- Significato dei punteggi:
- 0 - 3.5: Disabilità lieve/assente, cammino autonomo.
- 4 - 5.5: Disabilità moderata, autonomi ma con limitazioni nella camminata (da 500 a 100 metri).
- 6 - 6.5: Necessità di ausili (bastone/grucce) per camminare (da 100 a 20 metri).
- 7 - 7.5: Sedia a rotelle.
- 8 - 9.5: Allettamento o sedia a rotelle permanente con forte dipendenza.
- Implicazioni medico-legali (Italia):
- EDSS 3.5+: Potenzialmente idoneo all'assegno di invalidità mensile.
- EDSS 6+: Corrisponde solitamente al 100% di invalidità civile e può dar diritto all'indennità di accompagnamento.
- Uso clinico: È fondamentale per valutare la progressione della malattia, specialmente nelle forme recidivanti-remittenti o progressive.
L’evoluzione nel tempo della malattia varia da persona a persona,
ma è possibile individuare fondamentalmente quattro forme di decorso
clinico: a ricadute e remissioni, secondariamente progressiva,
primariamente progressiva e progressiva con ricadute e a queste si
aggiunge una quinta forma, detta “SM benigna”.
La SM benigna
presenta alcune peculiarità rispetto a tutte le altre forme: non
peggiora con il passare del tempo e, in genere, esordisce con uno o
due episodi acuti, che presentano un recupero completo, senza
lasciare disabilità.
Questa forma di SM può anche essere
individuata quando è presente una minima disabilità per 15 anni
dalla data di esordio.
La forma clinica, invece, più frequente è
rappresentata dalla sclerosi multipla a decorso
recidivante-remittente (SM-RR): circa l’85% delle persone con SM ha
inizialmente questa forma di SM, nella quale si presentano episodi
acuti di malattia (detti “poussè” o “ricadute”, che
insorgono nell’arco di ore o giorni e sono destinati a regredire
del tutto o in parte in un tempo variabile) alternati a periodi di
benessere (definiti “remissioni”).
La SM secondariamente
progressiva (SM-SP), che si sviluppa come evoluzione della forma
recidivanteremittente, è caratterizzata da una disabilità
persistente che progredisce gradualmente nel tempo.
Circa il 30-50%
delle persone con SM, che inizialmente hanno una forma
recidivante-remittente, sviluppano entro 10 anni circa una forma
secondariamente progressiva.
La SM primariamente progressiva (SM-PP),
invece, è caratterizzata dall’assenza di vere e proprie ricadute;
le persone (meno del 10%) presentano, fin dall’inizio della
malattia, sintomi che iniziano in modo graduale e tendono a
progredire lentamente nel tempo.
La SM produce sintomi multiformi che
si possono associare tra loro.
Questa interazione, specifica di
questa patologia, porta a quadri clinici a volte complessi.
Ogni
sintomo può presentarsi con diversa gravità.
La varietà dei
disturbi dipende dal fatto che le lesioni demielinizzanti (placche)
tipiche della malattia possono colpire aree diverse del sistema
nervoso centrale e, quindi, possono essere colpite funzioni diverse.
Per questo risulta particolarmente complesso valutare la SM e
uniformare le diverse manifestazioni della malattia.
Naturalmente, la scala EDSS non viene utilizzata da sola, ma in combinazione con:
esami neurologici
analisi strumentali (risonanza magnetica – potenziali evocati)
analisi biologiche (sangue e liquido cerebrospinale).
L’esame
obiettivo, poi, si basa anche sull’ascolto attento della persona. O
meglio, sarebbe auspicabile che fosse così. Ma questo, ahimé, non
sempre avviene.

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