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31/05/2026

Il cervello sparì misteriosamente per vent'anni

Il più noto scienziato del Novecento fu cremato poco dopo la sua morte, secondo le sue volontà, ma il cervello sparì misteriosamente per vent'anni, fino alla pubblicazione dell'articolo di una rivista


Due vetrini contenenti due strati laminari di tessuto cerebrale di Albert Einstein, esposti durante la mostra "Brains -The Mind as Matter" al museo Wellcome Collection di Londra, il 27 marzo 2012. (AP Photo/Alastair Grant)


Nel 1955 Albert Einstein, già all’epoca considerato il più importante fisico del Ventesimo secolo, aveva 76 anni e si trovava a Princeton, nel New Jersey, dove viveva ormai stabilmente da oltre vent’anni:
quando nel 1933 Adolf Hitler era stato nominato cancelliere Einstein era negli Stati Uniti in viaggio di lavoro e non era mai più tornato a vivere in Germania (era nato nel 1879 a Ulm, in Germania, in una famiglia di origine ebraica).

Il 15 aprile 1955 Einstein fu ricoverato al Princeton Hospital per un aneurisma dell’aorta addominale che, secondo i medici, rendeva necessario un intervento chirurgico. Lui lo rifiutò, e in seguito a un’emorragia interna le sue condizioni si aggravarono rapidamente.

Einstein morì nelle prime ore del 18 aprile 1955, un lunedì, a causa della rottura dell’aorta, come riportato sul certificato di morte. Secondo la sua volontà e quella dei suoi familiari, il suo corpo fu cremato e le ceneri furono sparse lungo la riva del fiume Delaware nella città di Trenton, New Jersey, in base alle disposizioni fornite dall’esecutore testamentario e amico di famiglia, Otto Nathan. Prima che ciò avvenisse, e benché le cause della morte fossero note, il corpo di Einstein fu sottoposto a un’autopsia, di cui si occupò Thomas Harvey, un patologo del Princeton Hospital.

Non tutto il corpo di Einstein finì cremato: il cervello fu asportato durante quell’autopsia e messo da parte per futuri studi neuroscientifici.


continua nel link originale: 
 https://www.ilpost.it/2015/05/09/cervello-einstein/?fbclid=IwY2xjawSJjYtleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBFWUo2Q09BanRmc2Uxb01Pc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHoGduvhwucYRVe_lz5PhrQI6slbX90anGp31ERRrZVGuSGYTkax7Bq-dNMJ0_aem_d6iaB83FhacgEKS_AekakA




aggiornamento:

Albert Einstein: la morte, l'autopsia e il destino del suo cervello

Nel 1955 Albert Einstein, già considerato uno dei più importanti fisici del XX secolo, aveva 76 anni e viveva stabilmente a Princeton, nel New Jersey, dove si era trasferito negli anni Trenta.

Nel 1933, dopo la nomina di Adolf Hitler a cancelliere della Germania, Einstein si trovava negli Stati Uniti per un viaggio di lavoro. Non sarebbe più tornato a vivere in Germania. Nato nel 1879 a Ulm, nell'allora Impero tedesco, Einstein proveniva da una famiglia di origine ebraica.

Il 15 aprile 1955, Einstein fu ricoverato al Princeton Hospital a causa di un aneurisma dell'aorta addominale. I medici gli proposero un intervento chirurgico, ma Einstein rifiutò l'operazione.

Le sue condizioni peggiorarono rapidamente e, nelle prime ore del 18 aprile 1955, Einstein morì a Princeton per la rottura dell'aorta, come riportato nella documentazione relativa alla sua morte.

Secondo le sue volontà, il corpo fu cremato e le ceneri vennero disperse in un luogo non reso pubblico, secondo le disposizioni stabilite dall'esecutore testamentario Otto Nathan.

Ma ciò che accadde durante l'autopsia avrebbe dato origine a una delle vicende più particolari della storia della medicina e della scienza.

Il cervello di Einstein non fu cremato

Durante l'autopsia, eseguita dal patologo Thomas Stoltz Harvey, il cervello di Einstein fu rimosso e conservato.

Harvey riteneva che lo studio del cervello di una persona dotata di capacità intellettive straordinarie potesse contribuire alla ricerca neuroscientifica. Il cervello venne quindi suddiviso in numerosi campioni destinati a essere studiati da diversi ricercatori.

Nel corso degli anni, alcune parti del cervello di Einstein furono sottoposte a studi anatomici e microscopici. La vicenda divenne però controversa anche per le modalità con cui Harvey conservò e distribuì i campioni e per le successive interpretazioni scientifiche.

Ancora oggi, il cervello di Einstein rappresenta uno dei casi più conosciuti nella storia della neuroscienza e della ricerca sul rapporto tra struttura cerebrale e capacità cognitive.

Una precisazione importante

Il fatto che Einstein fosse considerato un genio non significa che sia stato dimostrato scientificamente che una particolare caratteristica anatomica del suo cervello fosse responsabile della sua intelligenza.

Nel corso degli anni sono state pubblicate diverse osservazioni sulle caratteristiche anatomiche del suo cervello, ma il collegamento diretto tra tali caratteristiche e le sue straordinarie capacità intellettive rimane una questione scientifica molto più complessa.

Il cervello di Einstein, quindi, non è semplicemente “il cervello di un genio” conservato come curiosità: è diventato un caso storico e scientifico che ha alimentato studi, ipotesi e anche numerose interpretazioni non sempre dimostrate.






 

Cos’è lo stress ossidativo?

Forse non è conoscenza comune, ma molte delle nostre malattie dipendono da una condizione che si chiama “stress ossidativo”.
Questo tipo di stress si sviluppa quando abbiamo una malattia infettiva, se mangiamo in maniera disordinata o beviamo alcol o di frequente bevande zuccherate, se fumiamo o anche se viviamo in ambienti fortemente inquinati.
Lo stress ossidativo sia se dura brevemente ma soprattutto se dura più a lungo può causare uno stato di infiammazione che danneggia le strutture del nostro corpo: cellule, tessuti (muscolo, pelle, etc.), organi (fegato, cuore, cervello).
Per fortuna è possibile contrastare lo stress ossidativo sia con i sistemi di difesa normalmente presenti nel nostro organismo sia intervenendo sulle nostre abitudini di vita, e sugli stili alimentari.
Di seguito parleremo dello stress ossidativo e delle sue cause, dei problemi di salute collegati e di come sia possibile contrastare i fattori che causano stress ossidativo modificando anche in maniera semplice i nostri stili di vita. 


Cos’è lo stress ossidativo?
Le nostre cellule normalmente producono delle molecole tossiche chiamate radicali liberi dell’ossigeno (ROS); per poter mantenere un suo equilibrio interno (omeostasi) la cellula, fortunatamente, possiede dei sistemi che contrastano i radicali liberi e che vengono chiamati antiossidanti, piccole molecole che hanno la capacità di annullare l’effetto tossico dei ROS sulle cellule


continua nel PDF originale che troverai qui: 
















Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico.  

29/05/2026

Vertigini ricorrenti a Torino: quali controlli fare e dove rivolgersi

Le vertigini e i disturbi dell’equilibrio possono avere cause diverse e manifestarsi con episodi occasionali oppure ricorrenti. Quando i sintomi persistono o interferiscono con le attività quotidiane, è opportuno rivolgersi al medico per valutare le possibili cause e gli eventuali approfondimenti necessari.

Il termine labirintite viene spesso utilizzato per descrivere genericamente questi disturbi, ma non tutte le vertigini dipendono da un’infiammazione del labirinto auricolare. Tra le possibili cause figurano la vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB), la neurite vestibolare e la malattia di Ménière.

La valutazione medica consente di orientare il percorso diagnostico e stabilire se siano indicati esami specifici o un trattamento riabilitativo.

Quali controlli fare in caso di vertigini ricorrenti?

Gli accertamenti dipendono dai sintomi, dalla loro durata e dalla storia clinica della persona. In base al caso, il medico può indicare:

  • Visita otorinolaringoiatrica: per approfondire eventuali disturbi dell’orecchio e del sistema vestibolare.
  • Valutazione vestibolare: per esaminare il funzionamento dei sistemi coinvolti nell’equilibrio.
  • Esami specifici: quando necessari per chiarire l’origine dei sintomi.
  • Riabilitazione vestibolare: un percorso di esercizi personalizzati che può essere indicato in alcune condizioni per migliorare l’equilibrio e ridurre l’instabilità.

Non tutte le vertigini richiedono gli stessi esami o trattamenti. La scelta deve essere effettuata da un professionista sanitario sulla base della situazione individuale.

Riabilitazione delle vertigini a Torino: il Presidio Sanitario San Camillo

A Torino, il Presidio Sanitario San Camillo include tra le proprie prestazioni la riabilitazione delle sindromi vertiginose, disponibile secondo le modalità previste dalla struttura in regime convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e in regime privato.

Per consultare l’elenco delle prestazioni e le relative informazioni, è possibile visitare le pagine ufficiali:

  • Riabilitazione e prestazioni di fisioterapia
  • Prestazioni ambulatoriali convenzionate con il SSN

Prima di prenotare, è consigliabile verificare eventuali prescrizioni necessarie, disponibilità del servizio e modalità di accesso.

Come prenotare tramite il Servizio Sanitario Nazionale

Per le prime visite fisiatriche dedicate alle vertigini e ai disturbi dell’equilibrio, il San Camillo indica i seguenti recapiti:

  • 011 8199568 — dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 12:00.
  • 011 8199411 — dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 12:00, selezionando il tasto 2.

Per verificare le procedure aggiornate, consulta la pagina ufficiale Prenotazioni convenzionate con il SSN.

Per le prestazioni private, le informazioni sono disponibili nella pagina Prenotazioni delle prestazioni private. La struttura indica anche questi contatti:

  • Telefono: 011 8199426
  • Orario telefonico indicato: dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 16:00.

Orari e procedure possono cambiare: è opportuno verificarli sul sito ufficiale prima di contattare la struttura.

Indirizzo e contatti del San Camillo di Torino

Presidio Sanitario San Camillo

Strada Santa Margherita, 136
10131 Torino

  • Telefono reception: 011 8199411

Per informazioni generali, indicazioni sull’accesso e ulteriori recapiti, consulta la pagina ufficiale Contatti del Presidio Sanitario San Camillo.

La struttura indica che l’accesso avviene su prenotazione. Per conoscere le disposizioni relative agli accompagnatori, è consigliabile consultare la pagina dei contatti o chiedere conferma direttamente alla struttura.

Quando le vertigini richiedono assistenza urgente?

Le vertigini ricorrenti devono essere valutate dal medico, soprattutto quando limitano la deambulazione o le normali attività.

Se compaiono improvvisamente insieme a difficoltà nel parlare, debolezza a un braccio o a una gamba, visione doppia o incapacità di camminare, è necessario richiedere immediatamente assistenza medica urgente, chiamando il 112. Questi sintomi non devono essere attribuiti automaticamente alla labirintite.

Conclusioni

Le vertigini possono avere origini differenti e richiedere percorsi diagnostici e terapeutici specifici. Una valutazione medica permette di individuare gli approfondimenti più appropriati e stabilire se sia indicata la riabilitazione vestibolare.

Per chi cerca informazioni sui servizi disponibili a Torino, il Presidio Sanitario San Camillo offre un servizio di riabilitazione delle sindromi vertiginose. Le pagine ufficiali della struttura consentono di consultare le prestazioni e verificare le modalità di prenotazione tramite SSN o in regime privato.


Nota informativa: questo articolo ha finalità divulgative e non sostituisce una visita medica o il parere di un professionista sanitario. Le informazioni sui servizi e sulle procedure di accesso possono cambiare; per gli aggiornamenti è necessario fare riferimento alle fonti ufficiali.

Nota editoriale: questo testo riassume informazioni generali e non costituisce una linea guida terapeutica individuale. Per diagnosi, esami e trattamenti è necessario rivolgersi allo specialista.

© Melis Stefania





27/05/2026

Informazioni utili sull'incontinenza urinaria - Presidio sanitario San Camillo TORINO

    Data di pubblicazione: 27 maggio 2026

    L’incontinenza urinaria è un disturbo più diffuso di quanto si possa immaginare e può interessare persone di tutte le età, non soltanto anziani. Può manifestarsi anche in età giovane, dopo il parto o in seguito a interventi chirurgici e patologie neurologiche.

    Nonostante possa avere un impatto significativo sulla qualità della vita, l’incontinenza urinaria è una condizione che, nella maggior parte dei casi, può essere trattata con percorsi terapeutici personalizzati. Riconoscere tempestivamente i sintomi e rivolgersi a professionisti qualificati è il primo passo per affrontare il problema.

    Il Centro Fisiatrico di Secondo Livello del Presidio San Camillo

    Il Presidio San Camillo di Torino è inserito nella rete regionale dei centri dedicati alla prevenzione, alla diagnosi e alla cura dell’incontinenza. Il Centro Fisiatrico di Secondo Livello si occupa in particolare del trattamento conservativo e riabilitativo delle disfunzioni del pavimento pelvico.

    Tra queste, l’incontinenza urinaria rappresenta una delle condizioni più frequenti. Può interessare sia le donne sia gli uomini e, in età pediatrica, può essere associata a problematiche funzionali, neurologiche o malformative.

    Le disfunzioni del pavimento pelvico comprendono anche altre condizioni, come il prolasso degli organi pelvici, il dolore pelvico cronico, l’incontinenza fecale e la stipsi cronica.

    Spesso chi convive con questi disturbi fatica a parlarne, anche a causa dell’imbarazzo o dei pregiudizi che ancora li accompagnano. Informazione e consapevolezza sono fondamentali per favorire una diagnosi tempestiva e promuovere un approccio adeguato alla cura.

    Quali sono i sintomi dell’incontinenza urinaria?

    L’incontinenza urinaria può presentarsi in forme diverse, a seconda delle cause e delle modalità con cui si manifesta.

    Tra le principali tipologie troviamo:

    • Incontinenza urinaria da sforzo: si verifica durante attività come tossire, starnutire, ridere o sollevare pesi.
    • Incontinenza da urgenza: è caratterizzata da uno stimolo improvviso e intenso a urinare, difficile da controllare.
    • Incontinenza mista: combina episodi di perdita urinaria associati allo sforzo e all’urgenza minzionale.
    • Incontinenza post-chirurgica: può comparire, negli uomini e nelle donne, dopo determinati interventi chirurgici. Nel maschio è frequentemente associata agli interventi sulla prostata.

    Esistono inoltre forme di incontinenza legate a patologie neurologiche o ad alterazioni funzionali che richiedono una valutazione specialistica.

    In presenza dei primi sintomi è importante rivolgersi al proprio medico di medicina generale, che può indicare gli accertamenti iniziali e indirizzare il paziente verso un centro specializzato.

    Come si svolge il percorso riabilitativo al Presidio San Camillo?

    Il Centro Fisiatrico di Secondo Livello del Presidio San Camillo affronta le disfunzioni del pavimento pelvico attraverso un percorso personalizzato, definito sulla base delle esigenze e delle condizioni cliniche di ciascun paziente.

    L’équipe è composta da due medici fisiatri, fisioterapisti dedicati e personale infermieristico, che collaborano per individuare il trattamento più appropriato.

    Il percorso inizia con una visita medica specialistica, dalla quale viene elaborato un progetto riabilitativo individuale. In base alla valutazione clinica, il trattamento può comprendere diverse tecniche e procedure:

    • Training muscolare del pavimento pelvico, per migliorare la consapevolezza, il controllo e la funzionalità della muscolatura coinvolta.
    • Biofeedback, uno strumento che aiuta il paziente a riconoscere e controllare l’attività muscolare.
    • Elettrostimolazione funzionale, quando indicata dal professionista.
    • Stimolazione del nervo tibiale posteriore (SANS), utilizzata in specifiche condizioni disfunzionali.
    • Terapia comportamentale e bladder training, per favorire una migliore gestione della funzione vescicale e degli intervalli tra le minzioni.
    • Counselling e indicazione di ausili, per supportare il paziente nella gestione quotidiana del disturbo.

    Il trattamento viene adattato nel tempo in base alla risposta clinica e agli obiettivi riabilitativi individuati.

    Le attività si svolgono prevalentemente in regime ambulatoriale. Nei casi più complessi, comprese alcune condizioni di origine neurologica, può essere previsto un breve ricovero in Day Hospital.

    Il Centro si occupa inoltre di alcune forme di incontinenza pediatrica.

    Quali patologie vengono trattate?

    L’attività del Centro è rivolta alla prevenzione, alla valutazione e alla riabilitazione di diverse problematiche del pavimento pelvico, tra cui:

    • incontinenza urinaria femminile di diversa origine;
    • incontinenza urinaria dopo il parto;
    • incontinenza urinaria post-chirurgica maschile e femminile;
    • incontinenza urinaria associata a patologie neurologiche congenite o acquisite;
    • sindromi dolorose pelviche;
    • alterazioni della statica pelvica femminile;
    • vescica iperattiva;
    • incontinenza fecale;
    • stipsi cronica.

    La scelta del trattamento dipende dalla natura del disturbo, dalla sua gravità e dalle condizioni generali della persona. Per questo motivo, la valutazione specialistica rappresenta un passaggio essenziale per definire il percorso più adatto.

    Affrontare l’incontinenza è possibile: il valore della prevenzione

    L’incontinenza urinaria e le altre disfunzioni del pavimento pelvico non devono essere considerate condizioni inevitabili con il passare degli anni, né problemi da affrontare in silenzio.

    Intervenire precocemente consente di individuare le cause del disturbo e valutare le possibilità terapeutiche disponibili, comprese le tecniche conservative e riabilitative.

    Il Presidio San Camillo di Torino mette a disposizione competenze mediche e riabilitative dedicate per accompagnare il paziente in un percorso di valutazione e cura personalizzato.

    In presenza di sintomi urinari o di altre problematiche del pavimento pelvico, il primo passo è parlarne con il proprio medico e valutare un eventuale approfondimento specialistico. Chiedere aiuto è importante per migliorare la gestione del disturbo e la qualità della vita.

    Per saperne di più

    Consulta la pagina dedicata del Presidio San Camillo di Torino per approfondire i servizi e le attività del Centro:

    Informazioni sull’incontinenza urinaria – Presidio San Camillo di Torino

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    Nota editoriale: ho mantenuto le informazioni fornite, riorganizzandole per migliorare leggibilità e fruizione online. Prima della pubblicazione, è consigliabile verificare con il Centro i dati epidemiologici citati nel testo originale e l'attuale composizione dell'équipe, così da garantire la piena accuratezza delle informazioni sanitarie



Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato.  
© Stefania Melis

LISTE DI ATTESA - Presidio sanitario San Camillo TORINO


Ai sensi del Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 “Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”, art. 41 comma 6.

PRIME VISITE FISIATRICHE E NERUOLOGICHE E ESAMI DI DIAGNOSTICA PER IMMAGINI

La normativa prevede le seguenti classi di priorità per l’erogazione delle prestazioni ambulatoriali, attribuita dal Medico prescrittore sulla base delle specifiche condizioni cliniche del paziente:

  • U (URGENTE): prestazioni in urgenza da effettuarsi nel più breve tempo possibile e comunque entro 72 ore;
  • B (BREVE): prestazioni da effettuarsi entro un periodo breve: 10 giorni;
  • D (DIFFERIBILE): prestazioni da eseguirsi entro 30 giorni per visite ambulatoriali ed entro 60 giorni per prestazioni strumentali
  • P (PROGRAMMATA): prestazioni programmabili da eseguirsi entro 120 giorni.



L’indicazione della classe di priorità da parte del medico prescrittore è obbligatoria.

A partire dal mese di gennaio 2024 le agende relative alle prestazioni SSN degli esami di diagnostica per immagini e prime visite fisiatriche e neurologiche confluiscono nel Sovracup di Regione Piemonte.
Non è quindi possibile indicare i tempi di attesa.


TRATTAMENTI RIABILITATIVI

Relativamente ai i tempi di attesa per i trattamenti riabilitativi, la tempistica della presa in carico dei Pazienti è correlata ai codici disabilità presenti sul PPRI, secondo indicazioni Regionali alle quali si rimanda per le specifiche:

DISABILITA’ 2: Si tratta di disabilità complesse che non richiedono ricovero, ma un intervento, per competenza ed attrezzatura, altamente sofisticato.


DISABILITA’ 3: Si tratta di disabilità di entità rilevante, croniche o in fase di stabilizzazione che richiedono un intervento riabilitativo non complesso, né intensivo, ma protratto nel tempo.


DISABILITA’ 4: Si tratta di disabilità di entità contenuta, di recente insorgenza ed a rapida risoluzione (entro massimo sei mesi dall’inizio del trattamento).


DISABILITA’ 5: Sono disabilità croniche stabilizzate, di entità contenuta o minimale, per le quali possono essere necessari interventi riabilitativi "di mantenimento" o di "prevenzione del degrado motorio-funzionale acquisito" e/o un'attività didattico formativa.

Come struttura equiparata al pubblico e ospedale specializzato di riabilitazione intensiva il Presidio Sanitario San Camillo ritiene opportuno, nell’ambito delle risorse rese disponibili dal Budget assegnato dalla Regione Piemonte, dare la priorità ai progetti riabilitativi per disabilità di post acuzie (codici 2 e 4) urgenti.

Qui di seguito sono pubblicati, con cadenza mensile, i tempi di attesa per la classe di priorità D, calcolati nel giorno indice (primo lunedì lavorativo del mese).

Giorni d'attesa al giorno indice 04/05/2026

 

DescrizioneGiorni di attesa previstiGiorni di attesa effettivi
Inizio trattamento terapeutico riabilitativo - dis. 2 – Urgentin.a.30
Inizio trattamento terapeutico riabilitativo - dis. 2n.a.150
Inizio trattamento terapeutico riabilitativo - dis. 3n.a.180
Inizio trattamento terapeutico riabilitativo - dis. 4 - Urgentin.a.30
Inizio trattamento terapeutico riabilitativo - dis. 4n.a.150
Inizio trattamento terapeutico riabilitativo - dis. 5n.a.180

 

 

Per le procedure relative al rispetto dei tempi di attesa per le prestazioni specialistiche in primo accesso, ai sensi dell’art. 3 del D. Lgs. 29/04/1998 n. 124, si invita a seguire il seguente link:

https://www.aslcittaditorino.it/tempi-di-attesa-prestazioni-specialistiche/

Il Direttore Sanitario 
Dr. Francesco Arnoletti





















Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato.  

Disturbi dello Spettro Autistico - Presidio Sanitario San Camillo Torino I SERVIZI DEL PRESIDIO SANITARIO SAN CAMILLO

CENTRO DI RIABILITAZIONE DEI DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO
Nel 2003, anno di nascita del DH VEGA, si comincia a lavorare secondo l’approccio del Programma TEACCH, modello di intervento riabilitativo di origine statunitense e di ispirazione cognitivo-comportamentale, internazionalmente riconosciuto.
La scelta di utilizzare questo modello di intervento è stata determinata dall’esigenza di introdurre nell’area torinese tali strumenti, inclusi nelle buone prassi in materia di trattamento riabilitativo di DSA a livello internazionale e recepiti dalle linee guida della SINPIA. Inoltre la strutturazione di tempi e spazi di trattamento prevista in questo metodo di lavoro risultava particolarmente efficace sia nell’approccio alle difficoltà peculiari dei ragazzi inseriti, sia nella organizzazione di un servizio di riabilitazione con caratteristiche di multidisciplinarietà.
Attualmente, grazie alla continua formazione dell’equipe multidisciplinare, si utilizzano anche altre metodologie di intervento, sempre comunque comprese nell’ambito dell’educazione strutturata, con approccio cognitivo o analitico-comportamentale e comprese nelle Linee Guida Regionali aggiornate nel dicembre 2016.

La nostra équipe multidisciplinare

  • due educatori professionali (di cui uno con incarico di coordinamento)
  • una psicologa
  • una infermiera in organico al Day Hospital
  • un medico fisiatra
  • una neuropsichiatra infantile
  • una logopedista
  • una neuropsicologa
  • una neuropsicomotricista

Sono presenti in maniera continuativa figure di tirocinanti dai corsi di laurea in Scienze dell’educazione, Psicologia, Interfacoltà in Educazione professionale, Logopedia, secondo convenzione di formazione stipulata con le facoltà di riferimento.

Di cosa ci occupiamo
Il DH VEGA prende in carico soggetti con Disturbi dello Spettro Autistico e si occupa di effettuare valutazioni funzionali, trattamenti multidisciplinari e Parent Training.

Modalità di accesso e inserimento

  • i pazienti vengono indirizzati dal servizio di NPI territoriale.
  • al ricovero si fa precedere un colloquio del medico responsabile con i genitori e/o l’interessato, nel corso del quale vengono rilevate (tramite intervista strutturata) informazioni utili al primo incontro di valutazione e forniti dettagli tecnico-organizzativi ai familiari. Inoltre viene raccolta l’anamnesi completata dagli accertamenti diagnostici già effettuati dal paziente

  • si procede alla somministrazione del test funzionale più adeguato all’età ed al livello evolutivo del paziente (PEP3, TTAP, EFI, altro). La testatura avviene ordinariamente nel corso di due mattinate a cura di un educatore professionale o di una psicologa del Servizio, in presenza del medico responsabile che assiste con i genitori alla valutazione in circuito chiuso

  • a seguire si somministra ai genitori o a eventuali caregiver l’intervista Vineland II, per la valutazione delle capacità adattive

  • dal bilancio derivato dagli appuntamenti sopra citati, completato con ulteriori eventuali valutazioni logopediche, neuropsicomotorie, neuropsicologiche, deriva il progetto riabilitativo individualizzato da cui scaturiscono i programmi per il trattamento

  • si procede alla restituzione del bilancio di valutazione ai familiari con condivisione diretta/indiretta con i sanitari invianti e le figure educative coinvolte nella gestione del paziente

 

PRESTAZIONI

Valutazione funzionale
I test utilizzati sono validati scientificamente e seguono le Linee Guida nazionali in materia di Disturbi dello Spettro Autistico. A seconda del profilo, dell’età e delle necessità del paziente si decide quali valutazioni adottare (psicoeducativa, neuropsicologica, logopedica, neuropsicomotoria)

Chi ha bisogno di approfondire l'eventuale appartenenza allo spettro autistico o ad altra neurodivergenza può scrivere una email a: neurodivergenze.torino@camilliani.net

Presa in carico indiretta
Si procede alla valutazione del paziente, cui segue un confronto tra gli operatori del Servizio e il personale scolastico e/o delle realtà educative domiciliari, diurne o residenziali coinvolte. Da tale confronto deriva il progetto di intervento, che viene poi curato dal personale dei servizi citati con la consulenza dei nostri operatori, sia in sede sia presso le strutture ospitanti. Questa modalità è seguita in genere per pazienti adulti già inseriti in strutture educative.

Presa in carico diretta
Dopo la valutazione viene steso un progetto di trattamento incentrato sugli obiettivi funzionali identificati nel bilancio di valutazione. Nel corso del trattamento si effettuano momenti di verifica con le famiglie e/o con gli operatori di riferimento, al fine di generalizzare al più presto le competenze acquisite. Sono previsti counseling prima e durante la prima fase di inserimento in eventuali strutture scolastiche ed educative coinvolte nel percorso di vita del paziente dopo la riabilitazione e incontri di Parent Training con i genitori del paziente.

  • Trattamento riabilitativo in singolo
    Proposto in genere a un paziente con bilancio comportamentale/attentivo più compromesso, per tempi limitati e numero di sedute ridotto, finalizzato alla realizzazione dei prerequisiti necessari all’inserimento nei gruppi oppure, alla dimissione, al passaggio delle consegne del lavoro individuale a operatori esterni.

  • Trattamento riabilitativo in gruppo
    Ogni gruppo è costituito da tre/sei pazienti il più possibile omogenei per quadro funzionale ed età cronologica e di sviluppo. In ogni caso è prevista una rivalutazione a fine percorso con l’utilizzo degli stessi strumenti della valutazione iniziale.

Parent Training e counseling
Durante la presa in carico sono previsti incontri con i genitori dei pazienti, al fine di spiegare il lavoro in corso con i figli e per favorire l’utilizzo di strumenti e strategie efficaci in ambito domestico. Al fine di ottenere la massima generalizzazione di tutto ciò che possa essere efficace, si programmano incontri con tutti gli operatori che si occupano degli utenti negli altri contesti (insegnanti, educatori, affidatari, altro).


AREE DI INTERVENTO
Disturbi dello Spettro Autistico


link originale: https://www.sancamillotorino.net/disturbi-dello-spettro-autistico?redirect=%2Fospedale-specializzato-rrf-riabilitazione







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Ospedale specializzato in Recupero e Rieducazione Funzionale - Presidio Sanitario San Camillo Torino

I SERVIZI DEL PRESIDIO SANITARIO SAN CAMILLO

Il Presidio Sanitario San Camillo, nella funzione di ospedale specializzato in Recupero e Rieducazione Funzionale (RRF), fornisce attività di riabilitazione intensiva, in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale e in forma privata, rivolta a pazienti adulti affetti da menomazioni e disabilità, acquisite e modificabili, di natura neurologica e mio-osteo-articolare di varia gravità. Il Presidio si propone di favorire e potenziare i processi di recupero dell’autonomia complessiva del paziente, compatibilmente con le menomazioni presenti, attraverso interventi valutativi, diagnostici e terapeutici personalizzati, globali, multiprofessionali e integrati.

Accedono al Presidio, in regime di ricovero ordinario, i pazienti provenienti direttamente da struttura ospedaliera - come indicato dal fisiatra ospedaliero nella Proposta di percorso riabilitativo individuale (PPRI) - che necessitano di un intervento riabilitativo intensivo. L’équipe riabilitativa si compone di fisiatri, geriatri, consulenza specialistica cardiologica, ortopedica, foniatrica, infermieri professionali, operatori sociosanitari, fisioterapisti, terapisti occupazionali, logopedisti, neuropsicologi e psicologi.

I vari specialisti collaborano in forma interdisciplinare, sia con le famiglie sia con le strutture sociali del territorio, al fine di garantire una valida continuità del Progetto riabilitativo personale, individuato e avviato durante la degenza.


link  originale:  https://www.sancamillotorino.net/ospedale-specializzato-rrf-riabilitazione








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Approfondimenti sul corso ECM Manipolazione della fascia Primo e Secondo livello

Quali sono i punti di forza della tecnica Stecco?

Risponde Mirco Branchini, docente del corso di 1° livello.

“Ciò che mi affascina molto di questa tecnica è che nell'applicarla possiamo apprezzare come il tessuto si modifica sotto le nostre mani durante il trattamento e come questa modificazione sia il preludio di un miglioramento nel RoM (Range of Motion) e possa essere utile in termini di:

  • mobilità
  • riduzione del sintomo doloroso
  • miglior reclutamento delle componenti sistemiche

Un altro grande vantaggio per chi applica la manipolazione fasciale è quello di poter lavorare anche  su casi estremamente acuti, potendo gestire il dolore trattando segmenti distanti dalla zona dolorosa, e questo modulando la tensione degli elementi fasciali coinvolti lungo la continuità delle sequenze, delle diagonali o delle spirali, che sono tutte continuità anatomo-fasciali che descriveremo durante il corso. 

Queste abilità permetteranno quindi di prendere in considerazione tutti i vari complessi che nel tempo hanno provocato il dolore e di gestire la persona in un senso globale, anche in fase acuta.”

 

Quali sono gli argomenti del corso?

Il corso, orientato ai disturbi muscoloscheletrici, si articola in dodici giornate suddivise in quattro fine settimana. I primi due fine settimana vengono denominati Primo livello e vengono esposte le basi anatomiche, biomeccaniche e fisiologiche del tessuto connettivo fasciale, sarete istruiti su che cos'è un'unità miofasciale di base e saranno affinate quelle abilità e competenze manuali necessarie per riconoscere le alterazioni della fascia e per intervenire sui punti cosiddetti centri di coordinazione.

Nel Secondo livello si approfondirà un approccio multidirezionale spendibile in tutte le tipologie di paziente con disturbi legati al movimento, con sintomi del comparto muscoloscheletrico: si approfondirà tutta la neurofisiologia del trattamento del tessuto fasciale.



link originale

https://www.sancamillotorino.net/approfondimenti-sul-corso-ecm-manipolazione-della-fascia-1-e-2-livello
























Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato.