# Se PIPE-307 ** dovesse avere successo nelle sperimentazioni cliniche,
29 ott 2024
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SAN DIEGO, 28 marzo 2022 – Pipeline Therapeutics, un'azienda biofarmaceutica in fase clinica pioniera nella neurorigenerazione di precisione, ha annunciato oggi che la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha autorizzato l'azienda ad avviare la sua sperimentazione clinica di fase 1b/2a di PIPE-307 su pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente (RRMS).
Attualmente, non ci sono medicinali approvati che supportino il ripristino della mielina, il che rappresenta un'importante esigenza medica insoddisfatta nel trattamento della sclerosi multipla (SM).
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PIPE-307, il programma principale dell'azienda per il ripristino della mielina, è un antagonista orale altamente selettivo del recettore muscarinico M1 che è in fase di sviluppo per il trattamento della SM.
L'azienda ha recentemente completato diversi studi di fase 1 su PIPE-307 su volontari sani, tra cui uno studio a dose singola e multipla crescente per valutare la sicurezza e la farmacocinetica, e uno studio di tomografia a emissione di positroni (PET) per determinare l'occupazione e la clearance del recettore M1 nel cervello dopo una singola dose di PIPE-307. I risultati dello studio PET dimostrano che le dosi testate nello studio di fase 1 raggiungono un livello di assorbimento nel cervello umano che è stato associato alla rimielinizzazione osservata negli studi preclinici.
"L'autorizzazione della FDA per avviare il nostro studio clinico di fase 1b/2a di PIPE-307 è una pietra miliare normativa importante per Pipeline, poiché ci consente di procedere con la valutazione di PIPE-307 nei pazienti con SMRR", ha affermato Carmine Stengone, Presidente e CEO di Pipeline. "Oggi, i farmaci approvati per i pazienti con SM sono focalizzati sulla modulazione immunitaria ma non affrontano la patologia fondamentale della SM che porta al declino a lungo termine della funzione neurologica: la demielinizzazione cronica. Il nostro obiettivo con PIPE-307 è sviluppare il primo trattamento efficace in grado di ripristinare la mielina e migliorare i risultati per i pazienti".
Stephen Huhn, MD, Chief Medical Officer e Senior Vice President of Clinical Development di Pipeline, ha aggiunto: "Siamo entusiasti di avviare lo studio di fase 1b/2a di PIPE-307 nei pazienti con SMRR, che segue i dati positivi dei nostri studi di fase 1.
Lo studio di fase 1b/2a è progettato principalmente per valutare la sicurezza e la tollerabilità di due diverse dosi di PIPE-307 rispetto al placebo nei pazienti con SMRR e per esplorare l'uso di misure neurofisiologiche, visive e radiologiche di rimielinizzazione. Siamo sulla buona strada per iniziare la somministrazione ai pazienti a metà del 2022".
Lo studio clinico di fase 1b/2a di PIPE-307 sarà condotto come studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, di dosaggio variabile in più sedi negli Stati Uniti. Lo studio arruolerà circa 45 pazienti che saranno sottoposti a dosaggio orale giornaliero per tre mesi. Si prevede che lo studio inizierà ad arruolare pazienti a metà del 2022.
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Può presentarsi per cause di diversa natura, quali ad esempio:
La diplopia si associa tipicamente nei bambini all’ambliopia (chiamata comunemente “occhio pigro”), caratterizzata dalla riduzione della capacità visiva dell’occhio, in modo più o meno severo.
La diplopia rappresenta di per sé un sintomo presente in diverse patologie di pertinenza oculare o neurologica ed è spesso associata ad altri sintomi come:
In caso di diplopia è opportuno rivolgersi prontamente ad un medico specialista che, a seconda dei casi, potrà essere l’oculista o il neurologo; sulla base dei sintomi e dei segni clinici è in genere possibile risalire alla causa della diplopia e provvedere quindi alla messa in atto di un trattamento quanto più specifico ed efficace.
3)
perdita di sensibilità al tatto, difficoltà a percepire il caldo e il freddo :
Nonostante i primi caldi e a prescindere dal meteo, dalle temperature e dalla percezione che persone vicino a noi hanno, c’è chi avverte spesso una sensazione di freddo o brividi: si tratta dell’intolleranza o ipersensibilità al freddo.
Le cause possono essere diverse e legate a numerose patologie, disturbi o anche stati momentanei del nostro corpo; ne parliamo con gli specialisti di Humanitas.
La mancanza di globuli rossi nel sangue dovuta all’anemia potrebbe essere uno dei fattori che portano, oltre alla stanchezza e alla debolezza, a sentire sempre freddo. Esistono diverse tipologie e cause di anemia, tra cui quelle ereditarie, ambientali e nutrizionali, (come la carenza di ferro e vitamina B12).
Anche la cattiva circolazione è causa di ipersensibilità al freddo: i problemi circolatori ad esempio possono far sentire le mani e le dita particolarmente fredde. In particolare, una specifica condizione circolatoria chiamata malattia di Raynaud è caratterizzata da un restringimento episodico dei vasi sanguigni, che fa apparire le dita delle mani o dei piedi pallide e sempre più fredde rispetto al resto del corpo. Scuotere o massaggiare mani o piedi, non è sufficiente quindi è importante rivolgersi allo specialista o al medico di base.
L’ipotiroidismo, o bassa funzione tiroidea, è un’altra delle cause principali di intolleranza al freddo. Questa disfunzione è un problema medico che richiede una valutazione e un trattamento ad hoc: ci sono infatti diversi tipi di malattie tiroidee. Gli esami del sangue possono identificare il tipo di problema e trattare questa patologia con i farmaci.
La mancanza di sonno, o il jet lag, e banalmente la stanchezza possono far sentire più freddo: in questo caso la sensazione dovrebbe scomparire una volta che si è riposato a sufficienza.
Quando in corpo è in corso un’infezione si possono provare brividi che in molti casi si alternano, invece, a sensazioni di calore: in questo caso la sensazione di freddo è in gran parte dovuta al fatto che il corpo consuma tanta energia in più per combatterla.
Quando si verifica la lesione nervosa dovuta ad esempio a un incidente traumatico, che danneggia tutto o parte di un nervo, le persone riferiscono oltre alla mancata funzione nervosa anche una persistente sensazione di freddo o di ipersensibilità al freddo nella zona del corpo governata dal nervo danneggiato.
La neuropatie in generale, che portano ad un’ipersensibilità dei nervi possono causare ipersensibilità al freddo.
La malnutrizione, ovvero un errato assorbimento dei nutrienti dei cibi da parte del nostro organismo, è una delle prime cause di anemia, carenze vitaminiche e minerali e – come visto sopra – può portare anche ad un sensazione di freddo.
Allo stesso modo una magrezza estrema e disturbi di tipo alimentare, portano chi ne soffre ad avvertire spesso una sensazione di freddo: il grasso corporeo, infatti, isola il corpo mentre il muscolo aiuta il corpo a produrre calore attraverso il metabolismo. Se si è molto magri e privi di muscoli si potrebbe essere ipersensibili al freddo.
La sensazione di freddo è uno dei sintomi meno riconosciuti del morbo di Parkinson. Nel complesso, questo è correlato alle alterazioni della funzione autonoma che possono verificarsi con il morbo di Parkinson. Ulteriori approfondimenti neurologici potranno essere utili a diagnosticare la malattia, anche a partire da questo sintomo poco comune.
L’ipofisi, una ghiandola che si trova nel cervello, regola molti degli ormoni del corpo, compreso l’ormone tiroideo. Qualsiasi problema nella funzione dell’ipofisi può causare problemi con la regolazione della temperatura, facendovi sentire sempre troppo caldo o troppo freddo.
Anche l’ipotalamo, una piccola regione del cervello, regola gli ormoni in tutto il corpo (tra cui l’ipofisi): controlla diversi aspetti delle condizioni del corpo, tra cui la temperatura, l’idratazione e la pressione sanguigna. In caso di malfunzionamenti uno dei sintomi potrebbe proprio essere l’ipersensibilità al freddo.
4)
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Le malattie demielinizzanti sono tutte quelle malattie in cui la guaina mielinica, che avvolge molte delle fibre nervose all'interno del sistema nervoso centrale e periferico è danneggiata. Il processo di demielinizzazione può essere primitivo o secondario, nel primo caso all’origine del processo non abbiamo una vera e propria causa esterna, come accade nelle malattie demielinizzanti su base autoimmune, dove sono coinvolti vari fattori, mentre nelle secondarie vengono identificati in genere dei fattori esterni che le causano, come malattie infettive, malattia ischemica, malattia metabolica, mutazioni genetiche o agenti tossici come per esempio alcol.
Storicamente, si è sempre sentito parlare di “malattie similari alla sclerosi multipla” ma con diversa evoluzione della malattia e diverso grado di disabilità. Ci si è sempre chiesti se si trattasse della stessa o di una malattia diversa. Sono malattie similari quelle che per tipologia di manifestazione, possono essere appunto considerate assimilabili alla SM, arche se poi magari hanno delle proprie caratteristiche distintive.
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DIAGNOSI