Un gesto tanto semplice quanto importante. Ogni anno centinaia di milioni di persone in tutto il mondo sono colpite da infezioni più o meno pericolose durante i ricoveri ospedalieri. Le ICA, ovvero le infezioni correlate all’assistenza rappresentano in sanità un fattore tanto “consueto” quanto evitabile. A dirla tutta si tratta dell’evento avverso più frequente in assistenza sanitaria.
Comprendere e valutare il peso globale dei contagi di diversi batteri e virus che avvengono durante i ricoveri ospedalieri, rappresenta la sfida del primo Global Patient Safety Challenge, lanciato lo scorso anno dall’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità). I risultati sono stati pubblicati oggi sulla rivista scientifica The Lancet e sono frutto di una profonda analisi e revisione delle ricerche già esistenti effettuate al riguardo. Ecco cosa ne è emerso.
Queste infezioni possono prolungare la degenza ospedaliera, creare disabilità a
lungo termine, aumentare la resistenza ai farmaci salva-vita,
facilitano la diffusione dell’antibiotico resistenza, aumentano i costi
delle cure e purtroppo possono portare anche alla morte. Stiamo
parlando delle infezioni che si contraggono nei nostri ospedali, quelli italiani, europei, statunitensi, insomma quelli del mondo occidentale che vive nell’agio e nel benessere.
Pensate l’impatto che tutto ciò può avere su una popolazione del terzo
mondo! Anche per tale motivo è difficile avere dei numeri precisi al
riguardo e si parla solo di stime approssimative. Ma allora cosa fare?
Lavarsi le mani!
Clean Care è Safer Care, ovvero Cure Pulite, cure più sicure:
è questo il motto che l’OMS ha deciso di diffondere in tutto il mondo
anche con l’istituzione di una particolare campagna informativa Save Lives: Clean Your Hands, nonché di linee guida
speciali. Queste però non sono seguite da tutti, specie nei paesi a
basso reddito, dove numerose complicanze interagiscono a contribuire la
diffusione di infezioni intra-ospedaliere. Sono fattori da tenere
fortemente presenti anche nel mondo “ricco”. Basti pensare ai recenti
casi di infezioni causate dal super batterio New Delhi resistente agli antibiotici,
proveniente dall’India e che si sta diffondendo in tutto il mondo
importato, come nel caso della Gran Bretagna, da un cospicuo numero di
persone che si erano recate in India per interventi di chirurgia estetica low cost. Ricordatevi allora amici lettori di Medicinalive non solo di lavarvi voi le mani dopo essere stati in un ambulatorio o in un ospedale, ma anche di chiedere al medico che vi visita o che vi saluta stringendovi la mano, se lo ha fatto!!
Attenzione: i contenuti di questo blog sono forniti esclusivamente a scopo informativo e non sostituiscono il parere di un medico o di un professionista sanitario. Per qualsiasi dubbio o problema di salute, rivolgiti sempre al tuo medico o a uno specialista. ✅ Questo blog è gratuito e accessibile a TUTTI, senza abbonamenti né ricavi per l’amministratrice. © Stefania Melis
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19/06/2012
Riflessologia Plantare
La Riflessologia Plantare è una tecnica di massaggio applicata
principalmente sui piedi, ed eventualmente sulle mani. Si basa sul
principio che sui piedi e sulle mani si trovino riflessi tutti gli
organi, le ghiandole, e le parti del corpo. Applicando il massaggio
riflessologico si può quindi avere un effetto o influire sull'organo
corrispondente al riflesso stimolato.
La Riflessologia è una terapia olistica, basata quindi sul principio che ogni aspetto della vita dell'individuo influisca sul benessere e sulla salute della persona, ed opera nell'intento di riequilibrare l'intero organismo al fine di stimolarne le capacità di autoguarigione.
In quanto terapia non convenzionale, la Riflessologia può avere una duplice applicazione: può essere utilizzata in alternativa o come supporto alle terapie mediche convenzionali. Va tuttavia sottolineato che in genere si consiglia di diffidare di chi si propone come alternativa alla medicina convenzionale, e per questo ad oggi i terapeuti preferiscono riferirsi alla Riflessologia Plantare con l'appellativo di terapia (o medicina) complementare e non alternativa. Va sottolineato infatti che il riflessologo non è un medico, e quindi non cura, e non fa diagnosi. Soprattutto non intende interferire con le terapie o con i pareri medici convenzionali, sostenendo il suo ruolo di professionista nell'affiancarsi e non sostituirsi alla medicina convenzionale. La Riflessologia Plantare non è quindi una tecnica sovrapponibile alle metodologie sanitarie riconosciute dalla legislazione italiana né sostituisce eventuali terapie mediche.
Le tecniche riflessologiche si distinguono in due grandi filoni: quello orientale e quello occidentale. Nonostante il principio sia il medesimo, ossia che stimolando delle zone riflesse si abbiano effetti su zone lontane dal sito di applicazione del massaggio, nascono e si sviluppano con presupposti differenti: la Riflessologia Cinese si basa sui principi della medicina tradizionale cinese, mentre la Riflessologia Occidentale attinge ai principi scientifici sulla quale si basa la medicina convenzionale occidentale. La Riflessologia Plantare occidentale nasce infatti in concomitanza delle prime scoperte occidentali in ambito neurologico di Sir Henry Head e Sir Charles Sherrington.
Una delle differenze identificabili nei trattamenti di Riflessologia Occidentale e Orientale è nell'intensità della pressione applicata dal terapeuta. La Riflessologia Occidentale, ad esempio, opera al di sotto della soglia di sopportazione del dolore del paziente, al fine di ottimizzare gli effetti della stimolazione delle aree riflesse sfruttando la condizione di profondo relax che la riflessologia plantare occidentale è in grado di indurre. Entrambe le modalità di intervento hanno effetti positivi su vari disturbi e patologie, in quanto stimolano la circolazione, il sistema nervoso ed il sistema immunitario.
La Riflessiologia plantare ha una storia alquanto antica: i primi trattamenti realizzati massaggiando i piedi sono stati applicati in Cina ed India nel 5000 a.C., dove si usavano terapie mediche utilizzanti la pressione delle dita per influenzare i campi energetici dell'organismo (agopuntura, digitopressione, shiatsu). Tutt'ora è una disciplina abbastanza diffusa anche in Occidente.
A testimoniare l'antichità di questa pratica è la "Tomba dei Medici" a Saqqara (Egitto, 2330 a.C. circa), dove sulle pareti è dipinta una scena di massaggio dei piedi e delle mani. La pratica venne esportata più in occidente grazie al famoso medico greco Ippocrate che insegnò ai discepoli il massaggio ai piedi.
Si racconta (tuttavia non ci sono prove certe) che anche l'artista rinascimentale Benvenuto Cellini, a causa dello stress e di alcune sofferenze fisiche, facesse ricorso alla riflessologia plantare.
Esiste anche una specializzazione più recente di questo massaggio: questa è diffusa soprattutto in occidente. Se nel 1834, un ricercatore svedese, Pehr Hrnrik Ling notò il collegamento fra i dolori provenienti da alcuni organi e determinate zone cutanee del piede, negli anni successivi Sir Henry Head scoprì l'esistenza di zone riflesse a scopi anestetici e finalmente negli anni venti del XX secolo, questa pratica fu reinventata da William Fitzgerald, medico di Boston che, esercitando delle pressioni sui piedi, per dei piccoli interventi non sarebbe stata necessaria l'anestesia.
La pratica fu usata dai dentisti e quando il dottor newyorkese Edwin F.Bowers conobbe la tecnica di Fitzgerald, decise di diffondere la riflessologia negli Stati Uniti grazie a trattati contenenti i principi di funzionamento della riflessologia basati sulle teorie del medico di Boston.
Il metodo, chiamato "terapia zonale", si incentrava sulla pressione effettuata sia con le mani sia con altri strumenti. Il corpo venne diviso in dieci zone, dagli alluci sino alla testa, lungo le quali scorre l'energia.
La durata del massaggio varia dai cinque ai venti secondi per punto e complessivamente conviene non superare la durata di dieci minuti durante le prime sedute e i trenta minuti durante le sedute di una seconda fase, successiva alle prime due settimane di trattamento.
Lo strumento principe da utilizzare sono le mani, anche se in alternativa non sono disprezzabile nemmeno mollette, elastici da arrotolare, denti di un pettine.
La pressione deve esser tale da agire in profondità, quindi bisogna massaggiare finché non sia avvertibile un lieve fastidio (dolore).
È necessario anche seguire l'orientamento dell'energia presente nel corpo umano, quindi conviene seguire schemi e diagrammi, ricordando ad esempio che un massaggio nel verso orario favorisce le funzioni intestinali altrimenti le inibisce.
La Riflessologia è una terapia olistica, basata quindi sul principio che ogni aspetto della vita dell'individuo influisca sul benessere e sulla salute della persona, ed opera nell'intento di riequilibrare l'intero organismo al fine di stimolarne le capacità di autoguarigione.
In quanto terapia non convenzionale, la Riflessologia può avere una duplice applicazione: può essere utilizzata in alternativa o come supporto alle terapie mediche convenzionali. Va tuttavia sottolineato che in genere si consiglia di diffidare di chi si propone come alternativa alla medicina convenzionale, e per questo ad oggi i terapeuti preferiscono riferirsi alla Riflessologia Plantare con l'appellativo di terapia (o medicina) complementare e non alternativa. Va sottolineato infatti che il riflessologo non è un medico, e quindi non cura, e non fa diagnosi. Soprattutto non intende interferire con le terapie o con i pareri medici convenzionali, sostenendo il suo ruolo di professionista nell'affiancarsi e non sostituirsi alla medicina convenzionale. La Riflessologia Plantare non è quindi una tecnica sovrapponibile alle metodologie sanitarie riconosciute dalla legislazione italiana né sostituisce eventuali terapie mediche.
Le tecniche riflessologiche si distinguono in due grandi filoni: quello orientale e quello occidentale. Nonostante il principio sia il medesimo, ossia che stimolando delle zone riflesse si abbiano effetti su zone lontane dal sito di applicazione del massaggio, nascono e si sviluppano con presupposti differenti: la Riflessologia Cinese si basa sui principi della medicina tradizionale cinese, mentre la Riflessologia Occidentale attinge ai principi scientifici sulla quale si basa la medicina convenzionale occidentale. La Riflessologia Plantare occidentale nasce infatti in concomitanza delle prime scoperte occidentali in ambito neurologico di Sir Henry Head e Sir Charles Sherrington.
Una delle differenze identificabili nei trattamenti di Riflessologia Occidentale e Orientale è nell'intensità della pressione applicata dal terapeuta. La Riflessologia Occidentale, ad esempio, opera al di sotto della soglia di sopportazione del dolore del paziente, al fine di ottimizzare gli effetti della stimolazione delle aree riflesse sfruttando la condizione di profondo relax che la riflessologia plantare occidentale è in grado di indurre. Entrambe le modalità di intervento hanno effetti positivi su vari disturbi e patologie, in quanto stimolano la circolazione, il sistema nervoso ed il sistema immunitario.
La Riflessiologia plantare ha una storia alquanto antica: i primi trattamenti realizzati massaggiando i piedi sono stati applicati in Cina ed India nel 5000 a.C., dove si usavano terapie mediche utilizzanti la pressione delle dita per influenzare i campi energetici dell'organismo (agopuntura, digitopressione, shiatsu). Tutt'ora è una disciplina abbastanza diffusa anche in Occidente.
A testimoniare l'antichità di questa pratica è la "Tomba dei Medici" a Saqqara (Egitto, 2330 a.C. circa), dove sulle pareti è dipinta una scena di massaggio dei piedi e delle mani. La pratica venne esportata più in occidente grazie al famoso medico greco Ippocrate che insegnò ai discepoli il massaggio ai piedi.
Si racconta (tuttavia non ci sono prove certe) che anche l'artista rinascimentale Benvenuto Cellini, a causa dello stress e di alcune sofferenze fisiche, facesse ricorso alla riflessologia plantare.
Esiste anche una specializzazione più recente di questo massaggio: questa è diffusa soprattutto in occidente. Se nel 1834, un ricercatore svedese, Pehr Hrnrik Ling notò il collegamento fra i dolori provenienti da alcuni organi e determinate zone cutanee del piede, negli anni successivi Sir Henry Head scoprì l'esistenza di zone riflesse a scopi anestetici e finalmente negli anni venti del XX secolo, questa pratica fu reinventata da William Fitzgerald, medico di Boston che, esercitando delle pressioni sui piedi, per dei piccoli interventi non sarebbe stata necessaria l'anestesia.
La pratica fu usata dai dentisti e quando il dottor newyorkese Edwin F.Bowers conobbe la tecnica di Fitzgerald, decise di diffondere la riflessologia negli Stati Uniti grazie a trattati contenenti i principi di funzionamento della riflessologia basati sulle teorie del medico di Boston.
Il metodo, chiamato "terapia zonale", si incentrava sulla pressione effettuata sia con le mani sia con altri strumenti. Il corpo venne diviso in dieci zone, dagli alluci sino alla testa, lungo le quali scorre l'energia.
Principio di funzionamento
Tra le teorie che cercano di spiegare i meccanismi che governano l'efficacia della riflessologia se ne enumerano almeno sei principali:.- Stimolazione nervosa, basata sulla relazione fra le terminazioni dei nervi presenti nelle zone riflesse ed il punto in cui è presente il dolore. La pressione sulla zona riflessa avrebbe quindi il compito di inviare comunicazioni al cervello, stimolandolo ad intervenire sul problema riscontrato.
- Liberazione di ormoni, fondata sulla scoperta del controllo del cervello sull'apparato endocrino. Secondo la teoria della riflessologia è sufficiente massaggiare le zone riflesse doloranti, per stimolare il cervello a liberare ormoni cerebrali, quali l'endorfina, con conseguente azione terapeutica.
- Stimolazione del sistema linfatico, favorita dalla pressione di alcuni punti riflessi che attuerebbe l'accelerazione della circolazione linfatica con benefici su tutto l'organismo.
- Stimolazione del sistema sanguigno, avente lo scopo di migliorare la circolazione e diminuire la presenza di scorie.
- Potenziale elettrico, che si creerebbe tra varie parti del corpo. In base al modello della riflessologia, i punti riflessi sono paragonabili agli interruttori mentre gli organi svolgono la funzione di accumulatori e quindi agendo sugli interruttori si riattiverebbe la circolazione elettrica.
- Influenze psicologiche, spiegabili con la grande importanza che la mente riveste sulla origine dei disturbi fisici.
La riflessologia appare particolarmente indicata nel caso di dolori e disturbi funzionali passeggeri, quali l'indigestione, la tensione nervosa l'emicrania, grazie alla liberazione di endorfine
e per ripristinare l'equilibrio delle ghiandole endocrine. Gli stessi
specialisti però avvertono nei loro saggi medici di consultare sempre il
medico per una valutazione diagnostica, non fidandosi troppo della sola
anestetizzazione della parte dolorante.
Per massaggiare la zona riflessa è sufficiente appoggiare il piede
sul ginocchio opposto, e con una mano apporre una pressione sui punti
doloranti, da effettuarsi tramite il movimento rotatorio delle dita. È
consigliato alternare la pressione dei punti con un massaggio rilassante
globale su tutto il piede.La durata del massaggio varia dai cinque ai venti secondi per punto e complessivamente conviene non superare la durata di dieci minuti durante le prime sedute e i trenta minuti durante le sedute di una seconda fase, successiva alle prime due settimane di trattamento.
Lo strumento principe da utilizzare sono le mani, anche se in alternativa non sono disprezzabile nemmeno mollette, elastici da arrotolare, denti di un pettine.
La pressione deve esser tale da agire in profondità, quindi bisogna massaggiare finché non sia avvertibile un lieve fastidio (dolore).
È necessario anche seguire l'orientamento dell'energia presente nel corpo umano, quindi conviene seguire schemi e diagrammi, ricordando ad esempio che un massaggio nel verso orario favorisce le funzioni intestinali altrimenti le inibisce.
Quali sono le cure possibili all'insonnia?
Ritengo siano molto utili la psicoterapia, l'agopuntura, l'omeopatia e la fitoterapia (la cura con le erbe).
Attualmente le erbe più conosciute per la cura dell’insonnia sono le seguenti:
- Passiflora. Ipnotica, antispasmodica, sedativa. Viene indicata nelle difficoltà a prendere sonno soprattutto in quelle persone ipersensibili tendenti alle rimuginazioni ed influenzabili dai cambiamenti.
- Escoltzia. E' il papavero californiano, induce il sonno e riduce i risvegli precoci mattutini.
- Biancospino. Equilibra l’apparato cardiovascolare (tachicardie) e rilassa i muscoli. Associata alla precedente è utile anche nei risvegli notturni.
- Camomilla. Indicata per le persone irritabili e di umore instabile. Contrariamente a quanto si crede in assunzioni croniche può creare una sorta di intossicazione il cui effetto è l’ipereccitabilità ed ancora insonnia.
- Tiglio. Molto utile nelle persone che tendono all’ipertensione arteriosa e che si svegliano di notte con sensazioni di fame
- Avena: è nota per le sue proprietà calmanti. È utile in caso di stanchezza psicofisica, agitazione, disturbi del sonno.
- Melissa: è nota per le sue proprietà calmanti, antispastiche e digestive. È utile nei casi di ansia, stress, nervosismo, ipereccitabilità, difficoltà ad addormentarsi, insonnia e dolori mestruali.
Cosa ci comunica un certo colore?
Qual è il significato dei colori che
indossiamo, quale il significato psicologico oggettivo delle varie
tonalità? Può un colore essere terapeutico?
Simboleggia
la passione, l'amore, la vita, il calore, l'alimentazione, la
resistenza, ed è molto stimolante. Simbolizza anche il pericolo, il
sangue, il fuoco e la violenza.
Chi si veste di rosso si fa senza ombra di dubbio notare. Il rosso può essere legato ad aggressività o incontinenza sessuale. Rosso è il colore dell’intensità, lo leghiamo a sentimenti forti, ad es. rabbia.
Chi si veste di rosso si fa senza ombra di dubbio notare. Il rosso può essere legato ad aggressività o incontinenza sessuale. Rosso è il colore dell’intensità, lo leghiamo a sentimenti forti, ad es. rabbia.
E'
il principio maschile, attivo; indica il fuoco, la gioia, la festa,
l'eccitazione sessuale, rappresenta anche il sangue e le passioni
violente.
Nell'alchimia rappresenta l'uomo, il sole, lo zolfo, l'oro. Per gli Indiani d'america significa gioia e fertilità.
Il rosso si associa con la circolazione sanguigna e con lo sviluppo cellulare, ed è perciò controindicato in caso di tumore.
Scalda
il corpo e stimola la produzione di sangue. Molto utile in caso di
melanconia e depressione. Stimola la liberazione di adrenalina e fa
salire di poco la pressione arteriosa. Il rosso rende loquaci, aperti,
premurosi, passionali.
Molto
utile nelle malattie da raffreddamento, nal mal di gola, nella tosse
cronica e nell'asma. Utilissimo per trattare paralisi parziali e totali.
Indicato per problemi circolatori (stasi, geloni, freddolosità, ecc).
Molto utile è l'uso di calzini e guanti rossi per migliorare la
circolazione periferica. Nell'impotenza maschile è utilissimo indossare
slip o costumi da bagno rossi.
E'
il colore della crescita, simboleggia il sole nascente, è il colore
della gioia. Nella cultura giapponese e cinese è associato all'amore a
alla felicità. E' un colore vibrante e accogliente. Simboleggia inoltre
attenzione e ricerca. Arancione è l’intuizione che diventa operativa, è
la capacità di far calare nella realtà l’intuizione.
Chi
lo indossa esprime gioia e affermazione del suo Io, buonumore e
altruismo. Consigliato ai reumatici e come attivatore dell'intestino
(stipsi). Per le donne che hanno difficoltà a concepire per problemi
psicologici.
L'energia
elettromagnetica dell'arancione è sulla stessa frequenza vibratoria
della catena del DNA. Tendenzialmente aumenta la pressione arteriosa.
Rappresenta la vitalità , quindi molto utile in caso di irrigidimenti
tipo sclerosi, ateriosclerosi; rigenera il tessuto nervoso e ricarica
chi è stanco. Stimola la respirazione profonda (asma).
E'
il colore che più ricorda il Sole, esprime quindi un movimento di
espansione. La scelta del giallo quindi è ricerca del nuovo, del
cambiamento, della liberazione dagli schemi, della crescita. Sinonimo di
vivacità, estroversione, leggerezza, crescita e cambiamento. Chi
indossa giallo si sente bene con se stesso; è infatti il colore
associato al senso di identità, all'Io, all'estroversione. Denota sempre
una forte personalità.
Può anche simboleggiare disonestà, codardia, tradimento, gelosia, falsità, malattia.
Utilizzarlo stimola la razionalità e il cervello sinistro, migliora le funzioni gastriche e tonifica il sistema linfatico.
Stimola l'attenzione e l'apprendimento, acuisce la mente e la concentrazione.
Stimola l'attenzione e l'apprendimento, acuisce la mente e la concentrazione.
Stimola
la digestione (anoressia, inappetenza, flatulenza, emorroidi interne,
eczema). Aiuta ad eliminare le tossine attraverso il fegato e
l'intestino.
E' il colore dell'equilibrio energetico. Chi lo indossa cerca l'equilibrio e la riflessione.
Il suo effetto è rilassante e rinfrescante, quindi in caso di emicrania o insonnia.
E' il colore della Natura, del mondo vegetale. Verde è legato alla primavera (anche adolescenza), alla rinascita, per esempio il verde in un sogno può indicare che una parte profonda di noi è pronta a germogliare.
E' il colore della Natura, del mondo vegetale. Verde è legato alla primavera (anche adolescenza), alla rinascita, per esempio il verde in un sogno può indicare che una parte profonda di noi è pronta a germogliare.
Per
i buddisti rappresenta la vita. E' un colore neutro, rilassante,
favorisce la riflessione e la calma. Disintossica e decongestiona
l'organismo.
E'
molto utile in caso di mal di testa, nelle nevralgie e nelle febbri. E
usato in tutte le proliferazioni anomale a livello cutaneo: verruche,
nei, tumori.è natura, ambiente, vita, crescita, fortuna, gioventù,
primavera, fertilità e religione. Invidia e gelosia.
E'
il colore del temperamento flemmatico. Simboleggia la calma, l'acqua,
il cielo, l'armonia, la fiducia, la pulizia e la lealtà. Ma anche
tristezza e depressione.
Le persone che vestono di blu chiaro tendono all' introversione.
Rappresenta l'intelletto, la verità, la fedeltà, la costanza, Il Blu è il colore della grande profondità, il principio femminile.
Rappresenta l'intelletto, la verità, la fedeltà, la costanza, Il Blu è il colore della grande profondità, il principio femminile.
Per i buddisti rappresenta il Cielo. E' purificante ed è il colore dello spazio.
Induce all'introspezione, alla sensibilità, alla calma e serenità.
Molto
utile in caso di stress, nervosismo, ansia, insonnia, irritabilità e
infiammazioni. Ha proprietà antisettiche, astringenti e anestetizzanti.
Si usa in tutti i sintomi che sviluppano calore e nei dolori: mal di
gola, laringiti, raucedine, febbre, spasmi, reumatismi.
- BLU SCURO (INDACO):
E' indossato da persone riservate e molto chiuse che vogliono vivere nel loro mondo. Adatto a persone particolarmente tese e nervose. L'indaco
è un grande purificatore del sangue e ha una spiccata azione sulla
mente. E' un colore molto freddo e astringente. Induce una forte
concentrazione mentale. Si usa nella cataratta. Un vestito blu rilassa
chi lo indossa. Nell'illuminazione crea spazio ed è molto rilassante
Le tonalità più chiare esprimono sensualità, le più scure spiritualità.
Comprende il blu e il rosso (sacro e profano).
Sinonimo
di intelligenza, conoscenza, devozione religiosa, santità, sobrietà,
penitenza. Viola per alcune tradizioni è il colore della visione
interiore, è il terzo occhio, per altre tradizioni è come se ci parlasse
di qualcosa che ha urgenza di emergere.
E'
controindicato nelle depressioni. E' il colore con la maggior frequenza
e l'energia più alte dello spettro visibile. Rappresenta la porta
dell'aldilà. E' il colore del cervello destro (analogico).
Il
viola ha una grande influenza sul sistema nervoso: epilessia,
meningite, crampi, tumore, debolezza reni. E' rilassante e utilissimo
nei traumi del cranio, nell'insonnia.
Rappresenta
l'oscurità, il vuoto, il male. E' un non-colore, cioè è assenza di
colore, e tuttavia viene utilizzato per rendere più densi altri colori.
In genere si indossa perché attira, in quanto si rimane nascosti da un
velo di mistero. Pone una barriera tra la persona e il mondo. Ha un
effetto depressivo. E' associato a potere, eleganza, magia, mistero e
notte. Può essere portato
di sera ma evitato di giorno, poiché blocca la penetrazione cutanea
delle radiazioni elettromagnetiche dei colori e gli scambi con
l'esterno. E' un colore che tende a devitalizzare la persona e nel caso
di biancheria intima a raffreddare la sessualità e a lungo andare di
danneggiare la sfera riproduttiva. Esalta
il rosso (forza e potere), con il giallo esalta il potere intellettuale
e con il rosa il potere sociale. Il nero è da evitare in caso di
depressione.
Simboleggia anche lutto e morte (culture occidentali), cattiveria, infelicità, tristezza, rimorso e rabbia.
Simboleggia anche lutto e morte (culture occidentali), cattiveria, infelicità, tristezza, rimorso e rabbia.
- BIANCO:
E' un colore fresco e solare che apporta energia. Rivitalizza tutto l'organismo.
Rappresenta la luce, la semplicità, il sole, l'aria, l'illuminazione, la purezza, l'innocenza, semplicità, pace, la castità, la santità, la sacralità, la redenzione.
Rappresenta la luce, la semplicità, il sole, l'aria, l'illuminazione, la purezza, l'innocenza, semplicità, pace, la castità, la santità, la sacralità, la redenzione.
Ma è anche morte (culture orientali), freddezza e sterilità.
La
luce bianca contiene tutti e sette i colori dell'iride, è
vitalizzante, rigenera l'organismo, schiarisce la mente. In sogno può
rappresentare il ventaglio delle possibilità che si aprono.
- GRIGIO:
E'
neutro. Simboleggia la depressione, l'umiltà.Indossato pone una
barriera tra sé e gli altri. Andrebbe evitato da i paurosi.
Le persone che indossano il grigio pongono una barriera tra sé e il mondo.Era il colore delle autorità che volevano mettere un chiaro distacco con il "resto". Simboleggia, intelligenza, solidità, pulizia e qualcosa di moderno. Viene anche associato a maturità e tristezza.
Le persone che indossano il grigio pongono una barriera tra sé e il mondo.Era il colore delle autorità che volevano mettere un chiaro distacco con il "resto". Simboleggia, intelligenza, solidità, pulizia e qualcosa di moderno. Viene anche associato a maturità e tristezza.
- MARRONE:
- ROSA
Rappresenta l'amore e la gentilezza. Simboleggia femmilità e gioventù.
Debolezza e ingenuità. Agisce in maniera spiccata sul sistema nervoso rilassandolo e migliorando la vista.
Debolezza e ingenuità. Agisce in maniera spiccata sul sistema nervoso rilassandolo e migliorando la vista.
Rosa,
oro e argento sono colori legati all’evoluzione spirituale, è la
dimensione in cui la nostra amorevolezza si estende a più creature, il
nostro cuore diventa consapevole.
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DIRECT, f08c47fec0942fa0
Mantieniti fresco - continua a muoverti!
INFO DI: www.sclerosi-multipla.com/giorno-dopo-giorno/il-tuo-corpo/rimanere-freschi-114.htm
Mantieniti fresco - continua a muoverti!
Trovare l’energia neccessaria per il movimento e per le emozioni diventa più difficile quando aumenta la temperatura corporea.
I meccanismi di raffreddamento, come il sudore, normalmente riportano la temperatura corporea a livelli accettabili, ma tali meccanismi sono, spesso, compromessi nei pazienti affetti da SM.
Scoprire il corpo in seguito a un piccolo aumento della temperatura può far peggiorare i sintomi della SM, e possono comparire problemi neurologici correlati al caldo.
Per evitare una sensazione di debolezza e una perdita di energia, devi cercare di mantenere bassa la tua temperatura corporea. Pensa al motto "mantieniti fresco- continua a muoverti" e segui le semplici indicazioni riportate di seguito.
Consigli per stare più freschi durante le variazioni di temperatura quotidiane
- Usa un abbigliamento di cotone, dai colori chiari
- Tieni la testa coperta
- Evita l’esposizione diretta ai raggi solari
- Prediligi luoghi con aria condizionata
- Bevi in abbondanza
- Tieni sempre un piccolo ventaglio nella borsa o a disposizione
Consigli per stare più freschi - pianificazione
- Evita gli ambienti caldi
- Evita i lunghi viaggi in macchina
Consigli per stare più freschi - emergenza per il surriscaldamento
- Porta una borsa del ghiaccio
- Inumidisci i vestiti, portando uno spray per l’acqua
- Rinfresca gradualmente le tue gambe, per rinfrescare il resto del corpo
CONVEGNO INFORMATIVO - CCSVI BRAIN FLOW Vicenza
Dott. Tommaso Lupattelli.
Convegno Brain Flow del primo gruppo multidisciplinare nel trattamento della CCSVI.
L’angioplastica migliora il flusso venoso nei pazienti con sclerosi multipla
CLIKKA QS LINK SOTTOLINEANTO IN GIALLO PER LEGGERE L'ARTICOLO INTERO
http://mediterranews.org/2012/06/langioplastica-migliora-il-flusso-venoso-nei-pazienti-con-sclerosi-multipla/
SCLEROSI MULTIPLA. "IL VENETO APRA AL METODO ZAMBONI"
Questa la presa di posizione del gruppo del Pd
in Consiglio regionale che sul tema ha presentato un'interrogazione alla
Giunta e all'assessore alla sanità, prima firmataria la capogruppo
Laura Puppato
"I risultati sono evidenti e legittimano le speranze di chi sta lottando contro una grave malattia come la sclerosi multipla. Non si capisce perché nel Veneto non si consenta l'implementazione del trattamento del professor Zamboni".
Questa la presa di posizione del gruppo del Pd in Consiglio regionale che sul tema ha presentato un'interrogazione alla Giunta e all'assessore alla sanità, prima firmataria la capogruppo Laura Puppato a cui hanno dato adesione altri 10 consiglieri democratici................COPIA E INSERISCI SULLA BARRA... QS LINK SOTTOLINEANTO IN GIALLO PER LEGGERE L'ARTICOLO INTERO
www.cronacadelveneto.com/index.php?id_news=11986
"I risultati sono evidenti e legittimano le speranze di chi sta lottando contro una grave malattia come la sclerosi multipla. Non si capisce perché nel Veneto non si consenta l'implementazione del trattamento del professor Zamboni".
Questa la presa di posizione del gruppo del Pd in Consiglio regionale che sul tema ha presentato un'interrogazione alla Giunta e all'assessore alla sanità, prima firmataria la capogruppo Laura Puppato a cui hanno dato adesione altri 10 consiglieri democratici................COPIA E INSERISCI SULLA BARRA... QS LINK SOTTOLINEANTO IN GIALLO PER LEGGERE L'ARTICOLO INTERO
www.cronacadelveneto.com/index.php?id_news=11986
Sclerosi Multipla: uno studio sulla descrizione vascolare delle lesioni perivenulari
CLIKKA QS LINK SOTTOLINEANTO IN GIALLO PER LEGGERE L'ARTICOLO INTERO
INFO TROVATA IN :Associazione "CCSVI nella Sclerosi Multipla" - Onlus
Al termine dello studio, secondo l’autrice, le vene all’interno delle lesioni sono significativamente più piccole rispetto a vene simili nello stesso cervello che si trovano al di fuori delle lesioni. Questa scoperta fornisce una nuova visione della componente vascolare delle lesioni della SM, forse corrispondente ad un effetto compressivo della cuffia perivascolare infiammatoria nelle lesioni. La constatazione che le vene sane di pazienti affetti da SM sono significativamente maggiori a quelle dei volontari sani può riflettere un cambiamento vascolare prelesionale nei cervelli con SM o potenzialmente un effetto di diffusa perdita di volume cerebrale.
xagena 2011 Sindrome infiammatoria da immunoricostruzione nei pazienti con sclerosi multipla dopo sospensione della terapia ..
www.sclerosionline.net/index.php?view=19769
Sindrome infiammatoria da immunoricostruzione nei pazienti con sclerosi multipla dopo sospensione della terapia con Natalizumab (TYSABRI)
Sono state valutate le conseguenze cliniche di una sospensione temporanea della somministrazione di Natalizumab ( Tysabri ) attraverso uno studio prospettico di coorte.
Sono stati arruolati per lo studio 32 pazienti con sclerosi multipla che avevano ricevuto almeno 12 infusioni consecutive di Natalizumab.
E’ stata valutata l’attività recidivante della sclerosi multipla, definita come un peggioramento clinicamente documentato con risultati obiettivi e/o sviluppo di una o più nuove lesioni captanti il Gadolinio alla risonanza magnetica.
Il 38% dei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente e sclerosi multipla secondaria progressiva hanno sviluppato recidiva durante l’interruzione della terapia o subito dopo la ripresa della terapia con Natalizumab ( 9 su 24, e 3 su 8, rispettivamente ), ma le recidive sono stati gravi, con un’evidenza insolitamente diffusa di attività infiammatoria visibile alla risonanza magnetica in diversi pazienti con sclerosi multipla secondaria progressiva con una maggiore attività della malattia infiammatoria prima di iniziare la terapia con Natalizumab.
L’esame del liquido cerebrospinale e la diagnostica per immagini in questi casi hanno indicato una sindrome infiammatoria da immunoriscostruzione.
Nel complesso, le recidive si sono verificate più spesso nei pazienti più giovani sottoposti a meno infusioni di Natalizumab prima dell’interruzione della terapia.
Il numero di lesioni captanti il Gadolinio al momento della recidiva dopo interruzione della terapia è risultato moderatamente correlato al numero di lesioni captanti il Gadolinio prima di iniziare la terapia con Natalizumab ( r=0.51, P=0.45 ).
Il precedente controllo della malattia è stato ristabilito dopo ripresa della terapia con Natalizumab in tutti i pazienti.
Dallo studio è emerso che in questa coorte di pazienti con sclerosi multipla refrattaria a terapie multiple prima di iniziare il trattamento con Natalizumab, sono ricomparsi i referti alla risonanza magnetica e l’attività clinica della malattia, spesso in modo aggressivo, dopo interruzione della terapia con Natalizumab.
Questi risultati suggeriscono che bisognerebbe prendere in considerazione strategie per minimizzare il rischio di sindrome infiammatoria da immunoricostruzione dopo l'interruzione di Natalizumab. ( Xagena2011 )
Miravalle A et al, Arch Neurol 2011; 68: 186-191
Neuro2011 Farma2011
Sindrome infiammatoria da immunoricostruzione nei pazienti con sclerosi multipla dopo sospensione della terapia con Natalizumab (TYSABRI)

Sono state valutate le conseguenze cliniche di una sospensione temporanea della somministrazione di Natalizumab ( Tysabri ) attraverso uno studio prospettico di coorte.
Sono stati arruolati per lo studio 32 pazienti con sclerosi multipla che avevano ricevuto almeno 12 infusioni consecutive di Natalizumab.
E’ stata valutata l’attività recidivante della sclerosi multipla, definita come un peggioramento clinicamente documentato con risultati obiettivi e/o sviluppo di una o più nuove lesioni captanti il Gadolinio alla risonanza magnetica.
Il 38% dei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente e sclerosi multipla secondaria progressiva hanno sviluppato recidiva durante l’interruzione della terapia o subito dopo la ripresa della terapia con Natalizumab ( 9 su 24, e 3 su 8, rispettivamente ), ma le recidive sono stati gravi, con un’evidenza insolitamente diffusa di attività infiammatoria visibile alla risonanza magnetica in diversi pazienti con sclerosi multipla secondaria progressiva con una maggiore attività della malattia infiammatoria prima di iniziare la terapia con Natalizumab.
L’esame del liquido cerebrospinale e la diagnostica per immagini in questi casi hanno indicato una sindrome infiammatoria da immunoriscostruzione.
Nel complesso, le recidive si sono verificate più spesso nei pazienti più giovani sottoposti a meno infusioni di Natalizumab prima dell’interruzione della terapia.
Il numero di lesioni captanti il Gadolinio al momento della recidiva dopo interruzione della terapia è risultato moderatamente correlato al numero di lesioni captanti il Gadolinio prima di iniziare la terapia con Natalizumab ( r=0.51, P=0.45 ).
Il precedente controllo della malattia è stato ristabilito dopo ripresa della terapia con Natalizumab in tutti i pazienti.
Dallo studio è emerso che in questa coorte di pazienti con sclerosi multipla refrattaria a terapie multiple prima di iniziare il trattamento con Natalizumab, sono ricomparsi i referti alla risonanza magnetica e l’attività clinica della malattia, spesso in modo aggressivo, dopo interruzione della terapia con Natalizumab.
Questi risultati suggeriscono che bisognerebbe prendere in considerazione strategie per minimizzare il rischio di sindrome infiammatoria da immunoricostruzione dopo l'interruzione di Natalizumab. ( Xagena2011 )
Miravalle A et al, Arch Neurol 2011; 68: 186-191
Neuro2011 Farma2011
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