CONTATORE PERSONE

07/12/2019

donne in gravidanza e.....

Tratto da Milano Monti:
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=606514720089946&id=100021942712867


I Farmaci dovrebbero essere molto più sicuri dei vaccini, visto l'iter che devono fare per l'approvazione, eppure le cavie siamo sempre noi.

 Peccato che lo scoprono 45 anni dopo averlo somministrato alle donne in gravidanza.

<< Autorizzato al commercio dal 1969 in Francia e nel 1978 in USA, il  Depakin, prodotto dalla francese Sanofi, ha continuato a lungo a essere  prescritto alle donne incinte anche dopo la scoperta dei suoi gravi  effetti teratogeni. Il foglietto illustrativo menziona chiaramente gli  effetti collaterali soltanto dal 2015 >>

<< Un farmaco anti-epilessia è sotto accusa in Francia e Svizzera perché  avrebbe causato malformazioni ai neonati di donne che lo avevano assunto  in gravidanza. Secondo un rapporto approvato oggi dal Consiglio  federale svizzero in risposta a un postulato della ex “senatrice”  Liliane Maury-Pasquier (PS/GE) i casi di malformazione segnalati in  Svizzera dal 1990 dovuti alla somministrazione alle donne incinte del  Depakin, un farmaco antiepilettico, sono 34.

L’ultima notifica è  pervenuta nel 2018 e riguarda una gravidanza nel 2014. Stando al  rapporto, il numero di casi registrati in Svizzera è basso nel confronto  internazionale, in particolare in Francia.

 L’autorità francese  competente in materia di farmaci ha trasmesso 653 notifiche di disturbi  dello sviluppo alla banca dati dell’Organizzazione mondiale della  sanità. 

Alcune stime contano più di 6500 vittime di disturbi dello  sviluppo in Francia. 

Secondo il rapporto francese dell’aprile 2017, le  donne incinta alle quali era stato somministrato il medicinale a base di  sodio valproato hanno registrato un’incidenza quattro volte superiore  delle nascite con malformazioni congenite. 

I bambini nati con problemi  sarebbero circa 3.000.

 Lo studio è stato realizzato dall’Agenzia  nazionale francese per la sicurezza del farmaco (Ansm) e  dall’amministrazione nazionale di previdenza. 

Il medicinale Depakine, è  prodotto dalla Sanofi, ed è venduto anche in Italia, ma il bugiardino  segnala a chiare lettere che ci sono RISCHI ELEVATI per il FETO e che il  farmaco NON VA ASSUNTO IN GRAVIDANZA. ” 
Nell’autunno 2014, l’Agenzia  Europea del Farmaco (EMA) e l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)  emettono una nota riguardante il rischio di esiti avversi della  gravidanza correlato ai farmaci contenenti valproato, il principio  attivo del Depakin >>

Sito Ema

http://www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/TRADUZIONE_Valproate%20-%20EMA%20announcement.pdf

https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/amtliches-bulletin/amtliches-bulletin-die-verhandlungen?SubjectId=43596#speaker3

https://varesepress.info/2019/12/06/depakin-il-farmaco-anti-epilessia-responsabile-di-difetti-nei-neonati/

grazie


Il glutatione.....

A.D.
Il glutatione è una delle molecole più importanti a livello organico.
Scopriamo cos’è e se nel nostro corpo ce n’è a sufficienza per ottenerne tutti i benefici. L’intervista al Prof. Fulvio Marzatico, Laboratorio di Farmacobiochimica Nutrizione e Nutraceutica del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie
Benessere non significa necessariamente seguire rigorosamente una certa dieta, andare a faticare in palestra o correre per chilometri. Può anche significare avere dentro sé una molecola dal nome curioso, ma fondamentale. È il Glutatione, ed è una delle molecole più importanti a livello organico, perché ubiquitaria, ossia si trova – o si dovrebbe trovare – dappertutto .
Cos’è? – «Il glutatione interessa con la sua presenza tutte le cellule, sebbene in concentrazioni diverse. È costituito da 3 amminoacidi: acido glutammico, cisteina e glicina” – spiega il prof. Fulvio Marzatico, del Laboratorio di Farmacobiochimica Nutrizione e Nutraceutica del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Lazzaro Spallanzani” dell’Università di Pavia. “La sua azione detossificante è assai potente – continua Marzatico – e presiede al mantenimento dell’equilibrio ossidoriduttivo, determinante quando si tratti di contrastare l’ossidazione, cioè le alterazioni cellulari dannose per l’intero organismo e per la sopravvivenza stessa delle cellule».
Fegato sano e non solo – Il glutatione svolge un ruolo di primo piano determinante a livello epatico. Qui raggiunge concentrazioni molto elevate atte a contrastare l’accumulo di sostanze cosiddette “xenobiotiche”, che sono poi sostanze di scarto estranee all’organismo e provenienti dall’alimentazione, dalla respirazione eccetera. Queste intossicano le cellule innescando importanti processi di degenerazione cellulare.
Mantenersi in salute – Se vogliano mantenerci in buona salute è fondamentale che la quantità di glutatione sia adeguata. Accade però che l’avanzare dell’età e fattori esterni riducano la presenza di questa molecola vitale. I naturali sistemi di ricarica del glutatione ridotto possono infatti perdere efficienza nel tempo. Oppure possono deteriorarsi a causa di un accumulo eccessivo di sostanze tossiche, soprattutto a livello epatico: vedi per esempio il vizio del fumo, il consumo di alcol, ma anche l’esposizione all’inquinamento, alle radiazioni solari e così via.
Anche alcune patologie possono concorrere alla perdita di glutatione: le malattie del fegato, il diabete di tipo II – legato anche a condizioni di obesità – e la sindrome metabolica.
Esercizio sì, ma moderato – Fare esercizio è bene, ma se eccessivo può essere male. Sport e attività fisica, se praticati in modo eccessivo possono diventare stressogeni, contribuendo così alla riduzione del glutatione con dirette e negative conseguenze sul benessere che tanto si rincorre. Il segreto è, dunque, fare esercizio ma con moderazione. E poi non dimentichiamo una corretta supplementazione, specie se si conduce una vita frenetica e se si è già più avanti con gli anni.
Le nuove scoperte – Fino a oggi la letteratura e la ricerca scientifica ritenevano che la molecola di glutatione ridotto fosse quasi impossibile da assumere per via orale. Una volta arrivata all’intestino non veniva assorbita nella sua forma tripeptidica ma scomposta nei tre aminoacidi, perdendo così di efficacia. Per questo motivo, si è sempre fatto ricorso alla somministrazione per via venosa – una soluzione poco pratica e invasiva. Le cose però, e per fortuna, sono cambiate. Oggi possiamo contare su integratori di nuova generazione e assumibili per via orale.

Uno di questi è Glutaredox Named, una formulazione brevettata che può avvalersi di un’innovativa modalità di veicolazione del glutatione ridotto all’interno dell’organismo: la tecnologia Oro-FS- Releise. Il glutatione ridotto si rende velocemente disponibile a livello organico, perché può oltrepassare facilmente membrane particolarmente recettive quali quelle orali e sub-linguali, bypassando le barriere intestinali. «Si tratta di un’innovazione molto interessante per le applicazioni che introduce, e che è stata oggetto di studi in vitro e in vivo, nei quali abbiamo riscontrato e verificato l’effettivo aumento dei livelli di glutatione ridotto a seguito della somministrazione di Glutaredox per via orale», conclude il prof. Fulvio Marzatico.


LA VITAMINA C ....

A.D. 2013

SCLEROSI MULTIPLA - LA VITAMINA C STIMOLA LA PRODUZIONE DI INTERFERONE, AGISCE DA FATTORE INATTIVANTE CONTRO VIRUS E INFEZIONI


EPPURE I NEUROLOGI SANNO MA TACCIONO E PREFERISCONO LE TERAPIE FARMACOLOGICHE ALTAMENTE TOSSICHE! 

La vitamina C protegge il ferro nell’intestino dall’ossidazione.Essa contribuisce anche alla formazione dei globuli rossi e previene le emorragie. Inoltre combatte le infezioni batteriche e riduce gli effetti di alcune sostanze che provocano allergie. Per queste ragioni la vitamina C è spesso usata nella prevenzione e nella cura del raffreddore comune. E’ stato scoperto che la vitamina C agisce come antistaminico e può essere usata per ridurre le dosi della forma medicinale.La vitamina C ha relazioni significative con altri elementi nutritivi. Contribuisce al metabolismo di alcuni aminoacidi come la fenilalanina e la tirosina che diventano ormoni. La vitamina C trasforma le forme inattive di acido folico in forma attiva di acido folinico e può avere un ruolo significativo nel metabolismo del calcio e del ferro. Inoltre protegge la tiamina, la riboflavina, l’acido folico, l’acido pantotenico, la vitamina A e la E dall’ossidazione. Protegge il cervello e il midollo spinale dalla distruzione da parte di radicali liberi. Gli studi sulla vitamina C come terapia anti-tumorale continuano, ma esistono già delle prove riguardanti l’effetto protettivo della vitamina C, nei confronti di alcuni tipi di tumore, in larghe fasce della popolazione.Grande concentrazione di vitamina C si trova nelle ghiandole surrenali, che rilasciano epinefrina e norepinefrina nei momenti di stress.

LA VITAMINA C È IMPORTANTE IN TUTTE LE CONDIZIONI STRESSANTI.
Il fabbisogno di acido ascorbico nei tessuti è superiore in presenza di metabolismo accelerato. La vitamina C stimola la produzione di interferone e agisce da fattore inattivante contro i virus e le infezioni, incluso il virus herpes, le eruzioni vacciniche, il virus dell’epatite, della poliomielite, dell’encefalite, del morbillo, della polmonite e dell’AIDS. Ciò avviene perché la vitamina C, catalizzata dagli ioni del rame, riduce le molecole di ossigeno in molecole tali che, a loro volta, attaccano gli acidi nucleici del virus. Dato che il normale funzionamento dei globuli bianchi che lottano contro le infezioni dipende dalla vitamina C, questo stesso meccanismo opera contro i batteri, compresi quelli responsabili della difterite, della tubercolosi, del tetano, della febbre tifoide, e gli stafilococchi.

        Se viene assunta vitamina C sufficiente per saturare i tessuti, essa entra nelle cellule e distrugge i virus momentaneamente inattivi. Per più di 25 anni il dott. Frederick Klenner di Reidsville, in North Carolina, ha usato la vitamina C nel trattamento di malattie virali. La sua terapia si basa sulla somministrazione, per via endovenosa o per via orale, di 20-40 grammi di vitamina C al dì. I sintomi dello scorbuto regrediscono rapidamente con la somministrazione di 100 mg al giorno.
SI È APPURATO CHE LA SOMMINISTRAZIONE DI DUE GRAMMI AL GIORNO O DI 500 MG INIETTATI DUE VOLTE AL GIORNO INIBISCE LA COAGULAZIONE DEL SANGUE.

Vitamina C e carenza di ferro. Trenta donne in età tra i 14 e i 40 anni soffrivano di carenza di ferro. Fu loro somministrata una compressa da 200 milligrammi di acido ascorbico al dì.
Risultati. Dopo 60 giorni di trattamento, la carenza di ferro migliorava. Una carenza cronica di ferro è spesso complicata dall’effetto collaterale dello scorbuto. Per influenzare l’assorbimento del ferro è necessaria un’assunzione di almeno 200-500 milligrammi di vitamina C al giorno. (Enil Margo Schleicher, direttore del reparto di Ematologia dell’Ospedale St. Barnabas, Minneapolis, come riportato in Rodale, ed., Prevention, Agosto 1970.)

Vitamina C e nicotina. Quattordici fumatori e 14 non fumatori aventi abitudini dietetiche simili sono stati sottoposti a diete carenti di vitamina C. A tutti sono stati presi i campioni di sangue. Quindi sono stati somministrati 1,1 grammi di vitamina C e abbondanti dosi di vitamine idrosolubili per facilitarne l’assorbimento. Questo processo ha avuto la durata di 5 giorni, finché l’organismo dei soggetti non era saturo di vitamina C. Per tre giorni le assunzioni di vitamina C sono state limitate e le urine scrupolosamente analizzate.
Risultati. Le analisi del sangue hanno dimostrato che i fumatori avevano circa il 30% in meno di vitamina C nel sangue rispetto ai non fumatori. (Omar Pelletier della Divisione Ricerca del Food and Drug Directorate in Ottawa, Canada, come riportato in Rodale, ed., Prevention, Luglio 1969.)

....................... CONTINUATE LA LETTURA!

Sulla Terra niente distrugge batteri e virus meglio dell’ozono.

A.D.
L’ozono è un gas che, in natura, si forma nell’atmosfera grazie a scariche elettriche che modificano la stabile struttura molecolare dell’ossigeno (O2), trasformandolo in O3. Ha un colore lievemente blu e un odore pungente. Una molecola di ozono è quindi formata da tre atomi di ossigeno ed è instabile: uno dei tre atomi tende infatti a separarsi per unirsi ad altre strutture molecolari, facendo ritornare la molecola di ossigeno (O2) alla sua forma stabile. Ma è proprio da questa instabilità che derivano le sue proprietà benefiche.
Sulla Terra infatti niente distrugge batteri e virus meglio dell’ozono. Può essere usato inoltre per eliminare, funghi, muffe, pesticidi, metalli pesanti, nitrati, nitriti e altre sostanze potenzialmente dannose. Grazie alla sua capacità di ossidazione, uccide i batteri attaccando la struttura molecolare delle loro membrane protettive e alterandone gli enzimi interni. Modificando la composizione molecolare di muffe, funghi e alghe, riesce ad annientarli. L’ozono è inoltre in grado di penetrare nelle strutture interne dei virus, danneggiando gli acidi nucleici virali e impedendo così la loro replicazione.
Non esiste quindi batterio, virus o fungo che possa resistere a una corretta dose di ozono, somministrata nei tempi giusti. Inoltre, normalizza e riequilibra il sistema immunitario, intervenendo contro le immunodeficienze e contro le risposte in eccesso come, per esempio, nel caso delle allergie. Senza dimenticare le sue proprietà antidolorifiche e antinfiammatorie, e la capacità di migliorare il metabolismo cellulare. Nelle zone del corpo dove viene somministrato, l’ozono migliora la circolazione sanguigna, soprattutto il microcircolo dei capillari, scioglie i grassi corporei (molto efficace contro cellulite e adiposità localizzate) e agisce contro i muscoli tesi e contratti.
L’ossigeno-ozono terapia può anche essere un valido rimedio al problema sempre maggiore della resistenza dei batteri agli antibiotici. Un fenomeno alimentato dall’abuso o dall’uso scorretto di farmaci che stimolano nei batteri la capacità di resistere alla loro azione. L’ozono è in grado di annientare anche quei ceppi batterici contro cui si dimostrano inefficaci anche gli antibiotici più potenti in circolazione.
L’ozono può essere somministrato in diversi modi, tutti certificati da protocolli medico scientifici autorizzati dalla Sioot e approvati dal Ministero della Salute:
• Grande autoemoinfusione: si prelevano 100 o 200 cc di sangue da una vena del braccio del paziente. Il sangue finisce in una sacca certificata. Senza staccare dal paziente l’ago del prelievo, un apposito dispositivo inserisce una miscela gassosa di ossigeno e ozono nella sacca e la mescola con il sangue prelevato. Il laccio emostatico viene quindi tolto dal braccio del paziente, la sacca viene sollevata e il sangue riaffluisce nell’organismo del paziente, portando con sé l’ozono e tutti i suoi effetti benefici.
• Piccola autoemoinfusione: il principio è lo stesso della grande autoemoinfusione, con la differenza che nella piccola autoemoinfusione sono prelevati pochi cc. di sangue dal paziente, arricchiti con la miscela gassosa di ossigeno e ozono e reiniettati con una siringa per via intramuscolare anziché per via endovenosa.
• Iniezioni di ossigeno-ozono sottocutanee, intramuscolari e intrarticolari: la miscela di ossigeno-ozono viene iniettata in diverse quantità, in diversi modi e in diverse zone del corpo, in base alla patologia da curare.
• Insufflazioni di ossigeno-ozono rettali, anali, vaginali, uterine e uretrali: la miscela di ossigeno e ozono viene introdotta nelle rispettive zone attraverso dei piccoli cateteri. L’ozono entra così in contatto diretto con tessuti soggetti a infezioni, infiammazioni, irritazioni, dolori o altre condizioni di disagio.
• Via topica: si applica su mani, braccia, piedi e gambe. La zona interessata viene avvolta in un sacchetto isolante di materiale plastico in cui viene fatto affluire l’ozono.
• Idropinica: il paziente beve regolarmente acqua ozonizzata e il suo organismo può così godere dei benefici globali dell’ozono.
La validità dei metodi di somministrazione dell’ozono e dell’ossigeno-ozono terapia come strumento di cura di numerose patologie è confermata da una bibliografia di oltre 1800 lavori pubblicati dal 1995 a oggi su www.pudmed.com, una sorta di enciclopedia online che riporta tutti i lavori scientifici pubblicati sulle più importanti riviste mediche.
È assolutamente proibito iniettare la miscela di ossigeno-ozono direttamente nelle vene o nelle arterie. Da evitare anche la somministrazione per via respiratoria, le cui controindicazioni sono documentate da oltre 1750 pubblicazioni.
Per saperne di più sulle patologie curabili con l’ossigeno-ozono terapia, suggeriamo la consultazione della sezione INDICAZIONI CLINICHE su questo sito internet.

ozonoterapia

A.D.
Gli effetti dell’ozonoterapia sul sistema immunitario.
Pubblicato da Fabrizio de Gasperis il 15 Novembre 2018
Bere acqua ozonizzata crea numerosi benefici fisici, bevuta regolarmente a stomaco vuoto aiuta l'eliminazione del Helicobacter Pylori, riduce le gastriti, è utile nelle disbiosi intestinali disintossicando e regolarizzando il tratto intestinale.
Come già precedentemente abbiamo detto, parleremo qui degli effetti dell’ozonoterapia sul sistema immunitario attraverso un meccanismo in grado di modificarne la risposta, denominato immunomodulazione.
1) Promuove la sintesi di mediatori che fungono da segnali di comunicazione fra le cellule del sistema immunitario e fra queste e diversi organi e tessuti ( denominate citochine ) da parte di cellule a ciò specializzate ( macrofagi, monociti e linfociti )
2) Esercita un’azione positiva sulla liberazione di citochine ( vedi sopra ) dotate di capacità immunostimolanti o immunodeprimenti in modo equamente bilanciato
3) Ha azione benefica su cellule del nostro organismo presenti sin dalla nascita da immaginare come prima linea di difesa dell’organismo contro un organismo estraneo, il cosiddetto “ non self “. Queste sono le cellule che formano la difesa aspecifica così definita in immunologia.
4) Egualmente esercita azione positiva anche su cellule che si sviluppano progressivamente dopo l’incontro con uno specifico nemico ( definito antigene ) e comprendono mediatori chimici e cellulari
Inoltre ricordiamo che l’ozono esercita una forte attività distruttiva nei confronti di batteri, funghi e virus. L’azione nei confronti di batteri e funghi avviene come quando mettiamo una goccia di acqua ossigenata su di una ferita sanguinante: la prima cosa che vediamo è l’effervescenza che si sviluppa cioè è l’azione ossidativa dei perossidi indotta dall’ozono. Per l’attacco ai virus invece il meccanismo d’azione è differente poiché l’ozono impedisce l’attacco del virus alla cellula bersaglio, impedendogli quindi di riprodursi.
Possiamo quindi affermare che il risultato positivo dell’ozonoterapia può essere dato a più fattori:
1) Effetto positivo sulla regolazione di nuovi vasi sanguigni ( fenomeno noto come angiogenesi )
2) Effetto regolatore sul sistema di ossidazione cellulare ( già discusso precedentemente )
3) Azione di attivazione delle cellule deputate alla produzione di anticorpi ( definite immunocompetenti ) e sulla produzione delle citochine che abbiamo citato più sopra
4) In ultimo importantissima la capacità di attivare il metabolismo dei globuli rossi con conseguente aumento della disponibilità di ossigeno. E l’ossigeno è vita…

Quali sono gli effetti benefici

1) Modulazione del sistema immunitario
2) Modula l’influenza del sistema nervoso sulla crescita ( trofismo ) tissutale
3) Aumenta la capacità cicatrizzante e quella della rigenerazione dei tessuti
4) Incremento del microcircolo
5) Potere antiinfiammatorio, antidolorifico ed antiedemigeno ( utilissimo nelle ernie discali )
6) Capacità antibatterica ( l’ozono si usa anche per depurare le acque )
7) Capacità antivirale
8) Capacità antifungina ( o antimicotica )
Sulla scorta di quanto detto sino ad ora, è facilmente intuibile come i campi d’azione di questa meravigliosa terapia siano molteplici, variando ovviamente concentrazioni della miscela O3-O2 e la modalità di applicazione della stessa.

https://www.fabriziodegasperis.it/gli-effetti-dellozonoterapia-sul-sistema-immunitario/

sclerosi multipla e fibromialgia

Qual è la differenza tra sclerosi multipla e fibromialgia?
La sclerosi multipla e la fibromialgia coinvolgono entrambi il sistema nervoso e causano sintomi cronici, come dolore e stanchezza. Tuttavia, ci sono differenze cruciali.
La sclerosi multipla (SM) è una condizione neurologica. Causa il sistema immunitario di attaccare il sistema nervoso centrale e danneggiare il rivestimento protettivo dei nervi, che è chiamato mielina.
La fibromialgia è una condizione complessa che colpisce molte delle funzioni del corpo. Il sintomo più rivelatore è il dolore e la tenerezza diffusa nei muscoli e nelle articolazioni. A differenza della SM, la fibromialgia non è una malattia autoimmune.
Attualmente, la comunità medica non comprende appieno le cause della fibromialgia. I sintomi sembrano provenire dal sistema nervoso centrale che invia segnali errati al cervello.
In questo articolo, scopri le differenze tra SM e fibromialgia e come i medici diagnosticano e trattano queste condizioni.

MS vs sintomi della fibromialgia

Fibromialgia e SM condividono alcuni sintomi, come debolezza muscolare e dolore. Tuttavia, ci sono differenze fondamentali, inclusi i tipi di dolore e le questioni correlate:

Dolore alla fibromialgia

Il dolore fibromialgico è tipicamente diffuso e dura a lungo.
La pelle può sempre sembrare tenera e alcune aree possono essere più sensibili di altre.
Le persone con fibromialgia descrivono spesso il dolore come noioso, doloroso e persistente.
Il dolore fibromialgico si verifica spesso su entrambi i lati del corpo e nelle aree sopra e sotto la vita.
Per una diagnosi di fibromialgia, il dolore deve essere durato per almeno 3 mesi.

Altri sintomi di fibromialgia

Altri sintomi della fibromialgia includono:
  • Fatica: La fibromialgia causa in genere affaticamento cronico. Le persone con questa condizione possono aver bisogno di fare lunghe pause tra le attività o dormire di più.
  • Irrequietezza: Alcune persone provano irrequietezza o sindrome delle gambe senza riposo. Possono avere difficoltà a trovare conforto o rilassarsi e possono sviluppare disturbi del sonno, come l'insonnia.
  • Fibro nebbia: Questo termine descrive un senso duraturo di confusione o difficoltà di concentrazione che deriva dalla fibromialgia. Alcune ricerche suggeriscono che si verifica perché il cervello sta cercando di sintonizzare il dolore, il che rende il pensiero più difficile.

Dolore alla SM

La SM colpisce i nervi in ​​tutto il corpo. I nervi danneggiati possono sparare senza causa, causando dolore e altre sensazioni in una o più aree.
Il dolore colpisce le persone in modo diverso, ma alcuni lo descrivono come:
  • una sensazione di bruciore sotto la pelle
  • una sensazione di intorpidimento, come se certe aree si "addormentassero"
  • formicolio a disagio
  • formicolio
  • una sensazione di elettricità
La gravità può variare a seconda di quanto è progredita la SM. Alcune persone provano solo formicolio, mentre altri provano dolore diffuso e debilitante.
Altri sintomi della SM includono:
Cambiamenti nella parola: Poiché il sistema immunitario danneggia i nervi, può essere necessario più tempo perché i segnali raggiungano il cervello. Questo può rendere il discorso lento o difficile.
La visione cambia: I danni ai nervi possono anche influenzare gli occhi, portando a visione sfocata o doppia. Alcune persone sperimentano una perdita della vista completa o completa.
Difficoltà a muoversi oa camminare: Il danno ai nervi può portare a debolezza muscolare delle braccia o delle gambe, che può influenzare il modo in cui una persona cammina. La loro andatura può essere interrotta o instabile.
Coordinazione: I danni ai nervi possono anche inibire il coordinamento di una persona, facendoli sentire fuori equilibrio o vertigini.
Cambiamenti della vescica e dell'intestino: Le persone con SM possono aver bisogno di urinare o avere movimenti intestinali più frequentemente, per esempio.

Diagnosi

La diagnosi di entrambe le condizioni può essere difficile e può comportare un processo di eliminazione.
Se un medico sospetta che una persona abbia la SM, userà spesso una risonanza magnetica per verificare la presenza di danni al cervello e al midollo spinale.
Se sono ancora incerti, possono richiedere una puntura lombare, che comporta la rimozione di alcuni liquidi dalla colonna vertebrale e il controllo di anticorpi che si verificano in caso di SM.
Questo è il modo più accurato per diagnosticare la condizione.
Non esiste un singolo test per la fibromialgia e un medico può prima aver bisogno di escludere altre spiegazioni per i sintomi.
Test di conduzione nervosa, elettromiogrammi, biopsie cutanee e analisi del sangue sono metodi comuni che i medici usano per diagnosticare la condizione. Un medico può anche chiedere come si sentono piccoli dolori perché tendono a ferire di più nelle persone con fibromialgia.
Il medico può anche indagare su eventuali punti sensibili sul corpo. Queste sono aree che sono particolarmente sensibili nelle persone con fibromialgia.

Aspettative di vita

SM e fibromialgia sono condizioni a lungo termine, ma nessuno dei due è pericoloso per la vita.
I sintomi della fibromialgia possono essere persistenti, mentre quelli della SM possono progredire e diventare debilitanti.

Trattamenti

Poiché non esiste una cura per entrambe le condizioni, i trattamenti prevedono la gestione e la riduzione dei sintomi per migliorare la qualità della vita.

Trattamento della SM

Un piano di trattamento completo può aiutare ad alleviare i sintomi, prevenire le riacutizzazioni e rallentare la progressione della malattia.
Alcuni farmaci da banco possono fornire un sollievo temporaneo da sintomi come il dolore. Le opzioni includono:
  • ibuprofen (Advil)
  • acetaminofene (Tylenol)
  • aspirina (Bayer)
La National Multiple Sclerosis Society negli Stati Uniti elenca molti farmaci da prescrizione che possono aiutare. Un medico può prescrivere uno qualsiasi di questi farmaci a:
  • gestire i sintomi
  • prevenire le fiammate
  • rallentare la progressione della SM
Molte terapie alternative possono anche aiutare, tra cui:
  • tecniche per alleviare lo stress, come esercizi di respirazione e meditazione
  • attività a basso impatto, come il nuoto, il Tai Chi e lo yoga
  • agopuntura
  • riflessologia

Trattamento fibromialgia

La National Fibromyalgia & Chronic Pain Association afferma che quanto segue può aiutare le persone a gestire la condizione:
  • Formazione scolastica: I medici dovrebbero fornire informazioni sulla condizione e varie opzioni di trattamento. Alcune persone trovano che la ricerca indipendente li aiuti a trovare trattamenti migliori e più sollievo.
  • Esercizi di aerobica: Può aiutare a seguire un allenamento di routine ogni giorno. Questo non ha bisogno di essere faticoso, ma dovrebbe aumentare la frequenza cardiaca.
  • Supporto per la salute mentale: Strumenti come la terapia cognitivo comportamentale possono integrare il trattamento. Inoltre, il supporto di amici, familiari e gruppi può essere cruciale per il benessere generale di una persona.
  • Terapia medicinale: Alcuni farmaci da prescrizione possono ridurre sintomi come il dolore.
Poiché non ci sono molti trattamenti medici diretti per la condizione, le terapie complementari possono essere una buona opzione. Questi includono:
  • Fisioterapia
  • rilascio di tessuto miofasciale
  • manipolazione chiropratica
  • terapia calda e fredda
  • massaggio
  • agopuntura
  • tecniche di rilassamento
  • yoga
  • aromaterapia
  • erbe e integratori

Cos'altro potrebbe essere?

La fibromialgia e la SM possono essere difficili da diagnosticare perché i loro sintomi assomigliano a quelli di molte altre condizioni, tra cui:
  • emicranie croniche
  • lupus
  • artrite reumatoide
  • sarcoidosi
  • disturbo dello spettro di neuromielite ottica
  • malattia di Lyme
  • miastenia grave
  • sindrome di Sjogren
  • neuropatia

Conclusione

SM e fibromialgia sono condizioni diverse che possono causare sintomi simili. Non esiste una cura per nessuna delle due condizioni, ma ci sono molti metodi per gestire i sintomi.
Parla con un medico di eventuali sintomi non diagnosticati e collabora con loro per sviluppare una strategia di trattamento completa.

...il cervello e il sistema immunitario

A.D.

I ricercatori trovano l'anello mancante tra il cervello e il sistema immunitario.
Implicazioni profonde per le malattie neurologiche dall'autismo all'Alzheimer alla sclerosi multipla.
In una straordinaria scoperta che ha rovesciato decenni di insegnamento dei libri di testo, i ricercatori della University of Virginia School of Medicine hanno determinato che il cervello è direttamente collegato al sistema immunitario da vasi che in precedenza non esistevano. Che tali navi possano essere sfuggite al rilevamento quando il sistema linfatico è stato così accuratamente mappato in tutto il corpo è sorprendente da solo, ma il vero significato della scoperta risiede negli effetti che potrebbe avere sullo studio e sul trattamento delle malattie neurologiche che vanno dall'autismo alla malattia di Alzheimer alla sclerosi multipla.
"Invece di chiedere, 'Come studiamo la risposta immunitaria del cervello?' "Perché i pazienti con sclerosi multipla hanno gli attacchi immunitari?" ora possiamo affrontarlo meccanicamente. Perché il cervello è come ogni altro tessuto collegato al sistema immunitario periferico attraverso i vasi linfatici meningei ", ha dichiarato Jonathan Kipnis, PhD, professore presso il Dipartimento di Neuroscienze UVA e direttore del Center for Brain Immunology and Glia (BIG) dell'UVA. “Cambia completamente il modo in cui percepiamo l'interazione neuro-immune. L'abbiamo sempre percepito prima come qualcosa di esoterico che non può essere studiato. Ma ora possiamo porre domande meccanicistiche. "
"Riteniamo che per ogni malattia neurologica che ha una componente immunitaria ad essa, queste navi possano svolgere un ruolo importante", ha detto Kipnis. "Difficile immaginare che questi vasi non sarebbero coinvolti in una malattia [neurologica] con una componente immunitaria."
Nuova scoperta nel corpo umano
Kevin Lee, PhD, presidente del Dipartimento di Neuroscienze UVA, ha descritto la sua reazione alla scoperta del laboratorio di Kipnis: “La prima volta che questi ragazzi mi hanno mostrato il risultato di base, ho appena detto una frase: 'Dovranno cambiare il libri di testo '. Non c'è mai stato un sistema linfatico per il sistema nervoso centrale, ed è stato molto chiaro da quella prima osservazione singolare - e da allora hanno fatto molti studi per sostenere la scoperta - che cambierà radicalmente il modo in cui le persone guardano al centro relazione del sistema nervoso con il sistema immunitario. "
Anche Kipnis inizialmente era scettico. “Non credevo davvero che esistessero strutture nel corpo di cui non siamo a conoscenza. Pensavo che il corpo fosse mappato ", ha detto. “Pensavo che queste scoperte fossero finite da qualche parte intorno alla metà del secolo scorso. Ma a quanto pare non l'hanno fatto. "
"Molto ben nascosto"
La scoperta è stata resa possibile dall'opera di Antoine Louveau, PhD, un borsista post-dottorato nel laboratorio di Kipnis. I vasi sono stati rilevati dopo che Louveau ha sviluppato un metodo per montare le meningi di un topo - le membrane che coprono il cervello - su un singolo vetrino in modo da poter essere esaminati nel loro insieme. "In realtà è stato abbastanza facile", ha detto. "C'era un trucco: abbiamo fissato le meningi all'interno della calotta cranica, in modo che il tessuto fosse fissato nelle sue condizioni fisiologiche, quindi l'abbiamo sezionato. Se avessimo fatto il contrario, non avrebbe funzionato. "
Dopo aver notato modelli simili a vasi nella distribuzione delle cellule immunitarie sui suoi vetrini, ha testato i vasi linfatici ed eccoli lì. L'impossibile esisteva. Il Louveau dalle parole morbide ha ricordato il momento: "Ho chiamato Jony [Kipnis] al microscopio e ho detto:" Penso che abbiamo qualcosa "."
Mappe del sistema linfatico: vecchie (a sinistra) e aggiornate per riflettere la scoperta degli UVA. Immagine di credito: University of Virginia Health System.





Per quanto riguarda il modo in cui i vasi linfatici del cervello sono riusciti a sfuggire all'avviso per tutto questo tempo, Kipnis li ha descritti come "molto ben nascosti" e ha notato che seguono un grosso vaso sanguigno nei seni, un'area difficile da immaginare. "È così vicino al vaso sanguigno, ti manca solo", ha detto. "Se non sai cosa stai cercando, ti manca."
"L'imaging dal vivo di queste navi era fondamentale per dimostrare la loro funzione e non sarebbe possibile senza la collaborazione con Tajie Harris", ha osservato Kipnis. Harris, un dottorato di ricerca, è un assistente professore di neuroscienze e membro del GRANDE centro. Kipnis ha anche salutato le abilità chirurgiche "fenomenali" di Igor Smirnov, un ricercatore associato nel laboratorio di Kipnis, il cui lavoro è stato fondamentale per il successo dell'imaging dello studio.
Alzheimer, Autismo, SM e oltre
La presenza inattesa dei vasi linfatici solleva un numero enorme di domande che ora hanno bisogno di risposte, sia sul funzionamento del cervello che sulle malattie che lo affliggono. Ad esempio, prendi il morbo di Alzheimer. "Nell'Alzheimer, ci sono accumuli di grandi pezzi di proteine ​​nel cervello", ha detto Kipnis. "Pensiamo che potrebbero accumularsi nel cervello perché non vengono rimossi in modo efficiente da queste navi". Ha osservato che le navi sembrano diverse con l'età, quindi il ruolo che svolgono nell'invecchiamento è un'altra strada da esplorare. E c'è un'enorme varietà di altre malattie neurologiche, dall'autismo alla sclerosi multipla, che devono essere riconsiderate alla luce della presenza di qualcosa che la scienza ha insistito che non esistesse.
A PROPOSITO DI QUESTA RICERCA SULLE NEUROSCIENZE
I risultati sono stati pubblicati online dalla prestigiosa rivista Nature e appariranno in una prossima edizione cartacea. L'articolo è stato scritto da Louveau, Smirnov, Timothy J. Keyes, Jacob D. Eccles, Sherin J. Rouhani, J. David Peske, Noel C. Derecki, David Castle, James W. Mandell, Lee, Harris e Kipnis.
Finanziamento: lo studio è stato finanziato dalle sovvenzioni del National Institutes of Health R01AG034113 e R01NS061973. Louveau era un membro della Fondation pour la Recherche Medicale.
Fonte: Debra Kain - Sistema sanitario dell'Università della Virginia
Fonte immagine : L'immagine è attribuita al Sistema sanitario dell'Università della Virginia
Ricerca originale: abstract per "Caratteristiche strutturali e funzionali dei vasi linfatici del sistema nervoso centrale" di Antoine Louveau, Igor Smirnov, Timothy J Keyes, Jacob D. Eccles, Sherin J. Rouhani, J. David Peske, Noel C. Derecki, David Castle, James W. Mandell, Kevin S. Lee, Tajie H. Harris e Jonathan Kipnis in Nature . Pubblicato online il 1 giugno 2015 doi: 10.1038 / nature14432
Astratto
Caratteristiche strutturali e funzionali dei vasi linfatici del sistema nervoso centrale
Una delle caratteristiche del sistema nervoso centrale è la mancanza di un sistema di drenaggio linfatico classico. Sebbene ora sia accettato che il sistema nervoso centrale subisce una costante sorveglianza immunitaria che si svolge all'interno del compartimento meningeo1, 2, 3, i meccanismi che regolano l'ingresso e l'uscita delle cellule immunitarie dal sistema nervoso centrale rimangono poco compresi4, 5, 6. In alla ricerca di gateway per cellule T dentro e fuori le meningi, abbiamo scoperto vasi linfatici funzionali che rivestono i seni durali. Queste strutture esprimono tutte le caratteristiche molecolari delle cellule endoteliali linfatiche, sono in grado di trasportare sia il fluido sia le cellule immunitarie dal liquido cerebrospinale e sono collegate ai linfonodi cervicali profondi. La posizione unica di queste navi potrebbe aver impedito la loro scoperta fino ad oggi, contribuendo così al concetto di vecchia data dell'assenza di vascolarizzazione linfatica nel sistema nervoso centrale. La scoperta del sistema linfatico del sistema nervoso centrale può richiedere una rivalutazione delle ipotesi di base in neuroimmunologia e gettare nuova luce sull'eziologia delle malattie neuroinfiammatorie e neurodegenerative associate alla disfunzione del sistema immunitario.
"Caratteristiche strutturali e funzionali dei vasi linfatici del sistema nervoso centrale" di Antoine Louveau, Igor Smirnov, Timothy J. Keyes, Jacob D. Eccles, Sherin J. Rouhani, J. David Peske, Noel C. Derecki, David Castle, James W. Mandell, Kevin S. Lee, Tajie H. Harris e Jonathan Kipnis in Nature . Pubblicato online il 1 giugno 2015 doi: 10.1038 / nature14432