⭐ Le #informazioni qui riportate hanno esclusivamente finalità illustrative e divulgative e ⭐NON sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o le indicazioni di un medico o di un professionista sanitario.⭐ #SclerosiMultipla #SM #Terapie #RicercaScientifica #NuoveTerapie #Informazione #Salute #Condivisione ©MelisStefania
CONTATORE PERSONE
20/07/2013
trombizzazione delle vene , QUESTE pubblicazioni scientifiche SAREBBE MEGLIO RIVEDERLE
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23701076
Endovascular diagnosis and management of chronic cerebrospinal venous insufficiency: retrospective analysis of 30-day morbidity and mortality in 95 consecutive patients.
Source
Department of Radiology, Section of Interventional Radiology, Rush University Medical Center, Chicago, IL, USA.
19/07/2013
hai effettuato IL TRATTAMENTO di angioplastica dilatativa ?
Hai effettuato IL TRATTAMENTO
di angioplastica dilatativa chiamatasi <PTA>?
bene ora ti tocca seguire piccole regole di vita: …
a) ridere e' la parola d'ordine
http:// laccsvivistadasam.blogspot. it/2012/10/ ridere-e-la-parola-dordine. html
********
b) ORA IMPARA A EVITARE LO STRESS
http:// laccsvivistadasam.blogspot. it/2013/05/ ce-un-legame-tra-stress-e-s istema.html
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c) ORA IMPARA A RESPIRARE
27/04/12
http:// laccsvivistadasam.blogspot. it/2012/04/ stefania-ajo-melis-sfoglia- le-note-note.html
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d) L'alimentazione di un SKLERATUCCIO dovrebbere essere uguale all'alimentazione del cardiopatico http:// laccsvivistadasam.blogspot. it/2013/06/ lalimentazione-di-un-sklera tuccio.html
*******
e) EVITA se puoi di fumare tanto o evita proprio ill fumo, ricorda poi che un eccesso di bevande alcoliche FA MALE GIA' DI SUO
*******
f) VALUTA la possibilità di eseguire alcune sedute di fisioterapia.
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g) tieniti ad una temperatura costante NON TROPPO FREDDA E NON TROPPO CALDA... e se sei al sole... METTI SEMPRE UN CAPPELLO PER PROTEGGERE LA TUA TESTA.
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di angioplastica dilatativa chiamatasi <PTA>?
bene ora ti tocca seguire piccole regole di vita: …
a) ridere e' la parola d'ordine
http://
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b) ORA IMPARA A EVITARE LO STRESS
http://
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c) ORA IMPARA A RESPIRARE
27/04/12
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d) L'alimentazione di un SKLERATUCCIO dovrebbere essere uguale all'alimentazione del cardiopatico http://
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e) EVITA se puoi di fumare tanto o evita proprio ill fumo, ricorda poi che un eccesso di bevande alcoliche FA MALE GIA' DI SUO
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f) VALUTA la possibilità di eseguire alcune sedute di fisioterapia.
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g) tieniti ad una temperatura costante NON TROPPO FREDDA E NON TROPPO CALDA... e se sei al sole... METTI SEMPRE UN CAPPELLO PER PROTEGGERE LA TUA TESTA.
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18/07/2013
Variazioni della temperatura e sclerosi multipla
E’ ormai
chiaro che il calore, sia ambientale che corporeo, può aggravare
temporaneamente, o indurre, i sintomi della malattia.
Può accadere spesso, per esempio, che un bagno molto caldo convinca il
paziente della presenza o del peggioramento della sintomatologia.
Degli Studi
sperimentali hanno dimostrato che l’aumento della temperatura determina un
incremento del blocco della conduzione nervosa,
in fibre che presentano guaine mieliniche parzialmente danneggiate.
Quindi,
la parte del corpo interessata dai nervi danneggiati perde funzionalità, finché
il tratto nervoso non si raffredda.
Il freddo eccessivo può, tuttavia, aggravare la rigidità muscolare,
rendendo più difficile la deambulazione.
17/07/2013
La stenosi o l’occlusione della carotide
La malattia cerebrovascolare può essere causa di ictus ovvero, secondo l’OMS della rapida comparsa di sintomi e/o segni riferibili a perdita focale o globale della funzione cerebrale che persistono per più di 24 ore o portano a morte, con nessuna altra causa apparente se non un’origine vascolare.
La stenosi o l’occlusione della carotide possono causare un infarto cerebrale per riduzione della pressione di perfusione a valle della stenosi o, in analogia a quanto osservato nell’aterosclerosi coronaria, per embolizzazione distale, per fissurazione, rottura o per irregolarità della placca con formazione secondaria di trombo, come dimostrato dalla elevata frequenza di microemboli nei vasi retinici nei pazienti con attacchi ischemici transitori (TIA).
Eziologia
A seconda dell’eziopatogenesi, si possono distinguere:
- Occlusioni arteriose da trombosi: principali fattori di rischio sono rappresentati dall’aterosclerosi e dall’ipertensione arteriosa.
- Occlusioni arteriose da embolia: la fonte emboligena può essere cardiaca (fibrillazione atriale, protesi valvolari o aortiche) oppure non cardiaca (aterosclerosi dell’aorta ascendente e delle arterie carotidi).
Quadri clinici e sintomatologia
- TIA: i sintomi sono rappresentati da paresi e/o ipoanestesia di uno o più segmenti (arto superiore, arto inferiore, volto) afasia o altri disturbi cognitivi, stato confusionale o disorientamento, disartria e amaurosi fugace con durata inferiore alle 24 ore.
- Ictus trombotico: il 75% ha presentato precedentemente uno o più TIA. Ha raramente esordio brutale. Spesso invece, la sintomatologia si sviluppa entro poche ore. Talvolta la progressione dei disturbi neurologici è discontinua o intermittente. Raramente la cefalea è il sintomo di esordio. Il dolore si localizza in una metà della testa.
- Ictus embolico: l’esordio è di solito acuto nell’ambito di pochi secondi o minuti. Più raramente è preceduto da TIA.
Diagnosi
L’iter diagnostico prevede l’impiego di diversi esami volti alla valutazione della lesione sia per quanto riguarda il grado di stenosi che la morfologia della placca.
- Ecocolordoppler: consente una cartografia colorata del vaso. Trova la sua applicazione nella delimitazione del bordo interno della stenosi e nella visualizzazione dell’anfrattuosità delle placche oltre che nella diagnosi di pseudo-occlusione.
- AngioRM: in aggiunta ai dati anatomici fornisce la possibilità di ottenere dati fisiologici sulla velocità e sulla direzione del flusso.
- TCspirale: permette lo studio del lume vasale e della parete (calcificazioni, trombi, ulcerazioni).
- Angiografia digitale: l’indicazione alla sua esecuzione va posta i tutti i quei casi in cui questo esame risulti indispensabile per la diagnosi e/o il trattamento chirurgico. Date le sue complicanze, sovrapponibili a quelle operatorie, è attualmente riservato ai pazienti con lesioni calcifiche, che sono mal valutate con le altre metodiche
- Tac o RNM cerebrale: per valutare l’entità delle lesioni cerebrali
Terapia
La terapia medica e preventiva si avvale dell’uso di antiaggreganti e anticoagulanti.
L’indicazione al trattamento chirurgico deve tenere in considerazione parametri quali la sintomatologia neurologica, il grado di stenosi e il rischio operatorio.
I risultati degli studi NASCET e ECST hanno dimostrato la superiorità della terapia chirurgica associata a terapia medica sulla sola terapia medica per stenosi sintomatiche superiori al 70%. Questi studi hanno dimostrato anche l’inutilità del trattamento chirurgico per stenosi sintomatiche inferiori al 30%. Pazienti con stenosi sintomatiche comprese tra il 30 e il 49% sembrano trarre maggior beneficio dalla terapia medica. Dal 50 al 70% sembrerebbero, invece, trarre maggior beneficio dalla terapia chirurgica.
Nei deficit neurologici instabili l’indicazione chirurgica è indiscutibile.
In caso di stenosi bilaterale la scelta viene fatta sulla base della TC cerebrale, del grado di stenosi e della morfologia della placca.
Terapia chirurgica
L’endoarteriectomia (TEA) rappresenta la tecnica più adatta al trattamento delle stenosi della biforcazione carotidea e può essere effettuata anche in anestesia loco-regionale. L’intervento inizia con l’incisione cutanea del platisma e della fascia lungo il margine anteriore dello sternocleidomastoideo. Dopo aver preparato le carotidi, eseguita l’eparinizzazione e il clampaggio, la TEA può essere eseguita o tramite arteriotomia longitudinale o tramite endoarteriectomia per eversione. Dopo l’intervento bisogna monitorare la pressione arteriosa, al fine di evitare crisi ipertensive che possano esitare in una sindrome da iperperfusione cerebrale o, nei casi più gravi, nell’emorragia cerebrale.
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Trattamento endovascolare
La PTA (percutaneous transluminal angioplasty) e/o stenting è eseguita tramite puntura percutanea, in anestesia locale, dell’arteria femorale. Da qui si accede con un catetere dotato di palloncino che, giunto a livello della stenosi, sarà gonfiato ristabilendo la pervietà dell’arteria.
Attualmente non vi sono criteri univoci di indicazione al trattamento endovascolare. La complicanza più temuta dell’angioplastica carotidea è rappresentata dall’embolizzazione cerebrale che si può verificare soprattutto in fase di dilatazione del pallone durante la PTA o di rilascio dello stent in caso di stenting.
info : www.chirurgiavascolarechieti.it/Sito/Patologie/Trattamento%20CEREBROVASCOLARE.aspx
Chirurgia Vascolare - vene e arterie - ictus
L’ictus è la terza causa di morte, ma anche la prima causa di invalidità: il 40% delle persone invalide lo sono a causa di un ictus.
La causa delle patologie cardiovascolari è, quasi sempre, l’aterosclerosi. Essa può provocare una dilatazione di una o più arterie (aneurisma) o la loro occlusione o restringimento (stenosi) o ambedue. Tali malattie possono essere trattate o con un intervento chirurgico e/o con un trattamento non invasivo (endovascolare).
La malattia aterosclerotica si previene controllando i principali fattori di rischio e attuando modifiche allo stile di vita:
- attività fisica
- dieta ipoglucidica e ipolipidica (soprattutto limitazione di grassi di origine animale)
- controllo delle patologie concomitanti (diabete mellito, ipertensione arteriosa, dislipidemia, iperuricemia).
L’aterosclerosi colpisce le arterie, cioè i vasi che portano il sangue dal cuore ai tessuti e agli altri organi del corpo.
Le vene costituiscono il sistema circolatorio che va dalla periferia verso il centro, dai tessuti e dagli organi ai polmoni (per essere ossigenato).
Le vene più importanti sono quelle interne (che sono situate vicino ai vasi arteriosi).
Le vene profonde possono essere interessate da trombosi o infiammazione (flebite).
Le vene più superficiali hanno il compito di diminuire l’eccesso di calore corporeo. Quelle degli arti inferiori possono degenerare in varici, principalmente a causa della insufficienza del sistema valvolare che aiuta il sangue a vincere la forza di gravità e a spingere il sangue verso l’alto.
Aneurisma o dilatazione (soprattutto dell’aorta addominale, ma anche aorta toracica o altre arterie degli arti); l’aneurisma è molto pericoloso perché anche se non provoca dolore, può rompersi all’improvviso, determinando un’emorragia anche mortale.
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Arteriopatie Obliteranti (restringimento) delle arterie degli arti (acute e croniche); tale restringimento delle arterie provoca una diminuzione della quantità di sangue che arriva alle estremità, soprattutto durante il cammino, e quindi dolore (claudicatio).
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Stenosi (restringimento) od occlusione delle carotidi, importanti vasi del collo che portano il sangue al cervello; il diminuito apporto di sangue al cervello può essere causa di ictus alcune volte anche fatale.
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Insufficienza venosa determina un rallentamento del flusso sanguigno determinato dall’indebolimento delle pareti venose e dall’incontinenza delle valvole presenti all’interno delle vene che permettono il passaggio del sangue solo verso il cuore (verso l’alto) e impediscono il reflusso, cioè che il sangue torni indietro. Quando per varie cause, le valvole non funzionano più bene, avremo un reflusso e una dilatazione delle vene e col passare del tempo e l'aggravarsi della malattia, potremo avere varie complicanze, tromboflebiti, ulcere varicose, ecc.
L’insufficienza venosa è un disturbo piuttosto comune diffuso soprattutto tra le donne Le cause di questo fastidioso disturbo possono essere:
È importante riuscire a individuare i piccoli segnali che l’organismo manda allo stadio iniziale della malattia. I sintomi più frequenti sono:
Scuola di Specializzazione in Chirurgia Vascolare
Direttore: Sante Ucchino | |
15/07/2013
il farmaco Sativex®
Lo scorso 7 maggio 2013 l’Agenzia Italiana del Farmaco ha autorizzato l’utilizzo del farmaco Sativex® per il trattamento della spasticità da moderata a grave in persone con sclerosi multipla che non hanno risposto adeguatamente al trattamento con altri farmaci anti-spastici. In data 8 luglio l’azienda Almirall ha annunciato ufficialmente che il farmaco è disponibile sul territorio italiano.
Il trattamento è stato inserito dall’AIFA in classe H (ospedaliera), è disponibile presso le farmacie ospedaliere/farmacie delle ASL territoriali in seguito alla prescrizione da parte dei Neurologi dei Centri di Sclerosi Multipla. Con l’obiettivo di monitorare correttezza ed appropriatezza terapeutica, è stato istituito un Registro nazionale a cui verranno iscritti i pazienti in cura con Sativex®.
Il trattamento è stato inserito dall’AIFA in classe H (ospedaliera), è disponibile presso le farmacie ospedaliere/farmacie delle ASL territoriali in seguito alla prescrizione da parte dei Neurologi dei Centri di Sclerosi Multipla. Con l’obiettivo di monitorare correttezza ed appropriatezza terapeutica, è stato istituito un Registro nazionale a cui verranno iscritti i pazienti in cura con Sativex®.
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