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29/07/12

Fibrosi cistica, Ue approva ivacaftor





27 luglio 2012

La Commissione Europea ha approvato ivacaftor  per i pazienti affetti da fibrosi cistica (FC) di età superiore ai 6 anni che presentano almeno una copia della mutazione G551D nel gene regolatore della conduttanza transmembrana della fibrosi cistica (CFTR). Questi pazienti costituiscono circa il 4-5% del totale. Sviluppato dall’americana Vertex (l’azienda del telaprevir) il farmaco sarà messo in commercio con il marchio Kalydeco.

Si stima che in Europa i pazienti con questa mutazione siano circa 1100. In Usa il loro numero è circa lo stesso, circa 1200, pari al 4% dei circa 30mila malati di fibrosi cistica. Circa 200 però hanno meno di 6 anni e per loro il farmaco non è attualmente indicato. In Usa il costo del farmaco è molto elevato: 294mila dollari l'anno. Vedremo se in Europa sarà più ridotto

L’approvazione di ivacaftor si basa sui risultati degli studi di fase III STRIVE e ENVISION in cui i pazienti con FC, aventi almeno una copia della mutazione G551D di CFTR, trattati con il farmaco, hanno mostrato un miglioramento rapido, significativo e sostenuto di alcune misure della patologia, inclusa la funzione polmonare. Gli eventi avversi più frequenti con il medicinale erano da lievi a moderati ma non gravi.

Ivacaftor è un farmaco attivo per via orale che va assunto due volte al giorno, disegnato per aumentare il tempo di apertura dei canali CFTR. Negli studi in vitro, la molecola si è dimostrata efficace nell’aumentare l'attività di trasporto del cloro della proteina CFTR con la mutazione G551D.

Il farmaco è stato sviluppato congiuntamente da Vertex Pharmaceuticals e dalla Cystic Fibrosis Foundation. Quest'ultima, che per lo sviluppo del farmaco ha investito circa 75 milioni di dollari, riceverà delle royalties sulle vendite del prodotto. si tratta di uno dei primi esempi di come un'associazione di pazienti possa avere un ruolo pro attivo per lo sviluppo di un farmaco, una forma di collaborazione nota come “venture philanthropy.”

Fibrosi cistica
La FC colpisce circa 70mila persone in tutto il mondo e causa una perdita progressiva della funzionalità polmonare. A oggi non esiste una cura e i trattamenti attualmente disponibili sono diretti contro gli effetti secondari della compromissione della funzionalità della proteina CFTR (Cystic Fibrosis Transmembrane Conductance Regulator), un canale ionico deputato soprattutto a trasportare il cloro attraverso le membrane cellulari a livello della membrana apicale delle cellule epiteliali delle cellule di vie aeree, del pancreas, dell'intestino, delle ghiandole sudoripare, delle ghiandole salivari e dei vasi deferenti.

La fibrosi cistica è causata da mutazioni di questa proteina (se ne conoscono più di 1.000) che portano a uno squilibrio ionico legato a un'alterazione della secrezione da parte delle cellule epiteliali degli ioni cloro e, di conseguenza, a un maggior riassorbimento di sodio e acqua dalle pareti delle vie aeree.

In particolare, la mutazione missenso G551D influenza la funzione dei canali CFTR presenti sulla superficie cellulare ed è presente nel 4-5% dei pazienti con fibrosi cistica. Nei pazienti che hanno la mutazione G551D, l’aminoacido glicina è sostituito dall’acido aspartico.

Come conseguenza dell'alterazione genetica, le ghiandole coinvolte secernono un muco denso e vischioso e quindi poco scorrevole. Negli organi interessati, le secrezioni mucose, essendo anormalmente viscide, determinano un'ostruzione dei dotti principali, provocando l'insorgenza di gran parte delle manifestazioni cliniche tipiche della malattia, come la comparsa di infezioni polmonari ricorrenti, insufficienza pancreatica, steatorrea, stati di malnutrizione, cirrosi epatica, ostruzione intestinale e infertilità maschile; è una malattia molto grave con un'aspettativa di vita di circa 37 anni (dati della Cystic Fibrosis Foundation).

INFO DI  http://www.pharmastar.it/index.html?cat=3&id=8755

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