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15/07/2026

Epley Manovra trattare BPPV Vertigo - importante

importante 






Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270

Vertigine posturale benigna; Vertigine posizionale benigna; VPPB

La vertigine posizionale parossistica benigna, o VPPB, è un disturbo comune che causa brevi episodi di vertigini (una falsa sensazione di movimento o rotazione) in risposta a movimenti della testa che stimolano il canale semicircolare posteriore dell’orecchio interno. La VPPB non è associata ad alcuna perdita dell’udito.
  • Per un attimo (di solito meno di un minuto) quando muove il capo si avverte la sensazione di muoversi, che l’ambiente si stia muovendo o che tutto stia ruotando.

  • I soggetti possono anche avere nausea e vomito, oltre a un movimento oculare anomalo.

  • I medici basano la diagnosi sui sintomi e sulle situazioni nelle quali si verificano, oltre ai risultati di un esame obiettivo.

  • La manovra di Epley, effettuata una o due volte, allevia i sintomi nella maggior parte dei pazienti.

I soggetti con vertigini hanno la falsa sensazione che loro, l’ambiente circostante o entrambi si stiano spostando o ruotando. La maggior parte delle persone descrive questa sensazione spiacevole come “capogiri”, sebbene usi lo stesso termine anche per altre sensazioni, come lo stordimento. Vertigine “posizionale” significa che le vertigini vengono avvertite quando si cambia posizione, per esempio, girando la testa mentre si è distesi a letto. “Benigna” significa che il disturbo non è pericoloso.

La VPPB colpisce le persone in modo crescente con l’aumentare dell’età e può incidere gravemente sull’equilibrio degli anziani, con conseguenti cadute e possibili traumi. Talvolta la VPPB si sviluppa dopo un trauma cranico.

Un cambiamento della posizione della testa, in genere la rotazione della testa sul cuscino al risveglio al mattino o l’inclinazione della testa all’indietro per raggiungere uno scaffale in alto, scatena la maggior parte degli episodi di VPPB. La VPPB si sviluppa quando le particelle di calcio (otoconi o canaliti) normalmente situate in una parte dell’orecchio interno (l’utricolo e il sacculo) si staccano e si spostano in un’altra parte dell’orecchio interno (più comunemente nel canale semicircolare posteriore).

L’orecchio interno contiene 3 canali semicircolari che aiutano l’equilibrio. Dei i 3 canali, quello posteriore si trova nella posizione migliore per ricevere, grazie alla gravità, la maggior parte delle particelle liberatesi durante la notte. Meno comunemente, le particelle si spostano negli altri 2 canali. Man mano che si raccolgono, le particelle formano un deposito gessoso che esagera il movimento del liquido nel canale quando la testa cambia posizione. Il risultato è una sovrastimolazione dei recettori nervosi (cellule ciliate) all’interno del canale posteriore, creando una falsa sensazione di movimento o rotazione

Le particelle possono distaccarsi dall’utricolo e dal sacculo con l’invecchiamento. La dislocazione può anche essere causata da uno qualsiasi dei seguenti fattori:

  • Infezioni auricolari

  • Traumi della testa o dell’orecchio

  • Immobilizzazione prolungata (per esempio sotto anestesia e durante il riposo a letto)

  • Chirurgia dell’orecchio

  • Arterite a cellule giganti

  • Osteoporosi

  • Ipertensione, diabete mellito e iperlipidemia

Alcuni soggetti con sintomi di VPPB presentano altri disturbi, tra cui altre patologie dell’orecchio interno (come la sindrome di Ménière), l’ostruzione di un’arteria nell’orecchio interno e un tumore del sistema nervoso centrale.


I sintomi della VPPB sono i seguenti:

  • Brevi episodi di vertigini, durante i quali i soggetti hanno l’impressione che loro stessi o l’ambiente circostante si stiano muovendo o girando

  • Nausea e/o vomito (senza perdita dell’udito o fischio nelle orecchie)

La VPPB può destare preoccupazione ed essere fastidiosa, ma in genere non è pericolosa, può ripresentarsi nel corso di settimane o persino mesi e spesso si risolve da sé o con delle semplici manovre.




Le vertigini sono innescate dal movimento della testa, come la rotazione sul cuscino a letto o il piegamento per raccogliere qualcosa. Ciascun episodio di vertigini dura da pochi secondi a qualche minuto. Sono possibili molti episodi nel corso di pochi giorni o settimane, che poi si riducono gradualmente da soli. Le vertigini possono essere accompagnate da nausea, vomito e un tipo specifico di movimento oculare, che determina lo scatto rapido degli occhi in una direzione alternato da un lento ritorno alla posizione originale (denominato nistagmo). Non si verifica alcuna perdita dell’udito o fischio nelle orecchie (tinnito).

Sebbene non pericolosi, i sintomi possono portare a cadute o altri incidenti se si verifica un episodio quando ci si trova in una posizione non sicura come durante la guida di un veicolo.








link oroginale:   https://www.msdmanuals.com/it/casa/problemi-di-orecchie-naso-e-gola/patologie-dell-orecchio-interno/vertigine-posizionale-parossistica-benigna#Sintomi_v6657278_it





12/07/2026

rinnovo della patente - Commissione Medica Locale - sclerosi multipla

La Commissione Medica Locale (CML) ha la facoltà di rinnovare la patente fino alla durata ordinaria prevista dall'art. 126 del Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della Strada), qualora la persona sia ritenuta idonea alla guida.

Per le persone con sclerosi multipla, questo è possibile anche grazie a una richiesta avanzata dall'Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM), successivamente accolta. Se la patologia è stabile e non sono presenti condizioni che possano compromettere la sicurezza della guida, la Commissione può rilasciare un rinnovo fino alla durata ordinaria prevista dalla legge (ad esempio 5 anni per la patente B dopo i 50 anni, salvo diverse disposizioni applicabili al singolo caso).

L'accertamento dell'idoneità alla guida è disciplinato dall'art. 119 del Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della Strada), che attribuisce alla Commissione Medica Locale il compito di valutare, caso per caso, le condizioni psicofisiche del conducente e di stabilire l'eventuale periodo di validità della patente.

Non esiste alcuna norma che imponga il rinnovo della patente ogni 2 anni a tutte le persone con sclerosi multipla. La durata del rinnovo viene stabilita esclusivamente sulla base della valutazione medico-legale della Commissione.

Ogni situazione viene esaminata individualmente.
La durata del rinnovo dipende dalla documentazione clinica presentata, dalla relazione dello specialista che segue il paziente e dalla valutazione effettuata dalla Commissione Medica Locale al momento della visita.

Se, oltre alla sclerosi multipla, non sono presenti altre condizioni che possano influire sulla capacità di guida (ad esempio diabete con complicanze, importanti disturbi della vista, patologie cardiovascolari, ulteriori patologie neurologiche o altre condizioni rilevanti), la Commissione può concedere il rinnovo fino alla durata ordinaria prevista dall'art. 126 del Codice della Strada.

Riferimenti normativi:

  • Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285 – Codice della Strada.

  • Art. 119 – Requisiti fisici e psichici per il conseguimento e la conferma della validità della patente di guida; disciplina gli accertamenti sanitari e le competenze della Commissione Medica Locale.

  • Art. 126 – Durata di validità della patente di guida e termini per il rinnovo.


Una piccola precisazione:
l'AISM
ha svolto un'importante attività di confronto istituzionale affinché le persone con sclerosi multipla stabili non fossero automaticamente penalizzate con rinnovi molto brevi.
Tuttavia,
la possibilità di rilasciare un rinnovo fino alla durata ordinaria deriva dalle norme del Codice della Strada e dalla valutazione della Commissione Medica Locale, non da una modifica legislativa introdotta direttamente dall'AISM. Questa formulazione è quindi più precisa dal punto di vista giuridico. 















PEC da inoltrare ai comuni - richiesta transito è consentito nelle ZTL e nelle aree pedonali urbane quando l'accesso è autorizzato anche a una sola categoria di veicoli di pubblica utilità.

Oggetto: Richiesta inserimento contrassegno disabili per accesso ZTL e aree pedonali


all'attenzione del Sindaco  ******,
Comando di Polizia Locale (Vigili) 
Ufficio Protocollo


Spett.le Ufficio,

la sottoscritta o il sottoscritto 

M**** S***, nata a Torino il **/**/19** e residente in Via ******** n. **, 1**** N******** (**),

CHIEDE

l'inserimento nella Vostra banca dati
del mio contrassegno unificato disabili europeo (CUDE) nr **** con scadenza **** rilasciato da ******,
associato al veicolo targato G******,
al fine di poter accedere alle Zone a Traffico Limitato (ZTL), nel rispetto della normativa vigente.

Considerata la mia disabilità, che mi impedisce una normale deambulazione, chiedo inoltre che, qualora non siano disponibili posti auto riservati o altri stalli idonei, mi sia consentita la sosta nelle aree pedonali, purché ciò avvenga senza creare intralcio alla circolazione dei pedoni o dei veicoli di emergenza, come previsto dalla normativa.


A tal proposito, richiamo l'art. 11 del D.P.R. n. 503/1996, che disciplina la circolazione e la sosta dei veicoli al servizio delle persone con disabilità, stabilendo che ai titolari dell'apposito contrassegno è consentito il transito e la sosta, anche in deroga a divieti e limitazioni, purché non venga arrecato grave intralcio al traffico. 

Alla presente allego:

  • copia della carta di circolazione del veicolo targato G******;

  • copia del CUDE/contrassegno disabili.

  • docuìmento di identita' 

Resto in attesa di un cortese riscontro e ringrazio anticipatamente per l'attenzione.

Cordiali saluti.

M****** St******


Via ****** nr **  1*** a  N******(**)

Tel. 334 ******


Vi consiglio di richiedere l'autorizzazione con largo anticipo, prima di entrare nelle zone ZTL, così l'accesso del vostro veicolo sarà già autorizzato e non correrete il rischio di ricevere sanzioni.

Gli indirizzi PEC dei vari Comuni si trovano facilmente su Google o sul sito istituzionale del Comune.

Quando inviate la richiesta, è consigliabile inserirla anche all'attenzione del Sindaco, del Comando di Polizia Locale (Vigili) e dell'Ufficio Protocollo, così da agevolarne la presa in carico.