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31/10/2012
attenzione: La scarsa responsività al Clopidogrel associata ad aumentato rischio di infarto miocardico e...
La scarsa responsività al Clopidogrel associata ad aumentato rischio di infarto miocardico e di trombosi dello stent nei pazienti con impianto di stent medicatiUna ridotta risposta antiaggregante piastrinica al Clopidogrel ( Plavix ) può predire un infarto miocardico e il rischio di trombosi dello stent, ma non la mortalità, dopo impianto di uno stent a rilascio di farmaco.
Chiusura del forame ovale pervio: due studi non hanno raggiunto gli endpoint primari
Due studi che hanno valutato i benefici della chiusura del forame ovale pervio ( PFO ) nei pazienti con ictus criptogenico non sono riusciti a dimostrare in modo convincente alcun beneficio significativo per questa procedura.
Lo studio RESPECT ( Randomized Evaluation of Recurrent Stroke Comparing PFO Closure to Established Current Standard of Care Treatment ) ha randomizzato 980 pazienti a chiusura del PFO con il dispositivo Amplatzer PFO Occluder o a terapia medica.
Il tasso di recidiva di ictus è stato basso in entrambi i bracci dello studio: 1.6% nel gruppo chiusura e 3% nel gruppo terapia medica.
Questa differenza tra i gruppi non ha raggiunto la significatività nell'analisi intention-to-treat ( ITT ): calcolo crudo: riduzione del rischio del 46% ( p=0.157 ); analisi secondo Kaplan Meier: riduzione del rischio del 50.8%, ( p=0.083 ).
Tuttavia la significatività statistica è stata raggiunta nell’analisi per-protocollo e nell’analisi come-trattamento ( trattamento realmente ricevuto ): per-protocollo secondo Kaplan Meier: riduzione del rischio del 63.4% ( p=0.032 ); come-trattamento secondo Kaplan Meier: 72.7% ( p=0.007 ).
I ricercatori hanno riferito che ci sono state pochissime complicanze correlate al dispositivo o alla procedura. L’incidenza di eventi avversi gravi nei due gruppi è stata simile ( 23% nel gruppo dispositivo e il 21.6% nel gruppo controllo ).
I ricercatori hanno concluso che per i pazienti accuratamente selezionati con una storia di ictus criptogenico e forame ovale pervio, lo studio RESPECT ha fornito evidenza di un beneficio in termini di riduzione del rischio di ictus dalla chiusura del PFO con Amplatzer PFO Occluder, rispetto alla terapia medica.
Nello studio PC ( Percutaneous Closure of Patent Foramen Ovale versus Medical Treatment in Patients with Cryptogenic Embolism ), 414 pazienti sono stati randomizzati a chiusura del forame ovale pervio o a terapia medica.
L'endpoint primario composito di morte, ictus non-fatale, attacchi ischemici transitori ( TIA ), ed embolia periferica, si è verificato nel 3.4% tra i pazienti del gruppo chiusura rispetto al 5.2% dei pazienti del gruppo controllo ( riduzione del rischio relativo: 37%, p=0.34 ).
L’incidenza di ictus è stata dello 0.5% rispetto al 2.4% ( riduzione del rischio relativo 80%, p=0.14 ).
Lo studio PC a causa di un tasso di eventi, inferiore rispetto al previsto, durante un follow-up medio di 4 anni, ha finito per essere sottodimensionato, cioè non in grado di rilevare differenze significative. ( Xagena2012 )
Fonte: Transcatheter Cardiovascular Therapeutics ( TCT ) Conference, 2012
Cardio2012 Chiru2012 Farma2012
Lo studio RESPECT ( Randomized Evaluation of Recurrent Stroke Comparing PFO Closure to Established Current Standard of Care Treatment ) ha randomizzato 980 pazienti a chiusura del PFO con il dispositivo Amplatzer PFO Occluder o a terapia medica.
Il tasso di recidiva di ictus è stato basso in entrambi i bracci dello studio: 1.6% nel gruppo chiusura e 3% nel gruppo terapia medica.
Questa differenza tra i gruppi non ha raggiunto la significatività nell'analisi intention-to-treat ( ITT ): calcolo crudo: riduzione del rischio del 46% ( p=0.157 ); analisi secondo Kaplan Meier: riduzione del rischio del 50.8%, ( p=0.083 ).
Tuttavia la significatività statistica è stata raggiunta nell’analisi per-protocollo e nell’analisi come-trattamento ( trattamento realmente ricevuto ): per-protocollo secondo Kaplan Meier: riduzione del rischio del 63.4% ( p=0.032 ); come-trattamento secondo Kaplan Meier: 72.7% ( p=0.007 ).
I ricercatori hanno riferito che ci sono state pochissime complicanze correlate al dispositivo o alla procedura. L’incidenza di eventi avversi gravi nei due gruppi è stata simile ( 23% nel gruppo dispositivo e il 21.6% nel gruppo controllo ).
I ricercatori hanno concluso che per i pazienti accuratamente selezionati con una storia di ictus criptogenico e forame ovale pervio, lo studio RESPECT ha fornito evidenza di un beneficio in termini di riduzione del rischio di ictus dalla chiusura del PFO con Amplatzer PFO Occluder, rispetto alla terapia medica.
Nello studio PC ( Percutaneous Closure of Patent Foramen Ovale versus Medical Treatment in Patients with Cryptogenic Embolism ), 414 pazienti sono stati randomizzati a chiusura del forame ovale pervio o a terapia medica.
L'endpoint primario composito di morte, ictus non-fatale, attacchi ischemici transitori ( TIA ), ed embolia periferica, si è verificato nel 3.4% tra i pazienti del gruppo chiusura rispetto al 5.2% dei pazienti del gruppo controllo ( riduzione del rischio relativo: 37%, p=0.34 ).
L’incidenza di ictus è stata dello 0.5% rispetto al 2.4% ( riduzione del rischio relativo 80%, p=0.14 ).
Lo studio PC a causa di un tasso di eventi, inferiore rispetto al previsto, durante un follow-up medio di 4 anni, ha finito per essere sottodimensionato, cioè non in grado di rilevare differenze significative. ( Xagena2012 )
Fonte: Transcatheter Cardiovascular Therapeutics ( TCT ) Conference, 2012
Cardio2012 Chiru2012 Farma2012
30/10/2012
La conferenza stampa di Paolo Zamboni
Si considera guarito?
«Difficile da dire: diciamo che non soffro più, non ho più i sintomi della sclerosi, anche se la malattia rimane».
www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/2012/10/20/789673-primo-guarito-sclerosi-multipla-metodo-zamboni.shtml
La sperimentazione ‘Brave Dreams’
La sperimentazione ‘Brave Dreams’, sul nesso tra Ccsvi e sclerosi multipla, dovrebbe varcare entro fine anno i confini di Ferrara. Altri centri dovrebbero infatti aggiungersi al S. Anna che in tandem col Bellaria di Bologna ha iniziato a te
stare i pazienti per stabilire se fra le due patologie esiste un legame. Alla ricerca (contestata sul piano scientifico dallo studio Cosmo e dall’Aism) hanno aderito una ventina di centri e istituti, alcuni dei quali di particolare prestigio e competenza. Strutture che sarebbero già pronte per partecipare alla sperimentazione ma il cui contributo, in alcuni casi, sarebbe stato ‘congelato’. Da chi? Dalla Regione Lombardia, spiega l’associazione Ccsvi-Sm, «che non può impedire a un ospedale pubblico il cui comitato etico lo abbia approvato, di partecipare a uno studio pubblico e finanziato dal pubblico (Regione Emilia Romagna). Cosmo è l'unico studio al mondo che si autodefinisca 'definitivo' sulla correlazione tra Ccsvi e Sm, è uno studio privato finanziato da privati ed è solo una delle tantissime ricerche compiute nel mondo, la maggior parte delle quali - ad opera di scienziati indipendenti - confermano quanto indicato dal prof. Zamboni. Ostacolare questo tipo di studio è antiscientifico, oltre che crudele nei confronti dei malati che hanno di fronte, per la prima volta, una speranza concreta di stare meglio».
CLIKKA QUI SOTTO IL LINK GIALLO PER LEGGERE L'ARTICOLO
http://lanuovaferrara.gelocal.it/cronaca/2012/10/30/news/la-lombardia-ostacola-brave-dreams-1.5943310
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L'importante è poter esprimere il proprio parere e far partecipare il maggior numero di persone.
Ora potete fare TUTTI una cosa buona, rispondete all'appello del Dr. Gianpaolo Grassi e diffondete il messaggio ai vostri amici in bacheca, GRAZIE :-) Grassi ha condiviso un link.
38 minuti fa
Cari Amici,
sono a chiedervi ancora un mano. E' stato bandito un concorso per la miglior idea imprenditoriale proposta da centri di ricerca. Io ovviamente, ho proposto un'impresa che ha come argomento principale la Canapa per uso medico.
Il sito dove andare è quello del Sole 24 Ore, nella sezione sondaggi. Se ritenete che l'idea meriti, vi chiederei di sostenermi. Male che vada se ne sarà parlato ancora un pò, in una vetrina importante.
Cannabis - La canapa per il futuro dell’industria farmaceutica, cosmetica, alimentare, edile e tessile (38.46%)
Il sito dove troverete l'elenco delle proposte e dove votare è di seguito indicato.
http://www.ilsole24ore.com/ art/tecnologie/2012-10-26/ robot-droni-turbine-vota-134434 .shtml?sondaggi&uuid=Ab2mj2wG
L'importante è poter esprimere il proprio parere e far partecipare il maggior numero di persone.
| Cannabis - La canapa per il futuro dell’industria farmaceutica, cosmetica, alimentare, edile e tessile (38.46%) |
http://www.ilsole24ore.com/
L'importante è poter esprimere il proprio parere e far partecipare il maggior numero di persone.
Si inasprisce lo scontro sul «metodo Zamboni»- Corriere della Sera 28 ottobre 2012
Corriere della Sera 28 ottobre 2012 - Si inasprisce lo scontro sul «metodo Zamboni»
Si inasprisce lo scontro sul «metodo Zamboni»
Uno contro l'altro armati. O quasi. Questa è la sensazione che si ha scorrendo gli studi sul l'insufficienza venosa cerebrospinale cronica (o Ccsvi) e il suo eventuale ruolo nella sclerosi multipla.
Sono passati quasi dieci anni da quando Paolo Zamboni, chirurgo vascolare dell'Università di Ferrara, ha osservato che i malati di sclerosi multipla avrebbero, più spesso dei sani, restringimenti od occlusioni delle vene che drenano il sangue dal cervello (azygos e giugulari) e che ciò contribuirebbe alla patologia. Da allora si sono creati due schieramenti, pro e contro, che si battono a suon di lavori scientifici contrastanti: da un lato chi dimostra che la Ccsvi è più frequente nei malati e sperimenta la tecnica di liberazione delle vene, dall'altro chi non trova anomalie nei pazienti e ritiene che la Ccsvi abbia effetti pericolosi perché potrebbe distogliere i malati da terapie di provata efficacia. Chi ha ragione? A Lione è stato presentato il p! iù ampio studio condotto per capire se esista o meno una correlazione fra Ccsvi e sclerosi multipla, lo studio Cosmo: ultimato in poco meno di due anni per la necessità di dirimere la spinosa questione e dare risposte chiare ai malati, è tutto italiano e soprattutto ha coinvolto quasi 1800 persone di cui circa 1200 pazienti con sclerosi multipla, più di 350 controlli sani e più di 200 pazienti con altre malattie neurologiche, sottoposti a ecodoppler in 35 centri in tutta Italia. Uno sforzo considerevole, tutto finanziato dall'Associazione Italiana Sclerosi Multipla, che ha prodotto dati netti: il tasso di presenza della Ccsvi è molto basso nei pazienti con sclerosi multipla e altre malattie neurologiche (poco più del 3% in entrambi i casi) e assai simile nelle persone sane (poco più del 2%). «La Ccsvi è un fenomeno residuale, una variante della normalità: il fatto di trovarla nei sani ci spinge a studiarla, certo, ma non in relazione alla sclerosi multipla commenta Giancarlo Comi, coordinatore dello studio Cosmo . Il rigore metodologico dello studio toglie ogni dubbio: i sonologi che hanno effettuato i test sono stati formati appositamente e non sapevano se il paziente che avevano di fronte fosse malato o meno. Una volta emesso il loro referto, l'esame è stato letto in cieco, senza sapere cioè a chi si riferisse il test, da una commissione centrale di tre medici: uno dei massimi esperti europei di sclerosi multipla, il presidente della Società italiana di Neurosonologia ed emodinamica cerebrale e il presidente della Società italiana interdisciplinare vascolare. Valeva il responso della maggioranza, inoltre tutti gli esami sono ancora a disposizione della comunità scientifica, per chiunque li voglia rivalutare». Nulla da eccepire? Non proprio, come osserva Paolo Zamboni (che avrebbe dovuto far parte dei tre esperti centrali ma si è "sfilato" dallo studio Cosmo perché non ne condivideva il metodo): «Credo che i dati siano più deboli di quanto possa sembrare, innanzitutto perché il modo migliore per avvalorare l'efficacia dell'ecodoppler sarebbe stato non far interpretare il test da esperti, ma piuttosto metterlo a confronto con i risultati di un altro esame oggettivo, considerato gold standard per lo studio delle vene, ovvero la flebografia con catetere. In questo modo si è solo evidenziato che l'ecodoppler è scarsamente riproducibile». «Inoltre, osserva Zamboni la maggioranza dei referti che secondo il sonologo esecutore dell'esame erano positivi alla Ccsvi è stata "bocciata" come falso positivo dai lettori centrali: significa quantomeno che qualcosa non ha funzionato nella formazione di chi faceva i test». Convinto della sua tesi, Zamboni porta avanti lo studio Brave Dreams: «Valutiamo i pazienti in doppio cieco con ecodoppler e flebografia, per avere un dato solido di presenza o meno della Ccsvi. Quindi dividiamo a caso i pazienti tra chi verrà sottoposto al trattamento di liberazione e ch! i no: i centri partecipanti sono 12 e puntiamo a reclutare circa 700 casi; per il momento ne abbiamo arruolati una trentina». Un'iniziativa discutibile per la sicurezza dei pazienti, secondo i neurologi. Ma lo "scontro" prosegue. (E. M.)
info di : www.ccsvi-sm.org/?q=node%2F1647
Il Corriere della Sera del 28-10-2012
se vuoi scrivere al corriere della sera basta che:
Vai qui:
http://www.corriere.it/scrivi/
Ci sono due voci,clicca su una delle due, inserisci i campi richiesti, scrivi l'email....clicca su "INVIA" e il gioco è fatto....!!
I NOSTRI ECO COLOR DOPPLER
Si svolge quest'anno la quarta edizione. Un weekend di informazione e confronto tra esperti di sclerosi multipla e gruppi di discussione. Si parlerà di ricerca, benessere, relazioni, diritti, tutele e molto altro
DISCUTIAMOOOOOOOOOOOOOOOOO OOOOOOO
CARA $$$$$£££££$$$ AI%M
PORTIAMO I NOSTRI ECO COLOR DOPPLER E FACCIAMO VALUTARE A QUESTI <matematici di percentuali> quante positivita' e qnt pta son gia' state effettuate NON GRAZIE A LORO...
DISCUTIAMOOOOOOOOOOOOOOOOO
CARA $$$$$£££££$$$ AI%M
L'1 e il 2 dicembre 2012 a Roma si svolge la quarta edizione dell'iniziativa, un weekend di informazione e confronto con esperti di sclerosi multipla, gruppi di discussione.
BENE DISCUTIAMONE CON GLI con esperti come Diego Centonze, Roberto Furlan, Stefano Pluchino, George Pepper, Emma Rogan, Silvia Vitiello, Sara Rinaldi, Valeria Berio, Erika Pietrolongo.
26/10/2012
ridere e' la parola d'ordine
Ridere fa bene alla salute, lo dice la scienza
Il buonumore provoca effetti positivi sulla salute; un tempo lo diceva la saggezza "popolare", oggi lo conferma la scienza. Le ricerche più avanzate in campo medico sottolineano da tempo i benefici effetti che la risata ha sul corpo e sulla mente, in particolare nella diminuzione dello stress. Perché accade? Perché una buona risata si ripercuote per tutto l'organismo e modifica addirittura la chimica del sangue. Quanto più la risata è spontanea ed esplosiva, tanto più si assiste a una caduta generale della tensione (e quindi dello stress) e all'evidenziarsi di un'inconfondibile sensazione liberatoria a livello di tutti gli organi e delle funzioni corporee. Attenzione: una risata forzata non può dare lo stesso beneficio perché figlia di un processo tutto cerebrale che anzi, a lungo andare, può provocare anche l'effetto contrario.
Buonumore antistress: gli effetti sul corpo
- Protegge dall' infarto
Rid
Il buonumore provoca effetti positivi sulla salute; un tempo lo diceva la saggezza "popolare", oggi lo conferma la scienza. Le ricerche più avanzate in campo medico sottolineano da tempo i benefici effetti che la risata ha sul corpo e sulla mente, in particolare nella diminuzione dello stress. Perché accade? Perché una buona risata si ripercuote per tutto l'organismo e modifica addirittura la chimica del sangue. Quanto più la risata è spontanea ed esplosiva, tanto più si assiste a una caduta generale della tensione (e quindi dello stress) e all'evidenziarsi di un'inconfondibile sensazione liberatoria a livello di tutti gli organi e delle funzioni corporee. Attenzione: una risata forzata non può dare lo stesso beneficio perché figlia di un processo tutto cerebrale che anzi, a lungo andare, può provocare anche l'effetto contrario.
Buonumore antistress: gli effetti sul corpo
- Protegge dall' infarto
Rid
ere "di cuore", spontaneamente rallenta il battito cardiaco e normalizza la pressione sanguigna. In questo modo esercita un benefico effetto antistress riducendo il rischio di patologie del cuore, infarto in primo luogo.
- Regola il respiro
Generando uno stato di rilassamento, comprimendo il diaframma e favorendo il completo svuotamento dei polmoni, la risata migliora la respirazione e aumenta l'ossigeno nel sangue. Anche questa caratteristica tiene lontano lo stress.
- Stimola le difese naturali anti stress
Il buonumore induce il sistema immunitario a bilanciare gli effetti immunodepressivi dello stress e a potenziare il numero e l'azione dei linfociti C, le cellule "guardiane" della nostra salute.
- Manda via il dolore
La risata aumenta il flusso sanguigno nelle aree del cervello che secernono le endorfine, sostanze antidolorifiche prodotte spontaneamente dal corpo. Diminuendo il dolore si allenta anche lo stress che quel male inevitabilmente comporta.
- Limita le infezioni
Ridere determina una minor diminuzione dell'immunoglobina - A (il cui calo è legato allo stress), presente nella saliva, che ci preserva dalle infezioni delle prime vie respiratorie.
- Scioglie i muscoli
Il rilassamento muscolare che il buonumore induce agisce riducendo l'attività del sistema nervoso simpatico, responsabile delle contrazioni muscolari; in tal modo i muscoli di tutto il corpo si rilassano e lo stress se ne va...
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quindi ridere e' la parola d'ordine
- Regola il respiro
Generando uno stato di rilassamento, comprimendo il diaframma e favorendo il completo svuotamento dei polmoni, la risata migliora la respirazione e aumenta l'ossigeno nel sangue. Anche questa caratteristica tiene lontano lo stress.
- Stimola le difese naturali anti stress
Il buonumore induce il sistema immunitario a bilanciare gli effetti immunodepressivi dello stress e a potenziare il numero e l'azione dei linfociti C, le cellule "guardiane" della nostra salute.
- Manda via il dolore
La risata aumenta il flusso sanguigno nelle aree del cervello che secernono le endorfine, sostanze antidolorifiche prodotte spontaneamente dal corpo. Diminuendo il dolore si allenta anche lo stress che quel male inevitabilmente comporta.
- Limita le infezioni
Ridere determina una minor diminuzione dell'immunoglobina - A (il cui calo è legato allo stress), presente nella saliva, che ci preserva dalle infezioni delle prime vie respiratorie.
- Scioglie i muscoli
Il rilassamento muscolare che il buonumore induce agisce riducendo l'attività del sistema nervoso simpatico, responsabile delle contrazioni muscolari; in tal modo i muscoli di tutto il corpo si rilassano e lo stress se ne va...
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quindi ridere e' la parola d'ordine
24/10/2012
Depressione maggiore: rischio di tossicità epatica con Agomelatina
L’Agenzia EMA ( European Medicines Agency ), a seguito di nuove segnalazioni di grave epatotossicità grave associate all'uso di Valdoxan e Thymanax ( Agomelatina ) ha raccomandato agli operatori sanitari, l'importanza del monitoraggio della funzionalità epatica, nei pazienti in trattamento con Agomelatina.
La Agomelatina è un agonista melatoninergico ( recettori MT1 e MT2 ) e un antagonista dei recettori 5-HT2C. Studi di legame hanno indicato che Agomelatina non ha alcun effetto sulla captazione delle monoammine e non ha alcuna affinità per i recettori alfa, beta-adrenergici, istaminergici, colinergici, dopaminergici e benzodiazepinici.
Agomelatina risincronizza i ritmi circadiani nei modelli animali di alterazione del ritmo circadiano. Agomelatina aumenta il rilascio di noradrenalina e dopamina in particolare nella corteccia frontale e non ha influenza sui livelli extracellulari di serotonina.
A partire dall’immissione in commercio nel febbraio 2009, sono stati riportati alcuni casi gravi di epatotossicità che includono sei casi di insufficienza epatica.
I medici prescrittori devono effettuare i test di funzionalità epatica in tutti i pazienti in trattamento con Agomelatina: all’inizio del trattamento, ed in seguito periodicamente ogni 3 settimane, 6 settimane ( termine della fase acuta ), dopo 12 e 24 settimane ( fine della fase di mantenimento ) e successivamente in caso di aumento del dosaggio di Agomelatina, con la stessa frequenza prevista all'inizio del trattamento quando clinicamente indicato.
Qualunque paziente che presenti un aumento delle transaminasi sieriche deve ripetere i test della funzionalità epatica entro 48 ore.
Il trattamento con Agomelatina deve essere immediatamente interrotto se si riscontra un aumento dei livelli di transaminasi sieriche superiore di 3 volte il limite superiore della norma, o se il paziente presenta sintomi o segni di potenziale danno epatico, tra cui: urine scure; feci di colore chiaro; ingiallimento della pelle / occhi; dolore nella regione superiore destra dell’addome; senso di prolungata e inspiegabile stanchezza di nuova insorgenza.
I medici devono informare i pazienti dei sintomi di potenziale danno epatico, e devono avvisarli di interrompere immediatamente l’assunzione di Agomelatina e di rivolgersi celermente a un medico se compaiono questi sintomi.
Occorre prestare cautela quando si prescrive Agomelatina a pazienti che presentano livelli elevati di transaminasi prima del trattamento o a pazienti con fattori di rischio di danno epatico come ad esempio: obesità, sovrappeso, steatosi epatica non-alcolica; notevole assunzione di alcolici o trattamenti concomitanti con medicinali associati a rischio di danno epatico; diabete mellito. ( Xagena )
Fonte: AIFA, 2012
XagenaHeadlines2012
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