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02/05/2026
Bugiardini - Corvelva associazione
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Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270
vescica neurogena - non solo per la patologia di sm
La vescica neurogena
è una disfunzione vescicale
causata da danni neurologici (ictus, lesioni spinali, sclerosi
multipla, Parkinson, diabete) che compromettono il controllo nervoso
della minzione.
I sintomi includono incontinenza,
urgenza, o ritenzione urinaria.
Il trattamento,
personalizzato, mira allo svuotamento vescicale mediante cateterismo,
farmaci o chirurgia
Vescica
Spastica (Iperattiva): Il
muscolo detrusore si contrae involontariamente, causando incontinenza
da urgenza e minzione frequente.
Vescica
Flaccida (Ipotonica): Il
muscolo non si contrae, provocando ritenzione urinaria e incontinenza
da sovrariempimento.
Cause
Principali
Lesioni midollari e traumi spinali.
Malattie neurodegenerative (Sclerosi multipla, Parkinson).
Incidenti cerebrovascolari (Ictus).
Sintomi Comuni
Perdite di urina (incontinenza).
Difficoltà o incapacità a svuotare la vescica (ritenzione).
Bisogno urgente e frequente di urinare (nicturia).
Gocciolamento post-minzionale.
Trattamento
e Gestione
Il
trattamento mira a proteggere la funzione renale e migliorare la
qualità della vita, solitamente gestito da un'equipe
multidisciplinare:
Cateterismo Intermittente (Autocateterismo): Considerato il gold standard per svuotare periodicamente la vescica.
Terapia Farmacologica: Anticolinergici per ridurre l'iperattività vescicale.
Tossina Botulinica: Iniezioni nel muscolo detrusore per ridurre la spasticità.
Neuromodulazione/Stimolazione Sacrale: Per regolarizzare i segnali nervosi.
Chirurgia: Interventi per aumentare la capacità vescicale o creare vie alternative.
Stile di Vita: Gestione dell'assunzione di liquidi e rieducazione vescicale
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28/04/2026
La disfagia nella sclerosi multipla
La deglutizione è, dal punto di vista fisiologico, caratterizzata da una fase volontaria, sostanzialmente coincidente con la fase orale, e da una successiva fase riflessa (faringo-esofagea).
Coinvolgendo una serie di strutture neuromuscolari adiacenti, l’atto della deglutizione necessita della perfetta esecuzione, in maniera sequenziale, di tutte le contrazioni muscolari necessarie per garantire il transito del cibo in maniera corretta.
Il sintomo disfagia può presentarsi con diverse modalità, in relazione alla compromissione di uno o più meccanismi fisiologici coinvolti nella deglutizione.
Come tanti altri aspetti della disabilità, la disfagia determina un significativo impatto sulla qualità di vita del paziente, spesso già compromessa da deficit neurologico globale.
Dal punto di vista psicologico, è abbastanza prevedibile un discreto impatto negativo, anche connesso ai fattori culturali, che attribuiscono al momento del pasto un significato di condivisione familiare e di ristoro personale, ovviamente inficiato dalla presenza di difficoltà nell’alimentazione.
La disfagia è presente, con significativa prevalenza, in differenti patologie neurologiche croniche, con particolare riferimento a quelle che, per la loro frequenza, rappresentano un rilevante aspetto della Sanità pubblica:
malattia di Alzheimer, malattia di Parkinson, Sclerosi Laterale Amiotrofica e Sclerosi Multipla.
In tutti gli ambiti, ed in maniera differente in relazione alla patologia di base, possono essere compromessi i meccanismi fisici della deglutizione, con particolare riferimento alla perdita della coordinazione neuromuscolare necessaria perché l’atto venga portato a termine in maniera corretta. Possono inoltre influire gli aspetti cognitivi e comportamentali, particolarmente importanti nel quadro clinico di alcune delle patologie sopra menzionate.
CONTINUA NEL LINK ORIGINALE:
https://www.smilejournal.it/media/smile1-2019/15-17.pdf
L’esoscheletro HAL
Come funziona l’esoscheletro?
HAL è un esoscheletro attivo capace di interpretare i segnali bioelettrici (BES) rilevati attraverso elettrodi applicati sui muscoli del paziente. In questo modo, HAL è in grado di tradurre la volontà dell’utilizzatore di eseguire determinati movimenti che, grazie all’esoscheletro, vengono facilitati in maniera non invasiva.
Ogni percorso è personalizzato e costruito sulla base delle condizioni cliniche della persona. I risultati possono variare in funzione di fattori individuali.
continua nel link originale che troverai qui sotto:
https://secondwalk-icc.it/riabilitazione-neuromotoria/?gad_source=1&gad_campaignid=21398648602&gbraid=0AAAAAB3ypz9Rx-Z7rdla50OQeiqN9bPnV&gclid=CjwKCAjwtcHPBhADEiwAWo3sJq5mI7DkmWnjBJ28ri121TkbOjgx1wRuHVy4fRzstyd7BLZRh3htvxoCOwoQAvD_BwE