CONTATORE PERSONE

29/09/2012

ECOCOLOR DOPPLER - TERAMO

news 31/12/2012

INFO DI: Antonio DC


Ecocolor doppler a Teramo in via Circonvallazione Ragusa
(presso uffici ASL TE) a cura del Dott. D'Ascanio Camillo.( ho saputo che adesso anche il Dott. Capriotti effettua l'eco ,con Lui l'appuntamento è per Aprile) . Numero telefonico per prenotazioni ( dalle 09 alle 14)
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0861- 429223 oppure 0861-429222
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Sull'impegnativa, che bisogna già avere per poter prenotare, il medico curante prescrive:

Ecocolor doppler tronchi sovraortici + ecocolor doppler trascranico.

(se alla prenotazione fanno storie per quello transcranico dire che il codice da digitare al pc è CHG54) .

Attualmente le prenotazioni stanno ad aprile/Maggio2013
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Il Dott. Camillo D’Ascanio, responsabile Ambulatorio vascolare dell’ospedale di Giulianova, esegue ECD con macchinario Esaote . 
 
L’esame verrà eseguito a Teramo nel poliambulatorio  in SSN
in Via Circonvallazione Ragusa , presso uffici amministrazione ASL di Teramo (piano terra).

L'impegnativa dovrà contenere la seguente dicitura :
" Ecocolordoppler tronchi sovraortici e studio del circolo venoso cerebrale extracranico "
Per prenotare l’ECD /in SSN bisognerà contattare il dottor D’Ascanio nel solo giorno di sabato dalle 13 alle 15,

al numero  
366 9371171
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Dott. Valentini ai confin tra Marche e Abruzzo , servizio  PRIVATO  non in SSN http://www.docvadis.it/mario-valentini/member/valema.html#curriculum

- Dott. Mario Valentini, Angiologia medica, ASCOLI PICENO con docvadis.          Dott. Mario 
www.docvadis.it 
     







 

26/09/2012

Le interazioni tra farmaci e alimenti

Le interazioni tra farmaci e alimenti
Per esempio alcuni antibiotici divengono inattivi nello stomaco per l'azione chelante dei minerali quali calcio, ferro, alluminio, MAGNESIO presenti negli alimenti.
L'assunzione di liquidi può essere utile per la malattia che si cura; è il caso, per esempio, delle infezioni delle vie urinarie, della calcolosi renale o della febbre.
Le acque ricche in calcio sono controindicate nel caso si assumano antiinfiammatori a base di cortisone o farmaci attivi sul sistema cardiovascolare, mentre non hanno effetti particolari durante l'assunzione di antibiotici.
Sono fortemente controindicati in soggetti sottoposti a terapia anticoagulante il consumo eccessivo di spinaci e broccoli in quanto riducono l'assorbimento di questi farmaci e la loro attività.
............. E ALTRO ANCORA QUI!
http://it.lifestyle.yahoo.com/blog/i-feel-good/interazioni-tra-farmaci-e-alimenti-160342821.html

Nuovi anticoagulanti orali: DABIGATRAN – RIVAROXABAN – APIXABAN



E’ dunque iniziata una nuova era nella terapia anticoagulante orale con l’introduzione di molecole
che sembrano capaci di superare i limiti storici della TAO con antagonisti della vitamina K, e che
potrebbero implementare significativamente la quota di pazienti trattati. Numerosi sono i vantaggi
finora mostrati: prevedibilità della risposta, somministrazione di una dose fissa giornaliera, non
necessità di monitoraggio della coagulazione, significativa riduzione del rischio emorragico,
minime interazioni farmacologiche, assenza di interazioni alimentari; accanto ai quali occorre però
sottolineare alcuni limiti dei nuovi trattamenti: assenza di sistemi di monitoraggio laboratoristico
dell’effetto anticoagulante, mancanza di un antidoto in caso di sovradosaggio o emorragie, difficoltà
a valutare l’aderenza del paziente alla terapia, necessità di conferma dei dati di efficacia e sicurezza
negli scenari clinici reali, costi elevati.

NUOVI ANTICOAGULANTI - A proposito di farmaci “scudo” per l’ictus da trombi causati dalla Fa, l’Italia è, tra i 5 principali Paesi europei, l'unica che ancora aspetta l’arrivo sul mercato dei nuovi anticoagulanti orali. L’Aifa non ha ancora autorizzato queste molecole. E i pazienti più “impazienti” corrono alla farmacia del Vaticano dove è in vendita o, al Nord, la via è quella svizzera. I nuovi anticoagulanti orali non hanno bisogno di controlli a vita per bilanciare correttamente l’azione terapeutica con il rischio di emorragia, non risultano avere interazioni con altri farmaci e con particolari cibi, né interferenze stagionali legate al caldo o al freddo.

http://www.fvcalabria.unicz.it/Relazioni/Nuovi%20anticoagulanti%20orali.pdf

Curare la sclerosi multipla con l'alimentazione

25/09/2012

la barchetta ccsvi nelle foto di comix

off topic
vota anche tu clikkando nel cuoricino....come in foto dopo aver clikkato qs link giallo...

http://www.comix.it/tutti-al-mareeee-tutti-al-mareee

http://www.comix.it/raffaello-ninja-turtles

http://www.comix.it/a-belli


Popolo della Ccsvi: AL VIA A PADOVA IL NUOVO AMBULATORIO PER LO STUDIO...

Popolo della Ccsvi: AL VIA A PADOVA IL NUOVO AMBULATORIO PER LO STUDIO...: E’ notizia ufficiale che da oggi nasce il nuovo ambulatorio diretto dal Dott Giampiero Avruscio per lo studio e la diagnosi della Ccsvi ne...

24/09/2012

ESAME PER DIAGNOSI di CCSVI in ABRUZZO

 Daniele de P. COMUNICA CHE:
ESAME PER DIAGNOSI di CCSVI in ABRUZZO

Riporto nuovamente la notizia, con una rettifica riguardante gli orari, ed anche l’aggiornamento sulla situazione prenotazioni. Da poco in Abruzzo è possibile eseguire l’esame ECD (ecocolordoppler) per la diagnosi della CCSVI. L’esame è eseguito dal Dott. CAMILLO D’ASCANIO, Responsabile ambulatorio vascolare dell’Ospedale di Giulianova (TE). Il Dott. D’Ascanio ha conseguito il master di emodinamica tenuto dal Prof. Paolo Zamboni. L’esame in oggetto viene eseguito a TERAMO presso l’AMBULATORIO VASCOLARE al piano terra del POLIAMBULATORIO sito in via CIRCONVALLAZIONE RAGUSA, 1. Il CUP a cui rivolgersi prima per il ticket, si trova vicino l’ambulatorio in cui eseguire l’esame.

IMPORTANTE: presentarsi muniti della documentazione medica in possesso, parti
colarmente di eventuali ECD precedenti e di referto relativo ad eventuale intervento di angioplastica eseguito.

L’impegnativa del medico curante dovrà portare la seguente dicitura:
ECOCOLORDOPPLER CAROTIDEO + STUDIO DEL CIRCOLO VENOSO CENTRALE EXTRACRANICO.


N.B. Chi ha esenzione per la patologia di Sclerosi Multipla (codice 046) non paga nemmeno il ticket (ricordarsi comunque di passare prima dal CUP). Per prenotare l’esame bisogna chiamare lo stesso Dott. D’Ascanio nel solo giorno di  SABATO dalle ore 13,00 alle ore 15,00 al seguente numero: 366 9371171.
Da precisare: il numero sarà utilizzato dal Dottore esclusivamente allo scopo di prendere le prenotazioni; pertanto si eviti di chiamare in giorni e orari diversi poiché il telefono risulterà spento. Inoltre, nel momento in cui le date per gli esami dovessero essere tutte impegnate, il telefono risulterà spento anche nel giorno sopra indicato per le prenotazioni (appunto Sabato ore 15,00 – 17,00). Di seguito le date in cui il Dott. D’Ascanio eseguirà gli esami per l’anno in corso (prossimamente verranno comunicate le date per il 2013).
Date e orari esami (sempre di GIOVEDI).
Ottobre: al momento l’unica data libera è l’11 ottobre alle ore 15,00
Novembre = giorno 8, 15, 29
Dicembre = giorno 13, 20, 27
In ognuno di questi giorni il Dott. D’Ascanio esegue 2 esami:
alle ore 15:00, alle ore 16:30.

23/09/2012

CHELAZIONE FERRO E FOGLIE DI GINKGO BILOBA - chelazione naturale chelazione naturale chelazione naturale





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Classificazione, origine e diffusione

Divisione: Pinophyta
Sottodivisione: Conipherophytina
Classe: Ginkgoatae
Ordine: Ginkgoales
Famiglia: Ginkgoaceae

Sembra che cresca spontanea in Cina ma non si conosce con precisione l’origine di questa pianta perché è stata ampiamente diffusa e coltivata per molti scopi e tuttora è coltivata in tutta la sua estensione.


Dimensione e portamento
È una pianta che può raggiungere i 40 m di altezza e grandi circonferenze (fina a 8 metri) in condizioni ottimali. Ha una chioma piramidale; rada in età giovanile si addensa a maturità.


Tronco e corteccia
La corteccia è liscia da giovane con colore grigio-argenteo, poi assume un colore marrone scuro e presenta delle costolature suberose evidenti.
Si possono distinguere macroblasti inizialmente di colore verde arancione e solo successivamente tendono al grigio argenteo della corteccia; i brachiblasti hanno forma claviforme con cicatrici fogliari e una gemma apicale.





Foglie
Le foglie hanno la tipica forma flabelliforme (a ventaglio), sono di colore verde o giallo al momento dell’abscissione. Si distinguono foglie macroblastali, portate alterne sparse con margine superiore smarginato spesso bilobato, e foglie brachiblastali riunite in ciuffetti e con margine intero e ondulato.




Strutture riproduttive
Il Ginkgo è una pianta dioica e gli “amenti” sono portati dalle piante maschili mentre gli ovuli, riuniti a coppie da un peduncolo, si trovano sulle piante femminili. La maturità sessuale si ha verso i 30-40 anni e l’impollinazione, anemofila, avviene a primavera. La fecondazione è ritardata di 4-6 mesi, un ovulo abortisce e l’altro cade non ancora maturo. Il seme termina la maturazione a terra e germina nella primavera successiva.




Usi

In Giappone e Cina è stato coltivato a lungo nei templi perché era ritenuto una pianta sacra, in Estremo Oriente i semi sono considerati una prelibatezza e vengono mangiati dopo essere stati arrostiti.




Introdotto in Europa nel 1700 non riveste interesse forestale a causa del suo legno che è fragile.
Viene impiegato come pianta ornamentale e da alberatura stradale perché resiste bene alle avversità climatiche, all’inquinamento e non ha parassiti pericolosi.
Preferisce una buona illuminazione e non ha esigenze pedologiche particolari.




Il frutto quando cade a terra si disgrega e provoca un cattivo odore a causa degli acidi carbossilici che contiene, quindi le piante femmina non sono indicate per utilizzi ornamentali.
Il riconoscimento del sesso è molto difficile perché non ci sono caratteri evidenti prima della maturità sessuale, per la coltivazione si ricorre a individui maschili ricavati agamicamente per innesto.




Note storiche. La medicina tradizionale cinese lo utilizzava come antiasmatico e come tonico per la mente, già nel VII secolo; in Europa è stato seminato il primo esemplare nell'orto botanico di Utrecht, in Olanda, nel 1730. In Asia lo si trova intorno alle pagode nei giardini coltivati dai preti buddisti, in quanto ritenuto pianta sacra. Da tempo immemorabile, inoltre, in Giappone, le foglie di questa pianta vengono messe tra le pagine dei libri per preservarli dai parassiti.





Parti usate. Foglie.


Componenti principali. Le foglie contengono: fìavonoidi (quercetina, isoramnetina), bioflavonoidi, procianidine, ginkgolide A, B, C; composti lattonici.





Indicazioni terapeutiche. Il ginkgo è indicato nella terapia delle ischemie cerebrali, nelle cefalee e nei problemi circolatori della senescenza. Gli estratti di ginkgo hanno azione vasodilatatrice, migliorano l'irrorazione sanguigna cerebrale e quella del microcircolo; contrastano l'aggregazione delle piastrine e hanno azione antiossidante. Si usa in tintura o in capsule. Recenti studi hanno dimostrato che i princìpi amari (ginkgolidi) sono potenti inibitori del PAF (Platelet-activating factor), che ha un rilevante ruolo nella ipe-rattività della mucosa bronchiale e nei fenomeni infiammatori di natura allergica.

www.erboristeriadipiacenza.it/products-page/erbe-te-tisane/ginkgo-biloba-foglie/#more-700

Farmaci antinfluenzali: l'efficacia di Tamiflu non è provata


http://www.medtv.it/index/show/id/82

Cellule staminali mesenchimali autologhe per il trattamento della sclerosi multipla secondaria progressiva

 www.sclerosionline.net/index.php?view=21136

 


Oltre la metà dei pazienti con sclerosi multipla mostra malattia progressiva caratterizzata da accumulo di disabilità.

L’assenza di trattamenti per la sclerosi multipla progressiva rappresenta una delle maggiori necessità cliniche non ancora soddisfatte.

Sulla base della evidenza che le cellule mesenchimali mostrano un effetto benefico in modelli animali di sclerosi multipla acuta e cronica, è stato condotto uno studio allo scopo di valutare sicurezza ed efficacia di queste cellule come potenziale trattamento neuroprotettivo per la sclerosi multipla secondaria progressiva.

Pazienti con sclerosi multipla secondaria progressiva che coinvolgeva i meccanismi della vista ( punteggio nella scala EDSS [ Expanded Disability Status Scale ] di 5.5-6.5 ) sono stati reclutati in due regioni del Regno Unito.

Nello studio in aperto, i partecipanti sono stati sottoposti a infusione intravenosa di cellule staminali mesenchimali autologhe derivate dal midollo osseo.

L’obiettivo primario dello studio era la valutazione della fattibilità e della sicurezza del trattamento; sono stati confrontati gli eventi avversi in un periodo compreso tra 20 mesi prima del trattamento e fino a 10 mesi dopo l’infusione.

Come obiettivo secondario, sono stati scelti gli esiti di efficacia per valutare i pathway della visione anteriore come modello più generale di malattia.

In 10 pazienti, sono stati isolate, espanse, caratterizzate e somministrate cellule staminali mesenchimali.

La dose media è stata pari a 1.6×10(6) cellule per kg di peso corporeo.

Un paziente ha sviluppato un rash transitorio poco dopo il trattamento; 2 pazienti sono andati incontro a infezioni batteriche auto-limitanti 3-4 settimane dopo il trattamento.

Non sono stati identificati eventi avversi gravi.

È stato osservato un miglioramento nella acuità visiva dopo il trattamento ( differenza nel tasso mensile di cambiamento -0.02 unità logMAR; p=0.003 ) e nella latenza della risposta visiva evocata ( -1.33 ms; p=0.020 ), con un aumento nell’area del nervo ottico ( differenza nel tasso mensile di cambiamento 0.13 mm(2); p=0.006 ).

Non è stato identificato alcun effetto significativo sulla visione a colori, sul campo visivo, sul volume maculare, sullo spessore dello strato delle fibre nervose della retina o sul rapporto di trasferimento della magnetizzazione del nervo ottico.

In conclusione, le cellule staminali mesenchimali autologhe sono state somministrate in modo sicuro a pazienti con sclerosi multipla progressiva secondaria.

La dimostrazione di un miglioramento strutturale, funzionale e fisiologico dopo il trattamento in alcuni endpoint visivi ha indicato un effetto neuroprotettivo. ( Xagena2012 )

Connick P et al, Lancet Neurol 2012; 11: 150-156


Neuro2012