🌎 Visite e letture dal mondo

10/07/2012

ALZHEIMER

12 luglio 2012
presso la sala consiliare del comune di Decimoputzu
SI PARLERA'    di Alzheimer

alzheimer Cagliari va sostenuta (www.facebook.com/pages/Associazione-Alzheimer-Cagliari/390645327660377),  

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Esercizio fisico e vitamina D per combattere i sintomi dell’Alzheimer

Vitamina DPer combattere i sintomi che avanzano dell’Alzheimer basta esercizio fisico e vitamina D. È quanto emerge da due studi presentati durante la Conferenza Internazionale sulla Malattia di Alzheimer negli Usa. Gli studi hanno evidenziato che chi fa regolarmente attività fisica ha il 40% di probabilità in meno di sviluppare la patologia che fa invecchiare il cervello, mentre i sedentari corrono il 45% di rischio in più.

Ma oltre allo sport, uno studio britannico ha evidenziato il ruolo protettivo della vitamina D. Esaminando 3.300 persone con più di 65 anni, David Llewellyn, dell’University of Exeter Peninsula Medical School, afferma che a bassi livelli della cosiddetta “vitamina del sole” il rischio sale del 42% e in soggetti con carenze gravi addirittura del 394%.


“Pochi alimenti contengono vitamina D – dice Llewellyn – per cui gli integratori possono essere una soluzione efficace e basso costo”.

Nel mondo i malati di Alzheimer sono circa 25 milioni, con 4,6 milioni di nuovi casi all’anno. In Italia, secondo i dati del Censis risalenti al 2006, i malati di Alzheimer sono poco più di 520.000, con 80.000 nuovi casi all’anno. In base all’andamento demografico e al progressivo invecchiamento della popolazione, da qui al 2020 si prevedono circa 115.000 di nuove diagnosi di Alzheimer.

INFO DI:  http://takecareblog.iljournal.it/2010/esercizio-fisico-e-vitamina-d-per-combattere-i-sintomi-dellalzheimer

Curcuma e vitamina D3 possono aiutare i malati di Alzheimer

AlzheimerSpezia indiana e vitamina D possono aiutare i pazienti con l’Alzheimer a ‘ripulire’ il cervello dalle placche amiloidi.

Uno studio dall’Università della California, Los Angeles (UCLA), pubblicato sulla rivista Journal of Alzheimer’s Disease, ha rivelato che la vitamina D3 e la ‘curcumina‘, una sostanza che si trova nella Curcuma, una pianta usata nella cucina indiana, possono stimolare il sistema immunitario a eliminare le placche-beta amiloidi che si sviluppano a causa dell’Alzheimer.

La vitamina D3 è essenziale per la salute delle ossa e del sistema immunitario. La sua prima fonte è la luce del sole, e i pazienti di Alzheimer spesso passano troppo tempo in casa. La curcumina, invece, si trova nella Curcuma longa, chiamata anche zafferano delle Indie. Si è dimostrata utile nell’eliminare le placche perché stimolava i legami tra i macrofagi del sistema immunitario e i beta-amiloidi.


INFO DI: http://takecareblog.iljournal.it/2009/curcuma-e-vitamina-d3-possono-aiutare-i-malati-di-alzheimer

09/07/2012

Malati di Sla, passeggiata in quota con le guide alpine Cortina, giornata alle Cinque Torri per le persone affette da malattie neurologiche rare con la fondazione “Il Bene”

Cortina, giornata alle Cinque Torri per le persone affette da malattie neurologiche rare con la fondazione “Il Bene”

TROVERAI TUTTO L'ARTICOLO QUI: http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2012/07/08/news/i-pazienti-in-quota-con-le-guide-alpine-1.5376504

08/07/2012

Le meravigliose proprietà del limone


Articolo letto: 1430 volte | Inviato il: 7-11-2011
Le meravigliose proprietà del limone
Ci è arrivata questa mail, che attribuisce proprietà anti-cancerogene al limone. Abbiamo poi controllato in rete, e trovato questo commento critico suurbanlegends.about.com, che vi riportiamo. Si nega la veridicità di alcune delle affermazioni riportate nella mail iniziale.. e comunque sottolinea come può essere considerato uno degli alimenti utili per la prevenzione. Si è in attesa di ulteriori ricerche dato che:
"Studi su animali e in vitro, hanno dimostrato che la pectina di agrumi modificata (Modified citrus pectin), derivata dalla pectina naturale che si trova nella polpa e nella buccia degli agrumi, riduce la metastatizzazione delle cellule cancerogene".

Umberto Di Grazia

traduzione a cura della redazione di coscienza.org - Erica Dellago




Tagliate 2-3 fette sottili di limone in una brocca, aggiungete acqua potabile che diventerà “acqua alcalina”, bevetela nell’arco dell’intera giornata, aggiungendo solo acqua potabile.
Abituatevi a prenderla come acqua da bere tutti i giorni, fa bene a tutti.
I benefici del limone sono sorprendenti.


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Secondo l’Istituto di Scienze della Salute, 819 N. L.L.C. Charles Street Baltimora, MD 1201, il limone (Citrus limonun Risso, Citrus limon (L.) Burm, Citrus medica) è un prodotto miracoloso per eliminare le cellule cancerogene.

E’ 10.000 volte più potente della chemioterapia. Perché non ne siamo consapevoli? Perché ci sono organizzazioni interessate a trovare la sua versione sintetica, che permetterebbe loro di trarre grandi profitti.

D’ora in poi si può aiutare un amico nel bisogno, facendogli sapere che il succo di limone è utile nel prevenire la malattia. Il suo sapore è gradevole e non produce gli orribili effetti della chemioterapia.

Quante persone muoiono mentre questo segreto viene tenuto gelosamente custodito, in modo da non mettere a repentaglio i benefici multimilionari delle grandi imprese?

Come sapete, l'albero del limone è conosciuto per la sua varietà di limoni e limette. L’agrume può essere consumato in diversi modi: si può mangiare la polpa, spremere il succo, preparare bevande, sorbetti, pasticcini, ecc.

E’ accreditato per tante proprietà, ma la più interessante è l'effetto che produce su cisti e tumori. Questa pianta è una cura sperimentata contro i tumori di ogni tipo. Alcuni dicono che è molto utile in tutte le forme di cancro. E’ considerato anche come spettro antimicrobico contro le infezioni batteriche e fungine, è efficace contro i parassiti interni e i vermi, regola la pressione sanguigna troppo alta, agisce come antidepressivo, combatte lo stress e i disturbi nervosi.

La fonte di questa informazione è affascinante: si tratta di uno dei più grandi produttori di farmaci nel mondo, e dice che dopo oltre 20 test di laboratorio condotti dal 1970, gli estratti hanno rivelato che: distrugge le cellule maligne di 12 tipi di cancro incluso quello del colon, della mammella, della prostata, del polmone e del pancreas…

Le sostanze di questo albero hanno mostrato di rallentare la crescita delle cellule cancerogene 10.000 volte meglio dell’Adriamicina, un farmaco chemioterapico normalmente utilizzato nel mondo. E, fatto ancora più sorprendente: questo tipo di terapia con estratto di limone distrugge solo le cellule tumorali maligne e non attacca le cellule sane.

Istituto di Scienze della Salute, 819 N. L.L.C. Charles Street, Baltimora, MD1201


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estratto da: urbanlegends.about.com


Analisi

Mentre è vero che recenti studi scientifici hanno dimostrato che i limoni e altri agrumi contengono sostanze che possono avere proprietà anti-cancerogene, non ho trovato nulla nella letteratura esistente che supporti le affermazioni esagerate di cui sopra - ad esempio, l'affermazione che il limone è “10.000 volte più potente della chemioterapia”, o l'affermazione che è “una cura sperimentata contro i tumori di ogni tipo”.
Né ho trovato le prove per sostenere la dichiarazione che la fonte di queste affermazioni è “uno dei più grandi produttori di farmaci nel mondo”.

Un rappresentante dell’Istituto di Scienze della Salute mi ha detto che l'organizzazione non ha pubblicato alcun testo né era la fonte delle affermazioni, e anzi, come scuola di salute, non si occupa di fornire informazioni mediche alla popolazione.
 


Cosa dice la ricerca attuale

Grazie a studi scientifici si è scoperto che diverse sostanze naturalmente presenti negli agrumi hanno un potenziale per combattere il cancro, le due più promettenti sembrano essere i limonoidi e la pectina.
I limonoidi, una classe di sostanze naturali che si trovano principalmente sulla buccia e nei semi degli agrumi, sono in fase di studio sia come prevenzione sia come trattamento per il cancro.
Ad esempio, la ricerca ha dimostrato che alcuni limonoidi sono in grado di inibire la diffusione delle cellule cancerogene della mammella in vitro. Sono necessarie ulteriori ricerche per stabilire la loro efficacia clinica sugli esseri umani.
Studi su animali e in vitro hanno dimostrato che la pectina di agrumi modificata (Modified citrus pectin [in inglese]), derivata dalla pectina naturale che si trova nella polpa e nella buccia degli agrumi, riduce la metastatizzazione delle cellule cancerogene. Anche in questo caso, sono necessarie ulteriori ricerche per dimostrare la sua efficacia clinica sugli esseri umani.

Senza dubbio i limoni e altri agrumi sono nutrienti e benefici per la salute in una miriade di modi, quindi mentre il giudizio sul come e in che misura sono efficaci nella prevenzione e nel trattamento del cancro è ancora sospeso, dovrebbero certamente essere considerati come componente essenziale di una dieta sana.


mi hanno informato che chi usa ldn DEVE EVITARE DI USARE I LIMONI

Riflettere riavvia il cervello

Quella mezz'ora di solitudine assoluta può rivelarsi una risorsa straordinaria per chiunque, non solo per i leader politici, ma bisogna saperla vivere al meglio.

Come? Intanto spegnendo tv, computer e telefonino e magari facendo una bella passeggiata. Per dedicarsi esclusivamente a pensare.
"Ritagliarsi spazi per pensare - a anche bene da un punto di vista neurologico, perché aiuta la mente a non fare cortocircuito, a non ingolfarsi di vita affannata, quotidiana. E fa bene perché ci decentriamo dalle occupazioni più consuete per esplorare altre possibilità della mente e del pensiero, assicurandoci una ricarica di energia vitale".

ecco gli sbagli: La maggior parte delle persone saltano la pausa di mezzogiorno, qualcuno la comprime in dieci minuti piazzandosi con un panino in mano davanti al computer. "Dobbiamo fare in modo che i lavoratori escano all'ora di pranzo - INVECE  Se lasci la tua scrivania per andare a farti un giro in strada, torni con la mente più fresca e meglio disposto al lavoro"

Non è importante mangiare fuori, al ristorante, si può anche consumare il pranzo velocemente, ciò che conta è appunto farsi una passeggiata. "Va bene anche andare al parco a guardare i passeri ... Sedersi al tavolo di un bar, magari scrivere una pagina del proprio diario, su carta ovviamente. Non bisogna fare niente di eccezionale. L'importante è essere soli".

Sapersi isolare per pensare ha a che fare con il controllo dell'ansia. Chi ha un rapporto ansioso con il tempo non riesce a staccare. Già nel primo, agognato, giorno di ferie lo vedrete mettere mano al cellulare per controllare se è acceso

"Al di là dell'età, della razza e dell'educazione hanno tutti indicato le stesse cose: nella doccia, sempre in bagno ma a farsi la barba, nella natura a passeggiare, a letto prima di addormentarsi o appena svegli, in viaggio, in un momento d'ascolto di musica classica"
Quando non abbiamo nulla da fare ci distraiamo con una quantità infinita di media, come la tv, le e-mail e internet in generale". E così si finisce per non staccare mai, per non riflettere.

"È necessario invece capire che pensare è importante. È ciò che ci rende umani".

I file CCSVI: Uno sguardo più da vicino i documenti ATI I documenti rivelano CIHR risposta alle pressioni alla ricerca insufficienza venosa cronica cerebrospinale

Il 3 giugno 2010, Peter Liu, direttore scientifico del Canadian Institutes of Health Research (CIHR) in Ottawa, ha inviato una e-mail interna che illustra i suoi pensieri su un procedimento che provochi scismi e medici e politici incitando attivismo paziente. Liu, capo dell'Istituto di circolatorio e la salute delle vie respiratorie, stava rispondendo alla richiesta dei dirigenti CIHR per il suo commento su insufficienza venosa cronica cerebrospinale, o CCSVI, una condizione identificata da Paolo Zamboni nel 2008. Zamboni, direttore di malattie vascolari presso l'Università di Ferrara in Italia, ha fatto notizia in Canada nel novembre 2009 con la sua ipotesi che la sclerosi multipla, a lungo considerata come una condizione neurodegenerativa, aveva radici vascolari ed è stato collegato alle vene che drenano il sangue bloccati dal cervello e il midollo spinale. Ha trovato angioplastica venosa, l'invio di un palloncino per aprire un vaso sanguigno ostruito di alleviati, anche arrestati, sintomi.
Studio pilota Zamboni ha dato risultati sorprendenti, ma mancava il rigore scientifico: era piccolo e non in cieco, nessuno poteva duplicare i risultati, tra cui Zamboni. Eppure, ha smosso la speranza rara tra la stima 75.000 canadesi affetti dalla incurabile, condizione degenerativa. Entro giugno 2010, molti sono stati viaggiare fuori del paese, pagando verso l'alto di $ 10.000 per la scansione CCSVI e il trattamento per loro inaccessibili a casa. Alcuni sono tornati con le testimonianze di YouTube, altri con speranze deluse, altre complicazioni. La questione era diventata un punto di infiammabilità. Le persone con SM sono stati mobilitazione per il trattamento. CCSVI è salito per il dibattito alla Camera dei Comuni. Il CIHR, che distribuisce poco meno di $ 1 miliardo all'anno per il finanziamento scientifica e relazioni al Parlamento attraverso il Ministero della Salute, è stato sotto pressione per agire. Il Canada ha uno dei più alti per le popolazioni capite MS: tre persone vengono diagnosticati ogni giorno. Otto province voluto co-finanziare gli studi pan-canadesi, secondo i documenti ottenuti da CIHR Maclean sotto un accesso alle informazioni (ATI) richiesta.
La risposta di Liu ai dirigenti CIHR era cautamente ottimista come lui chiamato per le sperimentazioni cliniche. Ma il suo consiglio è stato ignorato. Invece, come centinaia di pagine di documenti generati all'interno della CIHR tra giugno e settembre 2010 rivela ottenuti in ATI, l'agenzia ha avviato un processo che si è concentrata più sulle ottiche politiche di risultati scientifici e, col senno di poi, destinato a rafforzare lo status quo.

LINK ORIGINALE : http://www2.macleans.ca/2012/06/28/zamboni-files-a-closer-look-at-the-ati-documents/

Un fucile di coaguli di sangue - ScienceNOW - A Shotgun for Blood Clots - ScienceNOW

A Shotgun for Blood Clots - ScienceNOW

Pensate a come liquido Plumr per il sistema circolatorio. I ricercatori hanno progettato un ciuffo di minuscole particelle, che cavalca la corrente del flusso sanguigno, cerca pericolo di vita coaguli di sangue, e li cancella. L'approccio funziona nei topi e potrebbe presto passare alla sperimentazione sull'uomo.

Coaguli di sangue sono cattive notizie per il cervello, il cuore e altri organi. Queste masse di cellule del sangue possono crescere abbastanza grande per soffocare le vene e le arterie, impedendo all'ossigeno di fluire agli organi critici. Uno degli ostacoli principali a che fare con coaguli di sangue è trovare dove hanno depositato nel corpo. Anche se i medici individuare la formazione di coaguli, sono difficili da eliminare. I medici prescrivono spesso fluidificanti del sangue che rallentano il tempo necessario per formare un coagulo, ma questi farmaci possono anche causare sanguinamento eccessivo. Un altro metodo è stent, una procedura in cui viene utilizzato un filo o tubo flessibile per riaprire una nave. I pazienti di recuperare in fretta, ma spesso trascorrono almeno 1 notte in ospedale.

Alla ricerca di un approccio migliore, ingegnere biomedico Donald Ingber di Harvard University e colleghi hanno rivolto alle nanoparticelle. Modellato piastrine cellule che circolano nel sangue e contribuire sanguinamento fermata di formazione di coaguli, le nanoparticelle sono meno di 100 nm di larghezza e realizzata in polimeri sintetici incollati come una palla di sabbia bagnata. Come piastrine, ciuffi delle particelle di fluire liberamente nel sangue e ruotano verso navi bloccati da rilevando una variazione nel flusso sanguigno. Una volta lì, si rompono in particelle individuali che aderiscono al coagulo, rilasciando un farmaco chiamato attivatore tissutale del plasminogeno (tPA), che si dissolve.


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Ricercatori lLe testato l'approccio su topi affetti da coaguli di sangue. Dopo aver iniettato le particelle negli animali, le particelle rivestite in tPA erano in grado di riaprire i vasi ostruiti rapidamente, malgrado ospitare bassi dosaggi della medicina, il team riporta online oggi su Science. Nessuno dei topi avevano emorragie, e poiché le particelle sono biodegradabili, eventualmente sono ripartiti per il corpo.

"Fare queste particelle in modo che si rompono alla giusta quantità di forza è stata una sfida", dice Ingber. "La cosa più emozionante che siamo in grado di fare è fornire un coagulo-busting farmaco direttamente a un sito in cui un coagulo è, senza sapere dove si trova." Dice che le particelle potrebbero essere usati per fornire essenzialmente qualsiasi farmaco-anti-infiammatoria a un punto specifico in cui l'infiammazione si stava verificando, per esempio.

"La bellezza di queste nanoparticelle è che non consegnerà questo farmaco in qualsiasi altro luogo, ma la zona di stress", dice Heyu Ni, biologo piastrinica a St. Michael Hospital di Toronto, in Canada, con particolare riferimento ai siti coagulo di sangue. Un altro vantaggio dell'approccio, dice, è che aggira il problema di stimare la quantità di farmaco anticoagulante per dare un paziente. Alti dosaggi sono efficaci, ma potrebbe causare sanguinamento eccessivo, mentre piccole dosi sono molto più sicuro, ma non può ottenere il lavoro fatto. Le nanoparticelle aggirare questo problema depositando una piccola quantità di farmaco direttamente sul coagulo. Egli osserva che le nanoparticelle possono essere utilizzate come uno strumento diagnostico per cercare blocchi che possono avere bisogno di essere rimosso chirurgicamente, in quanto luoghi in cui finiscono le nanoparticelle sono più facili da individuare con gli ultrasuoni. "Questo potrebbe cambiare il nostro concetto di come la fornitura di farmaci in modo efficace. Pensavo di questo studio come possibile rivoluzionario".

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07/07/2012

Il primo trapianto di una vena da cellule staminali

Il primo trapianto di una vena da cellule staminali

 

Il Sahlgrenska University Hospital di Göteborg, in Svezia, ha eseguito il primo trapianto al mondo di una vena cresciuta in provetta a partire dalle cellule staminali della giovane paziente stessa, una bambina di dieci anni. La notizia arriva da una delle riviste mediche più accreditate, Lancet, che pubblica lo studio in cui sono descritti procedura e risultati.
Ecco le persone che stanno cambiando il nostro futuro
Già all'età di un anno, alla bambina era stata diagnosticata una ostruzione extraepatica della vena porta (il vaso che raccoglie il sangue dall'intestino e da altri organi addominali come la milza, e arriva al fegato). È una condizione che, se non trattata, può avere serie conseguenze, come emorragie interne e problemi nello sviluppo, e può portare alla morte. Normalmente si procede con un bypass: la parte ostruita si sostituisce con un pezzetto di un'altra vena prelevata del paziente stesso. La via, però, non sempre è praticabile, perché i vasi sanguigni possono non essere adatti. Questo, a quanto riportano gli autori dello studio, era uno di quei casi. Un'altra soluzione è il trapianto da un donatore, ma implica l'immuno-soppressione per evitare il rigetto, ed è rischioso. Ad oggi esiste, però, un'altra possibilità: costruire una vena ex novo con le cellule staminali dei pazienti stessi, in modo che l'organismo le riconosca e non ci sia il bisogno di terapie anti-rigetto. Questa è la strada scelta da Suchitra Sumitran-Holgersson dell'ateneo svedese per la piccola.
Le bufale scientifiche a cui tutti credono
Il gruppo di Sumitran-Holgersson ha prelevato le cellule staminali dal midollo osseo della paziente e le ha fatte crescere in laboratorio, differenziandole in cellule endoteliali e del muscolo liscio. Contemporaneamente, i ricercatori hanno prelevato un segmento di una vena di 9 cm da un donatore deceduto e l'hanno sottoposta alla cosiddetta decellurizzazione: in pratica il tessuto subisce una serie di lavaggi con enzimi e altre sostanze che eliminano le cellule, lasciando intatta la struttura (per esempio le proteine). La quale è stata poi posta nelle colture di staminali e ricellularizzata.
Tutti i luoghi che hanno ispirato grandi idee. Guarda le foto
A quel punto è stato eseguito il bypass, senza alcun bisogno terapie immuno-soprressive, visto che le cellule appartenevano tutte alla paziente. Il sangue ha cominciato a fluire immediatamente e in modo corretto attraverso la vena porta, e per nove mesi tutti i valori sono stati nella norma. La bambina intanto è cresciuta: si è alzata di 6 centimetri e ha messo su 5 chili. È anche riuscita a fare passeggiate di 2-3 chilometri e qualche esercizio di ginnastica, e a scuola sembra avere una maggiore capacità di concentrazione. A un anno di distanza è stata necessaria una seconda operazione per allungare la vena, e la piccola è attualmente sotto stretto controllo.
"Ci sono 4 livelli di complessità nell'applicazione clinica dei tessuti ingegnerizzati: si va dal semplice epitelio a interi organi. I vasi sanguigni sono un livello 2", spiegano Martin Birchall e George Hamilton dello University College di Londra, in un commento pubblicato su Lancet. "Potrebbero essere un eccellente target per la prossima generazione di prodotti per medicina rigenerativa", sostengono i ricercatori. Certo, al momento le difficoltà nel reperire il materiale di partenza, il numero di step necessari nella fase preparatoria e il tempo richiesto lasciano pensare che un'applicazione del protocollo su larga scala sia difficile. Ma le procedure potrebbero diventare presto più economiche e veloci. In ogni caso, sottolineano sul Guardian, "sebbene il lavoro di Sumitran-Holgersson sia promettente, è necessario testarlo nel modo appropriato con uno studio clinico".
(Credit per la foto: Getty) http://it.notizie.yahoo.com/blog/wired/il-primo-trapianto-di-una-vena-da-cellule-130557410.html?nc

Linee guida per flebografia-angioplastica in CCSVI


Linee guida per  flebografia-angioplastica in CCSVI

La procedura va effettuata su apparecchio angiografico dedicato, in sala predisposta per angiografia e radiologia interventistica 


Preparazione 
  • Adeguato consenso informato
  • Anestesia locale a livello della piega inguinale
  • Eparinizzazione del Paziente

Procedura diagnostica 
  • Posizionamento  di un introduttore valvolato 7-9 Fr lungo 15 cm. con tecnica di Seldinger nella vena femorale, preferibilmente, di sinistra (per favorire il cateterismo ascendente della vena ileo lombare di sinistra).  
  • (Consigliabile) Cateterismo ascendente della vena ileo lombare di sinistra, con flebografia del tratto lombare in proiezione PA; per lo studio dell'anatomia del plesso venoso intrarachidiano ed extrarachidiano; iniezione di mdc: 20-30 ml, 4ml/s. In caso di difficile cateterismo della vena ileo lombare sinistra può essere cateterizzata una vena sacrale laterale o direttamente una vena lombare.
  • Cateterismo vena cava superiore con manometria
  • Cateterismo della vena azygos con manometria.
  • Azygosgrafia in proiezione Obliqua Posteriore Destra (15°-25°); iniezione di mdc: 10-30 ml, 3-8 ml/s,
  • Flebografia delle vene giugulari interne in proiezione PA  ed oblique, con manometria, dopo aver portato il catetere in vena giugulare fino all’altezza dell’angolo mandibolare; iniezione di mdc: 8ml, 3 ml/s.   E’ opportuno che il Paziente esegua  inspirazioni profonde ed eventualmente manovra di Valsalva, al fine di facilitare lo svuotamento venoso e l’apertura della valvole.
  • Cateterismo retrogrado delle vene vertebrali e flebografia con iniezione manuale

Procedura interventistica sulla vena azygos 
  • Angioplastica mediante cateteri con palloncino compliante: 8-10 mm, 2-4-6 cm pressione massima di 8 atm. per 30-60 secondi, ripetute più volte.
  • Al termine della procedura terapeutica l’azygosgrafia e manometria di controllo

Procedura interventistica sulle vene giugulari 
  • Angioplastica, mediante l’utilizzo di palloni di tipo compliante 10-12 mm,  2-4 cm gonfiati a 8 atm. 
  • Qualora il risultato post procedurale non sia soddisfacente, la dilatazione viene completata mediante l’utilizzo di palloni di tipo non compliante ad alta pressione (18-20 atm) di 10 mm di diametro. Tali insufflazioni vengono mantenute per 30-60 secondi e ripetute più volte.
  • Al termine della procedura terapeutica, flebografia con manometria di controllo

Procedura interventistica sulle vene vertebrali
  • Angioplastica con pallone 8-10 mm di diametro e 20-40 mm di lunghezza gonfiati a 8 atm.

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