CONTATORE PERSONE

07/12/2019

mi ricordo...



si si mi ricordo che alle mie spalle c'erano delle

personcine a modo che dicevano:

<<a.. SI..LA MELIS!! LE VISUALIZZAZIONI SE LE FA TUTTE  LEI

vergognatevi


NON HO MAI AVUTO BISOGNO DI VOI  (ne prima e ne dopo) QUANDO IO GIA'  facevo informazione  (ERA IL LONTANO 2011  ma io ho iniziato ancora prima nel 2009)

voi sapevate solo COPIARE DA ME E DA ALTRI   e poi infangavate  me e chi vi ha indirizzato  ad avere tutte le INFORMAZIONI necessarie PER STARE MEGLIO
MA  LA VOSTRA CATTIVERIA quella NON SI CURA

ovvio che sono io BASTA GUARDARE LA FOTOGRAFIA  PARLA DA SOLA :

Italia
304707
Stati Uniti
81345
Russia
27076
Germania
14716
Ucraina
8309
Francia
5454
Spagna
2047
Polonia
1827
Svizzera
1440
Regione sconosciuta
1384  



sono io che vado ovunque.....FRANCIA SPAGNA UCRAINA POLONIA ECC...

grazie ragazzi per le vs visualizzazioni da parte di TUTTO IL MONDO 

Il glutatione.....

A.D.
Il glutatione è una delle molecole più importanti a livello organico.
Scopriamo cos’è e se nel nostro corpo ce n’è a sufficienza per ottenerne tutti i benefici. L’intervista al Prof. Fulvio Marzatico, Laboratorio di Farmacobiochimica Nutrizione e Nutraceutica del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie
Benessere non significa necessariamente seguire rigorosamente una certa dieta, andare a faticare in palestra o correre per chilometri. Può anche significare avere dentro sé una molecola dal nome curioso, ma fondamentale. È il Glutatione, ed è una delle molecole più importanti a livello organico, perché ubiquitaria, ossia si trova – o si dovrebbe trovare – dappertutto .
Cos’è? – «Il glutatione interessa con la sua presenza tutte le cellule, sebbene in concentrazioni diverse. È costituito da 3 amminoacidi: acido glutammico, cisteina e glicina” – spiega il prof. Fulvio Marzatico, del Laboratorio di Farmacobiochimica Nutrizione e Nutraceutica del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Lazzaro Spallanzani” dell’Università di Pavia. “La sua azione detossificante è assai potente – continua Marzatico – e presiede al mantenimento dell’equilibrio ossidoriduttivo, determinante quando si tratti di contrastare l’ossidazione, cioè le alterazioni cellulari dannose per l’intero organismo e per la sopravvivenza stessa delle cellule».
Fegato sano e non solo – Il glutatione svolge un ruolo di primo piano determinante a livello epatico. Qui raggiunge concentrazioni molto elevate atte a contrastare l’accumulo di sostanze cosiddette “xenobiotiche”, che sono poi sostanze di scarto estranee all’organismo e provenienti dall’alimentazione, dalla respirazione eccetera. Queste intossicano le cellule innescando importanti processi di degenerazione cellulare.
Mantenersi in salute – Se vogliano mantenerci in buona salute è fondamentale che la quantità di glutatione sia adeguata. Accade però che l’avanzare dell’età e fattori esterni riducano la presenza di questa molecola vitale. I naturali sistemi di ricarica del glutatione ridotto possono infatti perdere efficienza nel tempo. Oppure possono deteriorarsi a causa di un accumulo eccessivo di sostanze tossiche, soprattutto a livello epatico: vedi per esempio il vizio del fumo, il consumo di alcol, ma anche l’esposizione all’inquinamento, alle radiazioni solari e così via.
Anche alcune patologie possono concorrere alla perdita di glutatione: le malattie del fegato, il diabete di tipo II – legato anche a condizioni di obesità – e la sindrome metabolica.
Esercizio sì, ma moderato – Fare esercizio è bene, ma se eccessivo può essere male. Sport e attività fisica, se praticati in modo eccessivo possono diventare stressogeni, contribuendo così alla riduzione del glutatione con dirette e negative conseguenze sul benessere che tanto si rincorre. Il segreto è, dunque, fare esercizio ma con moderazione. E poi non dimentichiamo una corretta supplementazione, specie se si conduce una vita frenetica e se si è già più avanti con gli anni.
Le nuove scoperte – Fino a oggi la letteratura e la ricerca scientifica ritenevano che la molecola di glutatione ridotto fosse quasi impossibile da assumere per via orale. Una volta arrivata all’intestino non veniva assorbita nella sua forma tripeptidica ma scomposta nei tre aminoacidi, perdendo così di efficacia. Per questo motivo, si è sempre fatto ricorso alla somministrazione per via venosa – una soluzione poco pratica e invasiva. Le cose però, e per fortuna, sono cambiate. Oggi possiamo contare su integratori di nuova generazione e assumibili per via orale.

Uno di questi è Glutaredox Named, una formulazione brevettata che può avvalersi di un’innovativa modalità di veicolazione del glutatione ridotto all’interno dell’organismo: la tecnologia Oro-FS- Releise. Il glutatione ridotto si rende velocemente disponibile a livello organico, perché può oltrepassare facilmente membrane particolarmente recettive quali quelle orali e sub-linguali, bypassando le barriere intestinali. «Si tratta di un’innovazione molto interessante per le applicazioni che introduce, e che è stata oggetto di studi in vitro e in vivo, nei quali abbiamo riscontrato e verificato l’effettivo aumento dei livelli di glutatione ridotto a seguito della somministrazione di Glutaredox per via orale», conclude il prof. Fulvio Marzatico.


LA VITAMINA C ....

A.D. 2013

SCLEROSI MULTIPLA - LA VITAMINA C STIMOLA LA PRODUZIONE DI INTERFERONE, AGISCE DA FATTORE INATTIVANTE CONTRO VIRUS E INFEZIONI


EPPURE I NEUROLOGI SANNO MA TACCIONO E PREFERISCONO LE TERAPIE FARMACOLOGICHE ALTAMENTE TOSSICHE! 

La vitamina C protegge il ferro nell’intestino dall’ossidazione.Essa contribuisce anche alla formazione dei globuli rossi e previene le emorragie. Inoltre combatte le infezioni batteriche e riduce gli effetti di alcune sostanze che provocano allergie. Per queste ragioni la vitamina C è spesso usata nella prevenzione e nella cura del raffreddore comune. E’ stato scoperto che la vitamina C agisce come antistaminico e può essere usata per ridurre le dosi della forma medicinale.La vitamina C ha relazioni significative con altri elementi nutritivi. Contribuisce al metabolismo di alcuni aminoacidi come la fenilalanina e la tirosina che diventano ormoni. La vitamina C trasforma le forme inattive di acido folico in forma attiva di acido folinico e può avere un ruolo significativo nel metabolismo del calcio e del ferro. Inoltre protegge la tiamina, la riboflavina, l’acido folico, l’acido pantotenico, la vitamina A e la E dall’ossidazione. Protegge il cervello e il midollo spinale dalla distruzione da parte di radicali liberi. Gli studi sulla vitamina C come terapia anti-tumorale continuano, ma esistono già delle prove riguardanti l’effetto protettivo della vitamina C, nei confronti di alcuni tipi di tumore, in larghe fasce della popolazione.Grande concentrazione di vitamina C si trova nelle ghiandole surrenali, che rilasciano epinefrina e norepinefrina nei momenti di stress.

LA VITAMINA C È IMPORTANTE IN TUTTE LE CONDIZIONI STRESSANTI.
Il fabbisogno di acido ascorbico nei tessuti è superiore in presenza di metabolismo accelerato. La vitamina C stimola la produzione di interferone e agisce da fattore inattivante contro i virus e le infezioni, incluso il virus herpes, le eruzioni vacciniche, il virus dell’epatite, della poliomielite, dell’encefalite, del morbillo, della polmonite e dell’AIDS. Ciò avviene perché la vitamina C, catalizzata dagli ioni del rame, riduce le molecole di ossigeno in molecole tali che, a loro volta, attaccano gli acidi nucleici del virus. Dato che il normale funzionamento dei globuli bianchi che lottano contro le infezioni dipende dalla vitamina C, questo stesso meccanismo opera contro i batteri, compresi quelli responsabili della difterite, della tubercolosi, del tetano, della febbre tifoide, e gli stafilococchi.

        Se viene assunta vitamina C sufficiente per saturare i tessuti, essa entra nelle cellule e distrugge i virus momentaneamente inattivi. Per più di 25 anni il dott. Frederick Klenner di Reidsville, in North Carolina, ha usato la vitamina C nel trattamento di malattie virali. La sua terapia si basa sulla somministrazione, per via endovenosa o per via orale, di 20-40 grammi di vitamina C al dì. I sintomi dello scorbuto regrediscono rapidamente con la somministrazione di 100 mg al giorno.
SI È APPURATO CHE LA SOMMINISTRAZIONE DI DUE GRAMMI AL GIORNO O DI 500 MG INIETTATI DUE VOLTE AL GIORNO INIBISCE LA COAGULAZIONE DEL SANGUE.

Vitamina C e carenza di ferro. Trenta donne in età tra i 14 e i 40 anni soffrivano di carenza di ferro. Fu loro somministrata una compressa da 200 milligrammi di acido ascorbico al dì.
Risultati. Dopo 60 giorni di trattamento, la carenza di ferro migliorava. Una carenza cronica di ferro è spesso complicata dall’effetto collaterale dello scorbuto. Per influenzare l’assorbimento del ferro è necessaria un’assunzione di almeno 200-500 milligrammi di vitamina C al giorno. (Enil Margo Schleicher, direttore del reparto di Ematologia dell’Ospedale St. Barnabas, Minneapolis, come riportato in Rodale, ed., Prevention, Agosto 1970.)

Vitamina C e nicotina. Quattordici fumatori e 14 non fumatori aventi abitudini dietetiche simili sono stati sottoposti a diete carenti di vitamina C. A tutti sono stati presi i campioni di sangue. Quindi sono stati somministrati 1,1 grammi di vitamina C e abbondanti dosi di vitamine idrosolubili per facilitarne l’assorbimento. Questo processo ha avuto la durata di 5 giorni, finché l’organismo dei soggetti non era saturo di vitamina C. Per tre giorni le assunzioni di vitamina C sono state limitate e le urine scrupolosamente analizzate.
Risultati. Le analisi del sangue hanno dimostrato che i fumatori avevano circa il 30% in meno di vitamina C nel sangue rispetto ai non fumatori. (Omar Pelletier della Divisione Ricerca del Food and Drug Directorate in Ottawa, Canada, come riportato in Rodale, ed., Prevention, Luglio 1969.)

....................... CONTINUATE LA LETTURA!

Sulla Terra niente distrugge batteri e virus meglio dell’ozono.

A.D.
L’ozono è un gas che, in natura, si forma nell’atmosfera grazie a scariche elettriche che modificano la stabile struttura molecolare dell’ossigeno (O2), trasformandolo in O3. Ha un colore lievemente blu e un odore pungente. Una molecola di ozono è quindi formata da tre atomi di ossigeno ed è instabile: uno dei tre atomi tende infatti a separarsi per unirsi ad altre strutture molecolari, facendo ritornare la molecola di ossigeno (O2) alla sua forma stabile. Ma è proprio da questa instabilità che derivano le sue proprietà benefiche.
Sulla Terra infatti niente distrugge batteri e virus meglio dell’ozono. Può essere usato inoltre per eliminare, funghi, muffe, pesticidi, metalli pesanti, nitrati, nitriti e altre sostanze potenzialmente dannose. Grazie alla sua capacità di ossidazione, uccide i batteri attaccando la struttura molecolare delle loro membrane protettive e alterandone gli enzimi interni. Modificando la composizione molecolare di muffe, funghi e alghe, riesce ad annientarli. L’ozono è inoltre in grado di penetrare nelle strutture interne dei virus, danneggiando gli acidi nucleici virali e impedendo così la loro replicazione.
Non esiste quindi batterio, virus o fungo che possa resistere a una corretta dose di ozono, somministrata nei tempi giusti. Inoltre, normalizza e riequilibra il sistema immunitario, intervenendo contro le immunodeficienze e contro le risposte in eccesso come, per esempio, nel caso delle allergie. Senza dimenticare le sue proprietà antidolorifiche e antinfiammatorie, e la capacità di migliorare il metabolismo cellulare. Nelle zone del corpo dove viene somministrato, l’ozono migliora la circolazione sanguigna, soprattutto il microcircolo dei capillari, scioglie i grassi corporei (molto efficace contro cellulite e adiposità localizzate) e agisce contro i muscoli tesi e contratti.
L’ossigeno-ozono terapia può anche essere un valido rimedio al problema sempre maggiore della resistenza dei batteri agli antibiotici. Un fenomeno alimentato dall’abuso o dall’uso scorretto di farmaci che stimolano nei batteri la capacità di resistere alla loro azione. L’ozono è in grado di annientare anche quei ceppi batterici contro cui si dimostrano inefficaci anche gli antibiotici più potenti in circolazione.
L’ozono può essere somministrato in diversi modi, tutti certificati da protocolli medico scientifici autorizzati dalla Sioot e approvati dal Ministero della Salute:
Grande autoemoinfusione: si prelevano 100 o 200 cc di sangue da una vena del braccio del paziente. Il sangue finisce in una sacca certificata. Senza staccare dal paziente l’ago del prelievo, un apposito dispositivo inserisce una miscela gassosa di ossigeno e ozono nella sacca e la mescola con il sangue prelevato. Il laccio emostatico viene quindi tolto dal braccio del paziente, la sacca viene sollevata e il sangue riaffluisce nell’organismo del paziente, portando con sé l’ozono e tutti i suoi effetti benefici.
Piccola autoemoinfusione: il principio è lo stesso della grande autoemoinfusione, con la differenza che nella piccola autoemoinfusione sono prelevati pochi cc. di sangue dal paziente, arricchiti con la miscela gassosa di ossigeno e ozono e reiniettati con una siringa per via intramuscolare anziché per via endovenosa.
Iniezioni di ossigeno-ozono sottocutanee, intramuscolari e intrarticolari: la miscela di ossigeno-ozono viene iniettata in diverse quantità, in diversi modi e in diverse zone del corpo, in base alla patologia da curare.
Insufflazioni di ossigeno-ozono rettali, anali, vaginali, uterine e uretrali: la miscela di ossigeno e ozono viene introdotta nelle rispettive zone attraverso dei piccoli cateteri. L’ozono entra così in contatto diretto con tessuti soggetti a infezioni, infiammazioni, irritazioni, dolori o altre condizioni di disagio.
Via topica: si applica su mani, braccia, piedi e gambe. La zona interessata viene avvolta in un sacchetto isolante di materiale plastico in cui viene fatto affluire l’ozono.
Idropinica: il paziente beve regolarmente acqua ozonizzata e il suo organismo può così godere dei benefici globali dell’ozono.
La validità dei metodi di somministrazione dell’ozono e dell’ossigeno-ozono terapia come strumento di cura di numerose patologie è confermata da una bibliografia di oltre 1800 lavori pubblicati dal 1995 a oggi su www.pudmed.com, una sorta di enciclopedia online che riporta tutti i lavori scientifici pubblicati sulle più importanti riviste mediche.
È assolutamente proibito iniettare la miscela di ossigeno-ozono direttamente nelle vene o nelle arterie. Da evitare anche la somministrazione per via respiratoria, le cui controindicazioni sono documentate da oltre 1750 pubblicazioni.
Per saperne di più sulle patologie curabili con l’ossigeno-ozono terapia, suggeriamo la consultazione della sezione INDICAZIONI CLINICHE su questo sito internet.

ozonoterapia

A.D.
Gli effetti dell’ozonoterapia sul sistema immunitario.
Pubblicato da Fabrizio de Gasperis il 15 Novembre 2018
Bere acqua ozonizzata crea numerosi benefici fisici, bevuta regolarmente a stomaco vuoto aiuta l'eliminazione del Helicobacter Pylori, riduce le gastriti, è utile nelle disbiosi intestinali disintossicando e regolarizzando il tratto intestinale.
Come già precedentemente abbiamo detto, parleremo qui degli effetti dell’ozonoterapia sul sistema immunitario attraverso un meccanismo in grado di modificarne la risposta, denominato immunomodulazione.
1) Promuove la sintesi di mediatori che fungono da segnali di comunicazione fra le cellule del sistema immunitario e fra queste e diversi organi e tessuti ( denominate citochine ) da parte di cellule a ciò specializzate ( macrofagi, monociti e linfociti )
2) Esercita un’azione positiva sulla liberazione di citochine ( vedi sopra ) dotate di capacità immunostimolanti o immunodeprimenti in modo equamente bilanciato
3) Ha azione benefica su cellule del nostro organismo presenti sin dalla nascita da immaginare come prima linea di difesa dell’organismo contro un organismo estraneo, il cosiddetto “ non self “. Queste sono le cellule che formano la difesa aspecifica così definita in immunologia.
4) Egualmente esercita azione positiva anche su cellule che si sviluppano progressivamente dopo l’incontro con uno specifico nemico ( definito antigene ) e comprendono mediatori chimici e cellulari
Inoltre ricordiamo che l’ozono esercita una forte attività distruttiva nei confronti di batteri, funghi e virus. L’azione nei confronti di batteri e funghi avviene come quando mettiamo una goccia di acqua ossigenata su di una ferita sanguinante: la prima cosa che vediamo è l’effervescenza che si sviluppa cioè è l’azione ossidativa dei perossidi indotta dall’ozono. Per l’attacco ai virus invece il meccanismo d’azione è differente poiché l’ozono impedisce l’attacco del virus alla cellula bersaglio, impedendogli quindi di riprodursi.
Possiamo quindi affermare che il risultato positivo dell’ozonoterapia può essere dato a più fattori:
1) Effetto positivo sulla regolazione di nuovi vasi sanguigni ( fenomeno noto come angiogenesi )
2) Effetto regolatore sul sistema di ossidazione cellulare ( già discusso precedentemente )
3) Azione di attivazione delle cellule deputate alla produzione di anticorpi ( definite immunocompetenti ) e sulla produzione delle citochine che abbiamo citato più sopra
4) In ultimo importantissima la capacità di attivare il metabolismo dei globuli rossi con conseguente aumento della disponibilità di ossigeno. E l’ossigeno è vita…

Quali sono gli effetti benefici

1) Modulazione del sistema immunitario
2) Modula l’influenza del sistema nervoso sulla crescita ( trofismo ) tissutale
3) Aumenta la capacità cicatrizzante e quella della rigenerazione dei tessuti
4) Incremento del microcircolo
5) Potere antiinfiammatorio, antidolorifico ed antiedemigeno ( utilissimo nelle ernie discali )
6) Capacità antibatterica ( l’ozono si usa anche per depurare le acque )
7) Capacità antivirale
8) Capacità antifungina ( o antimicotica )
Sulla scorta di quanto detto sino ad ora, è facilmente intuibile come i campi d’azione di questa meravigliosa terapia siano molteplici, variando ovviamente concentrazioni della miscela O3-O2 e la modalità di applicazione della stessa.

https://www.fabriziodegasperis.it/gli-effetti-dellozonoterapia-sul-sistema-immunitario/

PROBIOTICI E PREBIOTICI

PROBIOTICI E PREBIOTICI Andrea Poli Nutrition Foundation of Italy, Milano A.D. ABSTRACT
La principale strategia per influenzare la composizione del microbiota intestinale prevede l’integrazione diretta della dieta con alimenti ricchi delle specie batteriche di interesse o mediante preparazioni protette dei batteri stessi, abitualmente liofilizzati. Una possibilità alternativa è il consumo di alimenti o integratori, come la fibra alimentare, che per la loro indigeribilità da parte degli enzimi digestivi umani sono in grado di fornire substrati energetici al microbiota o a una sua parte, favorendone selettivamente la crescita. Un effetto simile può essere ottenuto anche mediante l’impiego di estratti vegetali, o di molecole specifiche (come alcuni polifenoli). L’uso di formulazioni simbiotiche, che contengono sia il ceppo batterico desiderato, e sia la fonte energetica che può sostenerne la crescita, rappresenterà forse, in futuro, l’approccio più razionale al problema degli interventi finalizzati alla modificazione del microbiota intestinale. Qual è la strategia migliore per modificare il microbiota intestinale, migliorandone la composizione (o aumentandone la diversità) con obiettivi di salute? Le crescenti informazioni sul ruolo del microbiota stesso nel mantenere il nostro organismo in una condizione di benessere hanno reso questo quesito di immediata rilevanza pratica. Già oggi sono possibili interventi di varia natura: dal consumo di alimenti naturalmente ricchi di batteri ad azione probiotica, tipici di alcuni alimenti fermentati (specie latticini), all’integrazione alimentare con liofilizzati batterici, meglio se in formulazioni protette in grado di raggiungere in forma vitale il tratto intestinale inferiore, superando indenni la doppia barriera del pH acido gastrico e alcalino a livello del duodeno. La ricchezza della flora batterica intestinale, che supera le 1013 unità, implica naturalmente, per poter ottenere effetti di una portata significativa, l’uso di preparati batterici di adeguata consistenza numerica: e la raccomandazione della linea guida ministeriale al proposito 1 (almeno 109 cellule vitali al termine della shelf-life) è ormai spesso superata, anche di un fattore 10, dai prodotti a disposizione di medici e consumatori. Un approccio alternativo, che può in realtà anche essere combinato con la supplementazione diretta con probiotici, è rappresentato dalla creazione, a livello intestinale, di un microambiente favorevole per le specie batteriche di cui si intende amplificare la crescita. Un obiettivo che può essere ottenuto mediante la somministrazione dei cosiddetti prebiotici, in genere (ma ormai non più solamente) substrati energetici selettivamente utilizzabili da alcune specie batteriche, che ne favoriscono quindi la proliferazione e lo sviluppo. Il prebiotico tipico è la cosiddetta fibra alimentare, e cioè quel mix di carboidrati complessi caratterizzati da unità monomeriche collegate da legami non attaccabili dagli enzimi digestivi umani, e che pertanto non possono essere “smontati” e assorbiti dal nostro apparato digerente, e raggiungono quindi più o meno intatti il tratto digerente inferiore 2. Le fibre con un più marcato effetto prebiotico sarebbero l’inulina e i FOS (polimeri di varia lunghezza del fruttosio), i beta-glucani, le pectine 2, ma un certo effetto prebiotico è attribuibile praticamente a tutti i composti della famiglia delle fibre. È quindi chiaro che la nostra alimentazione quotidiana è la prima fonte di prebiotici: alcuni autori ritengono che i vantaggi di salute attribuiti a un adeguato consumo di fibra siano in realtà dovuti non solo agli effetti metabolici, ma anche (e forse precipuamente) a quelli prebiotici della fibra stessa. A partire dalla fibra, tra l’altro, molti batteri del microbiota producono i cosiddetti SCFA (short chain fatty acids), come l’acetato, il propionato e specie il butirrato, dotati di numerosi effetti favorevoli sia sulla parete del colon e sia a livello sistemico 3. È interessante osservare come l’effetto prebiotico di alcuni oligosaccaridi (soprattutto i cosiddetti GOS, o galatto-oligosaccaridi) svolga un ruolo determinante durante la colonizzazione dell’intestino – di fatto sterile o quasi sterile in utero – del neonato: questi composti, presenti nel latte materno, non sono infatti attaccabili da parte degli enzimi digestivi del neonato stesso, e raggiungono intatti il suo intestino tenue e il colon, facilitando selettivamente la crescita di bifidobacilli e lactobacilli, che sono in grado di utilizzarli come substrati energetici, e che probabilmente rappresentano il microbiota intestinale ottimale in questa fase della vita 4. Il concetto di prebiotico, inizialmente riferito soprattutto alla fibra alimentare, può essere tuttavia allargato in modo significativo: molti composti di origine vegetale, per esempio, sono in grado di influenzare selettivamente la crescita di alcune specie batteriche. La berberina, presente in molti integratori, sembrerebbe stimolare la crescita dell’Akkermansia Muciniphila, che contribuirebbe significativamente all’effetto di protezione vascolare associato all’uso sistematico della berberina stessa nei modelli sperimentali 5. Analogamente, molti alimenti ricchi di polifenoli sono in grado di influenzare la crescita batterica intestinale, rappresentando inoltre la base metabolica per la sintesi di metaboliti secondari, talora di potenziale interesse salutistico (come l’enterodiolo prodotto a partire dalla lignina) 6. Il resveratrolo, modificando il profilo del microbiota intestinale, ridurrebbe invece, secondo alcuni dati preliminari ottenuti nell’animale, la conversione della colina in trimetilammina (TMA) e quindi nel corrispondente composto ossidato (la TMAO) 7, depotenziando quindi uno dei possibili meccanismi alla base dell’aterogenicità di carni e uova, analizzato in uno dei numeri precedenti di Microbioma Microbiota 8. Recentemente la possibilità di influenzare il microbiota intestinale si è allargata anche all’impiego dei batteriofagi, virus a struttura complessa caratterizzati dalla capacità di legarsi a batteri specifici, infettandoli e causando la distruzione per esplosione della cellula batterica. I batteriofagi possono quindi intervenire “chirurgicamente” sul microbiota, riducendo selettivamente popolazioni batteriche la cui consistenza sia eccessiva, e costituendo quindi una sorta di terapia antibiotica mirata, in grado di facilitare la crescita di specie antagoniste. Recentemente, uno studio controllato contro placebo ha documentato la sicurezza di impiego dell’uso di una preparazione commerciale, già disponibile negli USA, di quattro ceppi di batteriofagi in soggetti con disturbi gastrointestinali, spesso poco tolleranti dei prebiotici classici a base di fibra alimentare, confermando la praticabilità di questo approccio 9. La possibilità di influenzare il microbiota attraverso la somministrazione concomitante di probiotici e degli opportuni prebiotici sembrerebbe forse la tecnica dotata di maggiori prospettive in un’ottica di tipo terapeutico. Miscele di questa natura (simbiotici) sono in effetti già state utilizzate in studi clinici, rivelando una superiore capacità di colonizzare il microbiota intestinale e, in alcuni casi, di migliorare alcuni aspetti di salute del paziente 10. È presumibile che questi aspetti della terapia con probiotici siano destinati a un rapido e interessante sviluppo.

sclerosi multipla e fibromialgia

Qual è la differenza tra sclerosi multipla e fibromialgia?
La sclerosi multipla e la fibromialgia coinvolgono entrambi il sistema nervoso e causano sintomi cronici, come dolore e stanchezza. Tuttavia, ci sono differenze cruciali.
La sclerosi multipla (SM) è una condizione neurologica. Causa il sistema immunitario di attaccare il sistema nervoso centrale e danneggiare il rivestimento protettivo dei nervi, che è chiamato mielina.
La fibromialgia è una condizione complessa che colpisce molte delle funzioni del corpo. Il sintomo più rivelatore è il dolore e la tenerezza diffusa nei muscoli e nelle articolazioni. A differenza della SM, la fibromialgia non è una malattia autoimmune.
Attualmente, la comunità medica non comprende appieno le cause della fibromialgia. I sintomi sembrano provenire dal sistema nervoso centrale che invia segnali errati al cervello.
In questo articolo, scopri le differenze tra SM e fibromialgia e come i medici diagnosticano e trattano queste condizioni.

MS vs sintomi della fibromialgia

Fibromialgia e SM condividono alcuni sintomi, come debolezza muscolare e dolore. Tuttavia, ci sono differenze fondamentali, inclusi i tipi di dolore e le questioni correlate:

Dolore alla fibromialgia

Il dolore fibromialgico è tipicamente diffuso e dura a lungo.
La pelle può sempre sembrare tenera e alcune aree possono essere più sensibili di altre.
Le persone con fibromialgia descrivono spesso il dolore come noioso, doloroso e persistente.
Il dolore fibromialgico si verifica spesso su entrambi i lati del corpo e nelle aree sopra e sotto la vita.
Per una diagnosi di fibromialgia, il dolore deve essere durato per almeno 3 mesi.

Altri sintomi di fibromialgia

Altri sintomi della fibromialgia includono:
  • Fatica: La fibromialgia causa in genere affaticamento cronico. Le persone con questa condizione possono aver bisogno di fare lunghe pause tra le attività o dormire di più.
  • Irrequietezza: Alcune persone provano irrequietezza o sindrome delle gambe senza riposo. Possono avere difficoltà a trovare conforto o rilassarsi e possono sviluppare disturbi del sonno, come l'insonnia.
  • Fibro nebbia: Questo termine descrive un senso duraturo di confusione o difficoltà di concentrazione che deriva dalla fibromialgia. Alcune ricerche suggeriscono che si verifica perché il cervello sta cercando di sintonizzare il dolore, il che rende il pensiero più difficile.

Dolore alla SM

La SM colpisce i nervi in ​​tutto il corpo. I nervi danneggiati possono sparare senza causa, causando dolore e altre sensazioni in una o più aree.
Il dolore colpisce le persone in modo diverso, ma alcuni lo descrivono come:
  • una sensazione di bruciore sotto la pelle
  • una sensazione di intorpidimento, come se certe aree si "addormentassero"
  • formicolio a disagio
  • formicolio
  • una sensazione di elettricità
La gravità può variare a seconda di quanto è progredita la SM. Alcune persone provano solo formicolio, mentre altri provano dolore diffuso e debilitante.
Altri sintomi della SM includono:
Cambiamenti nella parola: Poiché il sistema immunitario danneggia i nervi, può essere necessario più tempo perché i segnali raggiungano il cervello. Questo può rendere il discorso lento o difficile.
La visione cambia: I danni ai nervi possono anche influenzare gli occhi, portando a visione sfocata o doppia. Alcune persone sperimentano una perdita della vista completa o completa.
Difficoltà a muoversi oa camminare: Il danno ai nervi può portare a debolezza muscolare delle braccia o delle gambe, che può influenzare il modo in cui una persona cammina. La loro andatura può essere interrotta o instabile.
Coordinazione: I danni ai nervi possono anche inibire il coordinamento di una persona, facendoli sentire fuori equilibrio o vertigini.
Cambiamenti della vescica e dell'intestino: Le persone con SM possono aver bisogno di urinare o avere movimenti intestinali più frequentemente, per esempio.

Diagnosi

La diagnosi di entrambe le condizioni può essere difficile e può comportare un processo di eliminazione.
Se un medico sospetta che una persona abbia la SM, userà spesso una risonanza magnetica per verificare la presenza di danni al cervello e al midollo spinale.
Se sono ancora incerti, possono richiedere una puntura lombare, che comporta la rimozione di alcuni liquidi dalla colonna vertebrale e il controllo di anticorpi che si verificano in caso di SM.
Questo è il modo più accurato per diagnosticare la condizione.
Non esiste un singolo test per la fibromialgia e un medico può prima aver bisogno di escludere altre spiegazioni per i sintomi.
Test di conduzione nervosa, elettromiogrammi, biopsie cutanee e analisi del sangue sono metodi comuni che i medici usano per diagnosticare la condizione. Un medico può anche chiedere come si sentono piccoli dolori perché tendono a ferire di più nelle persone con fibromialgia.
Il medico può anche indagare su eventuali punti sensibili sul corpo. Queste sono aree che sono particolarmente sensibili nelle persone con fibromialgia.

Aspettative di vita

SM e fibromialgia sono condizioni a lungo termine, ma nessuno dei due è pericoloso per la vita.
I sintomi della fibromialgia possono essere persistenti, mentre quelli della SM possono progredire e diventare debilitanti.

Trattamenti

Poiché non esiste una cura per entrambe le condizioni, i trattamenti prevedono la gestione e la riduzione dei sintomi per migliorare la qualità della vita.

Trattamento della SM

Un piano di trattamento completo può aiutare ad alleviare i sintomi, prevenire le riacutizzazioni e rallentare la progressione della malattia.
Alcuni farmaci da banco possono fornire un sollievo temporaneo da sintomi come il dolore. Le opzioni includono:
  • ibuprofen (Advil)
  • acetaminofene (Tylenol)
  • aspirina (Bayer)
La National Multiple Sclerosis Society negli Stati Uniti elenca molti farmaci da prescrizione che possono aiutare. Un medico può prescrivere uno qualsiasi di questi farmaci a:
  • gestire i sintomi
  • prevenire le fiammate
  • rallentare la progressione della SM
Molte terapie alternative possono anche aiutare, tra cui:
  • tecniche per alleviare lo stress, come esercizi di respirazione e meditazione
  • attività a basso impatto, come il nuoto, il Tai Chi e lo yoga
  • agopuntura
  • riflessologia

Trattamento fibromialgia

La National Fibromyalgia & Chronic Pain Association afferma che quanto segue può aiutare le persone a gestire la condizione:
  • Formazione scolastica: I medici dovrebbero fornire informazioni sulla condizione e varie opzioni di trattamento. Alcune persone trovano che la ricerca indipendente li aiuti a trovare trattamenti migliori e più sollievo.
  • Esercizi di aerobica: Può aiutare a seguire un allenamento di routine ogni giorno. Questo non ha bisogno di essere faticoso, ma dovrebbe aumentare la frequenza cardiaca.
  • Supporto per la salute mentale: Strumenti come la terapia cognitivo comportamentale possono integrare il trattamento. Inoltre, il supporto di amici, familiari e gruppi può essere cruciale per il benessere generale di una persona.
  • Terapia medicinale: Alcuni farmaci da prescrizione possono ridurre sintomi come il dolore.
Poiché non ci sono molti trattamenti medici diretti per la condizione, le terapie complementari possono essere una buona opzione. Questi includono:
  • Fisioterapia
  • rilascio di tessuto miofasciale
  • manipolazione chiropratica
  • terapia calda e fredda
  • massaggio
  • agopuntura
  • tecniche di rilassamento
  • yoga
  • aromaterapia
  • erbe e integratori

Cos'altro potrebbe essere?

La fibromialgia e la SM possono essere difficili da diagnosticare perché i loro sintomi assomigliano a quelli di molte altre condizioni, tra cui:
  • emicranie croniche
  • lupus
  • artrite reumatoide
  • sarcoidosi
  • disturbo dello spettro di neuromielite ottica
  • malattia di Lyme
  • miastenia grave
  • sindrome di Sjogren
  • neuropatia

Conclusione

SM e fibromialgia sono condizioni diverse che possono causare sintomi simili. Non esiste una cura per nessuna delle due condizioni, ma ci sono molti metodi per gestire i sintomi.
Parla con un medico di eventuali sintomi non diagnosticati e collabora con loro per sviluppare una strategia di trattamento completa.