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20/01/26

Sclerosi Multipla, immunosoppressori e microbiota intestinale.




Sì, è corretto: circa il 70-80% delle cellule immunitarie del nostro corpo si trova nell'intestino, rendendo il microbiota intestinale un attore fondamentale nella modulazione e nel mantenimento di un sistema immunitario forte, capace di distinguere tra patogeni e sostanze innocue e di controllare l'infiammazione.

Questo avviene attraverso l'interazione diretta con le cellule immunitarie e la produzione di metaboliti, come gli acidi grassi a catena corta (SCFA), che regolano la risposta immunitaria locale e sistemica.

In sintesi, mantenere un microbiota intestinale in equilibrio è fondamentale per un sistema immunitario efficiente, proteggendoci sia da infezioni esterne che da risposte immunitarie inappropriate.

, i farmaci immunosoppressori possono essere un fattore scatenante o aggravante della disbiosi intestinale, alterando l'equilibrio del microbiota, sebbene l'infiammazione stessa tipica delle malattie autoimmuni sia un fattore che contribuisce alla disbiosi; studi suggeriscono che probiotici specifici (come Lactobacillus e Bifidobacterium) possano mitigare i sintomi e migliorare la risposta ai trattamenti.

La relazione è bidirezionale: la disbiosi può influenzare la risposta ai farmaci (es. metotrexato), e i farmaci possono alterare il microbiota, ma il ripristino dell'equilibrio intestinale può migliorare la situazione.

Come i farmaci immunosoppressori causano disbiosi

Alterazione del microbiota: Gli immunosoppressori, pur necessari, possono modificare la composizione dei batteri intestinali, riducendo la diversità e favorendo la crescita di specie pro-infiammatorie, portando a disbiosi.

Aumento della permeabilità intestinale: La disbiosi può indebolire la barriera intestinale, causando una maggiore permeabilità, che peggiora l'infiammazione sistemica.

Implicazioni cliniche

Risposta ai farmaci: Una disbiosi può peggiorare la risposta a farmaci come il metotrexato, usato nell'artrite reumatoide.

Esempio in veterinaria: Nei cani, l'enteropatia reattiva alla terapia immunosoppressiva (EIT) è un'infiammazione intestinale cronica spesso associata a disbiosi, dove la dieta può aiutare.

Soluzioni e gestione

Probiotici: L'integrazione mirata (es. con Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus casei, Bifidobacterium bifidum) può migliorare sintomi e infiammazione nei pazienti reumatici.

Supporto nutrizionale: Diete specifiche (es. idrolizzate, a base di amminoacidi) possono aiutare a gestire i sintomi gastrointestinali.

Ricerca in corso: Si sta studiando come specifici probiotici possano interagire con gli immunosoppressori per ottimizzare il trattamento.

In sintesi, i farmaci immunosoppressori sono un fattore significativo nella disbiosi, ma la gestione integrata di probiotici e nutrizione può offrire benefici, sebbene sia cruciale seguire sempre le indicazioni del proprio medico curante per evitare interazioni negative.

Achille Daga
















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