Visualizzazioni totali

24/10/12

Insufficienza renale cronica e Fibrillazione atriale




È ampiamente noto che tanto la Fibrillazione atriale (FA), quanto l'Insufficienza renale cronica (IRC) aumentano il rischio di stroke e di tromboembolismo sistemico. Un recente studio - finanziato dalla Fondazione Lundbeck - i cui risultati sono stati pubblicati sul numero del 16 Agosto del NEJM, ha voluto verificare l'impatto che entrambe le condizioni (FA in pazienti con IRC) avessero sia sulla incidenza di ictus che di eventuali sanguinamenti, valutando altresì nei pazienti con IRC gli effetti del trattamento con warfarin, aspirina o l'associazione di entrambi. Per il reclutamento della casistica si sono utilizzati i Registri nazionali danesi, ricercando tutti i pazienti dimessi dall'ospedale con una diagnosi di FA non valvolare dal 1997 al 2008. Degli oltre 132.000 pazienti identificati lo 0.7% (901) era in trattamento dialitico ed il 2.7% (3.587) era affetto da IRC non necessitante la dialisi. Rispetto ai pazienti con FA che non avevano disfunzione renale, tanto i pazienti in dialisi (HR 1.83, 95% CI 1.57-2.14, p <001), quanto quelli con IRC che non richiedevano trattamento sostitutivo (HR 1.49; 95% CI 1.38-1.59, p < 0.001), avevano un significativo aumentato rischio di ictus o di tromboembolismo periferico, rischio che si è significativamente ridotto per entrambi i gruppi di pazienti con il trattamento con warfarin, ma non con aspirina. Analoghi i risultati per quanto riguarda il rischio di sanguinamento che è risultato significativamente aumentato in entrambi i gruppi di pazienti con IRC e che è risultato ulteriormente aumentato con il trattamento con warfarin, con aspirina, o con terapia associata. Gli AA hanno pertanto concluso che, rispetto a coloro che non hanno alterazione funzionale renale, la malattia renale cronica nei pazienti con FA si associa ad un ulteriore aumento del rischio di ictus e di tromboembolia sistemica e di sanguinamento.
Inoltre in questi pazienti:
  1. il trattamento con warfarin, pur aumentando aggiuntivamente il rischio di sanguinamento, è risultato associato ad un significativamente ridotto rischio di ictus o di tromboembolia sistemica
  2. l'aspirina non è risultata efficace per ridurre il rischio di ictus, mantenendo però la prerogativa di determinare un aumentato rischio di sanguinamento.
Olesen JB et al. Stroke and Bleeding in Atrial Fibrillation with Chronic Kidney Disease. N Engl J Med 2012; 367: 625-35.

Nessun commento:

Posta un commento