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20/01/2015

MOLTI non hanno compreso

MOLTI NON HANNO CAPITO LA MIA DOMANDA al Professor Zamboni:
<   sistema venoso... e staminali a Lei la parola...
<  2 gen
" Occorre una buona circolazione venosa prima di intervenire con le staminali ".......SONO LE SUE PAROLE GIUSTO? MA LA COSA PEGGIORE E' CHE NON HANNO CAPITO CHE NON MI HA SGRIDATO MA MI HA SOLAMENTE RISPOSTO CON UNA PERFETTA E ADEGUATA PROFESSIONALITA': <  2 gen
non puoi impiantare le staminali in un tessuto male ossigenato. Morirebbero come le altre cellule
troverete la domanda e la risposta qui: https://twitter.com/stefany74/status/551061363830042624?s=04 ora vi dico..al posto di farvi le vostre cosine mentali ..pensate a quello che scrivete e ponetevi anche voi le vostre domande e forse otterrete delle risposte dalle persone COMPETENTI.

un’intervista del 11/01/2015 con il Dr John Bennett,

Traduzione di Maurizio Scibilia 

In un’intervista del 11/01/2015 con il Dr John Bennett, trasmessa sul suo canale YouTube e liberamente accessibile a chiunque interessato
( www.youtube.com/watch?v=MscUXak5eHM ), 
il Professor Paolo Zamboni, rispondendo alla domanda introduttiva del suo ospite, ha tra le altre cose affermato:
“Abbiamo trovato una Associazione tra SM e anomalie nel deflusso venoso al livello del 90%, questo se non altro nella nostra esperienza. Due sono le tipologie di queste anomalie, molto spesso associate alla SM: una è la compressione, ossea e muscolare, e la seconda causata da valvole difettose, all’interno delle vene giugulari”.

La nostra associazione, che si è sempre battuta per il superamento degli steccati ideologici che rallentano ed hanno rallentato la cura della malattia, non può che sentirsi fiera nell’udire le parole del Professore. Siamo consci del fatto che vi è ancora, e per molto ancora vi sarà, almeno fino a quando tale male non sarà finalmente debellato, una pletora di visioni distinte riguardanti prima di tutto la sua patogenesi, nonché di interpretazioni dissonanti.

Nulla di male in questo: solo così la scienza medica può procedere!

《CHIAREZZA E TRASPARENZA SULLA VITAMINA D》

Grazie Leonardo.

INFORMAZIONE DI LEONARDO RUBINI:

《CHIAREZZA E TRASPARENZA SULLA VITAMINA D》

Con questo post, spero di togliere alcuni dubbi sugli effetti collaterali della vitamina D e su certe polemiche che ancora oggi vengono riaccese sul protocollo Coimbra.

www.leonardorubini.org/2015/01/trasparenza-sulla-vitamina-d.html

Vit D e i MEDICI

molto importante
NOTIZIA : Vit D e i MEDICI

UN BELLISSIMO BLOGhttps://vitaminadperlasclerosimultipla.wordpress.com/2014/04/28/medici-che-somministrano-alte-dosi-di-vitamina-d-per-la-sclerosi-multipla-e-altre-malattie-autoimmuni-brasile-portogallo-s-u-a-argentina/

《BEDROCAN》

Benvenuti nel sito della Bedrocan BV Cannabis Medicinale. Dal marzo 2005 Bedrocan BV E` l'unica Società Olandese Autorizzata dal Ministero della Salute, Sanita`e Sport alla Coltivazione e Produzione di Infiorescenze di Cannabis (flos). 
I prodotti di Cannabis, Bedrocan®, Bedrobinol®, Bediol® e Bedica® possono Essere utilizzati da PERSONE o animali sotto Prescrizione medica. 
Su this site potete trovare Informazioni Generali Sulla cannabis ed in particolare della Cannabis Medicinale di Bedrocan BV. 
Da this site potete accedere ad Altri siti collegati Direttamente o indirettamente con la Nostra Società o con la Nostra home page. Missione La visione di Bedrocan Intendiamo offrire ONU Importanti Contributo Nel rivelare interamente la potenzialita terapeutica della cannabis per mezzo della Ricerca Scientifica e della SUA Produzione per uso medico. In this ottica Il Nostro Impegno e rivolto tanto Agli Interessati e alle Loro esigenze Quanto all'osservanza delle leggi, delle normative e dei Requisiti Sociali nell'ambito della sostenibilità. Crediamo Che con il Switch to del tempo la cannabis potra e dovra soddisfare Tutti i Requisiti di legge Validi per i Medicinali registrati. La missione di Bedrocan Comprendere e Mettere a Frutto interamente la potenzialita terapeutica della cannabis Mediante la Ricerca, l'Insegnamento e la SUA Produzione per uso farmaceutico.

CONTINUA QUI INFO Bedrocan:
www.bedrocan.nl/italiano/home.html

follow-up e STENT CAROTIDEO

In due anni di follow-up la mortalità degli assistiti Medicare sottoposti a stenting dell'arteria carotide (Cas) è stata del 32%. Il che suggerisce, secondo uno studio pubblicato su Jama neurology e coordinato da Jessica Jalbert della Harvard medical school di Boston, che in alcuni pazienti i benefici dell'intervento sono limitati. 

«La Cas è un trattamento della stenosi carotidea, e nel 2005 i Centers for medicare & medicaid services hanno deciso di garantire una copertura assicurativa a livello nazionale per gli assistiti Medicare a elevato rischio chirurgico» esordisce l'autrice, aggiungendo che diversi studi clinici randomizzati hanno esaminato l'efficacia della procedura. Ma i risultati di tali studi non possono essere generalizzati ai pazienti del mondo reale, specie per la prognosi a 30 giorni e quella a lungo termine. Così Jalbert e i coautori dell'articolo hanno esaminato i dati di 22.516 beneficiari Medicare sottoposti all'intervento di stenting tra il 2005 e il 2009. L'età media era di 76,3 anni, e il 60,5% dei pazienti era di genere maschile, il 93,8% era costituito da bianchi, il 91,2% ad alto rischio chirurgico, il 47,4% aveva avuto sintomi e il 97,4% aveva una stenosi carotidea almeno del 70%. A conti fatti gli autori hanno trovato tassi di mortalità a 30 giorni, ictus o infarto del miocardio rispettivamente dell'1,7, del 3,3 e del 2,5%. Ma la scoperta più importante è che in due anni di follow-up la mortalità media è stata del 32%, specie nei più anziani, con tassi fino al 37,3% tra i pazienti sintomatici e del 27,7% tra gli asintomatici. «Dati i risultati, servono studi nel mondo reale per individuare eventuali opzioni di trattamento per la stenosi carotidea nei pazienti a rischio eccessivo» concludono gli autori. E in un editoriale, Mark Alberts del Southwestern medical center all'università del Texas di Dallas commenta: «I malati saranno contenti se lo stent carotideo eviterà un ictus, ma lo saranno di più vivendo abbastanza per goderne i benefici. Questi dati mostrano invece che in un terzo dei casi la speranza di vita non supera i due anni, ma con le terapie a nostra disposizione possiamo e dobbiamo fare meglio. I nostri pazienti contano su di noi».
JAMA Neurol. 2015 Jan 12. doi: 10.1001/jamaneurol.2014.3638 
JAMA Neurol. 2015 Jan 12. doi: 10.1001/jamaneurol.2014.4142

informazione:www.doctor33.it/stent-carotideo-un-terzo-dei-pazienti-muore-entro-due-anni/cardiologia/ctn--26810.html?xrtd=RCRLCYVYXLYCAXSCTCVPPAS

Carotide e Malattie della Carotide.

 


Anatomia e Fisiologia delle Arterie Carotidi
Le arterie carotidi sono due grossi vasi sanguigni situati ai lati del collo; insieme alle arterie vertebrali, le carotidi con le loro numerose ramificazioniirrorano la testa ed il collo, trasportando sangue ricco di ossigeno dal cuore all'encefalo e alle strutture facciali.

L'arteria carotide comune di sinistra deriva direttamente dall'arco aortico, mentre quella di destra origina dall'arteria innominata (o anonima).
Anatomicamente, viascuna carotide è distinguibile in:

Carotide comune;
Carotide interna;
Carotide esterna.
Le arterie carotidi comuni risalgono profondamente nel collo e si dividono a livello della laringe (pomo d'Adamo) in un'arteria carotide esterna e in una interna.

Le arterie carotidi esterne irrorano le seguenti strutture: collo, faringe, esofago, laringe, mandibola, cuoio capelluto e volto.
Le arterie carotidi interne, invece, entrano nel cranio a livello dei fori carotidei delle ossa temporali, apportando sangue all'encefalo. Da qui risalgono fino a livello del nervo ottico, dove si dividono in tre rami: arteria oftalmica (vascolarizza l'occhio), arteria cerebrale anteriore (irrora i lobi frontali e parietali dell'encefalo) e arteria cerebrale media (apporta il sangue al mesencefalo e alle strutture laterali degli emisferi cerebrali).
L'encefalo è estremamente sensibile alle modificazioni dell'apporto vascolare, tanto che un'interruzione della circolazione per pochi secondi produrrà incoscienza, mentre dopo circa quattro minuti i danni cerebrali risulteranno permanenti. Queste crisi circolatorie sono rare, poiché il sangue può raggiungere l'encefalo anche attraverso le arterie vertebrali.

Le carotidi interne generalmente forniscono sangue alla metà anteriore del cervello, mentre il resto dell'encefalo riceve sangue dalle arterie vertebrali. Questa distribuzione può però mutare facilmente: le arterie carotidi interne e una porzione dell'arteria vertebrale (cioè l'arteria basilare) sono interconnesse dal circolo del Willis, un circuito anastomotico ad anello, che si trova a circondare l'ipofisi. Grazie a questo circolo arterioso cerebrale, la possibilità che si verifichi una grave interruzione dell'apporto vascolare all'encefalo è ridotta.

CONTINUA QUI la tua lettura: http://m.my-personaltrainer.it/salute-benessere/carotide.html

VIDEO importanti

Desidero proporre due video curati personalmente da "Leonardo Rubini" 
Come reagisce l'intestino - Parte 1
www.youtube.com/watch?v=gMZ0mZ6yvbI&feature=youtu.be

Come reagisce l'intestino - Parte 2
www.youtube.com/watch?v=ggyygWaB_fs

" INATTIVITA' FISICA PROVOCA IL DOPPIO delle MORTI PRECOCI RISPETTO a OBESITA' "

 

Che l’attività fisica faccia bene alla propria salute è noto da tempo. Ora, una nuova ricerca pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition dimostrache camminare a passo moderato per 20 minuti al giorno può essere sufficiente per ridurre il rischio individuale di morte precoce.

Lo studio, che ha analizzato circa 334mila europei, sia uomini che donne, ha mostrato che le morti precoci attribuibili alla mancanza di attività fisica sono il doppio rispetto a quelle attribuibili all’obesità, ma l’aumentare anche di poco l’attività fisica quotidiana apporta benefici significativi per la propria salute.
Come spiegano gli autori, l’inattività fisica è da sempre associata a un aumento del rischio di morte precoce, così come a un aumento del rischio di sviluppare patologie cardiovascolari e tumori. Anche se lo scarso movimento può contribuire all’aumento dell’indice di massa corporea (BMI) e all’obesità, l’associazione con la morte precoce risulta indipendente dal BMI individuale.

Per valutare il rapporto tra inattività fisica e morte prematura e le interazioni con l’obesità, i ricercatori hanno analizzato 334.161 uomini e donne europei che avevano partecipato allo studio European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC). In un periodo di 12 anni, i ricercatori hanno misurato l’altezza, il peso, la circonferenza della vita e valutato il livello di attività fisica dei partecipanti.

Gli esperti hanno osservato che la riduzione maggiore del rischio di morte prematura era osservata nella comparazione tra il gruppo inattivo e moderatamente inattivo, valutati combinando l’attività fisica svolta durante il lavoro e durante il tempo libero. Poco meno di un quarto dei partecipanti (22,7%) sono stati categorizzati come inattivi, non praticando attività fisica nel tempo libero e svolgendo un lavoro sedentario. 

Gli autori hanno stimato che passare dal non fare alcun tipo di movimento (gruppo inattivo) a fare un’attività fisica equivalente ad appena 20 minuti di camminata al giorno, bruciando da 90 a 110 kcal, (gruppo moderatamente inattivo) si potrebbe ridurre il rischio di morte prematura dal 16 al 30%. L’impatto del cambiamento di stile di vita era maggiore negli individui normopeso, ma è stato osservato un miglioramento, anche se di minore entità, anche nei soggetti con un BMI più elevato.

Utilizzando i dati più recenti disponibili sulle morti in Europa, i ricercatori hanno stimato che 337mila delle 9,2 milioni di morti tra gli uomini e le donne europee erano attribuibili all’obesità (BMI>30), ma circa il doppio dei decessi (676mila) erano attribuibili all’inattività fisica.

“Questo studio suggerisce che praticare anche solo un’attività fisica moderata, come camminare a passo svelto per 20 minuti al giorno, può apportare importanti benefici per la salute delle persone che non praticano alcun tipo di attività fisica. L’esercizio fisico dovrebbe rappresentare una parte importante della nostra vita per proteggere la nostra salute”, spiega Ulf Ekelund del Medical Resear.....Continua qui:
informazione originale www.pharmastar.it/?cat=5&id=17122

la vita

Chi salva una vita salva il mondo intero.
-- Sergio Bambarén
<
Guardandoti dentro puoi scoprire la gioia, ma è soltanto aiutando il prossimo che conoscerai la vera felicità.>

sclerosi multipla "questa patologia è piena di dubbi ....ma le scelte fatte fanno la differenza" - Cit. Massimo C.



N.b. semplici parole ma una Grande verità ..