CONTATORE PERSONE

08/06/2013

Collocamento mirato - Assunzioni obbligatorie -Legge 12 marzo 1999, n. 68 "Norme per il diritto al lavoro dei disabili"

 CLIKKA QUI PER LEGGERE TUTTO www.handylex.org/stato/l120399.shtml

La presente legge ha come finalità la promozione dell'inserimento e della integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato.


A chi si rivolge la legge 68/99
a) “ alle persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e ai  portatori di handicap intellettivo, che comportino una riduzione della capacità lavorativa  superiore al 45 per cento ……”
b) “ alle persone invalide del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33 % ”
c) “ alle persone non vedenti (intendendo con questo termine i soggetti affetti da cecità assoluta o con un residuo visivo non superiore ad 1/10 da entrambi gli occhi) o sordomute (soggetti colpiti da sordità dalla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata)…..”
d) “ alle persone invalide di guerra, invalide civili di guerra e invalide per servizio con minorazioni ascritte dalla prima all’ottava categoria…..”.

L’articolo 18 (Disposizioni transitorie e finali) precisa che, in attesa dell’entrata in vigore di una
normativa specifica, i datori di lavoro (pubblici e privati) che occupano oltre 50 dipendenti sono
tenuti ad assumere vedove ed orfani per causa di lavoro, di guerra, di servizio e i profughi italiani
rimpatriati, nella misura seguente :
• una unità se occupano da 51 a 150 dipendenti
• l’1 per cento del totale se occupano oltre 150 dipendenti.
N.B. Tali quote non vanno a sostituirsi a quelle previste per i soggetti disabili, ma ad aggiungersi ad esse.
Cosa fare per usufruire del collocamento obbligatorio
Condizione indispensabile per usufruire dei benefici previsti dalla legge 68/99 è l’iscrizione negli appositi elenchi del collocamento obbligatorio, tenuti presso i Servizi per l’impiego delle Amministrazioni Provinciali.
Per iscriversi, i richiedenti devono essere in possesso dei seguenti requisiti :

a) ANAGRAFICI : età non inferiore a 15 anni e assolvimento dell’obbligo scolastico (l’iscrizione è valida fino al raggiungimento dell’età pensionabile)
b) SOGGETTIVI : essere affetti da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali che determinano una disabilità giudicata al di sopra di una determinata soglia (soglia di accesso)
c) ESSERE DISOCCUPATI : (fatta eccezione per la partecipazione ai concorsi pubblici)
Quali documenti presentare per l’iscrizione
1) Copia dell’attestato di invalidità
2) Attestato di disoccupazione
3) Stato di famiglia
Solitamente i Servizi per l’impiego iscrivono il richiedente negli elenchi del collocamento
obbligatorio con riserva di ulteriore accertamento dell’invalidità da parte degli organismi sanitari
competenti.
Il richiedente è infatti sottoposto a visita medico legale (ad esempio da parte dell’Azienda USL –
U.F. Medicina Legale per la categoria invalidi civili) che accerta l’idoneità al lavoro, indica le
mansioni compatibili con lo stato invalidante e la necessità di eventuali interventi di supporto per
consentire l’inserimento lavorativo.
Cosa fare una volta iscritti
I soggetti richiedenti in possesso dei requisiti precedentemente indicati sono iscritti negli elenchi del
collocamento obbligatorio in un’unica graduatoria compilata indipendentemente dalla causa invalidante.
La posizione in graduatoria è determinata attraverso i seguenti criteri :
1) anzianità di iscrizione
2) reddito soggettivo dell’interessato 3) carico familiare
4) grado di invalidità
Successivamente all’iscrizione, il disabile ha la possibilità di aderire alle offerte di lavoro che giungono al Servizio di collocamento obbligatorio sia da parte di Enti Pubblici sia da parte di Aziende private; egli deve manifestare la propria volontà di adesione compilando l’apposito modulo di prenotazione.
E’ opportuno ricordare che la volontà dell’interessato risulta fondamentale affinché il Servizio per l’impiego possa procedere agli avviamenti al lavoro; essi non avvengono in maniera “automatica”  dopo l’iscrizione.
Il disabile disoccupato è tenuto a controllare periodicamente le offerte disponibili attraverso le bacheche informative presenti presso i Centri per l’impiego, l’utilizzo di Internet, la lettura dei quotidiani e così via; naturalmente ogni singola offerta di lavoro contiene particolari requisiti in relazione alla mansione da svolgere : il disabile deve controllare dunque ciò che è richiesto e, sulla
base della propria volontà e dei requisiti di cui è in possesso, effettuare la prenotazione.
Nello stesso modo egli, se in possesso del diploma di scuola media superiore oppure di titolo universitario, ha la facoltà di partecipare ai concorsi pubblici (sia quelli riservati ai beneficiari della  legge 68/99, sia quelli non riservati ad essi)
L’avviamento al lavoro
La legge 68/99 prevede, per i datori di lavoro pubblici e privati, l’obbligo di assumere disabili
secondo le seguenti modalità :
• num. 1 disabile se occupano tra 15 e 35 dipendenti
• num. 2 disabili se occupano tra 36 e 50 dipendenti
• il 7% del totale se occupano oltre 51 dipendenti

Nel caso in cui si proceda ad una chiamata nominativa, il Servizio di collocamento obbligatorio
trasmette al datore di lavoro richiedente l’elenco completo dei soggetti che si sono prenotati per quella determinata offerta di lavoro.
Spetterà al datore di lavoro selezionarli tutti e scegliere il disabile che riterrà più idoneo a svolgere la mansione richiesta.
Nel caso in cui si proceda ad una chiamata numerica, il Servizio di collocamento obbligatorio formula una graduatoria dei soggetti che si sono prenotati (in base ai criteri precedentemente detti) e provvede ad avviare l’avente diritto (o gli aventi diritto) al datore di lavoro richiedente. Assunzioni obbligatorie da parte di Enti Pubblici
Nella stragrande maggioranza dei casi, le Pubbliche Amministrazioni provvedono all’assunzione del personale disabile da adibire a mansioni per le quali è richiesto il requisito della sola scuola dell’obbligo per chiamata numerica.
Per quanto riguarda, invece, le qualifiche superiori gli aspiranti vengono selezionati mediante concorso pubblico : in tal caso la riserva a favore dei soggetti disabili non può superare il 50% dei posti in palio.
E’ opportuno soffermarsi ad indicare cosa avviene se il disabile che partecipa al concorso consegue l’idoneità;si distinguono le seguenti situazioni :

a) egli è posto tra i vincitori se l’Ente che ha bandito il concorso non ha coperto, nella sua
totalità, la quota d’obbligo riservata ai disabili
b) egli mantiene la propria posizione in graduatoria nel caso in cui l’Ente che ha bandito il
concorso abbia già assolto l’obbligo assuntivo previsto per i disabili
Le Pubbliche Amministrazioni, inoltre, sono tenute a riservare il 10% dei posti della quota
d’obbligo ai disabili gravi o affetti da disabilità psichica (comunque ai soggetti con grado di
invalidità pari o superiore al 67%). Il ricorso alle chiamate nominative è previsto per gli Enti
Pubblici esclusivamente nei casi in cui stipulino con i Servizi provinciali per l’impiego le
convenzioni di cui all’articolo 11 della legge 68/99 e in relazione a quanto previsto dalla Direttiva
del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1/12/1993 (chiamata nominativa, ad esempio per
l’assunzione di disabili psichici che presentano particolari difficoltà di inserimento).
Assunzioni obbligatorie presso Aziende private
I datori di lavoro privati provvedono ad assumere disabili nella percentuale e secondo le modalità precedentemente indicate.
Nel caso in cui essi stipulino, con i Servizi provinciali per l’impiego, le convenzioni previste dall’art. 11 della legge 68/99 (in modo tale da programmare le assunzioni nel tempo, indicando le figure professionali richieste e le modalità di inserimento lavorativo), acquisiscono la facoltà di utilizzare chiamate nominative per la totalità dei disabili da assumere.
Ad esempio, un’azienda che occupa oltre 51 dipendenti ha l’obbligo di assumere disabili nella percentuale del 7% sul totale dei lavoratori occupati (escludendo coloro che non rientrano tra i soggetti sui quali calcolare la quota d’obbligo) :

• se non ha stipulato convenzioni con i Servizi provinciali per l’impiego, l’azienda deve assumere il 60% per chiamata nominativa e il 40% per chiamata numerica
• in caso di stipula della convenzione potrà assumere la totalità dei disabili per chiamata nominativa.
I partiti politici, le organizzazioni sindacali, le associazioni senza finalità di lucro assumono disabili
per chiamata nominativa considerando nel numero dei soggetti sui quali calcolare la quota
d’obbligo esclusivamente il personale tecnico ed escludendo coloro che ricoprono incarichi politici,
elettivi o di volontariato.
Agli enti pubblici economici si applica la disciplina prevista per le aziende private. La Banca d’Italia e l’Ufficio Italiano Cambi provvedono alle assunzioni obbligatorie mediante
selezione pubblica, anche su scala nazionale.
Lo strumento della convenzione
Si distinguono due tipologie di convenzione :
a) convenzione di programma : utilizzata dai datori di lavoro (pubblici e privati) per
programmare nel tempo le assunzioni obbligatorie; si individuano le figure professionali da
assumere, si fissano i tempi di copertura della quota d’obbligo, si prevedono, in caso di
necessità, periodi di prova più ampi rispetto a quelli previsti dai contratti di lavoro, si
organizzano percorsi formativi, stage aziendali ……
b) convenzione di integrazione lavorativa (convenzione individuale) : stipulata tra il Servizio
provinciale per l’impiego e il datore di lavoro (pubblico o privato) per favorire l’inserimento
lavorativo dei soggetti disabili che presentano particolari difficoltà; si individuano percorsi
personalizzati in relazione alle necessità individuali di soggetti ben determinati.
E’ opportuno ricordare che soltanto le assunzioni effettuate tramite convenzione offrono al
datore di lavoro la possibilità di usufruire delle agevolazioni contributive e di quelle previste per
l’adattamento del posto di lavoro.
Talvolta può risultare utile l’inserimento dei soggetti con handicap particolarmente grave in un
“ambiente guidato” al fine di consentire loro l’apprendimento della mansione alla quale saranno
successivamente adibiti; tale “ambiente guidato” è individuato nelle cooperative sociali.
La procedura prevista dalla legge 68/99 è la seguente :
• Assunzione del disabile da parte del datore di lavoro
• Trasferimento del disabile in cooperativa per lo svolgimento dell’attività formativa necessaria (per un termine di 12 mesi prorogabili per ulteriori 12)
• Il datore di lavoro si impegna a fornire alla cooperativa presso la quale il disabile è occupato commesse di lavoro utili allo svolgimento dell’attività formativa (e tali da ricoprire i costi contrattuali e normativi del CCNL, assieme a quelli contributivi)
• La cooperativa sociale provvede al versamento dei contributi previdenziali per il disabile
Il ruolo delle cooperative sociali può essere svolto anche da un libero professionista disabile.
Agevolazioni per le assunzioni di disabili
Per i datori di lavoro che assumono disabili attraverso lo strumento delle convenzioni (di programma e integrative) sono previste le seguenti agevolazioni :




Sanzioni per chi non rispetta la normativa
Le imprese private e gli enti pubblici economici che non provvedono oppure che provvedono in
ritardo a formulare la richiesta di assunzione di disabili ai Servizi provinciali per l’impiego, sono
soggetti al pagamento della somma di euro 516,46 (a cui si aggiungono euro 25,82 per ogni giorno
di ritardo).
Ai responsabili, ai sensi della legge 7 agosto 1990 n° 241, delle inadempienze in materia di
assunzioni obbligatorie nelle Pubbliche Amministrazioni si applicano le sanzioni penali,
amministrative e disciplinari previste dalla normativa sul pubblico impiego.
Trascorsi 60 giorni dalla data in cui il datore di lavoro è obbligato ad assumere disabili, è prevista
una sanzione di euro 51,65 per ogni disabile non occupato. Tale somma è versata sul Fondo
regionale per l’occupazione dei disabili (istituito ai sensi dell’art. 14 della legge 68/99).
Rapporto di lavoro dei disabili assunti obbligatoriamente
Ai lavoratori disabili assunti ai sensi della legge 68/99 si applica il trattamento economico e
normativo previsto dalle leggi e dai contratti collettivi di lavoro.
Inoltre :
1) il datore di lavoro non può adibire il disabile allo svolgimento di mansioni non compatibili con le sue minorazioni
2) in caso di aggravamento delle condizioni di salute o di riorganizzazione del lavoro, il disabile può chiedere che sia verificata la compatibilità del suo stato invalidante con le mansioni a lui affidate. Nelle stesse ipotesi il datore di lavoro può chiedere se il disabile, a causa delle sue minorazioni, possa essere ancora occupato in azienda
3) nel caso in cui venga riscontrata l’incompatibilità del disabile con la prosecuzione dell’attività lavorativa (o per l’aggravamento delle sue condizioni di salute oppure a causa della nuova organizzazione del lavoro), egli ha diritto alla sospensione non retribuita del rapporto di lavoro finché tale incompatibilità persista. Durante questo periodo il disabile può essere impiegato nello svolgimento di un tirocinio formativo
4) in caso di licenziamenti collettivi, il datore di lavoro è tenuto al mantenimento della quota d’obbligo, pena la nullità dei licenziamenti stessi
5) il datore di lavoro è tenuto a comunicare, al Servizio provinciale per l’impiego di competenza, la risoluzione del rapporto di lavoro con il disabile assunto obbligatoriamente
nel termine di 10 giorni.

http://www.servizisocialionline.it/documenti/legge%2068%201999.pdf

CAUSA DI MORTE - I NEUROLOGI CHE TRATTANO I PAZIENTI SM

 I PAZIENTI SM SONO INFORMATI E CONSAPEVOLI DEI RISCHI CHE CAUSANO LA LORO DISABILITÀ.


CAUSA DI MORTE NELLA SCLEROSI MULTIPLA 
I NEUROLOGI CHE TRATTANO QUESTI PAZIENTI DEVONO ESSERE INFORMATI E CONSAPEVOLI DEL FATTO CHE PRESENTANO RISCHI DA INFEZIONI, MALATTIE CARDIOVASCOLARI, MALATTIE E INFEZIONI POLMONARI, SEPSI E TROMBOSI VENOSA PROFONDA CAUSE DEL LORO STATO DI DISABILITÀ.

La causa di morte nei pazienti con SM è stato recentemente studiato da ricercatori guidati da Michael Corwin, MD, uno dei principali a Care-Sicuro, professore associato di pediatria e di epidemiologia presso le Scuole di Boston Università di Medicina e Sanità Pubblica, ed epidemiologo senior al Slone Centro di Epidemiologia all'Università di Boston, Massachusetts, e presentato al recente American Academy of Neurology 65th Annual Meeting.


In generale, la causa della morte sui certificati di morte è elencato come arresto cardiorespiratorio, che non è davvero istruttivo perché è la "via finale comune" che porta alla morte in "quasi tutti", il dottor Corwin detto ai partecipanti a quella riunione. MS è di solito indicata come una causa di fondo, ma è raramente la causa diretta della morte, ha detto. Invece, hanno esaminato altri fattori, elencati dopo la SM e prima di arresto cardio respiratorio sui certificati di morte.


Hanno usato l'Optimum Insight Research Database, un archivio delle domande di fatturazione su più di 39 milioni di persone assicurate da United Healthcare negli Stati Uniti. I pazienti con SM e controlli sono stati abbinati per sesso, età, regione di residenza, e per la loro "prima opportunità di morire", di controllare per ogni momento bias.


La loro analisi ha mostrato che "il numero 1 causa di morte in eccesso nei nostri pazienti era sepsi, seguita da infezione polmonare, aspirazione polmonare e cardiopatia ischemica interessante è risultata significativamente aumentata nella popolazione SM rispetto ai controlli, insieme con ictus, malattie embolico, genito-urinario infezioni Stranamente -. ed io non ho una buona spiegazione per questo - avvelenamento accidentale è risultata significativamente aumentata nella popolazione di MS, ma non il cancro, "il Dott. Corwin segnalato.



Ha concluso che i loro risultati mostrano mortalità nella SM è guidato da molte condizioni, "ma soprattutto, da infezioni, malattie cardiovascolari e malattie polmonari. Sepsi e infezioni polmonari erano i contributori principali al maggior parte di queste morti MS", ha detto, e pazienti in fase avanzata sembravano inclini a morte per queste cause legate al loro stato di disabilità, come la trombosi venosa profonda, malattia cardiaca, e le infezioni.


"I medici che trattano questi pazienti devono essere informati o consapevoli del fatto che i pazienti con SM presentano tali rischi e dovrebbero aggressivamente il trattamento di infezioni e di gestire in modo ottimale le malattie cardiovascolari e polmonari," ha detto.


La ricerca è stata finanziata dalla National Multiple Sclerosis Society, Michael Smith Fondazione per la Ricerca sulla Salute, MS Society of Canada.


5 ° Incontro Cooperative del Consorzio dei Centri SM (CMSC) e Comitato delle Americhe per il trattamento e la ricerca nella SM (ACTRIMS): Simposio, a lungo termine Outcomes in MS: Presentato 30 maggio 2013.http://www.medscape.com/viewarticle/805360?src=nl_topic&uac=168179CY 

TYSABRI ...virus JC - Il test di screening


Il test di screening per Tysabri puo' essere inaffidabile !
Circa un terzo dei pazienti con sclerosi multipla negativi al test per gli anticorpi contro il virus JC - suggerendo che Natalizumab (Tysabri) sarebbe relativamente sicuro - sono stati trovati ad avere viremia attiva.
 
 L'ARTICOLO LO TRAOVATE QUI: http://www.medpagetoday.com/Neurology/MultipleSclerosis/39649
 
 

07/06/2013

LAVORARE PER LA QUALITA' E NON per la QUANTITA'

Un processo collaborativo TRA DI VOI è la base dell’elaborazione...DI OGNI PROBLEMA

< ricordatevi che l'OBIETTIVO e' SEMPRE il paziente...>

************************

< ricordatevi che l'OBIETTIVO e' SEMPRE il paziente...>

************************
  il lavoro deve essere di QUALITA' E <NON> per la quantita' dei pazienti trattati

in tal modo da far migliorare lo stato di salute del PAZIENTE..


la PTA


Voglio proporti una piccola serie di appunti, serie che ho intenzione di ampliare con il tuo aiuto.


- non dovete pensare alla PTA come il miracolo......ma PENSARE  che è una miglioria...
-
una .... Persona è Diversa dall'altra...
- C'e' chi ci mette di PIU' nel ricevere  i miglioramenti...e chi ha subito i piccoli miglioramenti.
- tutto quello che viene...... È Solo UN BENE
-
La CCSVI è caratterizzata dalla presenza di restringimenti multipli e malformazioni delle principali vene che portano il sangue dal cervello verso il cuore.
-  Per una diagnosi di CCSVI devono essere presenti almeno 2 dei 5 parametri.
- anche se si risulti NEGATIVI....non vuol dire che NON SI HA LA CCSVI
- ALLE VOLTE SERVE UNA
flebografia>
- CI SON DIVERSE SM---CON DIVERSE  disabilità  E DIVERSE EDSS - LA PTA...E' UN TRATTAMENTO NON E' UNA OPERAZIONE?
-
PER LA PTA DOVETE  DEPILARVI L'INGUINE, tal da facilitare  tutta la procedura
- con un batuffolo vi anestetizzano prima di mettere la canula
-
poi una punturina di anestesia con punturina all'inguine con un anestesia molto locale...
- i parametri 1) cuore .. 2) pressinone 3) l'antibuiotico in flebo... 4) la fisiologica in flebo
- POI  VI DIRANNO DI GONFIARE LA PANCIA E SPINGERE COME SE DOVRESTE FARE LA PUPU' E LA

  canulina e' dentro il vs inguine..



 - inizia la FLEBOGRAFIA .. con l'inserimento delle guide sgonfie ...
- salgono lentamente e dove c'e' l'ostruzione/restringimento ....gonfiano con una pedalina le guida facendolo diventare un bel palloncino...
-
dopo un tot. di tempo ..si risgonfia...nel mentre guardano tutto  a video ..se il mezzo di contrasto passa come dovrebbe passare...se non passa come di dovuto...ripallonano e cosi' via per tutte le vene/ giugulari son ristrette etc etc.

 NON VIENE EFFETTUATO NESSUN TAGLIO, MA SOLAMENTE L'INSERIMENTO DI UNA CANULINA...

06/06/2013

Migliorare la pressione sanguigna aumentando l'arginina

 Riccardo Borgacci Dietista

Arginina e Ossido Nitrico per l'endotelio

L'arginina è un amminoacido semiessenziale nonché precursore dell'Ossido Nitrico (NO); Citrullina ed Ossido Nitricola via metabolica arginina/NO svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento della funzione endoteliale vascolare (strato epiteliale interno dei vasi sanguigni) e influisce positivamente sulla regolazione interna della pressione sanguigna. Il giusto apporto di arginina, quindi di ossido nitrico, determina una risposta circolatoria ottimale agli stimoli di vasodilatazione e vasocostrizione, pertanto rappresenta un elemento potenzialmente utile nel trattamento dei pazienti affetti da malattie coronariche e vasculopatie sistemiche.

Aumentare l'arginina per migliorare le pressione

Recentemente è stato pubblicato uno studio (tesi universitaria di Francesco Rombolà - Dietista) incentrato sull'effetto dell'integrazione a breve termine con arginina. Il campione esaminato è costituito da 14 soggetti, di cui 7 sani e 7 diabetici ma senza complicanze; le osservazioni sono durate 6 mesi durante i quali gli operatori hanno rilevato la pressione sanguigna (sistolica e diastolica) e l'onda sfigmica (posizione del corpo: supina, strumenti: sfigmomanometro per la pressione arteriosa e oscillometro per la pressione pulsatile sulle pareti dei vasi); parallelamente, sono state effettuate anche l'analisi dello stato di nutrizione ed i comuni esami ematochimici.
Attraverso l'anamnesi alimentare si è stimato il livello di assunzione complessivo di arginina con la dieta per poi elaborare schemi alimentari specifici per aumentarne l'intake. Gli alimenti più ricchi di arginina, pertanto aggiunti nella dieta sono: pinoli, coscio di faraona senza pelle, coscio di pollo senza pelle, coniglio intero e tacchino; le cotture più indicate sono: al forno, al cartoccio, al vapore, alla piastra e al microonde.Alimenti Ricchi di Arginina
Gli schemi alimentari somministrati sono stati suddivisi in 5 pasti dei quali 3 principali e due spuntini.

NB. La concentrazione delle altre molecole in grado di interferire con la pressione sanguigna alterando i risultati (omega3, polifenoli, flavonoidi ecc.) è stata mantenuta invariata. La quantità media di arginina somministrata è stata di 8g/die.

I risultati ottenuti sono ottimi; il campione di soggetti sani ha riscontrato una rilevante diminuzione della pressione sanguigna mentre la pressione pulsatile (pulse pressiure - PP) è rimasta invariata. Anche nei diabetici si sono osservati cambiamenti di riguardo: la pressione arteriosa si è ridotta così come la PP, mentre l'elasticità macrovascolare è aumentata.
Lo studio conferma che nel diabetico tipo 2 "senza complicanze" è comunque presente una certa compromissione vascolare (a carico dell'endotelio) verso la quale è possibile agire promuovendo l'intake di arginina. Essa agisce incrementando la produzione di ON e favorendo di conseguenza l'elasticità dei vasi e/o e ottimizzando la compliance vascolare.

NB. La biodisponibilità di arginina dipende, oltre che dalle fonti alimentari, anche da:
  1. Quantità di enzima Arginasi nelle cellule intestinali ed epatiche
  2. Quantità degli inibitori di trasporto (dimetilarginina asimmetrica e n-monometilarginina).
Lo studio si è orientato sul breve termine poiché, secondo i risultati di altre ricerche, la somministrazione di L-Arginina sintetica agisce positivamente per un arco di tempo limitato, oltre il quale i parametri ritornano ai livelli iniziali (effetto dell'aumento di Arginasi negli enterociti).
L'aspetto più importante dello studio è senz'altro la diminuzione del rischio cardiovascolare (indipendente) imputabile al miglioramento dei parametri di pressione pulsatile (PP); la sola somministrazione di arginina non è sufficiente al ripristino della funzione endoteliale, tuttavia può incrementare la produzione di ON migliorando il parametro di compliance vascolare.


Bibliografia:
  • Effetto di una dieta arricchita in arginina sulla compliance vascolare; studio sperimentale sul volontario sano e sul paziente con diabete 2 – Francesco Rombolà – CDL Dietistica – Università degli Studi di Siena - Rivista dell'Associazione Nazionale Dietisti (ANDID) – anno ventiduesimo, II° numero, periodo bimestrale II° bimestre 2012 – pag 6:9.

Denudamento endoteliale, in seguito a PTA, sia parte del processo di restenosi che segue l’intervento.

IMPORTANTE GRAZIE Achille Daga .



Gent.mi Chirurgi e Radiologi Interventisti Vascolari,
sarebbe ora di integrare le terapie farmacologi
che PRE E POST PTA CCSVI con integratori di Ossido Nitrico e/o Salicilato di Sodio, al fine di ripristinare quanto prima la funzione della parete venosa e del suo endotelio, la formazione del trombo, che si verifica nella parete vascolare nel sito di denudamento endoteliale, in seguito a PTA, sia parte del processo di restenosi che segue l’intervento.


Disfunzione (danno) endoteliale nella vena dopo l'angioplastica che provoca restenosi e complicanze trombotiche.
https://www.facebook.com/notes/achille-daga/disfunzione-danno-endoteliale-nella-vena-dopo-langioplastica-che-provoca-resteno/379371635505100

Danno endoteliale e stasi da reflusso venoso 
Salicilato di sodio con finalità rigenerativa

 www.marcocosimi.it/documenti/danno-endoteliale-e-stasi-da-reflusso-venoso.html

@@@@@@@@@@@ L’importanza dell’Ossido nitrico. @@@@@@@@@@@@
Una molecola strategica per i sistemi antiossidanti dell’organismo.
Nei sistemi biologici, l’NO agisce come un importante messaggero intra- ed inter-cellulare regolando numerosissime funzioni,IN PRIMIS QUELLA DELL’ENDOTELIO VASCOLARE, oltre all’effetto primario sull’endotelio, all’NO è riconosciuto un ruolo determinante di mediatore biochimico in numerose funzioni, a livello cerebrale (es. controllo dell’apprendimento e della memoria), gastrointestinale (modulazione delle secrezioni e della motilità), respiratorio (modulazione del tono della muscolatura liscia bronchiale), renale (autoregolazione del flusso ematico), e così via. All’NO, in quanto radicale, è attribuita un’importante funzione di difesa nei confronti delle infezioni batteriche e, probabilmente, nel controllo della crescita dei tumori.
 www.internationalbiolife.it/l'importanza_dell'ossido_nitrico.htm

01/06/2013

Sangue infetto: dagli errori ai bimbi “cavie”. E gli indennizzi non arrivano - Il Fatto Quotidiano

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Epatite A, frutti di bosco congelati: allarme del ministero della Salute - Il Fatto Quotidiano

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Il caso Di Bella ieri, Stamina oggi: conflitti tra scienza e società - Ivan Cavicchi - Il Fatto Quotidiano

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Caso Stamina: la sperimentazione non si limiti a liquidare la teoria - Ivan Cavicchi - Il Fatto Quotidiano

Caso Stamina: la sperimentazione non si limiti a liquidare la teoria - Ivan Cavicchi - Il Fatto Quotidiano

farmaceutica MERCK - sconvolgente ammissione di aver inoculato il virus del cancro per mezzo dei vaccini

La Merck ammette di aver inoculato il virus del cancro attraverso i vaccini


Dott. Leonard Horowitz, caratterizza l'intervista al maggior esperto di vaccini al mondo, il Dott. Maurice Hilleman, che spiega perchè la Merck ha diffuso l'Aids, la leucemia ed altre terribili malattie


poi condividete TUTTI -

31/05/2013

Prof. Vittorio IACCARINO

La Flebo TC (Angio-TC) nella valutazione preparatoria della CCSVI. E’ un valore aggiunto.

V. Iaccarino ha parlato di uno studio fatto nel 2010 nel quale si faceva:
- valutazione neurologica
- Ecodoppler
- risonanza magnetica 3 Tesla
- flebo TC
- e solo in seguito PTA
Attraverso la Flebo Tc è stato possibile valutare:
 il diametro dei forami giugulari (che a volte risultano più piccoli del normale o con una forma diversa;
l’azygos che si immette nella vena cava superiore;
vene vertebrali;
la valutazione dei circoli collaterali vicarianti dovuti all’anomalia dei forami;
valutazione del reflusso nelle vene giugulari;
con questo esame è possibile arrivare con certezza alla necessità di una flebografia e PTA,  inoltre si può stabilire preventivamente la tipologia di materiale da utilizzare successivamente nella procedura interventistica.
V. Iaccarino conclude che sarebbe interessante approfondire il discorso sui forami ossei giugulari visto che in letteratura c’è pochissimo su questo argomento e che sarebbe interessante valutare quel 10% di persone con Sm che non sembrano avere la CCSVI.

Achille Daga

30/05/2013

Colazione idee per la dieta migliore scommessa per la sclerosi multipla

Untangling CCSVI from MS: The Stories, The Science, and the Need for Action

puntura lombare (rachicentesi) nella Sclerosi Multipla.


LE COMPLICANZE DA PUNTURA LOMBARE (RACHICENTESI) NELLA SCLEROSI MULTIPLA.

NEUROLOGO PROF. GIANLUIGI MANCARDI
LA DIAGNOSI DI SM È UNA DIAGNOSI CLINICA, CHE SI BASA QUINDI SULLA STORIA CLINICA DEL PAZIENTE E SULL'ESAME NEUROLOGICO,

----> NON ESISTENDO "UN ESAME" SPECIFICO PER LA MALATTIA.


HTTP://AISM.AXENSO.COM/SWF/S/S3/SLIDES/SLIDESHOW.SWF


 

Complicanze
Brevemente prendiamo in considerazione le complicanze neurologiche maggiori dopo blocco nevrassiale.

Esse sono:
  • Trauma midollare o radicolare diretto (Danno da ago o catetere, Tossicità da anestetico locale)
  • Ematoma spinale (disturbi coagulativi, Malformazione vascolare, Tumori, Trauma da ago)
  • Ematoma intracranico
  • Ischemia midollare (sindrome spinale anteriore)
  • Infezione (Ascesso peridurale, Meningite batterica esogena, Meningite batterica endogena)

Qualche cenno su Incidenza e epidemiologia delle CN.
La reale incidenza di complicanze neurologiche (CN) non è nota. Essa varia molto (da 0 a 0,08%) a seconda delle varie casistiche. Una buona fonte di riferimento, a carattere indicativo, è il lavoro di Cheney. Su 4183 casi denunciati, il 16% riguardano danni riferibili ad anestesia. Tra questi: 105 danni radicolari (molto spesso accompagnati da parestesia radicolare) e 84 midollari (spesso in concomitanza di anticoagulazione).
Un altro importante studio Finlandese del 1997 riporta i seguenti eventi sfavorevoli:
Paraplegia - Cauda equina - Altri deficit neurologici - Paresi peroneale - Infezioni
Spinale (550.000): 5 - 1 - 7 - 6 - 4
Epidurale (170,000): 1 - 1 - 1 - 1 - 2
Le complicanze dopo epidurale, in questo report, è dello 0,003%, mentre dopo spinale è dello 0,0041%.
Auroy ha redatto nel 1997 il più grande studio prospettico trasversale sulla ALR (anestesia loco regionale). Per 5 mesi in Francia sono stati riportati gli eventi avversi riferibili a 103730 blocchi regionali:
Paraplegia - Cauda equina - Deficit neurologici - Radicolopatia
Spinale (40640): 0 - 5 - 24 - 19
Epidurale (30143): 1 - 1 - 6 - 5
Casistiche di altri Autori riportano percentuali più o meno sovrapponibili.

Vediamo ora in dettaglio queste complicanze.
Radicolopatia: la radicolopatia si presenta usualmente con una ipoestesia nel territorio della radice interessata e occasionalmente con una lieve ipostenia.
Scott riferisce su 14856 spinali, uno 0,0054% di neuropatie. Il trauma diretto da ago è fortemente sospettato nel caso di parestesie persistenti.
Nella casistica di Auroy sembra emergere una qualche responsabilità della lidocaina rispetto ad altre molecole nell’insorgenza dei sintomi. Su 7 casi di parestesie persistenti dopo peridurale in ostetricia (2 irrisolte, 2 di durata superiore al mese) la parestesia all’introduzione del catetere è costante.
Importanza del dolore acuto all’introduzione o alla rimozione dell’ago spinale: esso può essere una spia da non sottovalutare di eventi anche catastrofici come la lesione diretta del midollo spinale. Studi prospettici hanno registrato un allarmante errore di uno spazio nel 50% dei casi e di due spazi nel 5%
Le parestesie: la parestesia si può presentare sia durante l’introduzione del catetere nello spazio epidurale che, seppur con minor frequenza, nella puntura spinale.
Nella casistica di Horlocker, l’incidenza di parestesia persistente e di 1:75 nel gruppo con parestesie al momento della puntura e di 1:2200 nel gruppo senza parestesia all’introduzione dell’ago. Tali dati devono far riflettere sul valore predittivo della parestesia come “marker” di possibili radicolopatie postoperatorie.
Il ruolo degli anestetici locali: alle complicanze legate all’accesso intratecale si aggiungono i potenziali problemi legati alle alte concentrazioni di anestetici locali sia per maldistribuzione all’interno del liquor che per una loro eventuale tossicità.
La lidocaina e la tetracaina si sono mostrate in vitro più tossiche istologicamente ed elettrofisiologicamente della buvicaina.
La sindrome della cauda equina (CE): anche tale sindrome (SCE) può insorgere a seguito di puntura lombare per un insulto diretto nell’ultimo tratto midollare, ma più che al trauma diretto essa la si attribuisce all’anestetico introdotto (in particolare la lidocaina), per il quale si può invocare una tossicità locale da maldistribuzione,
Oltre alla tossicità legata alle caratteristiche chimico-fisiche degli anestetici locali e dei conservanti impiegati nella loro preparazione commerciale, è utile ricordare la possibilità di eventi, anche gravi e gravissimi, legati all’erronea somministrazione nello spazio epidurale di varie sostanze, fattore questo legato, spesso, a disattenzione dovuta ad eccessivi carichi di lavoro.
L’ematoma intracranico e la sindrome dell’arteria spinale anteriore sono ulteriori affezioni che possono insorgere a seguito di puntura lombare, anche se nella maggior parte dei casi sono da invocare cause da patologie concomitanti.
Qui basti ricordare che fra le cause di tali complicanze da puntura lombare, si annovera la vasocostrizione da adrenalina aggiunta agli anestetici locali e la puntura da ago della arteria spinale anteriore nel punto in cui transita nel forame intervertebrale.
Le infezioni: la frequenza stimata nella popolazione generale è di 1,2:100.000. La somma di più di 680.000 casi di anestesia ostetrica analizzati dal 1966 al 1998 non dà casi di meningite, ma Sadove riferisce di 3 casi di meningite su 20.000. La sorgente di infezione può essere esogena (operatore, contaminazione del materiale) o endogena (cute, sito infetto a distanza)
La meningite è più frequente dopo puntura spinale dopo lesione dell’involucro durale.
Ascesso epidurale: l’agente più comune è lo staphiloccus aureus. La flora saprofita nasale dell’anestesista è la più frequente causa esogena in caso di ascesso epidurale.
Baker ha redatto una rewiew dei casi dal 1947 al 1974 stimando una incidenza tra lo 0.002 e lo 0.012% nella popolazione generale ospedaliera.
Al di là di fattori di rischio che possono favorire lo sviluppo di una infezione (diabete, steroidi, febbre, infezioni preoperatorie,tumori) , estrema importanza viene data alla medicazione occlusiva impermeabile: l’accumulo di sudore favorirebbe la crescita batterica (Hoffman,1992)
Aracnoidite: è un disturbo infiammatorio evolutivo, la cui precisa etiologia rimane sconosciuta.
Parnass stima l’incidenza da 1:10.000 a 1:25000. Forti sospetti si appuntano sul danno chimico dovuto a conservanti, quali il metabisolfito o disinfettanti. Tale sospetto troverebbe effettivo riscontro nella analisi di Sklar che riscontrò una aracnoidite solo in pazienti provenienti dal Sud America dove quelle sostanze non erano ancora state vietate.
In 18 casi descritti l’aracnoidite è insorta dopo anestesia epidurale condotta senza alcun problema, tranne in un caso dove il tentativo di eseguire un blocco epidurale fu seguito da dolore lancinante a una gamba non più risolto.

Patogenesi del danno neurologico periferico (DNP)
Premessa.
Si accenna qui di seguito, brevemente, al meccanismo ipotizzato che conduce al DNP, rimandando alla bibliografia per una consultazione più approfondita.
L’insorgenza di un danno neurologico dopo la esecuzione di un blocco nervoso a scopo anestesiologico, antalgico o diagnostico, è una evenienza temuta, anche se il più delle volte reversibile, con sequele permanenti possibili, seppur molto rare.
Gli studi su tale patologia riguardano ovviamente tutti i tronchi nervosi eventualmente bersaglio del DN.
In una casistica di 1541 casi di denuncia per danni da anestesia, 227 riguardavano lesioni nervose periferiche.
Si riportano le seguenti percentuali a carico di un plesso o tronco nervoso (Wulf,Striepling,1990):
  • nervo ulnare 30%
  • plesso brachiale 26%
  • nervi del plesso lombosacrale 16%
Ovviamente tali percentuali comprendono diverse situazioni che riguardano molti fattori etiologici che possono condurre a un danno da anestesia loco regionale, non limitate alla sola puntura da ago.

Patogenesi.
Molti sono i fattori causali in gioco, specialmente nei casi di danno maggiore con reliquati permanenti.
Tra questi sembra assumere particolare importanza l’iniezione accidentale intrafascicolare che può determinare il formarsi di pressioni elevate all’interno di tale compartimento nervoso,con un meccanismo di compressione dei vasa nervorum. In questo caso il danno sarebbe di natura ischemica.
Altro elemento è quello rappresentato dalla tossicità neurologica degli anestetici locali, il cui meccanismo riconoscerebbe una inibizione della vasodilatazione mediata dall’endotelio (prostaciclina) e alla interruzione della sintesi delle prostaglandine vasodilatatrici.
La concentrazione dell’anestetico, la sua tossicità intrinseca e soprattutto la presenza di adrenalina nella soluzione anestetica possono giocare a loro volta un ruolo nella genesi del danno.
Oltre ai fattori sopra ricordati,uno dei maggiori determinanti della comparsa di DN dopo blocco periferico, si ritiene sia la formazione di un ematoma in sede intra o epinervosa.
Sarebbe quindi l’ematoma a creare la degenerazione assonale e l’edema responsabili della sofferenza nervosa, per effetto della cascata di mediatori dell’infiammazione.
Nella formazione dell’ematoma va riconosciuta la causa accidentale e certamente non voluta, ma essa non va invocata qualora si siano verificate una o più delle seguenti circostanze, che devono essere considerate una chiara evidenza di imperizia oggettivamente indiscutibile. E cioè:
  • Scarsa conoscenza anatomica
  • Asepsi inadeguata
  • Punture multiple

Considerazioni
Abbiamo esaminato, a grandi linee, come la procedura che utilizza l’anestesia locoregionale per i tronchi nervosi riconosce una multifattorialità etiologica.
Molti di questi fattori riconoscono cause ancora oggi non ben chiarite, molti altri non sicuramente attribuibili a procedure non diligenti, altri invece sicuramente riconoscono errori di procedura riferibili a negligenza e imperizia
Da quanto sopra esposto, risulta chiaro che il tipo di procedura anestesiologica (puntura peridurale) è alla base di processi reattivi che interessano sia le radici spinali che gli involucri meningo-midollari .
In particolare abbiamo visto come l’etiologia infettiva può essere responsabile solo di una quota di tali reazioni, mentre addirittura più frequente risulta essere quella chimico-fisica legata alla meccanica della introduzione dell’ago e alla quantità-tollerabilità-qualità dell’anestetico.
E’ evidente che la frequenza di tali reazioni è direttamente proporzionale agli atti di puntura spinale eseguiti che vengono riferiti come plurimi a significare di un inizialmente erroneo o inadatto livello di introduzione dell’ago.
Inoltre risulta un campanello di preallarme l’insorgenza di alterazioni sensitive legate al territorio di applicazione dell’anestesia, cosa che spesso i pazienti riferiscono con dovizia di particolari.
Per quanto riguarda la persistenza del disturbo neurologico sensitivo è ammesso in letteratura che esso possa cronicizzarsi anche nell’arco di molti mesi senza che sia possibile oggettivare strumentalmente la disfunzione neuro elettrica mediante accertamenti specifici.
E’ chiaro che la specificità della reazione neurologica sensitiva pone seri problemi di diagnostica differenziale tale per cui questi pazienti sovente vengono rimbalzati nelle varie branche specialistiche senza che si giunga in tempi accettabili ad una diagnosi univoca che raccordi il dato anamnestico con quello clinico.
E’ questa la ragione per cui il più delle volte chi è affetto da esiti, magari sfumati, di interessamento radicolare, giunge al lettino dello psichiatra come ultima spiaggia proprio perchè dal punto di vista neuro organico non si è riusciti ad oggettivare il livello e il territorio di distribuzione.

Conclusioni
Sulla scorta della esperienza clinica personale e di quanto si può estrarre dalla letteratura internazionale, (cui eventualmente si rimanda), riteniamo che molti disturbi riferiti dai pazienti siano in nesso di causalità con la pratica dell’anestesia peridurale, eseguita e condotta con negligenza ed imperizia.
Infatti i sintomi che più spesso riferiscono tali pazienti sono la lombalgia, l’ipostenia agli arti inferiori con facile esauribilità nella prolungata stazione eretta, all’obiettività neurologica si riscontra la positività alle manovre di Lasègue e di Wassermann a dx,(ovvero manovre passive agli arti inferiori che provocano lo “stiramento” delle radici lombosacrali irritate), a volte una sfumata ipostenia dell’EPA e TA a dx (muscoli della gamba).
Questi sintomi e questi deficit possono essere riferibili alla condotta negligente e imperita nell’esecuzione della anestesia loco regionale e alla concomitante radicolopatia.

 La rachicentesi diagnostica come la puntura lombare per ottenere l’analgesia sono metodiche del tutto sicure e a basso rischio, ma val la pena ricordare che a volte i vantaggi possono risultare vani solo per una banale distrazione dell’operatore, per non aver vigilato sulle norme di una asepsi rigorosa o per la sottovalutazione della metodica, spesso ritenuta di facile esecuzione e per questo affidata a mani non del tutto o non ancora esperte.
Il paziente, cui è essenzialmente indirizzata questa breve comunicazione deve affrontare con serenità l’eventuale verificarsi di tale occasione e collaborare con gli operatori sanitari perché tale procedura sia accettata senza quelle apprensioni ed emozioni che spesso ne precedono l’attuazione e a volte il rifiuto.


Achille Daga

Testi consultati
  • V.Tagariello, O. DeTommaso, Complicanze neurologiche dopo anestesia loco-regionale
  • Cheney, Domino, Caplan, Posner: Nerve iniury associated with anesthesia.A closed claims analysis. Anesthesiology 1999, 90:1062-1069
http://www.medicitalia.it/minforma/Neurochirurgia/335/Le-complicanze-da-puntura-lombare-rachicentesi

I FARMACI AI QUALI BISOGNERA’ FARE ATTENZIONE - per sm


Segnalati 105 farmaci potenzialmente pericolosi – ecco la lista

IN DEFINITIVA I FARMACI AI QUALI BISOGNERA’ FARE ATTENZIONE SONO:
  ecco la lista

Adasuve, Adcetris, Aldurazyme, AMYViD, Arzerra, Atriance, ATryn, Benlysta, Betmiga, Bexsero, BindRen, Bosulif, Bretaris Genuair, Caprelsa, Ceplene, Champix, Cinryze, Cleviprex emulsion for injection 0.5 mg/ml, Constella, Cuprymina, Dacogen, Dexdor, Diacomit, Dificlir,
Edarbi, Edurant, Eklira Genuair, Elaprase, Eliquis, Elvanse2, Enurev Breezhaler, Esbriet, Eurartesim, Eviplera, Evoltra, Exjade, Eylea, Fampyra, Firdapse, Fluenz, Forxiga, Fycompa, Gilenya, Glybera, Halaven, Ilaris, Incivo, Increlex, Influsplit Tetra3, Inlyta, Intelence, Invirase, Ipreziv, Jakavi, Jentadueto, Jetrea, Jevtana, Kalydeco,
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Achille Daga


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Citomegalovirus (Cmv)


Il Citomegalovirus (Cmv) è un virus diffuso a livello globale, appartenente alla famiglia degli Herpesvirus. Il virus è molto comune e può infettare chiunque. Una volta contratta l’infezione, il virus rimane latente all’interno dell’organismo per tutta la vita, ma può riattivarsi in caso di indebolimento del sistema immunitario.

Le infezioni da Cmv sono nella maggior parte degli individui asintomatiche, perché un buon sistema immunitario è in grado di tenerle sotto controllo, ma negli individui immunodepressi possono causare gravi complicanze, in particolare a occhi, fegato, sistema gastrointestinale e sistema nervoso.

L’aspetto più importante legato al Cmv, dal punto di vista medico, è rappresentato dalle infezioni congenite. Un’infezione contratta durante la gravidanza e trasmessa al feto può infatti arrecare al bambino danni permanenti anche gravi.

Trasmissione e sintomi
L’uomo è l’unico serbatoio di infezione del Cmv, la cui trasmissione avviene da persona a persona tramite i fluidi del corpo, tra cui sangue, saliva, urina, liquidi seminali, secrezioni vaginali e latte. Il contagio può avvenire per contatto persona-persona (per esempio tramite rapporti sessuali, baci sulla bocca, contatto della bocca con mani sporche di urina o saliva), per trasmissione madre-feto durante la gravidanza o madre-figlio durante l’allattamento, per trasfusioni e trapianti di organi infetti.

Il virus può essere eliminato dall’organismo infetto anche per mesi o anni dopo la prima infezione, specialmente nei bambini piccoli. I bambini possono addirittura diffonderlo per 5-6 anni dopo la nascita.

La maggior parte degli individui sani, adulti o bambini, che contraggono la malattia non manifesta sintomi e non si accorge dell’infezione, mentre alcuni soggetti sviluppano una forma leggera della malattia con febbre, mal di gola, affaticamento e ingrossamento dei linfonodi.

Infezioni congenite da Cmv
Le infezioni congenite di Cmv avvengono per trasmissione verticale da madre a feto. L’infezione materna viene classificata come primaria quando è acquisita per la prima volta durante la gravidanza in una donna precedentemente sieronegativa, e secondaria quando avviene per riattivazione del virus latente o per reinfezione da un nuovo ceppo in una donna che aveva già contratto l’infezione.

Il rischio di trasmissione al feto non sembra essere correlato al periodo gestazionale durante il quale viene contratta l’infezione. Si ipotizza però un maggior rischio di severità della malattia quando la trasmissione avviene nei primi tre mesi di gravidanza.

Il rischio di trasmissione al feto varia fra il 30 e il 40% nella forma primaria e fra lo 0,5 e il 2% nella forma secondaria. L’85-90% dei neonati con infezione congenita è asintomatico. Il 10% circa dei neonati asintomatici presenta sequele tardive, generalmente difetti uditivi di severità variabile, con possibili decorsi fluttuanti o progressivi. Il 10-15% circa dei neonati è invece sintomatico, con sintomi che possono essere temporanei o permanenti. Tra quelli temporanei si segnalano in particolare problemi al fegato, alla milza, ai polmoni, ittero, petecchie (cioè chiazze rosse sulla pelle corrispondenti a piccolissime emorragie), piccole dimensioni alla nascita e convulsioni. I sintomi permanenti possono essere molto gravi e causare diverse forme di invalidità permanente come sordità, cecità, ritardo mentale, dimensioni piccole della testa, deficit di coordinazione dei movimenti, convulsioni fino alla morte. In alcuni bambini i sintomi compaiono mesi o anni dopo la nascita, e in questi casi i più comuni sono la perdita dell’udito e della vista. La comparsa di disabilità permanenti è più probabile nei bambini che mostrano i sintomi già dalla nascita.

Prevenzione
Non esiste attualmente un vaccino per la prevenzione del Cmv. Il modo migliore per limitare il rischio di contagio è un’attenta igiene personale, soprattutto per le categorie di persone più vulnerabili alla malattia (donne in gravidanza, individui immunodepressi, bambini piccoli o appena nati). È sempre buona regola lavarsi le mani con acqua calda e sapone prima di mangiare e di preparare e servire il cibo, dopo aver cambiato i bambini, dopo essere andati in bagno e dopo ogni tipo di contatto con fluidi corporei. È opportuno evitare di scambiarsi posate o altri utensili durante i pasti, soprattutto con bambini piccoli.

Più in generale la pulizia della casa e soprattutto delle superfici contaminate da fluidi corporei (come saliva, urina, feci, liquidi seminali e sangue) facilita la prevenzione del contagio.

Alla luce delle attuali conoscenze lo screening di routine per Cmv in gravidanza non è raccomandato, per vari motivi, fra cui principalmente:
la mancata disponibilità di un trattamento preventivo o curativo efficace
la difficoltà nel definire un segno prognostico affidabile di danno fetale
la mancanza di consenso circa il management delle donne che presentano una sieroconversione in gravidanza
le potenziali conseguenze in termini di ansia indotta, perdite fetali iatrogene e aumentata richiesta di Ivg.
Diagnosi e trattamento
Sono disponibili diversi test in grado di rilevare l’infezione da Cmv.
La rilevazione di anticorpi IgG contro il Cmv su un campione di sangue indica un contatto con il virus, ma non è in grado di determinare né il periodo del contagio (cioè se l’infezione è in atto o risale al passato), molto utile in caso di gravidanza, né l’eventuale trasmissione del virus al feto. Nel caso in cui prima della gravidanza questo test risulti negativo, è importante che la donna presti particolare attenzione alle misure utili a evitare il contagio.

Il test per rilevare gli anticorpi IgM, utilizzato per accertare le infezioni recenti, ha evidenziato spesso dei falsi positivi e non è quindi affidabile senza l’integrazione con altri tipi di test. Un test utilizzato per risalire al periodo dell’infezione è il test di avidità delle IgG.

Per determinare l’eventuale trasmissione del virus al feto sono necessari esami più invasivi, come l’amniocentesi o l’analisi del sangue fetale. Per individuare in un neonato un’infezione congenita da Cmv durante le prime tre settimane di vita si cerca direttamente la presenza del virus (e non degli anticorpi) nelle urine, nella saliva e nel sangue. In caso di Cmv congenita non è stato ancora identificato nessun tipo di marker prognostico del periodo prenatale per determinare se il neonato sarà sintomatico o se svilupperà sequele.

Non si conoscono trattamenti prenatali efficaci e sicuri per prevenire la trasmissione madre-feto dell’infezione né per ridurre le conseguenze di un’infezione congenita. I farmaci disponibili sono estremamente dannosi per il feto.
Alcuni farmaci antivirali possono aiutare a controllare l’infezione negli individui immunodepressi.