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21/08/12

Con la “fettina” si rischia il cancro alla prostata


 

La carne cotta in padella pare possa aumentare il rischio di cancro alla prostata

Secondo un nuovo studio la carne rossa fritta in padella può aumentare del 40% il rischio di sviluppare il cancro della prostata

Lo cosiddetta “fettina” in padella pare possa far aumentare di ben il 40% il rischio d’insorgenza del temuto cancro della prostata. A essere sotto accusa in questo caso è il tipo di cottura che, esponendo repentinamente la carne alle alte temperature, favorisce la formazione di noti agenti cancerogeni.

A lanciare l’allarme fettina sono stati i ricercatori dell’University of Southern California (USC) e del Cancer Prevention Institute della California (CPIC) con il loro studio pubblicato sulla versione online della rivista Carcinogenesis.
La dottoressa Mariana Stern, professore associato di medicina preventiva presso la Keck School of Medicine della USC, e colleghi hanno valutato gli effetti della cottura sulla carne bianca e sulla carne rossa, confrontando questi con la predisposizione genetica, e il rischio di cancro della prostata.

Per far ciò, gli scienziati hanno esaminato i dati raccolti dal “California Collaborative Prostate Cancer Study”. Da questi hanno raccolto quelli inerenti a circa 2.000 uomini, che sono poi stati invitati a compilare un questionario incentrato sull’alimentazione e la dieta seguita. Le domande comprendevano anche quale tipo di carne consumavano, il tipo di cottura eccetera.
Dei partecipanti, oltre 1.000 hanno ricevuto una diagnosi di tumore avanzato della prostata. 
«Abbiamo scoperto che gli uomini che mangiavano più di 1,5 porzioni a settimana di carne rossa fritta in padella hanno aumentato il rischio di cancro della prostata avanzato del 30 percento – spiega Stern nella nota USC – Inoltre, gli uomini che mangiavano più di 2,5 porzioni di carne rossa cotta ad alte temperature avevano il 40 percento più probabilità di essere affetti da cancro avanzato della prostata».

I ricercatori hanno altresì notato una differenza nel rischio tra il consumo di carne rossa e pollame: nel caso del pollame in genere il rischio era ridotto, tuttavia aumentava quando anche questo tipo di carne era cotta in padella o fritta – in sostanza, esposta rapidamente ad alte temperature. L’esposizione rapida alle alte temperature sia esterne che interne, poi, ha un effetto cancerogeno anche e soprattutto nel caso di hamburger, sottolineano i ricercatori.
Questi risultati vanno a sommarsi a quelli di un precedente studio della dottoressa Stern che suggeriva come anche il pesce sottoposto ad alte temperature – del tipo cotto in padella – facesse aumentare il rischio di cancro alla prostata. Come detto, il sospetto dei ricercatori è che con certi tipi di cottura si sviluppino delle sostanze chimiche cancerogene: in questo caso sono note quelle che si formano quando per esempio si cuoce la carne alla brace, che viene tuttavia abbrustolita dalle fiamme.

«Le osservazioni fatte solo con questo studio non sono abbastanza per fare tutte le necessarie raccomandazioni di salute – fa notare Stern – ma visti i pochi e noti fattori di rischio per il cancro alla prostata modificabili, la comprensione dei fattori dietetici e dei metodi di cottura sono di grande rilevanza per la sanità pubblica».
[lm&sdp]


 http://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/alimentazione/articolo/lstp/465940/


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