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11/07/12
morbo di Parkinson / ISRAELE
Ricercatori
israeliani dell’Ospedale Beilinson e dell’Università di Tel Aviv hanno
identificato una proteina in grado di proteggere le cellule del cervello
dal morbo di Parkinson: un passo importante – scrive Haaretz,
annunciando lo studio – che fa avanzare la possibilità di sviluppare di
nuovi trattamenti o di prevenire la malattia. La proteina scoperta
previene in primo luogo la morte o la degenerazione di queste cellule
intervenendo così sulla causa primaria della malattia. La ricerca della
neurologa Nirit Lev dell’Ospedale Beilinson (insieme ai professori
Israel Steiner, Daniel Offen e Eldad Melamed) si è concentrata su un
gene, il DJ-1, in grado di sostenere i meccanismi di autodifesa delle
cellule nervose, visto che proprio le sue mutazioni sono correlate –
secondo vari studi – al rischio di sviluppo del Parkinson, di sclerosi
multipla e di complicazioni neurologiche associate al diabete. Per
proteggere le cellule nervose, occorreva dunque mettere a punto un
farmaco in grado di riprodurre le attività del gene DJ-1. Nel corso
delle ricerche è stato così identificato un peptide (proteina di basso
peso molecolare) che, attaccato ad un altro peptide, riesce a penetrare
la barriera sanguigna del cervello e ad entrare nel sistema nervoso che
produce la dopamina, proteina a difesa delle cellule nervose. La
molecola – chiamata dai ricercatori NID-13 – negli ultimi tre è stata
testata su topi di laboratorio progettati per sviluppare i sintomi del
Parkinson: i risultati hanno dimostrato che funziona. “La nostra
capacità di ‘correggere’ il livello di DJ-1 – ha detto Nirit Lev – era
determinante, visto che il Parkinson di norma si manifesta dopo una così
massiccia distruzione di cellule nervose che le rimanenti non ce la
fanno a compensare quelle morte. Quando avremo successo nel proteggere
queste cellule e di prevenire la loro graduale distruzione, i pazienti
potranno vedere la loro qualità di vita recuperata”.
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