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30/12/14

SSSStress


Insoddisfatti! 
Le 5 principali cause dell’insoddisfazione ed i suoi effetti

Una sensazione spesso trascurata ma molto pervasiva ed in continua espansione è quella dell’insoddisfazione. L’insoddisfazione può avere effetti sul corpo e sulla mente molto gravi e per questo che non va sottovalutata ma bensì riconosciuta e affrontata per trasformarla in un motore positivo per il nostro benessere. In una società dove tutto è potenzialmente possibile ma poco è effettivamente raggiungibile per i più, il terreno è molto fertile per una epidemia di massa di insoddisfatti cronici.

"Il comparare è la fine della felicità e l’inizio dell'insoddisfazione" 
Sören Kierkegaard 

Prima di tutto cerchiamo di definire l’oggetto di questo report. 
L’insoddisfazione è la sensazione generata dalla frustrazione dei nostri bisogni e desideri irrealizzati, un senso di mancanza, un gap tra ciò che vorremmo provare e ciò che proviamo. L’insoddisfazione è l’assenza o la scarsa presenza di piacere nella nostra vita. 

Le principali forme di insoddisfazione sono collegate alla natura dei bisogni umani:
non sentirsi realizzati nei ruoli professionali e in quelli privati
non sentirsi importanti 
non sentirsi amati o di appartenere 
non avere una vita stimolante e varia 
non soddisfare i bisogni primari (sessuali, deprivazione sensoriale etc.)

le cause principali che ci portano a essere insoddisfatti sono:
un problema invalidante ci impedisce di 
inseguirele nostre ambizioni
modelli educativi inadeguati ( spesso i genitori ma anche la società, la televisione) che hanno programmato le nostre credenze con pochi permessi e molti divieti
un ambiente poco stimolante
un ambiente troppo competitivo
carenza di capacità o conoscenze che ci renderebbero possibile la soddisfazione dei nostri desideri

Tutto questo porta molte volte ad un aspro conflitto tra la nostra parte razionale e quella emotiva e sensoriale, il nostro cervello primitivo.
Quando ci viene proibito (da parti di noi o da altri) o reso difficoltoso e addirittura inaccettabile il poter gratificare le nostre voglie, i nostri piaceri, ecco che spunta l’insoddisfazione. 

Essa si trasforma in patologia quando il conflitto non viene risolto attraverso i tentativi messi in atto, consapevoli o meno, e questi, pur non funzionando, vengono reiterati nel tempo invece che interrotti e sotituiti.

Talvolta la problematica deriva dal non riuscire ad accettare l’effettiva impossibilità di soddisfare un bisogno che poteva essere pienamente soddisfatto solo in un dato tempo e luogo, in primis la carenza di cure parentali in tenera età, e dall’incapacità di affrontare il profondo dolore di questa evidenza. 
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