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17/07/13

Chirurgia Vascolare - vene e arterie - ictus

L’ictus è la terza causa di morte, ma anche la prima causa di invalidità: il 40% delle persone invalide lo sono a causa di un ictus.
La causa delle patologie cardiovascolari è, quasi sempre, l’aterosclerosi. Essa può provocare una dilatazione di una o più arterie (aneurisma) o la loro occlusione o restringimento (stenosi) o ambedue. Tali malattie possono essere trattate o con un intervento chirurgico e/o con un trattamento non invasivo (endovascolare).
La malattia aterosclerotica si previene controllando i principali fattori di rischio e attuando modifiche allo stile di vita:
  • attività fisica
  • dieta ipoglucidica e ipolipidica (soprattutto limitazione di grassi di origine animale)
  • controllo delle patologie concomitanti (diabete mellito, ipertensione arteriosa, dislipidemia, iperuricemia).
L’aterosclerosi colpisce le arterie, cioè i vasi che portano il sangue dal cuore ai tessuti e agli altri organi del corpo.
Le vene costituiscono il sistema circolatorio che va dalla periferia verso il centro, dai tessuti e dagli organi ai polmoni (per essere ossigenato).
Le vene più importanti sono quelle interne (che sono situate vicino ai vasi arteriosi).
Le vene profonde possono essere interessate da trombosi o infiammazione (flebite).
Le vene più superficiali hanno il compito di diminuire l’eccesso di calore corporeo. Quelle degli arti inferiori possono degenerare in varici, principalmente a causa della insufficienza del sistema valvolare che aiuta il sangue a vincere la forza di gravità e a spingere il sangue verso l’alto.
Aneurisma o dilatazione (soprattutto dell’aorta addominale, ma anche aorta toracica o altre arterie degli arti); l’aneurisma è molto pericoloso perché anche se non provoca dolore, può rompersi all’improvviso, determinando un’emorragia anche mortale.
Arteriopatie Obliteranti (restringimento) delle arterie degli arti (acute e croniche); tale restringimento delle arterie provoca una diminuzione della quantità di sangue che arriva alle estremità, soprattutto durante il cammino, e quindi dolore (claudicatio).

Stenosi (restringimento) od occlusione delle carotidi, importanti vasi del collo che portano il sangue al cervello; il diminuito apporto di sangue al cervello può essere causa di ictus alcune volte anche fatale.
  

Insufficienza venosa determina un rallentamento del flusso sanguigno determinato dall’indebolimento delle pareti venose e dall’incontinenza delle valvole presenti all’interno delle vene che permettono il passaggio del sangue solo verso il cuore (verso l’alto) e impediscono il reflusso, cioè che il sangue torni indietro. Quando per varie cause, le valvole non funzionano più bene, avremo un reflusso e una dilatazione delle vene e col passare del tempo e l'aggravarsi della malattia, potremo avere varie complicanze, tromboflebiti, ulcere varicose, ecc.
L’insufficienza venosa è un disturbo piuttosto comune diffuso soprattutto tra le donne Le cause di questo fastidioso disturbo possono essere:
  • ereditarietà (una debolezza congenita della parete venosa)
  • pillola anticoncezionale
  • stile di vita
  • alcuni tipi di farmaci
  • infortuni ortopedici
  • fumo e alcool
  • stipsi.
È importante riuscire a individuare i piccoli segnali che l’organismo manda allo stadio iniziale della malattia. I sintomi più frequenti sono:
  • gambe stanche o pesanti e gonfie
  • dolori o bruciori al polpaccio
  • crampi notturni agli arti inferiori
  • dolori che aumentano vicino a fonti di calore
  • sintomi che regrediscono col movimento.
Scuola di Specializzazione in Chirurgia Vascolare 
               Direttore: Sante Ucchino
 



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