La diagnosi di infezione da candida
è sempre molto complessa, e si basa sulla clinica, sulla
microbiologia, sul laboratorio, sulla sierologia e sulla diagnostica per immagini.
Clinicamente i segni si suddividono in aspecifici, che sono la febbre ed la presenza dei segni di
sepsi più o meno marcati, e specifici quali le lesioni papulari della cute, la mialgia e la tensione
muscolare alla palpazione.
Laboristicamente deve far sospettare un candidosi in presenza dei fattori
di rischio, l’anemia e la neutropenia (neutrofili < a 0,5 x 109
).
La diagnosi microbiologica si basa
sulla ricerca della candida con l’emocolture e le colture dalle ferite chirurgiche, dai fluidi corporei
che abitualmente sono sterili (peritoneale, pleurico e cerebrospinale), le urinocolture attraverso il
dosaggio quantitativo che difficilmente è di grosso aiuto visto che la candida è un micete
abitualmente presente nelle urine, vengono considerate positive le colture che dimostrano valori
uguali o superiori a 103
/104
cfu/ml, o attraverso la ricerca della presenza nelle urine delle ifee.
Vanno inoltre sempre colturati i device intra vascolari e idealmente bisognerebbe anche ottenere
contemporaneamente delle emocolture ottenute da altri siti.
La ricerca microbiologica nel sospetto di una infezione da candida implica la raccolta di un set
intero di colture (broncoaspirato, urinocoltura, colture dei drenaggi ed emocolture). Per quanto
riguarda quest’ultime durante un periodo di 48 h dovrebbero essere ottenute da ogni cambio di
infermieri in modo da ottenere almeno 6 set colturali.
Va ricordato che le candide crescono bene in
recipienti adeguatamente ossigenati quindi va ricordato che essi vanno tenuti in aria ambiente per
assicurare una buona tensione di ossigeno. La presenza di emocolture positive o negative pone
comunque dei problemi,
La presenza di una emocoltura positiva in concomitanza di una positività
di una coltura ottenuta da un sito normalmente sterile, va considerata segno di una candidasi e la
terapia va iniziata.
Qualora invece la positività di una o due emocolture non sia accompagnata da
segni clinici (non febbre, emodinamica stabile, assenza di fattori di rischio), o da positività di
colture ottenute da altre sedi normalmente sterili, è probabile che la candidemia sia transitoria e non
va trattata.
Molti autori ritengono imperativo trattare una emocoltura positiva se associata a neutropenia.
link:
http://digilander.libero.it/newsfornurse/infezioni%20da%20candida%20in%20rianimazione.pdf