLI.. QUINDI VALUTATE... DI FARVI CONTROLLARE BENE

E DI FARVI FARE  LA FATTURA ...PER POI SCARICARLA DAL 730.
.dimenticavo...esistono anche i FALSI NEGATIVI....non x la MANCANZA DI PROFESSIONALITA' MA PERCHÉ LE VENE MOLTE VOLTE SON STROZZATE O OCCLUSE IN PUNTI 《NON VISIBILI》  AL CONTROLLO o al primo ecocolor doppler
<http://www.ccsvi-sm.org/?q=node/16>

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