COMUNQUE RAGAZZI..
se siete di fronte
ad una persona che sta male,
MANTENETE LA CALMA...
chiamate il 118
e seguite le istruzioni dell'operatore.....
avrete già fatto tanto
GRAZIE A VOI ..SI PUO' SALVARE UNA VITA
Le informazioni riportate hanno *esclusivamente* finalità informative e divulgative e NON sostituiscono il parere, la diagnosi o le indicazioni di un medico o professionista sanitario. Per qualsiasi problema di salute rivolgersi SEMPRE al medico o specialista di riferimento. ⭐ ©MelisStefania
CONTATORE PERSONE
13/07/2012
Insufficienza Venosa Cronica CerebroSpinale nella Sclerosi Laterale Amiotrofica SLA !!!
Chronic cerebrospinal venous insufficiency in amyotrophic lateral sclerosis
Grozdinski L. 1, Petrov I. 2, Iloska M. 1
1 Angiology and Phlebology Sector, Clinic of Cardiology and Angiology, Tokuda Hospital, Sofia, Bulgaria;
2 Clinic of Cardiology and Angiology, Tokuda Hospital, Sofia, Bulgaria
2 Clinic of Cardiology and Angiology, Tokuda Hospital, Sofia, Bulgaria
Aim. CCSVI probably is not only a risk factor for
development of MS, but it is the basic ethiopathogenetical factor. The
dysfunction of the blood brain barrier (BBB) appeared as a result of
CCSVI can also be one of the main reasons for triggering of
neurodegenerative or autoimmune processes in MS. Following this
hypothesis we can assume that CCSVI is the main ethiopathogenetic factor
in other neurodegenerative diseases such as amyotrophic lateral
sclerosis (ALS). Up to this moment the literature has no data for
Doppler or Venography examination for CCSVI in patients with ASL. The
aim of this research is screening of ALS patients for CCSVI using
EchoDoppler and venography.
Methods. Seven patients with ALS were examined.
Results. The patients diagnose was confirmed based on clinical symptoms and electromyography. Both jugular vein (draining the blood from the brain) and the azygos vein (draining the blood from the spinal cord) were examined by EchoDoppler and venography. In all of the patients with ALS CCSVI was determined- severe stenosis in jugular veins. In five of the patients was determined severe stenosis in the azygos vein. In all of our patients endovascular therapy was performed- balloon dilatation of jugular and azygos vein with good angiographic result- normal blood flow and diameter of the veins.
Conclusion. The discovery of CCSVI in seven patients with ALS is probably not a coincidence and raises the necessity of conduction of a systematic research for CCSVI in of patients with ALS.
Methods. Seven patients with ALS were examined.
Results. The patients diagnose was confirmed based on clinical symptoms and electromyography. Both jugular vein (draining the blood from the brain) and the azygos vein (draining the blood from the spinal cord) were examined by EchoDoppler and venography. In all of the patients with ALS CCSVI was determined- severe stenosis in jugular veins. In five of the patients was determined severe stenosis in the azygos vein. In all of our patients endovascular therapy was performed- balloon dilatation of jugular and azygos vein with good angiographic result- normal blood flow and diameter of the veins.
Conclusion. The discovery of CCSVI in seven patients with ALS is probably not a coincidence and raises the necessity of conduction of a systematic research for CCSVI in of patients with ALS.
language: English
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GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE Mediche
Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2012 Ottobre, 171 (5) :605-11
Insufficienza Venosa Cronica CerebroSpinale nella Sclerosi Laterale Amiotrofica SLA !!!
Grozdinski L. 1 , Petrov I. 2 , Iloska M. 1
1 Angiologia e Flebologia Sector, Clinica di Cardiologia e Angiologia,
Ospedale Tokuda, Sofia, Bulgaria; 2 Clinica di Cardiologia e Angiologia,
Ospedale Tokuda, Sofia, Bulgaria
Obiettivo.
CCSVI NON E'
PROBABILMENTE SOLO UN FATTORE DI RISCHIO PER LO SVILUPPO DI MS , MA E'
IL FATTORE FONDAMENTALE ETHIOPATHOGENETICAL.
La Disfunzione della
Barriera Ematoencefalica (BBB) Appariva come una Conseguenza di CCSVI
può anche Essere uno dei Motivi PRINCIPALI per l'Attivazione di
Processi Neurodegenerativi o autoimmune in MS.
Seguendo questa
Ipotesi si può Supporre che CCSVI è il fattore PRINCIPALE
Ethiopathogenetic in ALTRE MALATTIE NEURODEGENERATIVE come la Sclerosi
Laterale Amiotrofica (SLA).
Fino a questo momento la letteratura non ha dati per un esame Doppler o Venografia per CCSVI in pazienti con ASL.
Lo scopo di questa ricerca è lo screening dei pazienti affetti da SLA per CCSVI mediante ecodoppler e flebografia.
metodi.
Sette pazienti affetti da SLA sono stati esaminati.
risultati.
I pazienti di diagnostica è stata confermata sulla base dei sintomi clinici e elettromiografia.
Sia la vena giugulare (drenare il sangue dal cervello) e la vena
azygos (drenare il sangue dal midollo spinale) sono stati esaminati
mediante ecodoppler e flebografia.
In tutti i pazienti affetti da SLA CCSVI è stata determinata, grave stenosi nelle vene giugulari.
In cinque dei pazienti è stato determinato in grave stenosi della vena azygos.
In tutti i pazienti della nostra terapia endovascolare era
eseguita-pallone di dilatazione vena giugulare e azygos con buona
angiografica conseguenza-normale flusso sanguigno e diametro delle vene.
C O N C L U S I O N E :
La scoperta della CCSVI in sette
pazienti affetti da SLA non è probabilmente una coincidenza e solleva la
necessità di conduzione di una ricerca sistematica per la CCSVI in
pazienti affetti da SLA.
Lingua: Inglese
Full Text Ristampe http://www.minervamedica.it/ en/journals/ gazzetta-medica-italiana/ article.php?cod=R22Y2012N05A060 5
12/07/2012
NOVITA' SULL'ARGENTO - ARGENTO COLLOIDALE
CLIKKA QUI PER LEGGERE TUTTO L'ARTICOLO : http://www.argentocolloidale.it/
prevenire e' meglio che curare .
BENEFICI
l. L'argento colloidale ionico è enormemente più efficace di quello proteinato, quante volte più efficace? 10 volte... 100 volte... 157 volte!?
2. La dimensione ultra-fine delle particelle dà loro la possibilità di superare anche le barriere più impenetrabili del nostro corpo.
3. L'argento colloidale ionico si trova in commercio spesso ad una concentrazione di 5/8 ppm. Ma questo può risultare insufficiente a livello di efficacia. La concentrazione consigliata e più versatile è quella dei 25 ppm. Nei casi più ardui si può arrivare tranquillamente anche a 100 ppm.
4. E' un prodotto assolutamente sicuro e prodotto con materie prime di alta qualità, al contrario di ciò che la disinformazione diffonde come notizia: la temuta Argiria non è mai comparsa a causa dell'uso di argento colloidale ionico. I pochi casi sono comparsi per l'uso di argento auto-prodotto con apparecchi fatti in casa (con la comparsa di sali d'argento), per un uso continuo per anni e anni ed a volte addirittura aggravato da una forte insufficienza renale.
Tratto dal libro: “Argento colloidale-Parassiti-Metalli tossici e inquinanti chimici” Edizione Ecosalute
ATTENZIONE: Nuove direttive ministerali costringono ora a non poter più consigliare l'assunzione via orale dell'argento colloidale come sino ad oggi si faceva e come, in effetti, viene tutt'ora fatto negli altri paesi.
L'ARGENTO COLLOIDALE
L’argento colloidale è conosciuto da molto tempo in ambito medico alternativo per le sue speciali proprietà. Già dai tempi dei Greci e dei Romani, le corti reali usavano banchettare con posate d’argento in recipienti dello stesso metallo, tanto che si diceva che il sangue nobile blu, derivasse dalle minute tracce del puro metallo che assimilavano regolarmente.
La ricerca biomedica ha dimostrato che nessun organismo conosciuto che causa malattie (batteri, virus e funghi) può vivere più di qualche minuto in presenza di una traccia, seppur minuscola, di argento metallico.
Un antibiotico, tanto per fare un esempio, uccide, forse, una mezza dozzina di differenti organismi patogeni, ma l’argento ne elimina circa 650. Inoltre i ceppi resistenti non riescono a svilupparsi quando viene usato l’argento, mentre per il nostro organismo è virtualmente atossico.
Il medico Larry C. Ford, del Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia alla Scuola del Centro di Medicina delle Scienze per la Salute dell’Università californiana di Los Angeles, ha scritto "Le soluzioni d’argento sono antibatteriche per concentrazioni di 10 organismi per ml di Streptococcus pyogenes, Staphylococcus aureus, Neisseria genorrhoeae, Gardnerella, Vaginalis, Salmonella typhi e altri patogeni enterici, e funghicide per Candida albicans, Candida lobata.
Il ricercatore biomedico Robert O. Becker dell’Università di Syracuse ha scoperto che "l’argento stimola profondamente la guarigione della pelle e in altri tessuti soffici, in un modo diverso da ogni processo naturale conosciuto e uccide le più pericolose infezioni di tutti i tipi, inclusi i batteri e i funghi che ci circondano". E conclude "Quello che abbiamo fatto in effetti, è stato di riscoprire il fatto che l’argento elimina i batteri, come si è saputo per secoli ....; quando furono scoperti gli antibiotici, venne smesso l’utilizzo clinico dell’argento come antibiotico."
L’argento colloidale è senza sapore, senza odore e non irrita i tessuti sensibili. Può essere assunto oralmente, come pure collocato su una garza e applicato direttamente su tagli, abrasioni, piaghe aperte e verruche.
Segue una lista parziale di più di 650 patologie che sono state trattate con successo con l’argento colloidale:
E’ molto importante notare che, a differenza dell’antibiotico tradizionale, l’argento non indebolisce il sistema immunitario ma, al contrario, lo rinforza. Questi dati scientifici sono stati ottenuti negli USA e sono reperibili tramite motore di ricerca su innumerevoli siti Internet.
http://www.argentocolloidale.it/
PDF : http://www.argentocolloidale.it/intranet/libretti/libretto384-02-1.pdf
PDF: http://www.argentocolloidale.it/intranet/libretti/libretto384-01-1.pdf
Domande frequenti sull'Argento Colloidale
Sono conosciute reazioni allergiche all'argento colloidale?
Secondo le nostre esperienze e le nostre fonti no. Sembra che non ci sia reazione allergica all'argento colloidale puro.
Ho delle otturazioni in amalgama. Posso ingerire l'argento colloidale per bocca?
Certamente. Normalmente l'argento colloidale viene in contatto solo brevemente con le otturazione, quindi non succede nulla. Se le otturazioni sono numerose a avete timore di una reazione e meglio evitare gli sciacqui. Tuttavia non ci risultano e non ci sono state comunicate reazioni negative di questo tipo.
L'argento colloidale può interagire con i farmaci che prendo?
Non sono conosciute interazioni negative. Anzi è noto che è possibile ingerire dosi minori di antibiotici e antimicotici se si fa uso anche di argento colloidale. Per sicurezza si può adottare una semplice precauzione: assumere l'argento colloidale a stomaco vuoto, a 30 minuti di distanza da eventuali farmaci.
L'argento colloidale può venire in contatto con altri metalli?
Bisognerebbe evitare il contatto fra l'argento colloidale e altri metalli. Questa precauzione è importantissima durante la produzione (per non “inquinare” il prodotto) e durante la somministrazione, consigliamo l'utilizzo di cucchiai di plastica o bicchierini di vetro.
Per quanto tempo posso conservare l'argento colloidale?
Sarebbe ottimale assumere sempre argento “fresco”, se questo non è possibile bisogna avere cura di conservarlo in bottigliette di vetro scuro (ne in contenitori di vetro ne in plastica). Si può conservare l'argento colloidale per almeno 3 settimane senza che ci siano cambiamenti rilevanti del prodotto. Conservare in un luogo buio e fresco, non in frigorifero o in vicinanza di altri elettrodomestici (televisione, base del telefono cordless, lampade alogene, ecc).
C'è un dosaggio standard per l'argento colloidale?
L'efficacia di una sostanza curativa dipende sempre da diversi fattori, dalla tipologia e dall'intensità del malanno, dallo stato del sistema immunitario, dal peso corporeo e da tanti altri fattori.
Ma c'è una regola generale facile da ricordare: 2 ml di argento colloidale da 25 ppm per chilo di peso corporeo, vale per adulti, bambini e animali. Ma siccome ogni individuo risponde in modo molto differente è bene trovare un dosaggio individuale.
Per quanto tempo posso ingerire l'argento colloidale?
Normalmente si prende fino alla guarigione. Nella maggior parte delle affezioni acute si comincia con un dosaggio alto, che progressivamente va diminuito. L' argento può essere assunto anche a titolo preventivo per 2-4 settimane con un intervallo di 2 mesi prima del ciclo successivo). Assumere argento colloidale continuatamente senza un motivo particolare è sconsigliato. Se dopo 7 giorni non si è manifestato nessun miglioramento, è consigliabile chieder il parere di un medico.
Per quali malattie è particolarmente efficace l'argento colloidale?
L'argento colloidale è efficace contro batteri, virus, funghi e perfino vermi... quindi è indicato per tutte le affezioni causate da questi patogeni...e molto altro sia ad uso interno che esterno.
Posso assumere l'argento colloidale durante la gravidanza e l'allattamento?
Non sono noti effetti negativi ma per precauzione è meglio chieder al proprio medico o naturopata.
ProdottoArKol-AC10
Sospensione d'argento elettrolitica 10ppm 125ml
Prezzo al pubblico Euro 25,00.- al flacone(iva compresa)
HO RICHIESTO INFORMAZIONI PER OTTENERE L'ARGENTO C. A CASA,VI GIRO LA RISPOSTA PER FACILITARVI LA RICEZIONE A CASA PER CHI LO VORREBBE OTTENERE SENZA ANDARE FINO A MERANOGent. Sig.ra Melis,
normalmente le spedizioni le inviamo in contrassegno (spese+contrassegno € 13,00). Se ci comunica un indirizzo dove consegnare dove sia presente sempre qualcuno (ad esempio un ufficio, un negozio, ecc.) possiamo spedire la merce al più presto.
Grazie e cordiali saluti
Battisti dott. Stefano
prevenire e' meglio che curare .
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l. L'argento colloidale ionico è enormemente più efficace di quello proteinato, quante volte più efficace? 10 volte... 100 volte... 157 volte!?
2. La dimensione ultra-fine delle particelle dà loro la possibilità di superare anche le barriere più impenetrabili del nostro corpo.
3. L'argento colloidale ionico si trova in commercio spesso ad una concentrazione di 5/8 ppm. Ma questo può risultare insufficiente a livello di efficacia. La concentrazione consigliata e più versatile è quella dei 25 ppm. Nei casi più ardui si può arrivare tranquillamente anche a 100 ppm.
4. E' un prodotto assolutamente sicuro e prodotto con materie prime di alta qualità, al contrario di ciò che la disinformazione diffonde come notizia: la temuta Argiria non è mai comparsa a causa dell'uso di argento colloidale ionico. I pochi casi sono comparsi per l'uso di argento auto-prodotto con apparecchi fatti in casa (con la comparsa di sali d'argento), per un uso continuo per anni e anni ed a volte addirittura aggravato da una forte insufficienza renale.
Tratto dal libro: “Argento colloidale-Parassiti-Metalli tossici e inquinanti chimici” Edizione Ecosalute
ATTENZIONE: Nuove direttive ministerali costringono ora a non poter più consigliare l'assunzione via orale dell'argento colloidale come sino ad oggi si faceva e come, in effetti, viene tutt'ora fatto negli altri paesi.
L'ARGENTO COLLOIDALE
L’argento colloidale è conosciuto da molto tempo in ambito medico alternativo per le sue speciali proprietà. Già dai tempi dei Greci e dei Romani, le corti reali usavano banchettare con posate d’argento in recipienti dello stesso metallo, tanto che si diceva che il sangue nobile blu, derivasse dalle minute tracce del puro metallo che assimilavano regolarmente.
La ricerca biomedica ha dimostrato che nessun organismo conosciuto che causa malattie (batteri, virus e funghi) può vivere più di qualche minuto in presenza di una traccia, seppur minuscola, di argento metallico.
Un antibiotico, tanto per fare un esempio, uccide, forse, una mezza dozzina di differenti organismi patogeni, ma l’argento ne elimina circa 650. Inoltre i ceppi resistenti non riescono a svilupparsi quando viene usato l’argento, mentre per il nostro organismo è virtualmente atossico.
Il medico Larry C. Ford, del Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia alla Scuola del Centro di Medicina delle Scienze per la Salute dell’Università californiana di Los Angeles, ha scritto "Le soluzioni d’argento sono antibatteriche per concentrazioni di 10 organismi per ml di Streptococcus pyogenes, Staphylococcus aureus, Neisseria genorrhoeae, Gardnerella, Vaginalis, Salmonella typhi e altri patogeni enterici, e funghicide per Candida albicans, Candida lobata.
Il ricercatore biomedico Robert O. Becker dell’Università di Syracuse ha scoperto che "l’argento stimola profondamente la guarigione della pelle e in altri tessuti soffici, in un modo diverso da ogni processo naturale conosciuto e uccide le più pericolose infezioni di tutti i tipi, inclusi i batteri e i funghi che ci circondano". E conclude "Quello che abbiamo fatto in effetti, è stato di riscoprire il fatto che l’argento elimina i batteri, come si è saputo per secoli ....; quando furono scoperti gli antibiotici, venne smesso l’utilizzo clinico dell’argento come antibiotico."
L’argento colloidale è senza sapore, senza odore e non irrita i tessuti sensibili. Può essere assunto oralmente, come pure collocato su una garza e applicato direttamente su tagli, abrasioni, piaghe aperte e verruche.
Segue una lista parziale di più di 650 patologie che sono state trattate con successo con l’argento colloidale:
- Acne ed antrace
- Appendicite
- Piede dell’atleta
- Scottature e bruciature
- Candida Albicans
- Congiuntiviti e infezioni Crypro pondium.
- Cistite
- Dermatite
- Diarrea
- Difterite
- Eczemi
- Emorroidi
- Fuoco di Sant’Antonio
- Gastriti
- Infezioni da Streptococco e Stafilococco*****
- Infezioni variamente localizzate
- Influenza
- Meningite*******
- Oftalmia
- Impetigine
- Psoriasi
- Piorrea
- Sangue avvelenato
- Salmonella
- Scarlattina
- Seborrea
- Polmonite
- Poliomielite
- Sifilide
- Tetano
- Ulcera
- Verruche
- Tosse convulsa
- Diabete********
- Cancro***********
- Sindrome di Affaticamento cronico*****
- Catarro
- Colite
E’ molto importante notare che, a differenza dell’antibiotico tradizionale, l’argento non indebolisce il sistema immunitario ma, al contrario, lo rinforza. Questi dati scientifici sono stati ottenuti negli USA e sono reperibili tramite motore di ricerca su innumerevoli siti Internet.
http://www.argentocolloidale.it/
PDF : http://www.argentocolloidale.it/intranet/libretti/libretto384-02-1.pdf
PDF: http://www.argentocolloidale.it/intranet/libretti/libretto384-01-1.pdf
Domande frequenti sull'Argento Colloidale
Sono conosciute reazioni allergiche all'argento colloidale?
Secondo le nostre esperienze e le nostre fonti no. Sembra che non ci sia reazione allergica all'argento colloidale puro.
Ho delle otturazioni in amalgama. Posso ingerire l'argento colloidale per bocca?
Certamente. Normalmente l'argento colloidale viene in contatto solo brevemente con le otturazione, quindi non succede nulla. Se le otturazioni sono numerose a avete timore di una reazione e meglio evitare gli sciacqui. Tuttavia non ci risultano e non ci sono state comunicate reazioni negative di questo tipo.
L'argento colloidale può interagire con i farmaci che prendo?
Non sono conosciute interazioni negative. Anzi è noto che è possibile ingerire dosi minori di antibiotici e antimicotici se si fa uso anche di argento colloidale. Per sicurezza si può adottare una semplice precauzione: assumere l'argento colloidale a stomaco vuoto, a 30 minuti di distanza da eventuali farmaci.
L'argento colloidale può venire in contatto con altri metalli?
Bisognerebbe evitare il contatto fra l'argento colloidale e altri metalli. Questa precauzione è importantissima durante la produzione (per non “inquinare” il prodotto) e durante la somministrazione, consigliamo l'utilizzo di cucchiai di plastica o bicchierini di vetro.
Per quanto tempo posso conservare l'argento colloidale?
Sarebbe ottimale assumere sempre argento “fresco”, se questo non è possibile bisogna avere cura di conservarlo in bottigliette di vetro scuro (ne in contenitori di vetro ne in plastica). Si può conservare l'argento colloidale per almeno 3 settimane senza che ci siano cambiamenti rilevanti del prodotto. Conservare in un luogo buio e fresco, non in frigorifero o in vicinanza di altri elettrodomestici (televisione, base del telefono cordless, lampade alogene, ecc).
C'è un dosaggio standard per l'argento colloidale?
L'efficacia di una sostanza curativa dipende sempre da diversi fattori, dalla tipologia e dall'intensità del malanno, dallo stato del sistema immunitario, dal peso corporeo e da tanti altri fattori.
Ma c'è una regola generale facile da ricordare: 2 ml di argento colloidale da 25 ppm per chilo di peso corporeo, vale per adulti, bambini e animali. Ma siccome ogni individuo risponde in modo molto differente è bene trovare un dosaggio individuale.
Per quanto tempo posso ingerire l'argento colloidale?
Normalmente si prende fino alla guarigione. Nella maggior parte delle affezioni acute si comincia con un dosaggio alto, che progressivamente va diminuito. L' argento può essere assunto anche a titolo preventivo per 2-4 settimane con un intervallo di 2 mesi prima del ciclo successivo). Assumere argento colloidale continuatamente senza un motivo particolare è sconsigliato. Se dopo 7 giorni non si è manifestato nessun miglioramento, è consigliabile chieder il parere di un medico.
Per quali malattie è particolarmente efficace l'argento colloidale?
L'argento colloidale è efficace contro batteri, virus, funghi e perfino vermi... quindi è indicato per tutte le affezioni causate da questi patogeni...e molto altro sia ad uso interno che esterno.
Posso assumere l'argento colloidale durante la gravidanza e l'allattamento?
Non sono noti effetti negativi ma per precauzione è meglio chieder al proprio medico o naturopata.
http://www.arkol.eu/home.html
- Farmacia di Sinigo
Piazza V.Veneto 9, 39012 Sinigo-Merano, BZ
- Farmacia Druso
Via delle Corse 58, 39012 Merano, BZ
- Farmacia di Maia Bassa
Via Roma 118, 39012 Merano BZ
Vendita per corrispondenza
Mail. info@farmacia-maiabassa.191.it
Tel. 0473 236144
Fax. 0473 312649
Vendita per corrispondenza
Mail. info@farmacia-maiabassa.191.it
Tel. 0473 236144
Fax. 0473 312649
- Farmacia Centrale
Via Orazio 4, 39100 BOLZANO
Vendita per corrispondenza
Mail. info@farmaciacentrale.info
Tel. 0471 273247
Fax. 0471 270717
Vendita per corrispondenza
Mail. info@farmaciacentrale.info
Tel. 0471 273247
Fax. 0471 270717
ProdottoArKol-AC10
Sospensione d'argento elettrolitica 10ppm 125ml
Prezzo al pubblico Euro 25,00.- al flacone(iva compresa)
HO RICHIESTO INFORMAZIONI PER OTTENERE L'ARGENTO C. A CASA,VI GIRO LA RISPOSTA PER FACILITARVI LA RICEZIONE A CASA PER CHI LO VORREBBE OTTENERE SENZA ANDARE FINO A MERANOGent. Sig.ra Melis,
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Grazie e cordiali saluti
Battisti dott. Stefano
Farmacia Maia Bassa - Apotheke Untermais
via Roma, 118 - 39012 Merano
Romstrasse, 118 - 39012 Meran
Tel. +39-0473-236144 Fax +39-0473-212649
via Roma, 118 - 39012 Merano
Romstrasse, 118 - 39012 Meran
Tel. +39-0473-236144 Fax +39-0473-212649
Sclerosi multipla e CCSVI: parte uno studio
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Sclerosi multipla e CCSVI: parte uno studio
Sclerosi multipla e CCSVI: parte uno studio
Pubblicato il 9 luglio 2012 da prryhab
Da tempo si discute sulla possibile correlazione tra la ccsvi e la sclerosi multipla, due patologie diverse ma che potrebbero essere legate, almeno stando ai risultati raggiunti dal prof. Zamboni che per primo ha ipotizzato l’esistenza di una correlazione.
Ed in effetti sino ad oggi le ricerche hanno potuto appurare che la ccsvi si manifesta in oltre il 90% dei pazienti colpiti da sclerosi multipla il che comproverebbe, quindi, l’esistenza di un forte legame tra le due patologie.
Tra i diversi studi realizzati, spicca quello portato avanti nel 2011 a Cleveland, grazie al quale si è potuto appurare che i difetti valvolari nelle vene giugulari si riscontrano in circa il 90% dei pazienti affetti da sclerosi multipla, con un’incidenza nettamente minore nei malati non colpiti da questa patologia. In aggiunta sempre questo studio ha reso noto come trattare i malati di sclerosi multipla con angioplastica venosa comporta immediati benefici, soprattutto in relazione a determinati sintomi quali la cefalea, la fatica cronica, il controllo vescicale e così via...............................
DA:
DA:
“In Italia c’è un clima di chiusura e autoreferenzialità mentre, ad esempio, nel Regno Unito l’Istituto nazionale di Sanità incoraggia ulteriori ricerche in questo campo – continua Pandolfo – Ecco, noi vogliamo, che si prenda atto della ricerca internazionale fin qui compiuta e si vada avanti, avendo presente l’interesse dei malati”.
Un fattore di rischio genetico e sm

Un fattore di rischio genetico potrebbe spiegare gli effetti dannosi dei farmaci sui pazienti affetti da sclerosi multipla.
Nel genoma umano si trova una singola lettera genetica che potrebbe rivelare perchè una terapia concepita per rallentare la sclerosi multipla, finisce spesso per peggiorare il quadro clinico.
Una nuova ricerca rivela che esiste una piccola variazione genetica che, associata ad un piccolo aumento del rischio nella SM, ostacola l'attività del fattore alfa di necrosi tumorale, un cruciale regolatore del sistema immunitario. La scoperta potrebbe spiegare come i farmaci che esercitano un'interferenza con questa proteina, finiscono con l'esacerbare la SM.
Inibitori del FTN alfa spesso sono inclusi nei farmaci contro le patologie autoimmuni. Tuttavia, quando i ricercatori hanno testato terapie anti FTN alfa in pazienti affetti da SM, i farmaci hanno provocato un peggioramento della malattia in diversi soggetti.
Un gruppo coordinato dal neuroimmunologo Lars Fugger, dell'Università di Oxford, riporta che una variazione legata alla SM nella sequenza dei geni relativi al recettore FTN alfa potrebbe aiutare a spiegare, e perfino a prevedere, un risultato negativo nel paziente con SM di un farmaco contenente un bloccante del FTN alfa. Ciò costituisce anche un esempio di come alcuni piccoli segnali genetici analoghi possano essere utilizzati a scopi clinici.
Trevor Kilpatrick, neurologo all'Istituto Florey per le Neuroscienze dell'Università di Melbourne, sottolinea l'importanza del lavoro e afferma che fornisce un ponte interessante tra le piccole differenze nella sequenza genetica e il funzionamento delle proteine che ne risultano. I ricercatori forniscono anche evidenze riguardo le sfumature specifiche di una patologia, cioè su come viene regolato il sistema autoimmunitario, sottolineando l'importanza di questi scambi delle sequenze sulle singole unità nel determinare la suscettibilità delle persone ad ammalarsi di patologie gravi come la sclerosi multipla.
Questa osservazione è emersa da uno studio che ha identificato sostituzioni di una lettera, fenomento conosciuto come polimorfismi del nucleotide singolo, legate statisticamente ad un rischio maggiormente elevato di ammalarsi di SM. Interessante notare che questi polimorfismi si trovano nel gene del recettore del FTN alfa. Il legame tra SM e FTN alfa ha portato i ricercatori ad investigare il percorso della proteina che risulta dal polimorfismo del singolo nucleotide.
Il nucleotide singolo produce una versione ridotta del recettore. Sebbene questa molecola si unisca comunque al FTN alfa, i segmenti mancanti gli impediscono di entrare nella membrana plasmatica. Piuttosto, la forma alternativa permane a girare intorno la cellula, legandosi al FTN alfa e rallentando l'attività di quest ultimo (quindi l'opposto funzionamento della forma completa). Così facendo, il recettore ridotto tiene il FTN alfa lontano dal suo posto naturale sulla superfice cellulare. I ricercatori suggeriscono che questo funzionamento di bloccaggio del FTN alfa rispecchia l'attività clinica degli antagonisti del FTN alfa, che può esacerbare la sclerosi multipla. La scoperta indica che il blocco del FTN aumenta i rischi nella SM, e che determinati farmaci possono amplificare questo effetto.
Inoltre, comprendere il funzionamento di questo recettore ridotto potrebbe aiutare a prevedere gli effetti collaterali di questo tipo di farmaci sul paziente già nei trials clinici. Se i ricercatori avessero saputo della correlazione tra la patologia e la firma genetica che interferisce con l'attività del FTN alfa, essi avrebbero potuto prevedere che bloccare il FTN alfa con i farmaci avrebbe potuto dare vita a problemi.
Il genotipo potrebbe costituire una via d'accesso alla comprensione del funzionamento dei farmaci e sul perchè gli effetti sono così differenti di persona in persona. Adesso la ricerca deve concentrarsi sul capire perchè questi polimorfismi sono collegati alla patologia.
anticorpo nel sangue non presente nei malati di sclerosi multipla
I
ricercatori hanno identificato un anticorpo nel sangue dei malati di
sclerosi multipla che sembra non essere presente in coloro che non sono
affetti da questa patologia.
Proprio questo anticorpo sarebbe responsabile del danneggiamento della mielina, che determina la SM.
Questo studio, ancora alle sue fasi premilinari, potrebbe portare alla messa a punto di uno specifico esame del sangue per la diagnosi della sclerosi multipla. Inoltre, studiarne il funzionamento potrebbe portare a nuove terapie contro la malattia.
La ricerca, pubblicata sul New England Journal of Medicine, ha
interessato 400 persone in SM più una serie di controlli sani.
L'anticorpo è stato trovato nel sangue del 47% dei malati di SM mentre
in nessun soggetto sano è stato riscontrato. Lo studio è stato poi
ampliato ad altri 330 pazienti con altre patologie neurologiche e in
questo caso soltanto 3 persone presentavano questo anticorpo, segno
forse che è specifico della sclerosi multipla.
L'anticorpo,
chiamato KIR4.1, è stato iniettato nel cervello dei topi e si è
verificato un danneggiamento dei tessuti cerebrali e un'alterazione
della risposta immunitaria nella regione encefalica.
Resta da verificare l'analogia nel cervello umano.
L'attendibilità di questo studio è dato dall'ampiezza del campione, che
ha permesso non solo di verificare una teoria già avallata da tempo, ma
anche di essere specifici nell'individuare il tipo di anticorpo
probabilmente coinvolto.
Si auspica un prosieguo della ricerca
lungo questo filone, soprattutto perchè la sclerosi multipla differisce
molto a seconda del soggetto quindi c'è bisogno di individuare gli altri
anticorpi che, con ogni porbabilità, sono coinvolti nella patologia e
come interferiscono gli uni con gli altri, mandando in tilt il sistema
immunitario.
Proprio questo anticorpo sarebbe responsabile del danneggiamento della mielina, che determina la SM.
Questo studio, ancora alle sue fasi premilinari, potrebbe portare alla messa a punto di uno specifico esame del sangue per la diagnosi della sclerosi multipla. Inoltre, studiarne il funzionamento potrebbe portare a nuove terapie contro la malattia.
La ricerca, pubblicata sul New England Journal of Medicine, ha interessato 400 persone in SM più una serie di controlli sani. L'anticorpo è stato trovato nel sangue del 47% dei malati di SM mentre in nessun soggetto sano è stato riscontrato. Lo studio è stato poi ampliato ad altri 330 pazienti con altre patologie neurologiche e in questo caso soltanto 3 persone presentavano questo anticorpo, segno forse che è specifico della sclerosi multipla.
L'anticorpo, chiamato KIR4.1, è stato iniettato nel cervello dei topi e si è verificato un danneggiamento dei tessuti cerebrali e un'alterazione della risposta immunitaria nella regione encefalica.
Resta da verificare l'analogia nel cervello umano.
L'attendibilità di questo studio è dato dall'ampiezza del campione, che ha permesso non solo di verificare una teoria già avallata da tempo, ma anche di essere specifici nell'individuare il tipo di anticorpo probabilmente coinvolto.
Si auspica un prosieguo della ricerca lungo questo filone, soprattutto perchè la sclerosi multipla differisce molto a seconda del soggetto quindi c'è bisogno di individuare gli altri anticorpi che, con ogni porbabilità, sono coinvolti nella patologia e come interferiscono gli uni con gli altri, mandando in tilt il sistema immunitario.
11/07/2012
Staminali amniotiche potenti come le embrionali
Scoperta sulle potenzialità rigenerative delle cellule staminali
A scoprirlo è uno studio pubblicato su Molecular Therapy da un gruppo di ricercatori di cui fa parte Paolo De Coppi, primario di Chirurgia Pediatrica dell’Ospedale Pediatrico Great Ormond Street Hospital di Londra e ricercatore all’Università di Padova.....................
per leggere tutto l'articolo : http://www.italiasalute.it/7768/Staminali-amniotiche-potenti-come-embrionali.html
morbo di Parkinson / ISRAELE
Ricercatori
israeliani dell’Ospedale Beilinson e dell’Università di Tel Aviv hanno
identificato una proteina in grado di proteggere le cellule del cervello
dal morbo di Parkinson: un passo importante – scrive Haaretz,
annunciando lo studio – che fa avanzare la possibilità di sviluppare di
nuovi trattamenti o di prevenire la malattia. La proteina scoperta
previene in primo luogo la morte o la degenerazione di queste cellule
intervenendo così sulla causa primaria della malattia. La ricerca della
neurologa Nirit Lev dell’Ospedale Beilinson (insieme ai professori
Israel Steiner, Daniel Offen e Eldad Melamed) si è concentrata su un
gene, il DJ-1, in grado di sostenere i meccanismi di autodifesa delle
cellule nervose, visto che proprio le sue mutazioni sono correlate –
secondo vari studi – al rischio di sviluppo del Parkinson, di sclerosi
multipla e di complicazioni neurologiche associate al diabete. Per
proteggere le cellule nervose, occorreva dunque mettere a punto un
farmaco in grado di riprodurre le attività del gene DJ-1. Nel corso
delle ricerche è stato così identificato un peptide (proteina di basso
peso molecolare) che, attaccato ad un altro peptide, riesce a penetrare
la barriera sanguigna del cervello e ad entrare nel sistema nervoso che
produce la dopamina, proteina a difesa delle cellule nervose. La
molecola – chiamata dai ricercatori NID-13 – negli ultimi tre è stata
testata su topi di laboratorio progettati per sviluppare i sintomi del
Parkinson: i risultati hanno dimostrato che funziona. “La nostra
capacità di ‘correggere’ il livello di DJ-1 – ha detto Nirit Lev – era
determinante, visto che il Parkinson di norma si manifesta dopo una così
massiccia distruzione di cellule nervose che le rimanenti non ce la
fanno a compensare quelle morte. Quando avremo successo nel proteggere
queste cellule e di prevenire la loro graduale distruzione, i pazienti
potranno vedere la loro qualità di vita recuperata”.
info di: www.biofutura.it/2012/07/ ricerca-scoperta-israeliana-per -prevenzione-parkinson-passo-i mportante-per-lo-sviluppo-di-n uovi-farmaci/
10/07/2012
I fitocannabinoidi - Guida – manuale
Estrazione domestica di tutti i fitocannabinoidi (identificate oltre 400
sostanze chimiche differenti , una settantina di tali componenti attivi
appartengono alla famiglia dei cannabinoidi, molti dei quali ancora
poco esaminati) presenti nella Cannabis Sativa, Indica e Ruderalis,
per gli usi medici dei cannabinoidi.
Le informazioni disponib ili su questo testo non in tendono in alcun modo
istigar e od indurre a compor tamenti VIETATI DALLA LEGGE.
L’approvvigi onamento di cannabis, o suoi derivati, dev e av venire con le
m odalità pr es critte ai sensi del DPR 309/90 e s u cces sive m odificazioni.
I cannabinoidi di grande interesse sono:
il 9 - tetraidrocannabinolo (THC, Delta 9-THC, uno dei maggiori e più noti principi attivi
della Cannabis)
il cannabidiolo (CBD)
la tetraidrocannabivarina (THCV)
il cannabinolo (CBN)
il cannabigerolo (CBG)
il cannabinidiolo (CBND)
il cannabicromene (CBC)
il cannabiciclolo (CBL)
il cannabielsoino (CBE)
il cannabitriolo (CBT)
la cannabivarina (CBV)
la cannabicromevarina (CBCV)
la cannabidivarina (CBDV)
la cannabigerovarina (CBGV)
il cannabigerolo monoetiletere (CBGM)
I fitocannabinoidi possono esser ingeriti (sono liposolubili), vaporizzati e fumati.
Per l’estrazione dei cannabinoidi, le infiorescenze di Canapa, ( Erba, Maria, Ganja, Hemp, Kif,
Grass, Shit, Mary Jane, Marijuana, etc.) devono essere asciugate completamente *.
I cannabinoidi (THC,CBD, etc.) non sono idrosolubili (cioè non si sciolgono in acqua), ma lo sono
nei grassi, ( Olio, burro, grassi animali e vegetali) e in alcol, etere, cloroformio, solventi derivati dal
petrolio ( Esano, benzene, etere di petrolio, diclorometano, toluene, ecc... ). Questi ultimi hanno il
vantaggio di essere molto più selettivi, perchè negli alcoli oltre ai cannabinoidi si disciolgono anche
la clorofilla** e numerose altre sostanze. Purtroppo questi solventi sono estremamente tossici per
l'organismo umano così come lo sono in genere tutti i tipi di alcol. Benché vengano fatti evaporare,
i solventi lasciano sempre qualche residuo, l'unico con un grado di tossicità basso o trascurabile é
l'alcol etilico.
* I fiori di canapa sono asciutti quando, avvolti nel cellofan, non fanno più condensa.
** Per eliminare la clorofilla i coltivatori libanesi lasciano le piante di canapa sul campo fino a che non sono quasi
asciutte. Entro questo tempo acquistano un colore marrone - rossastro ( la clorofilla è distrutta dai Raggi UV del
sole ).
Esistono vari metodi di estrazione:
1°) – Estratto solido di cannabis: Hashish. Prodotto con il polline
dell’infiorescenza di canapa (tipologie di Hashish pregiato: il Charas [indiano], il
Manali, il Malana, il Parvati [prodotti nella regione himalayana dell’India],il Kashmiri,il
Nepal Temple Balls [nepalese], l’Afgano, il Pakistano) –
Come si prepara:
A) – durante il periodo di fioritura (è il metodo più antico e non prevede il taglio delle piante), a
più riprese sfregare tra il palmo delle mani, piano, le estremità fiorite della pianta,
B) – raschiare dalle mani, con apposito coltellino, la resina gommosa raccolta sul palmo delle
mani;
C) – raccogliere la resina di canapa (polline) in un contenitore liscio;
D) – impastare la resina, manualmente, in pani;
E) – sigillare la resina con cellofan, panni di canapa o lino.
2°) - Estratto solido di cannabis: Hashish. Prodotto con la di resina di canapa
(Cioccolato, Libanese, Libano Oro, Super Polm, Skuff, Bourbouqa, Marocco 00, Riff
marocchino, il Turco, Olandese, ecc) –
Come si prepara:
A) – scuotere, sbattere e/o strofinare i fiori maturi della canapa femmina su una serie di setacci;
B) – raccogliere la polvere resinosa in apposito contenitore;
C) – comprimere la polvere, dopo averla riscaldata per permettere che le resine si fondano ed
attacchino insieme, in blocchi o pani (magari con l’ausilio di mezzi meccanici);
D) – sigillare la resina con cellofan, panni di canapa o lino.
3°) - Estratto liquido di cannabis: Preparazione galenica magistrale a freddo di
olio di canapa, ottenuto per mezzo di un veicolo alcolico –
L'olio (3° - 4°), vaporizzato, fumato o ingerito, ha una concentrazione di cannabinoidi molto più
alta del materiale di partenza ( da 5 a 10) e quindi deve essere utilizzato, in proporzione, in quantità
ridotte.
L'Hash - Olio ha un'apparenza distintiva del dorato - miele e dal verde scuro a quasi nero con una
consistenza abbastanza solida (viscoso, simile a catrame). A temperatura ambiente è assai
appiccicoso, ma una volta riscaldato è un liquido.
Come si prepara:
A) – far macerare l’infiorescenza (o l’ hashish) finemente sminuzzata in una soluzione idroalcolica
a 95° gradi alcolici volumetrici, in 5 - 10 volumi di alcol ed 1 volume di materiale, in un
contenitore chiuso (vaso, bottiglia o un recipiente di materiale neutro), in un luogo fresco e
scuro per 28 giorni, il periodo di un intero ciclo lunare.
B) – Trascorso il tempo previsto filtrare la soluzione in un recipiente, con un filtro di carta, un
collant, oppure con un colino a maglia fine e spremere la pianta;
C) – per separare la parte liquida (alcol e sostanze disciolte) si può fare evaporare l’alcol a
bagnomaria ( l'alcol etilico evapora a 78,3 °C, l'acqua a 100°C ) oppure può essere
recuperato in un qualunque distillatore ( in genere di vetro ) e rimarrà, comunque, sul fondo
l’estratto: L’olio.
4°) - Estratto liquido di cannabis: Preparazione galenica magistrale a caldo di olio
di canapa –
Come si prepara:
A) – mettere in un pentola l’infiorescenza sbriciolata;
B) – affogarla completamente in alcol con gradazione 40° - 50°;
C) – far cuocere a basso fuoco, circa 80º;
D) – filtrare la soluzione e fare evaporare l’alcol restante.
In questo modo, p.es., estraggono i principi attivi della cannabis per il medicinale << Sativex ® >>.
Il << Sativex ® >> è un farmaco a contenuto standardizzato di fitocannabinoidi e contiene solo due
forme purificate della canapa, THC e CBD. Per produrlo ( è uno spray sublinguale), estraggono i
cannabinoidi sotto vacuo in un circuito chiuso, recuperando così continuamente l'alcol, e
successivamente, affinché possa essere nebulizzato, lo allungano in solventi con un rapporto circa
1:1 (etanolo, glicole propilenico). Includono anche un ingrediente supplementare, l’ olio di menta
piperita, che evita al paziente il “temuto” effetto psicoattivo della cannabis (High).
* Il << Sativex ® >> è un prodotto industriale e l’utilizzo del “glicole propilenico” dipende dal fatto che, 1° costa
pochissimo e si nasconde molto bene negli oli essenziali, e 2°, contrasta l’effetto disseccante dell’alcool nella
lozione idroalcoolica. Il “propylene glycol” non esiste in natura, è un prodotto chimico.
5°) - Olio cotto di cannabis, per uso alimentare:
Come si prepara:
A) – ridurre l’infiorescenza di Cannabis in piccoli frammenti e metterla nella pentola;
B) – aggiungere olio (o burro) quanto basta, l’olio deve coprire bene i fiori (1:10 - 1:20 – 1:30, in
base alla % di THC presente nell’infiorescenza ed alla desiderata concentrazione di principi
attivi);
C) – aggiungere acqua, 4 – 5 - 6 cm (tanto, la si dovrà far evaporare, lentamente, tutta…), per
evitare surriscaldamenti ed allungare il tempo di cottura, per una buona estrazione;
D) – mettere con coperchio su fiamma bassa e far bollire;
E) – quando sta per svanire l’acqua allontanare dalla fiamma il tegame, perché l’olio surriscaldato
farebbe vaporizzare i cannabinoidi, far svaporare tutta l’acqua e continuare a mantenerlo caldo
(a circa 80°: non bollente, no frittura!) per almeno 5 minuti;
F) – lasciare macerare per 1 giorno e filtrare;
6°) – Tintura madre e tintura classica di canapa –
La tintura è una preparazione liquida ottenuta mediante l'azione estrattiva dell'alcol sulla pianta
intera o su sue parti (foglie, radici, ecc.).
La differenza più rilevante tra la tintura classica e la tintura madre (T.M.) é nel materiale di
partenza: nella tintura classica é costituito dalla droga secca, mentre nella tintura madre é dato dalla
pianta fresca. In tal modo nella tintura madre vengono preservati più principi attivi.
Pro. Trattandosi di una forma di estrazione molto diffusa e tra le più utilizzate in Fitoterapia. E' un
preparato che si presta bene all’automedicazione e l'efficacia, nella maggior parte dei casi, è buona.
Contro. Il contenuto in alcol non è irrilevante e pertanto non è adatta a chi presenta disturbi al
fegato, ai bambini e a chiunque abbia problemi con l'alcol.
Come si prepara:
A) – La droga, viene messa a macerare, in una bottiglia o un recipiente di materiale neutro, in una
soluzione idroalcolica che va dai 45° ai 70° gradi alcolici volumetrici, in relazione alla
quantità d'acqua che la pianta contiene naturalmente: è necessaria quella percentuale di alcol
che permette di ottenere un rapporto droga/solvente. Nella preparazione delle tinture
idroalcooliche si adotta generalmente una regola fissa: per ottenere cinque parti di tintura
finale, è necessaria una parte di droga (ovvero, 20 grammi di droga per ottenere 100 ml di
tintura).
B) – mettere la pianta a macerare per un periodo variabile, da 25 a 40 giorni.
C) – filtrare la soluzione così ottenuta e farla decantare per 48 ore.
In questo modo (con alcol a 45° - 70° gradi) la T.M. di cannabis agisce prevalentemente in virtù
della presenza dei 330 principi attivi, diversi dai cannabinoidi, identificati nel fiore di canapa
(alcaloidi, oligoelementi, etc). Ma, per sciogliere anche i cannabinoidi basta far cuocere a circa 80º
la soluzione idroalcolica con i fiori di cannabis, oppure, far macerare la pianta in una soluzione a
95° gradi alcolici e, infine, per ridurre la gradazione alcolica della T.M. ottenuta, aggiungere acqua
q.b. La scadenza è di 5 anni, a confezione chiusa.
7°) – Tisana -
Con l’infiorescenza si può preparare, inizialmente (prima di procedere con il 2°,4° o 5° metodo di
estrazione), per combinare l’azione terapeutica di altri principi attivi presenti nell’infiorescenza di
canapa, un eccellente “The di canapa”, ma ricordate che, in tutte le tisane, i Cannabinoidi sono
presenti in quantità minore rispetto a quella terapeuticamente attiva (non sono idrosolubili) e si
preparano prima dell'uso perché si alterano facilmente.
Come si prepara:
A) – far bollire l' ”erba” per almeno 20 - 30 minuti, coperta aggiungendo acqua di tanto in tanto;
B) – separare con il setaccio la tisana dall’infiorescenza lasciando sul fondo del tegame i pistilli e
resina non disciolta nell’acqua;
C) – rimettere l’infiorescenza nella pentola e continuare l’estrazione dei cannabinoidi,
indifferentemente, con il 3°, 4° o 5° metodo illustrato.
Nota1: tutti i processi di estrazione del THC e del CBD, per non buttare nulla, si devono ripetere
almeno due volte.
Nota2: I recipienti usati per la conservazione di tutti gli estratti liquidi di Cannabis, devono essere
di vetro scuro (o meglio, rivestiti con nastro adesivo di colore nero coprente) con chiusura
ermetica, e tenuti in un luoghi freschi ed oscuri;
I farmaci, correntemente commercializzati in Italia per uso
terapeutico ( Cannabis Curativa ), sono:
a) Cannabinoidi naturali, Cannabis Flos:
Bedrocan ®
Bedrobinol ®
Bediol ®
b) Estratto di Cannabis:
<< Sativex ® >>
c) Cannabinoidi di sintesi:
Marinol ® (dronabinol)
Cesamet ® (nabilone)
Va fatto notare che i derivati sintetici sembrano mostrare minore efficacia e maggiore incidenza di
effetti collaterali rispetto ai derivati naturali, a tutt'oggi preferiti da molti pazienti.
Per informazioni dettagliate, sugli usi terapeutici della cannabis, visitate il sito dell’Associazione
per la Cannabis Terapeutica [ACT]: www.medicalcannabis.it .
https://www.dropbox.com/s/zxid0r8sfzmn427/Guida-manuale_%20estrazione%20domestica%20dei%20cannabinoidi%203%20documento%20di%20Stefano%20Balbo.pdf
sostanze chimiche differenti , una settantina di tali componenti attivi
appartengono alla famiglia dei cannabinoidi, molti dei quali ancora
poco esaminati) presenti nella Cannabis Sativa, Indica e Ruderalis,
per gli usi medici dei cannabinoidi.
Le informazioni disponib ili su questo testo non in tendono in alcun modo
istigar e od indurre a compor tamenti VIETATI DALLA LEGGE.
L’approvvigi onamento di cannabis, o suoi derivati, dev e av venire con le
m odalità pr es critte ai sensi del DPR 309/90 e s u cces sive m odificazioni.
I cannabinoidi di grande interesse sono:
il 9 - tetraidrocannabinolo (THC, Delta 9-THC, uno dei maggiori e più noti principi attivi
della Cannabis)
il cannabidiolo (CBD)
la tetraidrocannabivarina (THCV)
il cannabinolo (CBN)
il cannabigerolo (CBG)
il cannabinidiolo (CBND)
il cannabicromene (CBC)
il cannabiciclolo (CBL)
il cannabielsoino (CBE)
il cannabitriolo (CBT)
la cannabivarina (CBV)
la cannabicromevarina (CBCV)
la cannabidivarina (CBDV)
la cannabigerovarina (CBGV)
il cannabigerolo monoetiletere (CBGM)
I fitocannabinoidi possono esser ingeriti (sono liposolubili), vaporizzati e fumati.
Per l’estrazione dei cannabinoidi, le infiorescenze di Canapa, ( Erba, Maria, Ganja, Hemp, Kif,
Grass, Shit, Mary Jane, Marijuana, etc.) devono essere asciugate completamente *.
I cannabinoidi (THC,CBD, etc.) non sono idrosolubili (cioè non si sciolgono in acqua), ma lo sono
nei grassi, ( Olio, burro, grassi animali e vegetali) e in alcol, etere, cloroformio, solventi derivati dal
petrolio ( Esano, benzene, etere di petrolio, diclorometano, toluene, ecc... ). Questi ultimi hanno il
vantaggio di essere molto più selettivi, perchè negli alcoli oltre ai cannabinoidi si disciolgono anche
la clorofilla** e numerose altre sostanze. Purtroppo questi solventi sono estremamente tossici per
l'organismo umano così come lo sono in genere tutti i tipi di alcol. Benché vengano fatti evaporare,
i solventi lasciano sempre qualche residuo, l'unico con un grado di tossicità basso o trascurabile é
l'alcol etilico.
* I fiori di canapa sono asciutti quando, avvolti nel cellofan, non fanno più condensa.
** Per eliminare la clorofilla i coltivatori libanesi lasciano le piante di canapa sul campo fino a che non sono quasi
asciutte. Entro questo tempo acquistano un colore marrone - rossastro ( la clorofilla è distrutta dai Raggi UV del
sole ).
Esistono vari metodi di estrazione:
1°) – Estratto solido di cannabis: Hashish. Prodotto con il polline
dell’infiorescenza di canapa (tipologie di Hashish pregiato: il Charas [indiano], il
Manali, il Malana, il Parvati [prodotti nella regione himalayana dell’India],il Kashmiri,il
Nepal Temple Balls [nepalese], l’Afgano, il Pakistano) –
Come si prepara:
A) – durante il periodo di fioritura (è il metodo più antico e non prevede il taglio delle piante), a
più riprese sfregare tra il palmo delle mani, piano, le estremità fiorite della pianta,
B) – raschiare dalle mani, con apposito coltellino, la resina gommosa raccolta sul palmo delle
mani;
C) – raccogliere la resina di canapa (polline) in un contenitore liscio;
D) – impastare la resina, manualmente, in pani;
E) – sigillare la resina con cellofan, panni di canapa o lino.
2°) - Estratto solido di cannabis: Hashish. Prodotto con la di resina di canapa
(Cioccolato, Libanese, Libano Oro, Super Polm, Skuff, Bourbouqa, Marocco 00, Riff
marocchino, il Turco, Olandese, ecc) –
Come si prepara:
A) – scuotere, sbattere e/o strofinare i fiori maturi della canapa femmina su una serie di setacci;
B) – raccogliere la polvere resinosa in apposito contenitore;
C) – comprimere la polvere, dopo averla riscaldata per permettere che le resine si fondano ed
attacchino insieme, in blocchi o pani (magari con l’ausilio di mezzi meccanici);
D) – sigillare la resina con cellofan, panni di canapa o lino.
3°) - Estratto liquido di cannabis: Preparazione galenica magistrale a freddo di
olio di canapa, ottenuto per mezzo di un veicolo alcolico –
L'olio (3° - 4°), vaporizzato, fumato o ingerito, ha una concentrazione di cannabinoidi molto più
alta del materiale di partenza ( da 5 a 10) e quindi deve essere utilizzato, in proporzione, in quantità
ridotte.
L'Hash - Olio ha un'apparenza distintiva del dorato - miele e dal verde scuro a quasi nero con una
consistenza abbastanza solida (viscoso, simile a catrame). A temperatura ambiente è assai
appiccicoso, ma una volta riscaldato è un liquido.
Come si prepara:
A) – far macerare l’infiorescenza (o l’ hashish) finemente sminuzzata in una soluzione idroalcolica
a 95° gradi alcolici volumetrici, in 5 - 10 volumi di alcol ed 1 volume di materiale, in un
contenitore chiuso (vaso, bottiglia o un recipiente di materiale neutro), in un luogo fresco e
scuro per 28 giorni, il periodo di un intero ciclo lunare.
B) – Trascorso il tempo previsto filtrare la soluzione in un recipiente, con un filtro di carta, un
collant, oppure con un colino a maglia fine e spremere la pianta;
C) – per separare la parte liquida (alcol e sostanze disciolte) si può fare evaporare l’alcol a
bagnomaria ( l'alcol etilico evapora a 78,3 °C, l'acqua a 100°C ) oppure può essere
recuperato in un qualunque distillatore ( in genere di vetro ) e rimarrà, comunque, sul fondo
l’estratto: L’olio.
4°) - Estratto liquido di cannabis: Preparazione galenica magistrale a caldo di olio
di canapa –
Come si prepara:
A) – mettere in un pentola l’infiorescenza sbriciolata;
B) – affogarla completamente in alcol con gradazione 40° - 50°;
C) – far cuocere a basso fuoco, circa 80º;
D) – filtrare la soluzione e fare evaporare l’alcol restante.
In questo modo, p.es., estraggono i principi attivi della cannabis per il medicinale << Sativex ® >>.
Il << Sativex ® >> è un farmaco a contenuto standardizzato di fitocannabinoidi e contiene solo due
forme purificate della canapa, THC e CBD. Per produrlo ( è uno spray sublinguale), estraggono i
cannabinoidi sotto vacuo in un circuito chiuso, recuperando così continuamente l'alcol, e
successivamente, affinché possa essere nebulizzato, lo allungano in solventi con un rapporto circa
1:1 (etanolo, glicole propilenico). Includono anche un ingrediente supplementare, l’ olio di menta
piperita, che evita al paziente il “temuto” effetto psicoattivo della cannabis (High).
* Il << Sativex ® >> è un prodotto industriale e l’utilizzo del “glicole propilenico” dipende dal fatto che, 1° costa
pochissimo e si nasconde molto bene negli oli essenziali, e 2°, contrasta l’effetto disseccante dell’alcool nella
lozione idroalcoolica. Il “propylene glycol” non esiste in natura, è un prodotto chimico.
5°) - Olio cotto di cannabis, per uso alimentare:
Come si prepara:
A) – ridurre l’infiorescenza di Cannabis in piccoli frammenti e metterla nella pentola;
B) – aggiungere olio (o burro) quanto basta, l’olio deve coprire bene i fiori (1:10 - 1:20 – 1:30, in
base alla % di THC presente nell’infiorescenza ed alla desiderata concentrazione di principi
attivi);
C) – aggiungere acqua, 4 – 5 - 6 cm (tanto, la si dovrà far evaporare, lentamente, tutta…), per
evitare surriscaldamenti ed allungare il tempo di cottura, per una buona estrazione;
D) – mettere con coperchio su fiamma bassa e far bollire;
E) – quando sta per svanire l’acqua allontanare dalla fiamma il tegame, perché l’olio surriscaldato
farebbe vaporizzare i cannabinoidi, far svaporare tutta l’acqua e continuare a mantenerlo caldo
(a circa 80°: non bollente, no frittura!) per almeno 5 minuti;
F) – lasciare macerare per 1 giorno e filtrare;
6°) – Tintura madre e tintura classica di canapa –
La tintura è una preparazione liquida ottenuta mediante l'azione estrattiva dell'alcol sulla pianta
intera o su sue parti (foglie, radici, ecc.).
La differenza più rilevante tra la tintura classica e la tintura madre (T.M.) é nel materiale di
partenza: nella tintura classica é costituito dalla droga secca, mentre nella tintura madre é dato dalla
pianta fresca. In tal modo nella tintura madre vengono preservati più principi attivi.
Pro. Trattandosi di una forma di estrazione molto diffusa e tra le più utilizzate in Fitoterapia. E' un
preparato che si presta bene all’automedicazione e l'efficacia, nella maggior parte dei casi, è buona.
Contro. Il contenuto in alcol non è irrilevante e pertanto non è adatta a chi presenta disturbi al
fegato, ai bambini e a chiunque abbia problemi con l'alcol.
Come si prepara:
A) – La droga, viene messa a macerare, in una bottiglia o un recipiente di materiale neutro, in una
soluzione idroalcolica che va dai 45° ai 70° gradi alcolici volumetrici, in relazione alla
quantità d'acqua che la pianta contiene naturalmente: è necessaria quella percentuale di alcol
che permette di ottenere un rapporto droga/solvente. Nella preparazione delle tinture
idroalcooliche si adotta generalmente una regola fissa: per ottenere cinque parti di tintura
finale, è necessaria una parte di droga (ovvero, 20 grammi di droga per ottenere 100 ml di
tintura).
B) – mettere la pianta a macerare per un periodo variabile, da 25 a 40 giorni.
C) – filtrare la soluzione così ottenuta e farla decantare per 48 ore.
In questo modo (con alcol a 45° - 70° gradi) la T.M. di cannabis agisce prevalentemente in virtù
della presenza dei 330 principi attivi, diversi dai cannabinoidi, identificati nel fiore di canapa
(alcaloidi, oligoelementi, etc). Ma, per sciogliere anche i cannabinoidi basta far cuocere a circa 80º
la soluzione idroalcolica con i fiori di cannabis, oppure, far macerare la pianta in una soluzione a
95° gradi alcolici e, infine, per ridurre la gradazione alcolica della T.M. ottenuta, aggiungere acqua
q.b. La scadenza è di 5 anni, a confezione chiusa.
7°) – Tisana -
Con l’infiorescenza si può preparare, inizialmente (prima di procedere con il 2°,4° o 5° metodo di
estrazione), per combinare l’azione terapeutica di altri principi attivi presenti nell’infiorescenza di
canapa, un eccellente “The di canapa”, ma ricordate che, in tutte le tisane, i Cannabinoidi sono
presenti in quantità minore rispetto a quella terapeuticamente attiva (non sono idrosolubili) e si
preparano prima dell'uso perché si alterano facilmente.
Come si prepara:
A) – far bollire l' ”erba” per almeno 20 - 30 minuti, coperta aggiungendo acqua di tanto in tanto;
B) – separare con il setaccio la tisana dall’infiorescenza lasciando sul fondo del tegame i pistilli e
resina non disciolta nell’acqua;
C) – rimettere l’infiorescenza nella pentola e continuare l’estrazione dei cannabinoidi,
indifferentemente, con il 3°, 4° o 5° metodo illustrato.
Nota1: tutti i processi di estrazione del THC e del CBD, per non buttare nulla, si devono ripetere
almeno due volte.
Nota2: I recipienti usati per la conservazione di tutti gli estratti liquidi di Cannabis, devono essere
di vetro scuro (o meglio, rivestiti con nastro adesivo di colore nero coprente) con chiusura
ermetica, e tenuti in un luoghi freschi ed oscuri;
I farmaci, correntemente commercializzati in Italia per uso
terapeutico ( Cannabis Curativa ), sono:
a) Cannabinoidi naturali, Cannabis Flos:
Bedrocan ®
Bedrobinol ®
Bediol ®
b) Estratto di Cannabis:
<< Sativex ® >>
c) Cannabinoidi di sintesi:
Marinol ® (dronabinol)
Cesamet ® (nabilone)
Va fatto notare che i derivati sintetici sembrano mostrare minore efficacia e maggiore incidenza di
effetti collaterali rispetto ai derivati naturali, a tutt'oggi preferiti da molti pazienti.
Per informazioni dettagliate, sugli usi terapeutici della cannabis, visitate il sito dell’Associazione
per la Cannabis Terapeutica [ACT]: www.medicalcannabis.it .
https://www.dropbox.com/s/zxid0r8sfzmn427/Guida-manuale_%20estrazione%20domestica%20dei%20cannabinoidi%203%20documento%20di%20Stefano%20Balbo.pdf
ALZHEIMER
12 luglio 2012
presso la sala consiliare del
comune di Decimoputzu
SI PARLERA' di Alzheimer
alzheimer Cagliari va sostenuta (www.facebook.com/pages/ Associazione-Alzheimer-Cagl iari/390645327660377),
CLIKKATE SU "Mi piace", così da aumentare la probabilità di entrare in contatto con persone che possono aver bisogno di aiuto o anche solo di informazioni.
Esercizio fisico e vitamina D per combattere i sintomi dell’Alzheimer
alle 01:03 da Marina Morelli | Categorie: Studi e Ricerche
Ma oltre allo sport, uno studio britannico ha evidenziato il ruolo protettivo della vitamina D. Esaminando 3.300 persone con più di 65 anni, David Llewellyn, dell’University of Exeter Peninsula Medical School, afferma che a bassi livelli della cosiddetta “vitamina del sole” il rischio sale del 42% e in soggetti con carenze gravi addirittura del 394%.
“Pochi alimenti contengono vitamina D – dice Llewellyn – per cui gli integratori possono essere una soluzione efficace e basso costo”.
Nel mondo i malati di Alzheimer sono circa 25 milioni, con 4,6 milioni di nuovi casi all’anno. In Italia, secondo i dati del Censis risalenti al 2006, i malati di Alzheimer sono poco più di 520.000, con 80.000 nuovi casi all’anno. In base all’andamento demografico e al progressivo invecchiamento della popolazione, da qui al 2020 si prevedono circa 115.000 di nuove diagnosi di Alzheimer.
INFO DI: http://takecareblog.iljournal.it/2010/esercizio-fisico-e-vitamina-d-per-combattere-i-sintomi-dellalzheimer
Curcuma e vitamina D3 possono aiutare i malati di Alzheimer
alle 04:11 da Marina Morelli | Categorie: Studi e Ricerche
Uno studio dall’Università della California, Los Angeles (UCLA), pubblicato sulla rivista Journal of Alzheimer’s Disease, ha rivelato che la vitamina D3 e la ‘curcumina‘, una sostanza che si trova nella Curcuma, una pianta usata nella cucina indiana, possono stimolare il sistema immunitario a eliminare le placche-beta amiloidi che si sviluppano a causa dell’Alzheimer.
La vitamina D3 è essenziale per la salute delle ossa e del sistema immunitario. La sua prima fonte è la luce del sole, e i pazienti di Alzheimer spesso passano troppo tempo in casa. La curcumina, invece, si trova nella Curcuma longa, chiamata anche zafferano delle Indie. Si è dimostrata utile nell’eliminare le placche perché stimolava i legami tra i macrofagi del sistema immunitario e i beta-amiloidi.
INFO DI: http://takecareblog.iljournal.it/2009/curcuma-e-vitamina-d3-possono-aiutare-i-malati-di-alzheimer
09/07/2012
Malati di Sla, passeggiata in quota con le guide alpine Cortina, giornata alle Cinque Torri per le persone affette da malattie neurologiche rare con la fondazione “Il Bene”
Cortina, giornata alle Cinque Torri per le persone affette da malattie neurologiche rare con la fondazione “Il Bene”
TROVERAI TUTTO L'ARTICOLO QUI: http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2012/07/08/news/i-pazienti-in-quota-con-le-guide-alpine-1.5376504
TROVERAI TUTTO L'ARTICOLO QUI: http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2012/07/08/news/i-pazienti-in-quota-con-le-guide-alpine-1.5376504
08/07/2012
Le meravigliose proprietà del limone
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Articolo letto: 1430 volte | Inviato il: 7-11-2011
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Le meravigliose proprietà del limone
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Ci è arrivata questa mail, che attribuisce proprietà anti-cancerogene al limone. Abbiamo poi controllato in rete, e trovato questo commento critico suurbanlegends.about.com, che vi riportiamo. Si nega la veridicità di alcune delle affermazioni riportate nella mail iniziale.. e comunque sottolinea come può essere considerato uno degli alimenti utili per la prevenzione. Si è in attesa di ulteriori ricerche dato che:
"Studi su animali e in vitro, hanno dimostrato che la pectina di agrumi modificata (Modified citrus pectin), derivata dalla pectina naturale che si trova nella polpa e nella buccia degli agrumi, riduce la metastatizzazione delle cellule cancerogene". Umberto Di Grazia Abituatevi a prenderla come acqua da bere tutti i giorni, fa bene a tutti. I benefici del limone sono sorprendenti. =============== Secondo l’Istituto di Scienze della Salute, 819 N. L.L.C. Charles Street Baltimora, MD 1201, il limone (Citrus limonun Risso, Citrus limon (L.) Burm, Citrus medica) è un prodotto miracoloso per eliminare le cellule cancerogene. E’ 10.000 volte più potente della chemioterapia. Perché non ne siamo consapevoli? Perché ci sono organizzazioni interessate a trovare la sua versione sintetica, che permetterebbe loro di trarre grandi profitti. D’ora in poi si può aiutare un amico nel bisogno, facendogli sapere che il succo di limone è utile nel prevenire la malattia. Il suo sapore è gradevole e non produce gli orribili effetti della chemioterapia. Quante persone muoiono mentre questo segreto viene tenuto gelosamente custodito, in modo da non mettere a repentaglio i benefici multimilionari delle grandi imprese? Come sapete, l'albero del limone è conosciuto per la sua varietà di limoni e limette. L’agrume può essere consumato in diversi modi: si può mangiare la polpa, spremere il succo, preparare bevande, sorbetti, pasticcini, ecc. E’ accreditato per tante proprietà, ma la più interessante è l'effetto che produce su cisti e tumori. Questa pianta è una cura sperimentata contro i tumori di ogni tipo. Alcuni dicono che è molto utile in tutte le forme di cancro. E’ considerato anche come spettro antimicrobico contro le infezioni batteriche e fungine, è efficace contro i parassiti interni e i vermi, regola la pressione sanguigna troppo alta, agisce come antidepressivo, combatte lo stress e i disturbi nervosi. La fonte di questa informazione è affascinante: si tratta di uno dei più grandi produttori di farmaci nel mondo, e dice che dopo oltre 20 test di laboratorio condotti dal 1970, gli estratti hanno rivelato che: distrugge le cellule maligne di 12 tipi di cancro incluso quello del colon, della mammella, della prostata, del polmone e del pancreas… Le sostanze di questo albero hanno mostrato di rallentare la crescita delle cellule cancerogene 10.000 volte meglio dell’Adriamicina, un farmaco chemioterapico normalmente utilizzato nel mondo. E, fatto ancora più sorprendente: questo tipo di terapia con estratto di limone distrugge solo le cellule tumorali maligne e non attacca le cellule sane. Istituto di Scienze della Salute, 819 N. L.L.C. Charles Street, Baltimora, MD1201
===============
Analisi Mentre è vero che recenti studi scientifici hanno dimostrato che i limoni e altri agrumi contengono sostanze che possono avere proprietà anti-cancerogene, non ho trovato nulla nella letteratura esistente che supporti le affermazioni esagerate di cui sopra - ad esempio, l'affermazione che il limone è “10.000 volte più potente della chemioterapia”, o l'affermazione che è “una cura sperimentata contro i tumori di ogni tipo”. Né ho trovato le prove per sostenere la dichiarazione che la fonte di queste affermazioni è “uno dei più grandi produttori di farmaci nel mondo”. Un rappresentante dell’Istituto di Scienze della Salute mi ha detto che l'organizzazione non ha pubblicato alcun testo né era la fonte delle affermazioni, e anzi, come scuola di salute, non si occupa di fornire informazioni mediche alla popolazione. Cosa dice la ricerca attuale Grazie a studi scientifici si è scoperto che diverse sostanze naturalmente presenti negli agrumi hanno un potenziale per combattere il cancro, le due più promettenti sembrano essere i limonoidi e la pectina. I limonoidi, una classe di sostanze naturali che si trovano principalmente sulla buccia e nei semi degli agrumi, sono in fase di studio sia come prevenzione sia come trattamento per il cancro. Ad esempio, la ricerca ha dimostrato che alcuni limonoidi sono in grado di inibire la diffusione delle cellule cancerogene della mammella in vitro. Sono necessarie ulteriori ricerche per stabilire la loro efficacia clinica sugli esseri umani. Studi su animali e in vitro hanno dimostrato che la pectina di agrumi modificata (Modified citrus pectin [in inglese]), derivata dalla pectina naturale che si trova nella polpa e nella buccia degli agrumi, riduce la metastatizzazione delle cellule cancerogene. Anche in questo caso, sono necessarie ulteriori ricerche per dimostrare la sua efficacia clinica sugli esseri umani. Senza dubbio i limoni e altri agrumi sono nutrienti e benefici per la salute in una miriade di modi, quindi mentre il giudizio sul come e in che misura sono efficaci nella prevenzione e nel trattamento del cancro è ancora sospeso, dovrebbero certamente essere considerati come componente essenziale di una dieta sana. mi hanno informato che chi usa ldn DEVE EVITARE DI USARE I LIMONI |
Riflettere riavvia il cervello
Quella mezz'ora di solitudine assoluta può rivelarsi una risorsa straordinaria per chiunque, non solo per i leader politici, ma bisogna saperla vivere al meglio.
Come? Intanto spegnendo tv, computer e telefonino e magari facendo una bella passeggiata. Per dedicarsi esclusivamente a pensare.
"Ritagliarsi spazi per pensare - a anche bene da un punto di vista neurologico, perché aiuta la mente a non fare cortocircuito, a non ingolfarsi di vita affannata, quotidiana. E fa bene perché ci decentriamo dalle occupazioni più consuete per esplorare altre possibilità della mente e del pensiero, assicurandoci una ricarica di energia vitale".
ecco gli sbagli: La maggior parte delle persone saltano la pausa di mezzogiorno, qualcuno la comprime in dieci minuti piazzandosi con un panino in mano davanti al computer. "Dobbiamo fare in modo che i lavoratori escano all'ora di pranzo - INVECE Se lasci la tua scrivania per andare a farti un giro in strada, torni con la mente più fresca e meglio disposto al lavoro"
Non è importante mangiare fuori, al ristorante, si può anche consumare il pranzo velocemente, ciò che conta è appunto farsi una passeggiata. "Va bene anche andare al parco a guardare i passeri ... Sedersi al tavolo di un bar, magari scrivere una pagina del proprio diario, su carta ovviamente. Non bisogna fare niente di eccezionale. L'importante è essere soli".
Sapersi isolare per pensare ha a che fare con il controllo dell'ansia. Chi ha un rapporto ansioso con il tempo non riesce a staccare. Già nel primo, agognato, giorno di ferie lo vedrete mettere mano al cellulare per controllare se è acceso
"Al di là dell'età, della razza e dell'educazione hanno tutti indicato le stesse cose: nella doccia, sempre in bagno ma a farsi la barba, nella natura a passeggiare, a letto prima di addormentarsi o appena svegli, in viaggio, in un momento d'ascolto di musica classica"
Quando non abbiamo nulla da fare ci distraiamo con una quantità infinita di media, come la tv, le e-mail e internet in generale". E così si finisce per non staccare mai, per non riflettere.
"È necessario invece capire che pensare è importante. È ciò che ci rende umani".
Come? Intanto spegnendo tv, computer e telefonino e magari facendo una bella passeggiata. Per dedicarsi esclusivamente a pensare.
"Ritagliarsi spazi per pensare - a anche bene da un punto di vista neurologico, perché aiuta la mente a non fare cortocircuito, a non ingolfarsi di vita affannata, quotidiana. E fa bene perché ci decentriamo dalle occupazioni più consuete per esplorare altre possibilità della mente e del pensiero, assicurandoci una ricarica di energia vitale".
ecco gli sbagli: La maggior parte delle persone saltano la pausa di mezzogiorno, qualcuno la comprime in dieci minuti piazzandosi con un panino in mano davanti al computer. "Dobbiamo fare in modo che i lavoratori escano all'ora di pranzo - INVECE Se lasci la tua scrivania per andare a farti un giro in strada, torni con la mente più fresca e meglio disposto al lavoro"
Non è importante mangiare fuori, al ristorante, si può anche consumare il pranzo velocemente, ciò che conta è appunto farsi una passeggiata. "Va bene anche andare al parco a guardare i passeri ... Sedersi al tavolo di un bar, magari scrivere una pagina del proprio diario, su carta ovviamente. Non bisogna fare niente di eccezionale. L'importante è essere soli".
Sapersi isolare per pensare ha a che fare con il controllo dell'ansia. Chi ha un rapporto ansioso con il tempo non riesce a staccare. Già nel primo, agognato, giorno di ferie lo vedrete mettere mano al cellulare per controllare se è acceso
"Al di là dell'età, della razza e dell'educazione hanno tutti indicato le stesse cose: nella doccia, sempre in bagno ma a farsi la barba, nella natura a passeggiare, a letto prima di addormentarsi o appena svegli, in viaggio, in un momento d'ascolto di musica classica"
Quando non abbiamo nulla da fare ci distraiamo con una quantità infinita di media, come la tv, le e-mail e internet in generale". E così si finisce per non staccare mai, per non riflettere.
"È necessario invece capire che pensare è importante. È ciò che ci rende umani".
I file CCSVI: Uno sguardo più da vicino i documenti ATI I documenti rivelano CIHR risposta alle pressioni alla ricerca insufficienza venosa cronica cerebrospinale
Il
3 giugno 2010, Peter Liu, direttore scientifico del Canadian Institutes
of Health Research (CIHR) in Ottawa, ha inviato una e-mail interna che
illustra i suoi pensieri su un procedimento che provochi scismi e medici
e politici incitando attivismo paziente. Liu,
capo dell'Istituto di circolatorio e la salute delle vie respiratorie,
stava rispondendo alla richiesta dei dirigenti CIHR per il suo commento
su insufficienza venosa cronica cerebrospinale, o CCSVI, una condizione
identificata da Paolo Zamboni nel 2008. Zamboni,
direttore di malattie vascolari presso l'Università di Ferrara in
Italia, ha fatto notizia in Canada nel novembre 2009 con la sua ipotesi
che la sclerosi multipla, a lungo considerata come una condizione
neurodegenerativa, aveva radici vascolari ed è stato collegato alle vene
che drenano il sangue bloccati dal cervello e il midollo spinale. Ha
trovato angioplastica venosa, l'invio di un palloncino per aprire un
vaso sanguigno ostruito di alleviati, anche arrestati, sintomi.Studio pilota Zamboni ha dato risultati sorprendenti, ma mancava il rigore scientifico: era piccolo e non in cieco, nessuno poteva duplicare i risultati, tra cui Zamboni. Eppure, ha smosso la speranza rara tra la stima 75.000 canadesi affetti dalla incurabile, condizione degenerativa. Entro giugno 2010, molti sono stati viaggiare fuori del paese, pagando verso l'alto di $ 10.000 per la scansione CCSVI e il trattamento per loro inaccessibili a casa. Alcuni sono tornati con le testimonianze di YouTube, altri con speranze deluse, altre complicazioni. La questione era diventata un punto di infiammabilità. Le persone con SM sono stati mobilitazione per il trattamento. CCSVI è salito per il dibattito alla Camera dei Comuni. Il CIHR, che distribuisce poco meno di $ 1 miliardo all'anno per il finanziamento scientifica e relazioni al Parlamento attraverso il Ministero della Salute, è stato sotto pressione per agire. Il Canada ha uno dei più alti per le popolazioni capite MS: tre persone vengono diagnosticati ogni giorno. Otto province voluto co-finanziare gli studi pan-canadesi, secondo i documenti ottenuti da CIHR Maclean sotto un accesso alle informazioni (ATI) richiesta.
La risposta di Liu ai dirigenti CIHR era cautamente ottimista come lui chiamato per le sperimentazioni cliniche. Ma il suo consiglio è stato ignorato. Invece, come centinaia di pagine di documenti generati all'interno della CIHR tra giugno e settembre 2010 rivela ottenuti in ATI, l'agenzia ha avviato un processo che si è concentrata più sulle ottiche politiche di risultati scientifici e, col senno di poi, destinato a rafforzare lo status quo.
LINK ORIGINALE : http://www2.macleans.ca/2012/06/28/zamboni-files-a-closer-look-at-the-ati-documents/
Un fucile di coaguli di sangue - ScienceNOW - A Shotgun for Blood Clots - ScienceNOW
A Shotgun for Blood Clots - ScienceNOW
Pensate a come liquido Plumr per il sistema circolatorio. I ricercatori hanno progettato un ciuffo di minuscole particelle, che cavalca la corrente del flusso sanguigno, cerca pericolo di vita coaguli di sangue, e li cancella. L'approccio funziona nei topi e potrebbe presto passare alla sperimentazione sull'uomo.
Coaguli di sangue sono cattive notizie per il cervello, il cuore e altri organi. Queste masse di cellule del sangue possono crescere abbastanza grande per soffocare le vene e le arterie, impedendo all'ossigeno di fluire agli organi critici. Uno degli ostacoli principali a che fare con coaguli di sangue è trovare dove hanno depositato nel corpo. Anche se i medici individuare la formazione di coaguli, sono difficili da eliminare. I medici prescrivono spesso fluidificanti del sangue che rallentano il tempo necessario per formare un coagulo, ma questi farmaci possono anche causare sanguinamento eccessivo. Un altro metodo è stent, una procedura in cui viene utilizzato un filo o tubo flessibile per riaprire una nave. I pazienti di recuperare in fretta, ma spesso trascorrono almeno 1 notte in ospedale.
Alla ricerca di un approccio migliore, ingegnere biomedico Donald Ingber di Harvard University e colleghi hanno rivolto alle nanoparticelle. Modellato piastrine cellule che circolano nel sangue e contribuire sanguinamento fermata di formazione di coaguli, le nanoparticelle sono meno di 100 nm di larghezza e realizzata in polimeri sintetici incollati come una palla di sabbia bagnata. Come piastrine, ciuffi delle particelle di fluire liberamente nel sangue e ruotano verso navi bloccati da rilevando una variazione nel flusso sanguigno. Una volta lì, si rompono in particelle individuali che aderiscono al coagulo, rilasciando un farmaco chiamato attivatore tissutale del plasminogeno (tPA), che si dissolve.
****
Ricercatori lLe testato l'approccio su topi affetti da coaguli di sangue. Dopo aver iniettato le particelle negli animali, le particelle rivestite in tPA erano in grado di riaprire i vasi ostruiti rapidamente, malgrado ospitare bassi dosaggi della medicina, il team riporta online oggi su Science. Nessuno dei topi avevano emorragie, e poiché le particelle sono biodegradabili, eventualmente sono ripartiti per il corpo.
"Fare queste particelle in modo che si rompono alla giusta quantità di forza è stata una sfida", dice Ingber. "La cosa più emozionante che siamo in grado di fare è fornire un coagulo-busting farmaco direttamente a un sito in cui un coagulo è, senza sapere dove si trova." Dice che le particelle potrebbero essere usati per fornire essenzialmente qualsiasi farmaco-anti-infiammatoria a un punto specifico in cui l'infiammazione si stava verificando, per esempio.
"La bellezza di queste nanoparticelle è che non consegnerà questo farmaco in qualsiasi altro luogo, ma la zona di stress", dice Heyu Ni, biologo piastrinica a St. Michael Hospital di Toronto, in Canada, con particolare riferimento ai siti coagulo di sangue. Un altro vantaggio dell'approccio, dice, è che aggira il problema di stimare la quantità di farmaco anticoagulante per dare un paziente. Alti dosaggi sono efficaci, ma potrebbe causare sanguinamento eccessivo, mentre piccole dosi sono molto più sicuro, ma non può ottenere il lavoro fatto. Le nanoparticelle aggirare questo problema depositando una piccola quantità di farmaco direttamente sul coagulo. Egli osserva che le nanoparticelle possono essere utilizzate come uno strumento diagnostico per cercare blocchi che possono avere bisogno di essere rimosso chirurgicamente, in quanto luoghi in cui finiscono le nanoparticelle sono più facili da individuare con gli ultrasuoni. "Questo potrebbe cambiare il nostro concetto di come la fornitura di farmaci in modo efficace. Pensavo di questo studio come possibile rivoluzionario".
TRADUZINE CON GOOGLE TRANSLATOR
Coaguli di sangue sono cattive notizie per il cervello, il cuore e altri organi. Queste masse di cellule del sangue possono crescere abbastanza grande per soffocare le vene e le arterie, impedendo all'ossigeno di fluire agli organi critici. Uno degli ostacoli principali a che fare con coaguli di sangue è trovare dove hanno depositato nel corpo. Anche se i medici individuare la formazione di coaguli, sono difficili da eliminare. I medici prescrivono spesso fluidificanti del sangue che rallentano il tempo necessario per formare un coagulo, ma questi farmaci possono anche causare sanguinamento eccessivo. Un altro metodo è stent, una procedura in cui viene utilizzato un filo o tubo flessibile per riaprire una nave. I pazienti di recuperare in fretta, ma spesso trascorrono almeno 1 notte in ospedale.
Alla ricerca di un approccio migliore, ingegnere biomedico Donald Ingber di Harvard University e colleghi hanno rivolto alle nanoparticelle. Modellato piastrine cellule che circolano nel sangue e contribuire sanguinamento fermata di formazione di coaguli, le nanoparticelle sono meno di 100 nm di larghezza e realizzata in polimeri sintetici incollati come una palla di sabbia bagnata. Come piastrine, ciuffi delle particelle di fluire liberamente nel sangue e ruotano verso navi bloccati da rilevando una variazione nel flusso sanguigno. Una volta lì, si rompono in particelle individuali che aderiscono al coagulo, rilasciando un farmaco chiamato attivatore tissutale del plasminogeno (tPA), che si dissolve.
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Ricercatori lLe testato l'approccio su topi affetti da coaguli di sangue. Dopo aver iniettato le particelle negli animali, le particelle rivestite in tPA erano in grado di riaprire i vasi ostruiti rapidamente, malgrado ospitare bassi dosaggi della medicina, il team riporta online oggi su Science. Nessuno dei topi avevano emorragie, e poiché le particelle sono biodegradabili, eventualmente sono ripartiti per il corpo.
"Fare queste particelle in modo che si rompono alla giusta quantità di forza è stata una sfida", dice Ingber. "La cosa più emozionante che siamo in grado di fare è fornire un coagulo-busting farmaco direttamente a un sito in cui un coagulo è, senza sapere dove si trova." Dice che le particelle potrebbero essere usati per fornire essenzialmente qualsiasi farmaco-anti-infiammatoria a un punto specifico in cui l'infiammazione si stava verificando, per esempio.
"La bellezza di queste nanoparticelle è che non consegnerà questo farmaco in qualsiasi altro luogo, ma la zona di stress", dice Heyu Ni, biologo piastrinica a St. Michael Hospital di Toronto, in Canada, con particolare riferimento ai siti coagulo di sangue. Un altro vantaggio dell'approccio, dice, è che aggira il problema di stimare la quantità di farmaco anticoagulante per dare un paziente. Alti dosaggi sono efficaci, ma potrebbe causare sanguinamento eccessivo, mentre piccole dosi sono molto più sicuro, ma non può ottenere il lavoro fatto. Le nanoparticelle aggirare questo problema depositando una piccola quantità di farmaco direttamente sul coagulo. Egli osserva che le nanoparticelle possono essere utilizzate come uno strumento diagnostico per cercare blocchi che possono avere bisogno di essere rimosso chirurgicamente, in quanto luoghi in cui finiscono le nanoparticelle sono più facili da individuare con gli ultrasuoni. "Questo potrebbe cambiare il nostro concetto di come la fornitura di farmaci in modo efficace. Pensavo di questo studio come possibile rivoluzionario".
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