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15/03/2012

Circa 685 pazienti per la sperimentazione del progetto Brave Dreams sulla sclerosi multipla

Circa 685 pazienti per la sperimentazione del progetto Brave Dreams sulla sclerosi multipla
pubblicata da StefaniAjò Melis il giorno giovedì 15 marzo 2012 alle ore 21.19 ·
Metodo Zamboni: da maggio la selezione dei pazienti
Circa 685 pazienti per la sperimentazione del progetto Brave Dreams sulla sclerosi multipla
I “sogni coraggiosi” di Paolo Zamboni sembrano destinati a realizzarsi: oggi è stato presentato ufficialmente l’avvio del progetto Brave Dreams, uno studio organizzato presso venti centri di ricerca diversi per verificare l’efficacia e la sicurezza della terapia sostenuta dal medico per trattare la sclerosi multipla.
La Regione Emilia Romagna finanzierà completamente la sperimentazione, e l’azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara coordinerà il tutto. “Potranno offrire la propria disponibilità allo studio solo i malati tra i 18 e i 65 anni di età – sottolinea Zamboni -, affetti dalle forme più comuni di sclerosi multipla: recidivante remittente o secondariamente progressiva, seguiti già da almeno due anni da uno dei venti centri coinvolti nel progetto”. Quest’ultimo parametro è stato stabilito perché, per capire se la persona può essere adatta o meno alla sperimentazione, “il neurologo deve disporre dei dati e dalla fiducia che solo la frequentazione di lunga data col paziente può garantire”. Saranno quindi i professionisti coinvolti nella ricerca a contattare i pazienti.
Da una prima fase di selezione dei soggetti – circa 685 – si passerà poi alla programmazione degli interventi per liberare le vene extracraniche – angioplastica venosa, punto focale su cui si basa l’intero metodo -, i quali potranno essere veri o simulati. “Lo studio che effettueremo si chiama doppio cieco – illustra Zamboni – perché un gruppo di pazienti verrà sottoposto alla terapia e un gruppo no. Esclusivamente il chirurgo saprà chi è stato operato e chi invece è stato sottoposto al solo controllo della flebografia. Sia i pazienti che i loro medici saranno tenuti all’oscuro”. Solo dopo un anno di monitoraggio verranno utilizzati i dati raccolti per capire se la strada tracciata debba essere proseguita o abbandonata.


“È importante ora lasciare che gli scienziati facciano silenziosamente il loro mestiere -  commenta Gabriele Rinaldi, direttore del Sant’Anna -: il clamore mediatico suscitato da queste ricerche ha già promosso troppe polemiche. Brave Dreams è diventato un marchio che nessuno potrà utilizzare, nemmeno per le raccolte fondi. L’attivismo delle associazioni dei pazienti in questo senso non deve creare confusione o diffondere facili entusiasmi: la sperimentazione serve appunto perché ancora non ci sono abbastanza conferme della validità del metodo”.
La Regione Emilia Romagna è il primo istituto che in Italia appoggia quella che definisce “una vera e propria impresa scientifica”. Continuerà a vigilare sullo svolgimento del percorso prefissato la commissione multidisciplinare che già si è occupata di definire il suo disegno tecnico. A maggio dovrebbero iniziare le selezioni dei partecipanti, gli operatori di diversi centri infatti hanno già completato la formazione necessaria ad avviare il progetto. Non si sa ancora quali città saranno le prime a iniziare il lavoro, inoltre  – ricorda e conclude Zamboni – “affinché i ricercatori possano impegnarsi in un clima il più possibile tranquillo, e per scongiurare migrazioni di pazienti che sarebbero comunque non considerate dato il vincolo dei due anni, non saranno resi pubblici i nomi dei centri aderenti”.http://www.estense.com/?p=205011&fb_source=message

Sclerosi multipla, parte a maggio la sperimentazione del metodo Zamboni

La Regione ha stanziato un finanziamento di oltre 2 milioni di euro.
Ferrara, 15 marzo 2012 -  Prenderà il via a maggio la sperimentazione finanziata dalla Regione e incentrata sul rapporto tra l'insufficienza venosa cerebro-spinale cronica (Ccsvi) e la sclerosi multipla. E' stato lo stesso professore Paolo Zamboni a darne l'annuncio, notizia attesa da migliaia di pazienti. La Ccsvi, secondo Zamboni, che ha identificato la patologia, sarebbe una concausa della sclerosi multipla. La sperimentazione, per la quale verranno stanziati 2 milioni e 742mila euro, si chiama 'Brave dreams' e coinvolgerà 685 pazienti, in una ventina di centri. Due terzi dei pazienti saranno sottoposti sia al trattamento diagnostico (flebografia) sia all’angioplastica (l’allargamento delle vene che hanno subito le stenosi che caratterizzano la Ccsvi), il restante terzo subirà solo la flebografia, in pratica non sarà ‘operato’.
“Da questo momento Brave Dreams diventa esclusivamente un marchio scientifico - ha detto Zamboni - nessuno potrà utilizzarlo per raccogliere fondi o per altre iniziative che non siano lo studio stesso che stiamo presentando”.Sono tantissimi i pazienti in tutta Italia che attendono questa innovativa sperimentazione. I pazienti, hanno spiegato i presentatori dello studio, saranno selezionati da appositi centri, presso i quali devono essere stati in cura per almeno due anni. I pazienti saranno inoltre selezionati dal loro neurologo e dovranno decidere se essere inclusi nella sperimentazione o no. Ogni paziente sarà seguito per un anno, lo studio sarà completato entro due anni dall’inizio dei trattamenti.
  - http://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/2012/03/15/681642-sclerosi-multipla-metodo-zamboni-finanziamento-sperimentazione-maggio-regione-pazienti.shtml -

14/03/2012

www.irispress.it/227579/anticipazioni-tv-mediaset-da-domani-claudio-amendola-a-le-iene-show
QUESTA SERA 15/3/2012 ALLE IENE..DALLE ORE 21.10 SU ITALIA ..
un nuovo appuntamento con “Le Iene Show”, che vede il debutto alla conduzione di Claudio Amendola, a fianco di Ilary Blasi e Enrico Brignano.

Al centro della puntata lo scandalo del calcio sommesse scoppiato nel 1980, due concorsi pubblici (uno nel 2010 e uno nel 2011) indetti dal Ministero di Grazia e Giustizia, e le ipotesi del professor Paolo Zamboni sulla sclerosi multipla. 

“Parking Card for disable people”: è il contrassegno disabili valido in tutta Europa che in Italia non esiste.

pubblicata da Roberta Sibaud
"Parking Card for disabled people” è il contrassegno valido in tutta l’Unione Europea per la sosta e la circolazione riservata ai portatori di handicap. Un documento che in Italia, purtroppo, anche se espressamente previsto da una raccomandazione UE del 1988 (n. 98/376/CE) non è stato ancora predispostoTrattandosi di una raccomandazione e non di una direttiva non vi è obbligo di adozione da parte degli stati membri. E l'Italia è tra quanti non lo hanno fatto.
Questo contrassegno ha il pregio, rispetto a quelli nazionali, che per consuetudine continuano ad essere riconosciuti, di evitare sgradevoli contrattempi e riconosciuto in tutti gli stati membri, senza alcun pericolo di essere fraintesi. È il caso di un viaggiatore italiano in vacanza in Svezia. Arrivato nel paese scandinavo ha noleggiato un’automobile e, città dopo città, ha parcheggiato, dove possibile, negli spazi appositi, esponendo il contrassegno handicap rilasciato dal proprio comune di residenza. Tutto bene fino alla città di Malmoe, dove si è visto multato di circa € 110. Il motivo? La non conformità alle indicazioni europee. Allo sfortunato turista non è rimasto altro che pagare la multa e fare ricorso presso le autorità svedesi riferendosi agli accordi bilaterali intrapresi tra gli stati del Vecchio Continente che prevedono la legittima validità dei documenti nazionali. 
Questa è la procedura da seguire in caso di contravvenzione, almeno fino a quando l’Italia non si sarà uniformata.

“Parking Card for disabled people”: è il contrassegno disabili valido in tutta Europa per la sosta e la circolazione riservata. Contrassegno che in Italia non esiste.
<3 <3 <3
http://www.corriere.it/salute/disabilita/11_agosto_02/svezia-multa-disabile-italiano_3373b462-bd11-11e0-b530-d2ad6f731cf9.shtml 

SCUOLA DI SCLEROSI MULTIPLA - II LEZIONE

SI PARLERA' DI TERAPIE 
CHI È INTERESSATO A PARTECIPARE AVVERTA MEZZO MAIL: emiliaromagna@assism.org
http://www.facebook.com/events/388595444484180/ 

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