CONTATORE PERSONE

24/11/2012

CCSVI E PTA


SE PARLIAMO CHE La CCSVI è una malformazione venosa che si viene a formare durante i mesi di gestazione...ECCO A VOI....una VITTORIA....DAI NOSTRI PICCOLINI....
perche?!!!???
PERCHE' LA VITA E' UNA SFIDA


BY SAM

molti di voi aspettano con ansia di operarsi tramite PTA ma nell'attesa è indispensabile sottolineare che:


** La CCSVI è una malformazione venosa che si viene a formare durante i mesi di gestazione;


** Trattandosi di "malformazioni" non si può pretendere di trovarle tutte uguali, ecco perchè i risultati degli interventi di angioplastica variano da persona a persona;


** Le vene, a differenza delle arterie, sono molto elastiche, ecco perchè può capitare che restino stenotiche nonostante il pallonamento tramite PTA;


** La riuscita dell'intervento di PTA è relativa alla gravità delle malformazioni delle vene e dal trattamento subito;


** Ad oggi
NON
esistono stent adatti alle vene ed il professor Zamboni ne ha sempre sconsigliato l'uso;


** Dopo un intervento di PTA sarebbe opportuno valutare i "miglioramenti" almeno dopo 2-3 mesi dallo stesso, quelli immediati sono spesso di passaggio e terminano a brave distanza lasciando solo grande sconforto;


** La PTA è tutt'ora un intervento sperimentale, non perchè non si siano mai effettuate angioplastiche dilatative ma perchè prima d'ora non si era mai esplorato il sistema venoso.


** Il professor Zamboni ha avuto un riscontro del 45% circa di restenosi, nei pazienti operati tramite PTA.


** Nei trattamenti di PTA a cui fin'ora i pazienti sono stati sottoposti, non un solo riscontro è stato certificato in una raccolta dati con l'intenzione di confrontarli con i successivi o i precedenti, questo perchè l'interesse generale non è stato quello di perseguire l'evoluzione della scienza ma ben altro.


** Uno Studio Clinico Controllato tramite approvazione del Comitato Etico e tramite SSN nella salvaguardia della tutela e del rispetto della salute dei pazienti;



** Fate tesoro delle esperienze altrui pretendendo il vostro diritto alla salute

** Diffidate di chi vi promette miracoli perchè l'intervento di PTA <NON VI GUARIRA' dai danni procurati dalla SM> , quelli purtroppo non ve li toglierà più nessuno!


** Se avete la fortuna di avere una malformazione venosa non grave, potete sperare in un unico intervento e BLOCCARE LA PROGRESSIONE della vostra SM, MA NON IN TUTTE LE TIPOLOGIE DI SM.

POSSO SOLO DIRVI....CHE VI VOGLIO BENE E DOVETE FARE ATTENZIONE ........NON ANDATE DAL PRIMO CHE VI DICE......IO TE LA FACCIO..MA INFORMATI BENE CON I TUOI AMICI ....PER EVITARE DI INCAPPARE IN PERSONAGGI <NON PROFESSIONALI>

E CON UN PASSETTO ALLA VOLTA <NOI SAREMO I VINCITORI>



Mitoxantrone


Mitoxantrone (Novatrone®, Onkotrone®)



 www.aimac.it/page.php?idtree=mqyY

INTRODUZIONE
I Profili Farmacologici sono schede che danno informazioni sintetiche sui farmaci antitumorali, sul modo in cui essi si somministrano e sugli effetti collaterali cui possono dare adito. È consigliabile leggere ciascuna scheda insieme al libretto La chemioterapia (La Collana del Girasole) - che fornisce informazioni più dettagliate e anche alcuni consigli sul modo in cui affrontare il trattamento - e, se disponibile, al libretto sulla patologia tumorale da cui siete affetti.

Lo scopo di queste informazioni è di prepararvi al colloquio con l’oncologo in modo da rivolgergli tutte le domande cui desiderate avere una risposta relativamente al trattamento e agli effetti collaterali: l’oncologo è, infatti, l’unico che possa aiutarvi e darvi i consigli giusti per il vostro caso. Egli vi terrà sotto rigorosa sorveglianza per l’intera durata del trattamento in modo che possa controllarne gli effetti.


CHE COS’È IL MITOXANTRONE

Il mitoxantrone è un agente chemioterapico usatp per il trattamento di diverse neoplasie, in particolare del carcinoma metastatico dellamammella, della leucemia mieloide cronica, della leucemia acuta non linfocitica nell’adulto, del linfoma non Hodgkin e del carcinoma epatocellulare. 


CHE ASPETTO HA
Una volta disciolta la polvere, il mitoxantrone si presenta come liquido di colore blu scuro.




COME SI SOMMINISTRA

Il mitoxantrone si somministra:
  • per iniezione in vena attraverso una cannula, un tubicino sottile che viene introdotto in una vena del braccio o della mano;
  • per infusione in vena (somministrazione goccia a goccia) attraverso una cannula; attraverso il catetere venoso centrale che viene inserito sotto cute in una vena vicino alla clavicola; attraverso la linea cosiddetta PICC, acronimo dall'inglese peripherally inserted central catheter, che è inserita in una vena periferica, di solito del braccio.




POTENZIALI EFFETTI COLLATERALILe reazioni alla chemioterapia variano da individuo a individuo. Non necessariamente gli effetti collaterali menzionati compariranno in tutti i pazienti che ricevono il mitoxantrone. Va, inoltre, tenuto presente che gli effetti collaterali possono variare se il trattamento è effettuato con una combinazione di chemioterapici anziché con un solo farmaco.

Tutti i chemioterapici producono sensazione di fatica (astenia) e diminuzione dell’appetito. Anche queste possono insorgere in forma lieve o severa. L’astenia può essere legata all’anemia. Discutetene sempre con l’oncologo.

Si descrivono di seguito gli effetti collaterali più comuni e anche i meno frequent del mitoxantrone, mentre sono stati tralasciati quelli molto rari. L’obiettivo è di prepararvi ad affrontarli nel caso in cui si manifestino. È necessario comunicare all’oncologo che vi ha in cura qualunque effetto collaterale che ritenete possa essere connesso con la terapia. 

Effetti collaterali comuni

Temporanea riduzione della produzione di cellule ematiche da parte del midollo osseo. La diminuzione dei globuli rossi provoca la diminuzione dell’emoglobina e quindi l’anemia, che si manifesta principalmente con sensazione di spossatezza fisica; la diminuzione dei globuli bianchi facilita l’insorgere di infezioni, il cui segno è la febbre, di solito con brivido; la diminuzione delle piastrine provoca ecchimosi, ossia lividi, o emorragie. La ridotta funzionalità del midollo osseo può manifestarsi circa sette giorni dopo la somministrazione del farmaco, raggiungendo usualmente i valori minimi 10-14 giorni dopo la chemioterapia. Quindi il conteggio delle cellule ematiche ricomincia a salire costantemente e di solito si normalizza entro 21-28 giorni.

Il conteggio delle cellule ematiche diminuisce in funzione della dose di chemioterapico e dell’impiego di uno solo o più farmaci. Se la chemioterapia prevede l’associazione di più chemioterapici, la probabilità di andare incontro a una diminuzione delle cellule ematiche è più alta. Per questo sarete sottoposti a esami periodici del sangue per controllare la funzionalità del midollo osseo. Qualora si riscontri una netta diminuzione del conteggio delle cellule ematiche, l’oncologo potrebbe decidere di rinviare la somministrazione di qualche giorno per permettere il recupero della funzionalità del midollo osseo.

Se la temperatura sale oltre 38° C o se sviluppate ecchimosi o emorragie senza apparente motivo, mettetevi subito in contatto con l’oncologo o con l’ospedale.

Nausea e vomito. Nonostante vengano somministrati sempre, assieme alla chemioterapia, farmaci molto efficaci, detti antiemetici, per prevenire o ridurre sensibilmente la nausea e il vomito, questi possono insorgere ugualmente, in un intervallo che va da poche ore dopo il trattamento sino ai giorni seguenti, e possono durare anche per alcuni giorni. Se la nausea non è controllabile o persiste, informate l’oncologo, che non esiterà a prescrivervi un altro antiemetico più efficace.




EFFETTI COLLATERALI MENO FREQUENTI

Dolore o ulcere del cavo orale, con o senza modeste alterazioni del gusto.
Durante il trattamento, potreste avvertire una sensazione di dolore alla bocca, che potrebbe essere particolarmente secca, e potreste notare la presenza di piccole ulcere. Per prevenire quest'effetto collaterale, è importante assumere molti liquidi ed eseguire una regolare pulizia dei denti con uno spazzolino morbido. Le eventuali alterazioni del gusto scompariranno al termine della chemioterapia. Se avete uno di questi problemi, informate l’oncologo, che potrà prescrivere collutori speciali e farmaci per prevenire o curare eventuali infezioni del cavo orale.

Diarrea. Se si presenta, è in forma lieve (una-due scariche al giorno); raramente è severa. Può essere controllata facilmente con i comuni farmaci antidiarroici. Se si presentasse in forma severa, potrebbe essere necessario sospendere il trattamento o ridurre le dosi della chemioterapia. In ogni caso, è necessario bere molto per reintegrare i liquidi perduti.

Caduta dei capelli. Comincia di solito dopo tre-quattro settimane dalla somministrazione della prima dose di chemioterapia, ma può evidenziarsi anche prima. I capelli possono cadere completamente oppure diradarsi. Anche le ciglia, le sopracciglia e altri peli che ricoprono il corpo possono diradarsi fino a cadere. Il fenomeno è comunque temporaneo e i capelli cominceranno a ricrescere una volta che il trattamento si sarà concluso. 

Temporanea riduzione della funzione epatica. Il mitoxantrone può alterare la funzionalità epatica, che si normalizzerà comunque alla conclusione del trattamento. Si verifica solo un modesto aumento dei valori dell’enzima transaminasi, ma senza che compaiano sintomi.

Alterazione dell’attività cardiaca. Si manifesta con tachicardia (accelerazione del battito cardiaco con pulsazioni oltre i 90 battiti al minuto) persistente e difficoltà respiratoria. Si tratta di un effetto molto raro se la dose totale di farmaco non supera quella prevista, mentre la probabilità aumenta in caso di dosi elevate o di pazienti con problemi cardiaci. Se insorge, si presenta tardivamente, dopo molti cicli di terapia, perché si manifesta con l’accumulo delle dosi di farmaco nel tempo. In rari casi può condurre allo scompenso cardiaco.    

Reazioni allergiche. Il mitoxantrone, come qualsiasi altro farmaco, può provocare reazioni allergiche, come lo sviluppo di un’eruzione cutanea accompagnata da prurito, rialzo termico, brividi, rossore localizzato al volto, senso di vertigini, cefalea, mancanza di respiro, ansia e aumento della minzione. Questi disturbi possono venire in forma lieve o in forma severa, ed in questo caso richiedono un trattamento appropriato.




ULTERIORI INFORMAZIONIAlcuni farmaci potrebbero interferire con la chemioterapia. Per questo motivo, comunicate all’oncologo quali farmaci assumete prima di cominciare il trattamento e consultatelo prima di assumere altri farmaci.

Fuoriuscita di liquido dal sito di puntura. Se i farmaci fuoriescono dal sito di puntura, possono danneggiare il tessuto circostante. Per tale motivo, se durante la somministrazione o nelle ore successive avvertite dolore o bruciore nell’area intorno al sito di puntura o intorno alla vena o se notate una fuoriuscita di liquido, informate immediatamente l’oncologo o un infermiere/a.

Modificazione del colore delle urine. Alcuni farmaci possono rendere scure le urine. Questo fenomeno è abbastanza normale e può persistere per le 24 ore successive al trattamento.

Fertilità. La chemioterapia potrebbe provocare amenorrea, ossia l’interruzione del flusso mestruale. Di conseguenza si potrebbero manifestare i sintomi tipici dell'età pre-menopausale, con vampate di calore, eccessi di sudore e secchezza vaginale. È generalmente un fenomeno che cessa al termine della terapia. Poiché i farmaci chemioterapici provocano mutazioni cellulari, è assolutamente sconsigliabile una gravidanza prima di cinque anni dal termine della chemioterapia. Nei giovani maschi può insorgere sterilità, che in una piccola percentuale di persone sarà permanente. Va quindi valutata l’opportunità della preservazione dello sperma presso la banca del seme prima dell’inizio della chemioterapia.

Esposizione al sole. Attraverso la circolazione i farmaci chemioterapici si diffondono su tutti i tessuti, inclusa la pelle. Il contatto prolungato con le radiazioni solari può causare arrossamenti, anche severi, e scottature. Per tale motivo, durante la chemioterapia è sconsigliata l’esposizione diretta e prolungata al sole, ovvero è raccomandato l’impiego di creme solari ad alta protezione.

Allattamento. Non è consigliato allattare al seno durante la terapia con il mitoxantrone.

Endoxan

Ciclofosfamide (Endoxan Baxter®)

 www.aimac.it/page.php?idtree=mqyW

INTRODUZIONEI Profili Farmacologici sono schede che danno informazioni sintetiche sui farmaci antitumorali, sul modo in cui essi si somministrano e sugli effetti collaterali cui possono dare adito. È consigliabile leggere ciascuna scheda insieme al libretto La chemioterapia (La Collana del Girasole) - che fornisce informazioni più dettagliate e anche alcuni consigli sul modo in cui affrontare il trattamento - e, se disponibile, al libretto sulla patologia tumorale da cui siete affetti.

Lo scopo di queste informazioni è di prepararvi al colloquio con l’oncologo in modo da rivolgergli tutte le domande cui desiderate avere una risposta relativamente al trattamento e agli effetti collaterali: l’oncologo è, infatti, l’unico che possa aiutarvi e darvi i consigli giusti per il vostro caso. Egli vi terrà sotto rigorosa sorveglianza per l’intera durata del trattamento in modo che possa controllarne gli effetti.



CHE COS’È LA CICLOFOSFAMIDE

La ciclofosfamide è un agente chemioterapico usato nel trattamento di diverse neoplasie, in particolare dei linfomi, della leucemia linfatica cronica, del cancro dell’ovaio, della mammella e della vescica. Può essere utilizzata ad alte dosi per il trattamento preparatorio al trapianto di cellule staminali emopoietiche (le cellule progenitrici che generano le cellule del sangue). 




CHE ASPETTO HA

Una volta disciolta la polvere, la ciclofosfamide si presenta come liquido chiaro. È disponibile anche sotto forma di compresse bianche o rosa da 50 mg.




COME SI SOMMINISTRA 

La ciclofosfamide si somministra:
  • per infusione in vena attraverso una cannula, un tubicino sottile che viene introdotto in una vena del braccio o della mano; attraverso il catetere venoso centrale che viene inserito sotto cute in una vena vicino alla clavicola; attraverso la linea cosiddetta PICC, acronimo dall'inglese peripherally inserted central catheter, che è inserita in una vena periferica, di solito del braccio;
  • per bocca. Le compresse devono essere assunte senza masticare bevendo molta acqua.


POTENZIALI EFFETTI COLLATERALILe reazioni alla chemioterapia variano da individuo a individuo. Non necessariamente gli effetti collaterali menzionati compariranno in tutti i pazienti che ricevono la ciclofosfamide Va, inoltre, tenuto presente che gli effetti collaterali possono variare se il trattamento è effettuato con una combinazione di chemioterapici anziché con un solo farmaco.

Tutti i chemioterapici producono sensazione di fatica (astenia) e diminuzione dell’appetito. Anche queste possono insorgere in forma lieve o severa. L’astenia può essere legata all’anemia. Discutetene sempre con l’oncologo.

Si descrivono di seguito gli effetti collaterali più comuni e anche i meno frequenti, della ciclofosfamide, mentre sono stati tralasciati quelli molto rari. L’obiettivo è di prepararvi ad affrontarli nel caso in cui si manifestino. È necessario comunicare all’oncologo che vi ha in cura qualunque effetto collaterale che ritenete possa essere connesso con la terapia. 

Effetti collaterali comuni

Temporanea riduzione della produzione di cellule ematiche da parte del midollo osseo. La diminuzione dei globuli rossi provoca la diminuzione dell’emoglobina e quindi l’anemia, che si manifesta principalmente con sensazione di spossatezza fisica; la diminuzione dei globuli bianchi facilita l’insorgere di infezioni, il cui segno è la febbre, di solito con brivido; la diminuzione delle piastrine provoca ecchimosi, ossia lividi, o emorragie. La ridotta funzionalità del midollo osseo può manifestarsi circa sette giorni dopo la somministrazione del farmaco, raggiungendo usualmente i valori minimi 10-14 giorni dopo la chemioterapia. Quindi il conteggio delle cellule ematiche ricomincia a salire costantemente e di solito si normalizza entro 21-28 giorni.

Il conteggio delle cellule ematiche diminuisce in funzione della dose di chemioterapico e dell’impiego di uno solo o più farmaci. Se la chemioterapia prevede l’associazione di più chemioterapici, la probabilità di andare incontro a una diminuzione delle cellule ematiche è più alta. Per questo sarete sottoposti a esami periodici del sangue per controllare la funzionalità del midollo osseo. Qualora si riscontri una netta diminuzione del conteggio delle cellule ematiche, l’oncologo potrebbe decidere di rinviare la somministrazione di qualche giorno per permettere il recupero della funzionalità del midollo osseo.

Se la temperatura sale oltre 38° C o se sviluppate ecchimosi o emorragie senza apparente motivo, mettetevi subito in contatto con l’oncologo o con l’ospedale.

Nausea e vomito. Nonostante vengano somministrati sempre, assieme alla chemioterapia, farmaci molto efficaci, detti antiemetici, per prevenire o ridurre sensibilmente la nausea e il vomito, questi possono insorgere ugualmente, in un intervallo che va da poche ore dopo il trattamento sino ai giorni seguenti, e possono durare anche per alcuni giorni. Se la nausea non è controllabile o persiste, informate l’oncologo, che non esiterà a prescrivervi un altro antiemetico più efficace.

Caduta dei capelli. Comincia di solito dopo tre-quattro settimane dalla somministrazione della prima dose di chemioterapia, ma può evidenziarsi anche prima. I capelli possono cadere completamente oppure diradarsi. Anche le ciglia, le sopracciglia e altri peli che ricoprono il corpo possono diradarsi fino a cadere. Il fenomeno è comunque temporaneo e i capelli cominceranno a ricrescere una volta che il trattamento si sarà concluso. 



EFFETTI COLLATERALI MENO FREQUENTI
Cistite. La ciclofosfamide può irritare la vescica, causando sensazione di bruciore e frequente bisogno di urinare. Al fine di prevenire l’insorgenza di questo disturbo, è necessario bere molto (almeno 2 litri) nelle 24 ore immediatamente successive alla somministrazione della chemioterapia.

Temporanea riduzione della funzione epatica. La ciclofosfamide può alterare la funzionalità epatica, che si normalizzerà comunque alla conclusione del trattamento. Difficilmente ciò vi darà dei problemi, ma sarete tenuti sotto rigorosa sorveglianza dall’oncologo, anche sottoponendovi periodicamente a prelievi di sangue per controllare la funzione epatica.

Dolore o ulcere del cavo orale, con o senza modeste alterazioni del gusto.Durante il trattamento, potreste avvertire una sensazione di dolore alla bocca, che potrebbe essere particolarmente secca, e potreste notare la presenza di piccole ulcere. Per prevenire quest'effetto collaterale, è importante assumere molti liquidi ed eseguire una regolare pulizia dei denti con uno spazzolino morbido. Le eventuali alterazioni del gusto scompariranno al termine della chemioterapia. Se avete uno di questi problemi, informate l’oncologo, che potrà prescrivere collutori speciali e farmaci per prevenire o curare eventuali infezioni del cavo orale.

Diarrea. Se si presenta, è in forma lieve (una-due scariche al giorno); raramente è severa. Può essere controllata facilmente con i comuni farmaci antidiarroici. Se si presentasse in forma severa, potrebbe essere necessario sospendere il trattamento o ridurre le dosi della chemioterapia. In ogni caso, è necessario bere molto per reintegrare i liquidi perduti.

Alterazione delle unghie. Le unghie possono scurirsi o solcarsi, ma riprenderanno il loro aspetto normale qualche mese dopo la conclusione del trattamento.

Congiuntivite. Saltuariamente si può manifestare un modesto arrossamento della congiuntiva (la membrana mucosa che ricopre il bulbo oculare e la parte interna delle palpebre), accompagnato o meno da lacrimazione. Può venire facilmente controllato con l’impiego di un collirio.

Reazioni cutanee. La cute potrebbe scurirsi a seguito dell’eccessiva produzione di pigmento, ma ciò si verifica raramente.

ULTERIORI INFORMAZIONIAlcuni farmaci potrebbero interferire con la chemioterapia. Per questo motivo, comunicate all’oncologo quali farmaci assumete prima di cominciare il trattamento e consultatelo prima di assumere altri farmaci.

Fuoriuscita di liquido dal sito di puntura. Se i farmaci fuoriescono dal sito di puntura, possono danneggiare il tessuto circostante. Per tale motivo, se durante la somministrazione o nelle ore successive avvertite dolore o bruciore nell’area intorno al sito di puntura o intorno alla vena o se notate una fuoriuscita di liquido, informate immediatamente l’oncologo o un infermiere/a.

Modificazione del colore delle urine. Alcuni farmaci possono rendere scure le urine. Questo fenomeno è abbastanza normale e può persistere per le 24 ore successive al trattamento.

Fertilità. La chemioterapia potrebbe provocare amenorrea, ossia l’interruzione del flusso mestruale. Di conseguenza si potrebbero manifestare i sintomi tipici dell'età pre-menopausale, con vampate di calore, eccessi di sudore e secchezza vaginale. È generalmente un fenomeno che cessa al termine della terapia.

Poiché i farmaci chemioterapici provocano mutazioni cellulari, è assolutamente sconsigliabile una gravidanza prima di cinque anni dal termine della chemioterapia. Nei giovani maschi può insorgere sterilità, che in una piccola percentuale di persone sarà permanente. Va quindi valutata l’opportunità della preservazione dello sperma presso la banca del seme prima dell’inizio della chemioterapia.

Esposizione al sole. Attraverso la circolazione i farmaci chemioterapici si diffondono su tutti i tessuti, inclusa la pelle. Il contatto prolungato con le radiazioni solari può causare arrossamenti, anche severi, e scottature. Per tale motivo, durante la chemioterapia è sconsigliata l’esposizione diretta e prolungata al sole, ovvero è raccomandato l’impiego di creme solari ad alta protezione.

22/11/2012

Una nanoparticella riesce a bloccare la sclerosi multipla

Rinasce la speranza per chi è affetto da sclerosi multipla. La collaborazione tra la Northwestern University (Usa) e l'Università di Sydney ha portato al risultato di bloccare gli effetti della malattia riparando la mielina che ricopre le cellule nervose.
CLIKKA QUI OER LEGGERE TUTTO:
http://it.ibtimes.com/articles/38599/20121120/sclerosi-multipla.htm?fb_action_ids=486356318051412&fb_action_types=og.likes&fb_source=timeline_og&action_object_map=%7B%22486356318051412%22%3A378791408874087%7D&action_type_map=%7B%22486356318051412%22%3A%22og.likes%22%7D&action_ref_map=%5B%5D

22 novembre 2012 ZAMBONI

22 novembre 2012

Ottawa valuta la terapia Zamboni

19/11/2012

neurologi/vascolari/pazienti...chi la scampera'?

By Maria Teresa Assism  
VERGOGNA! AI NEUROLOGI E' "VIETATO" PARTECIPARE AGLI STUDI SULLA CCSVI!!!
Zamboni: "Purtroppo in questo momento la comunità neurologica è poco incline al dialogo e, quel che è peggio, poco disponibile a collaborare. Devo rilevare con amarez
za che addirittura la loro società scientifica apertamente ghettizza il neurologo che voglia formare un gruppo interdisciplinare di ricerca con noi ricercatori vascolari."

http://www.mondoliberonline.it/sclerosi-multipla-e-metodo-zamboni-alcune-critiche-allo-studio-cosmo-aism/27238/

causa collettiva, aderisci anche tu per il riconoscimento del lavoro del caregiver familiare

clikka e leggi... Qui <https://m.facebook.com/photo.php?fbid=4516828773132&id=1663112673&set=a.2454703381286.118931.1663112673&refid=17&_ft_=fbid.451414644916804>

grazie a MARIA SIMONA BELLINI


Nicoletta Mantovani - Domenica In... L'Arena (Rai1) - 18/11/2012



Rai 1 Domenica In, l'Arena di Giletti, Nicoletta Mantovani:
 
“Ho fatto una risonanza prima dell’operazione ed una adesso dopo 6 mesi, dove si vedono già i miglioramenti a livello cerebrale.”
“Non ho più problemi di equilibrio, non ho più di vertigini, formicolii alle mani, non ho più stanchezza cronica che accompagna i malati di SM, non mi devo alzare mille volte per andare in bagno.”
“Quello che a me stupisce moltissimo è che si sperimentano quasi ogni giorno dei farmaci div
ersi, e allora perché non si fa una sperimentazione invece su qualcosa che ormai è inconfutabile?”
“Se il ministero aprisse una sperimentazione in più punti dove si possano accogliere più pazienti, non perderemmo i dati che vanno ai privati e non metteremmo a rischio la salute di chi va in mani sbagliate.”

"Nicoletta Mantovani - Domenica In... L'Arena (Rai1) - 18/11/2012 "

Sclerosi Multipla: a Napoli un importante corso diagnostico sulla CCSVI


‎*COMMENTO*: "Visto il prestigio e le capacità dei docenti relatori sarebbe molto utile che tutti i sonologi che hanno partecipato al disastroso studio Cosmo, promosso e finanziato dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (Fism-Aism), si iscrivessero a questo corso, per apprendere finalmente come si esegue correttamente questo esame diagnostico."
per leggere tutto copia qs link :

http://mediterranews.org/2012/10/sclerosi-multipla-a-napoli-un-importante-corso-diagnostico-sulla-ccsvi/