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23/07/2012
Protocollo studio multicentrico
http://www.radiointerventistica.org/data/Protocollo_studio_multicentrico.pdf
GUIDA ALLE AGEVOLAZIONI FISCALI PER DISABILI
GUIDA ALLE AGEVOLAZIONI FISCALI PER DISABILI in pdf
www.agenziaentrate.gov.it/ wps/wcm/connect/ 8baa9600426dc23398ab9bc065c ef0e8/ GUIDA+disabili.pdf?MOD=AJPE RES&CACHEID=8baa9600426dc2 3398ab9bc065cef0e8
www.agenziaentrate.gov.it/
Contrassegno invalidi e privacy
Il Codice della Strada e il suo Regolamento prevedono che alle "persone invalide con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta" e ai non vedenti sia concesso, previa visita medica che attesti queste condizioni, il cosiddetto "contrassegno invalidi" o "tagliando arancione".
Questo documento, previsto dal Regolamento del Codice della Strada (art. 381 del DPR 16 dicembre 1992, n. 495), permette ai veicoli al servizio delle persone disabili la circolazione, con alcune eccezioni di fatto, in zone a traffico limitato e il parcheggio negli appositi spazi riservati. Il contrassegno, rilasciato dai Comuni, ha validità su tutto il territorio nazionale.
Forma, colore e dimensioni sono definite dallo stesso regolamento: 10 centimetri per 12, arancione, deve riportare il pittogramma dell'uomo in carrozzina. Sempre nella parte visibile è previsto lo spazio per il numero di concessione, il nome dell'intestatario, il suo indirizzo e l'indicazione del Comune che ha rilasciato il contrassegno.
Questo fac-simile di contrassegno non è stato formalmente ancora modificato dal Legislatore ed è ancora il riferimento di fatto.
Indicazioni Europee
Il contrassegno rilasciato in Italia è diverso da quello che ciascun altro Paese della Comunità rilascia e questo non favorisce certo la circolazione delle persone con disabilità.
Di questo sì è reso conto, quasi dieci anni fa, il Consiglio della Comunità Europea che il 4 giugno 1998 ha emanato una specifica Raccomandazione (la 98/376/CE) proprio relativa a questi aspetti.
Si raccomandava agli Stati membri di adottare, e poi riconoscere, un contrassegno unico per il parcheggio e la circolazione per disabili.
Il colore del contrassegno europeo è azzurro chiaro, tranne il simbolo della sedia a rotelle, bianco su fondo azzurro scuro. Il nome del titolare è sul retro del contrassegno, mentre i dati dell'autorità che l'ha rilasciato sono sulla parte visibile quando esposta.
Si tratta di una Raccomandazione, cioè di una disposizione scarsamente impositiva per gli Stati membri. Pochissimi Paesi, infatti, l'hanno ripresa, fra questi la Spagna e l'Austria. L'Italia non ha ancora raccolto quella indicazione.
Prime indicazioni sulla privacy
Sul rischio che contrassegno invalidi fosse un veicolo per la violazione della privacy si era pronunciato il Garante per la tutela dei dati personali il 19 gennaio 1999.
Le conclusioni del Garante sono molto chiare: il Legislatore dovrà provvedere a formulare un nuovo fac-simile di tagliando in cui le generalità del titolare non siano visibili; attraverso il numero di concessione, infatti, qualsiasi vigile, o altro personale autorizzato, può effettuare tutte le verifiche del caso circa la validità del permesso. Nel frattempo i Comuni potevano emanare contrassegni che rispettassero la privacy, autorizzando altresì i titolari a mascherare o cancellare i propri dati personali.
Molti hanno seguito le indicazioni del Garante, sostituendo il nome del titolare con il numero di concessione.
Il Codice sulla privacy
Ma la spinta verso la riservatezza non si è certo fermata a quella pronuncia. È stata ripresa dal nuovo Codice sulla Privacy (Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196) che all'articolo 74 è ancora più perentorio: "I contrassegni rilasciati a qualunque titolo per la circolazione e la sosta di veicoli a servizio di persone invalide, ovvero per il transito e la sosta in zone a traffico limitato, e che devono essere esposti su veicoli, contengono i soli dati indispensabili ad individuare l'autorizzazione rilasciata e senza l'apposizione di simboli o diciture dai quali può desumersi la speciale natura dell'autorizzazione per effetto della sola visione del contrassegno".
Ciò comporta che il pittogramma della persona in carrozzina debba scomparire dai contrassegni.
Al momento attuale il Legislatore non h ancora aderito né alle indicazioni della Raccomandazione Comunitaria del 1998 né quelle del più recente Codice sulla Privacy.
Attualmente pertanto è ancora in vigore il contrassegno stabilito dal Codice della Strada e dal suo regolamento.
CONTRASSEGNO INVALIDI
CHI HA DIRITTO AD AVERE IL CONTRASSEGNO INVALIDI ?
Hanno diritto ad avere il contrassegno invalidi solo le persone invalide con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta (cioè con problemi a camminare causati dal tipo di invalidità).
COME SI OTTIENE IL CONTRASSEGNO INVALIDI
Per il rilascio del contrassegno, l'interessato deve presentare domanda al sindaco del comune di residenza, allegando un certificato medico rilasciato dall'ufficio medico-legale dell'Unità Sanitaria Locale di appartenenza, dal quale risulta che la persona per la quale viene chiesto il contrassegno ha effettiva capacità di deambulazione sensibilmente ridotta.
Il contrassegno ha validità 5 anni.
In sostituzione del certificato medico sopra indicato è valido anche il certificato della commissione invalidi qualora vi sia l'indicazione che l'invalido è nelle condizioni previste per il rilascio del contrassegno (indipendentemente dal grado di invalidità):
Alla scadenza il rinnovo avviene con la presentazione del certificato del medico curante che, senza aggiungere inutili descrizioni di patologie, confermi soltanto il persistere delle condizioni sanitarie che hanno dato luogo al rilascio del contrassegno.
Per le persone invalide a tempo determinato in conseguenza di infortunio o per altre cause patologiche, l'autorizzazione può essere rilasciata a tempo determinato con le stesse modalità. In tal caso, la relativa certificazione medica deve specificare il presumibile periodo di durata dell'invalidità.
Hanno diritto ad avere il contrassegno invalidi solo le persone invalide con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta (cioè con problemi a camminare causati dal tipo di invalidità).
COME SI OTTIENE IL CONTRASSEGNO INVALIDI
Per il rilascio del contrassegno, l'interessato deve presentare domanda al sindaco del comune di residenza, allegando un certificato medico rilasciato dall'ufficio medico-legale dell'Unità Sanitaria Locale di appartenenza, dal quale risulta che la persona per la quale viene chiesto il contrassegno ha effettiva capacità di deambulazione sensibilmente ridotta.
Il contrassegno ha validità 5 anni.
In sostituzione del certificato medico sopra indicato è valido anche il certificato della commissione invalidi qualora vi sia l'indicazione che l'invalido è nelle condizioni previste per il rilascio del contrassegno (indipendentemente dal grado di invalidità):
Alla scadenza il rinnovo avviene con la presentazione del certificato del medico curante che, senza aggiungere inutili descrizioni di patologie, confermi soltanto il persistere delle condizioni sanitarie che hanno dato luogo al rilascio del contrassegno.
Per le persone invalide a tempo determinato in conseguenza di infortunio o per altre cause patologiche, l'autorizzazione può essere rilasciata a tempo determinato con le stesse modalità. In tal caso, la relativa certificazione medica deve specificare il presumibile periodo di durata dell'invalidità.
22/07/2012
ultima modifica 03/01/2012
1) www.ospfe.it/area-comunicazione/news/sperimentazione-del-metodo-zamboni-per-la-cura-della-sclerosi-multipla-in-fase-finale-la-procedura-per-l2019avvio
- ultima modifica 03/01/2012
2) www.ospfe.it/area-comunicazione/news/archivio/archivio-news-2011/ricerca-diagnosi-e-trattamento-sclerosi-multipla
- ultima modifica 09/02/2012
3) http://www.saluter.it/news/regione/sperimentazione-del-metodo-zamboni-per-la-cura-della-sclerosi-multipla-in-fase-finale-la-procedura-per-l2019avvio/?searchterm=zamboni
- Bologna, 27 dicembre 2011
- ultima modifica 03/01/2012
2) www.ospfe.it/area-comunicazione/news/archivio/archivio-news-2011/ricerca-diagnosi-e-trattamento-sclerosi-multipla
- ultima modifica 09/02/2012
3) http://www.saluter.it/news/regione/sperimentazione-del-metodo-zamboni-per-la-cura-della-sclerosi-multipla-in-fase-finale-la-procedura-per-l2019avvio/?searchterm=zamboni
- Bologna, 27 dicembre 2011
Collegio Italiano di Flebologia
PRESENTAZIONE http://www.cif2012.it/
La organizzazione di un Congresso Nazionale non è mai cosa semplice, ma è sempre un grande onore.
Il XV Congresso del Collegio Italiano di Flebologia di Ferrara, nel 2011, è
stato un grande successo scientifico e di pubblico e la organizzazione
del XVI Collegio Italiano di Flebologia è stata affidata al
sottoscritto.
Ho accettato con grande entusiasmo e con grande convinzione.
L’entusiasmo
scaturisce dalla possibilità di vedere ancora una volta tanti amici e
tanti colleghi di grandissima esperienza e di grandi capacità
comunicative.
E
la convinzione proviene dalla sicurezza che l’evento congressuale sia
la migliore occasione per consolidare un progetto scientifico ed insieme
culturale che ricevo dal Presidente Vincenzo Gasbarro e che cercherò di
trasmettere a chi verrà dopo.
La
flebologia ha tante facce, italiane ed internazionali, ma ha una unica
anima che aspetta solamente di essere riconosciuta e di diventare una
sola struttura scientifica ed assistenziale capace di attendere a tutte
le, pur multiformi, necessità dei nostri pazienti.
La
organizzazione del Congresso raccoglie queste istanze e presenta una
formula lievemente diversa dalle più tradizionali manifestazioni del
genere.
Un
argomento “base” traverserà le mattinate congressuali nelle quali i più
grandi esperti internazionali presenteranno gli aggiornamenti sulla
Trombosi Venosa Profonda e Superficiale e sulla SPT.
Le
tre mattinate sono dedicate agli aspetti della Medicina,
dell’Elastocompressione e della Chirurgia. Alle conferenze degli esperti
faranno seguito delle Tavole Rotonde, senza argomento, affidate ad
altrettanti esperti che hanno il compito preciso di analizzare
criticamente le presentazioni e di innescare una discussione con il
pubblico.
Nelle
altre aule e nei pomeriggi si svolgeranno, intanto, numerosi Workshop e
Seminari, gestiti insieme alle Società Scientifiche, dedicati a singoli
aspetti degli argomenti principali.
Sono
previsti due Premi per le migliori presentazioni dei più giovani e
numerose occasioni formative per le Professioni Sanitarie e per gli
stessi Studenti delle Facoltà di Medicina.
E questo succederà dal 4 al 6 di Ottobre a Napoli……….. “e ho detto tutto” (Totò, Peppino e la Malafemmina 1956)
Vi aspetto
Stefano de Franciscis
Presidente del Congresso
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MEDICI
150 euro (oltre iscrizione al congresso)
PROFESSIONI SANITARIE (TUTTE)
75 euro (oltre iscrizione al congresso)
GIOVEDI 4 OTTOBRE 2012 |
|
Aula Magna |
Master Conference 09.00 - 13.00 / La Trombosi Venosa ed SPT. Terapia Medica Vein Thrombosis and PTS Medical Therapy |
Workshop 14.00 - 16.00 / Linfedema Workshop 16.00 - 18.00 / Linfedema |
| Aula A |
Workshop 09.00 - 11.00 / Counselling dell'Edema Periferico Workshop 11.00 - 13.00 / Counselling dell'Edema Periferico |
Seminario 14.00 - 16.00 / La Chirurgia delle Varici - SIFL Seminario 16.00 - 18.00 / Il Trattamento Medico delle Varici - SIFL |
| Aula B |
Seminario 09.00 - 11.00 / CCSVI Certezze e Controversie Tavola Rotonda 11.00 - 13.00 / CCSVI Certezze e Controversie |
Seminario 14.00 - 16.00 / La lingua del Flebologo - SIFCS Seminario 16.00 - 18.00 / Le Malformazioni Venose - SIFCS |
| Aula C |
Walk Around 10.00 - 14.00 / Le Ulcere. Medicazioni avanzate,Ricerca e Gestione Integrata (Living Experiences) |
Walk Around 14.00 - 18.00 / Le Ulcere. Medicazioni avanzate,Ricerca e Gestione Integrata (Living Experiences) |
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VENERDI 5 OTTOBRE 2012 |
|
Aula Magna |
Master Conference 09.00 - 13.00 / La Trombosi Venosa ed SPT. Terapia Compressiva Vein Thrombosis and PTS Compression Therapy |
Workshop 14.00 - 16.00 / Scleroterapia Workshop 16.00 - 18.00 / Scleroterapia. Varicocele Pelvico |
| Aula A |
Seminario 09.00 - 13.00 / la Scleromousse |
Workshop 14.00 - 16.00 / La Diagnostica Ultrasonografica Workshop 16.00 - 17.30 / La Diagnostica Ultrasonografica |
| Aula B |
Free Papers 09.00 - 11.00 / Free Papers on topics Free Papers 11.00 - 13.00 / Free Papers on topics |
Workshop 14.00 - 16.00 / Casi Rari e Controversi (Interactive response system) Workshop 16.00 - 18.00 / Casi Rari e Controversi (Interactive response system) |
| Aula C |
Walk Around 10.00 - 18.00 / Posturologia (Brainstorming) |
|
|
Aula Atelier |
09.00 - 11.00 / Morning Atelier / 13.00 - 15.00 / Lunch Atelier / 16.00 - 18.00 / Afternoon Atelier / | |
SABATO 6 OTTOBRE 2012 |
*************************
ISCRIZIONE XVI CONGRESSO CIF / VENEAPOLIS
MEDICI
Gratuita per i soci CIF, SIFL, SIFCS, AIFI, FF, CTG, SIMFER iscritti entro il 31/07/2012
150 euro dal 31/07/2012 al 15/09/2012
200 euro dal 15/09/2012 in sede Congressuale
Gratuita per i soci CIF, SIFL, SIFCS, AIFI, FF, CTG, SIMFER iscritti entro il 31/07/2012
150 euro dal 31/07/2012 al 15/09/2012
200 euro dal 15/09/2012 in sede Congressuale
PROFESSIONI SANITARIE
Gratuita per i soci CIF, SIFL, SIFCS, AIFI, FF, CTG, SIMFER iscritti entro il 31/07/2012
50 euro dal 31/07/2012 al 15/09/2012
70 euro dal 15/09/2012 in sede Congressuale
Gratuita per i soci CIF, SIFL, SIFCS, AIFI, FF, CTG, SIMFER iscritti entro il 31/07/2012
50 euro dal 31/07/2012 al 15/09/2012
70 euro dal 15/09/2012 in sede Congressuale
ISCRIZIONI PERCORSI ECM -VENEAPOLIS (27 CREDITI ECM)
MEDICI
150 euro (oltre iscrizione al congresso)
PROFESSIONI SANITARIE (TUTTE)
75 euro (oltre iscrizione al congresso)
Scarica Modulo Di Registrazione Congresso
Iscrizione CIF
primo caso di PML con il Fingolimod
In Svizzera si è registrato un caso di PML associato all'inizio del trattamento con il Fingolimod in un paziente precedentemente trattato con il Tysabri.
Novartis sostiene che la causa e' solo del Tysabri. Patient on Novartis' multiple sclerosis drug gets rare brain disease Published April 13, 2012 The Wall Street Journal BASEL, Switzerland – Novartis said Friday a patient treated with its multiple sclerosis (MS) pill Gilenya was diagnosed with a rare and often fatal brain disease. "The current assessment is that Tysabri is the drug most likely associated with this case of PML.
However, a contribution of Gilenya to the evolution of this case can't be excluded." - Novartis The Swiss drugmaker said the patient, whose identity was not disclosed, previously was treated with another MS drug, Tysabri, co-marketed by Biogen Idec and Elan, which already was associated with progressive multifocal leukoencephalopathy (PML).
"The current assessment is that Tysabri is the drug most likely associated with this case of PML," Novartis said. "However, a contribution of Gilenya to the evolution of this case can't be excluded."
The development comes at a critical time for Novartis' Gilenya, whose safety profile recently came into question after the death of one person in the US last fall within 24 hours of starting treatment.
Heart problems in some patients also were reported.
The European Medicines Agency, the body responsible for licensing Gilenya in Europe a year ago, is expected to issue a decision on the safety of the medicine April 20 following an in-depth review. Novartis said it does not know of any confirmed PML cases in patients treated with Gilenya, also known as fingolimod, who were not previously been treated with Tysabri.
The company said details on the case were being submitted to the health authorities. Elan spokeswoman Niamh Lyons said, "At this stage, we can't comment on the role that either drug might have had in this PML case." Biogen was not immediately available to comment.
"The development has to be taken seriously, but the question is more whether this is a trend, with a second or even third case coming up in the next few weeks," according to analyst Andrew Weiss, with Vontobel in Zurich.
Gilenya, which is currently the only oral MS treatment on the market, so far has been approved in more than 55 countries, with more than 25,000 patients having been prescribed it. Industry analysts have said it could generate sales of at least $1 billion a year, helping to offset lost revenue caused by the expiry of Novartis' top-selling heart drug, Diovan.
Europe's drug regulator in January launched an in-depth review of the drug's benefits and risks and recommended that doctors closely monitor the hearts of patients after they have been given the first dose of the drug. The final verdict is likely to have a big impact on the product's prospects and investor sentiment to Novartis shares.
Read more: http://www.foxnews.com/
TRADUZIONE CON GOOGLE:
Novartis
ha detto Venerdì un paziente trattato con la sclerosi multipla (MS)
pillola Fingolimod è stata diagnosticata una malattia del cervello rara e
spesso fatale. "La valutazione attuale è che Tysabri è il farmaco più probabile associata a questo caso di PML.Tuttavia,
un contributo di Fingolimod per l'evoluzione di questo caso non si può
escludere "-. La casa farmaceutica svizzera Novartis ha detto che il
paziente, la cui identità non è stata divulgata, in precedenza è stato
trattato con un altro farmaco sclerosi multipla, Tysabri,
co-commercializzato da Biogen Idec ed Elan, che già è stato associato con leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML)."La valutazione attuale è che Tysabri è il farmaco più probabile associata a questo caso di PML," Novartis ha detto. "Tuttavia, un contributo di Fingolimod per l'evoluzione di questo caso non può essere esclusa."Lo
sviluppo arriva in un momento critico per Fingolimod Novartis ', il cui
profilo di sicurezza di recente è entrato in questione dopo la morte di
una persona negli Stati Uniti lo scorso autunno entro 24 ore
dall'inizio del trattamento.Problemi cardiaci in alcuni pazienti inoltre sono stati segnalati.L'European
Medicines Agency, l'organismo responsabile per le licenze Fingolimod in
Europa un anno fa, dovrebbe emettere una decisione in merito alla
sicurezza del farmaco 20 aprile a seguito di un esame approfondito. Novartis
ha detto che non è a conoscenza di eventuali casi confermati di PML in
pazienti trattati con Fingolimod, noto anche come Fingolimod, che non
erano stati precedentemente trattati con Tysabri.La società ha detto che i dettagli sul caso erano stati presentati alle autorità sanitarie. Elan
portavoce Niamh Lyons ha detto: "In questa fase, non si può commentare
il ruolo che entrambi i farmaci potrebbe avere avuto, in questo caso
PML." Biogen non era immediatamente disponibile per commentare."Lo
sviluppo deve essere presa sul serio, ma la questione è più se questa è
una tendenza, con un caso di seconda o addirittura terza in arrivo
nelle prossime settimane", secondo l'analista Andrew Weiss, con Vontobel
a Zurigo.Fingolimod,
che è attualmente l'unico trattamento per via orale MS sul mercato,
finora è stato approvato in oltre 55 paesi, con oltre 25.000 pazienti
siano stati ha stabiliti. Gli
analisti di settore hanno detto che potrebbe generare vendite di almeno
1 miliardo di dollari l'anno, contribuendo a compensare mancati
introiti causati dalla scadenza della Novartis 'top-selling farmaco per
il cuore, Diovan.Regolatore
della droga in Europa nel mese di gennaio ha lanciato un esame
approfondito dei benefici della droga e dei rischi ed ha raccomandato
che i medici monitorare attentamente i cuori dei pazienti dopo aver
ricevuto la prima dose del farmaco. Il
verdetto finale è che possa avere un grande impatto sulle prospettive
del prodotto e la fiducia degli investitori alle azioni di Novartis
betaferon - INTERFERONE
Sclerosi Multipla:
uno studio canadese smentisce l'efficacia dell'interferone beta per fermare la disabilità Al termine dello studio, secondo gli autori, tra i pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, la somministrazione di interferone beta non era associata ad una riduzione della progressione della disabilità.
Trieste, 19/07/2012 (informazione.it - comunicati stampa) E' stato pubblicato sulla prestigiosa rivista medica Journal of the American Medical Association (JAMA) un interessante studio intitolato "Associazione tra l'uso dell'interferone beta e la progressione della disabilità nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente".
Secondo un gruppo di ricercatori canadesi, coordinati dalla dr.ssa Helen Tremlett dell'Università del British Columbia di Vancouver, l'interferone beta viene ampiamente prescritto per il trattamento della sclerosi multipla (SM), ma deve essere ancora stabilito il suo rapporto con la progressione della disabilità.
Obiettivo della ricerca era studiare l'associazione tra l'esposizione all'interferone beta e la progressione della disabilità nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente (SM-RR).
E' stato quindi effettuato uno studio di gruppo retrospettivo sulla base dei dati raccolti in maniera prospettica (1985-2008) nel British Columbia (Canada). I pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente trattati con interferone beta (n = 868) sono stati confrontati con gruppi di controllo non trattati, contemporanei (n = 829) e storici (n = 959).
La principale misura di risultato era il tempo dall'ammissibilità al trattamento con interferone beta (base di rilevamento) ad un punteggio confermato e sostenuto di 6 (che richiede un bastone per camminare 100 m; confermato da più di 150 giorni senza miglioramento misurabile) nella scala di disabilità per pazienti affetti da sclerosi multipla (EDSS) (range, 0-10, con i punteggi più alti che indicano una maggiore disabilità). E' stato usato un modello di regressione multivariata di Cox, con il trattamento con interferone beta incluso come covariata tempo-dipendente, per valutare il rischio di progressione della malattia associata al trattamento con l'interferone beta. L'analisi comprendeva anche l'aggiustamento del punteggio di propensione ad affrontare il confondimento dall'indicazione.
I tempi medi attivi di follow-up (dalla prima all'ultima misurazione dell'EDSS) sono stati i seguenti: per il gruppo trattato con interferone beta, 5.1 anni (range interquartile [IQR], 3.0-7.0 anni) per il gruppo di controllo contemporaneo, 4,0 anni (IQR, 2.1-6.4 anni), e per il gruppo di controllo storico, 10,8 anni (IQR, 6.3-14.7 anni).
I tassi osservati dei risultati per raggiungere un punteggio sostenuto di EDSS di 6 nei 3 gruppi erano rispettivamente del 10,8%, 5,3% e 23,1%. Dopo l'aggiustamento dei potenziali fattori di base confondenti (sesso, età, durata della malattia e punteggio di EDSS), l'esposizione ad interferone beta non è risultata associata con una differenza statisticamente significativa nel rischio di raggiungere un punteggio EDSS di 6 quando sono stati considerati il gruppo di controllo contemporaneo (rapporto di rischio: 1,30, 95% CI, 0,92-1,83, p = 0,14) o il gruppo di controllo storico (rapporto di rischio: 0,77, 95% CI, 0,58-1,02, p = 0,07).
L'ulteriore aggiustamento per le comorbidità e lo stato socio-economico, ove possibile, non ha cambiato le interpretazioni, e l'aggiustamento del tasso di propensione non ha modificato sostanzialmente i risultati. Al termine dello studio, secondo gli autori, tra i pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, la somministrazione di interferone beta non era associata ad una riduzione della progressione della disabilità.
http://www.informazione.it/c/1FDECB84-8EFE-45F7-AB1D-EAE7EAA7CB7F/Sclerosi-Multipla-uno-studio-canadese-smentisce-l-efficacia-dell-interferone-beta-per-fermare-la-disabilita
pubblico che il COMMENTO di un utente:
Questo studio smentisce in maniera clamorosa l'efficacia dell'interferone beta nel fermare la disabilità nella sclerosi multipla recidivante-remittente (la forma più comune).
Addirittura i non trattati hanno un trend statistico verso una minore probabilità a progredire verso la sedia a rotelle.
Questo esprime l'inadeguatezza degli studi basati sul numero di attacchi e sul numero delle lesioni in RM nel predire l'efficacia di un farmaco nei confronti della SM.
Questo sistema falsamente predittivo è purtroppo quello usato per rendere disponibile ogni nuovo farmaco.
I costi elevati di questo farmaco uniti ai rilevanti effetti collaterali imporrebbero ai medici specialisti di guardare anche ad altre proposte come, ad esempio, la possibile correlazione della SM con l'insufficienza venosa cronica cerebro spinale (CCSVI), scoperta nel 2007 dal prof. Paolo Zamboni (Direttore del Centro Malattie Vascolari dell'Università di Ferrara). Andrebbero anche superati i potenziali conflitti d'interesse, per il bene dei malati (63.000 in Italia) e delle loro famiglie verso una malattia dalle cause ancora sconosciute e dalle soluzioni terapeutiche ancora limitate, come si vede da questo studio.
Fonte: http:// jama.jamanetwork.com/ article.aspx?articleid=1217 239
uno studio canadese smentisce l'efficacia dell'interferone beta per fermare la disabilità Al termine dello studio, secondo gli autori, tra i pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, la somministrazione di interferone beta non era associata ad una riduzione della progressione della disabilità.
Trieste, 19/07/2012 (informazione.it - comunicati stampa) E' stato pubblicato sulla prestigiosa rivista medica Journal of the American Medical Association (JAMA) un interessante studio intitolato "Associazione tra l'uso dell'interferone beta e la progressione della disabilità nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente".
Secondo un gruppo di ricercatori canadesi, coordinati dalla dr.ssa Helen Tremlett dell'Università del British Columbia di Vancouver, l'interferone beta viene ampiamente prescritto per il trattamento della sclerosi multipla (SM), ma deve essere ancora stabilito il suo rapporto con la progressione della disabilità.
Obiettivo della ricerca era studiare l'associazione tra l'esposizione all'interferone beta e la progressione della disabilità nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente (SM-RR).
E' stato quindi effettuato uno studio di gruppo retrospettivo sulla base dei dati raccolti in maniera prospettica (1985-2008) nel British Columbia (Canada). I pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente trattati con interferone beta (n = 868) sono stati confrontati con gruppi di controllo non trattati, contemporanei (n = 829) e storici (n = 959).
La principale misura di risultato era il tempo dall'ammissibilità al trattamento con interferone beta (base di rilevamento) ad un punteggio confermato e sostenuto di 6 (che richiede un bastone per camminare 100 m; confermato da più di 150 giorni senza miglioramento misurabile) nella scala di disabilità per pazienti affetti da sclerosi multipla (EDSS) (range, 0-10, con i punteggi più alti che indicano una maggiore disabilità). E' stato usato un modello di regressione multivariata di Cox, con il trattamento con interferone beta incluso come covariata tempo-dipendente, per valutare il rischio di progressione della malattia associata al trattamento con l'interferone beta. L'analisi comprendeva anche l'aggiustamento del punteggio di propensione ad affrontare il confondimento dall'indicazione.
I tempi medi attivi di follow-up (dalla prima all'ultima misurazione dell'EDSS) sono stati i seguenti: per il gruppo trattato con interferone beta, 5.1 anni (range interquartile [IQR], 3.0-7.0 anni) per il gruppo di controllo contemporaneo, 4,0 anni (IQR, 2.1-6.4 anni), e per il gruppo di controllo storico, 10,8 anni (IQR, 6.3-14.7 anni).
I tassi osservati dei risultati per raggiungere un punteggio sostenuto di EDSS di 6 nei 3 gruppi erano rispettivamente del 10,8%, 5,3% e 23,1%. Dopo l'aggiustamento dei potenziali fattori di base confondenti (sesso, età, durata della malattia e punteggio di EDSS), l'esposizione ad interferone beta non è risultata associata con una differenza statisticamente significativa nel rischio di raggiungere un punteggio EDSS di 6 quando sono stati considerati il gruppo di controllo contemporaneo (rapporto di rischio: 1,30, 95% CI, 0,92-1,83, p = 0,14) o il gruppo di controllo storico (rapporto di rischio: 0,77, 95% CI, 0,58-1,02, p = 0,07).
L'ulteriore aggiustamento per le comorbidità e lo stato socio-economico, ove possibile, non ha cambiato le interpretazioni, e l'aggiustamento del tasso di propensione non ha modificato sostanzialmente i risultati. Al termine dello studio, secondo gli autori, tra i pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, la somministrazione di interferone beta non era associata ad una riduzione della progressione della disabilità.
http://www.informazione.it/c/1FDECB84-8EFE-45F7-AB1D-EAE7EAA7CB7F/Sclerosi-Multipla-uno-studio-canadese-smentisce-l-efficacia-dell-interferone-beta-per-fermare-la-disabilita
pubblico che il COMMENTO di un utente:
Questo studio smentisce in maniera clamorosa l'efficacia dell'interferone beta nel fermare la disabilità nella sclerosi multipla recidivante-remittente (la forma più comune).
Addirittura i non trattati hanno un trend statistico verso una minore probabilità a progredire verso la sedia a rotelle.
Questo esprime l'inadeguatezza degli studi basati sul numero di attacchi e sul numero delle lesioni in RM nel predire l'efficacia di un farmaco nei confronti della SM.
Questo sistema falsamente predittivo è purtroppo quello usato per rendere disponibile ogni nuovo farmaco.
I costi elevati di questo farmaco uniti ai rilevanti effetti collaterali imporrebbero ai medici specialisti di guardare anche ad altre proposte come, ad esempio, la possibile correlazione della SM con l'insufficienza venosa cronica cerebro spinale (CCSVI), scoperta nel 2007 dal prof. Paolo Zamboni (Direttore del Centro Malattie Vascolari dell'Università di Ferrara). Andrebbero anche superati i potenziali conflitti d'interesse, per il bene dei malati (63.000 in Italia) e delle loro famiglie verso una malattia dalle cause ancora sconosciute e dalle soluzioni terapeutiche ancora limitate, come si vede da questo studio.
Fonte: http://
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