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25/10/2026

Attività fisica e sclerosi multipla: consigli pratici per muoversi in sicurezza

Praticare attività fisica è importante, ma con la sclerosi multipla è altrettanto importante imparare a riconoscere i propri bisogni e rispettare i segnali del corpo. La sicurezza viene prima di qualsiasi obiettivo sportivo.

Ecco alcuni accorgimenti utili:

  • Inizia gradualmente: scegli esercizi semplici e di breve durata, aumentando l'attività solo se ben tollerata. Non è necessario allenarsi a lungo per prendersi cura di sé.

  • Rispetta la fatica: alterna movimento e pause. Se ti senti particolarmente stanco, riduci l'intensità o rimanda l'attività senza sentirti in colpa.

  • Presta attenzione al caldo: l'aumento della temperatura corporea può accentuare temporaneamente alcuni sintomi della sclerosi multipla. Preferisci ambienti freschi, abiti leggeri e acqua a portata di mano.

  • Previeni le cadute: se hai problemi di equilibrio o debolezza muscolare, scegli un ambiente libero da ostacoli, utilizza gli ausili prescritti e chiedi assistenza quando necessario.

  • In acqua, non sottovalutare i rischi: se hai difficoltà motorie, evita di nuotare da solo e scegli una piscina accessibile, con personale informato sulle tue esigenze.

  • Usa attrezzature adatte: sedie stabili, cyclette reclinate, sostegni ed elastici appropriati possono rendere alcuni esercizi più accessibili. Se necessario, chiedi al fisioterapista di mostrarti come utilizzarli correttamente.

  • Mantieni una buona idratazione: bevi regolarmente, salvo diverse indicazioni mediche, soprattutto durante l'attività fisica.

  • Ascolta i cambiamenti dei sintomi: se compaiono dolore insolito, capogiri, affanno marcato, palpitazioni o debolezza nuova, interrompi l'attività e valuta con un professionista sanitario come procedere.

Quando è meglio chiedere un parere medico?

Prima di iniziare un nuovo programma di allenamento è opportuno confrontarsi con il neurologo o con un fisioterapista esperto in sclerosi multipla, soprattutto in presenza di importanti difficoltà motorie, disturbi cardiaci, problemi di sensibilità o cadute frequenti.

In caso di nuovi sintomi neurologici, non attribuirli automaticamente alla fatica o al caldo: contatta il medico. Se compaiono dolore toracico, difficoltà respiratoria importante, svenimento o altri sintomi gravi, richiedi assistenza urgente.

Non tutti i giorni sono uguali e non è necessario dimostrare nulla a nessuno.
Fermarsi, riposare e modificare un esercizio quando serve sono scelte di consapevolezza, non segni di debolezza.
L'attività fisica deve adattarsi alla persona, non la persona allo sport.

Bicicletta da camera

Se le condizioni fisiche lo consentono, può favorire la resistenza cardiovascolare e il movimento degli arti inferiori. Esistono anche modelli reclinati e sistemi per pedalare con le braccia.

Ginnastica adattata e fisioterapia

Esercizi mirati possono aiutare a mantenere la forza, la mobilità articolare e le capacità funzionali. La supervisione è particolarmente utile in presenza di debolezza o spasticità.

Nuoto e ginnastica in acqua

L'acqua sostiene il corpo e può facilitare i movimenti, riducendo il carico sulle articolazioni. È importante scegliere una temperatura confortevole e non troppo elevata.

Yoga dolce e stretching

Possono aiutare a mantenere la flessibilità, favorire il rilassamento e contrastare la rigidità muscolare. Gli esercizi devono essere adattati alle difficoltà di equilibrio e mobilità.

Sport adattati anche in carrozzina

Boccia, danza da seduti, esercizi con le braccia e altre attività sportive adattate consentono di partecipare al movimento anche quando camminare è difficile o non è possibile.

Ginnastica dolce: aiuta a mantenere la mobilità articolare e la flessibilità.

Pilates adattato: può aiutare a lavorare sulla postura e sul controllo del corpo.

Attività da seduti: esercizi con elastici, movimenti delle braccia e ginnastica adattata possono essere una possibilità anche in presenza di difficoltà nella deambulazione.


Riferimenti scientifici e approfondimenti

  • AISM – Attività fisica: Leggi l'approfondimento.

  • NICE – Sclerosi multipla negli adulti: gestione: Raccomandazioni cliniche.

  • Kalb R. e collaboratori, 2020 – Exercise and lifestyle physical activity recommendations for people with multiple sclerosis throughout the disease course: Studio scientifico completo.


    Le informazioni riportate hanno esclusivamente finalità informative e divulgative e NON sostituiscono il parere, la diagnosi o le indicazioni di un medico o professionista sanitario. Per qualsiasi problema di salute rivolgersi SEMPRE al medico o specialista di riferimento. ©MelisStefania





Sclerosi multipla e gravidanza: vivere questo percorso con serenità e consapevolezza

La diagnosi di sclerosi multipla (SM) non significa necessariamente dover rinunciare al desiderio di maternità.

Molte donne con SM affrontano una gravidanza e diventano madri.
È però importante conoscere le possibili difficoltà e pianificare il percorso insieme al neurologo e al ginecologo.

La gravidanza può influenzare la sclerosi multipla?

Durante la gravidanza, soprattutto nel terzo trimestre, nelle donne con SM recidivante-remittente si osserva generalmente una riduzione delle ricadute.
Dopo il parto, in particolare nei primi tre-sei mesi, il rischio può aumentare nuovamente.

Questo andamento non è uguale per tutte: l'attività della malattia prima del concepimento e la storia clinica individuale sono elementi importanti da considerare.

Le terapie: un aspetto fondamentale

Non tutti i farmaci utilizzati per la SM sono compatibili con la gravidanza.
Alcuni possono essere mantenuti in determinate circostanze, mentre altri devono essere sospesi o modificati secondo indicazioni specifiche.

La terapia non deve mai essere interrotta autonomamente.
È fondamentale programmare il concepimento con il neurologo, valutando i benefici e i rischi sia per la madre sia per il bambino.

Anche dopo il parto è necessario pianificare i controlli, l'eventuale ripresa della terapia e la compatibilità dei farmaci con l'allattamento.

Parto e allattamento

La sclerosi multipla, da sola, non impone il parto cesareo e non esclude necessariamente l'allattamento al seno.
La modalità del parto viene scelta in base alle condizioni cliniche e ostetriche della donna. Anche l'allattamento deve essere valutato considerando la terapia necessaria e il rischio di riattivazione della malattia.

La SM si trasmette al bambino?

La sclerosi multipla non è una malattia ereditaria in senso diretto.
Esiste una predisposizione genetica, ma la maggior parte dei figli di persone con SM non sviluppa la malattia.
La diagnosi materna, quindi, non significa che il bambino si ammalerà.

Il valore del sostegno

Vivere una gravidanza con la sclerosi multipla può suscitare domande, timori e incertezze.
La stanchezza, le difficoltà motorie e le necessità assistenziali possono richiedere un'organizzazione particolare, soprattutto dopo la nascita.

Per questo è utile coinvolgere un'équipe multidisciplinare e costruire, quando necessario, una rete di sostegno familiare e assistenziale.

Ogni donna ha una storia diversa.
Non esiste una risposta valida per tutte, ma un percorso da valutare con attenzione, senza pregiudizi e senza rinunciare a priori ai propri desideri.

Informarsi e pianificare permette di affrontare le decisioni con maggiore consapevolezza, nel rispetto della salute della madre e del bambino.

Studi e approfondimenti scientifici

Le informazioni hanno finalità esclusivamente informative e divulgative e non sostituiscono il parere del medico o dello specialista.
Ogni gravidanza e ogni terapia devono essere valutate individualmente.

  ©MelisStefania

Sclerosi multipla e intimità: conoscere e affrontare i possibili cambiamenti

Donne e uomini: quali difficoltà possono comparire?

Nelle donne con sclerosi multipla (SM) possono manifestarsi secchezza vaginale, dolore durante i rapporti, riduzione della sensibilità e difficoltà nel raggiungere l'orgasmo.

Negli uomini possono comparire difficoltà di erezione, alterazioni della sensibilità, difficoltà orgasmiche e problemi di eiaculazione.

Questi disturbi non si presentano in tutte le persone e possono dipendere da diversi fattori: neurologici, fisici, psicologici, relazionali o legati ad altre condizioni di salute e alle terapie assunte.

È possibile intervenire?

Sì, molti disturbi possono essere affrontati con un percorso adeguato.

È importante parlarne senza imbarazzo con il neurologo, che può valutare i sintomi e, quando necessario, suggerire una consulenza urologica, andrologica, ginecologica o sessuologica.

Anche alcuni semplici accorgimenti possono favorire il benessere della coppia: rispettare i propri tempi, adattare l'intimità alla fatica, ricercare posizioni confortevoli e comunicare apertamente con il partner.

La sessualità non coincide soltanto con il rapporto sessuale: comprende affetto, contatto, desiderio, complicità e condivisione.

La sclerosi multipla può richiedere cambiamenti e adattamenti, ma non significa necessariamente dover rinunciare all'intimità.

Riferimenti e approfondimenti medici

Per approfondire l'argomento attraverso fonti informative e studi scientifici:

  1. AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla
    I disturbi sessuali nella sclerosi multipla.
    https://www.aism.it/sintomi_della_sclerosi_multipla_i_disturbi_sessuali

  2. National Multiple Sclerosis Society
    Sexual Problems in MS. Materiale informativo sui problemi sessuali associati alla SM.
    https://www.va.gov/MS/RESOURCES/Brochures/NMSS_flyer_sexual_problems.pdf

  3. Yazdan Panah M. et al. (2025).
    Sexual function in people with multiple sclerosis: a systematic review and meta-analysis. The Journal of Sexual Medicine, 22(7), 1122–1138. Revisione sistematica e meta-analisi dedicata alla funzione sessuale nelle persone con SM.
    https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40426296/

  4. Campetella M. et al. (2023).
    Classification and management of sexual dysfunctions in multiple sclerosis patients: a review of current literature. Revisione dedicata alla classificazione e alla gestione dei disturbi sessuali nella SM.
    https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37387303/

  5. Shaygannejad V. et al.
    The prevalence of sexual dysfunction and erectile dysfunction in men with multiple sclerosis: a systematic review and meta-analysis. Studio sulla frequenza dei disturbi sessuali e della disfunzione erettile negli uomini con SM.
    https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35963537/

  6. Hadoush H. et al. (2026).
    Non-pharmacological interventions for sexual health in multiple sclerosis: a systematic review and meta-analysis. Revisione sulle strategie non farmacologiche per la salute sessuale nelle persone con SM.
    https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12879193/

Un mio contributo personale

Credo sia importante parlare di sessualità senza vergogna e senza pregiudizi.

Anche questi aspetti fanno parte della vita e possono essere influenzati dalla sclerosi multipla. Meritano ascolto, rispetto e attenzione, proprio come gli altri sintomi, anche quelli meno visibili.

Ognuno vive la SM in modo diverso e non esiste un'unica risposta valida per tutti. Conoscere le difficoltà, parlarne con i professionisti di riferimento e sentirsi accolti può aiutare a vivere questi cambiamenti con maggiore consapevolezza.

 

Le informazioni riportate hanno esclusivamente finalità informative e divulgative e NON sostituiscono il parere, la diagnosi o le indicazioni di un medico o professionista sanitario. Per qualsiasi problema di salute rivolgersi SEMPRE al medico o specialista di riferimento. ©MelisStefania

Problemi oculari e sclerosi multipla

La sclerosi multipla (SM) può compromettere la vista quando vengono coinvolti il nervo ottico o le vie nervose che controllano i movimenti degli occhi e l'elaborazione delle immagini.

I principali disturbi oculari possono comprendere:

  • Neurite ottica: riduzione della vista, visione appannata, dolore nei movimenti oculari e alterazione della percezione dei colori.

  • Diplopia: visione doppia dovuta a difficoltà di coordinazione dei movimenti oculari.

  • Nistagmo: movimenti involontari degli occhi, con possibile visione instabile.

  • Disturbi della percezione visiva: difficoltà a distinguere colori, contrasti e dettagli.

  • Fotofobia: fastidio eccessivo alla luce.

  • Occhio secco e bruciore: possono dipendere anche da altre condizioni, come la sindrome di Sjögren, e non necessariamente dalla SM.

Perché accade?

Nella sclerosi multipla, l'infiammazione e il danno alla mielina possono interferire con la trasmissione degli impulsi nervosi lungo le vie visive. I sintomi variano da persona a persona e non tutti i disturbi oculari sono necessariamente causati dalla malattia.

Diagnosi e attenzione ai sintomi

La visita oculistica, l'OCT e, quando indicati, altri esami neurologici permettono di approfondire le cause dei disturbi e individuare il trattamento più appropriato.

Una nuova perdita della vista o un improvviso disturbo visivo richiedono una valutazione medica urgente. Non bisogna attribuire automaticamente ogni sintomo alla sclerosi multipla.

Un contributo divulgativo per conoscere meglio la SM e i suoi possibili effetti sulla vita quotidiana.


Approfondimenti e fonti utili

Per approfondire i disturbi oculari associati alla sclerosi multipla, consulta queste risorse:

Questi collegamenti permettono di approfondire i sintomi, gli esami e le possibili manifestazioni oculari della SM attraverso fonti informative dedicate.

 

Le informazioni riportate hanno esclusivamente finalità informative e divulgative e non sostituiscono il parere, la diagnosi o le indicazioni di un medico o professionista sanitario. Per qualsiasi problema di salute rivolgersi sempre al medico o allo specialista di riferimento. ©MelisStefania

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Un legame complesso tra cervello, emozioni, sintomi e qualità della vita - la depressione

La sclerosi multipla (SM) è una malattia cronica del sistema nervoso centrale che può provocare sintomi motori, sensitivi, cognitivi e disturbi come fatica, dolore e difficoltà del sonno.

Tra le condizioni che possono accompagnarla c'è la depressione, un problema importante che merita attenzione e non deve essere confuso con una semplice tristezza o una mancanza di volontà.

Perché la depressione può comparire nella SM?

Il rapporto tra sclerosi multipla e depressione è complesso e può coinvolgere diversi fattori:

  • Neurologici e biologici: le alterazioni cerebrali e i processi infiammatori potrebbero contribuire ai cambiamenti dell'umore.

  • Psicologici: affrontare una malattia cronica e l'incertezza sul futuro può provocare paura, tristezza e sofferenza.

  • Sociali e familiari: perdita di autonomia, difficoltà lavorative, isolamento e cambiamenti nelle relazioni possono incidere sul benessere emotivo.

La depressione può comparire in qualsiasi fase della malattia e non riguarda tutte le persone con SM.

Quali sono i sintomi?

I segnali possono comprendere:

  • tristezza persistente o senso di vuoto;

  • perdita di interesse e piacere;

  • irritabilità e difficoltà di concentrazione;

  • alterazioni del sonno e dell'appetito;

  • stanchezza e mancanza di energia;

  • senso di inutilità o perdita di speranza.

Quando questi sintomi persistono, interferiscono con la vita quotidiana o diventano particolarmente intensi, è importante parlarne con il medico.

Depressione e fatica: non sono la stessa cosa

La fatica è uno dei sintomi più comuni della sclerosi multipla e può essere molto invalidante. Una persona può sentirsi esausta anche dopo attività minime, senza essere necessariamente depressa.

La depressione, invece, può coinvolgere anche l'umore, la motivazione e la capacità di provare piacere.

Le due condizioni possono coesistere, ma è importante distinguerle attraverso una valutazione clinica, senza attribuire automaticamente ogni sintomo alla SM.

Come si affronta la depressione?

La depressione è una condizione che può essere trattata. In base alla situazione individuale, il percorso può comprendere:

  • colloqui con uno psicologo o uno psichiatra;

  • psicoterapia;

  • farmaci antidepressivi, quando indicati;

  • attenzione al sonno, al dolore, alla fatica e alle altre condizioni di salute;

  • sostegno familiare e sociale.

Il trattamento deve essere personalizzato e concordato con i professionisti sanitari, tenendo conto delle terapie già assunte e delle eventuali patologie concomitanti.

Conclusioni

La depressione non è una debolezza caratteriale e non è una conseguenza inevitabile della sclerosi multipla.
È una condizione che può avere cause diverse e che merita di essere riconosciuta e curata.

Prendersi cura della persona con SM significa considerare non soltanto i sintomi fisici, ma anche il benessere psicologico, le emozioni, le relazioni e la qualità della vita.

Chiedere aiuto non significa essere deboli:
significa riconoscere un bisogno e cercare un sostegno adeguato.


Le informazioni riportate hanno esclusivamente finalità informative e divulgative e NON sostituiscono il parere, la diagnosi o le indicazioni di un medico o professionista sanitario. Per qualsiasi problema di salute rivolgersi SEMPRE al medico o specialista di riferimento. 

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