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26/07/12

La ciclofosfamide

Endoxan Baxter

Categoria: antineoplastico

Indicazioni: è un potente immunosoppressore che determina la morte delle cellule in fase di replicazione attiva attraverso un legame con il DNA chiamato alchilazione. Nella pratica clinica, la ciclofosfamide, data la sua elevata tossicità, viene utilizzata solo nei casi di SM con notevole attività di malattia e infiammazione alla RM, in via di rapido peggioramento, quando le terapie convenzionali (interferone, copolimero) si siano dimostrate inefficaci o mal tollerate.
Sono stati effettuati diversi studi per valutare l’efficacia del farmaco nella SM e i risultati spesso sono contraddittori. Da tutti gli studi emerge che il farmaco è più efficace nei pazienti con età inferiore ai 40 anni, con durata minore di malattia e presenza di lesioni attive alla RM. La contemporanea somministrazione di cortisone e la possibilità di effettuare dei boli (iniezione di farmaco in grande quantità in vena) di mantenimento migliora l’efficacia
Effetti indesiderati: ulcerazioni della mucosa orale e gastrointestinale, con predisposizione alle infezioni, tossicità renale e vescicale, perdita dei capelli (reversibile), aritmie e scompenso cardiaco, nausea, vomito, cefalea, sterilità talora permanente.

Precauzioni: per evitare o ridurre al minimo il rischio di tossicità vescicale, la somministrazione del farmaco deve essere accompagnata da una notevole idratazione per via endovenosa. Per evitare la nausea è necessaria la somministrazione di farmaci appositi (antiemetici ad azione centrale). Prima di essere sottoposti a terapia è necessario effettuare esami (elettrocardiogramma, radiografia torace, esami del sangue), volti a escludere che ci siano controindicazioni al farmaco o che siano presenti focolai infettivi occulti.

Prescrivibilità: classe A


Tossicità

Gli effetti avversi più comuni associati con l'impiego di ciclofosfamide sono

Mielodepressione (pancitopenia) che deve essere controllata attraverso esami emocromocitometrici e farmaci mielostimolanti
Nausea e vomito (compaiono dopo 30-60 minuti dall'infusione), spesso controllabili con agenti antiemetici come l’ondansetron, il granisetron o altri antagonisti del recettore serotoninergico 5-HT3
Alopecia
Cistite emorragica, associata inoltre con il rischio di sviluppo di carcinoma della vescica e che spesso può essere prevenuta da un'adeguata idratazione
Tossicità cardiaca
Disordini dell'equilibrio idro-elettrolitico

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