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10/07/12

I fitocannabinoidi - Guida – manuale

Estrazione domestica di tutti i fitocannabinoidi (identificate oltre 400
sostanze chimiche differenti , una settantina di tali componenti attivi
appartengono alla famiglia dei cannabinoidi, molti dei quali ancora
poco esaminati) presenti nella Cannabis Sativa, Indica e Ruderalis,
per gli usi medici dei cannabinoidi.
Le informazioni disponib ili su questo testo non in tendono in alcun modo
istigar e od indurre a compor tamenti VIETATI DALLA LEGGE.
L’approvvigi onamento di cannabis, o suoi derivati, dev e av venire con le
m odalità pr es critte ai sensi del DPR 309/90 e s u cces sive m odificazioni.
I cannabinoidi di grande interesse sono:
il 9 - tetraidrocannabinolo (THC, Delta 9-THC, uno dei maggiori e più noti principi attivi
della Cannabis)
il cannabidiolo (CBD)
la tetraidrocannabivarina (THCV)
il cannabinolo (CBN)
il cannabigerolo (CBG)
il cannabinidiolo (CBND)
il cannabicromene (CBC)
il cannabiciclolo (CBL)
il cannabielsoino (CBE)
il cannabitriolo (CBT)
la cannabivarina (CBV)
la cannabicromevarina (CBCV)
la cannabidivarina (CBDV)
la cannabigerovarina (CBGV)
il cannabigerolo monoetiletere (CBGM)
I fitocannabinoidi possono esser ingeriti (sono liposolubili), vaporizzati e fumati.
Per l’estrazione dei cannabinoidi, le infiorescenze di Canapa, ( Erba, Maria, Ganja, Hemp, Kif,
Grass, Shit, Mary Jane, Marijuana, etc.) devono essere asciugate completamente *.
I cannabinoidi (THC,CBD, etc.) non sono idrosolubili (cioè non si sciolgono in acqua), ma lo sono
nei grassi, ( Olio, burro, grassi animali e vegetali) e in alcol, etere, cloroformio, solventi derivati dal
petrolio ( Esano, benzene, etere di petrolio, diclorometano, toluene, ecc... ). Questi ultimi hanno il
vantaggio di essere molto più selettivi, perchè negli alcoli oltre ai cannabinoidi si disciolgono anche
la clorofilla** e numerose altre sostanze. Purtroppo questi solventi sono estremamente tossici per
l'organismo umano così come lo sono in genere tutti i tipi di alcol. Benché vengano fatti evaporare,
i solventi lasciano sempre qualche residuo, l'unico con un grado di tossicità basso o trascurabile é
l'alcol etilico.
* I fiori di canapa sono asciutti quando, avvolti nel cellofan, non fanno più condensa.
** Per eliminare la clorofilla i coltivatori libanesi lasciano le piante di canapa sul campo fino a che non sono quasi
asciutte. Entro questo tempo acquistano un colore marrone - rossastro ( la clorofilla è distrutta dai Raggi UV del
sole ).

Esistono vari metodi di estrazione:
1°) – Estratto solido di cannabis: Hashish. Prodotto con il polline
dell’infiorescenza di canapa (tipologie di Hashish pregiato: il Charas [indiano], il
Manali, il Malana, il Parvati [prodotti nella regione himalayana dell’India],il Kashmiri,il
Nepal Temple Balls [nepalese], l’Afgano, il Pakistano) –
Come si prepara:
A) – durante il periodo di fioritura (è il metodo più antico e non prevede il taglio delle piante), a
più riprese sfregare tra il palmo delle mani, piano, le estremità fiorite della pianta,
B) – raschiare dalle mani, con apposito coltellino, la resina gommosa raccolta sul palmo delle
mani;
C) – raccogliere la resina di canapa (polline) in un contenitore liscio;
D) – impastare la resina, manualmente, in pani;
E) – sigillare la resina con cellofan, panni di canapa o lino.
2°) - Estratto solido di cannabis: Hashish. Prodotto con la di resina di canapa
(Cioccolato, Libanese, Libano Oro, Super Polm, Skuff, Bourbouqa, Marocco 00, Riff
marocchino, il Turco, Olandese, ecc) –
Come si prepara:
A) – scuotere, sbattere e/o strofinare i fiori maturi della canapa femmina su una serie di setacci;
B) – raccogliere la polvere resinosa in apposito contenitore;
C) – comprimere la polvere, dopo averla riscaldata per permettere che le resine si fondano ed
attacchino insieme, in blocchi o pani (magari con l’ausilio di mezzi meccanici);
D) – sigillare la resina con cellofan, panni di canapa o lino.
3°) - Estratto liquido di cannabis: Preparazione galenica magistrale a freddo di
olio di canapa, ottenuto per mezzo di un veicolo alcolico –
L'olio (3° - 4°), vaporizzato, fumato o ingerito, ha una concentrazione di cannabinoidi molto più
alta del materiale di partenza ( da 5 a 10) e quindi deve essere utilizzato, in proporzione, in quantità
ridotte.
L'Hash - Olio ha un'apparenza distintiva del dorato - miele e dal verde scuro a quasi nero con una
consistenza abbastanza solida (viscoso, simile a catrame). A temperatura ambiente è assai
appiccicoso, ma una volta riscaldato è un liquido.
Come si prepara:
A) – far macerare l’infiorescenza (o l’ hashish) finemente sminuzzata in una soluzione idroalcolica
a 95° gradi alcolici volumetrici, in 5 - 10 volumi di alcol ed 1 volume di materiale, in un
contenitore chiuso (vaso, bottiglia o un recipiente di materiale neutro), in un luogo fresco e
scuro per 28 giorni, il periodo di un intero ciclo lunare.
B) – Trascorso il tempo previsto filtrare la soluzione in un recipiente, con un filtro di carta, un
collant, oppure con un colino a maglia fine e spremere la pianta;
C) – per separare la parte liquida (alcol e sostanze disciolte) si può fare evaporare l’alcol a
bagnomaria ( l'alcol etilico evapora a 78,3 °C, l'acqua a 100°C ) oppure può essere
recuperato in un qualunque distillatore ( in genere di vetro ) e rimarrà, comunque, sul fondo
l’estratto: L’olio.

4°) - Estratto liquido di cannabis: Preparazione galenica magistrale a caldo di olio
di canapa –
Come si prepara:
A) – mettere in un pentola l’infiorescenza sbriciolata;
B) – affogarla completamente in alcol con gradazione 40° - 50°;
C) – far cuocere a basso fuoco, circa 80º;
D) – filtrare la soluzione e fare evaporare l’alcol restante.
In questo modo, p.es., estraggono i principi attivi della cannabis per il medicinale << Sativex ® >>.
Il << Sativex ® >> è un farmaco a contenuto standardizzato di fitocannabinoidi e contiene solo due
forme purificate della canapa, THC e CBD. Per produrlo ( è uno spray sublinguale), estraggono i
cannabinoidi sotto vacuo in un circuito chiuso, recuperando così continuamente l'alcol, e
successivamente, affinché possa essere nebulizzato, lo allungano in solventi con un rapporto circa
1:1 (etanolo, glicole propilenico). Includono anche un ingrediente supplementare, l’ olio di menta
piperita, che evita al paziente il “temuto” effetto psicoattivo della cannabis (High).
* Il << Sativex ® >> è un prodotto industriale e l’utilizzo del “glicole propilenico” dipende dal fatto che, 1° costa
pochissimo e si nasconde molto bene negli oli essenziali, e 2°, contrasta l’effetto disseccante dell’alcool nella
lozione idroalcoolica. Il “propylene glycol” non esiste in natura, è un prodotto chimico.
5°) - Olio cotto di cannabis, per uso alimentare:
Come si prepara:
A) – ridurre l’infiorescenza di Cannabis in piccoli frammenti e metterla nella pentola;
B) – aggiungere olio (o burro) quanto basta, l’olio deve coprire bene i fiori (1:10 - 1:20 – 1:30, in
base alla % di THC presente nell’infiorescenza ed alla desiderata concentrazione di principi
attivi);
C) – aggiungere acqua, 4 – 5 - 6 cm (tanto, la si dovrà far evaporare, lentamente, tutta…), per
evitare surriscaldamenti ed allungare il tempo di cottura, per una buona estrazione;
D) – mettere con coperchio su fiamma bassa e far bollire;
E) – quando sta per svanire l’acqua allontanare dalla fiamma il tegame, perché l’olio surriscaldato
farebbe vaporizzare i cannabinoidi, far svaporare tutta l’acqua e continuare a mantenerlo caldo
(a circa 80°: non bollente, no frittura!) per almeno 5 minuti;
F) – lasciare macerare per 1 giorno e filtrare;
6°) – Tintura madre e tintura classica di canapa –
La tintura è una preparazione liquida ottenuta mediante l'azione estrattiva dell'alcol sulla pianta
intera o su sue parti (foglie, radici, ecc.).
La differenza più rilevante tra la tintura classica e la tintura madre (T.M.) é nel materiale di
partenza: nella tintura classica é costituito dalla droga secca, mentre nella tintura madre é dato dalla
pianta fresca. In tal modo nella tintura madre vengono preservati più principi attivi.
Pro. Trattandosi di una forma di estrazione molto diffusa e tra le più utilizzate in Fitoterapia. E' un
preparato che si presta bene all’automedicazione e l'efficacia, nella maggior parte dei casi, è buona.
Contro. Il contenuto in alcol non è irrilevante e pertanto non è adatta a chi presenta disturbi al
fegato, ai bambini e a chiunque abbia problemi con l'alcol.
Come si prepara:
A) – La droga, viene messa a macerare, in una bottiglia o un recipiente di materiale neutro, in una
soluzione idroalcolica che va dai 45° ai 70° gradi alcolici volumetrici, in relazione alla

quantità d'acqua che la pianta contiene naturalmente: è necessaria quella percentuale di alcol
che permette di ottenere un rapporto droga/solvente. Nella preparazione delle tinture
idroalcooliche si adotta generalmente una regola fissa: per ottenere cinque parti di tintura
finale, è necessaria una parte di droga (ovvero, 20 grammi di droga per ottenere 100 ml di
tintura).
B) – mettere la pianta a macerare per un periodo variabile, da 25 a 40 giorni.
C) – filtrare la soluzione così ottenuta e farla decantare per 48 ore.
In questo modo (con alcol a 45° - 70° gradi) la T.M. di cannabis agisce prevalentemente in virtù
della presenza dei 330 principi attivi, diversi dai cannabinoidi, identificati nel fiore di canapa
(alcaloidi, oligoelementi, etc). Ma, per sciogliere anche i cannabinoidi basta far cuocere a circa 80º
la soluzione idroalcolica con i fiori di cannabis, oppure, far macerare la pianta in una soluzione a
95° gradi alcolici e, infine, per ridurre la gradazione alcolica della T.M. ottenuta, aggiungere acqua
q.b. La scadenza è di 5 anni, a confezione chiusa.
7°) – Tisana -
Con l’infiorescenza si può preparare, inizialmente (prima di procedere con il 2°,4° o 5° metodo di
estrazione), per combinare l’azione terapeutica di altri principi attivi presenti nell’infiorescenza di
canapa, un eccellente “The di canapa”, ma ricordate che, in tutte le tisane, i Cannabinoidi sono
presenti in quantità minore rispetto a quella terapeuticamente attiva (non sono idrosolubili) e si
preparano prima dell'uso perché si alterano facilmente.
Come si prepara:
A) – far bollire l' ”erba” per almeno 20 - 30 minuti, coperta aggiungendo acqua di tanto in tanto;
B) – separare con il setaccio la tisana dall’infiorescenza lasciando sul fondo del tegame i pistilli e
resina non disciolta nell’acqua;
C) – rimettere l’infiorescenza nella pentola e continuare l’estrazione dei cannabinoidi,
indifferentemente, con il 3°, 4° o 5° metodo illustrato.
Nota1: tutti i processi di estrazione del THC e del CBD, per non buttare nulla, si devono ripetere
almeno due volte.
Nota2: I recipienti usati per la conservazione di tutti gli estratti liquidi di Cannabis, devono essere
di vetro scuro (o meglio, rivestiti con nastro adesivo di colore nero coprente) con chiusura
ermetica, e tenuti in un luoghi freschi ed oscuri;
I farmaci, correntemente commercializzati in Italia per uso
terapeutico ( Cannabis Curativa ), sono:
a) Cannabinoidi naturali, Cannabis Flos:
Bedrocan ®
Bedrobinol ®
Bediol ®
b) Estratto di Cannabis:
<< Sativex ® >>

c) Cannabinoidi di sintesi:
Marinol ® (dronabinol)
Cesamet ® (nabilone)
Va fatto notare che i derivati sintetici sembrano mostrare minore efficacia e maggiore incidenza di
effetti collaterali rispetto ai derivati naturali, a tutt'oggi preferiti da molti pazienti.
Per informazioni dettagliate, sugli usi terapeutici della cannabis, visitate il sito dell’Associazione
per la Cannabis Terapeutica [ACT]: www.medicalcannabis.it .



https://www.dropbox.com/s/zxid0r8sfzmn427/Guida-manuale_%20estrazione%20domestica%20dei%20cannabinoidi%203%20documento%20di%20Stefano%20Balbo.pdf

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