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22/04/12

LA SINCOPE

Cos’è una sincope?
La sincope è una perdita di coscienza transitoria, semplificando possiamo
dire uno “svenimento”, con comparsa rapida, di breve durata, che si
risolve spontaneamente e completamente.
E’ dovuta ad una transitoria e breve riduzione della quantità o della
pressione del sangue che arriva al cervello.
Si tratta di un evento frequente, anche nella popolazione normale.
Cosa deve fare una persona che ha avuto una sincope?
I pazienti con sincope ci vengono spesso indirizzati dal Pronto Soccorso
e li valutiamo innanzitutto con la visita cardiologica e con
l’elettrocardiogramma. Informazioni importanti vengono ottenute con
l’ecocardiografia.
E’ pericolosa?
Lo scopo della prima valutazione cardiologica è di verificare se, nel paziente che viene alla nostra
osservazione, la sincope sia spia di una condizione rischiosa oppure no.
In generale se il paziente non ha una cardiopatia di rilievo, ossia non ha una storia personale o
familiare di rischio, l’esame fisico e l’elettrocardiogramma sono normali e l’ecografia non mostra
cardiopatie strutturali, ci troviamo di fronte ad una condizione benigna. Si tratta della grande
maggioranza dei casi.
Queste sincopi non pericolose a cosa possono essere dovute?
In genere si tratta delle sincopi “neuromediate” ossia dovute ad una temporanea disfunzione del
sistema nervoso autonomo (parte del sistema nervoso che, fra le varie funzioni, regola la pressione
e il numero di battiti del cuore). A seguito di un riflesso nervoso si ha un’inappropriata e brusca
riduzione della pressione arteriosa e/o della frequenza cardiaca, che causa la perdita di coscienza
del paziente.
Fra di esse c’è la sincope vasovagale (il comune svenimento), dovuta all’azione del nervo vago,
che riduce pressione e frequenza cardiaca, che è spesso preceduta da sintomi quali vertigine, offuscamento
della vista, sudorazione, pallore, nausea, sintomatologia gastrointestinale, dolore.
Vi sono le sincopi situazionali, che compaiono, ad esempio, con lo sforzo di defecare, urinare,
talvolta con la tosse, deglutizione, pasti pesanti, puntura venosa.
Vi è inoltre l’intolleranza all’ortostatismo, ossia la tendenza al calo pressorio e perdita di coscienza
innescate dal restare a lungo in piedi, spesso in pazienti anziani con malattie quali diabete
mellito, m. di Parkinson e terapie farmacologiche multiple per ipertensione arteriosa, ischemia
miocardica ed altro.
In alcuni casi proporremo al paziente il tilt test, esame col quale il paziente viene alzato a 60° su
lettino reclinabile e viene somministrato un farmaco, allo scopo di studiare più in dettaglio il meccanismo
della sincope.
Altrimenti quali possono essere le cause?
Essenzialmente possono essere o disturbi del ritmo cardiaco (bradicardie, blocchi, varie forme di
tachicardie) o per patologie cardiache (ad esempio la stenosi aortica severa, la cardiopatia ischemica, la cardiomiopatia
ipertrofica, la cardiopatia aritmogena del ventricolo destro, tutte le cardiopatie con severa depressione della funzione di
pompa) o del circolo polmonare (la tromboembolia polmonare).
In alcuni di questi pazienti la sincope segnala la presenza del rischio di morire. E’ quindi una spia d’allarme importante che
merita una valutazione cardiologica.
In questi casi cosa viene fatto?
Senza voler esaurire in questa sede tutte le possibili cause, da valutare paziente per paziente, in caso di bradicardie o blocchi,
se la diagnosi è già immediatamente evidente all’elettrocardiogramma e non vi sono cause transitorie, la soluzione è
l’impianto di un pace-maker.
Allo stesso modo per le aritmie rischiose per la vita o in presenza di rischio alto per depressione grave della funzione di
pompa non corretta dai farmaci, vi è l’indicazione all’impianto di un defibrillatore impiantabile (ICD).
Se si sospetta un disturbo del ritmo e questo non è già subito evidente potremo proporre al paziente un ecg dinamico Holter
(l’elettrocardiogramma delle 24 ore) e poi eventualmente uno studio elettrofisiologico (esame che valuta le caratteristiche
elettrofisiologiche del cuore mediante elettrocateteri all’interno delle cavità cardiache) e l’impianto di un loop recorder,
che è un mini registratorino, grande circa 6 cm x 2, che si impianta sottocute, registra l’elettrocardiogramma fino a due
anni ed è interrogabile con un apparecchio di programmazione.
Le cardiopatie strutturali verranno indagate e, ad esempio, in caso di stenosi aortica grave la soluzione potrà essere cardochirurgica
o in caso di cardiopatia ischemica potranno essere presi in considerazione gli esami appropriati, fino alla coronarografia.
In conclusione?
Chi non ha cardiopatie né altre malattie serie, e ha ecg, ecografia e visita normali oltre a non avere riportato traumi può
stare tranquillo: è una condizione benigna e frequente, circa un terzo delle persone hanno una sincope nel corso della vita..
Negli altri casi non è detto che si tratti di qualcosa di importante ma non è escluso, quindi è necessaria una valutazione
medica e cardiologica.www.amicidelcuorevenezia.org/notiziari/Notiziario26.pdf

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