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⭐ Le #informazioni qui riportate hanno esclusivamente finalità illustrative e divulgative e ⭐NON sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o le indicazioni di un medico o di un professionista sanitario.⭐ ©MelisStefania
"Ogni giorno, secondo le statistiche, muoiono 800 anziani che si sono vaccinati per l'influenza, ma non c'è alcuna correlazione tra il vaccino e i decessi". Lo ha affermato oggi Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (Simg). ''I dati dell'Istat dicono che ogni giorno in Italia muoiono circa 1800 persone, con punte fino a duemila nei mesi invernali - ha sottolineato Cricelli - La maggior parte dei decessi, circa 1600 al giorno, avviene in persone anziane. Il tasso vaccinale supera il 50% negli over 65. Quindi ogni giorno muoiono circa 800 persone che si sono vaccinate. Non vi è alcuna correlazione tra la somministrazione del vaccino e i decessi. Salvo circostanze eccezionali, tutte da dimostrare, le cause della morte sono le solite: cancro, malattie cardiovascolari, respiratorie e altro". Secondo Cricelli il legame tra vaccini e morti sospette è smentito dai dati epidemiologici. ''Dobbiamo dunque ricondurre gli eventi che si stanno verificando nelle ultime ore a una seria analisi scientifica. - ha sottolineato - Come dimostrano i dati epidemiologici a nostra disposizione, è evidente che le morti fra gli anziani, da sempre, sono più frequenti e non sono causate dalla vaccinazione antinfluenzale. Gli anziani - ha aggiunto Cricelli - costituiscono la popolazione più fragile e, indipendentemente dalla vaccinazione antinfluenzale, fanno registrare percentuali di mortalità più elevate. Ma, proprio per la loro condizione di fragilità, è importante che si vaccinino contro l' influenza. Altrimenti assisteremmo a un numero di morti sicuramente maggiore''.
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La
mia vita condizionata da un intestino ribelle
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Nel 2005, dopo la trilogia di The Matrix, gli allora fratelli Wachowski producevano il celebre film V per Vendetta. Anche questa pellicola, con il tempo, si è rivelata “profetica”, mettendoci al corrente di quello che i governi avrebbero pianificato e realizzato qualche anno più tardi. Per bocca dei loro personaggi, i produttori ci dicono che sono degli artisti, i quali «usano le bugie per dire la verità mentre i politici per coprire la verità». Attraverso la fiction (le bugie) ci svelano il progetto dell’élite, di cui forse fanno parte senza condividerne appieno le linee programmatiche, come già fece George Orwell, al secolo Eric Arthur Blair, con il suo 1984, il celebre romanzo con cui svelò il progetto cospirativo della Fabian Society, di cui era membro.
Il film dei Wachowski è ambientato in un Regno Unito distopico del 2015, dove la democrazia ha ceduto il passo ad un regime dittatoriale e militarizzato, capeggiato da Adam Sutler, leader del Fuoco Norreno, partito politico dai lineamenti fortemente nazionalsocialisti. L’Alto Cancelliere Sutler, al fine di garantire pace e tranquillità, impone un governo tirannico, sostenuto dai media di regime che diramano paura e insicurezza tra il popolo. Mediante la propaganda martellante, il coprifuoco, le limitazioni delle libertà individuali e l’azione repressiva della polizia segreta (i castigatori), viene confezionata una vera e propria pandemia, che fa quasi centomila morti. La paura comincia a serpeggiare tra la popolazione, rendendola incapace di pensare criticamente e, soprattutto, spingendo gli individui a cedere le loro libertà in cambio di pace e sicurezza. La pandemia viene poi cristallizzata nella memoria collettiva attraverso cerimonie e monumenti «per canonizzare le vittime», rendendo così sempre presente la minaccia del virus. Segretamente, nel campo di concentramento di Larkhill vengono condotti esperimenti su cavie umane per la messa a punto di un vaccino, con il concorso di medici compiacenti e con l’appoggio del vescovo corrotto James Lilliman, fin quando una violenta esplosione distrugge il campo, dove erano stati occultati in fosse comuni i cadaveri di centinaia di persone morte per gli effetti avversi della sperimentazione. Ed è qui che entra in scena il personaggio principale V, un uomo senza volto né identità, che dietro la maschera sorridente di Guy Fawkes ne incarna lo spirito rivoluzionario, e per questo è considerato un terrorista. V fa saltare l’Old Bailey, l’edificio-simbolo nel centro di Londra, che ospita la Corte della Corona e il tribunale penale centrale. L’indomani V riesce a mandare in onda il suo messaggio alla popolazione attraverso l’emittente governativa BTN (British Television Network), rivolgendosi, soprattutto, a coloro che con spirito critico si metteranno in cerca della verità.
https://www.databaseitalia.it/fenomenologia-della-caduta/