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09/12/2019

vit D...

Dr. Gabriele Prinzi

LEGGETE TUTTO
MEDITATE
E APPLICATEVI SEMPRE..
NON SIAMO SOLI 
I MEDICI CHE FANNO I VERI MEDICI #ESISTONO 
⤵️ 
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2623986727848553&id=1586526338261269

GRAZIE DOC PRINZI

08/12/2019

Ascoltate ATTENTAMENTE IL VIDEO


⬇️
https://m.youtube.com/watch?fbclid=IwAR09RzAPd9GUm2N0KbS_Qt8eYhi0pxQ_PHhXLKvbjUOuboHkIT6HDdkbK-g&v=6kJ9Nvi1nno&feature=youtu.be

dott miedico: sarò a bergamo per difendere la verità sui gemellini di 5 ...

Collirio: proprietà della cannabis

Collirio a base di Cannabis

Tra le proprietà della cannabis, quelle  antiossidanti- antinfiammatorie e neuroprotettive la rendono un possibile aiuto per patologie quali:

glaucoma

retinopatia

degenerazione diabetica

uveoretinite maculare
Sono tutte trattabili somministrando il farmaco sotto forma di collirio.
L’allestimento di questo tipo di collirio presenta alcune criticità che occorre considerare, ad esempio nella formulazione del collirio di cannabis l’alta lipofilia e la bassa solubilità acquosa dei cannabinoidi naturali che possono creare difficoltà nella somministrazione oculare.
Bisogna anche tener conto degli effetti indesiderati dati dall’assorbimento della frazione psicoattiva (THC) del fitocomplesso.


E’ pur vero che l’uso locale (si applica direttamente nell’occhio) limita gli effetti collaterali che si manifesterebbero attraverso l’assunzione orale.
Si può affermare che non vi può essere una formulazione unica standard di collirio a base di cannabis in quanto la formulazione dipende dalla patologia e dall’obbiettivo terapeutico richiesto e dalla necessità di svolgere un’azione strettamente superficiale (antinfiammatoria) piuttosto che più profonda (neuroprotettiva).
Nel primo caso potrebbe essere sufficiente utilizzare un collirio oleoso ottenuto dall’estrazione dei cannabinoidi addizionando un agente bagnante per migliorare la penetrazione dei principi attivi nell’interno dell’occhio.
Nel processo di sterilizzazione finale con filtro è necessario verificare che le parti attive non vengano trattenute ed in caso affermativo in che quantità, da qui indispensabile, oltre che obbligatoria come tutti gli estratti oleosi a base di cannabis, la titolazione  sul prodotto dell’estrazione.
Dott. Paolo Calliero
Farmacista Preparatore

Continua ⤵️

https://www.farmacigalenici.it/2019/06/16/cannabis-collirio/

la natura ha tutte le cure

BURROCACAO #NATURALE
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https://farmacosmetica.it/burrocacao-naturale/

07/12/2019

donne in gravidanza e.....

Tratto da Milano Monti:
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=606514720089946&id=100021942712867


I Farmaci dovrebbero essere molto più sicuri dei vaccini, visto l'iter che devono fare per l'approvazione, eppure le cavie siamo sempre noi.

 Peccato che lo scoprono 45 anni dopo averlo somministrato alle donne in gravidanza.

<< Autorizzato al commercio dal 1969 in Francia e nel 1978 in USA, il  Depakin, prodotto dalla francese Sanofi, ha continuato a lungo a essere  prescritto alle donne incinte anche dopo la scoperta dei suoi gravi  effetti teratogeni. Il foglietto illustrativo menziona chiaramente gli  effetti collaterali soltanto dal 2015 >>

<< Un farmaco anti-epilessia è sotto accusa in Francia e Svizzera perché  avrebbe causato malformazioni ai neonati di donne che lo avevano assunto  in gravidanza. Secondo un rapporto approvato oggi dal Consiglio  federale svizzero in risposta a un postulato della ex “senatrice”  Liliane Maury-Pasquier (PS/GE) i casi di malformazione segnalati in  Svizzera dal 1990 dovuti alla somministrazione alle donne incinte del  Depakin, un farmaco antiepilettico, sono 34.

L’ultima notifica è  pervenuta nel 2018 e riguarda una gravidanza nel 2014. Stando al  rapporto, il numero di casi registrati in Svizzera è basso nel confronto  internazionale, in particolare in Francia.

 L’autorità francese  competente in materia di farmaci ha trasmesso 653 notifiche di disturbi  dello sviluppo alla banca dati dell’Organizzazione mondiale della  sanità. 

Alcune stime contano più di 6500 vittime di disturbi dello  sviluppo in Francia. 

Secondo il rapporto francese dell’aprile 2017, le  donne incinta alle quali era stato somministrato il medicinale a base di  sodio valproato hanno registrato un’incidenza quattro volte superiore  delle nascite con malformazioni congenite. 

I bambini nati con problemi  sarebbero circa 3.000.

 Lo studio è stato realizzato dall’Agenzia  nazionale francese per la sicurezza del farmaco (Ansm) e  dall’amministrazione nazionale di previdenza. 

Il medicinale Depakine, è  prodotto dalla Sanofi, ed è venduto anche in Italia, ma il bugiardino  segnala a chiare lettere che ci sono RISCHI ELEVATI per il FETO e che il  farmaco NON VA ASSUNTO IN GRAVIDANZA. ” 
Nell’autunno 2014, l’Agenzia  Europea del Farmaco (EMA) e l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)  emettono una nota riguardante il rischio di esiti avversi della  gravidanza correlato ai farmaci contenenti valproato, il principio  attivo del Depakin >>

Sito Ema

http://www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/TRADUZIONE_Valproate%20-%20EMA%20announcement.pdf

https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/amtliches-bulletin/amtliches-bulletin-die-verhandlungen?SubjectId=43596#speaker3

https://varesepress.info/2019/12/06/depakin-il-farmaco-anti-epilessia-responsabile-di-difetti-nei-neonati/

grazie


Il glutatione.....

A.D.
Il glutatione è una delle molecole più importanti a livello organico.
Scopriamo cos’è e se nel nostro corpo ce n’è a sufficienza per ottenerne tutti i benefici. L’intervista al Prof. Fulvio Marzatico, Laboratorio di Farmacobiochimica Nutrizione e Nutraceutica del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie
Benessere non significa necessariamente seguire rigorosamente una certa dieta, andare a faticare in palestra o correre per chilometri. Può anche significare avere dentro sé una molecola dal nome curioso, ma fondamentale. È il Glutatione, ed è una delle molecole più importanti a livello organico, perché ubiquitaria, ossia si trova – o si dovrebbe trovare – dappertutto .
Cos’è? – «Il glutatione interessa con la sua presenza tutte le cellule, sebbene in concentrazioni diverse. È costituito da 3 amminoacidi: acido glutammico, cisteina e glicina” – spiega il prof. Fulvio Marzatico, del Laboratorio di Farmacobiochimica Nutrizione e Nutraceutica del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Lazzaro Spallanzani” dell’Università di Pavia. “La sua azione detossificante è assai potente – continua Marzatico – e presiede al mantenimento dell’equilibrio ossidoriduttivo, determinante quando si tratti di contrastare l’ossidazione, cioè le alterazioni cellulari dannose per l’intero organismo e per la sopravvivenza stessa delle cellule».
Fegato sano e non solo – Il glutatione svolge un ruolo di primo piano determinante a livello epatico. Qui raggiunge concentrazioni molto elevate atte a contrastare l’accumulo di sostanze cosiddette “xenobiotiche”, che sono poi sostanze di scarto estranee all’organismo e provenienti dall’alimentazione, dalla respirazione eccetera. Queste intossicano le cellule innescando importanti processi di degenerazione cellulare.
Mantenersi in salute – Se vogliano mantenerci in buona salute è fondamentale che la quantità di glutatione sia adeguata. Accade però che l’avanzare dell’età e fattori esterni riducano la presenza di questa molecola vitale. I naturali sistemi di ricarica del glutatione ridotto possono infatti perdere efficienza nel tempo. Oppure possono deteriorarsi a causa di un accumulo eccessivo di sostanze tossiche, soprattutto a livello epatico: vedi per esempio il vizio del fumo, il consumo di alcol, ma anche l’esposizione all’inquinamento, alle radiazioni solari e così via.
Anche alcune patologie possono concorrere alla perdita di glutatione: le malattie del fegato, il diabete di tipo II – legato anche a condizioni di obesità – e la sindrome metabolica.
Esercizio sì, ma moderato – Fare esercizio è bene, ma se eccessivo può essere male. Sport e attività fisica, se praticati in modo eccessivo possono diventare stressogeni, contribuendo così alla riduzione del glutatione con dirette e negative conseguenze sul benessere che tanto si rincorre. Il segreto è, dunque, fare esercizio ma con moderazione. E poi non dimentichiamo una corretta supplementazione, specie se si conduce una vita frenetica e se si è già più avanti con gli anni.
Le nuove scoperte – Fino a oggi la letteratura e la ricerca scientifica ritenevano che la molecola di glutatione ridotto fosse quasi impossibile da assumere per via orale. Una volta arrivata all’intestino non veniva assorbita nella sua forma tripeptidica ma scomposta nei tre aminoacidi, perdendo così di efficacia. Per questo motivo, si è sempre fatto ricorso alla somministrazione per via venosa – una soluzione poco pratica e invasiva. Le cose però, e per fortuna, sono cambiate. Oggi possiamo contare su integratori di nuova generazione e assumibili per via orale.

Uno di questi è Glutaredox Named, una formulazione brevettata che può avvalersi di un’innovativa modalità di veicolazione del glutatione ridotto all’interno dell’organismo: la tecnologia Oro-FS- Releise. Il glutatione ridotto si rende velocemente disponibile a livello organico, perché può oltrepassare facilmente membrane particolarmente recettive quali quelle orali e sub-linguali, bypassando le barriere intestinali. «Si tratta di un’innovazione molto interessante per le applicazioni che introduce, e che è stata oggetto di studi in vitro e in vivo, nei quali abbiamo riscontrato e verificato l’effettivo aumento dei livelli di glutatione ridotto a seguito della somministrazione di Glutaredox per via orale», conclude il prof. Fulvio Marzatico.


LA VITAMINA C ....

A.D. 2013

SCLEROSI MULTIPLA - LA VITAMINA C STIMOLA LA PRODUZIONE DI INTERFERONE, AGISCE DA FATTORE INATTIVANTE CONTRO VIRUS E INFEZIONI


EPPURE I NEUROLOGI SANNO MA TACCIONO E PREFERISCONO LE TERAPIE FARMACOLOGICHE ALTAMENTE TOSSICHE! 

La vitamina C protegge il ferro nell’intestino dall’ossidazione.Essa contribuisce anche alla formazione dei globuli rossi e previene le emorragie. Inoltre combatte le infezioni batteriche e riduce gli effetti di alcune sostanze che provocano allergie. Per queste ragioni la vitamina C è spesso usata nella prevenzione e nella cura del raffreddore comune. E’ stato scoperto che la vitamina C agisce come antistaminico e può essere usata per ridurre le dosi della forma medicinale.La vitamina C ha relazioni significative con altri elementi nutritivi. Contribuisce al metabolismo di alcuni aminoacidi come la fenilalanina e la tirosina che diventano ormoni. La vitamina C trasforma le forme inattive di acido folico in forma attiva di acido folinico e può avere un ruolo significativo nel metabolismo del calcio e del ferro. Inoltre protegge la tiamina, la riboflavina, l’acido folico, l’acido pantotenico, la vitamina A e la E dall’ossidazione. Protegge il cervello e il midollo spinale dalla distruzione da parte di radicali liberi. Gli studi sulla vitamina C come terapia anti-tumorale continuano, ma esistono già delle prove riguardanti l’effetto protettivo della vitamina C, nei confronti di alcuni tipi di tumore, in larghe fasce della popolazione.Grande concentrazione di vitamina C si trova nelle ghiandole surrenali, che rilasciano epinefrina e norepinefrina nei momenti di stress.

LA VITAMINA C È IMPORTANTE IN TUTTE LE CONDIZIONI STRESSANTI.
Il fabbisogno di acido ascorbico nei tessuti è superiore in presenza di metabolismo accelerato. La vitamina C stimola la produzione di interferone e agisce da fattore inattivante contro i virus e le infezioni, incluso il virus herpes, le eruzioni vacciniche, il virus dell’epatite, della poliomielite, dell’encefalite, del morbillo, della polmonite e dell’AIDS. Ciò avviene perché la vitamina C, catalizzata dagli ioni del rame, riduce le molecole di ossigeno in molecole tali che, a loro volta, attaccano gli acidi nucleici del virus. Dato che il normale funzionamento dei globuli bianchi che lottano contro le infezioni dipende dalla vitamina C, questo stesso meccanismo opera contro i batteri, compresi quelli responsabili della difterite, della tubercolosi, del tetano, della febbre tifoide, e gli stafilococchi.

        Se viene assunta vitamina C sufficiente per saturare i tessuti, essa entra nelle cellule e distrugge i virus momentaneamente inattivi. Per più di 25 anni il dott. Frederick Klenner di Reidsville, in North Carolina, ha usato la vitamina C nel trattamento di malattie virali. La sua terapia si basa sulla somministrazione, per via endovenosa o per via orale, di 20-40 grammi di vitamina C al dì. I sintomi dello scorbuto regrediscono rapidamente con la somministrazione di 100 mg al giorno.
SI È APPURATO CHE LA SOMMINISTRAZIONE DI DUE GRAMMI AL GIORNO O DI 500 MG INIETTATI DUE VOLTE AL GIORNO INIBISCE LA COAGULAZIONE DEL SANGUE.

Vitamina C e carenza di ferro. Trenta donne in età tra i 14 e i 40 anni soffrivano di carenza di ferro. Fu loro somministrata una compressa da 200 milligrammi di acido ascorbico al dì.
Risultati. Dopo 60 giorni di trattamento, la carenza di ferro migliorava. Una carenza cronica di ferro è spesso complicata dall’effetto collaterale dello scorbuto. Per influenzare l’assorbimento del ferro è necessaria un’assunzione di almeno 200-500 milligrammi di vitamina C al giorno. (Enil Margo Schleicher, direttore del reparto di Ematologia dell’Ospedale St. Barnabas, Minneapolis, come riportato in Rodale, ed., Prevention, Agosto 1970.)

Vitamina C e nicotina. Quattordici fumatori e 14 non fumatori aventi abitudini dietetiche simili sono stati sottoposti a diete carenti di vitamina C. A tutti sono stati presi i campioni di sangue. Quindi sono stati somministrati 1,1 grammi di vitamina C e abbondanti dosi di vitamine idrosolubili per facilitarne l’assorbimento. Questo processo ha avuto la durata di 5 giorni, finché l’organismo dei soggetti non era saturo di vitamina C. Per tre giorni le assunzioni di vitamina C sono state limitate e le urine scrupolosamente analizzate.
Risultati. Le analisi del sangue hanno dimostrato che i fumatori avevano circa il 30% in meno di vitamina C nel sangue rispetto ai non fumatori. (Omar Pelletier della Divisione Ricerca del Food and Drug Directorate in Ottawa, Canada, come riportato in Rodale, ed., Prevention, Luglio 1969.)

....................... CONTINUATE LA LETTURA!

Sulla Terra niente distrugge batteri e virus meglio dell’ozono.

A.D.
L’ozono è un gas che, in natura, si forma nell’atmosfera grazie a scariche elettriche che modificano la stabile struttura molecolare dell’ossigeno (O2), trasformandolo in O3. Ha un colore lievemente blu e un odore pungente. Una molecola di ozono è quindi formata da tre atomi di ossigeno ed è instabile: uno dei tre atomi tende infatti a separarsi per unirsi ad altre strutture molecolari, facendo ritornare la molecola di ossigeno (O2) alla sua forma stabile. Ma è proprio da questa instabilità che derivano le sue proprietà benefiche.
Sulla Terra infatti niente distrugge batteri e virus meglio dell’ozono. Può essere usato inoltre per eliminare, funghi, muffe, pesticidi, metalli pesanti, nitrati, nitriti e altre sostanze potenzialmente dannose. Grazie alla sua capacità di ossidazione, uccide i batteri attaccando la struttura molecolare delle loro membrane protettive e alterandone gli enzimi interni. Modificando la composizione molecolare di muffe, funghi e alghe, riesce ad annientarli. L’ozono è inoltre in grado di penetrare nelle strutture interne dei virus, danneggiando gli acidi nucleici virali e impedendo così la loro replicazione.
Non esiste quindi batterio, virus o fungo che possa resistere a una corretta dose di ozono, somministrata nei tempi giusti. Inoltre, normalizza e riequilibra il sistema immunitario, intervenendo contro le immunodeficienze e contro le risposte in eccesso come, per esempio, nel caso delle allergie. Senza dimenticare le sue proprietà antidolorifiche e antinfiammatorie, e la capacità di migliorare il metabolismo cellulare. Nelle zone del corpo dove viene somministrato, l’ozono migliora la circolazione sanguigna, soprattutto il microcircolo dei capillari, scioglie i grassi corporei (molto efficace contro cellulite e adiposità localizzate) e agisce contro i muscoli tesi e contratti.
L’ossigeno-ozono terapia può anche essere un valido rimedio al problema sempre maggiore della resistenza dei batteri agli antibiotici. Un fenomeno alimentato dall’abuso o dall’uso scorretto di farmaci che stimolano nei batteri la capacità di resistere alla loro azione. L’ozono è in grado di annientare anche quei ceppi batterici contro cui si dimostrano inefficaci anche gli antibiotici più potenti in circolazione.
L’ozono può essere somministrato in diversi modi, tutti certificati da protocolli medico scientifici autorizzati dalla Sioot e approvati dal Ministero della Salute:
• Grande autoemoinfusione: si prelevano 100 o 200 cc di sangue da una vena del braccio del paziente. Il sangue finisce in una sacca certificata. Senza staccare dal paziente l’ago del prelievo, un apposito dispositivo inserisce una miscela gassosa di ossigeno e ozono nella sacca e la mescola con il sangue prelevato. Il laccio emostatico viene quindi tolto dal braccio del paziente, la sacca viene sollevata e il sangue riaffluisce nell’organismo del paziente, portando con sé l’ozono e tutti i suoi effetti benefici.
• Piccola autoemoinfusione: il principio è lo stesso della grande autoemoinfusione, con la differenza che nella piccola autoemoinfusione sono prelevati pochi cc. di sangue dal paziente, arricchiti con la miscela gassosa di ossigeno e ozono e reiniettati con una siringa per via intramuscolare anziché per via endovenosa.
• Iniezioni di ossigeno-ozono sottocutanee, intramuscolari e intrarticolari: la miscela di ossigeno-ozono viene iniettata in diverse quantità, in diversi modi e in diverse zone del corpo, in base alla patologia da curare.
• Insufflazioni di ossigeno-ozono rettali, anali, vaginali, uterine e uretrali: la miscela di ossigeno e ozono viene introdotta nelle rispettive zone attraverso dei piccoli cateteri. L’ozono entra così in contatto diretto con tessuti soggetti a infezioni, infiammazioni, irritazioni, dolori o altre condizioni di disagio.
• Via topica: si applica su mani, braccia, piedi e gambe. La zona interessata viene avvolta in un sacchetto isolante di materiale plastico in cui viene fatto affluire l’ozono.
• Idropinica: il paziente beve regolarmente acqua ozonizzata e il suo organismo può così godere dei benefici globali dell’ozono.
La validità dei metodi di somministrazione dell’ozono e dell’ossigeno-ozono terapia come strumento di cura di numerose patologie è confermata da una bibliografia di oltre 1800 lavori pubblicati dal 1995 a oggi su www.pudmed.com, una sorta di enciclopedia online che riporta tutti i lavori scientifici pubblicati sulle più importanti riviste mediche.
È assolutamente proibito iniettare la miscela di ossigeno-ozono direttamente nelle vene o nelle arterie. Da evitare anche la somministrazione per via respiratoria, le cui controindicazioni sono documentate da oltre 1750 pubblicazioni.
Per saperne di più sulle patologie curabili con l’ossigeno-ozono terapia, suggeriamo la consultazione della sezione INDICAZIONI CLINICHE su questo sito internet.